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Keskiviikko 17. joulukuuta 2014 - Strasbourg Lopullinen versio

9. Eurooppa-neuvoston kokouksen (18.–19. joulukuuta 2014) valmistelu (keskustelu)
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  Der Präsident. - Als nächster Punkt der Tagesordnung folgt die Aussprache über die Erklärungen des Rates und der Kommission zur Vorbereitung des Europäischen Rates (18./19. Dezember 2014) (2013/2706(RSP)).

 
  
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  Benedetto Della Vedova, Presidente in carica del Consiglio. - Signor Presidente, volevo cogliere l'occasione a nome del Consiglio, anche per complimentarmi per il premio Carlo Magno che ha ricevuto. Onorevoli deputati alla riunione del Consiglio europeo di dicembre due saranno gli argomenti principali all'ordine del giorno: il tema degli investimenti e quello dell'Ucraina. La crisi finanziaria e del debito ha indotto l'Unione europea a ripensare la strategia economica. Il Consiglio europeo è al centro di tale strategia, così come gli investimenti saranno al centro del Consiglio europeo.

L'Europa ha bisogno di investimenti. Esiste una considerevole riserva di progetti di investimenti che possono essere sfruttati ma i progetti ambiziosi non sempre trovano finanziamenti anche quando il loro potenziale europeo è enorme. Ovviamente, ci sono dei motivi alla base di questa situazione. La crisi ha avuto un impatto sul comportamento di tutti: operatori sovrani, economici e soprattutto investitori privati, i quali hanno assunto un atteggiamento prudente non essendo certi dei profitti attesi. Ma questa situazione non può e non deve continuare. Uno dei principali obiettivi del Consiglio europeo sarà pertanto ripristinare la fiducia. Occorre stimolare gli investimenti e migliorare il quadro degli investimenti in Europa. Il Consiglio europeo fornirà orientamenti e direttive in tre settori principali.

In primo luogo, tramite l'istituzione di un fondo europeo per gli investimenti strategici, il quale mobiliterà i nuovi investimenti tra il 2015 e il 2017. Sarà necessario l'aiuto congiunto delle nostre due istituzioni. In quanto colegislatori, dovremo operare rapidamente sulla futura proposta legislativa in modo che i nuovi investimenti possano iniziare già nella prima metà del 2015. In parallelo la BEI avvierà le attività avvalendosi di fondi propri. In secondo luogo, continuando attivamente le riforme strutturali e un risanamento dei conti pubblici favorevoli alla crescita. Si tratta di condizioni preliminari per la crescita. Non ci possono essere investimenti senza finanze pubbliche sane, il giusto quadro fiscale e la certezza normativa. In terzo luogo, tramite la creazione di un ambiente favorevole e prevedibile per gli investimenti. Anche in questo caso il nostro ruolo di colegislatore sarà fondamentale per migliorare il quadro normativo, anche perseguendo un ambizioso programma relativo al miglioramento della legislatura.

Il Consiglio europeo di domani fornirà orientamenti politici e definirà priorità, conformemente al suo compito e alla sua responsabilità definita nei trattati. Ma tradurre questi orientamenti e priorità nell'economia reale è il nostro compito e la nostra responsabilità. Occorrerà che il Parlamento europeo e il Consiglio si impegnino strenuamente e rapidamente per conseguire i risultati che i nostri cittadini si aspettano da noi. La Presidenza del Consiglio – e possono parlare anche a nome della Lettonia che ci succederà – farà tutto il possibile per rendere vincente questo quadro per gli investimenti. Non ho dubbi sul fatto che voi sarete altrettanto impegnati a raggiungere questo obiettivo, come dimostrato alcune settimane fa durante il dibattito sul piano di investimenti per l'Europa, proposto dal Presidente Juncker.

Signor Presidente, onorevoli deputati, permettetemi di concludere con un breve cenno all'Ucraina, dove la situazione resta precaria. Gli sviluppi nella parte orientale del paese sono fonte di continue e gravi preoccupazioni. Sono consapevole che tali preoccupazioni sono condivise anche da molti membri di questo Parlamento. Il Consiglio europeo seguirà da vicino gli sviluppi al riguardo ed è pronto ad adottare ulteriori iniziative, se necessario. Come sapete, questa settimana, l'alto rappresentante, Federica Mogherini, si trova a Kiew e certamente condividerà con il Consiglio gli esisti della sua visita. Nel contempo, il nuovo governo ucraino è determinato a portare avanti riforme politiche ed economiche. Tutti dovremo incoraggiarlo nonché agevolare e sostenere ulteriormente il processo di riforme nel paese.

