Procedura : 2019/2883(RSP)
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Ciclo del documento : B9-0158/2019

Testi presentati :

B9-0158/2019

Discussioni :

PV 23/10/2019 - 21
CRE 23/10/2019 - 21

Votazioni :

PV 24/10/2019 - 8.10
CRE 24/10/2019 - 8.10
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P9_TA(2019)0050

<Date>{22/10/2019}22.10.2019</Date>
<NoDocSe>B9‑0158/2019</NoDocSe>
PDF 134kWORD 46k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE</TitreType>

<TitreSuite>presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione</TitreSuite>

<TitreRecueil>a norma dell'articolo 132, paragrafo 2, del regolamento</TitreRecueil>


<Titre>sull'avvio di negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l'Albania</Titre>

<DocRef>(2019/2883(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Stelios Kouloglou, Konstantinos Arvanitis, Niyazi Kizilyürek, Dimitrios Papadimoulis, Petros Kokkalis, Elena Kountoura, Martina Michels</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

</RepeatBlock-By>

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B9-0156/2019

B9‑0158/2019

Risoluzione del Parlamento europeo sull'avvio di negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l'Albania

(2019/2883(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le relazioni 2019 della Commissione concernenti la Macedonia del Nord e l'Albania (SWD(2019)0218, SWD(2019)0215) corredate della comunicazione della Commissione del 29 maggio 2019 sulla politica di allargamento dell'UE (COM(2019)0260),

 viste le conclusioni del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019 e del 17 e 18 ottobre 2019,

 vista la sua risoluzione del 29 novembre 2018 sulla relazione 2018 della Commissione concernente l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia[1],

 viste le conclusioni del Consiglio Affari generali del 26 giugno 2018 e del 18 giugno 2019 sull'allargamento e sul processo di stabilizzazione e di associazione,

 viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno 2018, che approvano le conclusioni del Consiglio del 26 giugno 2018 sull'allargamento e il processo di stabilizzazione e di associazione,

 vista la comunicazione della Commissione del 6 febbraio 2018 dal titolo "Una prospettiva di allargamento credibile e un maggior impegno dell'UE per i Balcani occidentali" (COM(2018)0065),

 visti la dichiarazione di Sofia del vertice UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 e il programma delle priorità di Sofia ad essa allegato,

 visti l'accordo di Prespa del 17 giugno 2018 tra l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Grecia e il trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione del 1° agosto 2017 tra l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Bulgaria,

 visto l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che durante il vertice UE-Balcani occidentali, tenutosi a Sofia il 17 maggio 2018, i leader dell'UE hanno ribadito il loro inequivocabile sostegno alla prospettiva europea dei Balcani occidentali e i partner dei Balcani occidentali hanno ribadito il proprio impegno a perseguire con determinazione tale scelta strategica;

B. considerando che, in risposta alle raccomandazioni della Commissione dell'aprile 2018 relative all'avvio di negoziati di adesione con la Repubblica di Macedonia del Nord e la Repubblica d'Albania, nel giugno 2018 il Consiglio europeo ha convenuto di rispondere positivamente ai progressi compiuti da entrambi i paesi e ha definito il percorso da seguire per avviare i negoziati di adesione con i due paesi nel giugno 2019;

C. considerando che il 29 maggio 2019 la Commissione ha raccomandato nuovamente al Consiglio di avviare i negoziati di adesione con l'Albania e la Macedonia del Nord dopo che la sua valutazione ha mostrato che i due paesi, segnatamente la Macedonia del Nord, avevano realizzato riforme significative;

D. considerando che lo storico accordo di Prespa tra la Macedonia del Nord e la Grecia ha risolto una controversia, che durava da 27 anni, in merito al nome del paese, costituendo un esempio di riconciliazione per gli altri paesi della regione; che, insieme al trattato bilaterale con la Bulgaria, ciò rappresenta un passo significativo per il rafforzamento delle relazioni di buon vicinato nell'intera regione;

E. considerando che è necessario riformare non solo i paesi candidati, ma anche l'Unione europea, al fine di soddisfare le aspettative dei cittadini degli Stati membri dell'UE e dei paesi in via di adesione;

