Procedura : 2019/2833(RSP)
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B9-0113/2019

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PV 10/10/2019 - 2
CRE 10/10/2019 - 2

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PV 10/10/2019 - 8.11
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<Date>{02/10/2019}2.10.2019</Date>
<NoDocSe>B9‑0113/2019</NoDocSe>
PDF 136kWORD 55k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini</Titre>

<DocRef>(2019/2833(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Dimitrios Papadimoulis, Younous Omarjee</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

</RepeatBlock-By>


B9‑0113/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini

(2019/2833(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visti gli articoli 311, 312 e 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

 visti il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020[1] e la sua successiva modifica mediante il regolamento (UE, Euratom) 2017/1123 del Consiglio, del 20 giugno 2017[2],

 visti gli articoli 106 bis e 171 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

 vista la sua risoluzione del 30 maggio 2018 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie[3],

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 si è rivelato inadeguato ad affrontare le esigenze concrete dei cittadini e le sfide che si presentano agli Stati membri; che le attuali politiche neoliberiste orientate all'austerità hanno accentuato le disuguaglianze socioeconomiche all'interno degli Stati membri e tra di essi, approfondito la recessione in alcuni Stati membri, aumentato il numero delle persone a rischio di povertà e di esclusione sociale, compromesso la funzione sociale dello Stato, indebolito i diritti dei popoli e dei lavoratori e portato a una crescente disoccupazione e a una minore spesa pubblica in settori strutturali fondamentali; che la deregolamentazione del mercato del lavoro e i sistemi fiscali regressivi hanno inasprito il divario del reddito e della ricchezza;

B. considerando che le crisi climatica e ambientale, oltre alla perdita di biodiversità e alla perdita di biodiversità caratteristica della sesta grande estinzione di massa delle specie, rappresentano una minaccia per la stabilità, la salute e la sopravvivenza delle società in tutto il mondo, nonché per il benessere degli animali; che gli impegni assunti alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21) del 2015, ribaditi in occasione del vertice ONU 2019 sull'azione per il clima, non sono stati adeguatamente attuati;

C. considerando che vi è l'urgente necessità di un diverso processo di integrazione che sia al servizio del progresso sociale e democratico, fornisca soluzioni giuste e pacifiche alle sfide internazionali, promuova un dialogo culturale a livello mondiale e sia saldamente basato sulla cooperazione tra paesi sovrani in condizioni di parità;

D. considerando che vi sono una crescente consapevolezza e una crescente richiesta di azioni più incisive riguardo alla promozione di una crescita sostenibile, di qualità e socialmente equilibrata, della creazione di posti di lavoro, della solidarietà, della prosperità per tutti, di un'equa distribuzione della ricchezza, della sicurezza del lavoro e della protezione sociale, della fornitura di servizi pubblici di qualità, universali e gratuiti, del benessere ambientale, nonché di alloggi, energia, comunicazioni, infrastrutture e, in generale, servizi pubblici economicamente accessibili, specialmente per le persone più vulnerabili;

1. prende atto del principio dell'unanimità applicato alle decisioni sul QFP in sede di Consiglio; ricorda i principi della codecisione e del normale funzionamento democratico delle istituzioni per quanto riguarda la procedura per l'adozione del QFP; si oppone pertanto all'approccio dello "schema di negoziato" perseguito dal Consiglio, poiché sovverte le prerogative conferite dal trattato al Parlamento in quanto colegislatore;

2. sottolinea che il prossimo QFP deve soddisfare le reali esigenze, richieste e aspirazioni dei popoli d'Europa; sottolinea che esso deve essere realizzato sulla base di una nuova strategia – un nuovo piano socioecologico di investimenti pubblici a livello dell'UE – rivolta alle strategie di sviluppo degli Stati membri, che affronti le attuali sfide interne ed esterne e avvii una transizione di emergenza verso un'Europa sostenibile dal punto di vista ambientale, progressista sul piano sociale e più equa; insiste sulla necessità di un aumento sostanziale del bilancio dell'UE, con l'obiettivo di rafforzare la solidarietà e mantenere e potenziare il suo ruolo redistributivo, garantendo così l'attuazione del principio della coesione sociale, economica e territoriale e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite all'interno e all'esterno dell'UE e assicurando al contempo i finanziamenti e le misure specifiche che sono necessari per le regioni ultraperiferiche dell'UE;