Vi ringrazio per l'attenzione e con attendo con interesse di sentire le vostre opinioni in proposito che – ve lo garantisco – saranno trasmesse al Presidente Tusk prima della riunione di domani. Sono stato informato tra l'altro, del fatto che il Presidente parteciperà alla vostra tornata di gennaio.

 
  
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  Jean-Claude Juncker, Kommissionspräsident. - Herr Präsident, meine sehr verehrten Damen und Herren! Ich freue mich, Ihnen über die Position der Kommission für den morgigen Europäischen Rat berichten zu dürfen und wäre Ihnen dankbar, wenn Sie ihre anderen Kollegen, die heute Morgen die Gelegenheit nicht nutzen konnten, zu früher Stunde schon hier zu sein, darüber informieren würden, bevor …

 
  
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  Der Präsident. - Das machen wir, kein Problem.

 
  
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  Jean-Claude Juncker, Kommissionspräsident. - Nein, normalerweise kommentiert man etwas, dem man nicht zugehört hat, und selbst wenn man zugehört hat kommentiert man das, was man ohnehin sagen wollte. und deshalb brauchen wir, wie ich gestern schon ausführen durfte ….

 
  
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  Der Präsident. - Die Kollegen sind alle unterwegs, um ihre gestrigen Botschaften in aller Welt zu verkünden, Herr Kommissionspräsident.

 
  
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  Jean-Claude Juncker, Kommissionspräsident. - Ich freue mich über diese Trommler, die Sie im Dienst haben.

Two elements stand out when we look ahead to the European Council meeting. Firstly, Europe needs a new approach to investment, and we will have to concentrate on improving the investment climate in Europe. We will also have to help our eastern neighbour, Ukraine, stabilise the situation in the East, master the challenges of the winter and pursue the path of reform. We will have to focus our efforts to successfully implement these objectives. Let me start by making a few remarks on our new approach to investment.

On 28 November, the Commission presented its 2015 Annual Growth Survey, which is part of a comprehensive jobs, growth and investment package. The Commission proposes an integrated approach built around three main pillars, all of which must act together and must be pursued in joint action of EU Institutions and Member States to be successful and deliver long-lasting benefits: boosting investment; accelerating structural reforms; and promoting fiscal responsibility by pursuing a responsible growth-friendly fiscal consolidation.

Let me briefly go through these three points one by one. First, we need a coordinated boost to investment: generating the right conditions for more and sustainable investment is the first priority for this Commission. Weak investment slows down economic recovery in the short term and hurts growth and competitiveness in the longer run. Investments in Europe are today – on average – 15% below pre-crisis levels, and we must take action to change this.

As I mentioned when presenting our Investment Plan to you on 26 November, we will set up a European Fund for Strategic Investment together with the European Investment Bank. The aim is to kick-start a string of public and private investment projects in Europe that would not have happened otherwise. The purpose of this new fund will be to invest in those Member States hit hardest by the economic downturn.

The Fund will work in a wide range of areas and choose the financial instruments most suitable for the project in question: from energy interconnectors to broadband; from education infrastructure to innovative SMEs; from renewable energy to high-tech healthcare.

As you will understand, I can certainly not commit to financing of specific projects here and now. All projects have to be screened in light of their economic viability. The list published by the Taskforce on Investments last week contains over 2 000 examples. Obviously, not all of these are new, strategic and economically viable. Nevertheless, there are many interesting examples, like infrastructure for energy-connections in Finland, Poland and the Baltic States, reform of school infrastructure in Italy, or modernisation of regional hospitals in Belgium, just to mention a few examples.

To set up the fund, we need one legal act, to be adopted in codecision. The Commission will put forward a proposal in January 2015 and we count on your support for swift adoption during the spring. The common aim is that the Fund is fully operational by mid next year.