F. considerando che nel giugno 2019, il Consiglio europeo ha convenuto di adottare una decisione chiara e sostanziale sull'avvio di negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l'Albania al più tardi entro l'ottobre 2019;

G. considerando che il Consiglio europeo non ha mantenuto le sue promesse; che tale indecisione riflette la disparità di trattamento nella valutazione dei paesi candidati da parte di alcuni Stati membri; che il mancato avvio di negoziati di adesione non ha rispettato il principio meritocratico applicabile al processo di adesione dei paesi dei Balcani occidentali;

1. deplora il fatto che le conclusioni del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre non richiedano l'avvio di negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e, sulla base delle conclusioni del Consiglio Affari generali del 18 giugno 2019 in relazione all'Albania, abbiano invece rimandato la decisione fino al vertice UE-Balcani occidentali che si terrà a Zagabria nel maggio 2020; sottolinea che ciò costituisce, da parte del Consiglio europeo, il mancato rispetto dei propri impegni e il mancato sostegno alla pace, alla stabilità, alla prosperità e alle prospettive europee dei paesi dei Balcani occidentali, il che è indicativo della mancanza di visione da parte dell'UE e della crisi che essa sta attualmente affrontando;

2. osserva con preoccupazione che la decisione di rimandare tale questione è stata presa nonostante le raccomandazioni contrarie della Commissione e del Parlamento;

3. sottolinea che l'avvio di negoziati di adesione è solo il primo passo del lungo e impegnativo processo di adesione; riconosce i grandi sforzi profusi da entrambi i paesi a favore delle riforme e i progressi compiuti, in particolare nella Macedonia del Nord, e invita i popoli della Macedonia del Nord e dell'Albania a proseguire gli sforzi per far progredire le riforme che andranno a vantaggio dei cittadini e della società, segnatamente le riforme relative allo Stato di diritto, ai diritti fondamentali, al funzionamento delle istituzioni democratiche e alla loro indipendenza, alla libertà di espressione, alla protezione delle minoranze civili ed etniche, alla crescita sostenibile e inclusiva, all'occupazione, all'istruzione, alla protezione dell'ambiente e alla lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione;

4. osserva che tutti i paesi dei Balcani occidentali necessitano di una visione chiara e credibile al fine di attuare con successo le riforme e promuovere la riconciliazione sia internamente che nella regione nel suo complesso;

5. evidenzia l'importanza dello slancio generato dalla firma dell'accordo di Prespa tra la Macedonia del Nord e la Grecia e dal trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione tra la Macedonia del Nord e la Bulgaria; invita il Consiglio europeo a tenere in debita considerazione la speranza che tali accordi sensibilizzino le persone e i leader dei paesi della regione all'idea che questioni regionali analoghe possano essere risolte; sottolinea che la decisione del Consiglio danneggerà la stabilità politica, la cooperazione regionale, le relazioni di buon vicinato e la coesistenza pacifica nella regione;

6. esprime profonda preoccupazione per l'ascesa del nazionalismo e di idee irredentiste nella regione, il che mette in pericolo la pace e la stabilità; sottolinea che le conclusioni del Consiglio europeo serviranno, di fatto, a rafforzare tali fenomeni e tali idee;

7. invita il Consiglio europeo a garantire che il principio meritocratico rimanga parte integrante della sua strategia di allargamento a lungo termine, consentendo ai paesi dei Balcani occidentali di proseguire il loro processo di integrazione nell'UE fintantoché i loro cittadini lo desiderino; invita il Consiglio europeo ad abbandonare la sua prassi di abbinare o raggruppare i paesi in via di adesione, il che di fatto ritarda, senza alcuna motivazione giustificata, il processo di adesione dei paesi che hanno attuato le riforme necessarie e desiderano proseguire nel processo di adesione;

8. invita l'UE a onorare gli impegni assunti nei confronti dei paesi dei Balcani occidentali e a sostenere un parallelo riesame autocritico del processo di allargamento sulla base degli interessi dei cittadini sia dell'UE che dei paesi in via di adesione;

9. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, al Presidente della Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai presidenti dei parlamenti degli Stati membri, nonché ai governi e ai parlamenti della Macedonia del Nord e dell'Albania.

[1] Testi approvati, P8_TA(2018)0480.

Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2019Avviso legale