Procedura : 2019/2800(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0042/2019

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B9-0042/2019

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PV 19/09/2019 - 7.4
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P9_TA(2019)0020

<Date>{16/09/2019}16.9.2019</Date>
<NoDocSe>B9‑0042/2019</NoDocSe>
PDF 135kWORD 54k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B9‑0051/2019</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 136, paragrafo 5, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sulla brevettabilità delle piante e dei procedimenti essenzialmente biologici</Titre>

<DocRef>(2019/2800(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Martin Buschmann, Sandra Pereira, Nikolaj Villumsen, Konstantinos Arvanitis, Anja Hazekamp, Manuel Bompard, Pernando Barrena Arza, Anne‑Sophie Pelletier, Leila Chaibi, Mick Wallace, Manon Aubry, Dimitrios Papadimoulis, Stelios Kouloglou</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0040/2019

B9‑0042/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sulla brevettabilità delle piante e dei procedimenti essenzialmente biologici

(2019/2800(RSP))

Il Parlamento europeo,

 vista la Convenzione sul brevetto europeo (CBE) del 5 ottobre 1973, in particolare l'articolo 53, lettera b),

 vista la direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 1998, sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche[1], in particolare l'articolo 4, il quale stabilisce che i prodotti ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici non sono brevettabili,

 visti l'articolo 2, paragrafo 2, e il considerando 33 della direttiva 98/44/CE, in cui si afferma che un procedimento di produzione di vegetali o di animali è essenzialmente biologico quando consiste integralmente in fenomeni naturali quali l'incrocio o la selezione,

 vista la sua risoluzione del 10 maggio 2012 sui brevetti per procedimenti essenzialmente biologici[2],

 vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2015 sui brevetti e la privativa per i ritrovati vegetali[3],

 vista la decisione della commissione allargata di ricorso dell'Ufficio europeo dei brevetti (UEB) del 25 marzo 2015 nei procedimenti G2/12 (pomodori) e G2/13 (broccoli),

 vista la comunicazione della Commissione C/2016/6997, dell'8 novembre 2016, relativa a determinati articoli della direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche,

 vista la decisione del consiglio di amministrazione dell'Organizzazione europea dei brevetti, del 29 giugno 2017, che modifica gli articoli 27 e 28 del regolamento di esecuzione della Convenzione sul brevetto europeo (CA/D 6/17),

 vista la decisione della commissione tecnica di ricorso dell'Ufficio europeo dei brevetti (UEB) del 5 dicembre 2018 nel procedimento T 1063/18,

 vista l'interrogazione orale alla Commissione sulla brevettabilità delle piante e dei procedimenti essenzialmente biologici (O-000026/2019 – B9‑0051/2019),

 visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'accesso al materiale biologico delle piante, che comprende le caratteristiche vegetali, è essenziale per lo sviluppo di nuove varietà, al fine di garantire la sicurezza alimentare a livello mondiale, di far fronte ai cambiamenti climatici e di impedire monopoli nel settore della selezione vegetale e animale, fornendo così maggiori opportunità agli agricoltori;

B. considerando che la selezione vegetale è processo praticato dagli agricoltori e dalle comunità agricole fin dagli albori dell'agricoltura; che le varietà vegetali e animali e i metodi di selezione sono importanti ai fini della diversità genetica;

C. considerando che la selezione di vegetali nel loro ambiente naturale è particolarmente necessaria per affrontare l'impatto dei cambiamenti climatici sulle condizioni meteorologiche e sull'igrometria, oltre che la comparsa di nuovi parassiti e di nuove fitopatologie epidemiche; che, a tal fine, occorre che gli agricoltori e i costitutori abbiano accesso aperto al materiale riproduttivo;

D. considerando che l'articolo 4 della direttiva 98/44/CE e l'articolo 53, lettera b) della CBE stabiliscono che le varietà vegetali e le razze animali e i procedimenti essenzialmente biologici di produzione di vegetali o di animali non sono brevettabili,

E. considerando che, nel marzo 2015, la commissione allargata di ricorso dell'UEB nei procedimenti G2/12 (pomodori) e G2/13 (broccoli) ha sancito che tali prodotti biologici sono brevettabili e che non vi è conflitto con l'articolo 53, lettera b), della CBE, che non consente di brevettare i procedimenti "essenzialmente biologici";

F. considerando che nel novembre 2016 la Commissione ha approvato una comunicazione relativa a determinati articoli della direttiva 98/44/CE per quanto riguarda la brevettabilità di vegetali e animali ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici e ha espresso il parere che, in conformità con l'intento del legislatore unionale, tali vegetali e animali non possono essere brevettati a norma della direttiva;

G. considerando che nel giugno 2017 il consiglio d'amministrazione dell'UEB ha deciso che non sarebbero stati concessi brevetti su vegetali o animali derivati da selezione convenzionale o prodotti senza ricorso all'ingegneria genetica;

H. considerando che nel dicembre 2018 la commissione tecnica di ricorso dell'UEB ha annunciato che una delle sue regole più recenti, che vietava la concessione di brevetti su vegetali o animali ottenuti esclusivamente mediante procedimenti essenzialmente biologici, era in conflitto con gli articoli formulati nella CBE;

I. considerando che l'UEB ha in numerose occasioni ignorato e affievolito i divieti formulati nella CBE e nella direttiva 98/44/CE;

J. considerando che nell'Unione europea, negli ultimi anni, sono presentate sempre più domande di brevetto su vegetali e animali, e che tra queste il numero di brevetti su piante derivate da selezione convenzionale e non da ingegneria genetica è andato costantemente aumentando; che a oggi sono state presentate oltre 1.600 domande di tale tipo, e sono stati concessi circa 220 brevetti;

