Index 
Débats
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Mardi 21 octobre 2014 - Strasbourg Edition révisée
1. Ouverture de la séance
 2. Composition du Parlement : voir procès-verbal
 3. Dépôt de documents: voir procès-verbal
 4. Débats sur des cas de violation des droits de l'Homme, de la démocratie et de l'Etat de droit (annonce des propositions de résolution déposées): voir procès-verbal
 5. Bilan de la conférence à haut niveau sur l'emploi en Europe (Milan, 8 octobre) (débat)
 6. Semestre européen pour la coordination des politiques économiques: mise en œuvre des priorités pour 2014 (débat)
 7. Constitution d'un groupe politique: voir procès-verbal
 8. Heure des votes
  8.1. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation - demande EGF/2014/004 ES/Comunidad Valenciana-Métal (A8-0013/2014 - Patricija Šulin) (vote)
  8.2. Mobilisation du Fonds d'ajustement européen à la mondialisation: demande EGF/2013/012 BE/Ford Genk (A8-0015/2014 - Paul Rübig) (vote)
  8.3. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation: demande EGF/2013/002 BE/Carsid (A8-0017/2014 - Petri Sarvamaa) (vote)
  8.4. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation : demande EGF/2014/006 FR/PSA (A8-0016/2014 - Isabelle Thomas) (vote)
 9. Explications de vote
  9.1. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation - demande EGF/2014/0004 ES/Comunidad Valenciana metal (A8-0013/2014 - Patricija Šulin)
  9.2. Mobilisation du Fonds d'ajustement européen à la mondialisation: demande EGF/2013/012 BE/Ford Genk (A8-0015/2014 - Paul Rübig)
  9.3. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation: demande EGF/2013/002 BE/Carsid (A8-0017/2014 - Petri Sarvamaa)
  9.4. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation : demande EGF/2014/006 FR/PSA (A8-0016/2014 - Isabelle Thomas)
 10. Corrections et intentions de vote: voir procès-verbal
 11. Approbation du procès-verbal de la séance précédente: voir procès-verbal
 12. Bilan de la Commission Barroso II (débat)
 13. Préparation du Conseil européen (23 et 24 octobre 2014) (débat)
 14. Rectificatif (article 231 du règlement): voir procès-verbal
 15. Projet de budget rectificatif n° 2/2014 - excédent résultant de l'exécution de l'exercice 2013 (débat)
 16. Budget général de l'Union européenne pour l'exercice 2015 - toutes sections (débat)
 17. Démocratie, état de droit et droits fondamentaux en Hongrie (débat)
 18. Droits de douane sur les marchandises originaires d'Ukraine (débat)
 19. Ordre du jour de la prochaine séance: voir procès-verbal
 20. Levée de la séance


IN THE CHAIR: MAIREAD McGUINNESS
Vice-President

1. Ouverture de la séance
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(The sitting opened at 9.00)

 

2. Composition du Parlement : voir procès-verbal
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3. Dépôt de documents: voir procès-verbal

4. Débats sur des cas de violation des droits de l'Homme, de la démocratie et de l'Etat de droit (annonce des propositions de résolution déposées): voir procès-verbal

5. Bilan de la conférence à haut niveau sur l'emploi en Europe (Milan, 8 octobre) (débat)
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  President. - The next item is the debate on the Council and Commission statements on the outcome of the high level conference on employment in Europe (Milan, 8 October) (2014/2898(RSP)).

 
  
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  Benedetto Della Vedova, Presidente in carica del Consiglio. - Signor Presidente, onorevoli colleghi, è con piacere che desidero condividere con voi i risultati della Conferenza ad alto livello sull'occupazione. Un tema considerato di prioritaria importanza dalla Presidenza italiana, coerentemente con le conclusioni del Consiglio europeo di giugno, che ha indicato crescita ed occupazione quali temi prioritari per i lavori dell'Unione europea nei prossimi cinque anni.

Un tema che resta di notevole attualità in considerazione dei tassi di disoccupazione particolarmente elevati: 11,5% nell'area euro in agosto, con marcate differenze tra Stati membri e punti preoccupanti per quanto riguarda la disoccupazione giovanile: 23,1% nell'area euro, oltre il 50% in alcuni Stati membri.

In tale contesto, anche sulla base delle indicazioni del Consiglio europeo straordinario di agosto, la presidenza italiana ha organizzato a Milano, l'8 ottobre scorso, la Conferenza ad alto livello sull'occupazione, quale seguito delle conferenze che si sono tenute a Berlino, nel luglio 2013 e a Parigi, lo scorso novembre, focalizzate sull'occupazione giovanile.

La finalità principale dei lavori di quest'ultima edizione era una riflessione sulla necessità di fornire nuove e coordinate risposte per il rilancio di crescita ed occupazione, anche attraverso appropriate politiche di investimento.

Durante i lavori della Conferenza, alla quale hanno partecipato 16 capi di Stato e di governo, sono state esaminate le condizioni necessarie per la creazione di nuovi posti di lavoro e per migliorare la corrispondenza fra offerta e domanda di lavoro. Si è convenuto innanzitutto sulla crucialità delle riforme strutturali, considerate determinanti per far ripartire il mercato del lavoro e promuovere l'occupazione. Si è tuttavia osservato come esse siano condizioni necessarie ma non sufficienti e debbano esser complementate da interventi sull'atto della domanda. Oltre alle riforme infatti è cruciale un contesto di crescita, che passa inevitabilmente per un rilancio degli investimenti. Si è quindi discusso della necessità di fornire risposte condivise e coordinate a livello UE.

La Conferenza si è articolata in tre sessioni: una tecnica in apertura dei direttori dei servizi pubblici per l'occupazione, seguita da una colazione di lavoro dei ministri che si occupano dei temi di occupazione e nel pomeriggio dalla sessione a livello di capi di Stato e di governo. La colazione dei ministri del lavoro si è concentrata sulle misure e strumenti diretti per la promozione dell'occupazione, in particolare quella giovanile. Al riguardo, i ministri hanno portato avanti una richiesta alla Commissione di rafforzare l'iniziativa per l'occupazione giovanile, Youth Employment Initiative che dovrebbe trasformarsi in uno schema strutturale dell'Unione europea con la richiesta di incrementare in modo significativo l'importo del prefinanziamento dei fondi ad essa dedicati. È stata poi evocata la necessità di procedure più efficaci per l'attuazione della garanzia Giovani, programma che sta decollando con successo in diversi Stati membri, come illustrato dai direttori dei servizi pubblici per l'occupazione nella sessione tecnica di apertura.

Per quanto riguarda l'attuazione di programmi diretti per l'impiego è stato riconosciuto fra l'altro il contributo della Banca europea per gli investimenti, nel sottolineare l'importanza degli investimenti nel capitale umano e nella formazione. La transizione scuola lavoro e la formazione duale sono stati citati quale modello virtuoso ed è stato evocato il ruolo dei servizi per l'impiego.

Gli interventi dei capi di Stato e di governo nel sottolineare l'importanza di riforme nazionali atte ad incrementare l'efficienza e la trasparenza del mercato del lavoro, hanno rimarcato la necessità di individuare strumenti che accompagnino la crescita dell'economia reale e promuovano gli investimenti nel quadro delle norme che regolano il governo dell'economia nella zona dell'euro e nel mercato unico. Altrettanto importante risulta l'individuazione di settori strategici ad alto potenziale di crescita sui quali concentrare l'attenzione delle istituzioni. Sono stati infine citati quali prioritari settori dell'economia digitale, dei trasporti e dell'energia.

 
  
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  László Andor, Member of the Commission. - Madam President, the meeting of Heads of State and Government last week in Milan reconfirmed their determination to make the Youth Guarantee a reality. As you know, the Commission under the leadership of President Barroso has taken a number of initiatives to improve the employment situation and the life prospects of young people. The Youth Guarantee is a key structural reform of our time. Its implementation is at the core of the EU coordination of employment policies and it is therefore central to the European Semester and the country-specific recommendations.

The Youth Guarantee is a comprehensive policy which includes the modernisation of vocational training, strengthening of public employment services, greater support for apprenticeships and traineeships, as well as financial incentives for job creation and business start-ups. All these measures need to be combined in order to ensure that every young person under the age of 25 receives a good quality offer of a job, continued education, apprenticeship or traineeship within four months after leaving school or becoming unemployed. The Youth Guarantee focuses both on improving the quality of labour supply, for instance through training, and on stimulating demand for young people’s labour, for instance targeted wage or recruitment subsidies and apprenticeship grants.

The Youth Guarantee is being implemented across Europe. Some Member States have amended their legislation, others have introduced new policy instruments to scale up labour market-related measures for young people. For example, in Spain, the number of vocational education in training (VET) centres of companies involved in dual projects and of VET students has doubled since 2013. In Slovakia, hiring subsidies are proving effective in supporting long-term unemployed young people. The Youth Guarantee has already resulted in 12 000 jobs in Slovakia, mainly in SMEs, and most of them sustainable.

In parallel, vocational education is also being modernised. Just last week I visited a second-chance school in Turin, Italy, where young people are learning various crafts such as baking or brewing, and cooperative enterprises play an important role in offering them first employment.

The EU budget provides important financial support for the roll-out of the Youth Guarantee. The first instrument to be used was obviously the European Social Fund for 2007-2013 from which Member States have planned to finance human capital investment up to 2015. On top of that, we have the EUR 6.4 billion Youth Employment Initiative, whose implementation has been frontloaded to 2014-15 in terms of budgetary commitments. As I already informed you in September, we expect that operational programmes covering 85% of the Youth Employment Initiative will be adopted by the end of this year. Importantly, expenditure on Youth Employment Initiative projects has been eligible since 1 September 2013.

This means that many Member States have been spending their money from this envelope for more than a year and the expenditure will be reimbursed after the operational programmes are adopted. In addition, the Member States have proposed to allocate more than EUR 4 billion from the European Social Fund 2014-2020 to the investment priority specifically supporting young people’s labour market integration. Considerable further resources from the ESF are also being programmed for general job search support measures, entrepreneurship support or vocational training investments from which young people will also benefit.

The Youth Guarantee has a cost, but it should be considered an investment. Investing in the Youth Guarantee’s implementation here and now is crucial for preserving the EU’s future growth potential. As you know, the economic value of the Youth Guarantee has been highlighted by the OECD, the ILO and Eurofound. More recently, the G20 strongly supported it and invited countries to step up implementation.

The economic value of the Youth Guarantee is related both to building up the human capital stock and to improving the flow of this human capital into and within the labour market. In other words, it pays off to ensure that young people quickly find relevant jobs where their productive potential can be realised. For this we need not only education and training, but also active labour market policies, high-performing public employment services, as well as measures stimulating demand for labour, such as targeted hiring subsidies, all embedded together in the Youth Guarantee Schemes.

These investments and their returns are harder to measure than, for instance, infrastructure investments, but they are very important, both to strengthen the human capital stock and to improve labour market flows and transitions. That is why the Youth Guarantee expenditure should be considered as an investment. Heads of State and Government and Ministers meeting last week in Milan reconfirmed that the Youth Guarantee is – and should remain – the framework for our efforts to improve youth employment across Europe. I am therefore confident that the value of these investments will be recognised also in the EU’s future plans for investment. Some Member States still seem to be facing constraints when it comes to their ability to pre-finance the implementation of the Youth Guarantee measures from their national budgets. As you know very well, the EU structural investment funds provide only very limited pre-financing in the 2014-20 period, namely 1% in the year 2014, which can be increased to 1.5% in cases of the Youth Employment Imitative for countries that had recently been subject to a macroeconomic adjustment programme.

We may all agree that this level of pre-financing is low, but unfortunately it is closely linked to the overall design of the multiannual financial framework and in particular to the very low payment ceiling for the first couple of years. The EU budget, as you know, is suffering from a severe shortage of payment appropriations, which also means that there was no room to envisage higher pre-financing rates for the Youth Employment Initiative, at least not in the absence of a change of attitude from some Member States.

However, the European Investment Bank has been offering to Member States the possibility of bridge financing, with their investments to be later reimbursed from the Youth Employment Initiative. In this way the EIB could help to resolve this liquidity problem. A couple of Member States have already discussed with the EIB the possibilities and I am sure the bank’s doors remain open to all Member States. I reiterated the same messages last Thursday during the formal EPSCO meeting attended by the Employment and Social Affairs Ministers.

Honourable Members, the Milan Summit delivered one important message: if we want to have more employment in Europe we need to combine structural reforms with support for aggregate demand. The Youth Guarantee is a structural reform and it also helps in boosting demand for young workers. Successful delivery of the Youth Guarantee supported in a timely way by the relevant EU funds remains a priority for the Commission. I am sure that it will continue to be treated as an urgent and important issue also by the incoming Commission.

 
  
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  Elisabeth Morin-Chartier, au nom du groupe PPE. – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, merci de votre intervention tout à fait éclairée et juste à plus d'un titre.

De mon côté, je voudrais rappeler au Conseil qu'il y a six commandements à retenir. Je donne la version courte, vous n'en aurez pas dix, vous n'en aurez que six. Mais rappelez-vous ces six commandements pour réussir les programmes d'intégration des jeunes sur le marché de l'emploi.

Le premier commandement est de lutter contre les sorties sans qualification des systèmes de formation. Une grande part des jeunes qui sortent de formation – 20 % pratiquement – n'ont pas de qualification et se retrouvent directement au chômage. Il s'agit du premier point sur lequel vous devez faire un véritable effort: lutter contre les sorties sans qualification.

Le deuxième commandement est de moderniser la formation en général, pas seulement la formation professionnelle. En effet, nous sommes aujourd'hui dans une situation où de jeunes ingénieurs sont aussi au chômage. C'est la formation qu'il faut moderniser, en l'accrochant de façon beaucoup plus opérationnelle au monde du travail.

Le troisième commandement est de redonner absolument leur pleine place à l'apprentissage, à l'alternance et aux stages. Les stages ont été dévoyés partout en Europe, et l'apprentissage et l'alternance, dans la plupart des pays européens, sont considérés comme des formations de moindre importance. Or, ce sont des formations essentielles et qui correspondent à une forme d'esprit pour les jeunes.

Le quatrième commandement est d'avoir une vision "nouvelles compétences, nouveaux emplois". Nous y avons travaillé et vous savez très bien que dans les années qui viennent, d'ici 2020, 15 % d'emplois de faible niveau de qualification vont encore disparaître. Il faut s'y préparer, sinon nous continuerons de courir après le temps.

Le cinquième commandement est de ne plus disposer seulement de savoirs, mais aussi de compétences et de capacités.

Enfin, le sixième commandement, à l'intention du Conseil, est de mettre en place des programmes opérationnels.

Alors que des chefs d'État ou de gouvernement voulaient absolument supprimer le FSE, je constate qu'aujourd'hui ce dernier est quand même le premier levier de la garantie pour la jeunesse.

 
  
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  Jutta Steinruck, im Namen der S&D-Fraktion. – Frau Präsidentin! Wieder einer dieser medienwirksamen Gipfel, wieder mal nichts substanziell Neues. Mit dem Hin- und Herschieben des Schwarzen Peters – wer schuld ist in Europa, dass wir mit der Bekämpfung der Jugendarbeitslosigkeit nicht vorankommen – helfen wir den jungen Menschen in Europa nicht.

Ich danke der italienischen Ratspräsidentschaft, dass sie ihren Fokus wirklich auf Wachstum und Beschäftigung gelegt hat, denn ohne Wachstum schaffen wir keine neuen Arbeitsplätze in Europa. Die Mitgliedstaaten müssen endlich dafür sorgen, dass die Jugend in Europa eine Perspektive bekommt. Wie lange muss es noch dauern, bis wir bei der Umsetzung der Jugendgarantie endlich eine wirklich nachhaltige und zusammenpassende Strategie haben? Dabei muss es auch um konkrete Änderungen gehen: Wo blockiert was, wo passt im Moment irgendwas nicht mit der Umsetzung? Es darf nicht sein, dass Gelder nicht ankommen. Da reden schon einige davon, dass wir in Zukunft gar keine Gelder mehr brauchen.

Ich appelliere an die Mitgliedstaaten: Unternehmen Sie etwas! Schaffen Sie Arbeitsplätze für die jungen Menschen! Qualifizieren Sie die jungen Menschen! Wir brauchen die Perspektive für Europa!

 
  
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  Hans-Olaf Henkel, im Namen der ECR-Fraktion. – Frau Präsidentin, meine Damen und Herren! Wir müssen einmal aufhören, uns hier nur über die Symptome der Jugendarbeitslosigkeit zu unterhalten, sondern sollten beginnen, uns mit den Ursachen auseinanderzusetzen.

Meine Botschaft ist hier heute: Die Eurozone siecht dahin. Statt die Wirtschaft zu kurieren, bemühen sich die Staats- und Regierungschefs und die Europäische Kommission, den Euro zu retten. Inzwischen wird auch mein Land, Deutschland, von dieser Krankheit angesteckt.

In allen Anhörungen, an denen ich teilgenommen habe, als es um die Kommissare ging, habe ich festgestellt, dass überall darauf hingewiesen wurde, dass die Wiederherstellung der Wettbewerbsfähigkeit in der Eurozone die große Priorität ist. Um den Euro zu retten, passiert nun genau das Gegenteil: Statt sich für Subsidiarität in Europa einzusetzen, wird jetzt Zentralismus gepredigt – ist auch nötig, um den Euro zu retten. Statt die Eigenverantwortung für Staats- und Bankschulden in einem Land zu halten, wird diese Verantwortung jetzt sozialisiert. Mit anderen Worten: Wenn alle verantwortlich sind, dann ist am Schluss niemand mehr verantwortlich.

Statt für Wettbewerb in Europa zu sorgen, ist jetzt das Gegenteil angesagt. Insbesondere Kommissar Andor hat sich hier hervorgetan durch Vorschläge der Sozialisierung der Sozialversicherungssysteme. Ein Wirtschaftssystem, das auf Zentralismus, Harmonisierung und auf Sozialisierung der Schulden basiert, wird nicht wettbewerbsfähig bleiben können.

 
  
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  Marian Harkin, on behalf of the ALDE Group. – Madam President, progress on the Youth Guarantee and on the Youth Employment Initiative is, at best, uneven. It is much too slow. Yes, we know that six or nine billion – whatever it is – is not enough; it is not nearly enough for the youth guarantee. On this point I agree with Angela Merkel: spend the money before you look for more. But at another level, we all know the inflexibility of some Member States when it comes to ensuring that the EU budget is fit for purpose.

I suppose for many Member States the real question is: do they have the resources or the freedom to use those resources for job creation? You yourself referred to this, Commissioner. In that context I am more inclined to agree with Prime Minister Renzi, who said that the current rules were designed for the Europe of many years ago, as he said, for another world. Our governments must have the ability to respond to change. To be stuck in a moment, to believe that one size fits all, to believe that there is one and only one solution to the on-going crisis, that is budget consolidation, that is a negation of what Europe is about. We say time and time again Europe must respond to change. Yet history, fear and, in some cases, distrust keeps us stuck in the same rut. Just before the job summit, the IMF warned the EU to beef up its investments in public infrastructure, which will boost demand in the short-term and help potential output in the medium-term. In Europe, those countries who want to spend are not allowed to and those countries who can spend have decided not to. It is a recipe for stagnation, deflation, flat growth and, sadly, for an erosion in citizens’ belief that the EU can work effectively to tackle its problems.

Finally, what structural changes do we need? Yes, we need to align skills and training with market opportunities and we need to invest in sustainable technologies, eliminate red tape, etc. But structural reform cannot be a code word for an opportunity just to provide cheap labour. At a seminar at Parliament last week, a young unemployed Portuguese person said that firing parents to employ their sons and daughters at half their wages is no solution. And yes, while we all need to serve our internships and our apprenticeships, the Youth Guarantee cannot be an opportunity to use and abuse young people. I agree with the Swedish Prime Minister: we need decent jobs.

 
  
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  Inês Cristina Zuber, em nome do Grupo GUE/NGL. – Senhora Presidente, talvez os resultados desta conferência tenham sido teoricamente interessantes, uma vez que daí resultaram, como sabemos, várias proclamações acerca da boa vontade, dos esforços que todos têm feito para melhorar esta situação catastrófica. Aliás, afirmaram – o Presidente Barroso e o Sr. Comissário – que existe um problema grave, um problema que também tem que se resolver, que é a importância de criar empregos de qualidade.

Muito bem, todos estamos de acordo. Agora passemos para a outra parte, para a realidade do impacto da ação da Comissão Europeia. Por via das troicas – de que, segundo sabemos, há duas instituições europeias que fazem parte – é encetada uma luta implacável contra aquilo que consideram os senhores ser os modelos rígidos do mercado de trabalho. Leia-se, o que entendemos nós, direitos dos trabalhadores e salários dignos.

Por exemplo, recentemente no meu país, em Portugal, o governo decidiu aumentar o salário mínimo de uns míseros 485 euros para outros míseros 505 euros. Afinal, vinte euros de aumento de salário mínimo. Mas logo, passados alguns dias, a Comissão Europeia ou o seu alter ego demonstraram enorme preocupação e descontentamento com esta medida.

Como é que é possível explicar aos senhores que o emprego de qualidade significa direitos e salários dignos para os trabalhadores? Ou como é que pensam os senhores que há cada vez mais trabalhadores, pessoas empregadas, que são simultaneamente pobres – aliás, como os últimos dados, na última sexta-feira, revelaram?

Ou será que os senhores sabem exatamente isso e fazem-se de desentendidos? Pois saibam que os trabalhadores resistem, lutam e não se deixam enganar.

 
  
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  Terry Reintke, on behalf of the Verts/ALE Group. – Madam President, let me frank: I am one of the youngest Members of this Parliament, and in the election campaign I went around telling young people that I wanted to fight so that young people in Europe would have a voice in this Parliament and so that their needs would be put first in the European Union.

Now, after the Council two weeks ago in Milan I could go back to my constituency – to Gelsenkirchen, a city with a long history of unemployment – and tell the young people there that we are doing a lot here, that even the Council Presidency is calling one youth summit after another, and that we are really fighting to solve this problem. I am not going to say that to the young people that I am representing. I am not going to say that because this summit is not what needs to be done at the moment in the European Union. This summit should have been a wake-up call; it should have been a very clear message to change the way that we are dealing with the crisis and with the problem of youth unemployment at the moment. Instead, over and over again, we see people shaking hands and hear flowery speeches by Ministers telling us how important this problem is, but not showing commitment to really solving this problem at a European level.

Young people do not need important powerful men and women at press conferences with photo opportunities. They need a change. They need a very clear end to business as usual. They need Jyrki Katainen to be a real investment Commissioner. They need Valdis Dombrovskis to realise that the new liberal agenda of recent years has fuelled inequality all over Europe. They need Jean-Claude Juncker to stop the blind and antisocial austerity measures that have been implemented in the crisis countries in recent years. This is what we, as young people in Europe, need in order to have a future.

 
  
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  Dominique Martin (NI). - Madame la Présidente, chers collègues, un sommet sur l'emploi en Europe, oui, mais pour faire quoi? Après Berlin et Paris, le sommet de Milan, pour admettre cette évidence que l'emploi des jeunes doit être la priorité de l'Europe, au risque que ces derniers se détournent de l'Union européenne. Un sommet de plus pour enfoncer des portes ouvertes mais surtout pour casser toujours et encore notre économie avec des mesures mortifères pour l'emploi des jeunes, comme la baisse du coût du travail ou la libéralisation du marché.

L'Europe continue inlassablement de traiter les effets du chômage plutôt que de s'attaquer aux causes de ce chômage endémique qui touche toutes les couches de notre société, les plus jeunes en particulier. Pour sauver l'emploi en Europe, il faudrait plutôt se protéger de la mondialisation, du libre-échange, du libéralisme débridé; se protéger des produits à prix cassés venus de la terre entière et qui ruinent nos productions agro-alimentaires et industrielles; repenser les accords de Schengen et mettre fin au système aberrant des travailleurs détachés; aider nos entreprises, particulièrement les PMI, PME et TPE, qui représentent 80 à 90 % des emplois salariés.

Pour l'emploi des jeunes, plus particulièrement, il faudrait revaloriser le travail manuel, réinstaller l'apprentissage comme le moyen sûr d'obtenir une qualification, réformer la formation professionnelle, utiliser le tutorat au sein de nos entreprises.

Chers collègues, je vous le dis solennellement: l'Europe n'est déjà plus une chance pour la jeunesse, qui fuit vers d'autres continents.

 
  
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  Siegfried Mureşan (PPE). - Madam President, it is obvious that young people have been a victim of the economic crisis of the past years without having caused that crisis, and that is why it falls upon us to look at the problem of youth unemployment and creating employment opportunities for youth as an utmost priority.

So what shall we do to improve the situation of youth and bring youth back to the labour market? My first answer is labour market reform. All of those countries which have dared to make labour market reforms, even if difficult, even if unpopular ten years ago, their economies are stronger and more resilient and more competitive now. All of the countries which have postponed labour market reforms are in a more difficult situation. Too often youth is the victim of a rigid labour market which protects those who are already employed but takes away the opportunities for young people to enter the labour market.

My second answer is that we need to provide a framework in which the private sectors feel confident to invest, through competitiveness, innovation, research, solid public budgets and most notably structural reforms, because it is the private sector which mainly creates the jobs.

Thirdly, Commissioner, I am a supporter of the Youth Guarantee Scheme because I think unemployment levels are so high in Europe that every measure which leads to bringing youth unemployment down is good. But we need to improve the Youth Guarantee Scheme. We need to tailor it to Member States, because we have it now in practice, and we have been talking about it for one, almost two years but we see that young people in Europe are not really finding many more jobs. What I would like to ask you is to make sure that you get the public employment services which are already meeting at European level more involved in tailoring the Youth Guarantee Scheme so that it responds to the needs of the people in various EU Member States.

(The speaker agreed to take a blue-card question under Rule 162(8))

 
  
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  Victor Negrescu (S&D), Întrebare adresată conform procedurii „cartonaşului albastru”. – Domnule Mureșan, vorbiți foarte frumos! Întrebarea mea către dumneavoastră este: dacă ați creat vreodată un loc de muncă și dacă știți cum se creează un loc de muncă în mediul privat?

 
  
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  Siegfried Mureşan (PPE), blue-card answer. – The distinguished MEP is asking me whether I know how the private sector creates jobs. My true belief is that it is not the public sector which creates the jobs of the future; it is indeed mainly the private sector and mainly the SMEs. Our duty is to put at their disposal an economic framework in which they feel confident to invest – so economic reform, a competitive and economic framework in which public money is managed with care, and not what basically your political family is advocating, which is spending more of people’s money and putting more public debt on their shoulders.

 
  
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  Maria João Rodrigues (S&D). - Senhora Presidente, mais uma cimeira, mais um ato falhado. É preciso perceber de vez qual é a escala do problema e a natureza do problema. Nós hoje temos Estados-Membros na União Europeia com uma taxa de desemprego superior a 40 %. E o que está por trás disto é que o motor da criação de empregos deixou de funcionar. Essa é a verdadeira natureza do problema.

Portanto, isto não se resolve apenas com uma melhoria da inserção profissional dos jovens ou com uma melhoria do sistrema educativo e formativo, por mais importante que isso seja. Isto requer investimento em muito maior escala. Isto requer a criação dos postos de trabalho que faltam.

E, portanto, nós precisamos de ter muito mais acesso ao crédito por parte das pequenas e médias empresas, mais tempo para reduzir o défice público, fundos estruturais com acesso mais rápido, e temos que encarar a necessidade de construir um verdadeiro fundo de apoio europeu ao investimento do futuro.

É disso que depende uma verdadeira resolução do problema do desemprego jovem. Não brinquem com o termo ambicioso, a promessa importante da Garantia Jovem.

(A oradora aceita responder a uma pergunta segundo o procedimento "cartão azul", nos termos do artigo 162.º, n.º 8, do Regimento.)

 
  
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  Maria Grapini (S&D), Întrebare adresată conform procedurii „cartonaşului albastru”. – Sunt de acord cu tot ce a spus, însă vreau să pun următoarea întrebare: s-a vorbit aici că avem nevoie de formare, avem nevoie de investiții, avem nevoie de crearea de locuri de muncă, avem nevoie de acces la credit pentru IMM-uri. Eu sunt de acord cu acest lucru, însă nimeni nu va lua credit, nimeni nu va crea locuri de muncă, dacă nu avem o piață. Și întrebarea mea este următoarea: nu credeți că Comisia, Uniunea Europeană trebuie să se aplece mai mult asupra protejării pieței interne a Uniunii Europene de toată avalanșa de marfă care intră și creează o concurență neloială industriașilor și prestatorilor de servicii din Uniunea Europeană?

 
  
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  Maria João Rodrigues (S&D), Resposta segundo o procedimento "cartão azul". – Senhora Presidente, essa é de facto uma boa questão, mas eu penso que a economia europeia deve estar voltada para o futuro. É verdade que estamos confrontados com concorrência global, mas a Europa tem que saber produzir produtos e serviços do futuro, e é para isso que temos que saber utilizar a qualificação dos nossos jovens. Eles estão preparados para isso.

 
  
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  Richard Sulík (ECR) - Vážený pán komisár Andor. Európska únia a aj Vy osobne stále úplne zle chápe príčiny tejto krízy. Pri snahe pomôcť zamestnanosti a hospodárskemu rastu Európska únia slepo využíva len dva nástroje. Viac regulácií a viac prerozdelenia. Ak to nefunguje, tak robí ešte viac toho istého, ešte viac regulácií a ešte viac prerozdelenia. Na vytvorenie pracovných miest je potrebný úplný opak. Súčasná stratégia Európskej únie je oveľa horšia, ako keby Európska únia nerobila nič, lebo zosilňuje len tie isté problémy, ktoré sa snaží vyriešiť. Na skutočné riešenie problémov sú potrebné štyri veci: po prvé, posilniť vnútorný trh ako základný pilier Európskej únie, po druhé, skončiť so záchranou nezodpovedných krajín, ktorá je v rozpore s Lisabonskou zmluvou, po tretie, odpolitizovať Európsku centrálnu banku a po štvrté dodržiavať zásady subsidiarity. Pokiaľ tieto body nebudete dodržiavať, tak môžete sa stretávať koľko chcete, nezamestnanosť mladých nevyriešite.

 
  
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  Martina Dlabajová (ALDE). - Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli deputati, vorrei ringraziare la Presidenza italiana per aver organizzato questa Conferenza sul lavoro a Milano perché è indispensabile lavorare insieme a una soluzione a questo grave problema di disoccupazione. È fondamentale farlo insieme ai rappresentanti dei governi nazionali, delle istituzioni europee e del settore privato, perché soluzioni comuni secondo me hanno bisogno di risposte comuni.

Una delle cause principali della disoccupazione giovanile, come è già stato detto, è quella di non riuscire ancora a far coincidere la qualifica dei giovani europei alle necessità del mercato di lavoro: ssemplicemente far coincidere la domanda all'offerta. Questa malattia – e permettetemi il termine – impedisce ai nostri giovani di trovare il lavoro dopo la scuola, solo perché non hanno potuto acquisire le competenze di cui le imprese hanno bisogno.

Se questa incongruenza tra l'educazione e la professione non verrà risolta quanto prima, l'Europa di domani non potrà esser sana, competitiva e non potrà tornare alla crescita!

Servono comunque azioni concrete. Ve ne dico una: io sto lanciando adesso nella Repubblica ceca un progetto mirato a far incontrare imprenditori di successo e giovani per mezzo dei tirocini che permetterà ai giovani di entrare in contatto in prima persona con realtà produttive di successo. L'obiettivo non è quello di creare ancora un altro ennesimo progetto di tirocini, ma quello di dare opportunità ai giovani motivati e farli capire quali sono le vere necessità del mercato di lavoro. Sarebbe bello proporre questo programma anche a livello europeo per investire sul nostro futuro e per dare la possibilità ai giovani di trovare la giusta motivazione.

 
  
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  Paloma López Bermejo (GUE/NGL). - Señora Presidenta, las cumbres de Berlín y París son la constatación de un fracaso y, lamentablemente, la Conferencia de Milán no aporta nada nuevo: presupuestos insuficientes y fuera de tiempo; objetivos difusos —se insiste en reformas laborales agresivas en contra de los trabajadores—; rebajas de salarios y menos derechos y protección. En resumen, trabajo precario, aumento de la temporalidad y de los trabajos a tiempo parcial no deseados.

En España —que se pone de ejemplo—, con más del 50 % del paro juvenil, los contratos formativos apenas alcanzan 7 800 contratos mensuales; con un 50 % de desempleo juvenil, como digo, esto es absolutamente ridículo. Esta no es la solución. En resumen, con todas estas políticas que se deciden en las cumbres, lo único que se constata es el incremento de la pobreza, el incremento de la desigualdad entre nuestros países y en el seno de la propia Unión Europea.

Y se anuncia un plan de inversiones sin saber tan siquiera si va a haber dinero nuevo para llevarlo a cabo. ¿Nos parece suficiente un 1 % del presupuesto de la Unión Europea? Es absolutamente ridículo. Queremos generar empleo y queremos que sea de calidad. ¡Dejémonos de grandes cumbres y empecemos a poner recursos para el crecimiento, para estimular la demanda y la inversión pública y los servicios públicos! Los Estados, en esta situación, tienen que actuar como empleadores de último recurso, y así se estimulará también la inversión privada, porque, si no, no se puede acceder a los créditos.

 
  
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  Ernest Urtasun (Verts/ALE). - Señora Presidenta, señor comisario, señores del Consejo, una Cumbre más prácticamente para nada —y llevamos ya unas cuantas—. No sé, reunir a dieciséis jefes de Estado y de Gobierno para estas pobres conclusiones parece francamente muy poco constructivo.

Nos han hablado, una vez más, de las reformas estructurales, de seguir cumpliendo los marcos fiscales ya establecidos, que sabemos que han sido un auténtico fracaso.

Nos dice, señor Andor, que la gran reforma estructural en materia de empleo es la Garantía Juvenil. ¡No nos tome el pelo! La gran reforma estructural, las grandes reformas estructurales en materia de ocupación son las reformas laborales que se han hecho en cada uno de los países y que han sido un auténtico desastre —en España, desde la aplicación de la última, 400 000 personas menos ocupadas —.

Nos hablan de inversiones y crecimiento, pero no nos concretan nada, cosa que viene siendo costumbre en esta Cámara y, finalmente, no nos hablan de cuestiones fundamentales: ¿qué pasa con la movilidad forzosa de nuestros jóvenes, con los parados de larga duración, con el impacto de las reformas en la igualdad entre hombres y mujeres?

Y una última cosa: no hablen de educación cuando, en estos momentos, estamos expulsando a los jóvenes de la educación superior por culpa de la reforma que estamos realizando, porque, por ejemplo, en la universidad, las tasas ya resultan absolutamente inasumibles para muchos de nuestros jóvenes. Así que, por favor, empiecen a dar un giro a estas políticas que nos llevan al fracaso.

 
  
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  Laura Agea (NI). - Signora Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a Milano ha dichiarato: un'Europa che pensa solo ai vincoli è arida, senza crescita non c'è lavoro, senza lavoro non c'è dignità, senza dignità non c'è Europa. Parliamo di vincoli: da mesi il Movimento cinque stelle chiede flessibilità sul limite del 3% e quello che ci sentiamo rispondere dai popolari e dai socialisti è sempre lo stesso: non c'è crescita senza disciplina.

Il PD, il partito di Renzi, ha approvato senza remore il supercommissario all'austerità Katainen e si accinge ad approvare il nuovo governo dell'Europa: la Commissione dell'austerità di Juncker.

Senza lavoro non c'è dignità! Una cosa giusta il Presidente Renzi l'ha detta. Purtroppo si limita a dirla, perché in Italia il Presidente vuole rendere più facile i licenziamenti, abolendo le garanzie che hanno i lavoratori. Senza dignità non c'è Europa, ma quella a cui assistiamo qui è un'Europa senza dignità, un'Europa che chiede ai greci di dare il Partenone in garanzia di un prestito. Un'Europa che impone il pareggio di bilancio. Quindi noi immaginiamo che il Presidente Renzi abbia detto quello che pensa veramente: più disciplina, meno crescita, meno diritti e per quanto riguarda il lavoro a quello proprio non ci ha pensato.

 
  
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  Eva Paunova (PPE). - Madam President, I would like to think that today I stand here before you not so much as an MEP but as a young person, because the growing numbers of young people that are unemployed in Europe is scaring me, for two reasons. First, I am afraid that my generation could be a lost generation and second, a lot of the young people of today will decide not to realise their potential here in Europe.

Programmes like the Youth Employment Initiative and the Youth Guarantee, borne out here in this agenda, have ambitious goals backed by substantial funding, and while there is much talk about their aspirations, we know very little about their achievements. I would very much like to know how many young people have benefited from the Youth Guarantee so far, and what trends we are observing in the reduction of unemployment as a result.

I do understand that perhaps the achievements might be difficult to assess and that there is a sound reason for that, but we need to adopt a fundamentally different approach, one that goes beyond pledges and guarantees and devises a grand strategy for tackling the problems faced by youth instead.

A three-step plan proposed last year which is based on tax breaks, entrepreneurship investment and skill-based education was backed by the Council and the European Parliament. Providing such a model, as it tackles several key components simultaneously, is crucial. Providing security and stability for the young people on our continent requires more than individual programmes and initiatives. It requires an overhaul of old practices, a reform from the bottom up, a change of thinking, culture and decisive action. As the Commissioner said, investing in the Youth Guarantee is crucial. I would say: let us start thinking about how to invest in people more than in guarantees.

(The speaker agreed to take a blue-card question under Rule 162(8))

 
  
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  Liisa Jaakonsaari (S&D), sinisen kortin kysymys. – Ensinnäkin haluan korjata yhden virheen, jonka esititte. Sanoitte, että nuorisotakuualoite on syntynyt täällä. Ei se ole syntynyt täällä. Se on itävaltalais-suomalainen innovaatio. Se on syntynyt jäsenvaltioissa, niin kuin monien muidenkin aloitteiden pitää syntyä.

Teillä oli hyvää analyysiä, mutta haluan nyt kysyä perusasiaa koskevan kysymyksen. Mitä mieltä Te olette siitä, että ylikorostunut kuri- ja säästöpolitiikka on itse asiassa johtanut siihen, että monissa maissa nuorisotyöttömyys on kasvanut?

 
  
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  Eva Paunova (PPE), blue-card answer. – I am a true believer that we should create the right environment for young people to develop their potential, to have a place where they can become entrepreneurs and create their own SMEs. I do not believe that the government is the one that should create jobs, and I do not think that budgetary discipline has anything to do with that.

 
  
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  Evelyn Regner (S&D). - Frau Präsidentin, sehr geehrter Herr Kommissar! Dieser Gipfel ist nun schon der dritte dieser Art. Es ist wichtig – ich möchte nicht sagen, wunderbar –, aber es ist sehr wichtig, dass es diese Gipfel überhaupt gibt, dass über das Thema Beschäftigung in einem ausreichend ernst genommenen Rahmen gesprochen wurde. Allerdings, das Ergebnis ist mehr als ernüchternd. Über den Investitionsplan über 300 Milliarden Euro wurde zwar diskutiert, aber für die Mitgliedstaaten ist es einfach zu wenig, auf die konkreten Pläne zu warten. Es ist also längst an der Zeit, wieder mehr und nachhaltig zu investieren. Das sage ich auch in Richtung meiner Vorrednerin. Denn nur so können wir Beschäftigung, die Binnennachfrage und die gesamte Wirtschaft ankurbeln.

Es geht also immer wieder um das große Bild, um das makroökonomische Bild, in das die Jugendlichen mit ihren Schicksalen eingebettet sind und das wir nicht so ganz einfach wegwischen können. Dafür brauchen die Staaten mehr Flexibilität bei den Defizitregeln. Nachhaltige Investitionen, etwa in Infrastruktur, erneuerbare Energie oder Bildung und Ausbildung, sollen aus den Berechnungen ausgenommen werden. Denn Sparen um jeden Preis ist der falsche Weg. Das sagt uns sogar der IWF in der Zwischenzeit. Und das haben Sie ja auch alle zur Kenntnis genommen.

Jugendbeschäftigung war ein zentrales Thema dieses Gipfels. Ich kann schon gar nicht mehr aufzählen, wie oft wir hier in diesem Plenarsaal über dieses Thema diskutiert haben und wie oft wir auch zu raschem Handeln gedrängt haben. Trotzdem wird die Situation der Jugendlichen immer schwieriger. denn was nützt es einem jungen Menschen, der schon den dritten Postgraduate-Abschluss gemacht hat, wenn es ganz einfach keine Jobs gibt.

Also nochmals: Das makroökonomische Umfeld muss stimmen! Bei der Umsetzung der Jugendgarantie müssen einige Staaten ihre Anstrengungen erhöhen. Ja, das ist richtig. Aber gleichzeitig muss die Kommission die Prozesse vereinfachen, damit das Geld der Jugendinitiative endlich abgeholt wird.

(Die Rednerin ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Bronis Ropė (Verts/ALE), pakėlus mėlynąją kortelę pateiktas klausimas. – Noriu paklausti: lyg ir yra ir pinigų, lyg ir yra ir fondai bei sistemos, bet nedarbo problemos ne mažėja, o didėja. Tai ar neatrodo, kad ta sistema yra per daug biurokratinė ir reikėtų galvoti, kaip ją labiau decentralizuoti ir leisti labiau įjungti vietos valdžią, kad vietos valdžia konkrečiai spręstų tas problemas, o ne tik palikti tai nacionalinėms valstybėms ir spręsti problemas per nacionalines programas.

 
  
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  Evelyn Regner (S&D), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Da möchte ich Ihnen Recht geben. Natürlich müssen die Abläufe vereinfacht werden. Ich habe mir einige Beispiele angeschaut, wie von der Kommission versucht wird, hier Projekte zu unterstützen. Ich denke, dass gerade beim Vereinfachen der Prozesse, bei der Zusammenarbeit der Arbeitsmarktverwaltungen, sicherlich einiges viel unbürokratischer gemacht werden kann. Hier teile ich Ihre Ansicht sehr wohl.

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE). - Madame la Présidente, chers collègues, Mesdames et Messieurs, un sommet pour rien. C'est ainsi que beaucoup de médias ont présenté, non seulement avant mais malheureusement après, la situation au moment du sommet de Milan. C'est aussi dans cet état d'esprit, semble-t-il, qu'un certain nombre de partenaires et de participants à ce sommet sont sortis, pensant que ce sommet n'avait servi à rien. Pourtant, la thématique, qui nous préoccupe tous, est cruciale pour les Européens et est évidemment cruciale pour les chômeurs qui sont concernés et notamment pour les jeunes.

Je m'étais dit tout simplement, peut-être de manière très naïve, que ce sommet servirait au moins à mettre sur le haut de la pile le chômage terrible des jeunes, qui est notre priorité absolue. Mais les outils que nous avons mis en place, et dont nous parlons depuis 9 heures ce matin, tardent à se mettre en route et ne sont pas appliqués. Seuls deux États membres ont réellement mis en œuvre la garantie pour la jeunesse. Comment est-ce possible, alors que 24 % de nos jeunes sont au chômage en Europe? Comment peut-on imaginer que la Commission ne pousse pas les États membres à mettre en œuvre ce dispositif dont elle parle souvent et qui ne se concrétise pas? Devons-nous rester les bras ballants et laisser monter et progresser cette désespérance, qui s'accompagne de sensibilités extrémistes?

Alors, au-delà des aspects financiers dont nous avons parlé, au-delà des outils, il faut que l'on fasse bouger tout le système: la mobilité, la correspondance entre les études et la demande de l'emploi, les infrastructures, l'accompagnement, surtout des PME, qui sont les seules à créer des emplois.

(L'oratrice accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 162, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Bill Etheridge (NI), blue-card question. – My question is this. Speaking about youth unemployment particularly, and youth guarantees, would not the best guarantee for that youth be that they are not saddled for generations with massive amounts of debt caused by the addiction to over-spending by our current political elite? Would it not be better to give them, the future generations, a dynamic, low-taxation, fair-taxation economy where they can work hard and excel and make the future far better than our present?

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE), réponse "carton bleu". – Madame la Présidente, pour nous les enjeux sont justement à la fois l'urgence de la réponse et cette idée de responsabilité et de solidarité à l'égard de la nouvelle génération pour éviter qu'elle soit une génération perdue, comme assez souvent elle-même se qualifie.

C'est notre responsabilité. Elle est européenne et ne doit pas nous amener à nous gargariser simplement de mots mais à mettre en mouvement une volonté européenne globale, en coopérant, en avançant sur tous les plans (l'éducation, l'économie, la mobilité, les infrastructures) et en choisissant nos priorités.

 
  
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  Tania González Peñas (GUE/NGL). - Señora Presidenta, en estas cumbres se pretende mostrar preocupación al más alto nivel por un problema dramático para millones de jóvenes sin futuro, para el que aportan soluciones que no solo son ineficientes sino que demasiadas veces empeoran la situación. En el mejor de los casos, ofrecen un horizonte precario a base de subempleos.

El programa de empleo Garantía Juvenil, como ya denunciamos aquí, parte de la premisa de que la principal dificultad de los jóvenes a la hora de encontrar empleo es su empleabilidad, es decir, que no tienen formación o flexibilidad suficientes. El problema es cómo se establecen las prioridades: ¿se trata de beneficiar a las grandes empresas o de solucionar los problemas de la gente?

La flexibilización y la precarización continua de las condiciones de trabajo significan sacrificar a la gente para resolver los problemas generados por la especulación financiera. Las soluciones van en sentido contrario: lo que tenemos que hacer es poner la economía al servicio de la ciudadanía y no poner a la ciudadanía al servicio de los intereses privados de las corporaciones financieras.

(La oradora acepta responder a una pregunta formulada con arreglo al procedimiento de la «tarjeta azul» (artículo 162, apartado 8, del Reglamento))

 
  
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  Jérôme Lavrilleux (PPE), question "carton bleu". – Madame la Présidente, je viens d'entendre notre collègue dénoncer les grandes entreprises, le secteur privé, et dire qu'il fallait plus d'interventions de l'État. Mais je n'ai pas bien compris quelles étaient les solutions concrètes qu'elle proposait pour favoriser l'emploi des jeunes, si ce n'est le recours, sans doute, comme en France, à des contrats publics mais précaires qui font qu'après deux ans, nos jeunes se retrouvent à nouveau au chômage. Je serais donc très heureux d'entendre les solutions proposées par notre collègue, plutôt que des critiques systématiques.

 
  
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  Tania González Peñas (GUE/NGL), respuesta de «tarjeta azul». – Señor Lavrilleux, las soluciones las podemos encontrar de muchas maneras, siempre que el camino sea la voluntad de que las necesidades de la gente sean la prioridad.

Hay estudios que plantean que, solamente con fomentar el empleo verde, en España se generarían dos millones de puestos de trabajo.

Ahora bien, si la dirección es destrozar el mercado laboral, si la solución es abaratar el despido —como quiere hacer el señor Renzi—, si la solución pasa por aumentar la edad de jubilación en vez de reducirla para distribuir el trabajo, así no vamos a generar más empleo.

 
  
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  Λάμπρος Φουντούλης (NI). - Κυρία Πρόεδρε, στη σύνοδο κορυφής του Μιλάνου δόθηκε έμφαση, από όλους τους ηγέτες, στα υψηλά ποσοστά ανεργίας και ιδιαίτερα στην ανεργία των νέων. Ο Πρόεδρος Schulz δήλωσε συγκεκριμένα ότι η κρίση θα έχει τελειώσει μόνο όταν η Ευρώπη θα αποκτήσει σταθερούς ρυθμούς ανάπτυξης και πως τώρα πρέπει να χτίσουμε τις βάσεις για ένα καλύτερο αύριο. Όμως, θα ήθελα να επισημάνω ότι με ευχολόγια δεν αντιμετωπίζεται η ανεργία.

Για παράδειγμα, το μεγαλύτερο μέρος των κονδυλίων του Ευρωπαϊκού Ταμείου Προσαρμογής στην Παγκοσμιοποίηση για την περίοδο 2014 – 2020, σκοπό έχει να χρηματοδοτεί το κόστος σχεδίων παροχής βοήθειας σε απολυμένους ώστε να βρουν μια θέση εργασίας ή να δημιουργήσουν τη δική τους επιχείρηση. Αυτό όμως δεν έχει συντελέσει καθόλου στην προσπάθεια μείωσης της ανεργίας. Αντίθετα, τα ποσοστά της ανεργίας παρουσιάζουν άνοδο. Υπάρχουν στην Ελλάδα 1.300.000 απολυμένοι με κατάρτιση και δεξιότητες που ψάχνουν απεγνωσμένα για εργασία.

Ψηφίζουμε εκθέσεις, νέα μέτρα και μεταρρυθμίσεις χωρίς ουσιαστικό αποτέλεσμα. Και σας ρωτώ: μπορεί να υπάρξει ελπίδα για τους νέους χωρίς τη δημιουργία νέων θέσεων εργασίας; Ας αποφασίσουμε επιτέλους τα χρήματα να πηγαίνουν στην ανάπτυξη, όχι σαν μια αόριστη έννοια, αλλά σε στοχευμένους τομείς.

(Η ομιλήτρια δέχεται να απαντήσει σε ερώτηση με γαλάζια κάρτα (άρθρο162, παράγραφος 8, του κανονισμού))

 
  
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  Richard Sulík (ECR), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Frau Präsidentin! Es ist natürlich sehr traurig, dass es so viele Arbeitslose in Griechenland gibt, aber ich fürchte, es wird ihnen kein Sozialfonds helfen. Griechenland hat die gemeinsame Währung Euro, und die ist einfach zu teuer für Griechenland. Alles, was Griechenland produziert, ist zu teuer. Deswegen produziert es wenig. Die Industrieproduktion ist auf dem Stand des Jahres 1970. Deswegen haben sie die Arbeitslosen. Der Euro schadet Griechenland am meisten.

(Beifall)

 
  
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  President. - I am not sure I heard a question there, but would you like to respond?

 
  
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  Λάμπρος Φουντούλης (NI), απάντηση "γαλάζια κάρτα". – Κυρία Πρόεδρε, όχι μόνο το ευρώ κάνει κακό στην Ελλάδα, αλλά και ο τρόπος που η κυβέρνηση διαχειρίζεται τα χρήματα. Παραδείγματος χάρη, τα χρήματα από το Ευρωπαϊκό Ταμείο Προσαρμογής στην Παγκοσμιοποίηση, αντί να πηγαίνουν στους απολυμένους, πηγαίνουν σε κάποιες εταιρείες οι οποίες κάνουν σεμινάρια για δεξιότητες κ.λπ. και οι οποίες καρπώνονται το μεγαλύτερο μέρος των χρημάτων, ενώ ελάχιστα πηγαίνουν στους απολυμένους. Τα δε χρήματα που θα πάρουν οι απολυμένοι, θα τα πάρουν τουλάχιστον μετά από δέκα μήνες ή και ένα χρόνο και η κυβέρνησή μας τα παρουσιάζει σαν πρωτογενές πλεόνασμα.

 
  
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  Agnes Jongerius (S&D). - Voorzitter, mag ik allereerst László Andor bedanken voor zijn werk als commissaris voor Sociale Zaken en Werkgelegenheid, juist op een moment waarop het op dit gebied voor heel veel mensen een heel moeilijke tijd geweest is. Juist die moeilijke tijd was het onderwerp van de top in Milaan. Natuurlijk is het goed als regeringsleiders bij elkaar komen om over de zorgelijke werkgelegenheidssituatie te spreken, maar dan is het wel extra wrang als de 24 miljoen werklozen die op dat moment thuis zitten te wachten, eigenlijk horen dat er niets uit de top gekomen is.

Banen en groei staan voor de nieuwe Commissie centraal, maar hoe de Commissie die beloofde 300 miljard ook echt denkt te gaan besteden is mij nog niet duidelijk en niet alle regeringsleiders lijken even enthousiast over dit plan. Ik zou zeggen, concrete voorstellen moeten zo snel mogelijk op tafel komen, want mensen kunnen niet langer wachten, en alle 28 commissarissen moeten werkgelegenheid centraal stellen en vanuit hun portefeuille bedenken hoe zij een bijdrage kunnen leveren aan groei en echte goede banen.

