Procedura : 2019/2886(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B9-0127/2019

Testi presentati :

B9-0127/2019

Discussioni :

PV 23/10/2019 - 7
CRE 23/10/2019 - 7

Votazioni :

PV 24/10/2019 - 8.8
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P9_TA(2019)0049

<Date>{21/10/2019}21.10.2019</Date>
<NoDocSe>B9-0127/2019</NoDocSe>
PDF 143kWORD 47k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di una dichiarazione della vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sull'operazione militare turca nel nord-est della Siria e le sue conseguenze</Titre>

<DocRef>(2019/2886(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Michael Gahler, Željana Zovko, David McAllister, Sandra Kalniete, Esther de Lange, Andrzej Halicki, Vangelis Meimarakis, Jeroen Lenaers, Vladimír Bilčík, Manolis Kefalogiannis, Paulo Rangel, Michal Wiezik, Peter Pollák, Ivan Štefanec</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0123/2019

B9-0127/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sull'operazione militare turca nel nord-est della Siria e le sue conseguenze

(2019/2886(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla Siria e la Turchia,

 vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2018 sulle conclusioni e raccomandazioni della commissione speciale sul terrorismo[1],

 viste le dichiarazioni della vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in particolare quella del 9 ottobre 2019 sui recenti sviluppi nel nord-est della Siria,

 viste le conclusioni del Consiglio del 14 ottobre 2019 sul nord-est della Siria,

 vista la dichiarazione rilasciata sulla Siria, il 14 ottobre 2019, dal portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite,

 viste le dichiarazioni rilasciate sulla Siria, l'11 e il 15 ottobre 2019, dal portavoce dell'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani,

 viste le conclusioni del Consiglio europeo del 17 ottobre 2019 sulla Turchia,

 viste la comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio, del 14 marzo 2017, su "Elementi per una strategia dell'UE relativa alla Siria" (JOIN(2017)0011) e le conclusioni del Consiglio del 3 aprile 2017 sulla Siria,

 visti le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 2254 (2015) del 18 dicembre 2015, e il Comunicato di Ginevra del 2012,

 vista la risoluzione 71/248 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 21 dicembre 2016, su un meccanismo internazionale, imparziale e indipendente per fornire assistenza nelle indagini e nel perseguimento dei responsabili dei reati più gravi ai sensi del diritto internazionale commessi nella Repubblica araba siriana dal marzo 2011,

 visto il trattato di Losanna del 1923, che ha definito le frontiere della Turchia,

 visti le Convenzioni di Ginevra del 1949 e i relativi protocolli aggiuntivi,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che, a seguito della decisione del Presidente Trump di ritirare le truppe statunitensi dal nord-est della Siria il 9 ottobre 2019, la Turchia, in violazione del diritto internazionale, ha avviato un'operazione militare (operazione "Fonte di pace") in zone controllate dalle Forze democratiche siriane (SDF); che ciò ha provocato vittime civili e lo sfollamento di decine di migliaia di persone; che il 17 ottobre la Turchia ha concordato con gli Stati Uniti un cessate il fuoco di cinque giorni nel nord-est della Siria per consentire il ritiro delle forze curde;

B. considerando che l'UE mantiene il suo impegno a favore dell'unità, della sovranità e dell'integrità territoriale dello Stato siriano;

C. considerando che le forze di Bashar al-Assad sono entrate nelle città del nord-est della Siria il 14 ottobre 2019, dopo che le forze curde avevano concluso un accordo mediato dalla Russia per cercare di respingere l'offensiva turca; che, secondo il ministero della Difesa russo, le truppe russe stanno pattugliando le linee di contatto tra le postazioni dell'esercito turco e di quello siriano per tenerli separati;

D. considerando che nella regione sono presenti numerosi combattenti terroristi stranieri europei e non, attualmente non identificati;

E. considerando che vi è il rischio che i combattenti del Daesh fuggano dai campi di detenzione sorvegliati dai curdi approfittando dell'attuale carenza di guardie;

F. considerando che prigionieri Daesh, fra cui cittadini dell'UE, sono evasi da varie prigioni del nord della Siria;

G. considerando che il ricorso allo spostamento forzato della popolazione in quanto tattica di guerra – anche ai fini di un cambiamento demografico – costituisce una chiara violazione del diritto internazionale umanitario; che il fatto di impedire la fornitura sicura, senza ostacoli e sostenuta di assistenza umanitaria, le evacuazioni e l'assistenza medica costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario e di numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR); che l'ONU e i suoi partner continuano a garantire forniture umanitarie a decine di migliaia di persone sfollate a causa della violenza;