3. chiede lo stanziamento trasparente dei fondi dell'Unione e strumenti finanziari speciali per garantire l'uso responsabile di tali strumenti e il loro impegno in vista di tale piano socioecologico di investimenti pubblici; suggerisce di integrare la mitigazione dei cambiamenti climatici in tutto il bilancio dell'Unione attraverso la completa conformità delle linee di bilancio del QFP agli obiettivi climatici; esorta a far sì che il fondo per una transizione giusta a favore delle regioni carbonifere dell'UE sia destinato esclusivamente a progetti volti all'eliminazione graduale dei combustibili fossili;

4. chiede di introdurre un sistema di reddito dell'Unione basato su reali risorse proprie finanziate mediante imposte per il settore finanziario come l'imposta sulla transazioni finanziarie, nonché di prendere in considerazione altre imposte per le grandi multinazionali del settore digitale e per le industrie più inquinanti, quali una tassa sulla plastica e sul carbonio alle frontiere; chiede una base imponibile comune per l'imposta sulle società al fine di conseguire un sistema finanziario autonomo, più giusto, più trasparente, più semplice e più equo; insiste sull'urgente necessità di rafforzare le autorità preposte alla lotta contro l'evasione fiscale e la frode fiscale e di potenziare la cooperazione tra le stesse, nonché di istituire un'autorità europea a sostegno della loro lotta transnazionale; è favorevole alla creazione di una lista nera dell'UE che elenchi i paradisi fiscali esistenti nell'Unione; propone l'introduzione di un meccanismo che imponga alle società che ricevono sovvenzioni dell'UE di rimborsare gli Stati membri qualora la società beneficiaria decida di trasferirsi al di fuori dell'Unione dopo aver ricevuto il sussidio;

5. ricorda la sua posizione in base alla quale i fondi europei a sostegno dell'obiettivo della coesione territoriale, sociale ed economica non possono essere sacrificati a vantaggio di nuovi obiettivi dell'UE; ricorda che la coesione costituisce una politica di solidarietà su vasta scala dell'Unione; sollecita un significativo aumento del bilancio per le politiche regionali, dal momento che l'attuale importo delle risorse destinate alla coesione si è rivelato insufficiente; suggerisce di non finanziare le nuove politiche dell'UE mediante i fondi della politica di coesione; sottolinea che qualsiasi condizionalità macroeconomica o politica nell'applicazione dei fondi dell'Unione deve essere respinta;

6. esorta a elaborare un modello socioeconomico il cui scopo principale sia porre fine alle disuguaglianze tra i popoli e conseguire un tenore di vita elevato per i lavoratori e delle persone in generale; sottolinea, in particolare, la necessità di aumentare in misura sostanziale i finanziamenti a programmi per la promozione di posti di lavoro in grado di garantire i diritti e dell'inclusione sociale dei giovani; si oppone a qualsiasi tentativo di abolire il Fondo di aiuti europei agli indigenti;

7. insiste affinché i programmi specifici che promuovono gli investimenti nella ricerca, nell'istruzione, nella mobilità (vale a dire i trasporti pubblici gratuiti), l'innovazione e il progresso tecnologico siano rafforzati, sostenendo così la transizione a un modello di produzione sostenibile, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la loro mitigazione, nonché la promozione del progresso sociale ed economico;

8. insiste sul fatto che il bilancio dell'UE, per essere preparato all'era digitale, deve fornire un sostegno adeguato all'alfabetizzazione digitale per tutti, alla sovranità dei dati e a un'offerta digitale diversificata per i cittadini, assicurando al contempo il più elevato livello di protezione dei dati personali;