 
  
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  Mara Bizzotto (NI). - Signora Presidente, onorevoli colleghi, qualche giorno fa i nostri cittadini hanno sperato, guardando il Vertice sul lavoro di Milano, che qualcosa cambiasse. Invece hanno visto per l'ennesima volta lo stesso deludente spettacolo: una sfilata di potenti, vestiti bene, incapaci di trovare soluzione al problema lavoro.

Venticinque milioni di disoccupati, di cui 18 milioni nella zona euro, 3 milioni in Italia, chiedono a gran voce all'Europa di mettere in discussione le scelte su cui hanno costruito le basi di questo fallimento.

Mi riferisco alla moneta sbagliata, ai parametri di bilancio fissi inderogabili imposti dai trattai europei. Hanno visione del mondo che aiuta gli immigrati e non aiuta gli europei, non aiuta i nostri giovani, i nostri disoccupati. Se vuole in futuro l'Unione europea deve andare oltre la propaganda buonista e superficiale con cui ha affrontato fino ad oggi i problemi.

Basta parole, basta vertici inutili! Bisogna fare! Serve una nuova politica monetaria, serve una nuova politica per gli investimenti che sostengano per prima la crescita economica. Serve una nuova politica estera che non demonizzi interlocutori economici vitali per i nostri imprenditori come la Russia. Serve l'Europa diversa, bisogna cambiare velocemente prima che sia troppo tardi.

 
  
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  Brando Benifei (S&D). - Madam President, let me first thank the Italian Presidency for having taken the initiative and the commitment to organise the high level conference on employment in Milan. It is important that Italy be insistent and determined on this front. Fixing unemployment and youth unemployment must remain Europe’s number one priority. For this reason, it is now essential that we make a unified effort towards creating quality jobs. We must remain focused, since – let me repeat this – the crisis is by no means over yet.

I particularly welcome the opening of a dialogue on the matter of the system of co-financing for European projects. Grounds for agreement were found on the need to reform the system, which at the moment does not allow countries – especially those engaging in reforms – to strike a proper balance between their deficit rules and growth. This is a very important step in the right direction which will give Member States greater flexibility, which is much needed. It will be essential for the next European Council on 23 and 24 October to sketch out specific proposals for jobs and job creation in Europe. In particular, it is imperative that very specific responses be given to the requests from the Parliament to know how the EUR 300 billion investment plan presented by President Juncker will be financed. Parliament is uncomfortable with vagueness on the issue of the sources of financing. The people demand and deserve clarifications on this.

(The speaker agreed to take a blue-card question under Rule 162(8))

 
  
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  Tiziana Beghin (NI), Domanda "cartellino blu". – Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere al collega Benifei come pensa, se ha mai lavorato in una piccola e media azienda italiana, come possa una piccola e media azienda in Italia essere competitiva e creare nuovi posti di lavoro con una tassazione imposta di quasi il 70% con il mercato del lavoro, come lo abbiamo e come lo state impostando con il vostro partito in questo momento in Italia.

 
  
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  Brando Benifei (S&D), Risposta a una domanda "cartellino blu". – Signora Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la collega Beghin perché mi dà l'occasione di rispondere, diciamo di notare come qui, molti colleghi del gruppo EFDD, i grillini italiani rispondono e fanno domande su questioni italiane invece che fare domande su ciò di cui si è parlato in questa sede. Non siamo in un meetup di Grillo! Sulla questione che è stata posta, non del tutto pertinente, io penso che quello che si sta cercando di fare in Italia, anche in Europa è quello di migliorare la situazione per le nostre imprese. Però mi sembra una domanda provocatoria: è difficile da rispondere in 20 secondi.

 
  
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  Javi López (S&D). - Señora Presidenta, parece que la historia se repite: los Gobiernos europeos se reúnen en cumbres y los europeos caminan al filo del precipicio una vez más. Es una suerte de déjà vu. Después de este verano, cinco años más tarde, datos macroeconómicos muy negativos nos indican que entramos otra vez en recesión en Europa —esta sería ya la tercera—, y todos los analistas internacionales nos dicen que volvemos a ser fuente de los problemas para la recuperación económica mundial, provocando además, como hoy hemos comentado, una tasa de desempleo enormemente dolorosa, muchísima pobreza, precarización y emigración forzosa en muchos países.

Lo peor de todo esto es que parte de este dolor viene autoimpuesto por las políticas que estamos aplicando. Así que, por favor, escuchemos a todos aquellos que nos piden que activemos la demanda como única forma para utilizar la palanca del sector público y la inversión para salir de esta crisis económica. Porque, de lo contrario, será imposible recuperar empleo, también para la gente joven, en este continente.

(El orador acepta responder a una pregunta formulada con arreglo al procedimiento de la «tarjeta azul» (artículo 162, apartado 8, del Reglamento))

 
  
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  Janice Atkinson (NI), blue-card question. – I am actually here to represent the UK and not the rest of Europe. What we have seen in the UK is really high youth unemployment. We have got nearly one million people unemployed. That is unacceptable. And that is because of the fundamental principle of this place, of the free movement of people, which is driving wages down and unemployment up in my country, do you not agree?

 
  
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  President. - Please answer that ‘question’ in thirty seconds.

 
  
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  Javi López (S&D), respuesta de «tarjeta azul». – Es difícil contestar a una pregunta que no ha formulado, pero a su Señoría le diré que yo aquí vengo a representar a los europeos —no solo al Reino Unido— , y también a exponer los problemas que padece mi país, que padece Cataluña, que padece España, y creo que los problemas que vivimos hoy no cabe atribuirlos a la libre circulación.

Y durante el último siglo, impidiendo la libre circulación y llevando las economías al proteccionismo, hemos asistido a los mayores desastres sociales, económicos y políticos que ha vivido este continente.

 
  
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  Maria Arena (S&D). - Madame la Présidente, aujourd'hui, 1 % des fonds de la garantie pour la jeunesse a été versé aux États membres. La Commission rejette la faute sur les États membres, les États membres rejettent la faute sur la Commission. Dans ce jeu, ce sont les jeunes qui sont perdants. J'aimerais donc tout simplement vous poser la question suivante: que comptez-vous faire pour accélérer le processus d'un mécanisme qui a été décidé en 2013, sachant que nous sommes aujourd'hui en 2014?

Premièrement, envisagez-vous un cadrage correct de la mesure, qui permette à chacun de se retrouver dans ce qu'il veut faire par rapport à ces jeunes? Deuxièmement, prévoyez-vous la question du préfinancement? Aujourd'hui, deux États membres ont droit au préfinancement, pourquoi pas tous les États membres? Troisièmement, on a l'impression que l'Union reprend d'une main ce qu'elle donne de l'autre. Certains opérateurs publics doivent, à cause de l'austérité, faire des économies et justement des économies au détriment des jeunes. Ne pourrait-on pas immuniser les actions d'accompagnement des jeunes contre les plans d'austérité actuels, ce qui permettrait d'obtenir l'investissement à la fois des États membres et de l'Union?

(L'oratrice accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 149, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Jonathan Arnott (NI), blue-card question. – I agree that young people are the losers when everyone bickers, but can we accept that ‘one size fits all’ does not always work? Can we accept that the needs of one country can be different from the needs of another? Of course we should be doing more to get our young people back into work, but could that not be done far better by the Member States themselves, directly on the things that they know about, if this were taken out of the EU budget and given back to the Member States to help young people themselves?

 
  
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  Maria Arena (S&D), réponse "carton bleu". – Madame la Présidente, je pense justement que la garantie pour la jeunesse satisfait à ce besoin qu'ont les États membres de répondre tout particulièrement aux situations vécues par les jeunes. Contrairement à ce que vous dites, la garantie pour la jeunesse répond à des besoins spécifiques des jeunes dans les quartiers, et pas uniquement dans des régions ou dans des États membres. Il s'agit vraiment d'un outil qui, s'il était fluidifié par rapport aux moyens qu'on donne, pourrait répondre parfaitement à des réalités de terrain.

 
  
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  Εύα Καϊλή (S&D). - Κυρία Πρόεδρε, τα αποτελέσματα για την απασχόληση στην Ευρωπαϊκή Ένωση είναι απογοητευτικά, για άλλη μια φορά, καθώς οι θέσεις μερικής απασχόλησης δεν είναι στέρεες θέσεις εργασίας, ούτε μπορεί κανείς να εφησυχάζει. Η εγγύηση για τους νέους είναι 'ασπιρίνη', για να κερδίσουμε λίγο χρόνο μέχρι να καταλάβουμε ότι πρέπει να αλλάξουμε πλεύση και στρατηγική. Πρέπει να πάψουμε να είμαστε παθητικοί στις αποφάσεις μας και στην αντιμετώπιση της ανεργίας, και να ενεργοποιήσουμε την κατεύθυνση της ανάπτυξης.

Η ψηφιακή εποχή καθώς είναι εδώ, δεν πρέπει να μας ξεπεράσουν πάλι οι εξελίξεις. Πρέπει να ενισχύσουμε περαιτέρω το πρόγραμμα Horizon 2020, να συνδέσουμε τα ευρωπαϊκά κεφάλαια με τον ιδιωτικό τομέα ενισχύοντας την καινοτομία, να ομολογήσουμε πως ο παραδοσιακός τρόπος αντιμετώπισης της ανεργίας επιτρέπει ακόμη αυτή να αυξάνεται σε χώρες εντός της Ευρωπαϊκής Ένωσης και οι ανισότητες να διευρύνονται. Και αν ο Βορράς αντέχει, ο Νότος εξοντώνεται.

Οι συνέπειες στην εποχή της παγκοσμιοποίησης, όπως έχουμε καταλάβει τελευταία, και οι επιδημίες δεν περιορίζονται πια από σύνορα, ειδικά ανάμεσά μας, κι αν δεν αλλάξουμε πλεύση, σύντομα εδώ μπορεί να συναντάμε πιο συχνά τον Επίτροπο διαχείρισης κρίσεων.

(Η ομιλήτρια δέχεται να απαντήσει σε ερώτηση με γαλάζια κάρτα (άρθρο162, παράγραφος 8, του κανονισμού))

 
  
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  James Carver (NI), blue-card question. – Madam President, it seems to me that you are all following the mindset of that great philosopher, Homer. I am not speaking about the ancient Greek poet but the American cartoon character, Homer Simpson, when he said ‘a fool and his money are soon parted – I will pay good money to have that one explained to me’. Speaking as a small businessman, does my colleague not accept that the best way to stimulate employment and the economy is to have a bonfire of regulations, in distinct contradiction to the outpourings from the European institutions?

 
  
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  Εύα Καϊλή (S&D), ερώτηση "γαλάζια κάρτα". – Κυρία Πρόεδρε, ακριβώς όπως είπα και στην ομιλία μου θα πρέπει να ενισχύσουμε τη σύνδεση των ευρωπαϊκών κεφαλαίων με τον ιδιωτικό τομέα, προκειμένου να δοθούν χρήματα στις πρωτοβουλίες, ειδικά στον τομέα της καινοτομίας, καθώς εκεί μπορούμε να δημιουργήσουμε θέσεις εργασίας για τους νέους και τις γυναίκες. Περαιτέρω ενίσχυση θέλουμε και όχι κανόνες οι οποίοι περιορίζουν την πρωτοβουλία. Το αντίθετο. Θέλουμε ενίσχυση, αλλά όχι επιδοματική πολιτική. Ο παραδοσιακός αυτός τρόπος απέδειξε ότι δεν μπορεί να αποδώσει. Χρειαζόμαστε χρήματα για την ανάπτυξη πρωτοβουλιών, και όχι απλώς προκειμένου να στηρίξουμε για ένα ορισμένο διάστημα τους ανθρώπους που πλήττονται από την ανεργία.

 
  
 

Catch-the-eye procedure

 
  
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  Ádám Kósa (PPE). - Kedves kollégák! Nagyon fontosnak tartom azt, hogy minden plenáris ülésen foglalkozzunk a munkahelyteremtés kérdésével. Mint tudjuk, az EU alapszerződésében és az Európa 2020 stratégiában is kiemelt szerepe van a foglalkoztatási kérdésnek. Ennek az Európa 2020 stratégiának kitűzött célja a 75%-os foglalkoztatási szint elérése. Ez nagyon ambiciózus cél. Néhány nyugat-európai ország kivételével, azt gondolom, a többi tagállam nagyon nehezen tudja elérni. Számunkra is nehéz ennek a célnak az elérése, és olyan eszközökkel kell elősegíteni a foglalkoztatási szint növekedését, amelyek hatékonyak. Itt szeretném megjegyezni, hogy nagy hibának tartom, hogy csak a fiatalokkal foglalkozunk most, hiszen rengeteg olyan csoport van – az idősek, az alacsonyan képzettek vagy a fogyatékossággal élők – akikkel érdemes foglalkozni, és erre a kérdésre náluk is fókuszálni kell. Tehát javaslom, hogy komplexebb megközelítést alkalmazzunk.

 
  
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  Tibor Szanyi (S&D). - Tisztelt elnök asszony! Valóban egyetértek mindazokkal, akik úgy gondolják, hogy kiemelten és visszatérően érdemes foglalkozni a munkahelyteremtéssel. Tán ennek is eredménye az, hogy immár a Bizottság is magáévá tette többünk javaslatát, hogy az európai ifjúsági garancia életkorhatárát 25-ről 30 évre emeljük. Ugyanakkor minden törekvésünk dacára meg kell jegyezzük, hogy a tagországi elszámolások, a statisztikai számbavételek vizsgálata, ellenőrzése legalább olyan fontos, mint megannyi más eszköz itt. Példának hozhatom hazám, Magyarország esetét, ahol a kormány egyébként egy olyan közmunkaprogramot vezetett be, amelyben egy hónapban napi 4–6 órás munkáért 150 eurónyi fizetést adnak, ámde foglalkoztatottnak tekintik ezeket az embereket. Egy szó, mint száz, ha itt hangzatos célokat tűzünk ki, az jó dolog, de megvalósításuknál az ellenőrzés ugyanilyen fontos.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). - Κυρία Πρόεδρε, 'στο ίδιο έργο θεατές'. Ακούμε συνεχώς τα ίδια. Βλέπουμε στην τελευταία συνάντηση κορυφής στο Μιλάνο ότι η Ευρωπαϊκή Ένωση συνεχίζει να στηρίζει την ανταγωνιστικότητά της στην 'κινεζοποίηση' των μισθών, στη μείωση δηλαδή των μισθών, μια λάθος πολιτική, ενώ αντιθέτως πρέπει να επενδύσει στις νέες τεχνολογίες, στην εκπαίδευση και στην κατάρτιση.

Αλλά, πώς να το κάνει αυτό όταν με τη βίαιη δημοσιονομική προσαρμογή μειώνει τις δημόσιες δαπάνες για την ίδια την εκπαίδευση; Συνεχίζει να στηρίζεται λοιπόν στη λιτότητα, ενώ πρέπει να ενισχύσει τη ζήτηση. Συνεχίζει να στηρίζει τη διάσωση των τραπεζών: 1,6 τρισεκατομμύρια ευρώ δόθηκαν για να διασωθούν οι τράπεζες, να κοινωνικοποιηθούν δηλαδή οι ζημιές των τραπεζών. Μόνο 6 δισεκατομμύρια ευρώ για την εγγύηση των νέων. Άλλο ένα τρισεκατομμύριο ευρώ από τον κ. Draghi, πάλι για τις τράπεζες. Αποτυχία, λοιπόν, στην όλη διαδικασία, αποτυχία και για την Ελλάδα με τις πολιτικές που εφαρμόζουν εκεί, το μνημόνιο, το οποίο έχει διαλύσει και φτωχοποιήσει την ελληνική κοινωνία.

 
  
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  Ivan Jakovčić (ALDE). - Gospođo predsjednice, shema jamstva za mlade kao novi mehanizam je odgovor na ekonomsku krizu, jedna vrsta vatrogasne mjere. Ali nije samo kriza kriva za nezaposlenost mladih, jer su korijeni ovog problema po mom uvjerenju mnogo dublji.

Zato samo jaka suradnja i jako partnerstvo između europske, nacionalne, regionalne, lokalne razine može u ovome slučaju zaista dati rezultate. Ali i iskreno partnerstvo s obrazovnim sustavom i naravno pogotovo s privatnim sektorom gdje posebno naglašavam mala i srednja poduzeća.

Tome želim dodati tri poticaja: Prvo, stvaranje zaista efikasnog mehanizma samozapošljavanja mladih, drugo, mobilnost mladih unutar Europske unije, i treće, zaključak da su digitalno tržište i energetika kao sektor za zapošljavanje mladih nešto što je aktualno, što sam čuo od g. Della Vedove, ali dodajem i poljoprivredu i turizam.

 
  
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  Senra Rodríguez, Lidia (GUE/NGL). - Senhora Presidente, eu venho de um povo do sul da Europa, da Galiza, golpeado pela dívida e golpeado pela troica. No meu país, a juventude continua sem trabalho, milhares de jovens, desde 2008, abandonaram o país à procura de trabalho, muitos milhares continuam no país em busca de trabalho, durante longas jornadas, mas não o conseguem.

Queria perguntar realmente ao Conselho e à Comissão para quando vai haver medidas reais para que a juventude e as outras pessoas sem trabalho tenham emprego, emprego de qualidade, e que não fiquem trabalhadores e trabalhadoras pobres como acontece na atualidade.

 
  
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  Krisztina Morvai (NI). - Kifejezetten honfitársamat, Andor biztos urat szeretném kérdezni arról, hogy mennyire hisz Ön, biztos úr, a tisztes munka fogalmában, a „decent job” fogalmában? Az Európai Unió és az Európa Tanács számos dokumentuma mostanában már tisztes munkahelyről beszél, és nem egyszerűen akármilyen munkahelyről. És a következő kérdésem: hogy gondolja, hogy az elmúlt 5 évben, amióta Ön itt magyarként, új tagállami biztosként a munka világát képviseli, mennyire sikerült kiemelkedniük a rabszolgasorból például az Ön honfitársainak, illetőleg a szegényebb tagállamok rabszolgasorban lévő munkavállalóinak? Mit szól ahhoz, hogy úgy foglalta össze a munkavállalók helyzetét nemrég egy magyar asszony, hogy „lecserélhető tárgyak lettünk”. A munkaerő-kölcsönzőknek való kiszolgáltatottságban, jogfosztottságban, teljes munkajogi jogfosztottságban éljük az életünket? Milyen eredmény ez az Ön számára?

 
  
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  Danuta Jazłowiecka (PPE). - Pani Przewodnicząca! Europa potrzebuje poważnych zmian, a przede wszystkim zdecydowanej modernizacji europejskiego modelu społecznego. Za brak tych zmian płacimy dzisiaj najwyższą cenę, jaką jest wysokie bezrobocie, nie tylko wśród ludzi młodych, ale także wśród kobiet i osób starszych. Wciąż zastępujemy wiele środowisk naszego społeczeństwa w ich aktywności, rozdajemy pieniądze bez równoległego wdrażania narzędzi dających naszemu społeczeństwu szanse, a nie gwarancje. Żaden rząd nie jest w stanie zagwarantować ludziom młodym pracy, szkoleń czy staży, a tego dotyczy program gwarancji dla młodzieży. To nie rządy mają takie kompetencje, lecz przedsiębiorcy, o których Unia Europejska dba poprzez zwiększanie biurokracji czy podnoszenie różnego rodzaju obciążeń. Zacznijmy w końcu działać, zapewniając szanse młodzieży, a skoro już podjęliśmy tę nieroztropną decyzję o programie gwarancji dla młodzieży, to realizujmy ją z olbrzymią odpowiedzialnością. Dzisiejsze wdrażanie świadczy o tym, że tej odpowiedzialności brak.

Na koniec pytanie: gdzie są propozycje dla bezrobotnych kobiet i osób starszych?

 
  
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  Milan Zver (PPE). - Čestitam predsedujoči Italiji, da je v Milanu organizirala to pomembno konferenco, na kateri je brezposelnost mladih ponovno postavila visoko na agendo. Zagotovo bo imela kak pozitiven učinek, četudi vemo, kako je takrat, ko se dobijo šefi vlad in držav.

Vendar sem vse manj vesel, ker države članice ne izkoriščajo vseh možnosti, vseh resursov, ki jih imajo pri premagovanju brezposelnosti mladih – niti evropskih. Birokratski mlini meljejo počasi v državah članicah, znano je, da sta le dve državi izkoristili, popolnoma izkoristili jamstveno shemo.

Dober znak je, ko komisar govori o izobraževanju, ko išče načine reševanja brezposelnosti mladih – to je dobro. Še vedno ostaja ključno vprašanje, kdo naj ustvari delovna mesta. Z administrativnimi ukrepi ne bomo ustvarili produktivnih delovnih mest za mlade. To ni naravna pot, naravna pot je ustvarjanje boljših pogojev za podjetništvo.

 
  
 

(End of catch-the-eye procedure)

 
  
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  László Andor, Member of the Commission. - Madam President, honourable Members, I believe the Milan Summit of Heads of State and Government was a step forward, compared to Berlin and Paris, because Prime Ministers and leaders of public employment services spoke in much more concrete terms about the Youth Guarantee and its implementation in their respective countries than in previous cases.

Indeed, there were reports about the progress being made and the Commission also keeps reporting about the results of pilot projects, as well as the actual Youth Guarantee implementation, on its own website. Ms Paunova and others who were asking about this can find information about it on the DG Employment website, and I have also been reporting regularly to this House about the progress made.

The Youth Guarantee is, as you know, an EU-wide initiative, but it is not a uniform model. It is tailor-made. Countries themselves were designing their own youth guarantee implementation plans according to common guidelines which were provided at EU level. This is something to be emphasised, because Mr Mureșan as well as Mr Arnott were asking about this aspect. Certainly, the Youth Guarantee is tailor-made in the case of each and every EU Member State. We took inspiration from the pioneers, Austria and Finland, inside the EU and all countries have to apply the common principles – the four-month deadline, for example, and the importance of quality jobs, apprenticeships, training or learning according to their own needs and capacity.

We have to clarify in such a broad discussion what the Youth Guarantee actually is and what it is not. The Youth Guarantee is primarily about the school-to-work transition. It is about improving school and training performance; improving labour market performance and the connection between the two, because this is where many young people, including the so called NEETs, have been lost – and not only at the time of the crisis. We are not only responding to the crisis with the Youth Guarantee, but also to the previous model of economic development, which was not inclusive enough and because of which Europe was losing significant growth potential.

The Youth Guarantee is certainly not a tool against deflation because, again, on deflation it is the European Central Bank which needs to act, and the surplus countries of the euro zone, by boosting investment and also wages. It is not a tool to generally promote industrial competitiveness, because innovation has to be promoted for that purpose, and it is certainly not a tool to respond to asymmetric shocks in the monetary union, because for that we would need a counter-cyclical fiscal capacity.

The new financial instrument, the Youth Employment Initiative, is in a way an embryonic fiscal capacity to respond also to the cyclical rise of youth unemployment in the European Union, but it has to function according to the rules of the structural funds. The Commission has to observe these rules and we have to be held accountable according to the regulations. I am sure that is also what the House would demand from the Commission. Nevertheless, the Commission has been doing its utmost to help the Member States to accelerate implementation of the Youth Guarantee and the financial instruments supporting it. We have been helping to design the programmes; we have been helping to exchange experiences and also accelerating the adoption when necessary.

Those who are still not satisfied with the speed, like Ms Steinruck and Mr Ropé, obviously would like to see a different type of fiscal capacity, for example in the form of automatic stabilisers, because that would indeed immediately provide financial support, but under the current design of the EMU, such capacity does not exist.

I think Mr Kósa is right. Apart from the young generation, we also have to speak seriously and also act seriously about the unemployment in the European Union. The youth, those under 25, represent about a fifth of total unemployment in the European Union. Total unemployment in the last one year has been falling, contrary to what some Members of this House actually believe. The problem is that it has not been falling fast enough, it has not been falling everywhere, and very often the quality of the new jobs is not what we would like to see. Indeed the quality of employment has also suffered during the crisis years and the Commission’s initiatives have to respond to all these aspects: the speed of job creation, the balanced nature of economic growth and also the quality of employment.

Where the overall macroeconomic picture is concerned – and I agree with Ms Regner, this is very important – it is obviously true that the youth guarantee alone will not create a job-rich recovery. We outlined an employment package in 2012 with a host of measures that need to be taken: shifting taxation away from labour, for example, which Member States are capable of doing just very, very slowly, but it also should be seen as a priority. Boosting entrepreneurship and helping enterprises to employ more people is indeed an important part of this broader policy. But certainly, when we are facing the risk of another downturn it is also important that fiscal as well as monetary policies use their existing room for manoeuvre to stimulate the economy and to boost investment, which certainly should not remain just a buzz word of our time.

I do not think it is helpful when some blame migrants for the level of unemployment in the EU, including for youth unemployment. In fact the two countries that receive the highest numbers of migrant workers in the Europe Union, Germany and the UK, are doing relatively well. Germany has had relatively low unemployment rates during the crisis as well and the UK is experiencing one of the fastest falls in unemployment, despite having received relatively large numbers of EU migrants.

Finally, on the question of decent work, because indeed this has been a priority for the Commission, not only inside the EU but also internationally, just in the last one year we rolled out a number of initiatives: the quality framework on restructuring, the quality framework on traineeships, a new health and safety strategy for the next seven years and the European platform proposal against undeclared work. All these initiatives are supposed to help boost the quality of employment and improve industrial relations in the European Union, but certainly they do not cover all aspects of the employment policy in the Member States because a large part of it is dependent on national law, for example in the case which has been mentioned, about Hungary. Indeed, the Commission finds it regrettable that some of these domestic measures have caused serious damage to the quality of employment, and the country operates with an inflated public scheme which is on the one hand quite costly and secondly does not help many of the participants reintegrate into the labour market at a later stage. But we have been promoting this as well inside the EU and we have been doing that also internationally, in the context of the G20.

Just yesterday we had a meeting with the representatives of Bangladesh, involving the ILO as well, because we cannot allow unfair competition to continue internationally which does not respect the rights of workers and does not protect workers from risks to their health and safety at the workplace. I hope you find all these initiatives positive and helpful. We remain committed to boosting the quality of employment in general, but also specifically for young people in Europe.

 
  
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  Benedetto Della Vedova, Presidente in carica del Consiglio. - Signora Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente perché non credo ci siano conclusioni da trarre. Io voglio ringraziare tutti i parlamentari che sono intervenuti nella discussione con interventi appassionati che segnalano l'interesse comune e l'obiettivo comune che abbiamo, credo, tutti quanti noi europei nelle diverse posizioni, che è quello di affrontare e possibilmente avviare a soluzione, il tema dell'occupazione, dell'occupazione giovanile in particolare, nell'occupazione in altre categorie con difficoltà e possibilmente della buona occupazione.

L'avvio a soluzione dei problemi strutturali, quali quelli posti dalla disoccupazione non può prescindere da un impegno coerente degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione che deve realizzarsi attraverso misure concrete ed efficaci da attuare in modo rapido e senza aggravi burocratici.

Altri incontri ad alto livello che rafforzino l'impulso lanciato da quelli organizzati a Berlino, Parigi e Milano, che ovviamente non sono luoghi dove le soluzioni vengono trovate e implementate, ma credo siano luoghi dove un confronto aperto e una discussione aperta faccia fare dei passi avanti alle politiche concrete. Potranno senz'altro contribuire all'accompagnamento delle azioni già decise e ad approfondire quelle analisi sulle condizioni necessarie per la ripresa dell'occupazione avviata nella Conferenza di Milano.

Ringrazio quindi, Signora Presidente, nuovamente tutti coloro che sono intervenuti per l'attenzione e il contributo.

 
  
  

PRZEWODNICZY: RYSZARD CZARNECKI
Wiceprzewodniczący

 
  
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  Przewodniczący. - Zamykam debatę.

Oświadczenia pisemne (art. 162)

 
  
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  Dominique Bilde (NI), par écrit. – Cette troisième rencontre à haut niveau (tout un programme!) doit permettre d'échanger les expériences pour augmenter le taux d'emploi, encourager l'esprit d'entreprise et permettre la mise en place d'instrument pour lutter contre le chômage. La mise en œuvre de la Garantie Jeunesse qui nous est présentée ici comme le remède miracle n'est qu'un palliatif et ne permet pas durablement d'insérer les jeunes sur le marché de l'emploi. Cinq millions de jeunes sont actuellement au chômage en Europe et 6 milliards d'euros sont consacrés à l'initiative (1200€ par jeunes). Trop peu pour des résultats concrets ou beaucoup trop pour l'inutilité de la mesure, chacun jugera... D'autre part, vous parlez de régler le problème du chômage et de relancer l'activité économique en Europe en mettant en oeuvre différentes politiques, alors même que l'UE a voté la directive dite des "travailleurs détachés" qui crée une véritable concurrence sur nos marchés nationaux du travail et engendre un effrayant dumping social. N'est-ce pas là une profonde contradiction?

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Je veľmi dôležité, aby mladí ľudia našli uplatnenie po skončení školy a mohli naplno využiť nadobudnuté vzdelanie, pretože ak sa im to nepodarí a nevytvoria si pracovný návyk už v mladosti, môžu ľahko prepadnúť frustrácii a prestanú veriť vo vlastné schopnosti, čo bude v konečnom dôsledku znamenať zvýšenie napätia v spoločnosti a ďalšiu záťaž pre sociálne systémy jednotlivých členských štátov. Myslím si, že je načase si priznať, že európsky model zamestnávania má vážne problémy a nedostatky, čoho dôkazom je 7,6 milióna stratených pracovných pozícií v období rokov 2007 – 2013. Musíme mladým ľudom ukázať, že majú možnosť sa zamestnať a dať im nádej na lepšiu budúcnosť. Treba priznať, že v dôsledku reforiem, ktoré boli uskutočnené v jednotlivých členských štátoch, sa podarilo situáciu na trhu práce čiastočne stabilizovať, avšak nezdieľam bezhraničný optimizmus pána Barrosa, pretože situácia je stále vážna a tak k nej aj musíme pristupovať. Môžem však súhlasiť s tým, že rast v Európe je veľmi krehký a nerovnomerný a že členské štáty, ktoré boli zodpovedné a uskutočnili štrukturálne reformy, sú dnes v podstatne lepšej kondícii a výhodnejšej situácií. Ako dobrý príklad môže poslúžiť Taliansko, kde sa uskutočnila významná reforma, ktorá má pomôcť zamestnať sa mladým Talianom do 25 rokov.

 
  
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  Michela Giuffrida (S&D). - Il terzo appuntamento sull'occupazione svoltosi a Milano l'8 ottobre non ha prodotto i risultati sperati: buoni i propositi e il rilancio di un'agenda programmatica in favore dell'occupazione, non solo giovanile, attraverso le necessarie riforme del mercato del lavoro. Posto che la disoccupazione strutturale e la disparità nei mercati del lavoro a livello nazionale, soprattutto in termini di competenze di chi cerca lavoro e il tipo di lavoro disponibile sul mercato del lavoro, sono in crescita all'interno dell'UE, si fa urgente l'attuazione di una riforma. Cosa è andato storto, come mai nessuna risposta concreta e tempestiva è stata fornita su temi quali: modelli di contrattazione salariale, adattabilità alle condizioni del ciclo economico; riequilibrio dei costi di manodopera; progettazione e adozione di indennità di disoccupazione e regimi di assicurazione; grado di flessibilità in entrata e uscita dal mercato del lavoro, mobilità della manodopera e razionalizzazione delle forme contrattuali; e profilo di competenze dei lavoratori disoccupati? Inaccettabile che capi di Stato e di governo non siano riusciti a produrre un documento comune e che non abbiano formalizzato un programma di appuntamenti volto alla soluzione dei problemi occupazionali. Le attese non pagano, soprattutto durante le crisi, e rischiamo di ritrovarci a successive analisi non solo sulla povertà, ma anche sul perché degli estremismi in Europa.

 
  
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  Krzysztof Hetman (PPE), na piśmie. – Bezrobocie wśród młodzieży to temat, który gości na każdej sesji plenarnej obecnej kadencji. Słusznie, ponieważ jest to jeden z poważniejszych problemów, z jakimi boryka się obecnie Europa. Gwarancje dla młodzieży nie są wystarczającym środkiem rozwiązującym ten problem, są jednak ważnym instrumentem, który może zapewnić istotne wsparcie dla reform strukturalnych przeprowadzonych przez państwa członkowskie. Ich wdrażanie musi być jednak przyspieszone. Te środki należy wykorzystać na reformy rynków pracy w państwach członkowskich, a także na dopasowanie umiejętności młodych do oczekiwań pracodawców. To jednak nie wszystko. Trwałe zlikwidowanie bezrobocia możliwe jest tylko poprzez stworzenie nowych miejsc pracy. Należy pobudzić wzrost gospodarczy, bo tylko w ten sposób stworzymy dobry klimat do rozwoju firm. Pracodawcy, którzy w wyniku kryzysu zmuszeni byli redukować zatrudnienie, muszą mieć zapewnione dobre warunki do odtworzenia tych miejsc pracy. Ponadto musimy wspierać przedsiębiorczość młodych ludzi i stworzyć im możliwości do zakładania własnych firm. System wsparcia musi być kompleksowy i obejmować zarówno ułatwienia administracyjne, jak i dostęp do finansowania.

 
  
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  Barbara Kappel (NI), schriftlich. – Europa muß Instrumente entwickeln, die Wachstum und Beschäftigung fördern. Ebenso ist die ökonomische Governance zu stärken“, das sagte der italienische Staatssekretär Benedetto Della Vedova heute im Rahmen der Debatte über die Ergebnisse des Beschäftigungsgipfels in Mailand, dem dritten Beschäftigungsgipfel innerhalb von 15 Monaten. Allgemeiner hätte man es nicht halten können angesichts von 25,7 Millionen Arbeitslosen in Europa, davon 5,3 Millionen Jugendliche zwischen 15 und 24 Jahren. Und angesichts einer insbesondere in Südeuropa erschreckenden Jobsituation: In Spanien, Italien und Griechenland ist jeder zweite Jugendliche ohne Arbeit. 15 Milliarden Euro stehen auf der europäischen Ebene jährlich zur Verfügung, um Maßnahmen zur Jugendbeschäftigung zu forcieren. Von der Jugendgarantie – wo von den eingereichten 34 Anträgen bisher nur drei genehmigt wurden – bis zur Jugendbeschäftigungsinitiative für Regionen mit einer Jugendarbeitslosigkeit von mehr als 25 Prozent. Experten sind sich einig darüber, dass milliardenschwere EU-Programme zur Bekämpfung der Arbeitslosigkeit bestenfalls ein Tropfen auf dem heißen Stein sind. Was Europa braucht, um die Beschäftigung nachhaltig zu erhöhen, das ist Wachstum, das sind gute Rahmenbedingungen für Unternehmen und Innovation, Zugang zu Finanzierungsquellen und der Abbau von Bürokratie. Nur durch gezielte Wachstums- und auch Wettbewerbspolitik sowie durch gute Rahmenbedingungen für Unternehmen können Jobs geschaffen werden.

 
  
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  Agnieszka Kozłowska-Rajewicz (PPE), na piśmie. – Bezrobocie w Unii Europejskiej dzięki podejmowanym wysiłkom na poziomie europejskim i krajów członkowskich powoli maleje. Jednak tempo i zakres tych działań wciąż są niewystarczające. Zabezpieczone na Gwarancję dla Młodzieży środki są wydawane wolno, a wdrażanie polityk wobec bezrobocia w krajach członkowskich postępuje opornie. Jest jasne, że redukcja bezrobocia wymaga nie tylko programów szkoleniowych i finansowania biur pośrednictwa pracy, ale też głębokich reform strukturalnych dotyczących zarówno systemu szkolnictwa zawodowego, jak i funkcjonowania małych i średnich przedsiębiorstw, które dostarczają najwięcej miejsc pracy i są odpowiedzialne za największą część dochodu. Podczas debaty wiele osób podkreśla, że walka z bezrobociem, aby doprowadzić do trwałego efektu, musi dotyczyć jego przyczyn, a nie zajmować się jedynie likwidowaniem objawów. Aby inicjatywy na rzecz zatrudnienia były skuteczne i doprowadziły do założonego przez UE celu 75% zatrudnienia osób w przedziale wiekowym 20–64 lat, kraje członkowskie potrzebują inwestycji publicznych zachęcających małe i średnie przedsiębiorstwa do tworzenia nowych miejsc pracy. Brak wzrostu gospodarczego będzie w dłuższym okresie pogłębiał kryzys na rynku pracy. Gwarancja dla Młodzieży nie zastąpi instrumentów makroekonomicznych, które działają uniwersalnie na cały rynek, poprawiając nie tylko sytuację młodych, ale także starszych pracowników, których doświadczenie i umiejętności są równie ważne dla rozwoju Europy jak entuzjazm i nowoczesne wykształcenie młodych.

 
  
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  Krystyna Łybacka (S&D), na piśmie. Zasadniczym problemem w Unii pozostaje wysoki stopień bezrobocia wśród młodych ludzi, który pomimo tendencji spadkowej utrzymuje się w dalszym ciągu na wysokim poziomie w niektórych państwach członkowskich. W tym kontekście na poziomie europejskim kluczowy jest efektywny monitoring i wymiana najlepszych praktyk w zakresie wdrażania gwarancji dla młodzieży oraz strategii na rzecz zwalczania bezrobocia.

Kolejna kwestia to wzrost liczby osób długotrwale bezrobotnych. Według statystyk z 2014 roku niemal 13 milionów osób pozostaje bez pracy od ponad roku, a ponad jedna trzecia bezrobotnych pozostaje bez zatrudnienia od ponad dwóch lat. Długotrwałe bezrobocie ma negatywne konsekwencje zarówno dla osób pozostających długi czas bez pracy, jak również dla budżetów państw członkowskich. Koszt utrzymania osób bez pracy ocenia się np. na 10,5 mld zł. rocznie w Polsce. Większość kompetencji związanych z zatrudnieniem należy jednak do państw członkowskich, dlatego to w ich gestii i odpowiedzialności leży wiele aspektów niezbędnych do zwiększenia zatrudnienia. Do niezbędnych działań należy zaliczyć skorelowanie systemów kształcenia z potrzebami rynku pracy ułatwiające przechodzenie od kształcenia do zatrudnienia oraz rozwój gospodarki opartej na wiedzy.

 
  
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  Ivana Maletić (PPE) , napisan. Nezaposlenost u Europskoj uniji u zadnjih pet godina bilježi rekordne stope, osobito nezaposlenost mladih. Hitne mjere kojima će se potaknuti otvaranje radnih mjesta su neophodne. Te mjere moraju biti usmjerene na uspješne projekte poduzetnika i na jačanje njihove konkurentnosti. Potrebno je razvijati potporne institucije koje će osloboditi poduzetnike od administrativnih opterećenja, pomagati u modernizaciji poslovanja te im olakšati izlazak na druga tržišta.

Još uvijek se premali dio EU fondova usmjerava direktno projektima poduzetnika i jačanju poduzetničke infrastrukture. Tako se u RH-oj u OP Regionalni razvoj i konkurentnost, kojim se definira korištenje 6,7 milijardi eura u razdoblju od 2014.-2020., samo 14,1 posto sredstava odnosno 970 milijuna eura odvaja za razvoj poslovne konkurentnosti, odnosno za ulaganja u srednje i male poduzetnike te potporne institucije. Europska komisija bi trebala aktivnije poticati države članice na bržu implementaciju mjera za mlade i korištenje sredstava izdvojenih za mlade.

Mladima posao treba danas, a ne u budućnosti. Mnogi talentirani i pametni mladi odlaze na druge kontinente. Europa, koja stari galopirajućom brzinom, postala je rasadnik mladih kadrova, a to naše gospodarstvo ne može podnijeti. Konferencije su važne i podržavam njihovo održavanje, ali ako ih ne prate mjere i njihova provedba u praksi postaju besmislene, a to ne želimo.

 
  
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  Sophie Montel (NI), par écrit. – L’Union européenne a organisé début octobre, une énième conférence sur l’emploi en Europe. Au programme : toujours les mêmes poncifs et vœux pieux… L’emploi des jeunes serait ainsi la priorité des priorités pour l’UE. Relancer la croissance et l’activité économique permettrait aussi de solutionner le problème du chômage, etc… Evidemment cela va mieux en le disant… Cette conférence, nous l’avons bien compris, n’aura été, en réalité, qu’une opération de communication de plus. L’UE avec son dogmatisme ultralibéral étant justement à l’origine même de l’explosion du chômage en Europe! Et que dire de la directive européenne dite « des travailleurs détachés » qui a créé une effroyable concurrence sur le marché de l’emploi en France, en Allemagne, en Italie… Et que dire du fait que l’UE réclame toujours plus d’immigration alors même que le chômage et la paupérisation explosent! En réalité, sans le retour à un protectionnisme raisonné, sans le rétablissement des frontières nationales, sans la remise en cause du dogme ultralibéral (la concurrence libre et non faussée), les économies nationales resteront atones et durablement impactées par les effets dévastateurs de la globalisation, et de la croissance nulle nous sombrerons bientôt dans la récession.

 
  
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  Alessandra Mussolini (PPE) , per iscritto. Il rischio che appuntamenti così importanti, come ad esempio quello di Milano sull'occupazione, possano trasformarsi in un'inutile passerella se non si sviluppano contenuti concreti é fondato. Il semestre italiano é quasi finito e ancora si parla in modo generico senza affrontare realmente, e soprattutto risolvere, la disoccupazione giovanile, la questione tutta italiana degli esodati e la differenza di stipendio tra uomo e donna a parità di mansione. Basta con le passerelle che allontanano le istituzioni europee dai cittadini. Il vertice di Milano, tra le altre cose, é avvenuto a ridosso di gravi alluvioni che hanno colpito regioni economicamente molto importanti d'Italia. Non vi é stato all'interno del vertice nessun riferimento solidale concernente tali eventi da parte dei vertici dell'Unione.

 
  
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  Θεόδωρος Ζαγοράκης (PPE), in writing. – Χαιρετίζω τα συμπεράσματα της συνόδου για την απασχόληση στην Ευρώπη, που διεξήχθη στο Μιλάνο με πρωτοβουλία της Ιταλικής Προεδρίας. Η ανεργία στην ΕΕ, ειδικότερα των νέων, των γυναικών και των ατόμων με ειδικές ανάγκες, είναι σκανδαλώδης. Η ΕΕ έχει λάβει πρωτοβουλίες για την ενίσχυση της απασχόλησης από τα διαρθρωτικά ταμεία, κυρίως μέσω του Ευρωπαϊκού Κοινωνικού Ταμείου, αλλά και της Πρωτοβουλίας για τους Νέους, που δίνει νέες δυνατότητες στην μαθητεία και την ενίσχυση των δεξιοτήτων. Δυστυχώς, όμως, οι δράσεις αυτές δεν αρκούν. Ιδιαίτερα στον Ευρωπαϊκό Νότο που μαστίζεται από την οικονομική κρίση και τα δυσθεώρητα ποσοστά ανεργίας. Για αυτό το λόγο χρειαζόμαστε μεγαλύτερη αποφασιστικότητα και ευελιξία από πλευράς ΕΕ. Έχουμε ανάγκη από νέες στοχευμένες γραμμές χρηματοδότησης, οι οποίες θα συμβάλουν στην ανάκαμψη της ευρωπαϊκής οικονομίας και στην διατήρηση της κοινωνικής συνοχής. Είναι ευθύνη όλων μας, να οικοδομήσουμε ένα σταθερό πλαίσιο, που ευνοεί τις δημόσιες και ιδιωτικές επενδύσεις, τη δημιουργικότητα, τις νεοφυείς επιχειρήσεις, τη δια βίου μάθηση και την κινητικότητα. Η ΕΕ είναι από τις μεγαλύτερες οικονομίες στον κόσμο, οι νέοι μας και το ανθρώπινο δυναμικό, συνολικά, το καλύτερο που είχε ποτέ στην διάθεση της. Οφείλουμε, να ενισχύσουμε την ανταγωνιστικότητα της Ευρωπαϊκής αγοράς και να κρατήσουμε τους νέους μας εντός των συνόρων.

 
  
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  Σωτήριος Ζαριανόπουλος (NI), in writing. – Η σύνοδος κορυφής στο Μιλάνο για την απασχόληση δεν απέδειξε μόνο ότι η ΕΕ δεν θέλει, αλλά και ότι δεν μπορεί να αντιμετωπίσει το πρόβλημα της ανεργίας το οποίο οξύνεται και βασανίζει εκατομμύρια οικογένειες. Η Ευρωενωσιακή πολιτική μοιράζει την ανεργία σε περισσότερους, γενικεύει την ελαστική απασχόληση, ιδιαίτερα στους νέους, χαρίζει στην εργοδοσία δωρεάν εργατικό δυναμικό, με προγράμματα επιδότησης των επιχειρήσεων και ψευτοκατάρτιση, τσακίζει μισθούς και κατακτημένα με αγώνες δικαιώματα που επιδιώκουν οι νέοι να μην γνωρίσουν ποτέ. Στόχος της ΕΕ και των κομμάτων που την υποστηρίζουν είναι να μειώσουν την απαιτητικότητα των εργαζομένων, ιδιαίτερα των νέων. Με τις "θεμελιώδεις αρχές" της ΕΕ για την ελευθερία κίνησης του κεφαλαίου και την κινητικότητα των εργαζομένων εξασφαλίζει πάμφθηνο εργατικό δυναμικό στους μεγάλους ομίλους, ενώ ταυτόχρονα ρίχνει στην ανεργία χιλιάδες εργαζόμενους. Παρά τους ανταγωνισμούς που εκδηλώνονται, ενιαία επιδίωξη της Ε.Ε είναι να μονιμοποιηθεί αυτή η κατάσταση, Αυτό το σύστημα δεν μπορεί να εξασφαλίσει το δικαίωμα στη δουλειά. Χρειάζεται τις στρατιές ανέργων για να εξασφαλίζει φθηνή εργατική δύναμη, βασική προϋπόθεση για κέρδη, ανταγωνιστικότητα. Η εξασφάλιση του δικαιώματος στην πλήρη, μόνιμη δουλειά απαιτεί οργανωμένη πάλη, ανατροπή του συστήματος που παράγει ανεργία, φτώχεια και εκμετάλλευση.

 

6. Semestre européen pour la coordination des politiques économiques: mise en œuvre des priorités pour 2014 (débat)
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  Przewodniczący. - Kolejnym punktem porządku dnia jest sprawozdanie sporządzone przez Philippe’a De Backera w imieniu Komisji Gospodarczej i Monetarnej w sprawie europejskiego semestru na rzecz koordynacji polityki gospodarczej: wdrożenie priorytetów na rok 2014 (2014/2059(INI)) (A8-0019/2014).

 
  
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  Philippe De Backer, Rapporteur. - Voorzitter, collega's, laat mij in de eerste plaats mijn collega's schaduwrapporteurs van de Commissie economische en monetaire zaken bedanken voor de goede samenwerking, evenals de rapporteurs van de adviezen van de verschillende andere commissies.

Het is niet altijd gemakkelijk om in dit dossier de ideologische tegenstellingen die er in dit Parlement zijn, te overstijgen, maar toch zijn we erin geslaagd, denk ik, om een heel degelijk verslag te schrijven. Ik denk ook dat het belangrijk is dat dit Parlement zich kan uitspreken over het Europees Semester. Het is een heel belangrijk beleidsinstrument voor de Commissie en voor de Europese instellingen om economische coördinatie tussen de lidstaten mogelijk te maken. Ik roep het gehele Parlement dan ook op om morgen tijdens de stemming dit verslag met een brede meerderheid te ondersteunen.

We weten allemaal dat onze Europese economie de zwaarste crisis heeft doorgemaakt sinds de Tweede Wereldoorlog. Het zeer zwakke economische herstel dat nu optreedt, toont aan dat de crisis nog altijd niet voorbij is en dat we nog bijkomende inspanningen zullen moeten doen. We maken dan ook hier in het Europees Parlement met de Europese instellingen en de lidstaten afspraken om samen uit de crisis te komen. Begrotingsdiscipline, nationale hervormingen, maar ook Europese investeringen moeten het mogelijk maken om opnieuw economische groei te creëren en banen te scheppen. Dat is ook de kernboodschap van mijn verslag. Dat is ook de kernboodschap die ik hier vandaag zal brengen namens de Commissie economische en monetaire zaken. Het werk is niet af.

De crisis heeft aangetoond dat we lang hebben geleefd op kosten van de volgende generaties en dit moet hersteld worden. De crisis heeft ook laten zien dat onze economieën sterk met elkaar verbonden zijn, of we dat nu willen of niet. We kunnen ons daarom niet veroorloven om slechts naar onze eigen achtertuin te blijven kijken, want als we dat doen riskeren we daadwerkelijk een hele generatie jongeren te verliezen.

Lidstaten zullen dus meer ownership moeten tonen over de afspraken die ze maken met de Europese instellingen. Het is politiek gezien niet altijd gemakkelijk om uit te leggen wat er moet gebeuren; de noodzakelijke hervormingen die moeten worden doorgevoerd in de verschillende lidstaten. Maar het Europees Semester maakt duidelijk dat coördinatie nodig is. We moeten optimaal gebruik maken van de Europese fondsen om innovatie, onderzoek, infrastructuurinvesteringen te ondersteunen.

Maar tegelijkertijd moeten de lidstaten ook beseffen dat ownership nodig is om, met dit verslag en met het Europees Semester, economische coördinatie daadwerkelijk mogelijk te maken. Als we dit niet doen, als we gedogen dat bepaalde lidstaten geen rekening houden met Europa ten koste van andere lidstaten, wat is dan de toekomst van het Europees Semester en wat is dan de toekomst van de Europese Unie?

Ik denk ook dat het van belang is om te blijven debatteren in dit Parlement en te vragen om meer democratische controle op het hele proces. Ook op dit punt is mijn verslag bijzonder duidelijk. Het werk is daar ook niet af. We moeten ervoor zorgen dat ook daar het Europees Parlement zijn rol van democratische instelling die democratische controle uitoefent op Europese processen, ten volle kan spelen.

Daarvoor is de gemeenschapsmethode natuurlijk dé aangewezen methode. We moeten er bijvoorbeeld voor zorgen dat democratische controle wordt uitgeoefend op alle programma's die door de Trojka worden voorgesteld.

In mijn verslag wordt ook heel duidelijk opgesomd welke taken nog vóór ons liggen. In de eerste plaats een aantal taken op Europees niveau om ons concurrentievermogen te versterken, om ervoor te zorgen dat de lidstaten, maar ook de Europese Unie in haar geheel concurrerend blijven, nieuwe exportmarkten veroveren en ook ten volle inzetten om de groei die moet komen vanuit de kmo's, de bedrijfswereld en de private markt, te ondersteunen. Ook moeten structurele hervormingen worden doorgevoerd, op de arbeidsmarkt, in het pensioenstelsel, in de sociale zekerheid, niet om de sociale afbraak te organiseren, – dat zeker niet –, maar om onze sociale zekerheid te moderniseren, en ervoor te zorgen dat ook volgende generaties van die sociale zekerheid gebruik kunnen blijven maken.

De conclusie is dan ook heel duidelijk. Alle lidstaten moeten hun verantwoordelijkheid nemen. Slechts tien procent van de Europese aanbevelingen wordt vandaag ook daadwerkelijk in de praktijk omgezet. Het beleid moet beter gecoördineerd worden op economisch vlak om ervoor te zorgen dat we groei en banen kunnen creëren. We moeten er ook voor zorgen dat de koers die Europa heeft gekozen, wordt aangehouden. Die zal op termijn ook resultaat opleveren in termen van groei, banen en werkgelegenheid. Ik denk dat de juiste beleidsmix bestaat uit een combinatie van monetair beleid, fiscaal beleid en structurele hervormingen.

Ik verzoek dit Parlement dan ook mijn verslag morgen met volle overtuiging te ondersteunen. Ik hoop dat we zo een duidelijk signaal kunnen afgeven aan de Raad en de Commissie, om ervoor te zorgen dat het Europees Semester het essentiële beleidsinstrument blijft dat nodig is om nieuwe economische groei te creëren in Europa en de lidstaten.