K. considerando che la nuova decisione della commissione tecnica di ricorso dell'UEB ha potenzialmente creato una situazione che andrebbe a vantaggio delle grandi multinazionali quali Bayer-Monsanto, Syngenta e BASF, le quali mirano a conseguire un monopolio sulle sementi e i vegetali e a impadronirsi in tal modo delle risorse di base della produzione alimentare mediante i diritti conferiti dai brevetti;

L. considerando che è urgentemente necessario che l'UEB, confrontato a una situazione giuridica caotica, chiarisca il campo di applicazione e l'interpretazione delle proprie regole; che il divieto di brevettabilità delle varietà vegetali e specie animali deve essere salvaguardato;

1. esprime preoccupazione per il fatto che la recente decisione della commissione tecnica di ricorso dell'UEB nel procedimento G3/19 potrebbe portare l'UEB a rilasciare ulteriori brevetti su caratteristiche naturali presenti in varietà nuove o su caratteristiche vegetali introdotte in varietà nuove mediante procedimenti essenzialmente biologici quali l'incrocio e la selezione;

2. sottolinea che la decisione della commissione tecnica di ricorso dell'UEB del dicembre 2018 nel procedimento G3/19 è in conflitto con la precedente decisione del consiglio d'amministrazione dell'Organizzazione europea dei brevetti del giugno 2017, secondo la quale piante e animali ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici non potranno più essere brevettati;

3. esorta l'UEB ad attenersi alla Convenzione europea sui brevetti, che costituisce la base del diritto europeo in materia di brevetti e che esclude la brevettabilità di piante e animali;

4. si oppone risolutamente alla brevettabilità di procedimenti viventi, compresi piante e animali; sottolinea che i brevetti su piante, animali e procedimenti essenzialmente biologici concessi dall'UEB favoriscono la concentrazione del mercato, servono a promuovere diritti di monopolio iniqui e, in ultima analisi, mettono a repentaglio l'agrodiversità e la biodiversità degli ecosistemi e la capacità dei sistemi di produzione alimentare di adattarsi per rispondere alle sfide poste dai cambiamenti climatici;

5. critica fermamente il processo decisionale interno dell'UEB e le sue procedure, che sono condotte in assenza di controllo democratico e politico, senza controlli indipendenti o spazio per la partecipazione del pubblico;

6. sottolinea che le regole dell'UEB sui brevetti riguardanti prodotti ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici sono perlopiù basate su caratteristiche tecniche insignificanti e costituiscono un abuso della legislazione in materia di brevetti, servendosene quale strumento per un'appropriazione indebita che trasforma le risorse agricole necessarie per la produzione alimentare quotidiana nella cosiddetta proprietà intellettuale di un piccolo numero di grandi società, mettendo in tal modo a repentaglio la sicurezza alimentare sul piano mondiale e la sovranità alimentare a livello regionale;

7. esorta l'UEB a chiarire con urgenza le proprie regole in materia, dal momento che vi sono numerose richieste di brevetto riguardanti prodotti ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici attualmente in attesa di una decisione; sottolinea che la concessione di brevetti per prodotti ottenuti mediante procedimenti essenzialmente biologici contrasta completamente con i divieti previsti dal diritto europeo in materia di brevetti;

8. invita la commissione allargata di ricorso dell'UEB a rispondere positivamente ai due quesiti posti nel deferimento alla commissione stessa di una questione di diritto da parte del presidente dell'Ufficio europeo dei brevetti (articolo 112, paragrafo 1, lettera b), CBE);

9. invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che l'UE tuteli l'accesso garantito al materiale ottenuto mediante procedimenti essenzialmente biologici e il suo utilizzo per ottenere varietà vegetali e animali, al fine di evitare, se del caso, che vi siano interferenze con le pratiche che garantiscono un'ampia esenzione per i costitutori e i diritti degli agricoltori;

10. esorta la Commissione a presentare una dichiarazione scritta alla commissione allargata di ricorso dell'UEB riguardo al procedimento G3/19 per quanto concerne la brevettabilità di piante ottenute esclusivamente mediante un procedimento essenzialmente biologico, al fine di assicurare che i prodotti derivati da procedimenti naturali non siano brevettabili, in conformità delle conclusioni espresse nella sua comunicazione relativa a determinati articoli della direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche (2016/C411/03)[4];

11. esorta gli Stati membri dell'Organizzazione europea dei brevetti e tutte le parti della Convenzione sul brevetto europeo a intraprendere azioni decisive al fine di porre fine alla concessione di ulteriori brevetti su piante e animali, e a rafforzare i divieti esistenti;

12. invita la Commissione, nell'ambito dei colloqui sull'armonizzazione del diritto multilaterale dei brevetti, a impegnarsi a favore dell'esclusione dalla brevettabilità dei procedimenti essenzialmente biologici;

13. invita la Commissione a presentare una relazione sugli sviluppi e sulle implicazioni del diritto dei brevetti nel campo della biotecnologia e dell'ingegneria genetica, come previsto dall'articolo 16, lettera c), della direttiva 98/44/CE e come richiesto dal Parlamento nella sua risoluzione del 10 maggio 2012 sui brevetti per procedimenti essenzialmente biologici[5];

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri e all'Ufficio europeo dei brevetti.

 

[1] GU L 213 del 30.7.1998, pag. 13

[2] GU C 216E del 10.9.2013, pag. 31.

[3] GU C 399 del 24.11.2017, pag. 188.

[4] GU C 411/03 dell'8.11.2016, pag. 3.

[5] GU C 261E del 10.9.2013, pag. 31.

Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2019Avvertenza legale - Informativa sulla privacy