9. sottolinea che la Brexit non deve comportare una riduzione della dotazione di bilancio per le politiche ambientali, sociali e di coesione; evidenzia l'importanza dei negoziati per il prossimo QFP ed esorta a limitare il più possibile le ripercussioni della Brexit sulle principali linee di bilancio dell'Unione, quali la politica di coesione;

10. sottolinea l'importante contributo fornito dall'Unione alla pace e alla riconciliazione in Irlanda, in particolare mediante il suo sostegno all'accordo del Venerdì santo in ogni sua parte, e accoglie con favore tutti i precedenti impegni della Commissione e del Parlamento a mantenere i fondi europei essenziali per l'Irlanda, sia del Nord che del Sud, dopo la Brexit; invita la Commissione a prepararsi per lo scenario di un'Irlanda unificata;

11. evidenzia la necessità di attuare strategie efficaci di prevenzione dei cambiamenti climatici, adattamento ad essi e mitigazione degli stessi in tutta l'Unione, al fine di proteggere i terreni agricoli nel lungo periodo; sottolinea la necessità di una politica agricola comune (PAC) pubblica che dia priorità ai piccoli agricoltori, all'agricoltura locale e alle cooperative, che ponga prezzi remunerativi al centro della politica agricola e che istituisca strumenti per la regolamentazione dei mercati e della produzione; riconosce il diritto di ciascun paese di produrre alimenti e di garantire la sovranità e la sicurezza alimentari; invita a sostenere ulteriormente misure a favore della sostenibilità socioeconomica e ambientale, del benessere degli animali e della biodiversità; chiede una revisione dell'attuale politica agricola orientata all'esportazione e della pratica dell'agricoltura intensiva;

12. chiede che sia salvaguardata la biodiversità negli ambienti marini; sottolinea che la politica della pesca dovrebbe tenere conto delle sue dimensioni ambientale, economica e sociale al fine di attuare pratiche di gestione sostenibile, che potrebbero prevedere limitazioni autoimposte e la creazione di zone con divieto di pesca in aree in cui gli stock ittici e la biodiversità sono minacciati; chiede la creazione di un programma di sostegno per la pesca costiera e artigianale su piccola scala, il segmento più sostenibile del settore, che rappresenta la grande maggioranza dei posti di lavoro; ritiene che le misure di conservazione quali i piani di ricostituzione degli stock o la creazione di zone con divieto di pesca in aree in cui gli stock ittici e la biodiversità sono minacciati debbano essere debitamente finanziate dal bilancio dell'UE, in modo da neutralizzare l'impatto sul reddito dei piccoli pescatori; propone una relazione maggiormente complementare tra gli accordi di pesca e la politica di sviluppo, in grado di garantire che tali accordi contribuiscano allo sviluppo del settore della pesca nei paesi terzi;

13. evidenzia la fondamentale necessità di creare una rubrica di bilancio per il turismo sostenibile, data l'importanza del settore nell'economia dell'UE, al fine di affrontare le sfide comuni, quali gli effetti dei cambiamenti climatici e, in generale, di altre crisi causate dall'uomo, introducendo un meccanismo di gestione delle crisi nelle destinazioni turistiche e rafforzando la competitività del settore mediante, tra l'altro, la promozione dell'Europa come destinazione turistica;