 
  
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  Benedetto Della Vedova, Presidente in carica del Consiglio. - Signor presidente, onorevoli deputati, sono lieto di avere l'opportunità di partecipare questa mattina al dibattito sul semestre europeo.

Ho esaminato con attenzione il progetto di risoluzione che costituisce la base di questo dibattito e sono favorevolmente colpito dall'ampia gamma di questioni che vi si affrontano e dall'importanza delle questioni affrontate. Di fatto, il dibattito di stamani va oltre la meccanica del coordinamento economico. Siamo qui per discutere come l'Europa conduce la sua politica economica, la sua politica occupazionale e tutte le altre politiche che contribuiscono all'occupazione e alla crescita.

La risoluzione si incentra sull'attuazione delle priorità per il 2014: l'attuazione è fondamentale; disponiamo già di orientamenti strategici, a livello di Unione europea, le conclusioni del Consiglio europeo e, per ciascuno Stato membro, le raccomandazioni specifiche per paese.

L'attuazione di tali raccomandazioni impone riforme strutturali coraggiose, anche in aree di competenza nazionale, che talvolta sono in contrasto con diritti acquisiti. I benefici tardano a manifestarsi, il che accresce a sua volta la pressione politica. Il Consiglio sta incoraggiando con determinazione gli Stati membri a effettuare tali riforme.

Questo dibattito verte sulle priorità per il 2014, ma dobbiamo riconoscere che il semestre europeo non è un esercizio e non può essere un esercizio nel quale le priorità cambiano radicalmente da un anno all'altro. Alcuni particolari possono cambiare da un anno all'altro, ma le priorità stesse rientrano in un orizzonte temporale più lungo.

È proprio ciò che la presidenza sta facendo quest'autunno. Guardiamo al semestre europeo nel contesto più ampio della strategia Europa 2020 e della sua revisione intermedia. La revisione deve anche rafforzare il legame tra tutti gli obiettivi della strategia Europa 2020 e il semestre europeo.

Ecco perché la Presidenza ha avviato una riflessione politica a livello di Consiglio sulla revisione intermedia della strategia Europa 2020. Abbiamo deciso sin dall'inizio che occorreva coinvolgere in questo esercizio tutti i soggetti interessati, compresi per esempio coloro che si occupano di settori quali agricoltura, cultura e coesione. L'esercizio è tuttora in corso, ma vorrei cogliere quest'opportunità per sottolineare alcuni dei risultati iniziali.

In primo luogo, tutti i dibattiti svoltisi finora hanno confermato l'importanza di mantenere incentrata l'attenzione della strategia Europa 2020 sull'occupazione e la crescita.

Il secondo messaggio riguarda l'ambizione. Nonostante i significativi progressi compiuti, in special modo per quanto riguarda l'energia e l'istruzione, dobbiamo riconoscere che non in tutti i settori siamo ancora sulla buona strada. L'occupazione, in particolare, suscita grave preoccupazione. Ma, sebbene i progressi siano insufficienti, non per questo dobbiamo perseguire obiettivi meno ambiziosi.

Il terzo messaggio riguarda il rafforzamento della governance. Gli indirizzi di politica emanati nel contesto del semestre europeo possono talvolta essere pillole amare. Ma mi fa piacere affermare che nessuno vuole indebolire il semestre. In realtà, dobbiamo piuttosto cercare di snellire il processo e migliorarne i risultati. Dobbiamo anche assicurare l'inclusione nel processo di tutti coloro che devono attuare le riforme. Questo comprende non solo i governi, ma anche i parlamenti e gli altri soggetti interessati, sia a livello nazionale che dell'Unione europea.

Permettetemi di spendere qualche parola sui contributi settoriali a questo dibattito.

Per quanto riguarda la competitività, il Consiglio ha confermato in settembre che il mercato unico e la competitività industriale devono essere saldamente integrati nella strategia Europa 2020. Nel campo della ricerca e dell'innovazione, in particolare, che hanno un ruolo fondamentale nella ripresa economica dell'Europa, la qualità degli investimenti in ricerca e innovazione è altrettanto essenziale del livello di spesa. Dobbiamo fare di più per promuovere uno spazio europeo della ricerca.

Nel settore della politica economica, l'impostazione del Consiglio è fondata su tre pilastri che rappresentano una combinazione di misure che gli Stati membri devono attuare simultaneamente e congiuntamente. Il primo è la riforma strutturale, cui ho già accennato e che è strettamente connesso con il secondo. Il secondo che sono gli investimenti e che rappresentano una priorità fondamentale per la Presidenza italiana, e il terzo è la necessità di consolidare la fiducia, attraverso una politica di bilancio differenziata orientata alla crescita e il rispetto del patto di stabilità e di crescita, facendo al contempo ricorso alla flessibilità insita nelle sue norme. Il Consiglio si compiace dell'annuncio del presidente eletto Juncker di presentare un'iniziativa in materia di investimenti entro i primi tre mesi del suo mandato. Gli investimenti contribuiranno a rilanciare la domanda nel breve periodo, ma concorreranno anche ad aumentare il potenziale di crescita dell'economia nel lungo periodo.

Quanto all'occupazione e agli affari sociali, il Consiglio ha discusso della strategia Europa 2020 la settimana scorsa, e la presidenza italiana ha riunito i capi di Stato a inizio ottobre per trovare soluzioni al problema della disoccupazione, ma questo riguarda l'approfondito dibattito che abbiamo avuto al punto precedente. A questo riguardo, vorrei attirare la vostra attenzione sulla lettera firmata da 22 Stati membri, con il sostegno della Presidenza italiana, nella quale si insiste sulla necessità di una migliore integrazione della parità di genere nella strategia riveduta.

In conclusione signor presidente, onorevoli deputati, ho esposto i principali punti dei nostri lavori finora. I ministri dell'ambiente, della coesione, dell'istruzione, della cultura, dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni forniranno anch'essi il loro contributo. Effettueremo poi un lavoro di sintesi, con l'elaborazione di una relazione destinata al Consiglio "Affari generali" di dicembre. Ci auguriamo che questa riflessione politica congiunta possa essere di utilità per la nuova Commissione quando preparerà le sue proposte per la revisione intermedia.Vi ringrazio per l'attenzione.

 
  
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  Jyrki Katainen, Vice-President of the Commission. - Mr President, let me start by thanking the rapporteur, Mr Philippe De Backer, and all the other Members for their valuable contribution to Parliament’s report on the European Semester. This report is a timely and important contribution to the topical debate on economic governance in the EU. The report touches upon a wide range of issues, many of which are related to Parliament’s expectations of the Commission in the future.

Provided that Parliament confirms the new College tomorrow, the new Commission can be in place at the beginning of November. So we are currently in the middle of transition. I therefore hope you understand that here today I will not be in a position to answer all your questions related to the future actions of the new Commission. However, I can assure you that this does not mean that we are not listening. On the contrary, we have taken into consideration the points you have raised in the report. I can also assure you that this will have the attention of the new Commission.

I fully agree with you that the most pressing challenge ahead of us is to create sustainable growth and generate jobs. The European Semester has been an extremely useful exercise in identifying and coordinating policy responses to the challenges faced by individual Member States and the EU as a whole. The Member States are adjusting to the reinforced coordination process and common rules we built together in the depths of the crisis. The Semester has proven to be fundamental in presenting incentives for significant fiscal and structural reforms in the Member States. These are the very reforms that are essential to exit the crisis stronger and more united.

The market turbulence of last week reminded us of the need to stay the course with reforms, in order to secure the confidence of the markets and, in doing so, unlock our growth potential and open up more job opportunities. This continues to be at the very core of the EU’s agenda going forward. There is clearly room for improvement. The next Commission will review the Europe 2020 Strategy and will present the upcoming annual Growth Survey at the launch of the next European Semester cycle.

In the report there is, quite rightly, a great focus on the importance of implementing and monitoring the recommendations in the European Semester. The recommendations must be concrete. They must not only address fiscal consolidation, but also structural reforms that can create sustainable and socially-balanced growth. Jobs are making the EU market more competitive.

The success of the European Semester depends on implementation. This is why we monitor the implementation of reforms throughout the year and take action in case of insufficient or harmful policy development. It is important to recall that non-compliance with recommendations will not in itself trigger sanctions, but nor is it meant to. This is about policy coordination. Implementation of the country-specific recommendations ultimately relies on national policy-making at the national parliaments. In this regard, I wish to take the opportunity to emphasise three significant findings in the report. First is the importance of putting in place a comprehensive mechanism that promotes the exchange of best practices between all national and EU-level actors responsible for getting more young people into work. In this regard, it is essential to speed up the implementation of programmes such as COSME, Erasmus+ and Horizon 2020, with nearly EUR 80 billion of funding available over seven years.

The second point is to devote more attention to improving the quality of jobs in order to match peoples’ skills with the real needs of the labour market. Finally, I strongly support our fight against tax fraud and tax evasion and to shift the tax burden away from labour towards other forms of taxation that are less detrimental to growth and employment. One such example is environmental taxation.

I see much agreement between the report and the Commission’s own position. I hope this will be highlighted in our constructive and fruitful debate today.

 
  
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  Nils Torvalds, föredragande av yttrande från budgetutskottet. - Herr talman! En politik är enbart just så effektiv som den implementeras. Det gäller också naturligtvis den ekonomiska planeringsterminen.

Den globala finanskrisen visade på ett tydligt sätt hur västvärlden sedan mitten av 1970-talet först i små steg, senare med fart, har levt över sina tillgångar. Finanskrisen visade också hur EU-ländernas ekonomier sitter ihop. Ett lands ekonomiska bekymmer är alltså inte enbart deras eget bekymmer. Det blir förr eller senare också hela EU:s bekymmer.

Under 50- och 60-talen hade vi ännu en föreställning om att vi kunde, inom de nationella lagstiftningsramarna, övergående lösa tidens utmaningar, men otaliga undersökningar – Wolfgang Streecks, Joseph Stiglitz, Thomas Pikettys undersökningar – visar att den gyllne tiden för länge sedan är förbi, och som ni ser från talarlistan så kommer jag att fortsätta ur ett lite annat perspektiv om en och en halv minut.

 
  
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  Sergio Gutiérrez Prieto, ponente de opinión de la Comisión de Empleo y Asuntos Sociales. - Señor Presidente, señor comisario, este es el tercer año consecutivo que participo en este debate y es verdad que tenemos buenos informes fruto del consenso, pero ¿saben lo que es realmente triste? Es que hoy podría hacer exactamente la misma intervención que hace un año, que hace dos y que hace tres.

Podría volver a repetirles que el exceso de austeridad nos sigue asfixiando económicamente en la Unión Europea y que sigue provocando los mayores índices de desempleo de nuestra historia.

Podría volver a decirles que la estrategia de devaluación salarial salvaje que estamos aplicando para ganar competitividad nos está haciendo más dependientes de las coyunturas económicas de fuera, pero también nos está empobreciendo dentro.

Podría volver a decirles que, después de la salvajada de dinero público que hemos destinado a rescatar a los bancos, el crédito sigue sin llegar a las empresas y a las familias, y que lo que llega es a tipos muy altos, precisamente porque nunca exigimos contrapartidas económicas de crédito para dar ese dinero.

Podría decirles que algunas reformas estructurales que hemos promovido, aun siendo necesarias —las laborales, las sanitarias, las de pensiones—, han deprimido nuestra demanda interna y han multiplicado la desigualdad entre europeos.

Podría volver a decirles que solo con la política monetaria no salimos de la crisis, que necesitamos ser valientes con la política fiscal, con los estímulos, con las inversiones. Que es una vergüenza que solo destinemos seis mil millones de euros a combatir el desempleo juvenil, pero que mayor vergüenza es que los Estados todavía no los hayan utilizado, y que los que tengan pensado hacerlo solo los utilicen para promover la precariedad.

Podría volver a decirles todo esto. Pero, a las puertas de la tercera recesión de la Unión Europea, a las puertas de los índices de desempleo y de pobreza más altos de toda nuestra historia, solo se me ocurre una pregunta que poder hacerles, señor comisario, señores del Consejo: ¿a qué diablos esperan para cambiar y para rectificar?

 
  
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  Nils Torvalds, föredragande av yttrande från utskottet för miljö, folkhälsa och livsmedelssäkerhet. - Herr talman! Just på grund av att vi levde över våra resurser har vi tvingats skapa gemensamma regler och verktyg som stabilitets- och tillväxtpakten och Europa 2020-målet.

Men reglerna måste naturligtvis följas för att de ska vara effektiva. De landsvisa rekommendationerna som EU-kommissionen gjorde 2013 visar att medlemsländerna implementerat enbart till 10 procent. Det duger naturligtvis inte.

De ekonomiska prognoserna visar att den ekonomiska krisen ingalunda är över och att vi måste skärpa oss för att klara av våra utmaningar.

Ur ett ENVI-perspektiv, som vi alltså den här gången försöker anta, så handlar det här först och främst om resursanvändning. Vi måste åstadkomma bättre mätverktyg för att se hur vi använder våra ekonomiska och ansträngda resurser och våra ekologiska resurser. [slutet på finska]

Ja lopuksi, jotta kääntäjillä olisi mahdollisimman vaikeata, haluan toivottaa komissaari Kataiselle ja hänen uudelle avustajalleen Sallalle kaikkea hyvää.

 
  
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  Sergio Gaetano Cofferati, relatore per parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. - Signor Presidente, signor Commissario, come lei sa e come sa anche l'on. Della Vedova, il mercato interno è uno dei tre pilastri dell'attività economica e sociale di questa somma di organizzazioni e di istituzioni che oggi dà vita all'Unione europea. Abbiamo sottolineato nella relazione, insieme agli altri colleghi, molto questo aspetto perché è importante per il futuro dell'Unione, che si proceda sulla strada della creazione e di uniformità nel produrre bene i servizi anche nelle condizioni che poi riguardano sia le imprese che le persone che lavorano.

Ed è importante – come veniva ricordato – che per creare occupazione e per dare continuità e forza alla crescita il mercato unico abbia elementi di competitività al suo interno assai rilevanti. Bisogna dunque partire e mi preme sottolinearlo dalla ricerca e dall'innovazione. Vorrei dire però che per avere ricerca ed innovazione bisogna avere risorse a disposizione. E' un po' singolare che nelle prossime ore qui si discuterà di un ipotesi di bilancio che taglia le spese per la ricerca e l'innovazione. Forse fermarsi a riflettere è utile.

 
  
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  Dariusz Rosati, on behalf of the PPE Group. – Mr President, the European Semester is an important component of the system of economic governance in the EU. Its key instruments are country-specific recommendations (CSRs) that aim at ensuring better coordination of economic policies and fostering crucial structural reforms in the Member States. However, the overall effectiveness of CSRs is still limited. Only 10 to 15% of CSRs have been fully implemented by Member States in 2013. As a result, macroeconomic imbalances still persist, progress in implementing badly needed structural reforms is slow and uneven and strong economic growth in Europe is still to come.

In the report, the European Parliament calls on the Member States to undertake more effort to fully implement CSRs. What is at stake is the very credibility of the European Union and its ability to definitively overcome the current crisis. One way to improve the efficiency of the European Semester is to make sure that reasons and causes for unsatisfactory implementation of CSRs are properly analysed and eliminated and that the whole elimination process is more disciplined. Another way is to radically strengthen national ownership of CSRs in individual Member States in order to mobilise sufficient political capital in favour of reforms. More involvement by national parliaments could also help. It would also improve democratic control over the whole exercise.

In the process of preparing this report, a wide range of proposals and amendments have been submitted and discussed. We eventually managed to come up with a draft that represents a reasonable compromise and which reflects most of the key priorities of major political groups. Therefore, I call on all Member States and all Members of the House to vote in favour of the report. We, as the European Parliament, should support the European Commission in its efforts to fully use the framework of the European Semester to improve economic governance in Europe.

 
  
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  Tibor Szanyi, az S&D képviselőcsoport nevében. – Ez az előttünk fekvő jelentés, legalábbis reményeink szerint, Európa igazi arcát mutatja, már ami a gazdaságpolitikákat illeti. Fontos dolog, hogy végre szembenézzünk ezen a kontinensen azzal, hogy a strukturális reformoknak nevezett folyamat vagy folyamatok, amelyeket az egyes kormányok visznek végbe, bizony sok helyütt elhibázott módon kerültek végrehajtásra, és az eredmény nem feltétlenül a gazdaságpolitikai statisztikákban jelentkező szép számok, hanem sok esetben az elszegényedés és más, lefelé ívelő társadalmi folyamatok. Éppen ezért a szocialisták és demokraták részéről 6 olyan sarkalatos pontot láttunk magunk előtt, amelyek – legalábbis jelen formájában úgy tűnik – a holnapi szavazásig még része lesznek a jelentésnek.

Az egyik a magán- és közberuházások egyenlő fontosságának kiemelése. A másik, és ez egy nagyon fontos dolog, az adóelkerülés vagy adócsalás megakadályozása, hiszen Európának egyik legnagyobb erőforrása lehet az eddig még be nem szedett adó. Hasonlóképpen a férfiak és nők közötti esélyegyenlőség szorgalmas és minden mozzanatban feltüntetendő megjelenése az, ami számunkra kifejezetten fontos, mint ahogy a kiegyensúlyozottabb adórendszer is.

Ami ma nagy vita Európában, de itt is rendet kell teremtenünk, a munkavállalók szabad mozgásának joga. Ezt többen megkérdőjelezik. Mi benne akarjuk tartani. S végezetül pedig az, hogy a Juncker úr által előrevetített 300 millió euró friss pénz legyen. Ha mindezek rendbe lesznek, örömmel támogatjuk a jelentést.

 
  
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  Sampo Terho, ECR-ryhmän puolesta. – Arvoisa puhemies, mietinnön laatimisprosessin alussa esittelijän talouspoliittisissa ehdotuksissa oli mielestäni hyviä huomioita. De Backer oli tehnyt nähdäkseni oikeansuuntaisia arvioita jäsenvaltioiden taloudellisista ongelmista ja esitti myös hyviä ratkaisuja niihin.

Mietinnön ongelma kuitenkin alusta lähtien on ollut sen federalistinen painotus, joka koskee vallan keskittämistä jäsenvaltioilta EU-instituutioille. Erityisesti maakohtaisista suosituksista on haluttu tehdä entistä sitovampia, jopa rangaistuksen uhalla. Tämä tavallaan oli odotettavissa, sillä jo siitä saakka kun eurooppalaiseen ohjausjaksoon ryhdyttiin, on ollut pelättävissä, että tässäkin kohdin toimitaan kuten EU:n liittovaltiokehityksessä aina. Ensin luodaan löyhempi järjestely, jonka varjolla uusi valtaoikeus hyväksytään ja hyväksytetään jäsenvaltioilla, mutta kun järjestely vakiintuu, tätä valtaoikeutta aletaan kiristää.

Mietinnön federalistisuutta korosti edelleen halu luoda euroalueelle yksi yhteinen edustus kansainvälisissä talouspoliittisissa foorumeissa. Lisäksi haluttiin mietintöön kirjata eräänlainen esihyväksyntä pankkiunionin kolmannesta pilarista, joka sisältäisi yleiseurooppalaisen talletussuojan. Siis sekä EU:n valtaa että yhteisvastuuta halutaan tällä mietinnöllä edistää.

ECR-ryhmän mielestä jäsenvaltioiden talouspoliittista valtaa ei tule kaventaa, vaan EU:n antamien ohjeiden tulee olla luonteeltaan neuvoa-antavia. Siis samantapaisia kuin vaikka OECD:n eri maille jakamat talousohjeet. Talouspolitiikka on nimittäin politiikan kovaa ydintä, eikä ole ajateltavissakaan, että siitä päättäminen siirrettäisiin pois jäsenvaltioiden demokraattisesti valituilta parlamenteilta.

Federalismin osalta mietintö on EU:n keventämistä ja uudistamista toivovalle ECR-ryhmälle mahdoton hyväksyä. Kun neuvotteluprosessin edetessä vielä mietinnön hyvät talouslinjaukset vesittyivät, ei meille jää muuta vaihtoehtoa, kuin äänestää mietintöä vastaan.

 
  
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  Richard Sulík (ECR), otázka položená zdvihnutím modrej karty určená Tiborovi Szanyimu Ja som chcel ale otázku dať predošlému rečníkovi. Moja otázka znie, pán spomenul, že tých 300 miliárd eur z Junckerovej Komisie treba teda nejako zaradiť do tejto správy, a moja otázka znie, kto týchto 300 miliárd eur zaplatí?

 
  
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  Tibor Szanyi (S&D), Kékkártyás válasz. – Az az igazság, hogy éppen konzultáltam a kollégákkal, így nem tudom, hogy elhangzott-e már a kérdés.

 
  
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  Sylvie Goulard, au nom du groupe ALDE. – Monsieur le Président, Monsieur le Vice-président de la Commission, Monsieur le Président du Conseil, pourquoi sommes-nous là aujourd'hui? Parfois, à la lecture de ce long document – et je remercie les rapporteurs d'avoir fait tout un travail de synthèse –, on a un peu l'impression qu'on y met tout et n'importe quoi. C'est un peu triste, car au moment d'introduire le semestre européen dans le six-pack – j'étais, à l'époque, l'un des rapporteurs, aux côtés d'autres collègues présents aujourd'hui –, nous avions en tête deux objectifs.

Le premier était de faire prendre conscience aux parlements nationaux que nous avions un bien commun: la prospérité européenne, la monnaie unique. C'est quelque chose que les Européens ont en commun et c'est pourtant quelque chose qui est décidé à deux niveaux différents. Les débats qui existent dans des pays comme le mien, comme en Italie en ce moment, ou même en Allemagne sous un autre angle, montrent manifestement que ce sens de l'interdépendance et de learnership – comme on dit en bon français – des règles communes n'est malheureusement pas toujours présent.

Notre deuxième objectif était de faciliter la mise en œuvre des engagements pris par les États pour bénéficier de la meilleure politique économique. Cela a été rappelé par plusieurs auditeurs, dont le commissaire. Je crois qu'il faut que nous ayons conscience de l'enjeu.

Je voudrais donc simplement dire qu'il faut faire attention à ne pas transformer l'exercice accompli ici, dans ce Parlement, en un exercice autocentré où chaque groupe politique essaie de rajouter ce qui lui tient à cœur. L'enjeu véritable est d'inscrire dans les débats nationaux une acceptation aussi large que possible du fait que la monnaie unique est un bien commun, que la prospérité européenne est un bien commun, que le commissaire travaille dans l'intérêt général de l'Europe, qu'il n'est pas un maître d'école qui vient nous donner des leçons et qu'il se contente de faire ce qu'on lui a demandé de faire.

Par conséquent, Monsieur le Commissaire, retournez à Bruxelles en ayant le sentiment que les députés, ici, vous demandent de prendre vos responsabilités – la Présidence italienne, je crois, prend les siennes – pour faire en sorte que les États membres respectent les engagements qu'ils ont pris et que la croissance européenne vienne non pas d'un débat stérile mais d'actes concrets en faveur de notre jeunesse, notamment.

(L'oratrice accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 162, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Maria Grapini (S&D), Întrebare adresată conform procedurii „cartonaşului albastru”. – Cred că toți suntem conștienți că raportul este un compromis până la urmă între grupurile politice. Sigur, eu voi vota raportul. Întrebarea mea concretă către colega noastră este următoarea: Sigur, criticăm. Problema mea este dacă puteți să veniți ca și grup, ca și deputat, cu o propunere concretă vizavi de monitorizarea, în mod democratic, a programelor depuse de troică pentru țările din Uniunea Europeană?

 
  
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  Sylvie Goulard (ALDE), réponse "carton bleu". – Monsieur le Président, vous me faites beaucoup d'honneur, Madame, en pensant que je vais, toute seule, avoir la solution. Je peux vous donner mon sentiment, rien de plus.

Mon sentiment est que ce parlement a déjà fait beaucoup. Premièrement, il a inclus le semestre européen dans la législation et a donné au dialogue avec les parlements nationaux toute son importance. Deuxièmement, nous avons auditionné, lors de la législature précédente, les membres de la troïka et nous les avons mis sous pression, autant que le droit nous le permettait. Troisièmement, nous avons fait un rapport, qui a permis à des députés de se rendre dans des pays qui relevaient du programme.

Bien évidemment, tout cela n'est pas suffisant. Personnellement – et quoi qu'en dise M. Terho – je crois que, si nous avions une Europe effectivement fédérale, nous pourrions aller beaucoup plus loin. C'est bien parce que l'Europe n'est pas du tout fédérale et parce qu'elle laisse aux États membres – sans que ceux-ci assument toujours leurs responsabilités – une marge de manœuvre considérable, parfois au mépris des règles communes, que nous connaissons aujourd'hui ces difficultés.

Ne caricaturons pas, essayons tous ensemble d'être constructifs. Le compromis ne doit cependant pas nous éloigner de l'idée que nous avons une responsabilité énorme vis-à-vis de la jeunesse européenne.

(L'oratrice accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 162, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Bernd Lucke (ECR), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Frau Goulard, Sie haben beklagt, dass der Bericht so verwässert worden ist, dass jeder alles hineingepackt hat in einen Bericht, der ursprünglich eigentlich in weiten Teilen klar war und eine deutliche liberale Handschrift getragen hat, der auch Probleme richtig analysiert hat. Jetzt ist davon fast nichts mehr übrig geblieben. Die Lösung der Probleme der Eurozone wird im Wesentlichen in großen Staatsinterventionen gesucht.

Wenn dem so ist, wenn von diesem ursprünglichen Bericht nichts mehr erkennbar ist, was marktwirtschaftlich und was liberal ist, warum stimmt die Liberale Fraktion dann überhaupt noch für diesen Bericht?

 
  
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  Sylvie Goulard (ALDE), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Herr Lucke, Sie kennen mich offenbar nicht so gut – noch nicht. Die Idee, ich könnte hier wirklich nur sagen, die liberalen Ideen sind verwässert worden: Das ist wurst, wenn ich das sagen darf. Es ist wirklich wurst. Es ist mir wurst, und es ist Quatsch. Entschuldigung! Denn was wir hier versuchen zu machen, ist wirklich ein Bericht, wo wir die Grundorientierung der Zusammenarbeit der nationalen Ebene und der europäischen Ebene skizzieren. Das geht weit, weit über diese kleinkarierten parteipolitischen Kontroversen hinaus.

 
  
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  Marisa Matias, em nome do Grupo GUE/NGL. – Senhor Presidente, nós sabemos bem como a política económica da União Europeia foi desastrosa para a União Europeia como um todo, mas em particular para as economias da periferia da zona euro. E com o Semestre Europeu, que faz parte do problema e não da solução, nós agravamos problemas de democracia e da capacidade de os povos dos países poderem decidir sobre as suas políticas orçamentais, mas agravamos também esta política económica que tem sido desastrosa.

Fala-se em consolidação orçamental, fala-se em propostas, mas nunca se toca no essencial. Se se quer uma verdadeira consolidação orçamental, a alternativa é enfrentar o verdadeiro problema que nós temos, que é o desemprego. Ora, fazem-se sugestões relativamente à investigação, ao ambiente, à igualdade de género... Eu não digo que não são importantes, são importantes, mas enquanto não se centrar no verdadeiro problema que é o desemprego, não teremos nenhuma solução.

O desemprego não é apenas um efeito colateral, não é apenas uma consequência, o desemprego é a causa, é a causa principal da insustentabilidade das contas públicas. E o que é que as instituições europeias fazem relativamente a isso? Continuam a insistir na desregulação do mercado de trabalho, enquanto a periferia da União Europeia está mergulhada em desemprego e precariedade.

Mas não é apenas isso. Há também objetivos que nunca são cumpridos. Nenhum dos objetivos apresentados, nem na política económica nem no Semestre Europeu, foram alguma vez atingidos, e o que é que as instituições europeias fazem? Chamam-lhe outro nome, chamam política orçamental amiga do crescimento. Ou seja, uma mudança de slogan para continuar com a mesma política que nos leva à destruição do tecido económico europeu.

Nós não podemos apoiar esta proposta, já nos manifestámos contra, não podemos apoiar uma proposta que continua a afundar cada vez mais os países da periferia e que não traz nenhuma solução que passe por aquilo que é essencial. E volto a dizer: o essencial é o emprego. Querem políticas públicas consistentes, contas públicas consistentes? Centrem-se no emprego.

 
  
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  Bas Eickhout, on behalf of the Verts/ALE Group. – Mr President, I first would like to thank Mr Philippe De Backer for his collaboration in getting to a consensus report. I do not know whether this is a kiss of death, with a Green thanking a Liberal, and I do not know whether there will then be a kiss of death from him to me again.

But, of course, this is a hugely important discussion in our Group as well and for all the political groups. I mean, it is very clear there is a pro-European majority in this House which is stressing the importance of the Semester and I think that is also clear from the report. This is also a very clear call to the Council and the Member States to take this process more seriously. This is not something that you say ‘yes’ to in Brussels and then go home and say ‘well that was decided over there by strangers’. This is our policy, and if we want to survive together we have to take seriously the economic governance we do together. That is in the report and is very important.

However, at the same time we do know there is a huge political division on the direction of the different structural reforms. And here let me be very clear also to Mr Katainen, who until now agreed with me, but now I would really like to stress that our Group is very, very critical of the way the Commission has performed the structural reforms. It is a one-sided way on austerity, it is a one-sided way where reform is mainly flexibilisation of the labour market, and then assuming that will save all. That is not the case so we need a more balanced approach. Fortunately, of course, we would have liked to see more critical remarks on the current structural reforms being proposed.

However, in the report we see that there is more room for a balanced approach. There is more room for social indicators thanks to the Committee on Employment and Social Affairs also. There is more room for environmental reforms. There is more room for investments, and I think that all together is a good direction indicating that the course of Europe should be changing and therefore in the end, in this consensus, I subscribe to the consensus, but really let us work on it. Otherwise we will lose the support of the people.

 
  
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  Steven Woolfe (NI). - Mr President, once again I stand here before a committee that is committed to the European Union, to ever closer union, and fails to accept that the European Union has failed and failed dismally. It has failed the youth of Europe, where currently unemployment is at an average of 23.3%. It has failed the youth of Greece, where unemployment for youth is 57.7%. There is an average unemployment across the eurozone of 16.8%.

This is the success of the euro according to friends on the other side of the Chamber. We have GNP and GDP falling year on year; productivity levels lower; the highest suicide rates that nations across Europe have ever known. There is poverty, people living in the streets. This is the Europe that you regard as a dream. This is the Europe that you think is a success.

Well, tell the people who are losing their children by leaving their countries that it is a success. Tell the people who are unemployed that it is a success. There is nothing that this Chamber nor you as MEPs, nor the Commission or the Council can do that will help these people except one thing. That is allowing the European Union to break up, to remove the euro, to make sure that countries can run themselves and control themselves once more. Wake up and recognise the euro is a failure.

 
  
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  Burkhard Balz (PPE). - Herr Präsident! Wenn wir morgen über die neue Kommission abstimmen, dann wird natürlich damit auch die Forderung nach mehr Verbindlichkeit für das Europäische Semester verbunden sein. Die bisherige Bilanz bei der Umsetzung der länderspezifischen Empfehlungen ist viel zu schwach. Gerade wenn Europa jetzt ein Investitionsprogramm anstoßen möchte, muss eine gestärkte wirtschaftspolitische und haushaltspolitische Konsolidierung dafür die Voraussetzung sein. Wachstum gedeiht nur dann, wenn der Boden bereits bereitet ist.

Der Bericht ist hier sehr deutlich, indem er auf die verschiedenen Wachstumshindernisse hinweist. Demnach wird das Wachstum aktuell vor allen Dingen durch zu viele Versäumnisse bei der Modernisierung von zahlreichen Volkswirtschaften, durch zu wenig Flexibilität auf den Arbeitsmärkten, durch das viel zu niedrige Investitionsniveau, gerade bei privaten Investitionen, und durch den fehlenden Zugang zu Finanzierungsquellen behindert.

Diese Hindernisse – das ist klar – müssen reduziert werden. Dabei sind natürlich vor allen Dingen die Mitgliedstaaten gefragt. Sie müssen hier viel konsequenter tätig werden, damit Reformen nicht nur eine Ankündigung bleiben, sondern am Ende auch umgesetzt werden. Da helfen auch mehr Rufe nach mehr öffentlichen Geldern nichts, die gerne von Kollegen anderer Fraktionen vorgetragen werden. Öffentliche Geldspritzen können die Reformnotwendigkeit weder ersetzen noch verringern. Die öffentlichen Haushalte sind heute deutlich überschuldet, die Beiträge der europäischen Steuerzahler sind weitestgehend ausgereizt.

Deswegen muss der Fokus auf deutlich mehr Privatwirtschaft liegen. Europäische Unternehmen suchen nach Investitionszielen, europäische Banken und Versicherungen brauchen, gerade bei den aktuellen Niedrigzinsen, solide Anlagemöglichkeiten. Sie sollen diese Möglichkeiten wieder mehr in Europa finden, in einem Europa, das auch wettbewerbsfähiger wird und damit das Investitionsklima verbessert. Dabei sind gerade die länderspezifischen Empfehlungen wichtig, die auf die Wettbewerbs- und Innovationsfähigkeit abzielen. Wir werden genau zuhören, wann die Kommission künftig und regelmäßig dann über deren Einhaltung berichten wird.

 
  
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  Jutta Steinruck (S&D). - Herr Präsident! Für uns Sozialdemokraten ist es wichtig, dass sich unsere Schwerpunkte, die wir in die Stellungnahme des Beschäftigungsausschusses eingearbeitet haben, auch wiederfinden. Wir fordern ein Ende der blinden, unausgewogenen Austeritätspolitik in Europa. Europa muss ehrgeiziger und solidarischer werden. Und Europa braucht endlich Investitionen in die Zukunft. Denn anstatt 20 Millionen Menschen aus der Armut herauszubringen, haben wir jetzt eine Steigerung um 7 Millionen Menschen in der Armut. Auch die Anzahl der Menschen, die von ihrer Arbeit nicht leben können, wächst dramatisch. Prekäre Arbeitsbedingungen sind zur Normalität geworden – das darf nicht sein!

Wir brauchen einen europäischen Stabilitätsmechanismus. Das Grünbuch zu den automatischen Stabilisatoren geht deshalb auch in die richtige Richtung. Das Europäische Semester braucht dringend eine soziale Dimension, und zwar mit der gleichen Verbindlichkeit von EU-Sozial- und Beschäftigungspolitiken wie bei der EU-Wirtschaftspolitik innerhalb des Europäischen Semesters. Die Kommissare haben uns das ja auch in den Anhörungen vielfach zugesagt, dass es da einen verbindlichen Schritt geben wird. Die Sozial- und Beschäftigungsindikatoren sind ein erster guter Schritt. Aber wir brauchen mehr Indikatoren, um die Situation in den Mitgliedstaaten angemessener darzustellen.

Auch mein Appell: Krisen nicht als Ausreden zu gebrauchen, um weniger ehrgeizig zu sein, sondern vielmehr die Ziele der EU-2020-Strategie gerade wegen der Krisen, die wir haben, noch ehrgeiziger umzusetzen.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR). - Mr President, it is disappointing that Member States have a poor uptake of the country-specific recommendations. However, the low uptake of CSRs should not result in measures which, if made binding recommendations, would effectively force Member States to follow a centralised plan for their country’s economic development.

We need to consider whether the fault lies with the Member States for failing to embrace helpful actions or whether the CSRs are less useful than the Commission implies. When you assess the ability of public bodies to forecast, compared to private forecasting for economic data, the Commission does not come out well. Neither does the IMF. They are typically ranked in the bottom quartile, while banks and fund analysts dominate the top.

I, therefore – like many – need convincing that the indicators that the Commission is using are correct and are appropriately tailored to the specifics of each country. The European Semester should remain a plan of mutual respect and not a centralised plan that cannot take into account real economic activity.

 
  
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  Antanas Guoga (ALDE). - Mr President, I should like to thank Mr De Backer for that comprehensive report. The European Semester is a helpful tool in providing input, international and economic decision-making, and it is a step towards fiscal and economic union, but we have just heard Mr Woolfe’s passionate plea, so the wolf pack is on our heels. We have to note what is going on. These people are ready to rip apart Europe. They are ready to destroy our future for their benefit, for their political short-term gains, so now is the time to unite, to work together to aim for the single market. I think that is our future. I do not think we can throw EUR 300 billion or EUR 400 billion at it and make a big change. It will be a very small dent and it will be gone in a year.

We have to go for reforms. We have to bring Member States here and question them on why they are not implementing the suggestions that we send to them. This is the problem. They are not taking up the suggestions and we need more enforcement on this. I think all the guidelines are pretty good. I am reading the Council recommendations and so on. They are all great, it is smart people who are preparing them, but Member States have to take responsibility and we have to hold them responsible for this implementation and for the reforms. It is the only way forward. So I wish you all the best of luck. You have my support.

 
  
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  Matt Carthy (GUE/NGL). - Mr President, countries that needed a radical new economic policy have instead been subjected to what has been a disastrous agenda that has resulted in high levels of public debt and unemployment. Those jobs that are being created are, in many cases, low-paid and short-term. In countries like Ireland we have seen the devastating results of a government’s obsession with austerity policy. In my own constituency we have witnessed entire rural communities being left desolate, with no employment opportunities for the young, resulting in mass emigration from those areas. The Irish Government has now created a two-tier and two-speed recovery that has yet to reach those families which actually suffered most throughout the recession, and the European Commission, it appears to me, is cheerleading this approach to achieve any kind of sustainable fiscal adjustment, when the sole priority should be to achieve full employment. The Commission’s policy recommendations and the report before us this week add insult to injury. The failure of austerity policies and the ineffectiveness of the current monitoring policy is obvious to the citizens that we represent, but too many people here today are, I fear, blind to the need for a real stimulus package that would reinvigorate our domestic economies.

 
  
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  Jean Lambert (Verts/ALE). - Mr President, I think there are a lot of us in this House who consider that the real failure has not necessarily been that of the European Union, but governments’ failure to control financial institutions, and that action on that needs cross-border agreements. We have heard as well in this debate about the effect of the crisis on the future generations. I think that is why, for us, it is also important to integrate not only the social dimension, but also the ecological dimension in our response because otherwise we are not really dealing with the problem in the round.

People have also talked in this debate about ownership. It is not just our Parliament and national parliaments. I think we also need to be looking much more at the engagement of social partners – and indeed civil society – within this process, given that the reforms are supposed to be for the benefit of the people. So is the Commission going to bring forward guidelines for the engagement of civil society in the Semester process?

 
  
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  Bernard Monot (NI). - Monsieur le Président, avant tout je voudrais rendre hommage à un grand patron français décédé cette nuit, M. Christophe de Margerie, président de Total, et adresser mes condoléances à sa famille.

Concernant le semestre européen, que d'incantations tout au long de ce rapport pour la croissance, l'emploi et les réformes structurelles! Cependant, fallait-il des mois de réflexion sur des critères macroprudentiels pour aboutir à des conclusions aussi banales et courues d'avance? Depuis 2011, le semestre européen a pour vocation d'harmoniser les politiques économiques des pays de l'Union, mais pour quels résultats? Une "eurodivergence" entre l'Allemagne et la plupart des pays de la zone euro, une "eurodivergence" du taux de chômage dans les pays de la zone euro, des taux d'inflation et des taux d'emprunt nominaux qui discréditent votre utopique zone monétaire optimale.

Seule convergence: la croissance, toujours proche de zéro dans la zone euro avant, hélas, la prochaine entrée en récession structurelle d'ici 2015 ou 2016. Pour couronner le tout, onze pays sur vingt-huit sont en procédure de déficit excessif, sans même parler du budget de l'Union européenne.

Quelles solutions nous proposent le PPE et le S&D dans ce document?

Plus d'Europe, bien sûr. Si cela ne marche pas, c'est qu'il n'y a pas assez d'Europe fédéraliste, comme jadis le politburo pour le communisme. Vos recettes sont toujours les mêmes, ultralibérales, mais elles mèneront au même résultat: l'austérité sociale pour les peuples.

C'est donc une évidence: votre instrument de semestre européen ne sert en définitive à rien. Aucune de vos tentatives désespérées de coordination des politiques économiques de l'Union économique et monétaire pour redresser la croissance et l'emploi ne fonctionnera. Pire, la politique d'austérité suicidaire de la troïka nous plongera tous d'ici peu dans une banqueroute généralisée.

 
  
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  Pablo Zalba Bidegain (PPE). - Señor Presidente, comisario, ministro, Señorías, en primer lugar, me gustaría felicitar al ponente por el gran trabajo que ha hecho para intentar consensuar una postura común.

Estoy de acuerdo con el ponente, con el señor De Backer, en que es preciso impulsar el crecimiento y la creación de empleo. Pero no nos engañemos: no será posible un crecimiento sostenible solo con un plan de Juncker, por muy ambicioso que sea; no será posible conseguir un crecimiento sostenible con una acción contundente del Banco Central Europeo, por muy ambiciosa que esta sea.

Para tener un crecimiento sostenible, necesitamos la acción conjunta de todos los actores implicados: instituciones europeas y Estados miembros; necesitamos reformas: reformas en los Estados miembros y reformas también en Europa.

España es un referente: es uno de los países más ambiciosos en cuanto a reformas se refiere, y es uno de los países que más crecimiento tiene en la eurozona y que más empleo está creando.

Y necesitamos también políticas fiscales expansivas en aquellos países que pueden permitírselo.

Por lo tanto, Señorías, necesitamos la acción conjunta de Europa y de los Estados miembros para consolidar y conseguir un crecimiento sostenible.

 
  
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  Roberto Gualtieri (S&D). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa relazione non è stata annacquata, questa relazione riflette ora quello che io posso definire un indirizzo politico della nuova Commissione. Un indirizzo politico che si sta formando, che si sta definendo con il concorso dei diversi gruppi che sostengono la nuova Commissione.

Io vedo quattro elementi chiave in questa risoluzione: il primo, la necessità di avviare al più presto il piano di investimenti di 300 miliardi di euro annunciato da Juncker; il secondo, mette l'accento sull'importanza di utilizzare al meglio la flessibilità già prevista del Patto di stabilità; il terzo, il ruolo delle riforma strutturali per rafforzare la crescita di medio e lungo periodo; il quarto, è l'esigenza di rafforzare la dimensione sociale delle politiche europee. E questi quattro elementi sono strettamente collegati. Gli investimenti pubblici e privati sono un ingrediente imprescindibile per il rapido rilancio dell'economia europea.

Al contempo un utilizzo della flessibilità prevista dalle regole, in presenza di circostanze eccezionali, come ad esempio, la prolungata fase recessiva, l'aspettativa di inflazione bene al di sotto degli obiettivi europei. È funzionale non solo uscire dalla rassegnazione ma anche a incoraggiare e finanziare le riforme. Investimenti e flessibilità possono contribuire a incoraggiare, creare meccanismi per rendere più vincolanti le raccomandazioni e infine la coesione sociale, è anche un fattore di competitività e di crescita. Quindi sta emergendo e questo è il dato politico un largo consenso su una nuova linea di politica economica e c'è da sperare che la Commissione uscente, nella valutazione delle leggi di stabilità nazionali, non voglia ostacolare questo nuovo corso.

 
  
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  Stanisław Ożóg (ECR). - Panie Przewodniczący! Sprawozdanie w sprawie europejskiego semestru podejmuje ważną debatę dotyczącą obecnej kondycji gospodarek państw Unii Europejskiej i ich potrzeb. Zgadzam się z wieloma podkreślonymi w sprawozdaniu problemami, np. kwestią bezrobocia wśród młodych ludzi czy też energetycznym uzależnieniem niektórych państw Unii Europejskiej, w tym mojej ojczyzny, od Rosji, jednak nie mogę poprzeć wezwania do tak daleko posuniętej synchronizacji polityki gospodarczej, która w perspektywie długoterminowej będzie zagrożeniem dla suwerennych polityk budżetowych państw członkowskich.

Moje obawy budzą także zapisy dotyczące wsparcia wszystkich trzech filarów unii bankowej, której jestem przeciwnikiem, a także wezwanie do jednolitej reprezentacji zewnętrznej strefy euro. Uważam, że powinniśmy pozostawić większą niezależność decyzyjną państwom członkowskim.

 
  
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  Martina Dlabajová (ALDE). - Pane předsedající, já děkuji především panu kolegovi z ALDE, Philippovi De Backerovi, za velmi kvalitní zprávu a děkuji také kolegům z Výboru pro zaměstnanost, kde jsem jako stínová zpravodajka měla možnost k této zprávě přispět.

Ano, naší prioritou musí být vytváření podmínek pro vznik nových pracovních míst. Potřebujeme jich více, ale ne za každou cenu. Předpokladem nárůstu pracovních míst musí být především zdravá ekonomika. Uměle vytvořená pracovní místa zmizí stejně rychle, jako byla mávnutím kouzelného proutku vytvořena. Čeká nás v této oblasti strategické rozhodnutí na národních úrovních: změna začíná u systému vzdělávání, který reaguje na skutečné potřeby trhu, a končí funkčním propojením mezi školami, univerzitami a podniky. To je naléhavý úkol pro všechny členské státy, které zodpovědně spravují své zdroje a chtějí motivovat mladé lidi k práci.

Zpráva o evropském semestru zahrnuje řadu významných opatření a návrhů. Nevydávejme se cestou snižování nákladů, ale investujme do výzkumu, vzdělávání, inovací a nových technologií. Odstraňme zbytečnou administrativní zátěž pro podnikatele a malé podniky a zjednodušme přechod absolventů škol do pracovního prostředí. Musíme zvýšit konkurenceschopnost a strukturálně reformovat trh práce. Evropský semestr je proto důležitým nástrojem. Já zprávu o evropském semestru podpořím.

 
  
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  Δημήτριος Παπαδημούλης (GUE/NGL). - Κύριε Πρόεδρε, το ευρωπαϊκό εξάμηνο είναι ένα εργαλείο που προσπαθεί να πετύχει συντονισμό για την υλοποίηση μιας αποτυχημένης πολιτικής, η οποία βαθμολογείται με ορισμένους αριθμούς. Οι επενδύσεις στην ευρωζώνη είναι 15% χαμηλότερες από το 2009. Η ανεργία των νέων είναι 25%, ενώ στη χώρα μου, την Ελλάδα, έχει φτάσει στο 60%. Η ευρωζώνη είναι σε στασιμότητα και απειλείται με ύφεση, επομένως η θεωρία σας κύριε Katainen ότι 'με σκληρή μονόπλευρη λιτότητα θα έρθουν και επενδύσεις' έχει αποτύχει.

Και κύριε Della Vedova κοντεύει να τελειώσει η ιταλική προεδρία, είμαστε τέλη Οκτωβρίου, και τα πολύ ωραία λόγια που μας είπε ο κύριος Renzi εδώ, την 1η Ιουλίου, για μεγάλες αλλαγές, ακόμη τα περιμένουμε. Τι πετύχατε στη σύνοδο κορυφής για την ανεργία στο Μιλάνο; Ένα απόλυτο μηδέν. Κύριε Katainen, αναφέρατε ότι ακόμη δεν μπορείτε να μας πείτε τίποτα για τα περίφημα 300 δισεκατομμύρια ευρώ που μας υποσχέθηκε ο κύριος Juncker, την 1η Ιουλίου εδώ στην ολομέλεια, γιατί ήσαστε καινούργιος. Ήσαστε πάρα πολύ παλιός ως εκπρόσωπος μιας σκληρής νεοφιλελεύθερης λιτότητας. Η πολιτική σας έχει αποτύχει.

 
  
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  Ernest Urtasun (Verts/ALE). - Señor Presidente, a pesar de algunos elementos de crítica que valoramos en el informe, no podemos apoyarlo, especialmente por apartados como el 5, el 6 y, en particular, el 8, que destaca la importancia de mantener el proceso de reformas estructurales.

Sabemos que detrás de esta expresión podríamos tener elementos de cambio positivos hacia una sociedad más justa, sostenible y equitativa, pero la realidad es precisamente la contraria: «reformas estructurales» es el eufemismo que ha sido utilizado para debilitar los sistemas públicos de pensiones, para dar mayor cuota de mercado a los sistemas privados, mucho menos sostenibles.

Las reformas estructurales en el mercado laboral han supuesto abaratar el despido, dinamitar la negociación colectiva, bajar unos salarios a menudo de miseria y, encima, a cambio, por ejemplo en España, pasar a tener 400 000 ocupados menos que antes del año 2012, y esto puede ser extensible a muchos otros países. El Semestre es hoy la palanca utilizada para forzar la devaluación interior y este Parlamento debería ser contundente en condenar este tipo de procesos.

 
  
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  Σωτήριος Ζαριανόπουλος (NI). - Κύριε Πρόεδρε, η έκθεση για το ευρωπαϊκό εξάμηνο στηρίζει τα αντιλαϊκά μέτρα μείωσης του λαϊκού εισοδήματος, κατάργησης των εργασιακών και ασφαλιστικών δικαιωμάτων. Ζητάει απαρέγκλιτη εφαρμογή των μνημονίων διαρκείας, τη χρηματοδότηση τραπεζών και μονοπωλιακών ομίλων. Οι λαοί πληρώνουν πανάκριβα την καπιταλιστική κρίση και η αναιμική ανάπτυξη, αν και όποτε έρθει, θα σημαδευτεί από συνέχιση της αντιλαϊκής επίθεσης.

Χαρακτηριστικό παράδειγμα οι απολυμένοι της πολυεθνικής Coca-Cola στην Ελλάδα, που σήμερα βρίσκονται εδώ στο Κοινοβούλιο και οι οποίοι απεργούν πάνω από ένα χρόνο, καθώς η επιχείρηση έκλεισε τα εργοστάσιά της εκεί γιατί βρήκε αλλού φθηνότερα μεροκάματα, αξιοποιώντας την ευρωενωσιακή πολιτική. Τα κόμματα που παρουσιάζουν τη δημοσιονομική χαλάρωση σαν φιλολαϊκή συνταγή κοροϊδεύουν τους εργαζόμενους, είναι τα ίδια φορείς αυτής της αντιλαϊκής επίθεσης. Είναι επιτακτική ανάγκη για την ανάπτυξη τώρα της λαϊκής πάλης για ανάκτηση των απωλειών, ανατροπή της αντιλαϊκής πολιτικής, για κατάργηση της εκμετάλλευσης.

 
  
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  Fulvio Martusciello (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto volevo ringraziare il Presidente De Backer per il lavoro svolto in commissione ECON. Un lavoro egregio che ha portato alla luce grandi progressi fatti da alcuni Stati e le difficoltà invece di altri ad adeguarsi alle raccomandazioni che pure erano state emesse. Basti guardare un po' le percentuali: il 10% delle raccomandazioni sono state accolte da parte degli Stati, il 45% invece di queste raccomandazioni hanno avuto progressi scarsi o nulli.

A dimostrazione che il tema delle sanzioni, probabilmente nei confronti degli Stati che non accettano le raccomandazioni è un tema che dovrà essere affrontato, perché dietro queste raccomandazioni c'è l'esigenza di far quadrare i conti e di coniugare lo sviluppo con la crescita e soprattutto con la riduzione del deficit.

Non è un caso che gli Stati che non si sono adeguati alle raccomandazioni sono quelli che più hanno un deficit in termini strutturale consolidato; non è un caso che tra questi Stati c'è purtroppo anche l'Italia.

Il Presidente Barroso in questi giorni ha chiesto al governo italiano di ridurre di altro mezzo punto il deficit strutturale. Ci auguriamo che il governo italiano scelga di farlo, perché dietro ad un deficit strutturale c'è una difficoltà e una impossibilità di crescita e di sviluppo.

 
  
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  Isabelle Thomas (S&D). - Monsieur le Président, je souhaiterais porter à votre attention les points 122 et 123 de cette résolution sur le semestre européen ainsi que le point 7 de l'avis de la commission des budgets, concernant la question des contributions des États membres au budget de l'Union. Ces contributions sont intégrées aux dépenses des États et alourdissent leur déficit public, alors même que nous savons tous ici que 95 % du budget européen est tourné vers l'investissement. Corsetés par une règle absurde qui les empêche de dégager des marges d'investissement, nos États, notre Union plongent dangereusement vers la récession. Le Parlement européen a voté à plusieurs reprises son désaccord en regrettant que la participation des États membres au budget de l'Union soit intégrée au calcul du déficit structurel.