In order to start delivering on the ground as rapidly as possible, we count on the European Investment Bank to be able to start certain activities using its funds at the beginning of 2015. The European Investment Bank has also agreed with this basic idea.

Much has been said about how Member States can contribute to the fund. The new Fund is self-standing. However, its impact would obviously be much greater if Member States contributed to it. Several Member States have signalled their potential interest in doing so, and I am now awaiting concrete proposals to this end. I do hope that the European Council tomorrow will indicate its intention to contribute to these stakes. I need not only words, not only ‘parole parole’ – I need money.

For my part, I have signalled the Commission’s intention to take a favourable position towards such capital contributions in the context of the assessment of public finances under the Stability and Growth Pact. We will come forward with detailed guidance on this in January.

Let me also assure you that in order to guarantee that projects are chosen on their merits, investment decisions should be based on an independent and expert analysis of the intrinsic merits and economic and social viability of each project. There will be no sectorial or geographic pre-allocations or ‘quotas’. However, technical assistance will be stepped up so that project promoters and relevant authorities in all countries will be able to present viable and investible projects. And a transparent pipeline of projects will allow all interested parties to access potential projects in a quick and efficient way. These efforts will be accompanied by concrete proposals to improve the investment environment by removing regulatory barriers in our single market.

Deuxièmement, nous avons besoin de réformes structurelles. Rappelez-vous le triangle vertueux que je vous avais décrit en présentant le plan d'investissement, complété par la consolidation budgétaire et les réformes structurelles. Ces trois éléments du triangle ne s'opposent, mais ils vont de pair.

Nous avons été assez efficaces dans notre effort collectif consistant à réduire les déficits budgétaires. Toujours est-il que les niveaux de la dette publique sont trop élevés dans un certain nombre d'États membres et qu'ils constituent des entraves à la volonté – qui peut être celle des investisseurs privés – d'investir en Europe.

I expect tomorrow’s European Council to give the Commission full support for taking forward the implementation of all the elements of the Investment Plan. I also expect the European Council to agree to double the overall use of innovative financial instruments under the European Structural Funds for the next programming period. This means a more efficient and more intelligent use of public funds and higher impact on the ground. I am obviously also looking forward to the Parliament’s continued support.

The other point on tomorrow’s agenda concerns Ukraine. The new government in Ukraine was elected for its reform agenda. We have seen an ambitious Coalition Agreement and a bold Government Action Plan. We should also welcome the government’s determination to carry out political and economic reforms. The Union and its Member States must continue to facilitate and support the government’s work. The challenges it faces are enormous.

First, it must bring peace to Donetsk and Luhansk. Over the past week, we have seen less violence, but the lull must become a ceasefire. Weapons should be withdrawn from the line of contact and the peace process should resume. We must continue to do everything in our power to stabilise the situation in Eastern Ukraine by insisting that all parties implement the Minsk agreement.

Second, Ukraine is experiencing a deep recession. This is the result of long-standing macroeconomic and structural problems. In this difficult context, the European Union has provided unprecedented financial support. We are about to complete implementation of our two Macro-Financial Assistance programmes. A total of EUR 760 million in long-term loans has been disbursed in just the last two months, following on from the EUR 600 million already extended in the summer. Under these programmes, EUR 250 million more can be disbursed early in 2015 if the policy conditions are met.

But Ukraine will need more help. The assessment of Ukraine’s financing gap has been completed by the IMF. Ukraine will need USD 15 billion in addition to what is already planned. The European Union can only help within its budget. The relevant EU budget line has been squeezed. There is only a small margin of flexibility for additional financing next year. If we fully use our margin for Ukraine, we will have nothing to address other needs that may arise over the next two years. So, we will need to be able to meet Ukraine’s request for EUR 2 billion. As the European Union is not able to do that, Member States will have to contribute and to give us greater flexibility in the budget.

Third, the Government must secure Ukraine’s energy supply. The ‘winter package’ gas agreement reached on 30 October is being implemented. Ukraine has ordered a first consignment of one billion cubic meters of gas, which was prepaid on 5 December. Delivery has begun. The Commission will continue monitoring the implementation of the agreement and will continue to encourage the Ukrainian Government to order sufficient gas from Russia in January and February. These are the main indications I wanted to deliver. We will see during the European Council, and afterwards, what sense of responsibility Member States will show.