14. sottolinea che occorre aumentare considerevolmente i finanziamenti dell'UE per l'accoglienza e l'integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo; insiste sulla necessità di abbandonare immediatamente le attuali priorità, rappresentate dall'esternalizzazione dei controlli delle frontiere e da un notevole aumento di costose misure di sicurezza, quali il trattenimento e i sistemi informatici su larga scala, che non hanno dimostrato la propria efficacia e spesso violano i diritti dei migranti e dei rifugiati; invita l'Unione ad impegnarsi politicamente e finanziariamente per l'apertura di percorsi sicuri e legali per i migranti e i richiedenti asilo, garantendo al contempo un programma proattivo di ricerca e soccorso; chiede che i fondi per lo sviluppo e gli aiuti umanitari dell'Unione non siano vincolati alla capacità e/o alla volontà dei paesi partner di collaborare al controllo della migrazione, ad esempio attraverso clausole di riammissione o obblighi relativi alla gestione della migrazione; insiste sulla necessità di eliminare i progetti non in linea con gli obblighi dell'Unione e degli Stati membri in materia di rispetto dei diritti fondamentali; chiede la creazione di partenariati efficaci con le organizzazioni della società civile per i diritti umani, che ne garantiscano la consultazione nelle fasi di elaborazione, pianificazione, monitoraggio, attuazione e valutazione dei finanziamenti sia a livello nazionale che dell'UE; si rammarica che una parte ragguardevole dei fondi sia utilizzata per sistemi informatici su larga scala e insiste sul fatto che l'UE non dovrebbe finanziare ulteriori capacità di sorveglianza, neppure mediante progetti pilota;

15. esorta a esonerare tutti gli investimenti pubblici per la sanità, l'istruzione, gli alloggi, altri servizi sociali, i trasporti e le comunicazioni, l'ambiente, la protezione delle zone rurali, isolate e più svantaggiate, la cultura, l'accoglienza e l'integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo dalle norme dell'UE in materia di disavanzo previste dal Patto di stabilità e crescita dell'UE fino all'abrogazione di tale Patto;

16. evidenzia l'importanza del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) per rispondere alle grandi catastrofi naturali e prende atto della proposta di aumentare gli stanziamenti d'impegno e di pagamento per tale Fondo; invita la Commissione a incrementare ulteriormente il Fondo e ad adeguare le norme per rendere la sua mobilitazione più flessibile e adattabile a eventi una tantum, affinché copra un'ampia gamma di calamità con impatti notevoli e riduca il tempo che intercorre tra la catastrofe e la disponibilità dei fondi;

17. chiede un rafforzamento della promozione della pace, in particolare un aumento delle misure di sostegno in materia di eliminazione della povertà, aiuti umanitari e sviluppo economico e sociale sostenibile ed equo; insiste sulla necessità che la cooperazione esterna si basi sul principio della solidarietà internazionale, sul multilateralismo e sul rispetto della sovranità dei paesi terzi; ribadisce l'importanza della politica di sviluppo dell'UE per il conseguimento dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e degli OSS; chiede pertanto un aumento dei fondi per i paesi in via di sviluppo e uno strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) ambizioso e dotato di adeguate risorse finanziarie;

18. evidenzia la necessità di un maggiore controllo democratico, della tracciabilità dei fondi e della spesa, oltre che di un controllo parlamentare dell'azione esterna dell'Unione; insiste, a tale riguardo, sulla necessità di garantire l'adeguato finanziamento dell'Agenzia delle Nazioni Unite di soccorso e lavori (UNRWA);

19. chiede la demilitarizzazione delle politiche dell'UE, un impegno al disarmo nucleare e la fine degli interventi militari esterni; si oppone fortemente all'istituzione del Fondo europeo per la difesa e del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa;

20. ricorda l'impegno a garantire il corretto funzionamento delle istituzioni dell'UE e a rispettare il principio del multilinguismo; si oppone a ulteriori tagli nell'ambito delle risorse umane che possano ostacolare la competenza legislativa di ciascuna istituzione ed esprime preoccupazione in merito all'attuale politica delle risorse umane, tenuto conto dell'aumento delle sfide e del carico di lavoro nelle istituzioni dell'UE;

21. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché alle altre istituzioni e agli altri organi interessati.

 

[1] GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.

[2] GU L 163 del 24.6.2017, pag. 1.

[3] Testi approvati, P8_TA(2018)0226.

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2019Avviso legale