Mesdames et Messieurs, il faut redonner les marges budgétaires à nos gouvernements européens. Exclure les contributions nationales du calcul du déficit public serait une première bouffée d'oxygène. Cela ne nous exonérera pas de retrouver des ressources propres pour faire de notre budget communautaire un instrument autonome, enfin débarrassé des égoïsmes nationaux et destiné à l'investissement pour la croissance et l'emploi.

 
  
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  Bernd Lucke (ECR). - Herr Präsident! Viele Kolleginnen und Kollegen in diesem Haus erwecken den Eindruck, als sei eine Investitionsschwäche in der Eurozone der Grund für die Wachstumsschwäche der Eurozone. Das ist falsch, meine Damen und Herren! Die Investitionsschwäche ist keine Ursache dieser Wachstumsschwäche, sie ist ein Symptom der Eurokrise. Denn auch die Investitionsschwäche hat einen Grund. Die Investitionsschwäche hat den Grund, dass die Wettbewerbsfähigkeit zahlreicher Staaten der Eurozone nicht gegeben ist. Die mangelnde Wettbewerbsfähigkeit liegt an der problematischen europäischen Währung: an dem Euro.

Man kann einen Bericht zur wettbewerblichen Situation der Eurozone nicht verfassen, ohne nicht zumindest das Problem der gemeinsamen Währung zu erwähnen. Aber genau das tut dieser Bericht von Herrn De Backer. Es wird ausdrücklich vermieden, überhaupt über den Euro zu reden. Und das ist ein Verhalten, das kurzsichtig und dumm ist. Denn es ist das Verhalten eines Kindes, das die Augen verschließt vor einer Gefahr, die es wahrnimmt, weil es glaubt, dass die Gefahr dann nicht existiere.

 
  
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  Davor Škrlec (Verts/ALE). - Gospodine potpredsjedniče, Europski semestar zamišljen je kao sveobuhvatni okvir koji će rafiniranim kriterijima zajamčiti bolju koordinaciju ekonomskih politika država članica. Stoga je nužno da u prvim evaluacijskim izvješćima semestra za novo financijsko razdoblje jasno ukažemo na slabosti i mogućnosti unaprijeđivanja ovog vizionarskog okvira.

Postavke održivog razvoja bitno je uključiti u ovaj okvir kojemu je cilj sagledavanje uspješnosti europskih ekonomskih politika stoga je i Odbor za okoliš, javno zdravlje i sigurnost hrane izrazio svoje mišljenje o izvješću u tom smjeru.

Prijeko je potrebno u preporuke državama članicama uključiti evaluacije i preporuke čiji je cilj energetska učinkovitost, povećanje udjela obnovljivih izvora energije i smanjenje emisija CO2 do 2020. Komisija na razini svih resora treba prepoznati važnost tih ciljeva kao ključnih za ostvarenje lokalnih radnih mjesta i održivog zelenog rasta.

Energetska sigurnost i održivi razvoj jedini su jamci dugoročnog i uspješnog ekonomskog oporavka država članica Europske unije. U tom svjetlu nužno je u ovu premoćnu ekonomsku raspravu uključiti ministre okoliša, okolišne politike i osvješćivanje važnosti prelaska na cirkularnu ekonomiju kao novu paradigmu upravljanja otpadom i energijom.

Moramo postati učinkovitiji u upravljanju resursima koje imamo i okrenuti se energetskoj povezanosti i neovisnosti kao jamcima uspješnog ekonomskog rasta.

 
  
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  Marco Zanni (NI). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che in questo testo ci sia un po' di confusione: all'inizio, infatti, si prende nota che, secondo la stessa Commissione europea le politiche fino ad ora adottate sono state fallimentari con effetti negativi per la crescita economica e un devastante impatto sociale. Mi sarei aspettato quindi una serie di critiche e la proposta di modifiche sostanziali alle politiche economiche europee; invece si parla ancora e sempre di costruire un'autentica Unione monetaria, di rafforzare la governance economica e di sostenere la Troika.

Credo che i miei colleghi forse non abbiano visto, fingano di non vedere quanto sta accadendo ormai in tutta Europa, con le misure assurde imposte a cittadini già allo stremo. Io non voglio che tutto questo si ripeta! Vanno completamente riviste tutte le politiche economiche e fiscali europee! Via il patto di stabilità e crescita, dove è stata la crescita? Via il six-pack, il two-pack, il fiscal compact prima che sia troppo tardi! Ridiscutiamo tutto su basi di maggior condivisione e solidarietà, altrimenti la disgregazione economica e sociale dell'Europa sarà inevitabile.

 
  
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  Markus Ferber (PPE). - Herr Präsident, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! Natürlich geht es heute vordergründig darum, wie wir mit den länderspezifischen Empfehlungen umgehen. Dazu ist schon so viel gesagt worden, dass ich gar nichts mehr dazu sagen will. Ich will aber ein paar grundsätzliche Bemerkungen machen und bedauere es sehr, dass Herr Lucke uns jetzt verlassen hat.

Der Euro ist nicht das Problem, sondern er ist der Katalysator, der Probleme offenkundig macht, weil der Schleier von zueinander schwankenden Währungen verlorengegangen ist, hinter dem sich viele Mitgliedstaaten lange verstecken konnten, indem sie durch Abwertung versucht haben, künstlich Wettbewerbsfähigkeit dazuzugewinnen. Das ist genau der Erfolg des Euro, dass dieser Schleier den Mitgliedstaaten genommen wurde und dass die Fehler offenkundig wurden.

Zweitens: Ich höre jetzt häufig, dass man mit Geld Probleme lösen könnte. Wir können noch so viel Geld in die Ausbildung junger Menschen stecken, wenn es dann keine Firmen gibt, die diese jungen Menschen beschäftigen. Das heißt, neben der Wettbewerbsfähigkeit geht es auch darum, das Unternehmertum in der Europäischen Union zu stärken, einen starken Mittelstand zu schaffen, der dezentral Wertschöpfungsketten aufbaut, der in der Lage ist, jungen Menschen, aber auch anderen Menschen Arbeit zu geben, der es schafft, in den verschiedenen Regionen der Europäischen Union auch dezentral Arbeitsplätze zur Verfügung zu stellen. Das löst man nicht mit Geld, sondern das löst man mit Randbedingungen. Jugendliche werden nicht beschäftigt, indem man sie mit Geld ausstattet, sondern indem man Unternehmen mit Arbeitsplätzen ausstattet. Das ist unsere gemeinsame Verantwortung, der wir uns zu stellen haben.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D). - Noriu atkreipti dėmesį į vieną didžiulę problemą Europos Sąjungoje – t. y. nuolat augantį skurdą, ypač vaikų skurdą. Net 27 proc. Europos Sąjungos vaikų gyvena skurde ar balansuoja ties skurdo riba. Todėl tiek Komisija, tiek valstybės narės turi imtis neatidėliotinų priemonių dėl vaikų skurdo panaikinimo.

Antra problema, į kurią noriu atkreipti dėmesį, tai moterų skurdas, nes šiuo metu didžiausią mažiausias pajamas gaunančių asmenų dalį sudaro moterys. Todėl raginu tiek Komisiją, tiek valstybes nares numatyti konkrečias rekomendacijas siekiant sumažinti vyrų ir moterų darbo užmokesčio, o tuo pačiu ir pensijų, skirtumą.

Valstybės narės, atsižvelgdamos į Europos Parlamento rekomendacijas, turi užtikrinti, kad žmonėms būtų suteikta reikalinga socialinė apsauga, prieinamumas prie sveikatos ir socialinių paslaugų, taip pat reikėtų didesnio pažeidžiamų grupių įtraukimo į darbo rinką, skurdo darbe mažinimo ir lyčių lygybės skatinimo.

Kolegos, socialinės investicijos yra būtinos siekiant užtikrinti valstybių narių ir visos Europos Sąjungos ateitį.

 
  
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  Sander Loones (ECR). - Voorzitter, beste collega's. Burgers, belastingbetalers, ondernemers, ze hebben het vandaag lastig in Europa. We zijn dan ook blij dat het verslag de nadruk legt op economische groei, concurrentievermogen, banen en op de noodzaak om armoede met een integrale aanpak aan te pakken. Dat is goed.

Maar de Europese Unie zal voor ons pas echt succesvol zijn wanneer ze dicht bij de burgers staat en wanneer ze dus focust en tussenbeide komt op de gebieden waar ze een echte meerwaarde kan bieden. Een Europa dus dat sterk is waar nodig. En op dat vlak had het verslag misschien iets meer ambitie kunnen tonen.

Fundamenteler wat ons betreft, is de vaststelling dat de belastingdruk in vele lidstaten vandaag al bijzonder hoog is, maar dat dit verslag toch kiest om extra fiscale capaciteit toe te kennen aan de Europese Unie. Wij als partij kiezen niet voor een onverantwoordelijke transferunie, maar voor een unie van verantwoordelijke lidstaten. De tijd, collega's, van begrotingsdwaasheden ligt achter ons. Laat ons dan ook de maatregelen die het concurrentievermogen versterken zoveel mogelijk frontloaden. En dit idee zit ook in dit verslag. Dit verslag biedt hiervoor een goede aanzet. Dat erkennen we ook. Laat ons echter vooral proberen een aantal versnellingen hoger te schakelen en in de praktijk banen te scheppen.

 
  
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  Gerolf Annemans (NI). - Het spijt me dat ik hier de pret en de glorie van uw Semester-feestje even moet verstoren. Er is overigens een wijze Franse formulering die zegt "Qui veut trop prouver, ne prouve rien". Wie teveel wil bewijzen, bewijst uiteindelijk helemaal niets. Ik betwijfel of u, dames en heren van de Europese meerderheid, voldoende beseft hoe nietszeggend uw document, hoe nietszeggend deze onwaarschijnlijke opeenstapeling van nietszeggende gemeenplaatsen eigenlijk wel is.

Als EU-kritisch lid van het Europees Parlement zou ik echter gelukkig moeten zijn met zoveel vrijblijvende nietszeggendheid, want dit zogenaamde Semester is veel meer dan de coördinatie van economisch beleid en samenwerking. Het is een filosofie, vooral een ode aan jullie filosofie, de filosofie van de verregaande samenpersing, de filosofie van de verstikkende eenmaking, de filosofie van de smakeloze eenheidsworst en dat alles nog eens overgoten met uw filosofie inzake immigratie, terwijl de lidstaten en de Europese volkeren in feite behoefte hebben aan autonomie, vrijheid en zuurstof in plaats van aan dit hier.

 
  
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  Gunnar Hökmark (PPE). - Mr President, it is quite interesting to see how very many of the Members of this Chamber always want to blame someone other than the Member States for their economic policy and their budget policy. There is no more rapid way to austerity than overspending, and where you have had overspending you have crashed into austerity without any choice. And still the Left here is defending overspending, at the same time as EU critics over there are blaming someone else.

But let us see how things have worked. In the countries where there was overspending, there are big problems; when you turn the policies, with stability and reforms, we see growth coming and new jobs. This is the pattern and in some ways, in that perspective, we do not need any report. We can just take a look at the reality, because in the Member States where you are implementing the rules and where you are reforming we have turned away from the crisis – in the United Kingdom, in Spain, in Portugal – but where you proceed you see it in countries like France. We need to stick to the rules; that is what we have learned from reality. Let us stay with that.

 
  
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  Pervenche Berès (S&D). - Monsieur le Président, Monsieur le Président en exercice du Conseil, Monsieur le Commissaire, l'Europe et, en particulier, la zone euro doivent faire face à une situation parfaitement exceptionnelle par son ampleur, sa durée, son caractère isolé à l'échelle mondiale, où la reprise se fait toujours attendre. Les indicateurs de base d'une santé économique sont tous au rouge, quelle que soit la stratégie appliquée par les États membres, cher collègue, Monsieur Hökmark. Nous constatons une inflation qui frôle la nullité, une croissance aussi molle que fragile et un chômage toujours aussi important, d'abord chez les plus fragiles.

La réalité, c'est que nous ne pouvons écarter d'un revers de main les observations et les recommandations de tous les experts mais aussi du FMI. Par rapport à cela, l'Europe doit mettre en œuvre cette stratégie des 300 milliards que nous voulons. Mais nous ne pouvons pas le faire simplement comme un réagencement des Fonds structurels ni comme une proposition qui reposerait uniquement sur l'investissement privé ou qui serait totalement diluée dans le temps.

C'est la raison pour laquelle, Monsieur Katainen, nous comptons sur la prochaine Commission pour avoir une vraie mobilisation, une déclinaison sur le terrain afin que ces 300 milliards permettent une réorientation de l'Europe sur la voie de la transition écologique et numérique. Pour cela, il faudra aussi accepter de sortir d'une logique du juste retour et accepter une approche asymétrique qui permette de tenir compte de la réalité de la situation des États membres et de la situation économique à la fois de la zone euro et de l'Union européenne.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). - Κύριε Πρόεδρε, το ευρωπαϊκό εξάμηνο για τον συντονισμό των οικονομικών πολιτικών αποτελεί ένα αντιδημοκρατικό εργαλείο για τον έλεγχο των προϋπολογισμών των κρατών μελών στο πλαίσιο της γερμανικής Ευρώπης. Μάλιστα η Ελλάδα θα παραμείνει σε συνεχή ενισχυμένη εποπτεία μέχρις ότου να εξοφλήσει το 75% του χρέους της προς την Ευρωπαϊκή Ένωση, δηλαδή με τα σημερινά δεδομένα μέχρι το 2050.Η Ελλάδα μπορεί να βγει από την ενισχυμένη εποπτεία μόνο αν διεκδικήσει την εξόφληση των οφειλών της Γερμανίας προς την Ελλάδα, δηλαδή 108 δισεκατομμύρια ευρώ χωρίς τόκους για τις γερμανικές αποζημιώσεις και 54 δισεκατομμύρια ευρώ χωρίς τόκους για το κατοχικό δάνειο, ήτοι 162 δισεκατομμύρια ευρώ χωρίς τόκους.

Γι' αυτό καλούμε για άλλη μια φορά την ελληνική κυβέρνηση να εγγράψει στον κρατικό προϋπολογισμό το σύνολο των οφειλών της Γερμανίας προς την Ελλάδα που είναι και ληξιπρόθεσμες και απαιτητές και έντοκες και ανέρχονται σε 162 δισεκατομμύρια ευρώ. Γιατί η Ελλάδα είναι ο δανειστής και η Γερμανία είναι ο οφειλέτης. Μόνο έτσι θα μπορέσει η Ελλάδα να ανακτήσει την εθνική της κυριαρχία και να πάψει να είναι ένα γερμανικό προτεκτοράτο στο έλεος της τρόικας και των μνημονίων.

 
  
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  Barbara Kappel (NI). - Herr Präsident, meine Damen und Herren! EZB-Präsident Draghi hat in den vergangenen Monaten immer wieder gesagt, dass sich Europa durch seine Geldpolitik zwar Zeit kaufen kann, die Probleme der Eurozone aber nicht überwunden werden können. Die Probleme der Eurozone können nur durch wirtschaftspolitische Anstrengungen der Mitgliedsländer überwunden werden, nämlich durch wachstumsfreundliche Haushaltskonsolidierung und strukturelle Reformmaßnahmen. Diese Maßnahmen sollen im Rahmen des Europäischen Semesters koordiniert werden. Im Jahreswachstumsbericht für das Europäische Semester 2014 sind insgesamt fünf Prioritäten vorgesehen:

Die schon erwähnte wachstumsfreundliche Haushaltskonsolidierung. Herr Minister Della Vedova hat heute von einer Vertrauenskonsolidierung in diesem Zusammenhang gesprochen. Ich würde sagen, der Budgetplan, den Italien abgegeben hat, wird der Lackmustest dafür sein. Lassen Sie uns schauen. Ich hoffe, Sie schaffen das.

Zweitens, die Wiederherstellung der normalen Kreditvergabe für die Wirtschaft. Das ist in erster Linie Aufgabe der EZB.

Drittens: die Förderung von Wachstum und Wettbewerbsfähigkeit. Wiederum eine Aufgabe in erster Linie für die Mitgliedsländer.

Viertens: die Bekämpfung der Arbeitslosigkeit. Hier wurde heute im ersten Tagesordnungspunkt im Rahmen der Debatte über den Beschäftigungsgipfel in Mailand schon darauf hingewiesen, dass an sich nicht viel passiert. Mein Eindruck ist, dass immer mehr Geld gefordert wird, aber in Wirklichkeit die Maßnahmen ausbleiben.

Fünftens: Die Modernisierung der Verwaltungen.

Wir sehen in Europa, dass die Umsetzung der Maßnahmen nicht funktioniert. Erst 10 % der landesspezifischen Empfehlungen wurden umgesetzt, 45 % kaum oder gar nicht. Ebenso wenig funktioniert die wachstumsfreundliche Haushaltskonsolidierung, die Budgetpläne wurden bekannt gegeben. Ebenso kommt das Wachstum in Europa nicht in Schwung. Die OECD hat die Prognose für 2014 um 0,4 Prozentpunkte auf 0,8 % Wachstum gesenkt. Deshalb mein Appell an die Mitgliedsländer in ihrem eigenen Sinne: Konsolidieren Sie Ihre Haushalte! Setzen Sie die Strukturreformen an! Nur so kann Europa die Krise überwinden.

 
  
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  Γεώργιος Κύρτσος (PPE). - Κύριε Πρόεδρε, νομίζω ότι η εικόνα δεν είναι τόσο μαύρη όσο την παρουσιάζουν ορισμένοι συνάδελφοι. Τα τελευταία χρόνια έχει γίνει σοβαρή πρόοδος στη βάση της κοινής προσπάθειας, μια χαρακτηριστική επιτυχία είναι η έξοδος της Ιρλανδίας από το μνημόνιο και μάλιστα θα έλεγα με 'άριστα'. Οι πορτογάλοι φίλοι μας κι αυτοί μπόρεσαν να βγουν απ' το μνημόνιο, οι κύπριοι οι φίλοι μας, τα καταφέρνουν καλύτερα από τον προγραμματισμό και εγώ είμαι αισιόδοξος ότι η χώρα μου, η Ελλάδα, θα τα καταφέρει τελικά, αρκεί να γίνει η κυβέρνηση πιο τολμηρή στις μεταρρυθμίσεις, να μπορέσει να μειώσει τους φόρους χρηματοδοτώντας αυτή τη μείωση με αντίστοιχη μείωση των δημοσίων δαπανών, και θα έλεγα και στους φίλους μου της ελληνικής αντιπολίτευσης να γίνουν κι αυτοί περισσότερο υπεύθυνοι, περισσότερο δημιουργικοί.

Πιστεύω ότι ξέρουμε ποια είναι τα γενικά θέματα, χρειαζόμαστε δημοσιονομική πειθαρχία - δεν γίνεται διαφορετικά - χρειαζόμαστε διαρθρωτικές αλλαγές, το έχουμε καταλάβει αυτό, και χρειαζόμαστε και τόνωση της επενδυτικής δραστηριότητας, είτε αυτή η τόνωση έρθει μέσω δημοσίων δαπανών από τις χώρες - βέβαια - που έχουν τα μέσα, ή από τις χώρες που μπορούν να μειώσουν τις τρέχουσες δαπάνες και να προχωρήσουν σε δημόσιες επενδύσεις, και βέβαια χρειαζόμαστε και το σχέδιο Juncker ή ανάλογες πρωτοβουλίες. Επομένως, εγώ, είμαι αισιόδοξος, αρκεί να μπορέσουμε να συνεννοηθούμε μεταξύ μας και να πάμε μπροστά.

 
  
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  Hugues Bayet (S&D). - Monsieur le Président, je voudrais à mon tour remercier notre collègue Philippe De Backer pour son rapport, sur lequel je peux marquer mon accord sur certains aspects de la proposition qui soulignent prioritairement le besoin d'initiatives ambitieuses basées sur un plan d'investissement pour relancer et soutenir la croissance économique et, avant toute chose, évidemment, la création d'emplois.

Cependant, je pense qu'il manque encore des points importants. Par exemple, aucune demande de précisions n'est adressée à la Commission européenne sur ce fameux plan d'investissement de 300 milliards de M. Juncker et notamment pour savoir si cet argent serait de l'argent frais ou pas et quel serait le partage entre investissements privés et publics et aussi, surtout, quels types d'investissements seraient soutenus.

Le rapport contient également beaucoup de références à la simplification administrative pour les entreprises – c'est une bonne chose – mais il ne mentionne aucun garde-fou à la protection des travailleurs et, notamment, en matière de règles de santé et de sécurité au travail ou d'information et de consultation des travailleurs pour le dialogue social.

Le paragraphe 23 souligne la macroconditionnalité économique de l'accès aux fonds structurels, ce qui revient quand même à punir deux fois ceux qui en ont le plus besoin.

Le rapport évoque aussi la baisse des charges sur le travail, surtout compensée par une taxation verte mais ne dit rien du tout sur la taxation du capital.

Je trouve évidemment que ces points manquent dans ce rapport parce que, pour moi, ce ne sont pas quelques détails qu'il faut changer, comme on l'a dit, mais résolument le cap et la méthode. Je pense que tous nos jeunes chômeurs en ont bien besoin.

 
  
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  Beatrix von Storch (ECR). - Herr Präsident! Wir reden heute über den Bericht De Backer, das sogenannte Europäische Semester. Morgen Mittag werden wir darüber abstimmen. Gestern um 22.00 Uhr lag dieser Bericht in seiner finalen Fassung noch nicht auf Deutsch und noch nicht auf Französisch vor. Das sind zwei von drei Amtssprachen dieses Hauses. Ich gebe das zu Protokoll.

Ich greife den Namen des Berichts auf. Er heißt: „Das Europäische Semester für die wirtschaftspolitische Koordinierung.“ Koordinierung ist der zentrale Begriff. Koordinieren, zentralisieren, harmonisieren – Sie wollen innerhalb der EU den Wettbewerb abschaffen, damit die EU international wettbewerbsfähiger wird. Das ist Quatsch. Eigentlich stimmt mich da nur die Ziffer 28 des Berichts positiv. In ihr wird festgestellt, dass nur 10 % aller EU-Koordinierungs- und -Harmonisierungsbefehle in den Mitgliedstaaten voll umgesetzt werden. In unserem gemeinsamen Interesse, für eine bessere Zukunft Europas sollten wir langsam diese Realität zur Kenntnis nehmen und neue Wege gehen.

 
  
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  Marco Valli (NI). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa piacere che ci sia qui, adesso, quello che sarà il futuro Commissario Katainen, quello che sostiene che solo con la stabilità ci sarà la crescita. Io voglio chiedergli in questi cinque anni di politiche di stabilità, dov'è la crescita? I dati sono tutti contro! Anche la Germania adesso sta avendo un calo e andiamo a vedere i dati, i mercati quello che sta venendo fuori.

E allora mi chiedo, come possiamo anche sostenere il fiscal compact dall'anno prossimo, come possono i paesi come la Francia, l'Italia a fare delle politiche in questi termini? Cioè rientrare in questo modo nel debito, si parla di decine di miliardi, si parla di distruzione del welfare! Stiamo parlando di questo in Europa in questo momento. Io, se vogliamo fare qualcosa di veramente utile, invito tutti i miei colleghi qua, a riprendere in considerazione il six-pack, il two-pack e soprattutto telefonare ai capi di Stato per rivedere questa follia che è il fiscal compact, perché rendetevi conto di quello che stiamo portando avanti con questa politica del rigore sostenuta solo da uno Stato, che è la Germania.

 
  
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  Danuta Maria Hübner (PPE). - Mr President, alongside budgetary macroeconomic measures, structural reforms are at the heart of the European Semester, and the country-specific recommendations help identify the most pressing structural reform needs across Europe. But what we need today is a strong structural reform commitment catalyst and coordination technology that would guide the reforms from the commitment stage to reality. The European Commission enjoys as never before the legitimacy of both Parliament and the Council, and has the capacity and resources to coordinate and scrutinise structural reforms. So, unless the Commission assumes this double role of commitment catalyst and coordination mechanism, the European debate on structural reform will remain empty rhetoric. Markets will punish failure to act. Europe, of course, cannot afford to run such a risk.

 
  
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  Neena Gill (S&D). - Mr President, for me it is clear. The focus of the EU Semester needs to be shifted if we are to come out of the crisis and create growth. We will not create jobs for millions of unemployed young people by implementing a purely austerity agenda. It is not just me who is saying this: many international institutions and well-known economists have stated that we need to move to smart investments. I welcome the Commission’s investment package but we also need to look at reforms to create jobs and tackle tax evasion, plus macroeconomic imbalances, through the country-specific reports in the future being more regionally oriented.

The text adopted in the Committee on Economic and Monetary Affairs is still difficult to accept because of an unnecessary reference to macroeconomic conditionality introduced into the EU structural funds. How does it help Member States that are suffering because of certain budgetary rules to lose their structural reform? I hope that the final text that we vote on tomorrow will therefore be more balanced, and that this reference will be taken away so that I can fully support it.

 
  
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  Werner Langen (PPE). - Herr Präsident! Wenn man die Debattenbeiträge hört, dann könnte man den Eindruck gewinnen, Wachstum, Arbeitsplätze, Investitionen entstehen nur, wenn die Staaten oder auch Europa sich weiter verschulden. Es ist doch klar, wenn wir über den Bericht De Backer reden: Ein Warenhauskatalog bringt überhaupt nichts. Der Bericht ist schon ein Warenhauskatalog. Wir müssen doch klarstellen, die Verantwortung für die Haushalts- und Strukturreformen tragen die Mitgliedstaaten und sonst keiner. Die EU muss es koordinieren – das ist vernünftig und richtig. Deshalb geht mein Vorschlag weit über das hinaus, was wir an Europäischem Semester haben. Wir brauchen aus meiner Sicht einen Währungskommissar, der vergleichbare Rechte erhält wie der Wettbewerbskommissar heute. Das wäre der Weg, damit die Staaten sich auch an ihre eigenen unterschriebenen Vorgaben halten.

Die Rezepte – die ich hier gehört habe – gehen alle in die Irre. Herr Lucke sagt, es ist der Euro schuld, nicht die Investitionen. Jeder weiß überhaupt, es liegt nicht an der Geldmenge, es liegt ausschließlich an den Investitionen, am mangelnden Vertrauen in einzelne Staaten, an der Tatsache, dass sie über ihre Verhältnisse gelebt haben. Aus Griechenland haben 14 von 21 griechischen Kollegen hier gesprochen, und nur mein Nachbar hat vernünftige Aussagen dazu gemacht. Als ob wir die Probleme lösen könnten, wenn die Politik vor Ort nicht den richtigen Weg wählt. Deshalb ist das Europäische Semester wichtig, aber wir sollen es nicht überfrachten!

 
  
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  Siôn Simon (S&D). - Mr President, we do not just need more jobs, we need better jobs. Of course there is a jobs crisis in the EU, but there is also a skills crisis and a quality crisis. What there is not is a flexibility crisis or a price crisis. The sector of the economy with the worst unemployment is precisely the sector with the highest so-called flexibility and the worst conditions – the sector of zero hours contracts, of bogus self-employment and of perpetual part-time temporary agency contracts. So if these mechanisms are – as we are asked to believe – a necessary tool for employers to get people into the labour market and keep people in the labour market, then they do not work. In which case, can I ask the Commission why none of these issues are in the country-specific recommendations?

 
  
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  Ivana Maletić (PPE). - Poštovani predsjedniče, čestitam izvjestitelju kolegi De Backeru i svim kolegama koji su dali veliki doprinos u pripremi ovog sažetog i sadržajnog izvješća. Puno se aktivnosti i mjera na razini Europske unije poduzima na strani monetarne politike. Za napredak, rast i razvoj trebaju nam snažne aktivnosti i mjere na strani fiskalnih politika. Upravo je to uloga Europskog semestra, kojim se potiču države članice na reforme, jačanje konkurentnosti i kroz to na gospodarski oporavak.

U izvješću se naglašava važnost povezivanja kohezijske politike s provedbom preporuka u sklopu Europskog semestra. Sredstva fondova treba usmjeriti na financiranje reformi koje se preporukama traže. Ulaganja u promjene i razvojne projekte, u istraživanje, inovacije, obrazovanje i stjecanje vještina ključna su za postizanje rasta koji svi želimo, i to se upravo u ovom izvješću naglašava. Zbog toga ga u potpunosti podržavam.

 
  
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  Olle Ludvigsson (S&D). - Herr talman! För att få fart på tillväxten och jobbskapandet i Europa måste vi bygga en bättre fungerande arbetsmarknad. Det bör bli en allt mer central faktor i planeringsterminen.

Det handlar om att förstärka den aktiva arbetsmarknadspolitiken. Med korta utbildningar och en annan matchning ges arbetslösa möjlighet att ta de lediga jobb som finns.

Det handlar om att förstärka den sociala dialogen. Där parter arbetar nära varandra skapas stabilitet, goda arbetsförhållanden och en förmåga att effektivt lösa problem.

Det handlar också om att garantera likabehandling. För att främja rörligheten måste de som jobbar i andra EU-länder vara säkra på att få slippa dumpade löner och villkor.

Det finns en enorm förbättringspotential på den europeiska arbetsmarknaden. Den måste nu på allvar börja tas tillvara.

 
  
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  Andreas Schwab (PPE). - Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Ich habe dieser Debatte heute Morgen doch relativ lange zugehört. Es ist mir eigentlich nicht ganz klar geworden, was nun eigentlich die Rolle des Europäischen Parlaments in diesem Europäischen Semester sein soll. Denn die Zuständigkeiten, die Punkte, die hier angemahnt wurden, haben alle nicht wirklich etwas mit dem zu tun, was wir als Europäisches Parlament tun können. Deswegen möchte ich dem Kollegen Werner Langen Recht geben und darauf hinweisen, dass wir das Europäische Semester nicht überlasten dürfen und dass wir nicht zu viel kommentieren sollten, sondern uns auf unsere eigenen Aufgaben konzentrieren sollten. Eine dieser Aufgaben – sie ist vorhin einmal kurz angesprochen worden – ist die Umsetzung der länderspezifischen Empfehlungen, insbesondere im Bereich des Europäischen Binnenmarkts, dem nach allen Studien, die uns vorliegen, nach allem, was wir wissen, nach wie vor ein großes Wachstumspotenzial vorausgesagt wird.

Interessanterweise ist es so, dass häufig die Staaten, die auch aus anderen Gründen ökonomisch leiden, leider auch diese Empfehlungen zur besseren Umsetzung der binnenmarktrechtlichen Bedingungen nicht wirklich voll befolgen. Deswegen würde ich mich sehr freuen, liebe Kolleginnen und Kollegen, wenn wir in diesem Hause das Europäische Semester vor allem dazu nutzen könnten, um verstärkt über die Umsetzung der binnenmarktrelevanten Texte zu sprechen und im Einzelfall auch einzelne Länder hier deutlicher zu ermuntern, die Umsetzung dieser Vorgaben effektiver zu gestalten. Davon würden am Ende alle profitieren – die Länder, die in wirtschaftlichen Schwierigkeiten sind, und alle anderen auch, und wir würden zu Wachstum kommen, das keine neuen Schulden braucht.

 
  
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  Jonás Fernández (S&D). - Señor Presidente, yo no voy a hacer un análisis del tiempo perdido bajo el paradigma ideológico de la austeridad durante los últimos años. Quiero centrarme, sin embargo, en este nuevo discurso que comienza a emerger en Europa —como citaba previamente mi compañero Gualtieri— y que está presente en este informe del Semestre Europeo gracias a las enmiendas de nuestro Grupo.

Por ello, mirando al futuro, pido a la Comisión Europea, a la nueva Comisión Europea donde estará el comisario Katainen, esa europeización de la política económica en la zona del euro, esa unión bancaria, esa unión del mercado de capitales, esa unión fiscal.

Y también creo, como el señor Balz, que es necesario que Europa tenga mayor capacidad para implementar las recomendaciones específicas por países. Y creo que la nueva Comisión tendrá que encauzar las tensiones entre Francia, Italia y Alemania, porque tan complicado es que un país no cumpla las reglas que nos hemos dado como que tenga un superávit por cuenta corriente superior al 7 % o al 8 % del PIB y la Comisión Europea no haga nada.

Por ello, creemos que este Semestre Europeo da el paso de la visión del «patrón euro» que hemos sufrido en los últimos años a una auténtica Unión económica, y creemos que la nueva Comisión tiene que liderarlo con un compromiso nítido.

 
  
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  Siegfried Mureşan (PPE). - Mr President, as Prime Minister, the Commissioner of course pioneered the Youth Guarantee at national level in his home country – a successful project which has now also been introduced at European level. This will not solve youth unemployment as a whole, but it clearly helps.

There are many good employment and youth unemployment policy ideas at national level which can be applied in other EU Member States as well, not necessarily one-to-one – not all of them – but obviously a country in which youth unemployment is 50% or above might want to implement some of the successful measures from countries in which youth unemployment is 10% or below. Therefore, I propose to establish a European mechanism for the exchange of best practices for job creation and especially for youth unemployment. Parliament’s report on the European Semester also contains my proposal to create such a European mechanism. I look forward to working with you, Commissioner, in your new capacity as Vice-President for Jobs, to transpose this into reality.

The second point I would like to make is linked to labour mobility. We are, of course, working on making transnational European labour mobility a reality in Europe, but labour mobility is also too low within many EU Member States. We often see in the same Member States unemployment levels of below 5% and employers having a hard time filling vacancies, while in other regions in the same country unemployment is above 30%. Therefore, we need also to include this and highlight it in the country-specific recommendations and work together on basically making labour mobility work within Member States too.

 
  
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  Alfred Sant (S&D). - Ir-realtà hi li r-rata tal-investimenti fl-Unjoni Ewropea ilha tonqos sa minn żmien sew qabel seħħet il-kriżi tal-elfejn u tmienja. Warajha l-istaġnar kompla jiżdied. Ir-realtà hi li biex nilħqu kompetittività akbar ħalli noħolqu impjiegi ġodda, ninsabu f'sistema fejn l-aqwa għodda saret l-iżvalutar intern. Dawk li jipproponu t-tħaffif fis-swieq tax-xogħol u modernizzar tas-sistemi ta' sigurtà soċjali effettivament qed jippromwovu dan l-iżvalutar. Il-proċess qed jimmina bil-kbir il-mudell soċjali Ewropew fejn l-awtorità pubblika minn naħa tiggarantixxi ħelsien sħiħ lill-impriża privata u min-naħa l-oħra tassigura ħarsien sħiħ lill-popli bħala ħaddiema u bħala ċittadini. Illum biex l-ekonomija Ewropea tirranka l-mira saret li l-mudell soċjali Ewropew jitnaqqar jekk mhux jinħatt. Il-popli Ewropej dan ma jriduhx. Fil-fatt fejn qed ikun abbandunat il-mudell soċjali Ewropew xorta mhix tissaħħaħ il-kompetittività. Il-verità hi li l-ekonomija Ewropea mhux qed jirnexxielha taffaċċja u timmaniġġja l-globalizzazzjoni. Kif qed titwettaq bħalissa, bla lqugħ u bla adattazzjoni sostanzjali, din mhijiex kompatibbli mal-mudell soċjali Ewropew. Ir-riżoluzzjoni ta' quddiemna tinjora din id-dilemma. L-istrutturi li nbnew biex jassiguraw li l-Pajjiżi Membri tal-Unjoni Ewropea jibqgħu kompetittivi huma wisq tqal, wisq burokratiċi u sa issa żgur ma rnexxewx. F'dan kollu, huwa inaċċettabbli jekk donna qed naqblu li l-mudell soċjali Ewropew jista' jiġi mċekken jew imwarrab. B'raġun, iċ-ċitttadini Ewropej mhux se jaqblu ma' dan.

 
  
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  Verónica Lope Fontagné (PPE). - Señor Presidente, señor comisario, hoy podemos observar que, gracias a una mejora en la situación económica —sobre todo en los países que, como el mío, han hecho las reformas estructurales necesarias—, las recomendaciones específicas por país se pueden centrar más en los temas sociales y en lo que es fundamental. Nuestros objetivos pueden ser el crecimiento y la creación de empleo centrados en sectores innovadores como las TIC, el sector verde o la economía digital, y también en la reducción de la pobreza.

Desde la Unión Europea hablamos de cohesión económica, social y territorial, y para poder alcanzarla tenemos que, por un lado, prestar una mayor atención a los grupos más vulnerables y alejados del mercado laboral mediante políticas activas de empleo centradas en mejorar la educación y la empleabilidad y en facilitar el reciclaje y la transición laboral, principalmente a través de la formación dual y el aprendizaje permanente.

Y, por otro lado, hay que realizar inversiones productivas y mejorar las interconexiones con las zonas rurales y áreas con dificultades naturales o demográficas permanentes, ya que, de forma general, suelen presentar unas tasas de desempleo superiores y unos mayores costes para acceder a servicios públicos como la educación y la sanidad. Y por último, quisiera recalcar la importancia de que las pymes recuperen el papel protagonista en la Unión Europea.

 
  
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  Georgi Pirinski (S&D). - Mr President, it is vitally important that flexibility should be provided in the criteria for excessive deficit targets for public investments, and in investment in educational expenditure. There is absolute agreement not only in part of the House, but throughout the House, that if we want to increase the competitiveness of the European Union economy it is of paramount importance to increase investment in innovation. Therefore, Commissioner, this is a test for the Commission to prove that what is being said concerning flexibility in the rules on the European recommendations and deficit reductions is being turned into actual fact by providing space for such investments.

 
  
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  Ildikó Gáll-Pelcz (PPE). - Tisztelt elnök úr! Először is általánosságban szeretném rögzíteni, hogy ez a vita a képviselőtársaim részéről sokszor olyan feladatokat próbált róni az európai szemeszterre, amelyek nem hozzá tartoznak. Ezért De Backer úrnak rendkívül nehéz helyzete van, mert egy általános vitának lehettünk a részesei.

Engedjék meg, hogy inkább az európai szemeszterre fókuszáljak, és kiemeljek egy olyan területet, amely valóban fontos, és egyben lehetőséget is jelenthet számunkra. Ilyen a belső piaci pillérnek a megerősítése, a belső piaci pilléren belül számos jogszabály született, azonban elég szövevényesek, nagyon nehéz kiigazodni benne. Fókuszálnunk kellene ezeknek a szabályoknak a helyes betartására, ami a legtöbb tanulmány szerint valójában növekedést is eredményezhetne. Különösen igaz ez a digitális belső piacra, ahol számtalan lehetőségünk lenne.

Ki szeretnék emelni egy másik fontos területet, amelyet több képviselőtársam is érintett, ez az országspecifikus ajánlások köre. Azt gondolom, hogy az országspecifikus ajánlások jelenleg túl általánosak. Sokkal konkrétabbnak kellene lenniük, sokkal inkább országspecifikusnak, ahogy a nevében is benne van. Sajnos ez a jelentés sem tartalmazza azokra az inputokra való utalást, amelyeket meg kellene itt határozni, illetve hiányolom azokat az indikátorokat, amelyek alkalmasak lennének az ajánlások visszamérésére.

Két fontos téma van még, amelyet érintőlegesen meg szeretnék említeni. Az egyik a kkv-szektor finanszírozási kérdése. Jó lett volna a jelentésben részletesebb javaslatot is bemutatni. Örülök, hogy De Backer úr jelentése az adócsalást mint területet, mint fontos területet érintette, és beemelte azt a javaslatot, amit az IMCO véleményében én meg is fogalmaztam. Köszönöm a munkáját, és támogatni fogom szavazatommal ezt a jelentést.

 
  
 

Pytania z sali

 
  
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  Othmar Karas (PPE). - Herr Präsident! Nur 10 % der länderspezifischen Empfehlungen wurden zur Gänze umgesetzt, 45 % lediglich zum Teil. Daher ist offensichtlich, dass es einen Handlungsbedarf beim Europäischen Semester gibt. Ich meine, dass die Umsetzung des Europäischen Semesters zur Pflicht werden muss und nicht nur freiwillige Kür bleiben darf. Eine gemeinsame Währung benötigt eine gemeinsame Budgetpolitik. Daher gehört die Koordinierung der Budgetpolitik auf den Boden des Gemeinschaftsrechtes und die Umsetzung zur Pflicht für die Mitgliedstaaten.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D). - Ak hovoríme o tejto dôležitej téme, ktorou nesporne ekonomický semester je, potom musíme do budúcnosti oveľa výraznejšie spájať tému ekonomického semestra aj so sociálnou politikou. Máme tu mnoho problémov, ktoré sa ukazujú v našich krajinách a ktoré veľmi úzko súvisia či už s našimi sociálnymi systémami, s vysokou mierou nezamestnanosti a s nemožnosťou používania nástrojov na zvyšovanie zamestnanosti, ale aj s fenoménmi, ktoré sa nám doteraz stále nepodarilo odstrániť a ktoré sa týkajú napríklad mzdovej politiky. Zamestnanci v rovnakých podnikoch zarábajú v tých ekonomicky vyspelejších krajinách oveľa lepšie ako povedzme u nás na Slovensku a sú to častokrát veľké podniky, ktoré, musím to tak povedať, využívajú tú lacnejšiu pracovnú silu ešte stále v našich štátoch napriek tomu, že sme už 10 rokov členským štátom Európskej únie. Chcem preto požiadať, aby sme v budúcnosti oveľa viac zohľadňovali aj tieto sociálne aspekty, ktoré sú dôležité pre obyvateľov a podľa ktorých častokrát obyvatelia v našich krajinách hodnotia aj charakter vývoja Európskej únie.

 
  
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  Εμμανουήλ Γλέζος (GUE/NGL). - Κύριε Πρόεδρε, στις άμεσες προτεραιότητες πρέπει να είναι η παιδεία, η υγεία και η έρευνα. Όποιος θέλει να ενδιαφέρεται πραγματικά για το λαό δεν μπορεί να αποφύγει αυτόν τον κανόνα. Για να βρούμε όμως τη δυνατότητα να αναπτυχθεί ο πρωτογενής τομέας, η αγροτική οικονομία, πρέπει να αντιμετωπίσουμε το θέμα με άξονα, ότι το χρήμα δεν δημιουργεί αξίες από μόνο του, ανταλλάσσει αξίες, αντιπροσωπεύει αξίες, αλλά μόνον οι εργαζόμενοι με την εργασία τους μπορούν να παράξουν αξίες.

Μόνον έτσι αντιμετωπίζονται και οι συνέπειες της κρίσης και ιδιαίτερα η ανεργία. Γι' αυτό απαιτείται κοινωνικοποίηση των μέσων παραγωγής, απαιτείται κοινωνικοποίηση της ιδιοκτησίας του χρήματος. Αλλά, για να γίνουν αυτά θα πρέπει οι ίδιοι οι λαοί να αποφασίζουν για τις τύχες τους. Σε λίγο, είτε το θέλουν είτε όχι, στην Ελλάδα θα έρθει στην εξουσία ο λαός και θα αποτελέσει το παράδειγμα για όλη την Ευρώπη.

 
  
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  Bill Etheridge (NI). - Mr President, it is really good to see everyone coming in. They have missed an hour of the most undemocratic thing I have ever seen, where we have heard all this talk: socialist dreams about all the extra spending the EU is going to do; no one allowed to question; no debate in the Chamber; our voices silenced.

Our voices will not be silenced. They will only get louder and louder. I am glad you are all back from the bars or the tofu bar or wherever you have been, because now you can hear what is really going on. The British people do not stand by what is happening here. This is a disgrace, and your economic ideas are of the past – previous centuries. The future for our country lies free of your strange economic delusions; our country lies outside the EU and outside this farce.

 
  
 

(Koniec pytań z sali)

 
  
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  Jyrki Katainen, Vice-President of the Commission. - Mr President, I would like to thank honourable Members very much for a very valuable debate and ideas. I will just take up a few issues which I would like to comment on briefly.

One of the issues which we seem to more or less agree on is the implementation of country-specific recommendations. We can recognise that this has not happened as efficiently as it should have done and there we all must carry our own responsibility. The issues are, of course, in the hands of Member States and governments and national parliaments, but we can also encourage them to do what they had promised to do and what is good for the countries themselves as well as for Europe as a whole.

My second point: Mr Cofferati and Ms Gall-Pelcz mentioned the internal market and the country-specific recommendations concerning the single-market-related issues. We all know that there are also lots of shortages in this field. For instance, in the implementation of the Services Directive there are lots of shortages. This is quite amazing because we – the Parliament, Commission and Council – have already decided on the Services Directive, for instance, and it has not been implemented yet. So we are lacking economic growth because of poor performance in various Member States in this field as well, so we need to pay more attention there in the future.

The third point is about the structural reforms. Mr Eickhout said that the Commission has historically represented structural reforms that are too one-sided and our idea has been just to use structural reforms as a tool to reform austerity policy. Of course, it depends on the country as to what the problems are, but I would just like to raise a few issues and a few examples of non-austerity structural reforms. The first one is tax reform, for instance lowering labour tax and raising environmental tax, or raising dividend tax and at the same time lowering corporate income tax.

Another issue is pension reform, which is necessary in many countries because the population is ageing – municipality reform, labour reform and things like that. So it is not only about austerity, but a change to society so that it is stronger and more sustainable.

The next point is gender equality. Many Members also raised this issue. I am very happy about this because it is a question both of equality and labour supply. So at the same time as we are reforming our societies to be more sustainable, they can be more growth-oriented. Gender equality – the Finnish Labour Party is based on this – is very crucial in this sense.

My final point: Mr Pirinski and Mr Cofferati mentioned the role of research and development. This is one of the issues on which we have to concentrate more during the next European Semester – what we could do in order to strengthen R&D activities in our Member States because this is the way to improve the potential growth of the Member States. There are good examples in various Member States where the universities and small- and medium-sized entrepreneurship have been combined in a very fascinating way and the universities have become a hub of entrepreneurship. So in something like this we could learn from each other, and they could be added to country-specific recommendations.

 
  
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  Benedetto Della Vedova, Presidente in carica del Consiglio. - Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo due battute conclusive, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti e aver riscontrato un dibattito anche qui appassionato, con molte visioni comuni anche se certamente non unanimi. Le settimane e i mesi a venire sono per molti aspetti fondamentali e auspichiamo di poter esaminare presto la prima analisi annuale della crescita che dovrà essere presentata dalla nuova Commissione. Dobbiamo rivedere le disposizioni relative alla governance economica contenute nella revisione del six-pack e two-pack. E dobbiamo concludere la revisione intermedia di Europa 2020 per far sì che la strategia e i suoi strumenti di attuazione restino validi ed efficaci. La cooperazione tra tutte le istituzioni di questi processi sarà essenziale per ottenere risultati positivi.

Mentre ci adoperiamo per queste revisioni a livello europeo, abbiamo ben presente che quello che conta per i cittadini è il risultato a livello nazionale o regionale o locale e la loro necessità di vedere miglioramenti nella vita di tutti i giorni. Noi abbiamo individuato le politiche che possono apportare tali miglioramenti e attuarle è la nostra sfida comune.

 
  
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  Philippe De Backer, rapporteur. - Mr President, colleagues, thank you for your input during the debate. In the final conclusion I cannot go into all the remarks, but just let me say this: in the end it is very clear that every part of the European institutions, be it Parliament, be it the Commission or be it also the Member States, have to promise and follow through on what they have promised in the past.

Let me begin with the Member States. If you come to Brussels and within the European Semester you agree to implement certain structural reforms to make sure that your deficits are being reduced, that you implement the necessary reforms to modernise your economies, a 10% success rate is not enough. You will have to perform better. Also we, as a Parliament, will have to make sure that the scrutiny we apply through the process of the European Semester is stronger. Also at European level there is still a lot to be done. Mr Katainen has made a good point on completion of the single market, but also completion of the capital market, of the Energy Union and of the digital market will be a high priority for the next Commission.

It is also necessary to say that, with all these structural reforms, we do not have to do them because we are told to by Brussels; we are doing them because our citizens want them, because they understand that modernising our economies, making them more competitive, attracting private and public investment to make our economies grow and to create employment is the essence of the European project. I urge you all tomorrow during the vote to think very deeply about the road that Europe is taking and to support the report that I have presented here today. I hope that we can have full support for this report and that we can continue like this in the future.

 
  
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  Przewodniczący. - Zamykam debatę.

Głosowanie odbędzie się we w środę.

Oświadczenia pisemne (art. 162)

 
  
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  Ádám Kósa (PPE) írásban. Tisztelt képviselőtársaim! Nagyon fontos a belső piaci szabályozás és folyamatok nyomon követése, fejlesztése, valamint az országspecifikus indikátorokkal kapcsolatos vita, amelyben az EP magyar alelnökasszonyának szakmai álláspontját a legmesszebbmenőkig támogatom. Ugyanakkor engedjék meg, hogy a bérek felzárkóztatása és az új munkahelyek teremtése kapcsán kifejtsem: kiegyensúlyozott és megfontolt lépésekre van szükség. Ismeretes, hogy Európa keleti felében nagyon sok új munkahely létesült az EU-s csatlakozás óta, és az is igaz, hogy ezek a biztos munkahelyek részben az alacsonyabb bérek miatt létesültek. A keleti és nyugati tagállamokban lévő bérek közötti „esélyegyenlőség”, kiegyenlítődés ugyanakkor nem képzelhető el a már meglévő, kemény munkával megszerzett és megtartott munkahelyek tömeges és gyors megszűnésével Európa keleti felében. Csak emlékeztetőül: Magyarországon 2002–2010-ben minden egyes évben magasabb volt a bejelentett és nagyarányú csoportos létszámcsökkentés, mint a második Orbán-kormány elmúlt négy évének bármely esztendejében. Erre az eredményre vigyázni kell, és a teljes foglalkoztatás – ami az EU alapszerződésében is deklarált cél – elérésével kell törekedni arra, hogy minél több embernek legyen munkája, és így növekedjen a gazdaság, ezáltal az életszínvonal is.

 
  
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  Csaba Molnár (S&D), írásban. – Az Európai szemeszter, a gazdasági félév objektív kritériumok alapján, a pillanatnyi kormánytöbbségtől függetlenül ad értékelést a tagállamok gazdaságpolitikájáról. A kormány sikerpropagandájával szemben az őszi bizottsági előrejelzés szerint Magyarország leszakadóban van a régiós versenytársaitól. A növekvő államadósság miatt akár visszaeshetünk a szorosabb uniós költségvetési megfigyelést jelentő túlzottdeficit-eljárásba. A luxusberuházások, az értelmetlen szabadságharc következtében jövőre akár 1700 milliárd forintos megszorítással kell szembenéznünk, amelyet a magyar emberek zsebéből vesz el a Fidesz. Sokatmondó, hogy az önkormányzati választások előtt a jelenlegi kormány ezt nem merte a magyar emberek szemébe mondani. A magyar kormány folytatja a megszorításokat, forrást von ki a felsőoktatásból és az egészségügyből, kilátástalan helyzetbe hozza a szerény jövedelműeket. Minden harmadik magyar fiatal munkanélküli. Az elhibázott gazdaságpolitika következtében mostanra több mint fél millió, többségében fiatal magyar vállal munkát külföldön. A civilek vegzálása és a túlzott mértékű internetadó helyett inkább szükséges lenne az euró azonnali bevezetése, valamint a szegényeket sújtó, a gazdagokat pedig aránytalanul jutalmazó egykulcsos adórendszer megváltoztatása. Hasznos, hogy az Európai Bizottság körmére néz a kormányoknak. Az uniós ellenőrzés biztosíték lehet a magyar állampolgárok számára a Fidesz-kormány felelőtlen gazdaságpolitikájával szemben.