 
  
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  Manfred Weber, im Namen der PPE-Fraktion. – Herr Präsident, sehr geehrter Herr Kommissionspräsident, sehr geehrter Herr Ratspräsident, sehr geehrte Kolleginnen und Kollegen! Wir sind in der Adventszeit, kurz vor Weihnachten. Da darf man Wünsche äußern.

Ich möchte meinen ersten Wunsch äußern im Hinblick auf den anstehenden Rat, dass wir vielleicht die alte ewige Debatte über Austerität und Flexibilität mal hinter uns lassen, die Schlachten, die wir im Europäischen Rat seit Monaten und Jahren führen, weil Jean-Claude Juncker, die neue Kommission, dazu gute Vorschläge vorgelegt hat, diese Debatte zu überwinden.

Konkret: Investitionspakt. Jean-Claude Juncker, die neue Kommission, hat eine neue Methode vorgelegt – wir haben das intensiv diskutiert: nicht neue Schulden zu machen, sondern 315 Milliarden EUR privates Kapital zu mobilisieren. Die EVP unterstützt diesen Vorschlag. Europa tut damit das, was wir als Europäer leisten können. Und jetzt liegt das Thema auf dem Ratstisch. Da bitten wir um Unterstützung, da fordern wir Unterstützung ein! Wir brauchen diesen Investitionsschub für Europa, und die nationale Ebene ist eingeladen, Beiträge zu liefern. Ich sage dazu, dass ich mir wünschen würde, dass möglichst viele Staaten schon in den nächsten Tagen deutlich machen, dass sie Beiträge liefern. Auch zu meinem Land, zu Deutschland, sage ich: Es wäre gut, wenn Deutschland eigene Beiträge auf den Tisch legt, um den Investitionspakt zu unterstützen. Es wäre ein wichtiger Schritt, den wir gehen, um Dynamik zu erzeugen.

Zu den 2 000 Projektanträgen möchte ich nur noch sagen: Gut, dass die EIB am Ende des Tages entscheiden wird. Denn viele der Projekte, die vom Rat, von den Mitgliedstaaten, auf den Tisch gelegt wurden, entsprechen eher einer Wunschliste als einer Prioritätenliste, was man denn eigentlich für die Zukunft Europas braucht.

Der zweite Teil ist dann die Debatte, die Einladung an diejenigen, die für Flexibilität eintreten, die für mehr Zeit eintreten, das Angebot von Jean-Claude Juncker, bis März Zeit zu geben, für Frankreich, Italien mehr Zeit zu geben, einzuladen, die notwendigen Reformen zu machen. Nicht die ausgestreckte Hand aus Brüssel anwenden, sondern einladen, die Strukturreformen, die notwendig sind, anzugehen. Auch da liegt das Angebot des neuen Kommissionspräsidenten auf dem Tisch, diese ausgestreckte Hand entgegenzunehmen.

Ich muss zum Ausdruck bringen, dass das zweitgrößte Land der Europäischen Union, Frankreich, uns Sorgen macht. Wenn in Frankreich jetzt diskutiert wird, ein paar Sonntage zu öffnen, um dort länger einkaufen zu können, nur in Tourismusgebieten, dass für Notare bestimmte Ausnahmen gemacht werden, dann ist doch jedem offensichtlich, dass das nicht die großen Strukturprobleme Frankreichs lösen wird. Es ist mehr Engagement notwendig und mehr Einsatz, um die zweitgrößte Wirtschaftskraft Europas wieder flottzukriegen und auf die Globalisierung vorzubereiten. Uns macht das Sorge, und ich möchte ausdrücklich sagen: Ohne ein starkes Frankreich hat Europa keine Zukunft.