H. considerando che, in considerazione della situazione in Siria, il Consiglio ha predisposto una serie di misure restrittive autonome nei confronti dei responsabili della violenta repressione ai danni della popolazione civile di tale paese, nonché degli individui o delle entità ad essi associati;

I. considerando che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Turchia in risposta all'offensiva militare del paese nel nord-est della Siria;

J. considerando che il Parlamento europeo ha raccomandato alla Commissione e al Consiglio dell'Unione europea, conformemente al quadro negoziale UE-Turchia, di sospendere formalmente tutti i negoziati di adesione con la Turchia;

1. condanna fermamente l'intervento militare turco unilaterale nel nord-est della Siria, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale, compromette la stabilità e la sicurezza dell'intera regione, causa ulteriori sofferenze alle persone già colpite dalla guerra e ostacola l'accesso all'assistenza umanitaria; accoglie con favore il cessate il fuoco temporaneo concordato da Stati Uniti e Turchia; esorta la Turchia a porre fine al suo intervento militare, che non risolverà i problemi di sicurezza di fondo del paese; considera illegale qualsiasi operazione militare turca al di fuori dei confini turchi che non abbia ricevuto l'approvazione preventiva della comunità internazionale;

2. sottolinea che le preoccupazioni della Turchia in materia di sicurezza nel nord-est della Siria andrebbero affrontate con mezzi politici e diplomatici e non con azioni militari, e nel rispetto del diritto internazionale umanitario;

3. condanna con fermezza tutte le atrocità e le numerose violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario commesse durante il conflitto, e in particolare gli atti perpetrati dalle forze del regime di Assad; sottolinea che coloro che commettono crimini in Siria, siano essi Stati o singoli individui, saranno chiamati a risponderne;

4. esprime profonda preoccupazione dinanzi alla fuga di prigionieri Daesh, dal momento che molti di essi sono cittadini dell'UE e con ogni probabilità in possesso di passaporti dell'Unione e, dato che nella regione sono già presenti combattenti terroristi stranieri europei non identificati, segnala che aumenta il rischio che i combattenti terroristi stranieri ritornino nell'Unione europea;

5. incarica pertanto gli Stati membri di effettuare verifiche sistematiche su quanti godono del diritto di libera circolazione ai sensi del diritto dell'UE, così come sui cittadini di paesi terzi consultando il Sistema d'informazione Schengen e altre pertinenti banche dati nazionali, dell'UE e internazionali; esorta gli Stati membri ad essere estremamente vigili e ad astenersi il più possibile dall'effettuare controlli alle frontiere esterne esclusivamente su base mirata;

6. esorta tutti gli Stati membri a garantire che ogni informazione pertinente sui combattenti terroristi stranieri sia correttamente inserita nelle banche dati dell'UE;

7. sollecita gli Stati membri a utilizzare attivamente i dati PNR e a confrontarli con le pertinenti banche dati al fine di prevenire, individuare, indagare e perseguire gli individui per terrorismo e altri reati gravi; esorta l'Europol a sfruttare appieno le sue capacità, fra cui il team del punto focale Viaggiatori, per sostenere gli Stati membri nei loro sforzi; esprime preoccupazione in relazione al fatto che, a più di un anno dalla data di trasposizione della direttiva PNR dell'UE, non tutti gli Stati membri l'hanno recepita integralmente, creando così inutili lacune in materia di sicurezza;

8. invita gli Stati membri e le pertinenti agenzie dell'UE a sorvegliare tutti i combattenti terroristi stranieri e a garantire misure di sicurezza armonizzate nonché il follow-up giudiziario dei rimpatriati identificati nell'UE; invita la Commissione ad assistere gli Stati membri nell'istituzione di sistemi di classificazione allineati, al fine di operare una distinzione tra rimpatriati ad alto, a medio e a basso rischio;

9. respinge ogni tentativo da parte delle autorità turche di stabilire un collegamento tra l'azione militare della Turchia nel nord-est della Siria e la sorte dei profughi siriani in territorio turco;

10. si rammarica profondamente del fallimento dei ripetuti tentativi regionali e internazionali di porre fine alla guerra in Siria; chiede una rinnovata e intensa cooperazione globale in vista di una soluzione pacifica e sostenibile del conflitto, in linea con l'UNSCR 2254 e il comunicato di Ginevra del 2012;