 
  
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  Ева Паунова (PPE). - Уважаеми господин председател, Специфичните препоръки, които Европейската комисия изготвя в рамките на Европейският семестър през последните години доведоха до много положителни резултати и спомогнаха за по-ускореното преодоляване на кризата и възстановяването на икономическия растеж. За съжаление отслабващият натиск за реформи свързан с това нестабилно подобряване на икономическата ситуация в някои държави-членки води до отказ от провеждането на тежките реформи, необходими за стабилизиране на публичните финанси и по този начин застрашава да заличи постигнатия напредък. Анализът на Комисията показва, че тези препоръки не се отчитат достатъчно на национално ниво и ние трябва да създадем по-силни гаранции за тяхното прилагане, ако искаме да ускорим растежа и да подобрим жизнения стандарт на нашите граждани. Особено внимание следва да се отдели на необходимостта от продължаването на реформите в страните, които отбелязват негативни демографски тенденции, заплашващи устойчивостта на техните здравни и пенсионни системи. При липсата на решителни действия нестабилността в тези системи ще оказва все по-голям натиск за отклоняване от стабилната бюджетна политика и ще възпрепятства икономическия растеж. Единственият отговорен спрямо европейските граждани и бъдещите поколения подход е да тръгнем по пътя на реформите и да спрем да губим ценно време в лутане и политически експерименти.

 
  
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  Evelyn Regner (S&D) , schriftlich. – Die Zeit des Kaputtsparens muss ein Ende haben. Europa braucht Investitionen, sowohl öffentliche als auch private. Nur so können Wachstum stimuliert und gleichzeitig Beschäftigung und Nachfrage angekurbelt werden. Das muss absolute Priorität haben und in das Europäische Semester einfließen. Der scheidende Kommissionspräsident Barroso sagte, er sehe keine Rezessionsgefahr für den Euroraum – trotz Nullwachstums im 2. Quartal und trüber Aussichten für 2015. Die Investitionen sind in einigen Mitgliedstaaten seit Ausbruch der Krise um 30-40 Prozent zurückgegangen. Ein entscheidender Punkt wird daher sein, nachhaltige Investitionen von den Defizitberechnungen auszunehmen, damit die Staaten wieder auf den Wachstumspfad gelangen und gleichzeitig notwendige Investitionen nicht vernachlässigen.

Der Investitionsplan von Herrn Juncker in Höhe von 300 Milliarden Euro ist ein Hoffnungsschimmer. Natürlich ist es wichtig, dass soziale Indikatoren erstmals im Europäischen Semester berücksichtigt wurden. Es ist jedoch unverständlich, warum die Ziele im Beschäftigungs- und Sozialbereich nicht gleichwertig – nämlich verbindlich – behandelt werden wie die makroökonomischen Vorgaben.

Abschließend noch ein Punkt von großer Bedeutung, der von mir eingebracht wurde: Die Vermögens- und Einkommensungleichheit steigt in den letzten Jahren stark und gefährdet Kaufkraft, Nachfrage und Investitionen in die Realwirtschaft. Deshalb sollen die Mitgliedstaaten Maßnahmen in ihre nationalen Reformprogramme aufnehmen, um diese Ungleichheiten zu verringern.

 
  
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  Ivan Štefanec (PPE), písomne. – Hlavným cieľom európskeho semestra je udržanie naštartovaného procesu obnovy hospodárstva EÚ a dosiahnutie vyrovnaného rozpočtu. Preto je nevyhnutné, aby koordinácia hospodárskych politík EÚ podliehala demokratickej kontrole Európskym parlamentom. Okrem toho by bola vítaná aj väčšia angažovanosť národných parlamentov v oblasti zlepšovania demokratickej kontroly.

Pre hospodárstvo EÚ je taktiež kľúčové zachovať a podporovať vyváženú a udržateľnú stratégiu pre rast a zamestnanosť. Rád by som zdôraznil dôležitosť správnej implementácie odporúčaní členskými štátmi, ako aj potrebu väčšej transparentnosti rozhodovacieho procesu. Ak sa pozrieme na implementáciu odporúčaní z roku 2013, zistíme, že iba 10-15% odporúčaní v roku 2013 bolo plne implementovaných. Vzhľadom na to, by som chcel upozorniť na potrebu zabezpečenia väčšej disciplíny pri implementácií odporúčaní s cieľom mobilizovať dostatočný politický kapitál v prospech reforiem v členských štátoch. Sú to najmä členské štáty, ktoré by sa mali zasadiť za zvýšenie konkurencieschopnosti, vytváranie rastu a modernizáciu systému sociálneho zabezpečenia a pracovného trhu.

 
  
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  Theodor Dumitru Stolojan (PPE). - Semestrul european a devenit un instrument eficient al Uniunii Europene și al statelor membre pentru coordonarea politicilor economice. Experiența acumulată în ultimii ani în folosirea acestui instrument începe să îşi arate roadele. Cu toate acestea, consider că trebuie înlăturate două probleme încă vizibile, care afectează eficacitatea Semestrului european. În primul rând, în unele state membre, proiectele programelor naționale de reforme și cele ale programelor de convergenţă sau după caz de stabilitate nu sunt prezentate parlamentelor naţionale, înainte de a fi transmise Comisiei Europene. În al doilea rând, recomandările făcute fiecărui stat membru, de către Comisia Europeană și însușite de Consiliu, nu sunt transpuse în programe și măsuri, la nivel național, astfel încât să se asigure înlăturarea unor probleme semnalate și corectarea unor tendințe.

 
  
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  Valdemar Tomaševski (ECR) , raštu. Europos ekonominės politikos koordinavimo semestras yra ypatingai svarbus tinkamam Ekonominės Sąjungos veikimui. Tačiau taip pat, verta pabrėžti, turi didelę įtaką socialiniam stabilumui bei kiekvieno ES valstybės narės gyventojo gyvenimui. Šis faktas ypatingai išryškėja Europos Sąjungoje, patyrusioje ekonominę krizę, kuri smarkiai pablogino gyvenimo sąlygas daugeliui Europos piliečių, tarp jų ir Lietuvos gyventojams. Krizė taip pat sukėlė nelygybės ir skurdo lygio padidėjimą, apribojo žmonių prieigą prie geros kokybės viešųjų paslaugų, kurios XXI a. Europoje turėtų būti norma.

Diskusija dėl ES semestro suteikia puikią galimybę skatinti valstybes nares intensyviau veikti tose srityse, kuriose piliečiams gresia socialinė atskirtis. Socialinės atskirties reiškinys kelia nerimą ir vis dažniau pasitaiko tarp jaunų žmonių. Dėl šios priežasties Europos Sąjunga, kaip ir jos valstybės nares, turi pradėti aktyviau spręsti bedarbystės problemą, ypatingai tarp jaunų žmonių, kurie žengia pirmus žingsnius darbo rinkoje. Be to, koordinuota ekonominė politika turi atsižvelgti į visais lygmenimis teikiamą paramą tam, kad būtų sukurta daugiau darbo vietų. Todėl verta apsvarstyti pasiūlymą, kuris skatina Komisiją padidinti dėmesį reformoms, reikalingoms paremti aukštos kokybės viešųjų paslaugų teikimą, ypatingą dėmesį telkiant sveikatos priežiūros sistemoms valstybėse narėse. Tam, kad aptariama strategija būtų veiksminga, ji turi būti paremta investicijomis, orientuotomis į plėtrą, geresniu žmogiškųjų išteklių panaudojimu tam, kad darbo rinkos būtų lankstesnės ir galėtų greičiau reaguoti į ekonomikos pokyčius.

 

7. Constitution d'un groupe politique: voir procès-verbal
Vidéo des interventions

8. Heure des votes
Vidéo des interventions
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  Przewodniczący. - Kolejnym punktem porządku dnia jest głosowanie.

(Wyniki i inne szczegóły dotyczące głosowania: zobacz protokół)

 

8.1. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation - demande EGF/2014/004 ES/Comunidad Valenciana-Métal (A8-0013/2014 - Patricija Šulin) (vote)

8.2. Mobilisation du Fonds d'ajustement européen à la mondialisation: demande EGF/2013/012 BE/Ford Genk (A8-0015/2014 - Paul Rübig) (vote)

8.3. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation: demande EGF/2013/002 BE/Carsid (A8-0017/2014 - Petri Sarvamaa) (vote)

8.4. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation : demande EGF/2014/006 FR/PSA (A8-0016/2014 - Isabelle Thomas) (vote)
 

– Przed rozpoczęciem głosowania:

 
  
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  Isabelle Thomas, rapporteure. - Monsieur le Président, je tiens à rappeler que, le 25 avril dernier, la France a soumis une demande de mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation à la suite du plan de restructuration de l'entreprise PSA, notamment sur les sites de Rennes et d'Aulnay.

Je tiens à rappeler également qu'à ce jour, plus de 2 300 travailleurs n'ont pas retrouvé de travail et restent au chômage, et que ce plan est fait pour les aider à retrouver un emploi. Par conséquent, je remercie les parlementaires de bien vouloir l'approuver.

 
  
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  Przewodniczący. - Niniejszym zamykam głosowanie.

 

9. Explications de vote

9.1. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation - demande EGF/2014/0004 ES/Comunidad Valenciana metal (A8-0013/2014 - Patricija Šulin)
  

Pisemne wyjaśnienia dotyczące głosowania

 
  
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  Martina Anderson (GUE/NGL), in writing. - I voted in favour of the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund. Whilst in Brussels last week, SF’s Martin McGuinness had very positive discussions with both the Chair of the European Parliament’s Committee on the Budget and the Head of Operations at the European Globalisation Adjustment Fund. I was pleased to hear from European officials that they are ‘open’ to the prospects of Ballymena’s JTI Gallagher plant in the North of Ireland benefiting from the Globalization Adjustment Fund to assist workers facing redundancy. Martin McGuinness dFM strongly made the case that Gallagher’s clearly falls into the remit of this fund, which aims to help people who lose their jobs as a direct result of global market trends. What we were told was that the onus is on the British Government to submit a bid for assistance or to delegate responsibility to the Northern Executive to do so. Martin McGuiness will work with his colleague Peter Robinson in an effort to get a joint approach to the British Government so that the delegated authority is secured. This is an opportunity to do something tangible to help workers at Gallagher’s, and the goodwill expressed by key decision-makers in Europe must be pursued.

 
  
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  Jonathan Arnott (EFDD), in writing. - The principle of subsidiarity dictates that decisions should be taken at the closest possible level to the citizen – in this case at regional or national level. Therefore, these projects should not be funded by the European Union.

It is absurd that the arbiters of whether this funding should, or should not, be given are Members of the European Parliament with no detailed knowledge of the situation. This project may well be of benefit to the people in the Comunidad Valenciana, but I am not best placed to judge.

The European Globalisation Adjustment Fund should be scrapped, which would give money back to the Member States to decide for themselves about the appropriateness of such funding. Consequently, I had no option but to vote against – even though this may be a worthwhile project.

 
  
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  Hugues Bayet (S&D), par écrit. - Je me réjouis qu'un projet soit mis en place afin de soutenir la réinsertion sur le marché du travail de 633 travailleurs licenciés, en raison de la crise économique et financière mondiale, dans 142 entreprises actives dans le secteur de la fabrication de produits métalliques en Espagne.

La crise économique a lourdement pesé sur ces différents secteurs dans l'ensemble de l'Union européenne. En effet, la diminution de la production dans l’industrie a eu des conséquences pour l’emploi. Près de 600 000 emplois ont ainsi été perdus dans l’industrie espagnole entre 2008 et 2012, dont 150 000 dans le secteur des produits métalliques manufacturés. Ces pertes d’emplois représentent respectivement 24 % de l’emploi total dans l’industrie et 35 % de l’emploi total dans le secteur de la métallurgie. Les pertes d’emplois dans le secteur des produits métalliques ont été plus importantes encore dans la Comunidad Valenciana. En effet, le nombre d’emplois dans le secteur de la métallurgie dans cette région est passé de 35 868 en 2008 à 20 873 en 2012, ce qui représente un déclin de 43 %, soit huit points de pourcentage de plus qu’au niveau national.

 
  
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  Beatriz Becerra Basterrechea (ALDE), por escrito. - Los Fondos Europeos de Adaptación a la Globalización son una herramienta fundamental para apoyar a miles de trabajadores afectados por los grandes cambios estructurales que se producen en nuestra economía. Voto a favor de la movilización de 1 019 184 EUR que darán a 300 trabajadores del sector del metal de la Comunidad Valenciana una nueva oportunidad para reciclar su formación, crear empresas, o recibir asesoramiento ocupacional, es decir, adaptar sus capacidades y habilidades a la demanda existente. Un sector en crisis que representaba un 25,4 % del empleo en el sector industrial valenciano, y que ahora ha perdido un tercio de su facturación y casi la mitad de los puestos de trabajo. Considero primordial apoyar este tipo de políticas de reactivación del empleo, con la confianza de que la Comisión Europea y las autoridades españolas tomarán las medidas necesarias para verificar que los fondos que hoy aprobamos se administren de acuerdo con los principios de transparencia y eficiencia.

 
  
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  Dominique Bilde (NI), par écrit. - Cette demande d'intervention au titre du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation en faveur de l'Espagne concerne la réinsertion sur le marché du travail de travailleurs licenciés dans 142 entreprises dans le secteur de la fabrication de produits métalliques dans la communauté autonome de Valence (Communidad Valenciana), en Espagne.

Cette demande concerne 633 travailleurs licenciés, dont 300 bénéficiaires visés. Elle a pour objet la mobilisation d'un montant de 1 019 184 EUR.

Confrontée à une crise économique et financière mondiale, l'Espagne est durement touchée par la baisse de la demande et de la production de métaux. Dans cette seule région, le nombre d'emplois dans le secteur de la métallurgie a baissé de 43 %, passant de 35 868 en 2008 à 20 873 en 2012.

Face à cette situation, je me suis prononcé pour cette demande.

 
  
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  Mara Bizzotto (NI), per iscritto. - Ho sostenuto questa relazione che autorizza la mobilitazione del FEG, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, a favore di 142 aziende spagnole del settore metallurgico. Il FEG è lo strumento europeo che, più di ogni altro in questo momento, può aiutare i lavoratori delle aziende colpite dalla crisi curando i sintomi ma non le cause del loro malessere. Per questo continuerò certamente a sostenere il suo operato ma anche a battermi affinché l'Europa affronti le vere cause di questa crisi economica e finanziaria senza precedenti: mi riferisco alla moneta sbagliata, ai parametri di bilancio fissi e inderogabili imposti dai trattati europei e a una visione del mondo che aiuta gli immigrati e non i cittadini europei.

 
  
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  Malin Björk (GUE/NGL), skriftlig. - Jag har idag röstat för detta betänkanden. Det gör jag därför att arbetarna i de aktuella fallen ska ges ekonomiskt stöd för omskolning och/eller andra åtgärder för att finna nya jobb. Dock vill jag understryka att den omfattande arbetslösheten i EU skulle kunna bekämpas effektivt om man stoppar den åtstramningspolitik som EU-kommissionen och medlemsstaternas regeringar sedan länge bedriver.

För att skapa nya arbetstillfällen i Europa krävs en ny ekonomisk politik med massiva offentliga och miljövänliga investeringar. Det krävs samhällsnyttiga investeringar inom skola, vård och omsorg, men också i infrastruktur, järnväg, kollektivtrafik, energisnåla bostäder och hållbara energisystem.

 
  
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  José Blanco López (S&D), por escrito. - He votado a favor de este informe para aprobar la movilización de 1 019 184 EUR del Fondo Europeo de Adaptación a la Globalización destinados a 633 trabajadores que han perdido su empleo en el sector de la fabricación de productos metálicos en la Comunitat Valenciana como consecuencia de los cambios estructurales en el comercio mundial a causa de la globalización y del impacto de la crisis económica y financiera.

Los servicios personalizados que se han de financiar con cargo al FEAG comprenden actividades de formación, orientación profesional, colocación, promoción del emprendimiento e incentivos para la creación de una empresa.

Si bien estas ayudas no son capaces por si solas de paliar el drama del desempleo en la Comunitat Valenciana, sí constituyen una buena asistencia y formación para la reinserción laboral de los trabajadores afectados.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. – Balsavau dėl šio pranešimo, nes juo Parlamentas pritarė Europos Globalizacijos Fondo paramos skyrimui Ispanijos Valensijos regione. Šią paramą buvo nuspręsta skirti įmonių, vykdančių veiklą metalo gaminių gamybos srityje, darbuotojams, kurių per atskaitinį laikotarpį nuo 2013 m. balandžio 1 d. iki 2013 m. gruodžio 31 d. iš 142 regione veikiančių įmonių, buvo atleista 633 (iš jų parama taikant EGF bendrai finansuojamas priemones numatyta 300 darbuotojų). Ispanijos pateikta paraiška atitiko EGF reglamente nustatytus finansinės paramos skyrimo kriterijus. Komisija ir Parlamentas įvertino ir tai, kad metalo gaminių sektorius yra pagrindinis žaliavų tiekėjas įvairioms apdirbamosios pramonės šakoms, visų pirma laivų statybos, statybos ir automobilių pramonės sektoriams, kuriems didelį poveikį visoje Sąjungoje darė ekonomikos krizė. Iš EGF skiriamų lėšų atleistiems darbuotojams bus skiriamas suderintas, tačiau prie individualių poreikių pritaikytų paslaugų paketas apimsiantis profesinį orientavimą, įdarbinimą, mokymus, verslumo skatinimą, paramą verslui steigti, darbo paieškos išmoką, su kelionėmis į mokymo vietą susijusių išlaidų padengimą ir užimtumo skatinimo priemonę.

 
  
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  Daniel Buda (PPE), în scris. - Am votat în favoarea rezoluției cu privire la mobilizarea Fondului European de Ajustare la Globalizare în sectorul concedierilor din sectorul fabricării produselor metalice în Comunidad Valenciana, determinat fiind de probleme similare existente în România, unde sectorul metalurgic a pierdut, în ultimii 20 de ani, peste 200.000 de locuri de muncă. Unele dintre combinate au fost privatizate, însă în cele mai multe cazuri acestea au dispărut cu totul, fiind privatizate prin lichidare.

Metalurgia a devenit o industrie generatoare de șomaj. Și va mai rămâne așa o perioadă, în condițiile în care marile combinate continuă să își diminueze cheltuielile.

Exemplul cel mai clar este cel al grupului rus Mechel, care în anul 2013 a vândut cele patru combinate metalurgice pe care le deținea în România, ele fiind puternic îndatorate, mare parte din angajații acestor combinate fiind ulterior disponibilizați.

Consider că prin măsurile stipulate, precum și prin sprijinul financiar oferit, Fondul European de Ajustare la Globalizare reprezintă un instrument eficient în ceea ce privește ocuparea forței de muncă în UE, precum și o măsură indispensabilă pentru reconversia profesională a angajaților disponibilizați. Prin astfel de programe, Uniunea Europeană demonstrează încă o dată susținerea sa în ceea ce privește forța de muncă.

 
  
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  Gianluca Buonanno (NI), per iscritto. - Ho votato a favore della mobilitazione del fondo di adeguamento a tutela di 142 aziende del settore metallurgico. Bisogna difendere il lavoro e non la finanza!

 
  
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  Alain Cadec (PPE), par écrit. - Le Parlement a décidé d'accepter la demande d'intervention du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation émanant des entreprises de fabrication du métal de la Comunidad Valenciana en Espagne afin d'aider les salariés de cette entreprise fortement touchée par les conséquences de la mondialisation en matière d'emplois. Les employés licenciés bénéficieront d’une formation qui a pour objectif la réinsertion sur le marché du travail et la recherche d’emploi. J'ai voté en faveur de ce rapport, qui témoigne de la solidarité de l'Union face à certaines conséquences négatives de la mondialisation sur l'emploi.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D), per iscritto. - Oggi ho votato a favore di questa relazione per sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro di 633 lavoratori operanti nel settore della fabbricazione di prodotti in metallo in Spagna, per effetto della crisi economica e finanziaria .

Il settore dei prodotti in metallo è fondamentale per un'ampia gamma di industrie manifatturiere quali per esempio le costruzioni navali, l'edilizia e il settore automobilistico. Nell'Unione europea la crisi economica ha colpito pesantemente tutti questi settori. Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007, ossia prima della crisi economica e finanziaria, l'indice della produzione industriale nell'UE registrava una crescita media annua approssimativamente pari all'1,7%. In seguito, tra l'aprile 2008 e l'aprile 2009, la produzione industriale nell'UE è scesa di oltre 22%. In particolare in Spagna, tra l'aprile 2008 e l'aprile 2009, la produzione industriale è diminuita di quasi 27% (ossia cinque punti di più rispetto al livello dell'UE) e da allora non ha più recuperato, registrando un declino relativamente regolare.

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD), per iscritto. - Purtroppo il settore metallurgico è stato colpito non solo dal mutamento strutturale del commercio mondiale ma anche perché l'economia spagnola stessa ha sofferto pesantemente a causa della crisi. Il Movimento 5 Stelle appoggia ogni richiesta di mobilitazione del Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione che sia pienamente giustificata e che dia sollievo a quelle persone che non hanno colpe, ma solo la sfortuna di trovarsi a lavorare in settori industriali che subiscono la spietata concorrenza di paesi che non hanno lo stesso sentire giuridico per quanto riguarda i diritti dei lavoratori. Per questo noi vogliamo salvaguardare, per quanto possibile, il destino di coloro che si trovano a lottare duramente per mantenere il proprio lavoro e dare da mangiare alla propria famiglia.

 
  
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  Alberto Cirio (PPE), per iscritto. - Ho votato a favore della domanda, la decima nel quadro del bilancio 2014, per la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per un importo totale di EURO 1.019.184 per la Spagna.

Il FEG è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali del commercio mondiale.

La domanda in questione è stata presentata dalle autorità spagnole in seguito ad esuberi e a cessazioni di attività in 142 imprese operanti nella fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature nella regione di livello NUTS 2 della Comunidad Valenciana.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. - O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afetados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho.

A partir de 1 de maio de 2009, o âmbito de aplicação do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência direta da crise económica, financeira e social.

Nesta altura em que a Europa está a braços com uma crise financeira, económica e social, sendo o desemprego uma das principais consequências, a União Europeia deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente, no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego.

Assim, apoiei o presente relatório referente à mobilização de 1 019 184 euros a favor de Espanha com o objetivo de apoiar os 633 trabalhadores despedidos em 142 fábricas na região Comunidad Valenciana.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. - La Spagna è tra gli Stati Membri più duramente colpiti dalla crisi finanziaria ed economica con la conseguente diminuzione della produzione industriale che ha avuto ovvie conseguenze sull'occupazione, in particolare nella fabbricazione dei prodotti in metallo, facendo salire il tasso di disoccupazione. Per tale motivo ho sostenuto favorevolmente questa relazione perché credo che un intervento del FEG a favore della Comunidad Valenciana nel settore della produzione di metalli e prodotti in metallo, importante per un'ampia gamma di attività manifatturiere come nel settore della costruzione navale, dell'edilizia e automobilistico, settori tutti pesantemente colpiti dalla crisi economica dell'UE, sia di comune interesse per tutti gli Stati Membri.

 
  
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  Therese Comodini Cachia (PPE), in writing. - The European Union has set up legislative and budgetary instruments in order to provide additional support to workers who have been affected by the consequences of major structural shifts in world trade patterns and to support the re-integration of the same workers back into the labour market. The report confirms that 300 workers previously operating in the manufacture of fabricated metal products in Spain will be targeted by the EGF co-funded measures. Personalised services for the redundant workers will include occupational guidance, promotion of entrepreneurship, vocational training and up skilling to build on skills and competences gained in the metal industry. I therefore voted in favour of this report as it will provide additional opportunities and support to the workers (and their families) affected by these redundancies.

 
  
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  Ignazio Corrao (EFDD), per iscritto. - Favorevole alla mobilitazione del FEG per ciò che riguarda la Spagna, con diverse aziende metallurgiche della Comunidad Valenciana entrate in crisi: nel complesso sono coinvolte 142 imprese ed oltre 600 lavoratori, per un importo di circa un milione di euro. Gli esuberi dei lavoratori nelle imprese operanti nel settore della fabbricazione di prodotti in metallo in Spagna sono legati alla crisi economica e finanziaria globale; la Spagna è uno degli Stati membri più duramente colpiti dalla crisi, che ha determinato una diminuzione della domanda, e quindi della produzione, di metalli e di prodotti in metallo; in Spagna la fabbricazione di prodotti in metallo è diminuita del 23,3% nel 2009 rispetto all'anno precedente, e del 36,6% tra il 2008 e il 2013; nota che il fatturato del settore si è ridotto del 38,5% nel periodo 2008-2012 e che il numero di posti di lavoro perduti corrisponde al 43% dell'occupazione totale nel settore metallurgico. L'obiettivo del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è di facilitare il rapido reinserimento professionale di questi lavoratori in esubero mediante azioni di accompagnamento personalizzato, quali l'assistenza nella ricerca di un impiego, di orientamento professionale, di formazione e riqualificazione, di promozione al lavoro autonomo e all'imprenditorialità.

 
  
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  Javier Couso Permuy (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos para 300 de los 633 trabajadores despedidos de 142 empresas dedicadas a la fabricación de productos metálicos con el fin de poner en marcha medidas cofinanciadas por el FEAG durante el periodo comprendido entre el 1 de abril de 2013 y el 31 de diciembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar los problemas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en España, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Miriam Dalli (S&D), in writing. - I supported this EU action because the EGAF funding of EUR 1 019 184 will contribute to the costs of measures for the reintegration of approximately 300 redundant workers into employment. I note that this application by Spain relates to 633 redundancies in 142 enterprises operating in the manufacture of fabricated metal products in Comunidad Valenciana, linked to the global financial and economic crisis, during the reference period from 1 April 2013 to 31 December 2013. The Commission has concluded that the application meets the conditions for deploying the EGAF.

 
  
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  Rachida Dati (PPE), par écrit. - Grâce à ce texte, les salariés de l'industrie sidérurgique espagnole licenciés pourront bénéficier d'un ensemble de services susceptibles de favoriser leur retour à leur emploi. Non seulement, ils se verront proposer des formations professionnelles mais aussi des incitations à créer leur propre entreprise.

 
  
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  Gérard Deprez (ALDE), par écrit. - Le fonds européen d’ajustement à la mondialisation (FEM) vise à aider les travailleurs ayant perdu leur emploi en raison des évolutions du commerce mondial ainsi que les victimes de la crise financière. Cette demande, présentée par l'Espagne, vise des licenciements dans le secteur de la sidérurgie. L'Espagne figure parmi les États membres les plus gravement touchés par la crise. Cette dernière a, entre autres, entraîné une baisse de la demande et de la production de métaux et de produits métalliques. La fabrication de produits métalliques a baissé de 23,3 % en 2009 par rapport à l’année précédente et de 36,6 % entre 2008 et 2013; le chiffre d’affaires du secteur a baissé de 38,5 % au cours de la période de 2008 à 2012 et les pertes d'emploi représentent 43 % de l'emploi total dans le secteur de la métallurgie. Il s'agit, dès lors, d'aider 300 salariés licenciés sur 633 dans 142 entreprises situées dans la région de Comunidad Valenciana. L’aide apportée s’élèvera à 1 019 184 euros et permettra de cofinancer des mesures actives sur le marché du travail axées sur l'orientation professionnelle, le placement, la formation,...

Cette demande obtient mon soutien ainsi que celui du Parlement européen.

 
  
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  Tamás Deutsch (PPE), írásban. - Az Európai Globalizációs Alkalmazkodási Alapot azért hozták létre, hogy kiegészítő támogatást nyújtson a világkereskedelemben bekövetkezett főbb strukturális változások következményei által sújtott munkavállalóknak. Spanyolország kérvényezte a Globalizációs Alkalmazkodási Alapból történő segítségnyújtást, hogy támogassa a globális pénzügyi és gazdasági válság következtében a fémfeldolgozási termék gyártása, kivéve gépek és berendezések ágazatban működő 142 spanyolországi vállalatnál elbocsátott munkavállalók munkaerőpiacra történő újbóli beilleszkedését. Spanyolország így mintegy 600 000 ipari munkahelyet veszített el 2008 és 2012 között, ezek közül 150 000-et a fémfeldolgozási termékek gyártásának ágazatában. Az elveszített munkahelyek a teljes ipari foglalkoztatás 24%-át, a fémtermékgyártási ágazat összes munkahelyének pedig 35%-át tették ki. Az elbocsátott munkavállalóknak nyújtandó, személyre szabott szolgáltatások összehangolt csomagja az alábbi fellépéseket tartalmazza: pályaorientációs tanácsadás, munkaközvetítés, képzések (szakképzés, továbbképzés, transzverzális készségek fejlesztése, munkahelyi képzések), vállalkozóvá válás támogatása, a vállalkozás beindításának támogatása, álláskeresési támogatás, munkába járás (ingázás) költségeihez való hozzájárulás, valamint foglalkoztatás ösztönzése. A Bizottság szerint a fent ismertetett intézkedések az EGAA-rendelet 7. cikke szerinti támogatható tevékenységek közé tartozó aktív munkaerő-piaci intézkedésnek minősülnek, Spanyolország kérelme alapján igénybe veheti az 1 019 184 EUR összegű pénzügyi hozzájárulást. A jelentést a plenáris szavazáson támogattam.

 
  
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  Pablo Echenique (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas. Esta ayuda resulta parcial, puesto que sólo 300 trabajadores serían beneficiados, y parece insuficiente pues el monto de inversión per cápita para apoyar sus procesos formativos y de inserción laboral mediante auto-empleo no llegaría a los 3400 euros. Consideramos que este FEAG constituye un simple paño caliente sobre la hemorragia que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, esta Europa de los Mercados y los Capitales. Resulta urgente formular políticas tendentes a un reparto del trabajo asalariado y a una desvinculación real entre acceso al trabajo y derecho de acceso a bienes y servicios públicos fundamentales.

 
  
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  Jill Evans (Verts/ALE), in writing. - The European Globalisation Adjustment Fund was set up to provide additional assistance to workers who have lost their jobs as a result of major structural changes in world trade patterns. I voted in favour of this report because it is a means by which the EU can give valuable help to local economies hard hit by company closures. I regret that the government has not taken advantage of this fund in Wales.

 
  
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  Fredrick Federley, Marit Paulsen och Cecilia Wikström (ALDE), skriftlig. - Vår övertygelse är att välstånd skapas genom fri handel och rättvis konkurrens. Därför är vi principiellt emot den europeiska globaliseringsfonden, som vi menar är ett uttryck för protektionism. Vi kan möjligen acceptera att fonden används som en ren akutåtgärd i en tid då EU befunnit sig i en djup ekonomisk kris – särskilt med tanke på människors känsla av hopplöshet och utanförskap som följt i krisens spår- och som riskerar att ge ytterligare förstärka den våg av nationalism och främlingsfientlighet som idag sprider sig i EU. Vi anser dock att fonden saknar berättigande den dag krisen är över.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. - O FEG foi criado para fornecer suporte adicional aos trabalhadores despedidos na sequência de importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial devido à globalização ou crise financeira e ajudá-los a encontrar novos empregos. Entre 2014 e 2020, o limite máximo anual do fundo é de 150 milhões de euros. Aos trabalhadores despedidos são oferecidos medidas tais como suporte para a criação de empresas, assistência na procura de emprego, orientação profissional e vários tipos de formação. A Espanha apresentou a candidatura ao FEG, na sequência de 633 despedimentos ocorridos em 142 empresas do setor da fabricação de produtos metálicos, durante o período de referência de 1 de abril de 2013 a 31 de dezembro de 2013, e que estão relacionados com a crise financeira e económica mundial que resultou numa procura mais reduzida de metal e de produtos metálicos e a uma menor produção dos mesmos baixando 23,3%, em 2009, em comparação com o ano anterior, e 36,6% entre 2008 e 2013.O volume de negócios diminuiu 38,5 %, durante o período entre 2008 e 2012, e os despedimentos representam 43 % do total de emprego no setor metalúrgico. Nesta mobilização do FEG a favor da região espanhola de Comunidad Valenciana, foram concedidos 1.019 milhões de euros. Votei favoravelmente.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. - Nesta sessão plenária somos chamados a decidir sobre a atribuição da assistência financeira do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) – o Fundo criado para ser mobilizado em caso de despedimentos massivos e assim talvez aliviar a má consciência dos responsáveis pelas políticas que os promovem – na sequência de 8204 despedimentos efetuados por 155 empresas, sediadas em Espanha, Bélgica e França. É brutal e vergonhoso. Um libelo acusatório a esta União Europeia e às suas políticas.

O presente relatório incide sobre a candidatura da Comunidad Valenciana Metal, na sequência de 633 despedimentos ocorridos em 142 empresas do sector da fabricação de produtos metálicos em Espanha. A justificação para mais estes despedimentos é a crise financeira económica mundial, sendo a Espanha um dos Estados-Membros mais gravemente afetado, que resultou numa procura mais reduzida de metal e de produtos metálicos e uma menor produção dos mesmos - a produção baixou 37% entre 2008 e 2013, o volume de negócios diminuiu 39% entre 2008 e 2013 e os despedimentos representam 43% do total de emprego no sector metalúrgico.

É esta a resposta à crise por parte da UE: destruição massiva de capital, despedimentos, diminuição dos salários, liquidação de direitos, desmantelamento do Estado Social, aumento da exploração.

É urgente romper com este caminho.

 
  
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  Lorenzo Fontana (NI), per iscritto. - Esprimo il mio voto favorevole per quest'intervento per supplire all'esubero dei dipendenti di ben 142 aziende Spagnole del settore del metallo per una cifra di poco superiore al milione di Euro.

 
  
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  Lampros Fountoulis (NI), γραπτώς. - Ενώ φαίνετε μια πρόταση για πραγματική στήριξη των απολυθέντων και μάλιστα σε τέτοια δύσκολη οικονομική περίοδο, κρύβει το αρνητικό γεγονός ότι στα χέρια των εργαζομένων δεν θα φτάσει σχεδόν τίποτε, αφού θα περάσει όλη η χρηματοδότηση από μεσάζοντες. Για αυτό το λόγο, η ψήφος μου είναι αρνητική.

 
  
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  Ashley Fox (ECR), in writing. - I voted against this application for mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund. I support measures that create growth and jobs, but the Globalisation Adjustment Fund is simply a waste of taxpayers’ money. There is no evidence that it offers value for money in terms of reintegrating redundant workers back into the labour market.

 
  
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  Tania González Peñas (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas. Esta ayuda resulta parcial, puesto que sólo 300 trabajadores serían beneficiados, y parece insuficiente pues el monto de inversión per cápita para apoyar sus procesos formativos y de inserción laboral mediante auto-empleo no llegaría a los 3400 euros. Consideramos que este FEAG constituye un simple parche que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, en esta Europa en la que los intereses de las grandes empresas están por encima de los intereses de la ciudadanía. Resulta urgente formular políticas tendentes a un reparto del trabajo asalariado y a una desvinculación real entre acceso al trabajo y derecho de acceso a bienes y servicios públicos fundamentales.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR), por escrito. Debemos enfrentarnos a la realidad y decirles a los ciudadanos que estas ingentes cantidades de dinero, dedicadas únicamente a subsidios, no generan riqueza, ni productividad, ni esperanza. Lo único que generan son economías destinadas al fracaso y sociedades aletargadas por la protección desmedida de los Estados.

No me opongo a que se ayude a la gente, pero sí me opongo a que se trate a la gente como ganado, al cual se le da de comer y no molesta.

Debemos fomentar la creatividad y la creación, y no el paternalismo europeo del «con el dinero todo se arregla», ya que así no conseguiremos crear los marcos adecuados para que esta gente pueda crearse una nueva vida.

 
  
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  Marian Harkin (ALDE), in writing. - I support the need to have a European instrument to assist redundant workers. I am glad that Parliament fully supported the setting up of the European Globalisation Adjustment Fund (EGF) as part of the Multiannual Financial Framework for 2014 to 2020. I supported this application for Comunidad Valenciana metal workers following 633 redundancies in 142 enterprises in the fabricated metal products industry. Assistance to this region is essential, particularly given the fact that in the period 2008-2009 industrial production in Spain declined by almost five points more than in the EU-28 and has yet to recover and still faces continuing decline. I would also like to congratulate the Spanish authorities for their support for the workers in their decision to begin the early implementation of personalised services to those made redundant.

 
  
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  Pablo Iglesias (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas. Esta ayuda resulta parcial, puesto que sólo 300 trabajadores serían beneficiados, y parece insuficiente pues el monto de inversión per cápita para apoyar sus procesos formativos y de inserción laboral mediante auto-empleo no llegaría a los 3400 euros. Consideramos que este FEAG constituye un simple parche en términos de despidos masivos, en esta Europa en la que los intereses de las grandes empresas están por encima de los intereses de la ciudadanía. Resulta urgente formular políticas tendentes a un reparto del trabajo asalariado y a una desvinculación real entre acceso al trabajo y derecho de acceso a bienes y servicios públicos fundamentales.

 
  
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  Ivan Jakovčić (ALDE), napisan. - Glasao sam za prijedlog rezolucije s obzirom da će se financijskim doprinosom iz Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji pomoći otpuštenim radnicima u Valencijskoj Zajednici, kojih ima 633 i koji se nalaze u stanju neizvjesnosti i u teškim životnim trenucima.

Podržavam također poprilično brzu reakciju Europske komisije koja je promptno reagirala na zahtjev španjolskih vlasti u vidu njihovog ponovnog uključivanja na tržište rada, obzirom da je sektor gotovih proizvoda od metala jedan od glavnih opskrbljivača važnih EU grana ekonomije (npr. građevinarstvo, brodogradnja).

Stope nezaposlenosti u EU-u dosegnule su povijesne razine kao posljedica gospodarske krize, stoga potrebno je provesti konkretne mjere (kao što su strukovna osposobljavanja), pored EGF-a koji predstavlja izvanrednu pomoć, kako bi se snažno doprinijelo gospodarstvima pogođenih regija.

 
  
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  Marc Joulaud (PPE), par écrit. - Il est important de soutenir les salariés qui perdent leur emploi subitement en raison d'une crise financière et économique globale. Nous devons les aider à retrouver le chemin de l'emploi. Cette aide de 1,02 million permettra d'aider les nombreux salariés dans la production de produits en métal de la commune de Valence en Espagne à revenir sur le marché du travail et retrouver un emploi qui soit en adéquation avec leurs compétences, alors que de 2008 à 2013 43% des emplois ont été perdus dans la région.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. - J'ai soutenu la résolution portant sur la demande de mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation introduite par l'Espagne concernant des licenciements intervenus dans des entreprises de produits métalliques situées dans la province de Valence. Ce Fonds a été créé pour favoriser la réinsertion sur le marché de travail des travailleurs victimes des modifications de la structure du commerce international résultant de la mondialisation, ou de la crise financière. Ainsi, je me félicite de l'adoption de cette aide financière s'élevant à un peu plus d'un million d'euros.

 
  
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  Afzal Khan (S&D), in writing. - I voted in favour of mobilisation of the Fund, as I support providing assistance for the reintegration into employment of around 300 redundant workers who lost their jobs due to the global financial and economic crisis.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. - Voto positivamente la relazione dell'on. Šulin in quanto considero la decisione concernente la mobilitazione del FEG a favore della Spagna un'indiscussa opportunità per il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori collocati in esubero in 142 imprese operanti nel settore della fabbricazione di prodotti metallurgici. In un contesto di crisi economica quale quello che stiamo attraversando, abbiamo più volte sottolineato l’importanza e l’efficacia di uno strumento qual è il FEG. Adoperando i criteri più opportuni di destinazione, l’Europa dimostra ancora una volta la propria missione di solidarietà e la propria concretezza nell’aiuto alle persone che più soffrono gli effetti di una crisi economica devastante.

 
  
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  Paloma López Bermejo (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos para 300 de los 633 trabajadores despedidos de 142 empresas dedicadas a la fabricación de productos metálicos con el fin de poner en marcha medidas cofinanciadas por el FEAG durante el periodo comprendido entre el 1 de abril de 2013 y el 31 de diciembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar los problemas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en España, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Antonio López-Istúriz White (PPE), por escrito. - Este fondo ha sido establecido por la UE con el objetivo de ayudar a reincorporarse al mercado de trabajo a los trabajadores que han sufrido las consecuencias de grandes cambios estructurales en los patrones del comercio mundial o de la continuación de la crisis financiera y económica mundial.

En este marco, España presentó una solicitud de movilización de este fondo con el motivo del despido de 633 trabajadores en 142 empresas dedicadas a la fabricación de productos metálicos en la Comunidad Valenciana como consecuencia de la crisis económica que ha golpeado la UE y especialmente a España en este sector.

La propuesta adoptada por la Comisión consiste en una ayuda de 1.019.184 EUR que afecta a 300 trabajadores, para la realización de medidas activas para el mercado de trabajo: servicios de orientación profesional, colocación, actividades de formación, promoción del emprendimiento, incentivos para la creación de una empresa, asignaciones para la búsqueda de empleo, contribución a los gastos de desplazamiento e incentivos para la creación de empleo.

Considerando que la concesión de esta medida cumple con los requisitos y que supone una importante ayuda, he votado a favor de este informe.

 
  
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  Ivana Maletić (PPE), napisan. - Odlučila sam podržati Izvješće o mobilizaciji Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji za pomoć regiji Comunidad Valenciana u kojoj su otpuštena 633 radnika iz 142 trgovačka društva koja posluju u sektoru proizvodnje gotovih proizvoda od metala.

Europski fond za globalizaciju stvoren je kako bi omogućio dodatnu potporu radnicima koji su proglašeni viškom uslijed posljedica svjetske financijske i ekonomske krize, kako bi se potpomognulo ponovno uključivanje na tržište rada. Ovim Izvješćem želi se mobilizirati milijun eura za pogođene radnike kako bi im se omogućila profesionalna orijentacija, posredovanje pri zapošljavanju, edukacije i osposobljavanja za nova radna mjesta, promocije poduzetništva, poticaja za poduzetništvo i zapošljavanje, naknade za vrijeme traženja posla i troškove putovanja na posao, a sve u svrhu ponovnog vraćanja na tržište rada i povećanja razine zaposlenosti.

 
  
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  Andrejs Mamikins (S&D), rakstiski. - Es nobalsoju par, jo tāda bija arī sociālistu politiskās grupas nostāja. Spānijas priekšlikums saskan ar manu politisko pārliecību un rīcības politiku globalizācijas apstākļos.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. - I supported this proposal as a legitimate use of the Globalisation Adjustment Fund. The Spanish authorities argue that the metal products sector is a key provider of inputs to a wide range of manufacturing activities, in particular the shipbuilding, construction and automotive sectors. All of these were significantly impacted across the European Union by the economic crisis, as previously recognised by the Commission and its services.

 
  
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  Fulvio Martusciello (PPE), per iscritto. - Ho votato a favore della relazione riguardante la Mobilitazione del Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione, relativa alla presentazione della domanda da parte della Spagna, per l'ottenimento di un contributo finanziario del FEG, a seguito dei 600 esuberi in 142 imprese operanti nel settore della fabbricazione di prodotti di metallo, verificatasi nel paese stesso. Ritengo fondamentale e di primaria importanza che siano applicate misure a favore dei lavoratori in esubero in materia di: collocamento, formazione e salvaguardia dei posti di lavoro.

 
  
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  Barbara Matera (PPE), per iscritto. - Ritengo che il principio di solidarietà tra gli Stati membri dell'Unione europea, debba rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per l'operato delle istituzioni comunitarie.

E' sulla base di tale presupposto che ho deciso di esprimere il mio consenso nei confronti della relazione a firma della collega Šulin, che supporta la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, a favore di un cospicuo numero di lavoratori spagnoli in esubero presso imprese operanti nella fabbricazione di prodotti in metallo.

La Spagna è tra i paesi più colpiti dalla crisi economica degli ultimi anni, e noi abbiamo il dovere di soccorrere ciascuno dei nostri Stati membri nei momenti di maggiore difficoltà.

Sì, dunque, per favorire un'armoniosa reintegrazione, nel mercato del lavoro, di ben 633 operai in esubero, provenienti da 142 diverse imprese spagnole operanti nel settore metallurgico.

Sì, perché, se vogliamo continuare ad accreditarci come punto di riferimento istituzionale presso i nostri cittadini, abbiamo il dovere morale di agire affinché ad essi vengano garantiti i diritti fondamentali, tra cui quello al lavoro.

Sì, infine, per dimostrare quanto il Parlamento europeo tenga alla dignità di ognuno dei lavoratori comunitari, indipendentemente dall'appartenenza nazionale, e dal colore politico dei propri membri.

 
  
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  Georg Mayer (NI), schriftlich. - Die Entlassungen in den 142 Unternehmen der Comunidad Valenciana stehen im Zusammenhang mit weitreichenden Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge infolge der Globalisierung. Die Verluste in der Branche der Produktion von Fertigerzeugnissen aus Metall verdeutlichen den raschen Rückgang des europäischen Marktanteils in der Stahlproduktion und den gleichzeitigen Anstieg des Marktanteils von Ländern wie China. Umso wichtiger wird es sein, eine effektive Strategie der Union für die Stahl erzeugende Industrie zu beschließen, um die Wettbewerbsfähigkeit aufrechtzuerhalten. Aus diesen Erwägungen habe ich in diesem Fall für die Inanspruchnahme des EGF gestimmt.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Le fond d'aide à la mondialisation remplit bien son rôle néfaste. Au lieu d'aider les travailleurs, il encourage les actionnaires et les Etats à se soumettre au libéralisme forcené. La demande concerne 633 travailleurs licenciés dans 142 entreprises relevant de la fabrication de produits métalliques situés dans la région espagnole « Comunidad Valenciana ». Les autorités espagnoles font valoir que la crise économique a lourdement pesé sur le secteurs de la manufacture dans l'ensemble de l'Union européenne : entre avril 2008 et avril 2009, la production industrielle dans l’UE a chuté de plus de 22 points de pourcentage. Mais sans remettre en cause le modèle économique qui est la cause de la désindutrialisation de l'Europe et sans promouvoir le seul remède efficace : le protectionnisme solidaire. Le gouvernement espagnol comme l’UE traitent les symptômes sans s’attaquer jamais aux causes du mal. Je m'abstiens pour ne pas priver les travailleurs espagnols de ce fonds.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. - A UE é um espaço de solidariedade e nela se enquadra o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do fator trabalho que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG destina-se a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas e é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi no passado utilizado por outros países da UE, cabendo agora dar esse auxílio à Espanha, que apresentou a candidatura EGF/2014/004 ES/Comunidad Valenciana Metal a uma contribuição financeira do FEG, na sequência de 633 despedimentos ocorridos em 142 empresas do setor da fabricação de produtos metálicos, em Espanha (sendo 300 trabalhadores potenciais beneficiários das medidas cofinanciadas pelo FEG) durante o período de referência de 1 de abril de 2013 a 31 de dezembro de 2013.

 
  
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  Roberta Metsola (PPE), in writing. - The European Union has set up legislative and budgetary instruments in order to provide additional support to workers who have been affected by the consequences of major structural changes in world trade patterns and to assist the reintegration of the same workers back into the labour market. The report notes that between 2008 and 2012, Spain lost almost 600 000 jobs in the metal industry. The Comunidad Valenciana metal application aims to support Spain in reintegrating into the labour market workers from 142 enterprises manufacturing fabricated metal products who were made redundant due to the global financial and economic crises. Therefore, I have voted in favour of this report, which will aid affected workers.

 
  
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  Marlene Mizzi (S&D), in writing. - I am fully supporting the Report giving the green light for the mobilisation of the European Globalization Adjustment Fund (EGAF) in Spain in relation to 633 redundancies in 142 enterprises operating in in the manufacture of fabricated metal products due to the global financial and economic crisis. The fund will help workers made redundant with occupational guidance, job placement, trainings (vocational training and upskilling, training in transversal skills, on-the-job training), promotion of entrepreneurship, incentives for setting up a business, job-search allowance, contribution to commuting expenses and employment incentives.

 
  
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  Giulia Moi (EFDD), per iscritto. - Le autorità spagnole hanno presentato la domanda EGF/2014/004 ES/Comunidad Valenciana Metal per ottenere un contributo finanziario del FEG in seguito ad esuberi e a cessazioni di attività in 142 imprese operanti nella fabbricazione di prodotti in metallo nella Comunidad Valenciana.

Poiché il contributo vuole essere un sostegno supplementare ai 633 lavoratori in esubero e mira ad agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro, il mio voto è stato favorevole.

 
  
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  Sophie Montel (NI), par écrit. – L'Espagne a sollicité le Fonds d'ajustement à la mondialisation (FEM) à hauteur de 1 019 184 euros pour soutenir la réinsertion sur le marché de l'emploi et la formation de 300 des 633 travailleurs licenciés dans 142 entreprises du secteur de la fabrication de produits métalliques dans la Communauté valencienne. Ces licenciements ne font qu'aggraver la fragilité du marché du travail dans cette partie de l'Espagne. Rappelons que la production de produits métalliques en Espagne a chuté de 36,6 % entre 2008 et 2013 du fait même de la baisse des demandes émanant de la construction navale et de l'industrie automobile. Il est à noter également que le taux de chômage dans ce pays est très élevé et que celui des jeunes est l'un des plus hauts de la zone euro. L'Espagne et son peuple, durablement touchés par la crise, doivent non seulement faire face aux dégâts sociaux engendrés par le dogme ultralibéral mis en place par l'Union européenne mais aussi subir les mesures d'austérité imposées par Bruxelles. Pour ces raisons, j'ai voté pour l'octroi de cette aide aux travailleurs espagnols.

 
  
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  Nadine Morano (PPE), par écrit. - J’ai voté pour la mobilisation de 1 019 184 euros qui vont profiter à 300 anciens salariés du secteur sidérurgique dans la région de Valence (Espagne). Élue d’une région sidérurgique qui n’a pas été épargnée par la crise, je connais très bien la situation économique du secteur et les conséquences sociales dramatiques. La production d'acier brute dans l'UE est passée de 206,9 millions de tonnes en 2006 à 177,6 millions de tonnes en 2011. Ceci correspond à la baisse de la part de marché européen dans le secteur qui est passée de 16.6% en 2006 à 11.7% en 2011. En parallèle la part du marché chinois est passée de 33.7% à 45%. J’insiste pour souligner que la mobilisation de ces fonds correspond à une réponse ponctuelle et nécessaire mais nous devons mettre en œuvre rapidement des mesures structurelles pour remédier à la baisse de la production européenne.

 
  
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  Renaud Muselier (PPE), par écrit. - J'ai voté en faveur de ce rapport compte tenu de l'importance, en ces temps de crise économique, du soutien de l'UE aux travailleurs dont les entreprises ont particulièrement souffert. Le secteur des produits métalliques dans la Comunidad Valenciana a été touché de plein fouet et il est absolument nécessaire de donner les moyens à la population de se reconvertir.

 
  
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  Dan Nica (S&D), în scris. - Spania a prezentat cererea EGF/2014/004 ES/Comunidad Valenciana metal pentru o contribuție financiară din partea FEG în urma celor 633 de disponibilizări ce au avut loc în Spania în perioada aprilie - decembrie 2013 în cadrul a 142 de întreprinderi care își desfășoară activitatea în domeniul fabricării produselor metalice.

Subliniez faptul că disponibilizările din cadrul celor 142 de întreprinderi din domeniul fabricării produselor metalice au legătură cu criza economică și financiară mondială. În Spania producția de produse metalice a scăzut cu 23,3% în 2009 față de anul precedent și cu 36,6% între 2008 și 2013, iar numărul locurilor de muncă din sectorul produselor metalice a scăzut cu 43%.

Sectorul produselor metalice prelucrate reprezintă un furnizor important de materie primă pentru o întreagă serie de industrii producătoare, în special sectorul construcțiilor navale, sectorul construcțiilor și al autovehiculelor, toate fiind în mod considerabil afectate de criza economică din Uniune.

În calitate de coordonator S&D pentru industrie, cercetare și energie, subliniez necesitatea unei strategii a Uniunii privind industria europeanăa. Sunt necesare soluții viabile atât pentru industria siderurgică cât și pentru sectorul produselor metalice, în vederea menținerii competitivității și locurilor de muncă pe teritoriul UE.