Lassen Sie mich bei diesem Aspekt noch eines anschneiden, weil wir in den letzten Tagen in der Troika ja auch die Diskussionen über Griechenland hatten: Wenn ich sehe, was jetzt die europäischen Partner gegenüber Griechenland einfordern, einem Land, das viel geleistet hat, dem viel abverlangt worden ist – übrigens auch mit Unterstützung des italienischen Finanzministers und des französischen Finanzministers –, was wir gegenüber Griechenland einfordern und was wir gegenüber Frankreich im Moment einfordern, dann frage ich mich schon, ob wir fair mit allen Mitgliedstaaten in dieser Europäischen Union umgehen. Diese Frage müssen wir uns als Europäer stellen lassen. Deswegen soll jetzt jeder bitte die ausgestreckte Hand der Kommission ergreifen und anpacken. Es wäre gut – wenn ich meine Wunschliste öffnen darf –, wenn Deutschland Geld in den Topf legt und wenn Frankreich engagierter Strukturreformen anpackt. Das wäre gut für Europa.

Für uns als EVP ist in den nächsten Monaten die Schwerpunktdiskussion die über die Strukturreformen, weil sie über die Zukunft Europas entscheiden. Dazu möchte ich nur noch einen Gedanken zu unserer dieswöchigen Debatte über das Arbeitsprogramm der Kommission sagen: Wir als EVP unterstützen Frans Timmermans in dem Limitieren, in dem Priorisieren, in dem Konzentrieren auf die wichtigen Aufgaben unserer Zeit. Da hat der Sozialdemokrat Frans Timmermans unsere volle Unterstützung. Ich möchte auch ausdrücklich sagen, wenn es um die Besteuerung geht, die ja bei den Sozialdemokraten hochstrittig war, dass ich glaube, dass die Kommission dazu gute Vorschläge vorlegt. Denn wir als EVP haben Vertrauen in den Sozialdemokraten Moscovici, der für dieses Besteuerungsthema zuständig ist. Wir glauben, dass er dazu gute Vorschläge auf den Tisch legen wird. Ich würde mir wünschen, dass die Sozialdemokraten genauso viel Vertrauen in ihren Kommissar Moscovici hätten, wie wir das haben. Das darf ich schon mal sehr deutlich ansprechen.

Ich möchte noch zwei Punkte herausgreifen. Das erste ist TTIP. Ich freue mich, dass der Rat sich bereit erklärt, nach den Debatten in Australien mit den Amerikanern jetzt Gas zu geben, vielleicht sogar ein Zieldatum zu benennen, Ende 2015 abzuschließen. Die Welt wartet nicht darauf, dass wir uns intern einigen. Wir brauchen dort Engagement. Wir wollen die Standards hochhalten, die uns Europäer ausmachen. Aber wir wollen auch im Welthandel vorankommen. Deswegen begrüßen wir ausdrücklich, dass der Rat sich verpflichtet, dort voranzugehen.

Zu guter Letzt noch den Punkt, der uns wahrscheinlich am meisten umtreibt, wenn wir auf die aktuelle politische Lage schauen, nämlich die Entwicklung in der Ukraine und in Russland. Zur Ukraine hat unser Kommissionspräsident das Notwendige gesagt. Ich möchte noch einen Satz zu Russland sagen: Diese Woche hat die russische Zentralbank entschieden, den Leitzins von 6 % auf 17 % zu erhöhen. Das wird in Russland auch das Binneninvestitionsklima abwürgen. Mit diesen Leitzinsen wird normalerweise nicht mehr investiert werden. Der Rubel hat sich gestern etwas stabilisiert, ist aber nach wie vor im Fallen. Wir könnten sagen: Die Sanktionen wirken. Aber darüber freuen wir uns nicht. Sondern wir hoffen, dass die Entwicklung Putin und auch Moskau klarmacht, dass der Weg, den Moskau geht, ein falscher Weg ist, für sein eigenes Land ein falscher Weg ist. Wir hoffen, dass diese Entwicklungen deutlich machen, dass es die ausgestreckte Hand der Europäer nach wie vor gibt, dass wir die Partnerschaft mit Russland wollen. Wir hoffen, dass auch Russland zurückkehrt zum Respekt des internationalen Rechts und damit auch die Sanktionen überflüssig werden.

(Der Redner ist damit einverstanden, Fragen nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Pervenche Berès (S&D), question "carton bleu". – Monsieur le Président, Monsieur Weber, vous demandez un traitement égal pour tous et j'y suis parfaitement favorable. Dans ce cas, que faites-vous des demandes de réforme qui pourraient être adressées aux pays que vous connaissez le mieux, s'agissant, par exemple, du travail du dimanche, du travail des femmes ou de la lutte contre pauvreté? Que répondez-vous à Mario Draghi lorsqu'il nous interpelle sur la question de la demande agrégée des États membres, notamment de la capacité de ceux qui ont du surplus à alimenter cette demande qui fait tant défaut au niveau européen?