11. chiede una risposta forte e globale dell'UE a questa crisi; sottolinea che l'UE dovrebbe valutare tutte le opzioni disponibili nella collaborazione con i suoi partner internazionali, compresi il lancio degli aiuti e l'istituzione di zone di interdizione al volo sulla base di un'UNSCR;

12. riafferma il suo sostegno agli sforzi della "Coalizione internazionale contro il Daesh", di cui la Turchia è parte; sottolinea che la Coalizione e le forze partner siriane hanno compiuto notevoli progressi nella campagna per sconfiggere il Daesh in Siria; sottolinea che le SDF hanno svolto in questa campagna un ruolo di rilievo;

13. esorta tutti gli Stati membri a garantire il pieno rispetto della decisione 2013/255/PESC del Consiglio relativa a misure restrittive nei confronti della Siria[2], in particolare per quanto concerne il congelamento dei beni dei soggetti ivi elencati e le restrizioni all'ammissione previste per le persone che traggono vantaggio dal regime in Siria o lo sostengono;

14. sottolinea che i gruppi etnici e religiosi in Siria hanno il diritto di continuare a vivere o di far ritorno in quella che è storicamente e tradizionalmente la loro madrepatria, con dignità e sicurezza; osserva che l'UE non fornirà assistenza alla stabilizzazione o allo sviluppo in settori in cui i diritti delle popolazioni locali sono ignorati o violati;

15. sottolinea la necessità di garantire che nessun fondo dell'UE sia utilizzato per finanziare l'operazione militare in corso o per facilitare il ritorno forzato dei profughi siriani nella cosiddetta "zona di sicurezza";

16. deplora il fatto che il Consiglio non sia stato in grado di adottare una decisione unanime su un divieto, a livello di UE, di esportazione di armi verso la Turchia; si compiace della decisione di coordinare gli embarghi nazionali sulle future vendite di armi alla Turchia; accoglie con favore la decisione di alcuni Stati membri dell'UE di sospendere immediatamente la concessione di licenze di esportazione di armi verso la Turchia; chiede di vietare, a livello di UE, le esportazioni di armi verso la Turchia;

17. esorta gli Stati membri a definire una posizione comune su come trattare con i combattenti terroristi stranieri europei e le loro famiglie che rimangono nella regione, dato che i combattenti terroristi stranieri detenuti nella regione provengono da 50 paesi diversi; chiede pertanto l'istituzione di un giudice internazionale per indagare, giudicare e condannare gli individui per atti di terrorismo e reati gravi in modo ordinato e su scala internazionale;

18. invita il Consiglio a prendere in considerazione l'adozione di misure economiche adeguate e mirate contro la Turchia, che non devono riguardare la società civile o le persone che sono già state duramente colpite dalla crisi economica del paese;

19. ritiene che, dati i considerevoli e persistenti sforzi intrapresi dalla Turchia per compromettere la stabilità regionale con una condotta aggressiva nei confronti degli Stati membri, nonché la recente azione militare unilaterale diretta da tale paese, nel nord-est della Siria, contro la popolazione curda, che ha determinato un nuovo spostamento di profughi siriani, ha ostacolato gravemente l'accesso all'assistenza umanitaria, ha causato immense sofferenze alla popolazione civile, ha compromesso la stabilità dell'intera regione e ha indebolito la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, sia giustificato tagliare gli stanziamenti destinati alla Turchia a titolo dello Strumento di assistenza preadesione e congelare 100 milioni di EUR (importo da iscrivere in riserva); sottolinea tuttavia che il congelamento e i tagli non dovrebbero ripercuotersi sulla società civile o sui profughi siriani, né impedire la partecipazione degli studenti turchi a programmi di scambio europei come Erasmus+;

20. ribadisce la sua richiesta di sospendere completamente i negoziati di adesione con la Turchia; ricorda che qualsiasi impegno politico tra l'UE e la Turchia dovrebbe basarsi su disposizioni in materia di condizionalità riguardanti il rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali;

21. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al governo e al parlamento della Turchia, ai membri del gruppo internazionale di sostegno alla Siria e a tutte le parti coinvolte nel conflitto.

 

[1] Testi approvati, P8_TA(2018)0512.

[2] GU L 147 dell'1.6.2013, pag. 14.

Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2019Avviso legale