 
  
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  Franz Obermayr (NI), schriftlich. - Die Entlassungen in den 142 Unternehmen der Comunidad Valenciana stehen im Zusammenhang mit weitreichenden Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge infolge der Globalisierung. Die Verluste in der Branche der Produktion von Fertigerzeugnissen aus Metall verdeutlichen den raschen Rückgang des europäischen Marktanteils in der Stahlproduktion und den gleichzeitigen Anstieg des Marktanteils von Ländern wie China, Indien und Korea. Es gilt, hier Solidarität zu zeigen und die Bedeutung der stahlerzeugenden Industrie für den gesamten europäischen Wirtschaftsraum hervorzuheben. Umso wichtiger ist es, eine effektive Strategie der Union für die Stahl erzeugende Industrie zu beschließen, um die Wettbewerbsfähigkeit aufrechtzuerhalten. Aus diesen Erwägungen habe ich in diesem Fall für die Inanspruchnahme des Fonds durch die Comunidad Valenciana gestimmt.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. - Considerando che la proposta di decisione per la mobilitazione dei fondi EGF in favore della Spagna è volta ad assistere il reinserimento dei lavoratori del settore metallurgico, in sofferenza a causa dei cambiamenti strutturali del commercio mondiale; considerando che anche a causa della crescente competizione globale, la produzione industriale in Europa ha subito un notevole calo; concordando sul fatto che il declino della produzione industriale abbia influito in maniera rilevante sull'occupazione del settore metallurgico nella comunità valenciana, ho espresso il mio voto favorevole.

 
  
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  Florian Philippot (NI), par écrit. - Je regrette ce système pervers par lequel l'Union européenne, d'un côté, détruit l'environnement économique et, de l'autre, verse quelques subventions qui compensent mal les difficultés que sa politique a générées.

Si je n'hésite pas à soutenir les créateurs d'emploi, je déplore que l'Union les mette en situation de devoir demander de l'aide pour survivre. À quand une politique rationnelle qui protégerait les entreprises et les travailleurs grâce à des frontières maîtrisées? Prendre quelques mesurettes pour réduire les effets quand on ne cesse d'aggraver les causes n'a aucun sens.

 
  
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  Andrej Plenković (PPE), napisan. - Kao prošlogodišnji izvjestitelj za mobilizaciju sredstava EGF-a za građevinski sektor Valencije, podržao sam izvješće kolegice Šulin o dodjeli sredstava Španjolskoj u iznosu od 1 019 184 €. Podržao sam cjelokupnu inicijativu Europske unije za stvaranje Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji. Isto tako, pozdravio sam odluku Europske komisije da se sredstva fondova dodijele Španjolskoj, kako bi omogućili prekvalifikaciju radnika tvornica metala te njihovu reintegraciju na tržište rada.

Smatram iznimno važnim stimulaciju tržišta rada na ovakav način, jer su uslijed financijske i ekonomske krize mnogi ljudi postali operativni višak. Pitanje nezaposlenosti jedno je od najvažnijih pitanja današnjice i veliki problem s kojim se susreću države Europske unije, čega sam izuzetno svjestan osobito zbog broja nezaposlenih osoba u mojoj državi Republici Hrvatskoj.

Kako bismo prevladali krizu i pokrenuli gospodarstvo, moramo raditi na smanjivanju nezaposlenosti te mislim da se to može postići inicijativama ovoga tipa. Nadam se da će mjere koje pruža Europski fond za prilagodbu globalizaciji u ovom slučaju što prije biti implementirane temeljeći se na principu jednakosti i pravičnosti.

 
  
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  Salvatore Domenico Pogliese (PPE), per iscritto. - In questa fase di crisi economica e finanziaria a livello mondiale è giusto mobilitare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in seguito alla domanda della Comunidad Valenciana Metal, in aiuto ad una parte dei lavoratori di imprese operanti nel settore della fabbricazione di prodotti di metallo (imprese pesantemente colpite dalla crisi) per agevolarli con azioni dirette e con un pacchetto di servizi personalizzati a ricollocarsi in maniera più efficace nel mercato del lavoro.

 
  
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  Marcus Pretzell (ECR), schriftlich. - Ich habe gegen diesen Antrag gestimmt, da hier zum wiederholten Male Gelder des Globalisierungsfonds für Arbeitsmarktmaßnahmen zweckentfremdet werden. Hier wären die Nationalstaaten gefragt, eventuelle arbeitsmarktpolitische Maßnahmen zu ergreifen, soweit notwendig und gewünscht.

Die EU ist im konkreten Fall nicht zuständig und überschreitet zum wiederholten Male ihre Kompetenzen.

 
  
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  Franck Proust (PPE), par écrit. - Les grandes variations du secteur métallurgique sur le marché international combinées à la crise financière ont conduit à des mesures massives de licenciements. Je vote donc en faveur de la mobilisation du fonds européen d'ajustement à la mondialisation requis par la Communauté valencienne, dans l'espoir d'accroitre la reconversion des travailleurs licenciés.

 
  
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  Robert Rochefort (ALDE), par écrit. - Le Fonds européen d'Ajustement à la Mondialisation a vocation à apporter une aide à des personnes ayant perdu leur emploi suite à des changements structurels majeurs. J'ai voté en faveur de son octroi à la Communauté valencienne. Le secteur métallurgique de cette communauté autonome a en effet été frappé de plein fouet par la crise : il a subi, entre 2008 et 2012, une baisse de 43% de ses emplois (14 995 emplois), soit 8 points de pourcentage de plus que la moyenne nationale pour ce type d'activités. Plus d'un million d'euros va être versé afin de financer des formations ainsi qu'à promouvoir l'entreprenariat et la recherche d'emploi de 300 ex-salariés du secteur, et je m’en félicite.

 
  
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  Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández (S&D), por escrito. - He votado a favor de este informe para aprobar la movilización de 1 019 184 EUR del Fondo Europeo de Adaptación a la Globalización (FEAG) destinados a 633 trabajadores que han perdido su empleo en el sector de la fabricación de productos metálicos en la Comunitat Valenciana, como consecuencia de los cambios estructurales en el comercio mundial a causa de la globalización y del impacto de la crisis económica y financiera.

Los servicios personalizados que se han de financiar con cargo al FEAG comprenden actividades de formación, orientación profesional, colocación, promoción del emprendimiento e incentivos para la creación de una empresa.

Si bien estas ayudas son insuficientes para paliar el drama del desempleo en la Comunitat Valenciana, sí pueden ayudar a la reinserción laboral de los trabajadores afectados. En todo caso, sería deseable mejorar la dotación financiera de estas ayudas en próximas ocasiones.

 
  
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  Claude Rolin (PPE), par écrit. - Je me réjouis du vote de ce rapport qui va permettre de mobiliser le Fonds européen d'ajustement à la mondialisation pour les 633 licenciements survenus chez Comunidad Valenciana/Metal. Ces licenciements ne vont faire qu'aggraver la situation de chômage dans une région qui est déjà particulièrement fragilisée étant donné que le secteur des produits métalliques y représente 25,4% de l'emploi industriel régional. Le nombre d'emplois dans le secteur de la métallurgie y est d'alleurs passé de 35 868 en 2008 à 20 873 en 2012... ce qui représente un déclin de 43%. S'il faudrait que l'aide financière européenne aux travailleurs licenciés soit plus dynamique et fournie avec toute la rapidité et l'efficacité possibles, il faudrait aussi une stratégie européenne en matière de sidérurgie. C'est aujourd'hui vital.

 
  
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  Fernando Ruas (PPE), por escrito. - Na sequência de 633 despedimentos ocorridos em 142 empresas do setor da fabricação de produtos metálicos (durante o período de referência de 1 de abril de 2013 a 31 de dezembro de 2013), a Espanha apresentou uma candidatura ao Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEAG).

O sector metalúrgico representa 1/4 dos empregos da Comunidade Valenciana e, entre 2008 e 2012, o nível de emprego neste setor diminuiu cerca de 43 % na região.

Não poderia por isso estar mais de acordo com esta decisão (a décima aplicação do FEAG no exercício orçamental de 2014), pelo que votei favoravelmente este relatório, o qual permitirá a mobilização de 1,019 milhões de euros orientados para a reconversão profissional de 300 trabalhadores em atividades de formação e aperfeiçoamento profissional.

 
  
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  Sofia Sakorafa (GUE/NGL), γραπτώς. - Αγαπητοί συνάδελφοι,

Οι νεοφιλελεύθερες πολιτικές που επιμένετε να ακολουθείτε έκλεισαν χιλιάδες επιχειρήσεις και δημιούργησαν εκατομμύρια ανέργους στην ΕΕ. Οι 4 σημερινές περιπτώσεις, της Ισπανίας, του Βελγίου και της Γαλλίας με πάνω από 7000 απολυμένους, δεν είναι ούτε οι πρώτες, ούτε θα είναι δυστυχώς οι τελευταίες. Προκαλείτε δυστυχία και απόγνωση που επιχειρείτε να επικαλύψετε με ψίχουλα ελεημοσύνης.

Τα 150 εκ. ευρώ που προβλέπει το Ευρωπαϊκό Ταμείο Προσαρμογής για την νέα προγραμματική περίοδο αποτελεί προσβολή για τη νοημοσύνη μας και την αξιοπρέπεια των ανθρώπων αυτών. Το ποσό αυτό δεν αρκεί για να καλύψει, ούτε στο ελάχιστο, το κόστος σχεδίων παροχής βοήθειας σε απολυμένους, ώστε να βρουν νέα θέση εργασίας ή να δημιουργήσουν τη δική τους επιχείρηση.

Η συνεχιζόμενη λιτότητα δεν οδηγεί σε ανάπτυξη, αλλά οδηγεί σε λουκέτα και ανέργους. Χρειάζεται ρήξη και αλλαγή σε αυτή την πολιτική.

Καλώ για άμεση χάραξη μίας ολοκληρωμένης στρατηγικής και διάθεση επαρκών χρηματοδοτικών μέσων από τον κοινοτικό προϋπολογισμό ώστε να αναζωογονηθεί η ευρωπαϊκή οικονομία που πνέει τα λοίσθια. Μόνο έτσι μπορούμε να ελπίζουμε σε ένα αξιοπρεπές επίπεδο ζωής για τους εργαζόμενους και τους επαγγελματίες στην Ε.Ε.

 
  
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  Massimiliano Salini (PPE), per iscritto. - La domanda in esame, la decima nel quadro del bilancio 2014, si riferisce alla mobilitazione del FEG per un importo totale di EUR 1.019.184 per la Spagna. La domanda riguarda esuberi e cessazioni di attività in 142 imprese operanti nella divisione 25 della NACE Revisione 2 (Fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature) nella regione di livello NUTS 2 della Comunidad Valenciana (ES52).

Ho votato a favore per difendere il lavoro delle aziende interessate e sostenere la crescita della regione.

 
  
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  Matteo Salvini (NI), per iscritto. - Ho votato in maniera favorevole in quanto si tratta di un intervento a seguito degli esuberi e della cessazione di attività di ben 142 aziende Spagnole del settore del metallo per una cifra di poco superiore al milione di Euro.

 
  
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  Lola Sánchez Caldentey (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.

Esta ayuda resulta parcial, puesto que sólo 300 trabajadores serían beneficiados, y parece insuficiente pues el monto de inversión per cápita para apoyar sus procesos formativos y de inserción laboral mediante auto-empleo no llegaría a los 3400 euros. Consideramos que este FEAG constituye un simple paño caliente sobre la hemorragia que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, esta Europa de los Mercados y los Capitales. Resulta urgente formular políticas tendentes a un reparto del trabajo asalariado y a una desvinculación real entre acceso al trabajo y derecho de acceso a bienes y servicios públicos fundamentales.

 
  
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  Jordi Sebastià (Verts/ALE), por escrito. - Como diputado valenciano voto a favor de esta resolución y manifiesto la importancia de esta ayuda para paliar los efectos de la brutal desindustrialización que padece mi país. No obstante, quiero dejar constancia de que lo que nos urge es un plan de reindustrialización para que la competitividad que nuestras empresas tuvieron antes del estallido de la burbuja inmobiliaria se recupere y cree los puestos de trabajo que necesitamos con urgencia.

 
  
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  Lidia Senra Rodríguez (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos para 300 de los 633 trabajadores despedidos de 142 empresas dedicadas a la fabricación de productos metálicos con el fin de poner en marcha medidas cofinanciadas por el FEAG durante el periodo comprendido entre el 1 de abril de 2013 y el 31 de diciembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de las trabajadoras y trabajadores de este sector en el contexto del elevado desempleo en el Estado Español, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo esto he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Siôn Simon (S&D), in writing. – I welcome the fact that Parliament today approved EU aid to help 300 Spanish workers made redundant.

The EUR 1 019 184 in EGF aid approved by Parliament will support the reintegration into the labour market of workers made redundant in 142 enterprises operating in the manufacture of fabricated metal products, except machinery and equipment.

The UK has never made an application under this fund. UK workers receive none of this support therefore.

 
  
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  Davor Ivo Stier (PPE), napisan. - Budući da je Španjolska jedna od europskih zemalja koja je pogođena krizom i koja se s time teško nosi, pozdravljam ovu odluku u kojoj je EU uspostavila zakonodavne i proračunske instrumente kako bi pružila dodatnu potporu radnicima koji su pogođeni posljedicama velikih strukturnih promjena u svjetskim trgovinskim tokovima te kako bi im se pomoglo pri ponovnom uključivanju na tržište rada. Otpuštanja u 142 poduzeća koja posluju u sektoru proizvodnje gotovih proizvoda od metala u Španjolskoj povezana su s globalnom financijskom i gospodarskom krizom koja je pogodila cijelu Europu i uzrokovala probleme socijalnog karatera. Zaposlenost u toj regiji ozbiljno je pogođena učinkom krize na tradicionalne sektore. Podržavam odluku da se spriječi otpuštanje 633 radnika jer će svaka dodatna otpuštanja u Communidadu Valenciani pogoršati ionako tešku situaciju koja je nastala zbog problema nezaposlenosti. Pozdravljam svaki prijedlog koji bi mogao omogućiti pokretanje gospodarstva i ponovna zapošljavanja kao što je namjera da se iznos od 3.000 eura dodijeli 20 korisnika, što bi uvelike moglo pomoći njihovom povratku na tržište rada tako da osnuju vlastita poduzeća, kao i prijedlog za strukovno osposobljavanje, stjecanje viših kvalifikacija, učenje dodatnih vještina kojima se radnici mogu prilagoditi budućim potrebama metalne industrije.

 
  
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  Richard Sulík (ECR), písomne - Proti návrhu som hlasoval preto, lebo problémy súvisiace s nízkou konkurencieschopnosťou rieši prerozdeľovaním, čo konkurencieschopnosť ďalej znižuje. 1 019 184 eur pre 300 Španielov navyše znamená, že za každého z týchto príjemcov pomoci zaplatia daňovníci až zhruba 34 000 eur.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR), in writing. - I voted against this report today, I am opposed in principle to the use of this European Globalisation Adjustment Fund and as a result I cannot support this proposal to mobilise it.

 
  
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  Eleftherios Synadinos (NI), γραπτώς. - Καταψηφίζω τη συγκεκριμένη έκθεση διότι τα κονδύλια αυτά αντί να καταλήξουν στο απολυμένο προσωπικό που τα έχει απόλυτη ανάγκη, θα χορηγηθούν σε εταιρίες ή οργανισμούς (ιδιωτικούς ή κρατικούς) που υποτίθεται ότι θα επανακαταρτίσουν το εν λόγω προσωπικό ή θα το βοηθήσουν στην εύρεση εργασίας. Δηλαδή ή θα δημιουργήσουν ειδικευμένους άνεργους ή θα παρατείνουν την αγωνία τους.

 
  
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  Dubravka Šuica (PPE), napisan. - Podržavam upotrebu Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji – EGF/2014/004 ES/Comunidad Valenciana metal iz Španjolske. Izvješće koje smo dobili od izvjestitelja jasno pokazuje kako su otkazi u 142 španjolska poduzeća koja sudjeluju u proizvodnji metalnih proizvoda povezani s globalnom financijskom krizom.

U razdoblju od 2008. do 2012., Španjolska je izgubila više od 600 000 radnih mjesta, od čega više od 150 000 u sektoru izrade metalnih proizvoda. Španjolska je jedna od država članica koje su najviše pogođene krizom, što je dovelo do pada potražnje, a samim time i pada proizvodnje metalnih proizvoda. Kao bitan pokazatelj treba istaknuti podatak kako je 2008. godine 35 868 ljudi radilo u metalurškoj industriji na području Comunidad Valenciana. Broj radnih mjesta je u navedenoj industriji do 2012. pao na 20 873, što predstavlja pad od 43%, što je za osam postotnih bodova više nego na nacionalnom nivou.

Smatram kako će mobilizacija ovog fonda pomoći smanjiti poteškoće koje su nastale prilikom otpuštanja 633 radnika iz 142 poduzeća u Comunidad Valenciani. Iz tog razloga podržavam ovo izvješće.

 
  
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  Ruža Tomašić (ECR), napisan. - Glasala sam protiv prijedloga odluke o mobilizaciji Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji koji se temelji na zahtjevu španjolske (EGF/2014/004 ES/Comunidad Valenciana metal) za financijski doprinos u iznosu 1 019 184 EUR iz Europskoga fonda za prilagodbu globalizaciji (EGF), slijedom otpuštanja 633 radnika u 142 poduzeća koja posluju u sektoru proizvodnje gotovih proizvoda od metala.

Smatram da takvi paketi mjera predstavljaju samo vatrogasne mjere koje ne nude nikakvo dugoročno rješenje za otpuštene radnike s jedne strane i za lošu gospodarsku situaciju u krizom pogođenim sektorima. Naime, smatram da države članice moraju pružati svojim tvrtkama zdravi okvir poslovanja koji će im omogućiti da budu konkurentne na globalnom tržištu, što pretpostavlja porezno opterećenje te uklanjanje birokratskih barijera koje koče ulaganje i poslovanje. U slučaju zahtjeva Španjolske, pozdravljam činjenicu da predloženi paket prilagođenih usluga uključuje među ostalim promicanje poduzetništva i poticaje za osnivanje poduzeća.

Međutim, ovdje se postavlja pitanja prosperiteta novonastalih malih poduzeća u sektoru koji je već dugo suočen s poteškoćama. S druge strane, mjere za poticanje poduzetništva moraju biti jedan od stupova svake gospodarske politike oporavka i zapošljavanja, a ne samo jedna od usluga koja se nudi radnicima nakon njihova otpuštanja.

 
  
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  Ramon Tremosa i Balcells (ALDE), in writing. - I welcome any incentive that gives the tools to fight the big malaise that affects so many people in the País Valencià. We are aware that this economic turmoil that is affecting different economic sectors is more acute in the metal industry as some important commercial partners in emerging economies are subsidising them. Adapted training and the recognition of skills and competences gained throughout a worker’s professional career is one of the keys to regain competitiveness in the labour market. I also welcome the fact that the package has been drawn up with the stakeholders.

 
  
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  Ernest Urtasun (Verts/ALE), por escrito. - Este fondo europeo es esencial para la garantizar la continuidad de la industria en los países periféricos y la empleabilidad de los trabajadores y trabajadoras de dicho sector. Por ello he votado a favor.

 
  
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  Marco Valli (EFDD), per iscritto. - Ho votato a favore della relazione relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione poiché è necessario sostenere il reinserimento di tutti quei lavoratori che hanno subito l’apertura delle economie alla concorrenza internazionale.

Nei settori più vulnerabili è fondamentale far fronte alle conseguenze dell’intensificazione dei flussi commerciali, attuando misure tangibili e funzionali, quali outplacement, assistenza nella ricerca attiva, contributi per l'assunzione dei lavoratori svantaggiati e riqualificazione professionale.

E’ essenziale migliorare le possibilità per tutti i lavoratori di cercare un impiego attraverso una formazione adeguata, tramite il riconoscimento delle capacità e delle competenze acquisite durante la propria carriera professionale, rispettando sempre i principi di non-discriminazione e pari opportunità.

E’ necessario pertanto offrire un’assistenza tempestiva ai lavoratori che hanno perso il lavoro a seguito di importanti mutamenti strutturali del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione (come la chiusura di un'impresa o la delocalizzazione di una produzione in un paese extra UE), dimostrando così concretamente la solidarietà dei molti che beneficiano dell'apertura dei mercati verso coloro che si trovano ad affrontare lo shock improvviso della disoccupazione.

 
  
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  Ángela Vallina (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos para 300 de los 633 trabajadores despedidos de 142 empresas dedicadas a la fabricación de productos metálicos en con el fin de poner en marcha medidas cofinanciadas por el FEAG durante el periodo comprendido entre el 1 de abril de 2013 y el 31 de diciembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en España, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Miguel Viegas (GUE/NGL), por escrito. - O presente relatório incide sobre 633 despedimentos ocorridos em 142 empresas do setor da fabricação de produtos metálicos, em Espanha.

Desde o início da crise financeira e económica (agosto de 2007), a resposta à crise, sobretudo da parte da UE, tem passado pelos despedimentos, pela diminuição dos salários, liquidação de direitos, desmantelamento do Estado social, privatizações. A austeridade tem continuado a agravar não só a situação social como a situação económica e financeira. Todos os planos de austeridade têm em comum passar a fatura para os contribuintes e os trabalhadores, alimentar a recessão e sobrestimar as receitas futuras.

Impõe-se outra política que passa pelo aumento da produção, pelo aumento dos salários e das pensões, pelo reforço dos serviços públicos, em suma, pelo direito de cada Estado promover o desenvolvimento socioeconómico, intervindo em defesa e pela promoção dos setores produtivos nacionais e do emprego com direitos.

 
  
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  Harald Vilimsky (NI), schriftlich. - Die Stahlindustrie in Europa ist durch die stetige Globalisierung und durch den starken Konkurrenzdruck gegenüber Ländern wie der Volksrepublik China stark in Bedrängnis. Wie man am Beispiel der Entlassung der 142 Arbeiter des Unternehmens „Comunidad Valeciana“ sieht, kann nur eine wirksame Strategie der EU für die stahlerzeugende Industrie auf Dauer helfen, neue Möglichkeiten und Investitionen zu schaffen. Da es gilt, die Wettbewerbsfähigkeit der europäischen Stahlindustrie aufrechtzuerhalten, habe ich für den Antrag gestimmt, der eine Inanspruchnahme des EGF vorsieht.

 
  
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  Beatrix von Storch (ECR), schriftlich. - Der Globalisierungsfonds wurde eingerichtet, um bei kurzfristig eintretenden Notlagen aufgrund von Missmanagement, der Globalisierung oder der Finanz- und Moralkrise in den Mitgliedstaaten zu helfen. Die Unterstützung umfasst Weiterbildungsmaßnahmen, Beihilfen für Unternehmensgründung, Coaching und Outplacement von entlassenen Arbeitnehmern. Der Globalisierungsfonds ko-finanziert diese Arbeitsplatzbeschaffungsmaßnahmen zu 50 % oder 65 %, den Restbetrag stellt der betroffene Mitgliedstaat bereit. Damit entwickelt sich die EU-Kommission zu einer gigantischen Arbeitsmarktagentur. Dennoch beschied der Europäische Rechnungshof in einem Sonderprüfbericht, dass dieser „Globalisierungsfonds“ nur begrenzten EU-Mehrwert erbringt und durch eine effizientere Regelung ersetzt werden sollte. Es wurde ausdrücklich festgestellt, dass dieser Globalisierungsfonds nicht der beste Weg sei, um die dringend benötigte spezifische Unterstützung zu leisten. Und trotzdem führt die EU die nachweislich als ineffizient eingestufte Politik fort. Dem kann ich nicht zustimmen.

 
  
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  Inês Cristina Zuber (GUE/NGL), por escrito. - Apenas nesta sessão plenária somos chamados a decidir sobre a atribuição da assistência financeira do FEG, na sequência de 8204 despedimentos efetuados por 155 empresas, sediadas em Espanha (1), Bélgica (2) e França (1).

O presente relatório incide sobre a candidatura da Comunidad Valenciana Metal, na sequência de 633 despedimentos ocorridos em 142 empresas do setor da fabricação de produtos metálicos, em Espanha. A justificação para mais estes despedimentos é a crise financeira económica mundial, sendo a Espanha um dos Estados-Membros mais gravemente afetado, que resultou numa procura mais reduzida de metal e de produtos metálicos e uma menor produção dos mesmos.

Sete anos decorridos desde o início da crise financeira e económica (agosto de 2007), a resposta da UE à crise tem passado pelos despedimentos, pela diminuição dos salários, liquidação de direitos, desmantelamento do Estado Social, privatizações. A absolutização da redução do défice através da diminuição de salários, pensões e prestações sociais tem continuado a agravar não só a situação social, como a situação económica e financeira. Esta não é a solução. Impõe-se outra política que passa pelo aumento da produção, pelo aumento dos salários e das pensões, pelo reforço dos serviços públicos, em suma, pelo direito de cada Estado de promover o desenvolvimento socioeconómico.

 

9.2. Mobilisation du Fonds d'ajustement européen à la mondialisation: demande EGF/2013/012 BE/Ford Genk (A8-0015/2014 - Paul Rübig)
  

Pisemne wyjaśnienia dotyczące głosowania

 
  
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  Pascal Arimont (PPE), schriftlich. – Ich begrüße die Gewährung eines finanziellen Beitrags aus dem Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung, den die belgischen Behörden im Zuge der Entlassungen im Montagewerk und bei Zulieferern von Ford Genk bei der EU beantragt hatten.

Dieser Fonds wurde eingerichtet, um Arbeitnehmer, die unter den Folgen weitreichender Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge zu leiden haben, zusätzlich zu unterstützen. Aus dem Fonds werden individuell angepasste Maßnahmen zur beruflichen Wiedereingliederung von Arbeitssuchenden finanziert, Schritte in die Selbständigkeit und Unternehmensgründungen gefördert, Mobilitätsbeihilfen sowie Beihilfen für benachteiligte oder ältere Arbeitnehmer gewährt.

Die bisher erfolgten und die voraussichtlich noch zu erwartenden Entlassungen werden nicht nur schwerwiegende Auswirkungen auf den Arbeitsmarkt in der Provinz Limburg sondern auch auf die gesamte Region Flandern zur Folge haben.

Es ist deshalb erfreulich, dass die EU dem Antrag Belgiens stattgegeben hat und Mittel zur Unterstützung der entlassenen Arbeitskräfte zur Verfügung stellt, in der Hoffnung, diesen durch die ergriffenen Maßnahmen zu dauerhaften, langfristigen und damit stabilen Beschäftigungsverhältnissen zu verhelfen.

 
  
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  Jonathan Arnott (EFDD), in writing. - The principle of subsidiarity dictates that decisions should be taken at the closest possible level to the citizen - in this case, at regional or national level. Therefore these projects should not be funded by the European Union.

It is absurd that the arbiters of whether this funding should or should not be given are members of the European Parliament with no detailed knowledge of the situation. This project may well be of benefit to the people in Genk, but I am not best placed to judge.

The European Globalisation Adjustment Fund should be scrapped, which would give money back to the Member States to decide for themselves about the appropriateness of such funding. Consequently, I had no option but to vote against – even though this may be a worthwhile project.

 
  
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  Hugues Bayet (S&D), par écrit. - Ford Genk a été très durement touchée par les mesures de rationalisation industrielle provoquées par la crise bancaire et libérale de 2008. Ses travailleurs ont été frappés de plein fouet par les vagues de licenciements dûes à la surproduction de l'industrie automobile par rapport à la demande et il est dès lors tout à fait logique que le FEM soit mobilisé afin des les aider en matière de réinsertion socio-professionnelle.

 
  
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  Dominique Bilde (NI), par écrit. - Dans le cadre du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation, la Belgique a introduit la demande EGF/2013/012 à la suite du licenciement de 512 personnes, dont 479 visées par les mesures concernant le site de Ford-Werke à Genk et 10 fournisseurs de Ford Genk.

Ford étant l'employeur le plus important de la province du Limbourg, ces licenciements auront des conséquences graves sur le tissu économique local. En outre, la fermeture du site Ford risque d'entraîner deux autres vagues de licenciements (650 et 4 000 emplois perdus selon les autorités belges).

Face à la mondialisation sauvage et à la concurrence déloyale des pays à bas coûts, l'industrie automobile européenne connaît de graves difficultés. De plus, outre la réduction de la part de marché de l'Union dans la production automobile, le nombre de voitures neuves vendues dans l'Union baisse aussi, nos constructeurs se trouvant ainsi doublement pénalisés.

Ce triste constat n'est que le résultat des politiques européennes successives, mais la mobilisation de 570 945 EUR au titre du FEM aidera les travailleurs licenciés à se former et à se réinsérer sur le marché du travail, c'est pourquoi j'ai voté en faveur de la demande.

 
  
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  Mara Bizzotto (NI), per iscritto. - Ho approvato con il mio voto la relazione che autorizza la mobilitazione del FEG, il Fondo ruropeo di adeguamento alla globalizzazione, a favore di 512 lavoratori belgi e di 10 imprese i operanti nel settore automobilistico. Se vuole un futuro, questa Europa deve andare oltre la propaganda buonista e superficiale con cui ha affrontato fino ad oggi i problemi dei suoi cittadini. Per questo auspico che il FEG, inteso come importantissimo strumento di sostegno per i cittadini che hanno perso il posto di lavoro, venga presto affiancato da nuove risorse per finanziare il rilancio della competitività e della crescita.

 
  
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  Malin Björk (GUE/NGL), skriftlig. - Jag har idag röstat för detta betänkanden.

Det gör jag därför att arbetarna i de aktuella fallen ska ges ekonomiskt stöd för omskolning och/eller andra åtgärder för att finna nya jobb.

Dock vill jag understryka att den omfattande arbetslösheten i EU skulle kunna bekämpas effektivt om man stoppar den åtstramningspolitik som EU-kommissionen och medlemsstaternas regeringar sedan länge bedriver.

För att skapa nya arbetstillfällen i Europa krävs en ny ekonomisk politik med massiva offentliga och miljövänliga investeringar. Det krävs samhällsnyttiga investeringar inom skola, vård och omsorg, men också i infrastruktur, järnväg, kollektivtrafik, energisnåla bostäder och hållbara energisystem.

 
  
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  José Blanco López (S&D), por escrito. - He votado a favor de este informe para aprobar la movilización de 570 945 euros del Fondo Europeo de Adaptación a la Globalización destinados a 512 trabajadores que han perdido su empleo en la planta de montaje de Ford-Werke GmbH situada en Genk, como consecuencia de los cambios estructurales en el comercio mundial derivados de la globalización y del impacto de la crisis económica y financiera.

Los servicios personalizados que se han de financiar con cargo al FEAG comprenden actividades de formación, orientación profesional y reciclaje. Estas ayudas constituyen una buena asistencia y formación para la reinserción laboral de los trabajadores afectados.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. – Balsavau dėl šio pranešimo, nes juo Parlamentas pritarė Europos Globalizacijos Fondo paramos skyrimui Belgijos Genko mieste. Parlamentas nustatė, kad paraiška atitinka EGF reglamente nustatytus finansinės paramos skyrimo kriterijus, nors sąlygos, susijusios su minimaliu per ataskaitinį laikotarpį atleistų darbuotojų skaičiumi, yra įvykdytos tik iš dalies, nes buvo atleista mažiau nei 500 darbuotojų. EGF reglamente yra nustatyta, kad paraiška dėl finansinės paramos iš EGF gali būti laikoma priimtina, kai darbuotojų atleidimas turi didelės įtakos užimtumo lygiui ir vietos ekonomikai. Belgijos Frandrijos regione 2014 m. tikimasi dar dviejų atleidimų bangų, prognozuojama, kad bus prarasta daugiau negu 11 000 darbo vietų. Todėl Parlamentas nusprendė, kad jei kiek įmanoma skubiau bus įgyvendintos konkrečios priemonės, skirtos padėti pirmajai atleistų darbuotojų grupei, jų galimybės rasti naują darbą padidėtų ir visiems atleistiems darbuotojams būtų užtikrintos vienodos galimybės.

 
  
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  Gianluca Buonanno (NI), per iscritto. - Ho votato a favore della mobilitazione del fondo di adeguamento alla globalizzazione. Bisogna difendere i 512 esuberi della Ford Genk. Sono dalla parte del lavoro e dei lavoratori e non dalla parte della finanza.

 
  
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  Marie-Christine Boutonnet (NI), par écrit. – Il est patent que la production automobile en Europe a chuté de façon sensible.

C’est ainsi que dans le cadre du Fonds européen d’ajustement à la mondialisation (FEM), la Belgique a introduit la demande EGF/2013/012 après le licenciement de 479 personnes.

Ainsi les licenciements de Ford-Genk et de dix fournisseurs symbolisent le déclin de la part de marché de l’union européenne dans une production automobile accablée par les coûts de production déloyaux de la concurrence et devant lesquels les institutions européennes restent désespérément impuissantes.

L’inquiétude monte dans monde industriel où les travailleurs européens sont de plus en plus affectés par la mondialisation sauvage et peinent à retrouver un emploi.

Ainsi la mobilisation de 570 945 euros au titre du FEM aidera les personnes licenciées à s’insérer dans des filières de formation appropriées, ce qui facilitera leur réinsertion sur le marché du travail.

J’ai donc voté pour l’octroi de ce fonds.

 
  
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  Alain Cadec (PPE), par écrit. - Le Parlement européen a décidé d’approuver la demande de mobilisation du fonds d’ajustement à la mondialisation en faveur de la Belgique afin de soutenir la réinsertion sur le marché du travail des travailleurs licenciés sur le site d’assemblage de Ford Genk et chez dix fournisseurs de Ford Genk en Belgique. J’ai voté en faveur de cette mobilisation qui témoigne de la solidarité de l'Union face à certaines conséquences négatives de la mondialisation sur l'emploi.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D), per iscritto. - Oggi ho votato a favore di questa relazione per fornire un sostegno a 512 lavoratori licenziati che lavoravano nello stabilimento di montaggio di Ford con sede a Genk.

La difficile situazione economica del settore automobilistico nell'UE dovuta principalmente ad un consistente calo delle vendite di autovetture nuove nell'UE a causa della crisi economica e dei problemi strutturali per eccesso di capacità produttiva che devono affrontare alcuni costruttori in vari Stati membri che ha influenzato negativamente la competitività internazionale dell'industria automobilistica dell'UE nel suo complesso. Questi fattori hanno portato vari costruttori di automobili e loro fornitori a chiudere stabilimenti e a operare ristrutturazioni che hanno dato luogo a un numero elevato di perdite di posti di lavoro nel settore della produzione automobilistica negli ultimi anni.

L'obiettivo è quello di facilitare il rapido reinserimento professionale di questi lavoratori in esubero mediante azioni di accompagnamento personalizzato, quali l'assistenza nella ricerca di un impiego, di orientamento professionale, di formazione e riqualificazione, di promozione al lavoro autonomo e all'imprenditorialità.

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD), per iscritto. - Le mobilitazioni del Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione sono doverose misure di protezione nei confronti di chi non ha speranza di poter continuare a lavorare in ambiti industriali e commerciali colpiti dal radicale cambiamento nella struttura del commercio mondiale, il settore dell´industria automobilistica ne è un esempio evidente.

Lo scenario economico muta sempre più velocemente e crea veri e propri drammi sociali in molteplici settori della vita civile, industriale e commerciale: tanti lavoratori si vedono negare delle garanzie che non dovrebbero essere scalfite con il passare del tempo, ma sono obiettivamente rese nulle da una situazione di crisi mondiale e di brusco cambiamento delle dinamiche di scambio di molti beni su tutto il globo.

Non vogliamo che chi ha lavorato duramente sia improvvisamente lasciato senza tutela.

 
  
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  Alberto Cirio (PPE), per iscritto. - Ho votato a favore della domanda, l'undicesima nel quadro del bilancio 2014 per la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per un importo totale pari a EURO 570 945 per il Belgio.

Il FEG è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali del commercio mondiale.

La domanda presentata dal Belgio riguarda esuberi presso lo stabilimento di montaggio Ford-Werke GmbH, con sede a Genk, e presso dieci fornitori di Ford Genk, per un totale di 512 esuberi in undici imprese operanti nel settore della produzione di autovetture.

Le autorità belghe hanno dichiarato che gli esuberi sono imputabili ai grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali dovuti alla globalizzazione che hanno causato una notevole perdita di quota di mercato dell'UE sui mercati mondiali.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. - O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afetados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho.

A partir de 1 de maio de 2009, o âmbito de aplicação do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência direta da crise económica, financeira e social.

Nesta altura em que a Europa está a braços com uma crise financeira, económica e social, sendo o desemprego uma das principais consequências, a União Europeia deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente, no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego.

Assim, apoiei o presente relatório referente à mobilização de 570 945 EUR a favor da Bélgica com o objetivo de apoiar a reintegração no mercado de trabalho dos trabalhadores despedidos na instalação de montagem da Ford-Werke GmbH (Ford Genk) e em dez empresas suas fornecedoras, resultantes de mudanças estruturais importantes nos padrões do comércio mundial devido à globalização.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. - Sostengo la relazione per la mobilitazione del FEG in relazione alla domanda presentata dal Belgio per fornire un contributo finanziario alla Ford Genk in quanto il settore della produzione di autovetture dell'impresa ha subito gravi perturbazioni economiche, in particolare un brusco calo della quota di mercato dell'UE. In particolare a causa della difficile situazione economica del settore della produzione automobilistica nell'UE, con consistente calo delle vendite di autovetture nuove, alcuni costruttori di automobili e loro fornitori sono stati costretti a chiudere stabilimenti e ad operare ristrutturazioni che hanno dato luogo a un numero elevato di perdite di posti di lavoro nel settore della produzione automobilistica negli ultimi anni. Mi auguro che il voto di oggi possa permettere il reintegro dei dipendenti nel mercato del lavoro nonché un valido aiuto agli imprenditori colpiti dalla crisi.

 
  
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  Therese Comodini Cachia (PPE), in writing. - The redundancies in the assembly plant of Ford-Werke GmbH and in 10 suppliers of Ford Genk in Belgium are linked to major structural changes in world trade patterns and a consistent decline in sales of new cars in the European Union. 479 redundant workers are expected to participate in the EGF co-funded measures (including job-search assistance and training) aiming for the reintegration of redundant workers in the labour market. I have therefore voted in favour of this report since the measure not only addresses loss of jobs but also reintegration into the labour market.

 
  
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  Ignazio Corrao (EFDD), per iscritto. - Oggi ho votato a favore dela richiesta di mobilitazione del FEG per quanto concerne il Belgio che ha presentato la domanda per ottenere un contributo finanziario in seguito a 512 esuberi presso lo stabilimento di montaggio di Ford-Werke GmbH, con sede a Genk e presso 10 fornitori di Ford Genk in Belgio. Gli esuberi sono legati alle trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione, a un rapido calo della quota di mercato dell'UE nel settore della produzione di autovetture a livello mondiale e a un consistente calo delle vendite di autovetture nuove nell'Unione. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), che offre un sostegno a coloro che hanno perso il lavoro a seguito di importanti mutamenti strutturali del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione, diventa essenziale, visto e considerato che sono sempre più numerose le imprese europee costrette alla chiusura.

 
  
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  Javier Couso Permuy (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los despidos 479 de los 512 despedidos que se produjeron en la planta de montaje de Ford-Werke GmbH, situada en la localidad de Genk, y en diez empresas proveedoras de Ford Genk en Bélgica durante el período de referencia comprendido entre el 1 de julio de 2013 y el 1 de noviembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Miriam Dalli (S&D), in writing. - I note that this application by Belgium relates to 512 redundancies in the assembly plant of Ford-Werke GmbH located in Genk and in 10 suppliers of Ford Genk in Belgium, operating in the car manufacturing sector, between 1 July 2013 to 1 November 2013. The redundancies were caused by major structural changes in world trade patterns due to globalisation and a rapid decline of the EU’s market share in the production of passenger cars. The Commission has concluded that the application meets the conditions for deploying the EGAF.

The EGAF funding of EUR 570 945 will provide assistance for the reintegration of 479 redundant workers into employment. Hence, I voted in favour of this proposal.

 
  
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  Rachida Dati (PPE), par écrit. - Avec la mobilisation du FEM, les salariés licenciés de l'industrie automobile belge pourront notamment bénéficier d'une aide à la recherche d'emploi et d'un accompagnement personnalisé. Ces mesures sont particulièrement utiles pour permettre d'accélérer leur réinsertion sur le marché du travail.

 
  
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  Gérard Deprez (ALDE), par écrit. - Créé en 2006, le fonds européen d’ajustement à la mondialisation (FEM) vise à aider à la réintégration des travailleurs ayant perdu leur emploi en raison des évolutions du commerce mondial. En 2009, son champ d’application a été élargi afin d’y inclure les victimes de la crise financière. Cette demande, présentée par la Belgique, vise des licenciements au sein du secteur automobile; licenciements intervenus sur le site d'assemblage de Ford Genk, et chez 10 de ses fournisseurs en Belgique. Il s'agit, dès lors, d'aider 479 salariés licenciés. L’aide apportée s’élèvera à environ 570 945 euros et permettra de cofinancer des mesures actives sur le marché du travail axées sur l'aide à la recherche d'emploi, la formation et le recyclage. Je regrette cependant que 33 salariés licenciés aient été laissés sur le carreau et n'aient pas pu également bénéficier de cette aide pour des raisons purement démocratiques.

Cette demande a obtenu mon soutien ainsi que le soutien du Parlement européen.

 
  
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  Tamás Deutsch (PPE), írásban. - Az Európai Globalizációs Alkalmazkodási Alapot azért hozták létre, hogy kiegészítő támogatást nyújtson a világkereskedelemben bekövetkezett főbb strukturális változások következményei által sújtott munkavállalóknak. Belgium kérvényezte a Globalizációs Alkalmazkodási Alapból történő segítségnyújtást, mivel a Ford-Werke GmbH Genkben található összeszerelő üzemében és a Ford Genk 10 belgiumi beszállítójánál a 2013. július 1. és november 1. közötti referencia-időszakban történt 512 elbocsátás – amelyből várhatóan 479 munkavállaló vesz majd részt az intézkedésekben – jelentős helyi munkaerőpiaci feszültségeket okozott. A kérelem az EGAA-ból összesen 570 945 euró igénybevételére irányul Belgium javára. A Bizottság megállapította, hogy a kérelem eleget tesz az EGAA igénybevételéhez szükséges, az 1927/2006/EK rendeletben megállapított követelményeknek és a belga hatóságok intézkedései összehangolt, személyre szabott szolgáltatási csomagot és aktív munkaerő-piaci intézkedéseket alkotnak, amelyek a munkavállalók munkaerő-piaci visszailleszkedésére irányulnának, és körülbelül 479 elbocsátott munkavállaló újbóli munkaerő-piaci elhelyezkedését segítik majd. A jelentést a plenáris szavazáson támogattam.

 
  
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  Pablo Echenique (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.

No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple paño caliente sobre la hemorragia que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, esta Europa de los Mercados y los Capitales. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez resulte más difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Jill Evans (Verts/ALE), in writing. - The European Globalisation Adjustment Fund was set up to provide additional assistance to workers who have lost their jobs as a result of major structural changes in world trade patterns. I voted in favour of this report because it is a means by which the EU can give valuable help to local economies hard hit by company closures. I regret that the government has not taken advantage of this fund in Wales.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. - O FEG foi criado para fornecer suporte adicional aos trabalhadores despedidos na sequência de importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial devido à globalização ou crise financeira e ajudá-los a encontrar novos empregos. Entre 2014 e 2020, o limite máximo anual do fundo é de 150 milhões de euros. Aos trabalhadores despedidos são oferecidos medidas tais como suporte para a criação de empresas, assistência na procura de emprego, orientação profissional e vários tipos de formação. A Bélgica apresentou a candidatura ao FEG, na sequência do despedimento de 512 despedimentos na Ford leste-Bélgica situada em Genk e em dez empresas suas fornecedoras, na Bélgica, durante o período de referência de 1 de julho de 2013 a 1 de novembro de 2013. Os despedimentos na instalação de montagem da Ford-Werke GmbH e em dez empresas fornecedoras da Ford Genk estão relacionados com mudanças estruturais importantes nos padrões do comércio mundial devido à globalização, com um declínio acelerado da quota de mercado da UE no setor da produção de automóveis de passageiros a nível mundial e um declínio progressivo das vendas de automóveis novos na União. Nesta mobilização do FEG a favor da Genk na Bélgica, foram concedidos 911.934 euros. Votei favoravelmente.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. - A Bélgica apresentou a candidatura em análise, na sequência de despedimentos na FORD/Genk e em mais dez empresas suas fornecedoras, num total de 512 trabalhadores despedidos. O relator atesta que estão reunidas as condições estipuladas no Regulamento FEG e tomou em consideração outras duas vagas de despedimentos, que se espera ocorram no presente ano - 4 340 na FORD Genk e 2 280 nos seus fornecedores situados na mesma zona geográfica, a Flandres.

A indústria automóvel já foi objeto de 17 decisões de mobilização do FEG desde o início do FEG em 2007. Uma consequência da crise do capitalismo. Curiosamente, foi ao Sr. Ford que, em meados do século XX, um sindicalista lembrou que as máquinas não compram carros, uma máxima que viria a ficar célebre.

A globalização capitalista, à qual este Fundo pretende promover o ajustamento, é sinónimo de crescente integração e interdependência assimétricas, de forte liberalização do capital – sobretudo do financeiro – e do comércio ao nível mundial, que é, por sua vez, sinónimo de desigualdades, desemprego, aumento da pobreza e intensificação da exploração do trabalho.

A resposta da UE à crise consubstanciou-se no Tratado Orçamental e na Governação Económica. Mais do mesmo, portanto: sementes de novas e maiores crises.

 
  
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  Lorenzo Fontana (NI), per iscritto. - Esprimo il mio voto a favore dell'intervento per 512 esuberi alla Ford di Genk (in Belgio) e per 10 dei suoi fornitori per € 570 945.

 
  
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  Lampros Fountoulis (NI), γραπτώς. - Καταψηφίζω την έκθεση με την πρόταση απόφασης, διότι τα μέτρα αυτά είναι ανεπαρκέστατα για την αντιμετώπιση της ανεργίας. Επίσης τα χρήματα, στο μεγαλύτερο τους μέρος, δεν καταλήγουν στους απολυμένους που τα έχουν ανάγκη, αλλά σε διάφορες εταιρείες παροχής συμβουλών και επαγγελματικού προσανατολισμού. Αποτελούν εν τέλει τα μέτρα αυτά κοροϊδία προς τους απολυμένους που πλήττονται από την πολιτική λιτότητας που επιβάλλει η ίδια η Ευρωπαϊκή Ένωση.

 
  
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  Ashley Fox (ECR), in writing. - I voted against this application for mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund. I support measures that create growth and jobs, but the Globalisation Adjustment Fund is simply a waste of taxpayers’ money. There is no evidence that it offers value for money in terms of reintegrating redundant workers back into the labour market.

 
  
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  Tania González Peñas (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.

No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple parche que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, en esta Europa en la que los intereses de las grandes empresas están por encima de los intereses de la ciudadanía. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez resulte más difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Marian Harkin (ALDE), in writing. - I support the need to have a European instrument to assist redundant workers. I am glad that Parliament fully supported the setting up of the European Globalisation Adjustment Fund (EGF) as part of the Multiannual Financial Framework for 2014 to 2020. I supported the Ford Genk application for the mobilisation of EUR 570 945 following the redundancies of 512 workers from the Ford plant in Genk as well as ten Belgian suppliers to the plant. Over the last number of years we have seen a large number of EGF applications on behalf of those working in the automotive industry. Given that another 7 160 redundancies approximately are due to impact the region this year, and the inevitable knock-on effects of this on the local and regional economies, the use of the EGF in the region will be essential for these workers to retrain and build upon their existing skills in order to re-enter the labour market.

 
  
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  Anja Hazekamp (GUE/NGL), schriftelijk. - Ik vind dat mensen niet de dupe moeten worden van falend Europees sociaaleconomisch beleid. Daarom heb ik voor de beschikbaarstelling van middelen uit het Europees Fonds voor aanpassing aan de globalisering gestemd, maar ik vind dit een doekje voor het bloeden. Eigenlijk vind ik dat de bedrijven, en de lidstaten, zelf met passende steunmaatregelen moeten komen, want nu pompt men eigenlijk gewoon geld van de lidstaten rond. Grote multinationals als Ford en PSA (Peugeot-Citroën) zetten hun werknemers na jaren trouwe dienst op straat, omdat ze hun productie gaan verplaatsen naar plekken waar ze goedkopere arbeidskrachten kunnen vinden. Deze mensonterende praktijken keur ik ten strengste af en met de middelen uit het Europees Fonds zorgen we er tenminste voor dat weggestuurde werknemers niet in de kou staan.

 
  
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  Pablo Iglesias (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas. No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple parche, en términos de despidos masivos, en esta Europa en la que los intereses de las grandes empresas están por encima de los intereses de la ciudadanía. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez resulte más difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Ivan Jakovčić (ALDE), napisan. - Glasao sam za ovaj prijedlog rezolucije jer isti daje podršku tržištu rada pokrajine u Flandriji u kojoj je Ford Genk najveći poslodavac, a koja će imati osjetne posljedice na stopu nezaposlenosti slijedom dodatnih dva vala otpuštanja koji se predviđaju.

Iznimno je važno pružati efikasnu i konkretnu pomoć iz Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji obzirom da je čak 98,1% otpuštenih radnika u dobi između 25 i 54 godina, te slijedom toga što tržišni udio EU-a u proizvodnji osobnih automobila opada.

Značajno je također da se na što bolji način zaštiti lokalno gospodarstvo i potakne njegov rast. Podržavam i činjenicu da je flamanska vlada, u slučaju Ford Genka, poduzela ciljane mjere ka rješavanju tog pitanja, poput osnivanja posebne radne skupine te savjetovanja i sudjelovanja socijalnih partnera u osnovanom odboru za praćenje zahtjeva podnesenog EGF-u.

 
  
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  Marc Joulaud (PPE), par écrit. - Il est important de soutenir les salariés qui perdent leur emploi subitement en raison d'une crise financière et économique globale. Nous devons les aider à retrouver le chemin de l'emploi. Cette aide de 570 945 euros permettra de soutenir les 479 salariés de Ford Genk qui ont été licenciés en Belgique dans leur retour à l'emploi.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. - J'ai soutenu la résolution portant sur la demande de mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation introduite par la Belgique concernant des licenciements intervenus sur le site d’assemblage, ainsi que chez des fournisseurs de Ford-Genk. Ce Fonds a été créé pour favoriser la réinsertion sur le marché de travail des travailleurs victimes des modifications de la structure du commerce international résultant de la mondialisation, ou de la crise financière. Ainsi, je me félicite de l'adoption de cette aide financière s'élevant à plus de 570 000 EUR.

 
  
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  Afzal Khan (S&D), in writing. - I voted in favour of mobilisation of the Fund, as I support giving assistance for the reintegration into employment of 479 redundant workers who lost their jobs due to globalisation and a rapid decline of the EUʼs market share in the production of passenger cars.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. - Sostengo relazione del collega Rübig. Essa prevede il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati presso lo stabilimento di montaggio Ford-Werke GmbH, con sede a Genk ("Ford Genk"), e 10 fornitori di Ford Genk in Belgio. Con il voto di oggi cerchiamo di garantire un sistema di reintegro nel mercato del lavoro ai dipendenti che sono stati colpiti dalla crisi economica, mettendo in risalto, una volta di più, il ruolo che l'Europa ha e deve continuare ad avere in questo periodo di crisi: motore per sostenere la crescita e lo sviluppo.

 
  
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  Paloma López Bermejo (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los despidos 479 de los 512 despedidos que se produjeron en la planta de montaje de Ford-Werke GmbH, situada en la localidad de Genk, y en diez empresas proveedoras de Ford Genk en Bélgica durante el período de referencia comprendido entre el 1 de julio de 2013 y el 1 de noviembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Antonio López-Istúriz White (PPE), por escrito. - Este fondo ha sido establecido por la UE para proporcionar una ayuda adicional a los trabajadores que han sufrido las consecuencias de grandes cambios estructurales en los patrones del comercio mundial o de la continuación de la crisis financiera y económica mundial.

Bélgica presentó una solicitud de movilización de este fondo para apoyar la reinserción de los trabajadores despedidos a causa de cambios estructurales en los patrones del comercio mundial como consecuencia de la globalización en la planta de montaje de Ford-Werke GmbH y en otras empresas proveedoras de esta planta.