 
  
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  Manfred Weber (PPE), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Kollegin Berès, ich traue mir wirklich zu, einen Überblick zu haben über die EVP-Regierungen, die wir in Europa haben. Die haben in den letzten Jahren die Strukturreformen durchgeführt, die Valdis Dombrovskis in Lettland zum Beispiel, die Kollegen in Irland, in Griechenland und in Portugal – mit harten Belastungen für die Menschen.

Aber wenn Sie sich heute einmal die Wachstumsraten in Europa anschauen, dann werden Sie feststellen, dass die Länder, die Mut zu Reformen hatten, heute die Wachstumslokomotive in Europa sind. Deswegen ist die Frage relativ sinnlos. Die, die Armut bekämpfen, sind diejenigen, die Mut haben, in die Strukturreformen von morgen zu investieren und ihre Länder in die Zukunft zu führen, und daran werden wir festhalten.

 
  
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  Gianni Pittella, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi, 17 dicembre si celebra un anniversario. Quattro anni fa, nel 2010, un giovane tunisino, Mohamed Bouazizi, si diede fuoco. Da quell'evento partì la Primavera araba. Bouazizi aveva 26 anni e quello stesso giorno aveva perso il lavoro. Senza un lavoro, non si perde soltanto una fonte di redito, si perde la dignità, la ragione di vivere. Perché il lavoro è un valore che dà senso alle nostre vite. Ogni ora in Europa 100 persone perdono il loro impiego. È un autentico bollettino di guerra. Un'intera generazione viene sacrificata. Non si può far finta di nulla e non faccio retorica a basso costo: o reagiamo con forza oppure saremo travolti dalla disperazione e dalla rabbia di chi non ha più nulla da perdere, perché ha già perduto la dignità.

È a questa Europa che soffre, lo dico a l'on. Della Vedova, che il Consiglio europeo di domani deve parlare. L'intervento che lei ha fatto va nella giusta direzione. Col piano di investimenti si va nella giusta direzione, Presidente Juncker. Apprezziamo il significato di questo piano. Apprezziamo l'inversione di tendenza. È importante avere un fondo di investimento europeo. Manfred, questa è la vera priorità. Non pensiamo tanto alle cifre, ai conti. Pensiamo alle persone che soffrono e perché le persone non soffrano, c'è bisogno di investimenti, di crescita, di sostenibilità e di lavoro. Ora, dobbiamo dare seguito a questo piano. Con velocità, con chiarezza degli obiettivi. Il nuovo fondo deve concentrarsi sugli investimenti più rischiosi e su alcuni settori, che sono stati indicati dal Presidente Juncker.

La migliore risposta a Lima e ai timori di pensa che sulla lotta al cambiamento climatico si sia troppo timidi consisterà nella determinazione con cui finanzieremo progetti che accompagnino la transizione energetica in Europa. Serve un piano più potente con più risorse: per questo c'è bisogno del sostegno degli Stati membri. Dobbiamo spingere gli Stati membri a iniettare risorse fresche nel fondo. Ha fatto bene il collega Weber a rivolgere un appello al suo paese. Però, dobbiamo neutralizzare i contribuiti degli Stati membri al capitale del fondo. Altrimenti, nessuno degli stati membri vorrà concorrere.

Bisogna anche riaprire la discussione sulla neutralizzazione dei cofinanziamenti degli Stati membri ai progetti finanziati dal fondo di investimento e la comunicazione sulla flessibilità, che è in via di elaborazione, potrà essere l'occasione per affrontare il tema degli incentivi da riconoscere agli Stati membri che si impegnano a sostenere gli investimenti del piano. Per realizzare tutto questo, la Commissione ha bisogno del sostegno di questo Parlamento e noi non vi lasceremo soli e non permetteremo di indebolire la Commissione europea, come qualcuno vuole, fuori da quest'Aula e anche, probabilmente, dentro quest'Aula. Ma anche voi non dovete lasciarci soli. Il Parlamento deve essere interamente coinvolto nell'elaborazione e nell'approvazione del nuovo fondo europeo strategico e deve poter dire la sua sulla governance dello stesso.