La propuesta adoptada por la Comisión consiste en un total de 570.945 euros para ayudas a la inserción laboral en beneficio de un total de 479 trabajadores. Por estos motivos he votado favorablemente el informe.

 
  
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  Ivana Maletić (PPE), napisan. - Zbog nepovoljne situacije u kojoj se nalazi automobilski sektor u Europskoj uniji te konstantnog pada u prodaji osobnih automobila na koju je utjecala ekonomska kriza te pada proizvodnje kao posljedice strukturnih promjena u svjetskim trgovinskim tokovima, podržala sam Izvješće o mobilizaciji Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji za pomoć Belgiji zbog otpuštanja radnika u pogonu za sklapanje Ford-Werke GmbH koji se nalazi u Genku („Ford Genk”) i otpuštanja radnika kod 10 dobavljača.

Europski fond za globalizaciju formiran je kako bi omogućio dodatnu podršku radnicima koji su zahvaćeni posljedicama strukturnih promjena uslijed globalizacije. Ovim Izvješćem želi se mobilizirati 580 tisuća eura za pomoć otpuštenim radnicima čime bi se omogućila brža reintegracija radnika kroz pomoći u traženju novog zaposlenja te osposobljavanja i prekvalifikacije.

 
  
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  Andrejs Mamikins (S&D), rakstiski. - Es nobalsoju par, jo tāda bija arī mūsu sociāldemokrātu grupas nostāja.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. - I support this proposal. The Belgian authorities argue that the closure of the Ford plant in Genk will, apart from this first wave of redundancies, cause two other waves of redundancies expected to occur in 2014 of 650 and 4 000 dismissals. These redundancies will have a serious impact on employment and the local economy

The coordinated package of personalised services to be co-funded includes the following measures for the reintegration of 479 redundant workers into employment (grouped by category): (1) job-search assistance (key account manager, social intervention advisor, information on vocational education and training options, active job-oriented guidance), and (2) training and re-training (vocational training courses, employment through individual vocational training, application training)

 
  
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  Fulvio Martusciello (PPE), per iscritto. - Ho sostenuto la relazione sulla Mobilitazione del Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione, relativa alla domanda avanzata dal Belgio, per la salvaguardia del personale in esubero, a seguito della chiusura di uno degli stabilimenti della catena Ford, presenti nel paese. Occorre garantire che il Fondo sostenga il reinserimento stabile nel mercato del lavoro dei lavoratori in esubero.

 
  
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  Barbara Matera (PPE), per iscritto. - Ho espresso il mio consenso nei confronti della relazione Rübig, che sostiene la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in favore di 512 lavoratori belgi in esubero presso undici imprese operanti nel settore della produzione di automobili, poiché sono dell'opinione che, l'elargizione di quasi 600.000 euro destinati a finanziare misure volte al loro reintegro nel mondo del lavoro, possa contribuire, seppure del tutto marginalmente, ad alleviare le pene che la crisi economica sta infliggendo ai lavoratori europei.

Come rilevato all'interno della relazione, i motivi che hanno determinato il licenziamento di un cosi alto numero di dipendenti, da parte dell'impresa Ford di Genk, risiederebbe, oltre che nei mutamenti strutturali del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione, in un evidente restringimento della quota di mercato dell'Unione europea nel settore della produzione di autovetture, su scala mondiale.

Se è vero che l'obiettivo principale del FEAG è proprio quello di offrire un sostegno ai lavoratori europei che hanno perduto il lavoro a seguito di significativi cambiamenti del mercato, ritengo allora che l'intervento programmato a favore degli operai dello stabilimento automobilistico belga sia del tutto doveroso, oltre che necessario.

 
  
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  Georg Mayer (NI), schriftlich. - Die Entlassungen im Montagewerk Ford-Werke GmbH und bei zehn seiner Zulieferer führen zu weitreichenden und vor allem schwerwiegenden Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge und zu einem raschen Rückgang des EU-Marktanteils im PKW-Produktionssektor. Auf einem lokalen Arbeitsmarkt, der ohnehin durch hohe Arbeitslosigkeit, ein geringes Qualifikations- und Kompetenzniveau und ein weniger entwickeltes Bildungsangebot gekennzeichnet ist, haben die bereits erfolgten und auch die künftigen Entlassungswellen schwerwiegende Auswirkungen. Deswegen müssen so schnell wie möglich spezifische Maßnahmen zugunsten der bereits entlassenen Arbeitskräfte ergriffen werden, damit eine rasche Wiedereingliederung in den Arbeitsmarkt gewährleistet werden kann. Hervorzuheben ist dabei, dass die Maßnahmen der Aus- und Weiterbildung den spezifischen Kenntnissen und Fähigkeiten, welche die betroffenen Arbeitnehmer in der Automobil- und Zulieferindustrie erworben haben, Rechnung tragen und auf diesen aufbauen sollten.

Oberste Priorität sollte daher die Vermittelbarkeit aller Arbeitnehmer durch eine adäquate Fortbildung sein. Ich habe daher in diesem Fall für die Inanspruchnahme des EGF gestimmt.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Le fond d'aide à la mondialisation est bien dans son rôle destructeur. Au lieu d'aider les travailleurs, il encourage les actionnaires et les Etats à se soumettre au libéralisme forcené.

La demande concerne 512 licenciements intervenus sur le site d’assemblage de Ford-Werke GmbH situé à Genk et chez dix fournisseurs de Ford Genk en Belgique. Selon les autorités belges, la situation économique difficile du secteur de la construction automobile dans l’Union européenne est principalement due à une baisse constante de la vente de voitures neuves dans l’Union sous l’effet de la crise économique et de problèmes structurels de surcapacité rencontrés par certains constructeurs dans plusieurs États membres. Ces facteurs ont entraîné des fermetures d’usines et des restructurations chez plusieurs constructeurs automobiles et leurs fournisseurs, ce qui s’est traduit par un grand nombre de pertes d’emplois dans le secteur automobile ces dernières années. En effet, la filière automobile mondiale connaît depuis déjà plusieurs années de fortes restructurations capitalistiques, des milliers de salariés ont déjà subis les conséquences des plans de suppression d'emplois et de réduction d'activité, alors que les groupes engrangeaient des profits considérables. Pour l'exercice 2013, Ford a ainsi annoncé un bénéfice net de 7,15 milliards de dollars, en hausse de 26 %.

Je vote contre cette demande de prime au licenciement servie aux actionnaires.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. - A UE é um espaço de solidariedade e nela se enquadra o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do fator trabalho que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG destina-se a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas e é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi no passado utilizado por outros países da UE, cabendo agora dar esse auxílio à Bélgica que apresentou a candidatura EGF/2013/012 BE/Ford Genk a uma contribuição financeira do FEG, na sequência de 512 despedimentos, prevendo-se que 479 pessoas venham a participar nas medidas, na instalação de montagem da Ford - Werke GmbH (4), situada em Genk («Ford Genk») e em dez empresas suas fornecedoras, na Bélgica, durante o período de referência de 1 de julho de 2013 a 1 de novembro de 2013.

 
  
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  Roberta Metsola (PPE), in writing. - The European Union has set up legislative and budgetary instruments in order to provide additional support to workers who have been affected by the consequences of major structural changes in world trade patterns due to globalisation and to assist the reintegration of the same workers back into the labour market. The report notes that closure of Ford Genk in Belgium will cause two more waves of redundancies expected to occur in 2014 of 650 and 4 000 dismissals. The Ford Genk application aims to support Belgium in reintegrating workers who have been made redundant in the assembly plant of Ford-Werke GmbH located in Genk and in 10 suppliers of Ford Genk in Belgium as a result of major structural changes in world trade patterns due to globalisation, back into the labour market. Therefore, I have voted in favour of this report.

 
  
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  Louis Michel (ALDE), par écrit. – Ce n'est un secret pour personne: l'industrie automobile vit des années difficiles en Europe. La fermeture de Ford Genk sera lourd de conséquences non seulement pour la Flandre, mais aussi pour toute la Belgique. Plus de 11.000 emplois seront perdus dans les deux prochaines années et la province du Limbourg perdra son plus grand employeur. L'aide européenne sera déterminante pour nos travailleurs. Dans le cas de Ford Genk, 57.0945 euros seront mobilisés pour aider les travailleurs à trouver du travail ou pour leur permettre de suivre une formation en vue de leur réinsertion sur le marché du travail

 
  
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  Marlene Mizzi (S&D), in writing. - I am in favour of the Report on the Mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund in Genk, Belgium. The Report will give the green light for the mobilisation of the European Globalization Adjustment Fund (EGAF) in Belgium in relation to the redundancies of 512 workers in the assembly plant of Ford-Werke GmbH located in Genk. The EGAF funding will providing assistance for the reintegration of 479 redundant workers into employment.

 
  
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  Giulia Moi (EFDD), per iscritto. - Nel 2013 il Belgio ha presentato una domanda di mobilitazione del FEG per un importo di 570 945 EUR in relazione ai 512 esuberi in undici imprese operanti nel settore della produzione di autovetture presso lo stabilimento di montaggio della Ford-Werke GmbH, con sede a Genk.

Poiché il sostegno finanziario va a favore di 479 lavoratori in esubero e mira ad agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro, il mio voto è stato positivo.

 
  
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  Sophie Montel (NI), par écrit. – La chute constante des ventes de véhicules neufs dans l'Union a conduit l'ensemble de la filière automobile implantée en Europe à un marasme économique durable. Les constructeurs automobiles ont répondu à cette crise en intensifiant l'implantation d'usines nouvelles dans les pays disposant d'une main d'œuvre à bas coût, ce qui a entraîné la fermeture de nombreux sites de production en Europe de l'Ouest et des plans de licenciements massifs. C'est dans ce contexte particulièrement tendu que la Belgique a sollicité le Fonds d'ajustement à la mondialisation (FEM) à hauteur de 570 945 euros pour aider à la reconversion et à la formation de 479 personnes licenciées du site d'assemblage de Ford-Werke GmbH, situé à Genk. Ces licenciements ont une grave incidence sur l'emploi dans la province de Limbourg, déjà concernée par un taux de chômage élevé et des niveaux de qualification bas. En outre, deux nouvelles vagues de licenciements sont à venir en raison de la fermeture prévue du site de Ford Genk. À tout cela, s'ajoutent les répercussions de cette fermeture sur les fournisseurs directs (pour 100 emplois perdus chez Ford Genk, 65 disparaîtront chez les fournisseurs directs et indirects dans le Limbourg). J'ai voté pour l'octroi de ce fonds.

 
  
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  Nadine Morano (PPE), par écrit. - J’ai voté en faveur de ce texte qui va mobiliser 570 945 euros à la faveur de 512 anciens salariés de Ford et aux anciens salariés de 10 de ses fournisseurs. Cette aide est destinée à la reconversion professionnelle des personnes licenciées. L'Europe connait un déclin global pour la production de voitures depuis le début de la crise. Pour preuve, le FEM a été mobilisé à 17 reprises depuis 2007 pour intervenir dans le secteur de l’automobile.

 
  
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  Renaud Muselier (PPE), par écrit. - J'ai voté en faveur de ce rapport compte tenu de l'importance, en ces temps de crise économique, du soutien de l'UE aux travailleurs dont les entreprises ont particulièrement souffert. Le secteur automobile a été touché de plein fouet et continue de se restructurer largement de part le monde. La réinsertion des employés de ce secteur est absolument nécessaire mais difficile compte tenu de la spécialisation. L'UE se devait de donner les moyens à la population de se reconvertir.

 
  
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  Victor Negrescu (S&D), in writing. - I have voted for this EGF project because as a shadow rapporteur from the S&D Group I have contributed to the elaboration of the report and I support the need for an EGF contribution. I believe that the European Globalization Adjustment Fund is an excellent instrument capable in offering the support needed by the redundant persons but also in directly creating new jobs.

 
  
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  Dan Nica (S&D), în scris. - Am votat pentru mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare pentru cererea EGF/2013/012 BE/Ford Genk - Belgia. Belgia a solicitat o contribuție financiară din partea FEG în urma concedierii a 512 lucrători, 479 fiind vizați pentru participarea la măsurile în cauză, de la uzina de asamblare Ford-Werke din Genk și de la 10 furnizori ai Ford Genk, în perioada iulie - noiembrie 2013. Disponibilizările au legătură cu schimbările majore survenite în structura comerțului mondial, precum și cu reducerea rapidă a cotei UE pe piața mondială a producției de vehicule de pasageri și scăderea constantă a vânzărilor de automobile noi în Uniune.

Deoarece au avut loc mai puțin de 500 de concedieri în perioada de referință, cerințele prevăzute în regulament sunt îndeplinite parțial în ceea ce privește numărul minim de concedieri. Comisia a declarat admisibilă cererea de contribuție din partea FEG deoarece concedierile au un impact puternic asupra ocupării forței de muncă și asupra economiei locale. În cazul de față se ține seama de alte două valuri de concedieri așteptate în 2014 (aproximativ 4 340 de concedieri la Ford Genk și 2 820 de concedieri la furnizorii situați în aceeași zonă geografică). Acestea vor avea un impact puternic asupra întregii Regiuni Flamande, așteptându-se pierderea unui număr de 11 000 de locuri de muncă.

 
  
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  Franz Obermayr (NI), schriftlich. - Die Entlassungen im Montagewerk Ford-Werke GmbH und bei seinen Zulieferern führen zu weitreichenden und vor allem schwerwiegenden Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge und zu einem raschen Rückgang des Marktanteils europäischer Hersteller auf dem globalen Markt. Auf einem lokalen Arbeitsmarkt, der ohnehin unter der Strukturschwäche des Raumes leidet, haben die bereits erfolgten und auch die noch zu befürchtenden Entlassungswellen schwerwiegende Auswirkungen. Deswegen müssen so schnell wie möglich spezifische Maßnahmen zugunsten der bereits entlassenen Arbeitskräfte ergriffen werden, damit eine rasche Wiedereingliederung in den Arbeitsmarkt gewährleistet werden kann. Hervorzuheben ist dabei, dass die Maßnahmen der Aus- und Weiterbildung den spezifischen Kenntnissen und Fähigkeiten, welche die betroffenen Arbeitnehmer in der Automobil- und Zulieferindustrie erworben haben, Rechnung tragen und auf diesen aufbauen sollten.

Oberste Priorität sollte daher die Vermittelbarkeit aller Arbeitnehmer durch eine adäquate Fortbildung sein. Ich habe daher in diesem Fall für die Inanspruchnahme dieses Fonds gestimmt.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. - Considerando che la proposta di decisione per la mobilitazione dei fondi EGF in favore del Belgio è volta a sostenere il reinserimento dei lavoratori in esubero nel distretto industriale Ford-Werke GmbH, in difficoltà a causa dei cambiamenti strutturali del commercio mondiale; considerando che il settore automobilistico nell'Unione Europea ha registrato un notevole calo, a causa della crisi economica e della crescente concorrenza globale; concordando che l'incremento del numero dei lavoratori in esubero possa avere serie ripercussioni sul tasso di disoccupazione e sull'economia locale, ho espresso il mio voto favorevole.

 
  
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  Florian Philippot (NI), par écrit. - Je regrette ce système pervers par lequel l'Union européenne, d'un côté, détruit l'environnement économique et, de l'autre, verse quelques subventions compensant mal les difficultés que sa politique a générées.

Si je n'hésite pas à soutenir les créateurs d'emplois, je déplore que l'Union les mette en situation de devoir demander de l'aide pour survivre. À quand une politique rationnelle qui protégerait entreprises et travailleurs grâce à des frontières maîtrisées? Prendre quelques mesurettes pour réduire les effets quand on ne cesse d'aggraver les causes n'a aucun sens.

 
  
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  Andrej Plenković (PPE), napisan. - Podržao sam izvješće izvjestitelja Paula Rübiga. U današnjem svijetu čiste tržišne ekonomije i globalizacije mnoga poduzeća pa tako i njihovi radnici nalaze se pod utjecajem strukturnih reformi koje za cilj imaju ukinuti neprofitabilnost i lošu alokaciju resursa.

Podupirem prijedlog Europske komisije i Vijeća o izdavanju financijske pomoći otpuštenim radnicima tvornice Ford Genk u iznosu od 570 945 €. Proces pomoći osobama koje su otpuštene u vidu savjetovanja i traženja posla vrlo je koristan, kao i predložene mjere prekvalifikacije. Podatak koji pokazuje razinu ozbiljnosti je činjenica da na 100 otpuštenih radnika tvornice Ford Genk vezuju se otpuštanja još 137 radnika povezanih poduzeća.

Pozdravljam inicijativu belgijskih vlasti da implementiraju provedene usluge i prije donošenja konačne odluke o potpori. Suočeni s teškom ekonomskom situacijom u području proizvodnje i plasiranja novih automobila moramo svoj fokus preusmjeriti na ublažavanje krize.

 
  
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  Salvatore Domenico Pogliese (PPE), per iscritto. - In questa fase di crisi economica e finanziaria a livello mondiale è giusto mobilitare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per aiutare i lavoratori licenziati da imprese che operano in settori produttivi che subiscono la congiuntura economica negativa. In questo caso si tratta di lavoratori dello stabilimento di montaggio della Ford Genk (Belgio)e di 10 fornitori della suddetta che beneficeranno delle misure cofinanziate dal FEG per il reinserimento nel mercato del lavoro.

 
  
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  Marcus Pretzell (ECR), schriftlich. - Ich habe gegen diesen Antrag gestimmt, da hier zum wiederholten Male Gelder des Globalisierungsfonds für Arbeitsmarktmaßnahmen zweckentfremdet werden.

Europa hat unabhängig von der Globalisierung Überkapazitäten im Bereich der Automobilproduktion. Im konkreten Fall wäre es Aufgabe der belgischen Regierung, konkrete Arbeitsmarktmaßnahmen zu ergreifen. Die EU ist hierfür nicht zuständig und überschreitet zum wiederholten Male ihre Kompetenzen.

 
  
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  Franck Proust (PPE), par écrit. - Les efforts de l'Union européenne face aux licenciements massifs ne doivent pas s'estomper et doivent apporter des solutions rapides et concrètes. Ainsi, je vote en faveur de la mobilisation du fonds d'ajustement à la mondialisation requis par Genk, en raison des licenciements conduits dans l'entreprise Ford, alors l'un des plus grands employeurs de la province.

Cependant, je considère que, au vu des croissantes difficultés du secteur automobile, il devient urgent d'opter pour une politique industrielle européenne créatrice d'emplois stables. Pour cela, l'Europe doit miser sur les produits automobiles pour lesquels elle possède une avancée technologique indéniable.

 
  
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  Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández (S&D), por escrito. - He votado a favor de este informe para aprobar la movilización de 570 945 euros del Fondo Europeo de Adaptación a la Globalización destinados a 512 trabajadores que han perdido su empleo en la planta de montaje de Ford-Werke GmbH situada en Genk, como consecuencia de los cambios estructurales en el comercio mundial derivados de la globalización y del impacto de la crisis económica y financiera.

Los servicios personalizados que se han de financiar con cargo al FEAG comprenden actividades de formación, orientación profesional y reciclaje. Estas ayudas constituyen una buena asistencia y formación para la reinserción laboral de los trabajadores afectados.

 
  
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  Claude Rolin (PPE), par écrit. – Monsieur le Président, chers collègues, j'ai voté en faveur de la mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation (FEM) pour les travailleurs de Ford Genk. L'utilisation de cette enveloppe va permettre de fournir une aide individuelle à ces travailleurs et les aider à retrouver le chemin de l'emploi. Si l'importance de ce fonds pour l'accompagnement des travailleurs n'est plus à démontrer, je reste critique sur deux points. Tout d'abord, le fait que le FEM ne puisse intervenir que lorsque plus de 500 travailleurs ont été licenciés par une seule entreprise (fournisseurs et producteurs en aval compris) me semble trop réducteur. De nombreux travailleurs ont vu leur entreprise de plus petite taille fermer ses portes et n'ont dès lors pu bénéficier de ce fonds. Je souhaite donc que ce seuil de 500 travailleurs soit revu à la baisse. De plus, la mobilisation effective des fonds prend beaucoup trop de temps alors que c'est au moment où ils perdent leur emploi que les travailleurs ont besoin d'être soutenus. Je demande donc à ce que le processus décisionnel visant à mobiliser le FEM soit accéléré.

 
  
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  Fernando Ruas (PPE), por escrito. - As mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial decorrentes da globalização são hoje uma realidade incontornável.

Como tal, a Comissão Europeia criou um instrumento legislativo capaz de prestar um apoio suplementar aos trabalhadores afetados pelas consequências da crise económica e da globalização.

Tendo em consideração que a Bélgica apresentou um pedido de assistência relativamente a 512 casos de despedimento ocorridos em Genk e que a assistência financeira da União aos trabalhadores despedidos deverá caracterizar-se pelo apoio financeiro em consequência direta da crise económica e social, devendo ainda ser prestada o mais rápida e eficientemente possível, a fim de ajudar na reintegração no mercado de trabalho, votei a favor deste relatório que, espero, minimize os efeitos do desemprego na região de Genk.

 
  
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  Massimiliano Salini (PPE), per iscritto. - La domanda in esame, l’undicesima nel quadro del bilancio 2014, si riferisce alla mobilitazione del FEG per un importo totale di EUR 570 945 per il Belgio. La domanda riguarda esuberi presso lo stabilimento di montaggio di Ford-Werke GmbH, con sede a Genk ("Ford Genk") e presso 10 fornitori di Ford Genk, in Belgio.

Ho votato a favore per difendere il lavoro delle aziende interessate e sostenere la crescita della regione.

 
  
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  Matteo Salvini (NI), per iscritto. - Ho votato in maniera favorevole in quanto si tratta di un intervento economico, per una cifra intorno ai seicentomila euro, a seguito di 512 esuberi all'azienda Ford di Genk e la cessazione dell'attività di dieci suoi fornitori

 
  
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  Lola Sánchez Caldentey (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.

No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple paño caliente sobre la hemorragia que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, esta Europa de los Mercados y los Capitales. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez resulte más difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Lidia Senra Rodríguez (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los despidos 479 de los 512 despedidos que se produjeron en la planta de montaje de Ford-Werke GmbH, situada en la localidad de Genk, y en diez empresas proveedoras de Ford Genk en Bélgica durante el período de referencia comprendido entre el 1 de julio de 2013 y el 1 de noviembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de los trabajadores en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Siôn Simon (S&D), in writing. - Thanks to today’s vote Belgium was granted EGF aid to support the reintegration in the labour market of workers made redundant in the assembly plant of Ford-Werke GmbH located in Genk (‘Ford Genk’) and in 10 suppliers of Ford Genk in Belgium due to major structural changes in world trade patterns due to globalisation.

The €570 945 in aid will pay for job search assistance and training and re-training to help 479 workers get back into employment.

The UK has never made an application under this fund. UK workers therefore receive none of this support.

 
  
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  Davor Ivo Stier (PPE), napisan. - Podržavam odluku o mobilizaciji Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji u skladu s točkom 13. Međuinstitucijskog sporazuma od 2. prosinca 2013. između Europskog parlamenta, Vijeća i Komisije o proračunskoj disciplini, suradnji u proračunskim pitanjima i dobrom financijskom upravljanju. U uvjetima visoke nezaposlenosti i malog gospodarskog rasta s kojima je suočena Europska unija posebno pozdravljam trud belgijskih vlasti da radi brže pomoći radnicima pokrenu provedbu usluga prilagođenih potrebama pogođenih radnika 1. srpnja 2014., mnogo prije konačne odluke o odobrenju sredstava iz EGF-a za predloženi usklađeni paket. Europski fond za prilagodbe globalizaciji (EGF) osnovan je radi pružanja dodatne potpore radnicima koji su otpušteni slijedom velikih strukturnih promjena u sektoru proizvodnje osobnih automobila koje su utjecale na tržište rada. Također podržavam sufinanciranje paketa usluga koje su prilagođene potrebama za ponovno uključivanje 479 otpuštenih radnika na tržište rada, a uključuju prekvalifikacije, zapošljavanja putem individualnog strukovnog obrazovanja, tečaj strukovnog osposobljavanja. Smatram da je važno da se prilikom provođenja mjera za osposobljavanje i prekvalifikaciju prepoznaju i nadograde posebne vještine i sposobnosti koje su otpušteni radnici stekli radeći u automobilskoj industriji ili radeći za njezine dobavljače. Institucije bi takoder trebale poduzeti veće napore za poboljšanje postupovnih mjera radi ubrzanja mobilizacije sredstava Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji.

 
  
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  Richard Sulík (ECR), písomne - Návrh som nepodporil, keďže zosilňuje presne tie problémy, ktoré sa snaží riešiť. Dotácie pre pracovníkov, ktorí boli prepustení v dôsledku straty konkurencieschopnosti firiem, sú platené z daní ostatných firiem a pracovníkov, a preto logicky ich konkurencieschopnosť znižujú. Jediná skutočná pomoc pre firmy strácajúce konkurencieschopnosť tak je zníženie daní a zníženie regulačného zaťaženia, vďaka čomu budú môcť oveľa efektívnejšie konkurovať firmám mimo Európskej únie.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR), in writing. - I voted against this report today, as I am opposed in principle to the use of this European Globalisation Adjustment Fund and, as a result, I cannot support this proposal to mobilise it.

 
  
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  Eleftherios Synadinos (NI), γραπτώς. - Καταψηφίζω τη συγκεκριμένη έκθεση διότι τα κονδύλια αυτά αντί να καταλήξουν στο απολυμένο προσωπικό που τα έχει απόλυτη ανάγκη, θα χορηγηθούν σε εταιρίες ή οργανισμούς (ιδιωτικούς ή κρατικούς) που υποτίθεται ότι θα επανακαταρτίσουν το εν λόγω προσωπικό ή θα το βοηθήσουν στην εύρεση εργασίας. Δηλαδή, ή θα δημιουργήσουν ειδικευμένους άνεργους ή θα παρατείνουν την αγωνία τους.

 
  
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  Dubravka Šuica (PPE), napisan. - Promjena svjetskih trgovačkih putova zbog globalizacije i pad prodaje novih automobila unutar Europske unije doveli su do gubitka 512 radnih mjesta, te se očekuju još dva vala otpuštanja zbog zatvaranja Fordove tvornice u Genku. To će imati loš učinak na lokalno tržište rada u Flamanskoj regiji, koja već ima visoku stopu nezaposlenosti te nisko obrazovanje i radne kvalifikacije.

Za svakih 100 izgubljenih radnih mjesta unutar Ford Genka, dodatnih 65 radnih mjesta gubi se kod dobavljača iz Linsburga, te još 72 kod dobavljača u ostatku Flamanske regije. Kako bi se izbjegli mnogi problemi koji su nastali prilikom dosadašnjih otpuštanja zbog zatvaranja Fordove tvornice u Genku (štrajkovi, društveno nezadovoljstvo i ostalo) smatram iznimno korisnim upotrebu Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji, jer ćemo tako umanjiti mnoge socijalne probleme prouzrokovane otpuštanjima.

To će dati vremena radnicima da se prilagode novonastaloj situaciji i omogućiti im lakšu tranziciju na tržište rada. Iz gore navedenih razloga podržavam mobilizaciju Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji – EGF/2013/012 BE/Ford Genk iz Belgije.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. - Ce midi, la délégation PS du Parlement européen a voté en faveur de le mobilisation de plus d’1,4 millions d’euros pour soutenir les travailleurs de Ford Genk et de l'usine métallurgique Carsid à Charleroi. Cette aide a pour objectif de réorienter professionnellement et de former les 1231 travailleurs victimes des restructurations et licenciements dans leur entreprise. Ce Fonds représente un symbole d’une Europe qui peut être plus solidaire.

Le FEM met chaque année 150 millions d'euros à disposition afin d’accompagner les travailleurs ayant perdu leur emploi suite à des changements structurels majeurs survenus dans le commerce international en raison de la mondialisation. Les fonds sont utilisés pour la formation, le recyclage des travailleurs, des programmes d'aide à la création de leur propre entreprise, etc.

C’est une excellente nouvelle. Le Fonds fait naître un espoir, celui de voir s’amorcer, enfin, la construction d’une Europe sociale. Il est important de comprendre que la précarité et la mise en concurrence des salariés européens entre eux ne constituent pas la norme. Il appartient à l’Europe de garantir la protection des salariés. L’Europe sociale est la seule qui puisse aujourd’hui réconcilier les citoyens avec leurs institutions.

 
  
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  Ruža Tomašić (ECR), napisan. - Glasovala sam protiv prijedloga odluke o mobilizaciji Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji koji se temelji na zahtjevu Belgije pod oznakom EGF/2013/012 BE/Ford Genk za financiranje doprinosa iz EGF-a u iznosu od 570 945 EUR, nakon otpuštanja 512 osoba, od kojih bi se na njih 479 trebale odnositi mjere, u pogonu za sklapanje Ford-Werke GmbH.

Smatram da takvi paketi mjera predstavljaju samo vatrogasne mjere koje ne nude nikakvo dugoročno rješenje za otpuštene radnike s jedne strane i za lošu gospodarsku situaciju u krizom pogođenim sektorima. Naime, smatram da države članice moraju pružati svojim tvrtkama zdravi okvir poslovanja koji će im omogućiti da budu konkurente na globalnom tržištu, što pretpostavlja porezno opterećenje te uklanjanje birokratskih barijera koje koče ulaganje i poslovanje.

U slučaju zahtjeva Belgije za Ford Genk, posebno se suprotstavljam predloženome paketu usluga jer Belgija nije koristila mogućnost financiranja poticaja za osnivanje vlastitih poduzeća, odnosno nije u svojem paketu uključila mjere za poticanje poduzetništva koje bi trebale predstavljati jedan od stupova politike zapošljavanja država članica.

 
  
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  Ramon Tremosa i Balcells (ALDE), in writing. - Globalisation has good and bad aspects and it is important to find quick solutions when citizens are affected by that, especially the ones that are losing their jobs. We are conscious that the problems in Ford Genk will also affect its suppliers located in the same geographical area and that it will have a serious impact on the whole Flemish region. I supported this report today in order to give these people a second chance and to assist them with their reintegration into the labour market. This should be dynamic and made available as quickly and efficiently as possible in order to minimise the impact on employment and the local economy.

 
  
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  Ernest Urtasun (Verts/ALE), por escrito. - Este fondo europeo es esencial para la garantizar la continuidad de la industria en los países periféricos y la empleabilidad de los trabajadores y trabajadoras de dicho sector. Por ello he votado a favor.

 
  
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  Ángela Vallina (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los despidos 479 de los 512 despedidos que se produjeron en la planta de montaje de Ford-Werke GmbH, situada en la localidad de Genk, y en diez empresas proveedoras de Ford Genk en Bélgica durante el período de referencia comprendido entre el 1 de julio de 2013 y el 1 de noviembre de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Miguel Viegas (GUE/NGL), por escrito. - O relator atesta que, na candidatura em análise da Bélgica, estão reunidas as condições estipuladas no Regulamento FEG, e tomou em consideração outras duas vagas de despedimentos, que se espera ocorram no presente ano – 4 340 na FORD Genk e 2 280 nos seus fornecedores situados na mesma zona geográfica, Flandres.

A indústria automóvel já foi objeto de 17 decisões de mobilização do FEG desde o início do FEG em 2007; em particular, o declínio da quota de mercado da UE na produção de automóveis de passageiros já foi referido em oito decisões anteriores. Globalização que tem na sua essência a crescente integração e interdependência económica de forte liberalização do capital – sobretudo do financeiro – e do comércio ao nível mundial, que é sinónimo de desigualdades, desemprego, aumento da pobreza e intensificação da exploração do trabalho.

Como comprovam as dezenas de candidaturas à mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização aprovadas ao longo dos últimos sete anos, os milhões de desempregados na UE e o aumento exponencial dos níveis de pobreza, a solução não reside nas medidas até agora tomadas, mas sim na rutura com essas políticas, que abra portas a uma Europa de Estados soberanos.

 
  
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  Harald Vilimsky (NI), schriftlich. - Die Entlassungen im Montagewerk Ford-Werke GmbH und bei zehn seiner Zulieferer bestätigen die Krise des europäischen PKW-Produktionssektors. Der zunehmende Rückgang in diesem Sektor hat schwerwiegende Auswirkungen auf die europäische Wirtschaft, die sich in einer der schwersten Krisen befindet. Daher müssen unbedingt effektive und vor allem spezifische Maßnahmen getroffen werden, um den Betroffenen eine schnelle Wiedereingliederung zu ermöglichen, indem man besonders Aus- und Weiterbildungsplätze für diese spezifischen Arbeitskräfte schafft und versucht, sie als Arbeitnehmer in der europäischen Automobilindustrie unterzubringen. Daher hat eine dementsprechende Fortbildung oberste Priorität. Ich habe in diesem Sinne für den Antrag gestimmt, der eine Inanspruchnahme des EGF vorsieht.

 
  
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  Beatrix von Storch (ECR), schriftlich. - Der Globalisierungsfonds wurde eingerichtet, um bei kurzfristig eintretenden Notlagen aufgrund von Missmanagement, der Globalisierung oder der Finanz- und Moralkrise in den Mitgliedstaaten zu helfen. Die Unterstützung umfasst Weiterbildungsmaßnahmen, Beihilfen für Unternehmensgründung, Coaching und Outplacement von entlassenen Arbeitnehmern. Der Globalisierungsfonds ko-finanziert diese Arbeitsplatzbeschaffungsmaßnahmen zu 50 % oder 65 %, den Restbetrag stellt der betroffene Mitgliedstaat bereit. Damit entwickelt sich die EU-Kommission zu einer gigantischen Arbeitsmarktagentur. Dennoch beschied der Europäische Rechnungshof in einem Sonderprüfbericht, dass dieser „Globalisierungsfonds“ nur begrenzten EU-Mehrwert erbringt und durch eine effizientere Regelung ersetzt werden sollte. Es wurde ausdrücklich festgestellt, dass dieser Globalisierungsfonds nicht der beste Weg sei, um die dringend benötigte spezifische Unterstützung zu leisten. Und trotzdem führt die EU die nachweislich als ineffizient eingestufte Politik fort. Dem kann ich nicht zustimmen.

 
  
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  Inês Cristina Zuber (GUE/NGL), por escrito. - A Bélgica apresentou a candidatura em análise, na sequência de despedimentos na FORD/Genk e em mais dez empresas suas fornecedoras, num total de 512 trabalhadores despedidos. O relator atesta que estão reunidas as condições estipuladas no Regulamento FEG e tomou em consideração outras duas vagas de despedimentos, que se espera que ocorram no presente ano - 4 340 na FORD Genk e 2 280 nos seus fornecedores situados na mesma zona geográfica, Flandres .

A indústria automóvel já foi objeto de 17 decisões de mobilização do FEG desde o início do FEG em 2007; em particular, o declínio da quota de mercado da UE na produção de automóveis de passageiros já foi referido em oito decisões anteriores do FEG bem como as importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial decorrentes da globalização. Globalização que tem na sua essência a crescente integração e interdependência económica, de forte liberalização do capital – sobretudo do financeiro – e do comércio ao nível mundial; que é sinónimo de desigualdades, desemprego, aumento da pobreza e intensificação da exploração do trabalho.

A resposta da UE à crise consubstanciou-se no Euro, no Pacto de Estabilidade e na Estratégia de Lisboa – estabilidade dos preços, consolidação fiscal e desregulamentação dos mercados, e este é o resultado dessas políticas.

 

9.3. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation: demande EGF/2013/002 BE/Carsid (A8-0017/2014 - Petri Sarvamaa)
  

Pisemne wyjaśnienia dotyczące głosowania

 
  
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  Pascal Arimont (PPE), schriftlich. – Ich begrüße die Gewährung eines finanziellen Beitrags aus dem Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung, den die belgischen Behörden bei der EU im Zuge der Entlassungen beim Stahlhersteller Carsid S.A. beantragt hatten.

Dieser Fonds wurde als Ausdruck der EU-Solidarität eingerichtet, um Arbeitnehmer, die unter den Folgen weitreichender Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge zu leiden haben, zusätzlich zu unterstützen.

Der rasche Rückgang des EU-Anteils am weltweiten Stahlmarkt für Rohstahl, ein Rückgang der Stahlnachfrage vonseiten der Automobil- und Baubranche infolge der Wirtschaftskrise sowie ein Anstieg der Produktionskosten setzte in den letzten Jahren insbesondere vielen Regionen zu, in denen die Beschäftigung stark von der traditionellen Schwerindustrie abhängt. Die Entlassungen in der Produktionsanlage von Carsid in der Nähe von Charleroi trafen demnach bedauerlicherweise ein Gebiet, welches sowieso bereits durch einen hohen Anteil von Langzeitarbeitslosen gekennzeichnet war. Umfangreiche arbeitsmarktpolitische Maßnahmen sowie ausreichende finanzielle Unterstützung sind hier unabdingbar.

Die durch den Fonds kofinanzierten Maßnahmen umfassen eine Unterstützung bei der Arbeitssuche, eine aktive arbeitsplatzorientierte Beratung sowie verschiedene Umschulungs- und Fortbildungsmaßnahmen und sind deshalb mehr als willkommen. Es wäre jedoch wünschenswert gewesen, wenn die Prüfung des Antrags etwas schneller vonstattengegangen wäre, da die Unterstützung durch den Fonds so rasch wie möglich erfolgen sollte.

 
  
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  Jonathan Arnott (EFDD), in writing. - The principle of subsidiarity dictates that decisions should be taken at the closest possible level to the citizen – in this case, at regional or national level. Therefore these projects should not be funded by the European Union.

It is absurd that the arbiters of whether this funding should or should not be given are members of the European Parliament with no detailed knowledge of the situation. This project may well be of benefit to the people in Belgium, but I am not best placed to judge.

The European Globalisation Adjustment Fund should be scrapped, which would give money back to the Member States to decide for themselves about the appropriateness of such funding. Consequently, I had no option but to vote against – even though this may be a worthwhile project.

 
  
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  Hugues Bayet (S&D), par écrit. - En tant que Carolo, c'est évidemment avec satisfaction que j'ai vu un large consensus se dégager au Parlement européen pour approuver l'aide de 911 000 euros accordée par la Fonds européen d'ajustement à la mondialisation pour aider à la réinsertion socio-professionnelle des travailleurs de Carsid. Cette aide européenne a en effet permis, via un préfinancement régional, un accompagnement individualisé des travailleurs avec un résultat satisfaisant à la clé puisque 500 d'entre eux ont retrouvé un emploi, même si parfois précaire, en cette période de crise économique.

Il n'en reste pas moins que 177 personnes n'ont pas retrouvé d'emploi suite à la fermeture d'un haut fourneau victime notamment de la crise de la demande et de la hausse des matières premières créées par la crise économique et bancaire de 2008.

La région de Charleroi a malheureusement été durement frappée par cette crise libérale.

Je resterai par ailleurs bien évidemment extrêmement attentif aux demandes introduites au Fonds pour les licenciements massifs qui se sont déroulés à Caterpillar, St Gobain ou encore Duferco par un patronat bien plus soucieux d'une logique financière que sociale.

 
  
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  Dominique Bilde (NI), par écrit. - Cette demande a pour objet la mobilisation de 911 934 EUR en faveur de la Belgique suite au licenciement de 939 personnes sur le site de production de Carsid S.A. situé à Marcinelle (une des sections de Charleroi).

La mesure concerne plus particulièrement 752 travailleurs, en vue de les réinsérer sur le marché du travail par des formations, des reconversions et des aides individuelles pour l'accompagnement et la recherche d'emplois.

Suite à un recul de la part de l'Union dans la production d'acier brut (de 17,1 % en 2006 à 11,9 % en 2011), quelque 280 000 travailleurs ont perdu leur emploi dans le secteur métallurgique entre 2008 et 2013 (- 20%).

Le secteur de la sidérurgie est donc durement touché en Europe et la concurrence déloyale de certains pays comme la Chine (sur la même période, sa part dans la production d'acier brut est passée de 35,5 % à 46,8 %, soit une hausse de + 32%) entraîne des conséquences graves au niveau de l'emploi dans certaines régions.

Je me suis donc prononcé pour ce texte afin de soutenir ces travailleurs victimes de la mondialisation.

 
  
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  Mara Bizzotto (NI), per iscritto. - Ho approvato con il mio voto la relazione che autorizza la mobilitazione del FEG, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, a favore di 939 lavoratori belgi e di 10 imprese i operanti nel settore siderurgico. In uno scenario difficile per il fare impresa come quello attuale, ogni forma di aiuto, ogni opportunità è una risorsa strategica importantissima che non può essere ignorata o tanto peggio trascurata. In quest'ottica il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, deve essere considerato uno degli strumenti più utili previsti dall’UE che consente di dare una mano concreta a tutti quei lavoratori che hanno perso il proprio impiego a causa della crisi economica.

 
  
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  Malin Björk (GUE/NGL), skriftlig. - Jag har idag röstat för detta betänkanden.

Det gör jag därför att arbetarna i de aktuella fallen ska ges ekonomiskt stöd för omskolning och/eller andra åtgärder för att finna nya jobb.

Dock vill jag understryka att den omfattande arbetslösheten i EU skulle kunna bekämpas effektivt om man stoppar den åtstramningspolitik som EU-kommissionen och medlemsstaternas regeringar sedan länge bedriver.

För att skapa nya arbetstillfällen i Europa krävs en ny ekonomisk politik med massiva offentliga och miljövänliga investeringar. Det krävs samhällsnyttiga investeringar inom skola, vård och omsorg, men också i infrastruktur, järnväg, kollektivtrafik, energisnåla bostäder och hållbara energisystem.

 
  
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  José Blanco López (S&D), por escrito. - He votado a favor de este informe para aprobar la movilización de 911 934 euros del Fondo Europeo de Adaptación a la Globalización destinados a 939 trabajadores que han perdido su empleo en la planta de montaje Carsid de la región de Charleroi, destinada a la producción de acero bruto de colada continua, como consecuencia de los cambios estructurales en el comercio mundial derivados de la globalización y del impacto de la crisis económica y financiera.

Los servicios personalizados que se han de financiar con cargo al FEAG comprenden actividades de formación, orientación profesional y reciclaje. Si bien estas ayudas no son capaces por sí solas de paliar el drama del desempleo en la región de Charleroi, sí constituyen una buena asistencia y formación para la reinserción laboral de los trabajadores afectados.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. – Balsavau dėl šio pranešimo, nes juo Parlamentas pritarė Europos Globalizacijos Fondo paramos skyrimui Belgijos mieste Šarlerua esančios gamyklos atleistų darbuotojų perkvalifikavimui. Darbuotojai iš gamyklos Carsid SA (Carsid) buvo atleisti dėl globalizacijos sukeltų esminių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių ir dėl pasauliniu mastu sparčiai mažėjančios Sąjungos rinkos dalies nepertraukiamo liejimo būdu gaminamo neapdoroto plieno gamybos sektoriuje, taip pat dėl nuolat mažėjančios liejimo būdu gaminamo neapdoroto plieno gamybos Sąjungoje. Tai yra susiję su sumažėjusia plieno paklausa automobilių pramonės ir statybos sektoriuose. Prognozuojama, kad atleidus Carsid darbuotojus gerokai pakils nedarbo lygis Šarlerua rajone (buvusi angliakasybos ir plieno gamybos zona, kurioje užimtumas labai priklauso nuo tradicinės sunkiosios pramonės), nes šis rajonas jau ir šiaip pasižymi tuo, kad didelę bedarbių dalį sudaro ilgai darbo ieškantys ir žemo lygio kvalifikaciją bei įgūdžius turintys asmenys. 2012 m. nedarbo lygis Šarlerua rajone buvo 21,6 proc., palyginti su 15,8 proc. vidutiniu nedarbo lygiu Valonijos regione ir 11,2 proc. nedarbo lygiu visoje šalyje.

 
  
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  Gianluca Buonanno (NI), per iscritto. - Ho votato a favore della mobilitazione del fondo di adeguamento alla globalizzazione. Sono dalla parte dei 939 lavoratori in esubero della Carsid, indotto del gruppo italiano Duferco.

 
  
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  Alain Cadec (PPE), par écrit. - Le Parlement a décidé d'accepter la demande d'intervention du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation émanant des entreprises de fabrication du métal de la Belgique afin d'aider les salariés de cette entreprise fortement touchée par les conséquences de la mondialisation en matière d'emplois. Les licenciements de nombreux employés de Carsid en Belgique sont dus à une concurrence mondiale exacerbée dans le secteur de l’acier. Les employés licenciés bénéficieront d’une formation qui a pour objectif la réinsertion sur le marché du travail et la recherche d’emploi. J'ai voté en faveur de ce rapport, qui témoigne de la solidarité de l'Union face à certaines conséquences négatives de la mondialisation sur l'emploi.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D), per iscritto. - Oggi ho votato a favore di questa relazione per sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro di 752 lavoratori operanti nel settore dell'acciaio e licenziati dall'impianto di produzione della Carsid con sede a Marcinelle, nei pressi di Charleroi in Belgio, a seguito dei rilevanti cambiamenti della struttura del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione.

La contrazione della domanda di acciaio nel settore automobilistico e edilizio dell'UE in conseguenza della crisi economica e un relativo incremento dei costi di produzione (materie prime, energia, vincoli ambientali, ecc.) hanno nuociuto alla competitività dell'industria siderurgica dell'UE e hanno causato la perdita di un numero elevato di posti di lavoro nel settore dell'acciaio negli ultimi anni a causa della chiusura e della ristrutturazione di impianti da parte di vari produttori di acciaio in Europa. Ad esempio, fra il 2008 e il 2013 il numero di addetti dell'industria metallurgica nell'UE è diminuito di circa 280 000 unità, da 1,44 a 1,16 milioni (-19,4 %).

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), che offre un sostegno a coloro che hanno perso il lavoro a seguito di importanti mutamenti strutturali del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione, diventa essenziale visto e considerato che sono sempre più numerose le imprese europee costrette alla chiusura.

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD), per iscritto. - I diritti di molti lavoratori sono schiacciati da una situazione di crisi globale in cui la differenza sostanziale tra economie diverse determina impoverimento e crisi di interi settori commerciali e industriali, il settore dell'acciaio in Europa è una delle vittime di questa crisi.

La generazione cresciuta dopo la seconda guerra mondiale ha lottato per maggiori garanzie sul posto di lavoro, tali garanzie sono ora svuotate di contenuto sostanziale e i destini di tante persone sono schiacciati da un brusco e repentino cambiamento storico delle dinamiche globali, l'intervento degli Stati è necessario e doveroso nei confronti di chi non ha colpa per ciò che succede ma solo la sfortuna di lavorare in settori che subiscono tale cambiamento.

 
  
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  Alberto Cirio (PPE), per iscritto. - Ho votato a favore della domanda, la dodicesima nel quadro del bilancio 2014, per la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per un importo totale pari a EURO 911 934 EUR per il Belgio.

Il FEG è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali del commercio mondiale.

La domanda in questione è stata presentata in seguito a 939 esuberi legati alla chiusura dell'impianto di produzione della Carsid SA con sede a Marcinelle, vicino a Charleroi.

Gli esuberi sono dovuti a rilevanti cambiamenti della struttura del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. - O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afetados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho.

A partir de 1 de maio de 2009, o âmbito de aplicação do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência direta da crise económica, financeira e social.

Nesta altura em que a Europa está a braços com uma crise financeira, económica e social, sendo o desemprego uma das principais consequências, a União Europeia deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente, no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego.

Assim, apoiei o presente relatório referente à mobilização de 911 934 EUR a favor da Bélgica com o objetivo de apoiar a reintegração no mercado de trabalho dos 752 trabalhadores e potenciais beneficiários dos 939 trabalhadores despedidos na empresa Carsid SA.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. - Ho votato a favore della domanda del collega Sarvamaa in riferimento alla mobilitazione del FEG per un importo totale di 911.934 EUR per il Belgio. Sono d'accordo allo stanziamento di questi fondi per porre rimedio alla questione esuberi legata alla chiusura dell'impianto di produzione della Carsid SA con sede a Marcinelle, vicino a Charleroi. L'Unione predispone strumenti per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei rilevanti cambiamenti della struttura del commercio mondiale e agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro. E' fondamentale, soprattutto in momenti di difficoltà come quelli odierni, in cui l'Europa si trova ad affrontare, tra le altre problematiche, una grave crisi occupazionale, che ogni contributo e sostegno in tale settore sia dinamico e venga reso disponibile in modo rapido ed efficiente; deve essere in grado di portare avanti una politica di solidarietà nei confronti di tutti i cittadini europei. Essi stanno coraggiosamente combattendo la crisi e per questo è richiesto un sempre maggiore impegno delle Istituzioni di fronte ad ogni nuova situazione difficoltà.

 
  
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  Therese Comodini Cachia (PPE), in writing. - The EGF co-funded measures will include individual job-search assistance and training. Such measures will support the reintegration of the workers back into the labour market. I have therefore voted in favour of this report.

 
  
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  Ignazio Corrao (EFDD), per iscritto. - Oggi ho votato a favore di questa relazione per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori dell'impianto di produzione della Carsid SA. In 939 hanno perso il lavoro a causa dei rilevanti cambiamenti della struttura del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione e al rapido declino della quota di mercato dell'Unione nel settore della produzione di acciaio grezzo a colata continua a livello mondiale nonché ad un calo consistente della produzione di acciaio grezzo nell'Unione a causa di una diminuzione della domanda di acciaio nei settori automobilistico e delle costruzioni. Si prevede che 752 persone beneficeranno delle misure del fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

 
  
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  Javier Couso Permuy (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los 752 despidos que se produjeron en la planta de montaje de Carsid SA situada en la localidad de Marcinelle, cerca de Charleroi, en Bélgica, durante el período de referencia comprendido entre el 28 de septiembre de 2012 y el 28 de enero de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Miriam Dalli (S&D), in writing. - I note that this application by Belgium relates to over 900 redundancies at the production plant of Carsid SA (‘Carsid’) located in Marcinelle near Charleroi in Belgium due to major structural changes in world trade patterns due to globalisation between 28 September 2012 to 28 January 2013. The Commission has concluded that the application meets the conditions for deploying the EGF.

The coordinated package of personalised services to be co-funded includes the following measures for the reintegration of 752 redundant workers into employment. In order to mobilise the Fund, the Commission has submitted a transfer request to the Budget Authority for a global amount of EUR 911 934. Hence I voted in favour of this proposal.

 
  
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  Rachida Dati (PPE), par écrit. - Confrontée à des licenciements dans l'industrie sidérurgique, la Belgique a fait appel au Fonds européen d'ajustement à la mondialisation. Les fonds débloqués doivent constituer une aide complémentaire effective et concrète pour les travailleurs licenciés. Les services personnalisés doivent leur apporter une réelle plus-value afin de les accompagner dans leurs efforts de réinsertion sur le marché du travail.

 
  
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  Gérard Deprez (ALDE), par écrit. - Créé en 2006, le fonds européen d’ajustement à la mondialisation (FEM) vise à aider à la réintégration des travailleurs ayant perdu leur emploi en raison des évolutions du commerce mondial. En 2009, son champ d’application a été élargi afin d’y inclure les victimes de la crise financière. Cette demande, présentée par la Belgique, vise des licenciements au sein du secteur sidérurgique. Il s'agit d'aider 752 salariés qui ont perdu leur emploi à la suite du licenciement de 939 personnes consécutif à la fermeture du site de Carsid SA à Marcinelle. L’aide apportée s’élèvera à 911 934 euros et permettra de cofinancer des mesures actives sur le marché du travail telles que l'aide individuelle à la recherche d'emploi, la formation et la reconversion,... Cette aide n'est certes pas à la hauteur du drame vécu par les travailleurs licenciés mais elle est le signe que l'Europe, à défaut de l'avoir empêchée, est sensible à leur sort. Je déplore cependant la durée de la procédure d'examen de ce dossier par la Commission.

Cette demande a obtenu mon soutien ainsi que le soutien du Parlement européen.