Il Consiglio europeo deve parlare all'Europa che soffre, come ho detto all'inizio. Vedo però anche qualche brutto segnale. È inaccettabile che, allo stato attuale, nel programma dei lavori vengano dedicate solo poche parole alla lotto contro l'evasione fiscale mentre non si trovano le risorse per finanziarie gli investimenti che creano lavoro. Sono centinaia i miliardi che sono sottratti alle casse degli Stat membri. Questa è un Europa forte con i deboli e debole con i forti. Ma questa è un Europa che noi non vogliamo. Gli avversari dell'Europa non si trovano fuori dai nostri confini ma sono quelle imprese che non pagano le tasse, sono quei colletti bianchi che si rendono complici dell'evasione e dell'elusione fiscale.

Il Consiglio europeo deve affrontare questi temi, onorevole Della Vedova. La Commissione europea ha inserito nel suo programma di lavoro le misure che noi avevamo chiesto e ringraziamo il Vicepresidente Timmerman, il Presidente Juncker, il collega Moscovici. Prendo atto che il collega Weber è diventato tifoso di Moscovici. Meglio tardi che mai. Noi lo siamo stati da sempre e saremo sempre tifosi di Moscovici e di qualsiasi commissario che farà il bene dell'Europa.

Il Presidente Juncker ha detto che questo è un buon inizio e un nuovo inizio. Ma perché sia veramente un nuovo inizio c'è bisogno di un lavoro forte, appassionato, intenso e deciso.

(L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu" (articolo 162, paragrafo 8, del regolamento))

 
  
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  Giulia Moi (EFDD), Domanda "cartellino blu". – Signor Presidente, vorrei rivolgermi al mio collega Pittella. Nel suo discorso ha detto: "Chiediamo più soldi". Naturalmente quelli pubblici, non i suoi, non dei vostri politici amici nella casta italiana. Allora, con quale faccia lei chiede più soldi agli italiani o agli europei che si stanno massacrando di lavoro per pagarvi e mantenervi.

In Italia è scoppiato uno scandalo dove per anni il suo partito e anche altri, di destra e di sinistra, hanno rubato milioni sulle spalle dei poveri immigrati. Avete rubato nel Mose a Venezia, nell'Expo a Milano. Rubate dalla mattina alla sera e chiede ancora soldi pubblici? Siete una vergogna.

 
  
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  Gianni Pittella (S&D), Risposta a una domanda "cartellino blu". – Onorevole collega, la strumentalità del suo intervento si commenta da sola. Io non dovrei spendere molte parole. Voglio soltanto dirle che quando si mette tutta l'erba in un fascio, si fa un cattivo servizio all'informazione e ai cittadini. Chi ha rubato deve pagare, senza sconti e senza pietà per nessuno.

Purtroppo i ladri stanno dovunque e dobbiamo combatterli tutti insieme. Noi siamo un partito e una grande famiglia politica impegnata a fondo nella lotta contro la corruzione, nella lotta all'estorsione, nella lotta alla mafia, nella lotta alla criminalità. Noi lavoriamo per la buona politica e quando chiediamo un contributo agli Stati membri lo facciamo perché si investa nella crescita e nella creazione di posti di lavoro.

 
  
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  Syed Kamall, on behalf of the ECR Group. – Mr President, we in the ECR welcome the fact that this Summit is asking the right questions. First of all: how do we bring investment to the countries of the European Union? But secondly: how do we make sure that we support those in Ukraine who believe in the self-determination of their country, of which my Polish colleague will say more later?

We welcome the proposals on the investment fund, not necessarily for its content, but because it helps to kick-start a debate. Not just a debate about EUR 315 billion, but a debate about how we unlock the trillions of euros of private money that could be invested in EU Member States to create jobs and growth. Of course, questions need to be answered. How will the investment fund select and prioritise projects, as Manfred Weber asked? How will the fund leverage private investment? How will the fund avoid a situation where we privatise profits while nationalising losses? But the wider debate now being held in the EU about competition and investment must be turned into action. After all, we are trying to create an EU-wide market in goods, services and capital. In none of these areas have we completed our work. In the last of these – the single market in capital – we have hardly even begun.