 
  
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  Tamás Deutsch (PPE), írásban. - Az Európai Globalizációs Alkalmazkodási Alapot azért hozták létre, hogy kiegészítő támogatást nyújtson a világkereskedelemben bekövetkezett főbb strukturális változások következményei által sújtott munkavállalóknak. A belga hatóságok kérelemmel fordultak az Európai Bizottsághoz a Carsid SA gyárban bekövetkezett elbocsátások miatt, melyek a globalizáció hatására bekövetkezett jelentős strukturális változásokhoz kapcsolódnak, és az Unió világpiaci részesedésének gyors csökkenésével és az öntött nyersacél-gyártás Unión belüli folyamatos csökkenésével függnek össze, mivel a gépjárműipari ágazatban és az építőiparban lecsökkent az acél iránti igény; Bizottság javaslata 911 934 euró igénybevételét tartalmazza az alapból a Bizottság számára technikai támogatás céljából. A belga hatóságok szerint a 2013. október 1-jén megkezdett intézkedések összehangolt, személyre szabott szolgáltatási csomagot és aktív munkaerő-piaci intézkedéseket alkotnak, amelyek a munkavállalók munkaerő-piaci visszailleszkedésére irányulnak. A jelentést a plenáris szavazáson támogattam.

 
  
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  Pablo Echenique (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.

No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple paño caliente sobre la hemorragia que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, esta Europa de los Mercados y los Capitales. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez resulte más difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Jill Evans (Verts/ALE), in writing. - The European Globalisation Adjustment Fund was set up to provide additional assistance to workers who have lost their jobs as a result of major structural changes in world trade patterns. I voted in favour of this report because it is a means by which the EU can give valuable help to local economies hard hit by company closures. I regret that the government has not taken advantage of this fund in Wales.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. - O FEG foi criado para fornecer suporte adicional aos trabalhadores despedidos na sequência de importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial devido à globalização ou crise financeira e ajudá-los a encontrar novos empregos. Entre 2014 e 2020, o limite máximo anual do fundo é de 150 milhões euros. Aos trabalhadores despedidos são oferecidos medidas tais como suporte para a criação de empresas, assistência na procura de emprego, orientação profissional e vários tipos de formação. A Bélgica apresentou a candidatura EGF/2013/02 BE/Carsid na sequência de 939 despedimentos, prevendo-se que 752 pessoas venham a participar nas medidas, no contexto do encerramento da unidade de produção da empresa Carsid SA, situada em Marcinelle, nas proximidades de Charleroi, durante o período de referência de 28.09.2012 a 28.01.2013. Os despedimentos na unidade de produção da empresa Carsid SA estão relacionados com as importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial decorrentes da globalização, com o declínio acelerado da quota de mercado da União no setor da produção de aço bruto em vazamento contínuo a nível mundial e com uma diminuição significativa da produção de aço bruto em vazamento na União devido a uma descida na procura de produtos siderúrgicos nos setores automóvel e da construção. Nesta mobilização do FEG foram concedidos 911 934 euros . Votei favoravelmente.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. - Esta é a segunda candidatura da Bélgica que estamos a analisar nesta sessão plenária. Refere-se ao despedimento de 939 trabalhadores, relacionado com o encerramento da unidade de produção da empresa Carsid SA, situada nas proximidades de Charleroi. Esta empresa produzia brames de aço usados na produção de produtos usados na construção, em equipamentos de transporte e no sector automóvel.

A justificação apresentada para este despedimento não difere do que tanta vez temos visto: as importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial decorrentes da globalização, com o declínio acelerado da quota de mercado.

Este despedimento agravou, significativamente, a situação de desemprego na zona de Charleroi (uma antiga zona mineira de carvão e produção de aço, em que o emprego está fortemente dependente da indústria pesada tradicional), que se caracteriza por uma elevada percentagem de desemprego de longa duração.

Esta é a consequência da desindustrialização, fruto das políticas de destruição do tecido produtivo e da financeirização do capital, tendo como primeiro e único objetivo o lucro mais fácil e mais rápido.

A solução não reside nas medidas até agora tomadas, mas na rutura com estas políticas, que abra portas a uma Europa de progresso e justiça social, dos trabalhadores e dos povos.

 
  
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  Lorenzo Fontana (NI), per iscritto. - Esprimo voto favorevole per l'intervento a favore di 939 esuberi alla Carsid (produttori di lastre d'acciaio) di Charleroi per 911.934 euro.

 
  
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  Lampros Fountoulis (NI), γραπτώς. - Καταψηφίζω την έκθεση με την πρόταση ψηφίσματος, διότι τα μέτρα αυτά είναι ανεπαρκέστατα για την αντιμετώπιση της ανεργίας. Επίσης τα χρήματα, στο μεγαλύτερο μέρος, δεν καταλήγουν στους απολυμένους που τα έχουν ανάγκη, αλλά σε διάφορες εταιρείες παροχής συμβουλών και επαγγελματικού προσανατολισμού. Αποτελούν εν τέλει τα μέτρα αυτά κοροϊδία προς τους απολυμένους που πλήττονται από την πολιτική λιτότητας που επιβάλλει η ίδια η Ευρωπαϊκή Ένωση.

 
  
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  Ashley Fox (ECR), in writing. - I voted against this application for the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund. I support measures that create growth and jobs, but the Globalisation Adjustment Fund is simply a waste of taxpayers’ money. There is no evidence that it offers value for money in terms of reintegrating redundant workers back into the labour market.

 
  
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  Tania González Peñas (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.

No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple parche que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, en esta Europa en la que los intereses de las grandes empresas están por encima de los intereses de la ciudadanía. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez resulte más difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Marian Harkin (ALDE), in writing. - I support the need to have a European instrument to assist redundant workers. I am glad that Parliament fully supported the setting up of the European Globalisation Adjustment Fund (EGF) as part of the MFF for 2014 to 2020. I voted in favour of the Carsid application for EUR 911 934 for the 939 steel workers made redundant due to the closure of the Carsid SA production plant. The Charleroi area´s high reliance on the steel production industry, which has in turn been severely impacted by a decline in the construction and automotive sectors as a result of the crisis, requires a fast response and measures to combat long-term unemployment and encourage reintegration into employment. I hope that this will be achieved by the personalised measures to be implemented for the workers.

 
  
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  Pablo Iglesias (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple parche, en términos de despidos masivos, en esta Europa en la que los intereses de las grandes empresas están por encima de los intereses de la ciudadanía. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez resulte más difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Ivan Jakovčić (ALDE), napisan. - Glasao sam za prijedlog rezolucije zato što će otpuštanje 939 radnika poduzeća Carsid SA znatno utjecati na nezaposlenost na području belgijskog grada Charleroi (u blizini kojeg se poduzeće nalazi) čija je stopa dugoročne nezaposlenosti prešla 20%.

Radnici Carsida izloženi su i opadanju proizvodnje lijevanog sirovog čelika u Uniji, što dodatno ugrožava njihovo stanje na tržištu rada. Otpuštanje u proizvodnom postrojenju Carsida predstavlja veliki problem za lokalno stanovništvo, a financijska pomoć Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji adekvatna je mjera prema ublažavanju te situacije.

 
  
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  Marc Joulaud (PPE), par écrit. - Il est important de soutenir les salariés qui perdent leur emploi subitement en raison d'une crise financière et économique globale. Nous devons les aider à retrouver le chemin de l'emploi. Cette aide de 911 934 euros permettra aux salariés licenciés du site de production de Carsid de production d'acier brut en Belgique de bénéficier de programme de formation personnalisée afin de faciliter leur retour à l'emploi.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. - J'ai soutenu la résolution portant sur la demande de mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation introduite par la Belgique concernant des licenciements intervenus dans l'entreprise d'acier brut Carsid S.A. près de la ville de Charleroi. Ce Fonds a été créé pour favoriser la réinsertion sur le marché de travail des travailleurs victimes des modifications de la structure du commerce international résultant de la mondialisation, ou de la crise financière. Ainsi, je me félicite de l'adoption de cette aide financière de près de 912 000 EUR.

 
  
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  Afzal Khan (S&D), in writing. - I voted in favour of mobilisation of the Fund, as I support providing assistance for the reintegration into the labour market of redundant workers who lost their jobs as a result of globalisation and a rapid decline of the Union’s market share in the production sector for continuously-cast crude steel.

 
  
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  Béla Kovács (NI), írásban. - Az Európai Globalizációs Alkalmazkodási Alapot azért létesítették, hogy kiegészítő támogatást nyújtson a világkereskedelemben történő változások következményei által sújtott munkavállalóknak. Keretösszege 150 millió EUR. Eddig ebből a keretből Magyarország egyetlen alkalommal sem részesült, pedig nagyon komoly munkanélküliség keletkezett hazámban az EU centrumországai és az USA által mesterségesen generált válság következtében. Csak olyan ország támogatása fogadható el, mely elszenvedője a válság folyamatnak. Itt egy belga cég kért támogatást, ezért nemmel szavaztam, hiszen Belgium a válság egyik okozója, és az új EU-tagállamok gyarmatosításának haszonélvezője.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. - Voto positivamente la relazione dell'on. Petri Sarvamaa che prevede un sostegno ad alcune aziende del Belgio attive nella produzione di acciaio grezzo. Nello specifico, la relazione prevede lo stanziamento di risorse necessarie per il reinserimento nel mercato del lavoro degli esuberi verificatisi presso l'impianto di produzione della Carsid SA ("Carsid") con sede a Marcinelle. La presente relazione si aggiunge ad altre tre approvate oggi, tutte volte alla medesima finalità: sostenere i lavoratori in difficoltà a causa della crisi.

 
  
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  Paloma López Bermejo (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los 752 despidos que se produjeron en la planta de montaje de Carsid SA situada en la localidad de Marcinelle, cerca de Charleroi, en Bélgica, durante el período de referencia comprendido entre el 28 de septiembre de 2012 y el 28 de enero de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Antonio López-Istúriz White (PPE), por escrito. - Los efectos que ha tenido la globalización en sectores como el del automóvil se han visto extrapolados a sectores relacionados como el del acero. Esto, sumado a la crisis que ha afectado especialmente a sectores demandantes de acero como la construcción, ha provocado una gran recesión en este sector.

El 5 de septiembre de 2014 la Comisión aprobó la solicitud de Bélgica de movilización del FEAG para apoyar la reinserción en el mercado laboral de los trabajadores despedidos en la planta de montaje de Carsid SA.

Se trata de una ayuda de 911 934 euros destinados a la prestación de servicios para ayudar a la reinserción laboral de 752 de los trabajadores despedidos de la planta.

 
  
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  Ivana Maletić (PPE), napisan. - Zbog značajnih strukturnih promjena u tokovima svjetske trgovine te rastućeg trenda smanjenja tržišnog udjela Unije u sektoru kontinuirano lijevanog sirovog čelika i smanjene proizvodnje lijevanog sirovog čelika doneseno je Izvješće o mobilizaciji Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji za pomoć radnicima koji su izgubili posao zbog zatvaranja proizvodnog postrojenja Carsid SA koje se nalazi u mjestu Marincelle u blizini grada Charleroi.

Europski fond za globalizaciju osnovan je kako bi se omogućila dodatna podrška radnicima koji su zahvaćeni posljedicama strukturnih promjena uslijed globalizacije. Ovim Izvješćem želi se osigurati iznos od 900.000 eura kojim bi se pružila pomoć otpuštenim radnicima u vidu individualne pomoći u traženju posla te osposobljavanja i prekvalifikacije za nova radna mjesta te sam ga podržala.

 
  
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  Andrejs Mamikins (S&D), rakstiski. - Es nobalsoju par, jo tāda bija arī EP sociālistu politiskās grupas nostāja.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. - I supported this package. Decrease in demand in steel in the automotive and construction sectors in the EU as a consequence of the economic crisis and a relative increase of production costs (raw materials, energy, environmental constraints, etc.) – these factors have harmed the competiveness of the EU’s steel industry and have led to a high number of job losses in the steel sector in recent years due to plant closures and restructuring by several steel manufacturers in Europe. For instance, between 2008 and 2013, the number of persons employed in the metallurgic industry (NACE Rev. 2 division 24 ‘Manufacture of basic metals’) in the EU-27 decreased by around 280 000 from 1.44 million to 1.16 million (− 19.4 %).

 
  
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  Fulvio Martusciello (PPE), per iscritto. - Ho votato favorevolmente la relazione sul Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione, per il reintegro dei 939 dipendenti licenziati a seguito della chiusura dell' impianto di produzione della Carsid in Belgio. Il FEG deve essere considerato uno strumento fondamentale della UE per tutti i lavoratori che hanno perso il proprio impiego a causa della crisi economica e finanziaria.

 
  
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  Barbara Matera (PPE), per iscritto. - Ho votato a favore della relazione del collega Sarvamaa per esprimere ancora una volta la mia vicinanza e sostegno ai lavoratori che risentono delle conseguenze di rilevanti cambiamenti della struttura del commercio mondiale. Alla luce dei 939 esuberi presso lo stabilimento di produzione di Carsid SA credo sia fondamentale reintegrare questi lavoratori dando loro la possibilità di poter sviluppare nuove competenze e reinserirsi nel mercato del lavoro.

 
  
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  Georg Mayer (NI), schriftlich. - Die zahlreichen Entlassungen, die aus der Schließung der Produktionsanlage Carsid SA resultieren, stehen im Zusammenhang mit weitreichenden Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge infolge der Globalisierung. Die Verluste in diesem Wirtschaftszweig verdeutlichen den raschen Rückgang des europäischen Marktanteils in der Stahlproduktion und den gleichzeitigen Anstieg des Marktanteils von Ländern wie China. Umso wichtiger wird es sein, eine effektive Strategie der Union für die Stahl erzeugende Industrie zu beschließen, um die Wettbewerbsfähigkeit aufrechtzuerhalten. Aus diesen Erwägungen habe ich in diesem Fall für die Inanspruchnahme des EGF gestimmt.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Le fond d'aide à la mondialisation joue son rôle destructeur. Au lieu d'aider les travailleurs, il encourage les actionnaires et les Etats à adhérer à l'irresponsabilité sociale du libéralisme forcené. La demande porte sur 939 licenciements survenus sur le site de production d'acier brut de Carsid SA ("Carsid"), en Belgique, dont 752 travailleurs visés par les mesures cofinancées par le FEM. Les autorités belges font valoir que la crise économique a lourdement pesé sur le secteur de la manufacture dans l'ensemble de l'Union européenne : dans l’UE-27, entre 2008 et 2013 par exemple, quelque 280 000 travailleurs ont perdu leur emploi dans l'industrie métallurgique. Mais sans remettre en cause le modèle économique qui est la cause de la désindutrialisation de l'Europe, et il ne propose pas le seul remède efficace: le protectionnisme solidaire. Le gouvernement belge comme l’UE traitent les symptômes sans s’attaquer jamais aux causes du mal. Je m'abstiens pour ne pas priver les travailleurs belges de ce fond.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. - A UE é um espaço de solidariedade e nela se enquadra o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do fator trabalho, que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG destina-se a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas e é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi no passado utilizado por outros países da UE, cabendo agora dar esse auxílio à Bélgica que apresentou a candidatura EGF/2013/02 BE/Carsid a uma contribuição financeira do FEG, na sequência de 939 despedimentos, prevendo-se que 752 pessoas venham a participar nas medidas, no contexto do encerramento da unidade de produção da empresa Carsid SA (Carsid), situada em Marcinelle, nas proximidades de Charleroi, na Bélgica, durante o período de referência de 28 de setembro de 2012 a 28 de janeiro de 2013.

 
  
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  Roberta Metsola (PPE), in writing. - The European Union has set up legislative and budgetary instruments in order to provide additional support to workers who have been affected by the consequences of major structural changes in world trade patterns due to globalisation and to assist the reintegration of the same workers back into the labour market. The report cites how the number of jobs in southern Hainaut of Belgium has declined by 15.3% between 2007 and 2012, particularly in sectors where companies often employ a large number of workers. Additionally, these workers will likely have to retrain to find alternative employment. Therefore, I have voted in favour of the Carsid application.

 
  
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  Louis Michel (ALDE), par écrit. – Le secteur sidérurgique doit faire face à de graves difficultés économiques en Europe. La S.A.Carsid n'est pas épargnée et souffre de la baisse généralisée de la demande d'acier dans les secteurs de l'automobile et de la construction. En décidant, via le Fonds européen d'ajustement à la mondialisation, de venir en aide financièrement aux travailleurs licenciés de la société belge CARSID S.A., l'Europe démontre son véritable potentiel d'aide en faveur de la réinsertion des travailleurs sur le marché du travail. Il est indispensable de venir en aide à nos travailleurs, de leur assurer des emplois stables et durables sur le long terme.

 
  
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  Marlene Mizzi (S&D), in writing. - I voted in favour of the Report on the Mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund for the mobilisation of the EGF in Belgium for the support and reintegration in the labour market of workers made redundant in the production plant of Carsid SA (‘Carsid’). The fund will help 752 redundant workers to get back into employment through job-search assistance, training and retraining programmes.

 
  
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  Giulia Moi (EFDD), per iscritto. - Il Belgio ha presentato la domanda EGF/2013/02 BE/Carsid per ottenere un contributo finanziario richiesto a titolo del FEG di importo pari a EUR 911 934 in seguito a 939 esuberi legati alla chiusura dell'impianto di produzione della Carsid SA con sede a Marcinelle.

Poiché il sostegno finanziario va a favore di 752 lavoratori in esubero e mira ad agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro, il mio voto è stato positivo.

 
  
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  Sophie Montel (NI), par écrit. – La Belgique a demandé une aide au titre du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation pour 752 des 939 personnes licenciées après la fermeture du site de production de Carsid S.A. situé à Marcinelle (l'une des sections de Charleroi).

Ces licenciements sont le résultat concret de modifications structurelles importantes intervenues dans le secteur sidérurgique en Europe. Ainsi, la diminution de la production européenne d'acier brut issu de la coulée (- 13,4% entre 2006 et 2011) est directement liée à une baisse de la demande de la filière automobile ou encore de la filière du bâtiment. Face à la concurrence directe des pays à bas coût de production (par exemple, la Chine et l'Inde), ce sont environ 280 000 personnes qui ont perdu leur travail dans l'industrie métallurgique européenne entre 2008 et 2013.

À noter également que le sud du Hainaut (région de Charleroi) et les régions voisines sont particulièrement touchées par la baisse des activités manufacturières, phénomène qui rend la reconversion des personnes licenciées indispensable pour espérer retrouver un emploi. Cette aide servant à cofinancer des mesures individuelles de formation et de reconversion, j'ai voté pour afin de ne pas priver ces victimes des avantages de la mondialisation et de l'ultralibéralisme de ce fond.

 
  
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  Nadine Morano (PPE), par écrit. - J’ai voté en faveur de ce texte qui prévoit la mobilisation de 911 934 euros en faveur des anciens salariés de Carsid en Belgique. La société Carsid produisait des brames d'acier destinées à être transformées sur des sites appartenant au groupe Duferco en Belgique. La production était principalement utilisée dans les industries de la construction, du transport, de l'automobile et de l'équipement. L’ensemble de ces secteurs a été fortement atteint par la crise en Europe et l’entreprise n’a pas pu faire face à la baisse des commandes. Je souhaite que le Parlement européen se prononce vite sur un ensemble de mesures qui permettra aux entreprises européennes de regagner de la compétitivité face aux entreprises étrangères.

 
  
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  Renaud Muselier (PPE), par écrit. - J'ai voté en faveur de ce rapport compte-tenu de l'importance, en ces temps de crise économique, du soutien de l'UE aux travailleurs dont les entreprises ont particulièrement souffert. Le secteur métallurgique est le symbole des grandes mutations à l'oeuvre dans l'organisation du commerce mondial; nous ne le savons que trop en France. Il est donc logique que l'UE apporte son aide et donne les moyens à la population de se reconvertir.

 
  
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  Dan Nica (S&D), în scris. - Am votat pentru mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare: pentru cererea EGF/2013/002 BE/Carsid – Belgia.

Belgia a solicitat contribuția financiară din partea FEG în urma concedierii a 939 de lucrători, dintre care 752 de lucrători fiind vizați să participe la măsurile în cauză. Concedierile au survenit după închiderea uzinei de producție Carsid S.A. în perioada de referință septembrie 2012 și ianuarie 2013.

Disponibilizările efectuate în cadrul uzinei Carsid sunt legate de schimbările structurale majore intervenite la nivel mondial ca urmare a globalizării, de declinul rapid al cotei de piață pe care o deține Uniunea la nivel mondial în sectorul producției de oțel brut obținut prin turnare continuă, precum și de scăderea constantă a producției de oțel turnat brut la nivelul Uniunii, ca urmare a reducerii cererii de oțel în sectorul automobilelor și în cel al construcțiilor.

Producția de oțel brut obținut prin turnare continuă din UE-27 a scăzut cu 13,4% între 2006 și 2011, iar cota de piață a UE-27 în același interval de timp a scăzut cu 30,7%. Din păcate, sectorul siderurgic din Europa este expus la dificultăți economice serioase și, în calitate de coordonator S&D pentru industrie, cercetare și energie, subliniez necesitatea investițiilor în acest sector pentru a relansa producția de oțel în EU.

 
  
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  Franz Obermayr (NI), schriftlich. - Durch die Inanspruchnahme des Fonds soll einem Unternehmen der Stahlindustrie wieder Handlungsspielraum gewährt werden. Die zahlreichen Entlassungen, die aus der Schließung der Produktionsanlage Carsid SA resultieren, stehen im Zusammenhang mit weitreichenden Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge infolge der Globalisierung. Die Verluste in diesem Wirtschaftszweig verdeutlichen den raschen Rückgang des europäischen Marktanteils in der Stahlproduktion und den gleichzeitigen Anstieg des Marktanteils von Ländern wie China. Die Stahlindustrie stellt allerdings seit jeher das Rückgrat unserer industriellen Produktion dar. Daher ist es ganz entscheidend, eine effektive Strategie der Union für die Stahl erzeugende Industrie zu beschließen – nicht zuletzt auch, um die Wettbewerbsfähigkeit aufrechtzuerhalten. Aus diesen Erwägungen habe ich in diesem Fall für die Inanspruchnahme dieses Fonds gestimmt.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. - Considerando che la proposta di decisione concernente la mobilitazione del FEG in favore del Belgio, è finalizzata a sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati dall'impianto di produzione della Carsid SA a causa dei cambiamenti strutturali del commercio internazionale; considerando che la contrazione della domanda di acciaio nel settore automobilistico e edilizio dell'UE ha influito negativamente sulla competitività delle industrie siderurgiche europee; concordando che la perdita di un numero elevato di posti di lavoro nel settore dell'acciaio possa avere rilevanti ripercussioni sul tasso di disoccupazione dell´economia locale, ho espresso il mio voto favorevole.

 
  
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  Florian Philippot (NI), par écrit. - Je regrette ce système pervers par lequel l'Union européenne, d'un côté, détruit l'environnement économique et, de l'autre, verse quelques subventions compensant mal les difficultés que sa politique a générées.

Si je n'hésite pas à soutenir les créateurs d'emplois, je déplore que l'Union les mette en situation de devoir demander de l'aide pour survivre. À quand une politique rationnelle qui protégerait entreprises et travailleurs grâce à des frontières maîtrisées? Prendre quelques mesurettes pour réduire les effets quand on ne cesse d'aggraver les causes n'a aucun sens.

 
  
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  Andrej Plenković (PPE), napisan. - Podržao sam izvješće kolege Petri Sarvamaae. Zbog strukturnih reformi koje obuhvaćaju sektor metaloprerađivačke industrije, broj otkaza je nažalost svakodnevno u porastu. Ovaj prijedlog mobilizacije sredstva iz EGF-a u iznosu od 911 934 € za cilj ima sanaciju štete nastale otpuštanjem 752 radnika. Ovim paketom planira se subvencionirati postupak prekvalifikacije osoba zaposlenih u metaloprerađivačkoj industriji te individualno pomoći svakom radniku u pronalasku novog zaposlenja.

Podržavam postupak ubrzavanja povlačenja sredstava iz EGF-a. Proteklo je nekoliko godina kako bi se odobrila pomoć ovom poduzeću. Nažalost, ova kriza uzrokovana je krizom u prodaji novih vozila. Glavni izvoznik Carsida su velike automobilske tvornice. One su trenutno u padu potražnje za lijevanim čelikom. Europska unija je u razdoblju od 2006.-2011. godine zabilježila pad potražnje od 13,4% za lijevanim čelikom. Svjetsko tržište čelika nije doživjelo pad, već je poraslo za 25,1%. Konkurentnost Europske unije uvelike je smanjena.

Podržavam blisku suradnju socijalnih partnera i europskih institucija. Uloga sindikata u pregovorima je vrlo važna kako bi se pronašao zajednički jezik na putu pomoći otpuštenim radnicima. Grad Charleroi ovim otpuštanjima dolazi do stope nezaposlenosti od 21,6%. Ovo je znatno iznad nacionalnog prosjeka nezaposlenosti od 11,2%.

 
  
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  Salvatore Domenico Pogliese (PPE), per iscritto. - Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) ha come scopo di dare un sostegno ulteriore ai lavoratori di imprese che soffrono della negativa congiuntura e di cambiamenti strutturali importanti del commercio mondiale. Per questa ragione, l'azione a favore dei lavoratori che sono stati licenziati dalla Carsid SA (le imprese siderurgiche hanno particolarmente sofferto di un calo della domanda di acciaio in questi anni) è valida e permetterà ad un folto gruppo di lavoratori di meglio reinserirsi nel mercato del lavoro con azioni mirate a riqualificarsi.

 
  
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  Jiří Pospíšil (PPE), písemnĕ. - I dnes jsem podpořil usnesení týkající se uvolnění prostředků z Evropského fondu pro přizpůsobení se globalizaci. Určité pochyby ve mne ovšem vyvolává fakt, že většina prostředků míří do starých členských zemí, přestože globalizace se dotýká stejným způsobem i nových členských států. Věřím, že mne další rozdělování prostředků z tohoto fondu přesvědčí, že rozdělování probíhá vyváženě.

 
  
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  Marcus Pretzell (ECR), schriftlich. - Ich habe gegen diesen Antrag gestimmt, da hier zum wiederholten Male Gelder des Globalisierungsfonds für Arbeitsmarktmaßnahmen zweckentfremdet werden. Hier wären die Nationalstaaten gefragt, eventuelle arbeitsmarktpolitische Maßnahmen zu ergreifen, soweit notwendig und gewünscht.

Die EU ist im konkreten Fall nicht zuständig und überschreitet zum wiederholten Male ihre Kompetenzen.

 
  
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  Franck Proust (PPE), par écrit. - Le secteur sidérurgique est un secteur gravement touché en raison d'une grande baisse de la demande dans l'Union, et de la variation de ses prix sur le plan international. Les conséquences sont donc très lourdes pour les employés, à fortiori lorsque comme dans la région de Charleroi, les optiques de reconversion sont difficiles. Je vote donc en faveur de la mobilisation du fonds d'ajustement à la mondialisation afin, notamment, d'inciter la création d'entreprise.

 
  
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  Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández (S&D), por escrito. - He votado a favor de este informe para aprobar la movilización de 911 934 euros del Fondo Europeo de Adaptación a la Globalización destinados a 939 trabajadores que han perdido su empleo en la planta de montaje Carsid de la región de Charleroi, destinada a la producción de acero bruto de colada continua, como consecuencia de los cambios estructurales en el comercio mundial derivados de la globalización y del impacto de la crisis económica y financiera.

Los servicios personalizados que se han de financiar con cargo al FEAG comprenden actividades de formación, orientación profesional y reciclaje. Si bien estas ayudas no son capaces por sí solas de paliar el drama del desempleo en la región de Charleroi, sí constituyen una buena asistencia y formación para la reinserción laboral de los trabajadores afectados. En todo caso, sería deseable mejorar la dotación financiera de estas ayudas en próximas ocasiones.

 
  
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  Claude Rolin (PPE), par écrit. - J'ai voté en faveur de la mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation (FEM) pour les travailleurs de Carsid dont je connais que trop bien la situation. L'utilisation de cette enveloppe va permettre de fournir une aide individuelle à ces travailleurs et les aider à retrouver le chemin de l'emploi. Cela dit, si l'importance de ce fonds pour l'accompagnement des travailleurs n'est plus à démontrer, je reste critique sur deux points. Tout d'abord, le fait que le FEM ne puisse intervenir que lorsque plus de 500 travailleurs ont été licenciés par une seule entreprise (fournisseurs et producteurs en aval compris) me semble trop réducteur. De nombreux travailleurs ont vu leur entreprise de plus petite taille fermer ses portes et n'ont dès lors pu bénéficier de ce fonds. Je souhaite donc que ce seuil de 500 travailleurs soit revu à la baisse. De plus, la mobilisation effective des fonds prend beaucoup trop de temps alors que c'est au moment où ils perdent leur emploi que les travailleurs ont besoin d'être soutenus. Je demande donc à ce que le processus décisionnel visant à mobiliser le FEM soit accéléré.

 
  
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  Massimiliano Salini (PPE), per iscritto. - La domanda in esame, la dodicesima nel quadro del bilancio 2014, si riferisce alla mobilitazione del FEG per un importo totale di 911.934 EUR per il Belgio.

La domanda riguarda esuberi legati alla chiusura dell'impianto di produzione della Carsid SA ("Carsid") con sede a Marcinelle, vicino a Charleroi.

Ho votato a favore per difendere il lavoro delle aziende interessate e sostenere la crescita della regione.

 
  
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  Matteo Salvini (NI), per iscritto. - Ho votato in maniera favorevole in quanto si tratta di un intervento economico, per una cifra pari a novecento undicimila euro, a seguito di 939 esuberi operati dalla ditta Carsid di Charleroi

 
  
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  Lola Sánchez Caldentey (GUE/NGL), por escrito. - La delegación de PODEMOS en el Parlamento Europeo ha votado favorablemente a la movilización de este fondo, entendiendo que existe una necesidad objetiva y una expectativa legítima por parte de los trabajadores despedidos en recibir la serie de ayudas asociadas.

No obstante, consideramos que este Fondo de Adaptación a la Globalización constituye un simple paño caliente sobre la hemorragia que se cobra cada mes, en términos de despidos masivos, esta Europa de los Mercados y los Capitales. Los procesos de reconversión industrial, de flexibilización laboral y de tecnificación de la producción característicos de la Tercera Revolución Industrial hacen que cada vez más resulte difícil absorber a una creciente masa de trabajadores.

 
  
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  Lidia Senra Rodríguez (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los 752 despidos que se produjeron en la planta de montaje de Carsid SA situada en la localidad de Marcinelle, cerca de Charleroi, en Bélgica, durante el período de referencia comprendido entre el 28 de septiembre de 2012 y el 28 de enero de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de los trabadores y trabajadoras en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Siôn Simon (S&D), in writing. - I welcome today’s vote on the mobilisation of the EGAF to support the reintegration in the labour market of Belgian workers made redundant in the production plant of Carsid SA (‘Carsid’). It concerns 939 redundancies in Carsid SA, located at Marcinelle near Charleroi in Belgium.

A total amount of EUR 911 934 in EGAF aid will support 752 workers targeted for EGAF co-funded measures during the reference period from 28 September 2012 to 28 January 2013.

The UK has never made an application under this fund. UK workers therefore receive none of this support.

 
  
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  Davor Ivo Stier (PPE), napisan. - EU je uspostavila zakonodavne i proračunske instrumente kako bi pružila dodatnu potporu radnicima koji su pogođeni posljedicama velikih promjena u svjetskim trgovinskim tokovima, ali i kako bi im se pomoglo pri ponovnom uključivanju na tržište rada. Financijska pomoć koju Unija pruža otpuštenim radnicima trebala bi biti dinamičnija i dostupnija što je brže moguće, a sve u skladu sa Zajedničkom izjavom Europskog parlamenta, Vijeća i Komisije usvojenom 17. srpnja 2008. Podržavam prijedlog jer je odraz sporazuma koji su postigli Parlament i Vijeće o ponovnom uvođenju kriterija za mobilizaciju fonda u slučaju krize, ali također jer se radi i o povećanju učinkovitosti pri postupanju sa zahtjevima za mobilizaciju. Belgija je podnijela zahtjev za finacijsku pomoć iz EGF-a nakon otpuštanja 939 radnika, pri čemu se očekuje da će 752 osoba biti obuhvaćeno mjerama, u vezi sa zatvaranjem proizvodnog postrojenja poduzeća Carsid SA. Napominjem, postoji opasnost da će zbog otpuštanja u Carsidu nezaposlenost u području grada znatno porasti. Zato podržavam prijedlog na temelju Uredbe o EGF-u i slažem se s Komisijom da su uvjeti iz Uredbe o EGF-u ispunjeni te da Belgija ima pravo na financijsku pomoć u skladu s tom Uredbom.

 
  
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  Richard Sulík (ECR), písomne - Pri tomto návrhu som hlasoval proti, keďže je pre ekonomiku Európskej únie a jej konkurencieschopnosť škodlivý. Nepochybujem o tom, že 911 934 eur 939 prepusteným pracovníkom môže pomôcť. No na túto pomoc sa budú musieť poskladať všetci daňovníci Európskej únie, čo zodpovedajúco zníži ich konkurencieschopnosť. A to je presný opak toho, čo sa Európska únia týmto príspevkom snaží dosiahnuť.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR), in writing. - I voted against this report today, as I am opposed in principle to the use of this European Globalisation Adjustment Fund and, as a result, I cannot support this proposal to mobilise it.

 
  
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  Eleftherios Synadinos (NI), γραπτώς. - Καταψηφίζω τη συγκεκριμένη έκθεση διότι τα κονδύλια αυτά αντί να καταλήξουν στο απολυμένο προσωπικό που τα έχει απόλυτη ανάγκη, θα χορηγηθούν σε εταιρίες ή οργανισμούς (ιδιωτικούς ή κρατικούς) που υποτίθεται ότι θα επανακαταρτίσουν το εν λόγω προσωπικό ή θα το βοηθήσουν στην εύρεση εργασίας. Δηλαδή ή θα δημιουργήσουν ειδικευμένους άνεργους ή θα παρατείνουν την αγωνία τους.

 
  
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  Dubravka Šuica (PPE), napisan. - S obzirom na to da je Belgija podnijela zahtjev za financijsku pomoć iz EGF-a nakon otpuštanja 939 radnika, a očekuje se da će 752 osobe biti obuhvaćene mjerama u vezi sa zatvaranjem proizvodnog poduzeća Carsid SA, smatram da je potrebno smanjiti trajanje uvodnog razdoblja kako bi EGF djelovao što brže.

No, bitno je navesti da je EGF osnovan radi pružanja potpore radnicima koji su otpušteni kao višak slijedom strukturnih promjena u tokovima svjetske trgovine nastalim zbog globalizacije, te je njegovim sredstvima moguće sufinancirati samo aktivne mjere na tržištu rada koje vode dugoročnom zaposlenju, te se njima ne smiju zamijeniti aktivnosti za koje su nadležna poduzeća prema nacionalnom pravu ili kolektivnim ugovorima, ni mjere za restrukturiranje.

Zbog svega navedenog podržavam prijedlog te bi se sredstva iz EGF-a trebala mobilizirati radi pružanja financijskog doprinosa u vezi sa zahtjevom koji je podnijela Belgija.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. - Ce midi, la délégation PS du Parlement européen a voté en faveur de le mobilisation de plus d’1,4 millions d’euros pour soutenir les travailleurs de Ford Genk et de l'usine métallurgique Carsid à Charleroi. Cette aide a pour objectif de réorienter professionnellement et de former les 1231 travailleurs victimes des restructurations et licenciements dans leur entreprise. Ce Fonds représente un symbole d’une Europe qui peut être plus solidaire.

Le FEM met chaque année 150 millions d'euros à disposition afin d’accompagner les travailleurs ayant perdu leur emploi suite à des changements structurels majeurs survenus dans le commerce international en raison de la mondialisation. Les fonds sont utilisés pour la formation, le recyclage des travailleurs, des programmes d'aide à la création de leur propre entreprise, etc.

C’est une excellente nouvelle. Le Fonds fait naître un espoir, celui de voir s’amorcer, enfin, la construction d’une Europe sociale. Il est important de comprendre que la précarité et la mise en concurrence des salariés européens entre eux ne constituent pas la norme. Il appartient à l’Europe de garantir la protection des salariés. L’Europe sociale est la seule qui puisse aujourd’hui réconcilier les citoyens avec leurs institutions.

 
  
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  Ruža Tomašić (ECR), napisan. - Glasovala sam protiv prijedloga odluke o mobilizaciji Europskog fonda za prilagodbu globalizaciji koji se temelji na zahtjevu Belgije EGF/2013/02 BE/Carsid za financijsku pomoć iz EGF-a nakon otpuštanja 939 radnika, pri čemu se očekuje da će 752 osobe biti obuhvaćene mjerama, u vezi sa zatvaranjem proizvodnog postrojenja poduzeća Carsid SA („Carsid”) koje se nalazi u mjestu Marcinelle.

Smatram da takvi paketi mjera predstavljaju samo vatrogasne mjere koje ne nude nikakvo dugoročno rješenje za otpuštene radnike s jedne strane i za lošu gospodarsku situaciju u krizom pogođenim sektorima. Naime, smatram da države članice moraju pružiti svojim tvrtkama zdravi okvir poslovanja koji će im omogućiti da budu konkurente na globalnom tržištu što pretpostavlja porezno rasterećenje te uklanjanje birokratskih barijera koje koče ulaganje i poslovanje. U slučaju zahtjeva Belgije za Carsid, posebno se suprotstavljam predloženom paketu usluga koji ne uključuje mjere za poticanje poduzetništva kod otpuštenih radnika što bi trebalo predstavljati stup svake gospodarske politike.

Također bi bilo poželjno uvjetovati financiranje takvih paketa donošenjem dugoročnih mjera koje će omogućiti rast u sektorima pogođenim krizom, jer ne možemo slijepo financirati prekvalifikacije radnika otpuštenih uslijed loše vođene gospodarske politike i nesposobnosti država da svojim tvrtkama osiguravaju uvjete koji će im omogućiti učinkovit nastup na globalnom tržištu.

 
  
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  Ernest Urtasun (Verts/ALE), por escrito. - Este fondo europeo es esencial para la garantizar la continuidad de la industria en los países periféricos y la empleabilidad de los trabajadores y trabajadoras de dicho sector. Por ello he votado a favor.

 
  
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  Ángela Vallina (GUE/NGL), por escrito. - He votado a favor del informe ya que permite la movilización de recursos por los 752 despidos que se produjeron en la planta de montaje de Carsid SA situada en la localidad de Marcinelle, cerca de Charleroi, en Bélgica, durante el período de referencia comprendido entre el 28 de septiembre de 2012 y el 28 de enero de 2013.

Esta movilización de fondos se debe a las desastrosas consecuencias de la internacionalización de los sectores productivos en la UE.

Estos fondos no son capaces de solucionar las problemáticas de estos trabajadores en el contexto del elevado desempleo en Bélgica, pero al menos dan la posibilidad de paliar una pequeña parte del drama humano. Por todo ello he decidido votar a favor del presente informe.

 
  
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  Miguel Viegas (GUE/NGL), por escrito. - Esta é a segunda candidatura belga que estamos a analisar nesta sessão plenária. Esta empresa produzia brames de aço usados na produção de produtos laminados a quente e a frio usados na construção, em equipamentos de transporte e no setor automóvel.

A justificação apresentada para este despedimento na unidade de produção da empresa Carsid SA («Carsid») está relacionada com as importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial decorrentes da globalização, com o declínio acelerado da quota de mercado da União no setor da produção de aço bruto em vazamento contínuo. Este despedimento aumentou o desemprego na zona de Charleroi (uma antiga zona mineira de carvão e produção de aço, em que o emprego está fortemente dependente de indústria pesada tradicional) que se caracteriza por uma elevada percentagem de desemprego de longa duração.

A mobilização da quantia de 911 934 euros é apenas um paliativo que, sendo necessário, não é a solução. Impõe-se outro rumo para a Europa, um rumo que tenha no centro das suas políticas a justiça social e o bem-estar dos Povos e que passa por promover o direito ao trabalho com direitos, salários e pensões dignos.

 
  
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  Harald Vilimsky (NI), schriftlich. - Die Stahlindustrie in Europa ist durch die stetige Globalisierung und durch den starken Konkurrenzdruck gegenüber Ländern wie der Volksrepublik China stark in Bedrängnis. Wie man am Beispiel der Schließung der Produktionsanlage „Carsid SA“ sieht, kann nur eine wirksame Strategie der EU für die stahlerzeugende Industrie in Europa auf Dauer helfen, neue Möglichkeiten und Investitionen zu schaffen. Da die Wettbewerbsfähigkeit der europäischen Stahlindustrie aufrechterhalten werden muss, habe ich für den Antrag gestimmt, der eine Inanspruchnahme des EGF vorsieht.

 
  
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  Beatrix von Storch (ECR), schriftlich. - Der Globalisierungsfonds wurde eingerichtet, um bei kurzfristig eintretenden Notlagen aufgrund von Missmanagement, der Globalisierung oder der Finanz- und Moralkrise in den Mitgliedstaaten zu helfen. Die Unterstützung umfasst Weiterbildungsmaßnahmen, Beihilfen für Unternehmensgründung, Coaching und Outplacement von entlassenen Arbeitnehmern. Der Globalisierungsfonds ko-finanziert diese Arbeitsplatzbeschaffungsmaßnahmen zu 50 % oder 65 %, den Restbetrag stellt der betroffene Mitgliedstaat bereit. Damit entwickelt sich die EU-Kommission zu einer gigantischen Arbeitsmarktagentur. Dennoch beschied der Europäische Rechnungshof in einem Sonderprüfbericht, dass dieser „Globalisierungsfonds“ nur begrenzten EU-Mehrwert erbringt und durch eine effizientere Regelung ersetzt werden sollte. Es wurde ausdrücklich festgestellt, dass dieser Globalisierungsfonds nicht der beste Weg sei, um die dringend benötigte spezifische Unterstützung zu leisten. Und trotzdem führt die EU die nachweislich als ineffizient eingestufte Politik fort. Dem kann ich nicht zustimmen.

 
  
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  Inês Cristina Zuber (GUE/NGL), por escrito. - Esta candidatura refere-se ao despedimento de 939 trabalhadores, relacionados com o encerramento da unidade de produção da empresa Carsid SA, na Bélgica, a qual produzia brames de aço usados na produção de produtos laminados a quente e a frio usados na construção, em equipamentos de transporte e no setor automóvel.

A justificação apresentada para este despedimento na unidade de produção da empresa Carsid SA (Carsid) está relacionada com as importantes mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial decorrentes da globalização, com o declínio acelerado da quota de mercado da União no setor da produção de aço bruto em vazamento contínuo a nível mundial e com uma diminuição significativa da produção de aço bruto em vazamento devido a uma descida na procura de produtos siderúrgicos nos setores automóvel e da construção.

Esta é a consequência da desindustrialização, fruto das políticas de destruição do tecido produtivo e do financiamento do capital, tendo como primeiro e único objetivo o lucro mais fácil e mais rápido.

A mobilização da quantia de 911 934 euros é apenas um paliativo que, sendo necessário, não é a solução. Impõe-se outro rumo para a Europa, um rumo que tenha no centro das suas políticas a justiça social e o bem-estar dos povos.

 

9.4. Mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation : demande EGF/2014/006 FR/PSA (A8-0016/2014 - Isabelle Thomas)
  

Pisemne wyjaśnienia dotyczące głosowania

 
  
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  Jonathan Arnott (EFDD), in writing. - The principle of subsidiarity dictates that decisions should be taken at the closest possible level to the citizen - in this case, at regional or national level. Therefore these projects should not be funded by the European Union.

It is absurd that the arbiters of whether this funding should or should not be given are members of the European Parliament with no detailed knowledge of the situation. This project may well be of benefit to the people of France, but I am not best placed to judge.

The European Globalisation Adjustment Fund should be scrapped, which would give money back to the Member States to decide for themselves about the appropriateness of such funding. Consequently, I had no option but to vote against – even though this may be a worthwhile project.

 
  
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  Hugues Bayet (S&D), par écrit. - Cette aide permettra de soutenir la réinsertion sur le marché du travail de 2 357 des 6 120 travailleurs licenciés chez Peugeot Citroën Automobiles. Le licenciement massif au sein de cette entreprise risque de mettre à mal toute l'économie d'une région.

Je me réjouis de la mise en place d'un plan de remise à l'embauche des ouvriers de PSA, victimes des politiques d'austérité libérales.

 
  
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  Dominique Bilde (NI), par écrit. - La demande concerne ici la mobilisation de 12 704 605 EUR au titre du FEM afin de soutenir la réinsertion sur le marché du travail de travailleurs licenciés chez Peugeot Citroën Automobiles (PSA). Elle concerne 2 357 travailleurs sur les 6 120 licenciés sur le site d'Aulnay (désormais fermé) mais aussi sur celui de Rennes.

Pendant qu'entre 2000 et 2012, la production mondiale de véhicules a augmenté de 44 %, la production en Europe occidentale, elle, a chuté de 25 %. La part détenue par des pays tiers comme la Chine ou encore la Turquie atteint désormais 47 % de la production mondiale contre 15 % en 2000. Le marché européen arrivant à saturation et la concurrence déloyale de ces pays tiers augmentant, nos constructeurs sont les premières victimes de cette situation. Pire, au sein même de l'Union, la part des constructeurs de ces pays tiers ne cesse de croître.

Face à ce constat, le patriotisme économique devrait prévaloir avec, par exemple, la mise en place de droits de douanes ciblés face à la concurrence internationale déloyale.

Je me suis néanmoins prononcée pour cette demande afin de soutenir les travailleurs victimes de la mondialisation et des politiques ultralibérales et leur donner une chance de se reconvertir.

 
  
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  Mara Bizzotto (NI), per iscritto. - Ho sostenuto questa relazione che autorizza la mobilitazione del FEG, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, a favore di 6 000 lavoratori francesi del settore metallurgico. La speranza è quella che l'Unione europea adotti presto una politica commerciale più efficace, votata finalmente alla tutela del nostro mercato del lavoro. Nell'attesa di un cambiamento radicale delle politiche comunitarie, lo strumento migliore, l’unico, su cui possiamo fare affidamento è proprio il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

 
  
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  Malin Björk (GUE/NGL), skriftlig. - Jag har idag röstat för detta betänkanden.

Det gör jag därför att arbetarna i de aktuella fallen ska ges ekonomiskt stöd för omskolning och/eller andra åtgärder för att finna nya jobb.

Dock vill jag understryka att den omfattande arbetslösheten i EU skulle kunna bekämpas effektivt om man stoppar den åtstramningspolitik som EU-kommissionen och medlemsstaternas regeringar sedan länge bedriver.

För att skapa nya arbetstillfällen i Europa krävs en ny ekonomisk politik med massiva offentliga och miljövänliga investeringar. Det krävs samhällsnyttiga investeringar inom skola, vård och omsorg, men också i infrastruktur, järnväg, kollektivtrafik, energisnåla bostäder och hållbara energisystem.

 
  
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  José Blanco López (S&D), por escrito. - He votado a favor de este informe para aprobar la movilización de 12 704 605 euros del Fondo Europeo de Adaptación a la Globalización destinados a 6120 trabajadores que han perdido su empleo en Peugeot Citroën Automobiles (PSA) en Francia, como consecuencia de los cambios estructurales en el comercio mundial derivados de la globalización y del impacto de la crisis económica y financiera.

Los servicios personalizados que se han de financiar con cargo al FEAG comprenden actividades de formación, orientación profesional, reciclaje e incentivos para la creación de empresas.

Si bien estas ayudas no son capaces por sí solas de paliar el drama del desempleo en la región de Charleroi, sí constituyen una buena asistencia y formación para la reinserción laboral de los trabajadores afectados.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. – Balsavau dėl šio pranešimo, nes juo Parlamentas pritarė Europos Globalizacijos Fondo paramos skyrimui iš Prancūzijos automobilių gamyklos įmonės Peugeot Citroën Automobiles atleistiems darbuotojams. Iš įmonės, gaminančios variklines transporto priemones, priekabas ir puspriekabes, buvo atleista 6 120 darbuotojų. Darbuotojai daugiausiai atleisti Il de Franso (One gamykla) ir Bretanės (Reno gamykla) regionuose. Per ataskaitinį laikotarpį nuo 2013 m. spalio 1 d. iki 2014 m. sausio 31 d. paramą taikant EGF bendrai finansuojamas priemones numatyta teikti 2 357 darbuotojams. Parlamentas nustatė, kad atleidus 6 120 darbuotojų dar labiau padidės nedarbas Il de Franso ir Bretanės regionuose, kuriuose yra dvi minėtosios gamyklos, nes One gamykla buvo 8-tas pagal dydį darbdavys ir dėl atleidimų užimtumas regione sumažėjo 13,6 proc. Taip pat Parlamentas pažymėjo, kad pasaulinės tendencijos Vakarų Europos automobilių pramonei kelia didelį susirūpinimą, nes, remiantis skaičiavimais, nors 2000–2012 m. pasaulinė transporto priemonių gamyba išaugo 44 proc., tuo pačiu laikotarpiu gamyba Vakarų Europoje sumažėjo 25 proc. Be to, gamyba trečiosiose šalyse (Pietų Korėjoje, Kinijoje, Turkijoje, Indonezijoje, Irane, Malaizijoje, Tailande ir Pietų Amerikoje) labai išaugo ir šiuo metu sudaro 47 proc. pasaulio transporto priemonių gamybos (2000 m. ji sudarė 15 proc.).

 
  
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  Gianluca Buonanno (NI), per iscritto. - Ho votato a favore della mobiltazione del fondo di adeguamento alla globalizzazione. Sono dalla parte dei 6 000 lavoratori dichiarati in esubero dalla Peugeot Citroen.

 
  
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  Alain Cadec (PPE), par écrit. - Le Parlement européen a approuvé une aide destinée aux employés de PSA licenciés sur les sites d’Aulnay en Ile-de-France et de Rennes en Bretagne. Cette aide financière leur permettra de suivre une formation afin de se réinsérer sur le marché du travail et de retrouver un emploi. J'ai voté en faveur de cette mobilisation du fonds d’ajustement à la mondialisation. Le secteur automobile européen et particulièrement français est fortement touché à la fois par la crise économique et par la concurrence mondiale. Une aide financière de l’Union européenne était donc complètement justifiée et nécessaire.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D), per iscritto. - Oggi ho votato a favore di questa relazione per sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro di 2 357 lavoratori operanti nel settore della fabbricazione di autoveicoli e che sono stati licenziati dall'impianto della Peugeot Citroën Automobiles (PSA).

Va evidenziato il fatto che l'UE ha fabbricato 16,2 milioni di veicoli nel 2013, su un totale mondiale di 87,3 milioni (18,54%), mentre nel 2000 l'UE-15 fabbricava 17,1 milioni di veicoli, su un totale mondiale di 58,3 milioni (29,41%). Sul lato della domanda, l'UE è divenuta ora un mercato caratterizzato da una crescita lentissima. Infatti i consumatori evitano gli acquisti trovandosi in condizioni economiche di difficoltà.

L'obiettivo del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è quello di facilitare il rapido reinserimento professionale di questi lavoratori in esubero mediante azioni di accompagnamento personalizzato, quali l'assistenza nella ricerca di un impiego, di orientamento professionale, di formazione e riqualificazione, di promozione al lavoro autonomo e all'imprenditorialità.

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD), per iscritto. - Le trasformazioni della struttura del commercio mondiale sono un cambiamento che purtroppo non si può fermare, ma a causa della rapidità del fenomeno, molti lavoratori e imprenditori sono privati dei loro mezzi di sostentamento senza averne colpa, nel settore automobilistico questa è una dura realtà che non può essere negata. Molti si sono trovati in una congiuntura economica sfavorevole, determinando l'impossibilità di provvedere ai propri bisogni e a quelli della propria famiglia.

Il Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione è uno strumento giusto per limitare le conseguenze di un cambiamento economico che ha colpito e colpisce ancora molti ambiti delle nostre vite.

 
  
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  Alberto Cirio (PPE), per iscritto. - Ho votato a favore della domanda, la tredicesima nel quadro del bilancio 2014, per la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per un importo totale di EURO 12 704 605 per l