But let us not talk about a capital markets union if all it leads to is yet another regulatory union. What we really need are open, transparent and well-functioning capital markets so that firms and others do not rely so much on banks. We need to remove the barriers to private investment across the EU. Not just private investment for infrastructure projects, but private investment for small businesses and entrepreneurs to turn their ideas into goods and services.

Why is it that non-bank finance, such as venture capital and crowdfunding, are underused in Europe? Let me give you a specific example: I am a regular lender on a website called Kiva – kiva.org – where entrepreneurs from poorer countries can go to raise loans for their businesses. I and over a million other people lend USD 25 at a time to entrepreneurs in poorer countries which are crowdfunded into larger loans. But why is it that I can lend USD 25 to an entrepreneur in a poorer country but I cannot yet lend GBP 25 to an entrepreneur in a poorer community in my own constituency?

Working to solve this problem with others, I have found that we do not need state intervention. We just need to work with entrepreneurs and crowdsourcing websites, such as CrowdPatch or ForCommonCause in the UK, because the money is there. However, the will needs to be there to unlock that money; there needs to be an aggregate of individuals across the EU who are willing to lend small amounts of money. So breaking down the barriers to private investment and competition must be our top priority. However, this cannot be done in isolation. It must be part of a wider economic reform programme.

Now the Council will repeat its commitments to addressing Europe’s energy challenges, developing the digital single market and concluding bilateral trade agreements. On all these issues, the European Conservative and Reformist Group has launched working groups that will present new ideas. So where we disagree with you, we will meet those challenges with our own ideas. But it is pointless for European leaders to come to Brussels and call for a culture of competition that will unlock private investment when they then go back home to their capitals and fail to take the tough decisions that are urgently needed. Many of these structural reforms are unpopular, and we know that they will be opposed by vested interests, but there is no other way.

In my country, we adopt resolutions for the New Year. My personal one will be to do more exercise. But let us ask the EU leaders at Council to adopt their own resolution: a resolution to reform their own economies; a resolution to break down the barriers to investment and a resolution to cut red tape so that entrepreneurs can create new jobs. And let us hope that 2015 is a year that we get the EU back to work. Happy New Year!

(The speaker agreed to take a blue-card question under Rule 162(8))

 
  
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  David Coburn (EFDD), blue-card question. – Mr Kamall, would you agree with me that the strongest states in Europe are those which are outside of the euro and which practise entrepreneurial capitalism, which is perhaps a novel concept for this House?

Why doesn’t the EU try to do some business, or to bring business rather than state investment? Governments do not create jobs; businesses do. Since the EU does not get that, would we not be better off, Mr Kamall, leaving the EU?

 
  
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  Syed Kamall (ECR), blue-card answer. – Mr Coburn, I have to say, first of all, that I was wondering when the question would come. Secondly, I was not surprised by the question. Was anyone in the House surprised by that question? Quite frankly, no.

The first question you asked, Mr Coburn, was: why is it that countries outside the euro area attract more investment? I know that you are a keen scholar of my previous speeches.

(Laughter)

You will have read in my previous speech that I made exactly that point and so the lesson for the euro area is to understand why they attract more investment. Thank you for your question. I look forward to many more in the years to come.

 
  
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  Guy Verhofstadt, on behalf of the ALDE Group. – Mr President, I want in fact to direct my words not to the Commission but to the Council because, let us be honest, the Commission has presented an ambitious programme. What we need now is an ambitious response from the Council on Thursday and Friday.

And I have to tell you, Mr Della Vedova, that I have seen the draft conclusions: I know about Cola Light, you know what that is? Well I would say that these are Council Light. If these are the Council conclusions for tomorrow and the day after, it seems like – not zero but near to zero, Mr Lamberts – and my impression when I read them is that a number of people in the European Council are not even aware that Europe is in crisis. It is all about ʽwe call forʼ, ʽwe supportʼ, ʽwe inviteʼ, ʽwe callʼ, it is a standing invitation to participate by the Council.

I want to be very precise. What you need to do is take key decisions on a number of points that will help the Commission go forward with their ambitious programme and I have seven points to make.

The first is that you have to decide with the 28 Member States to enter into the guarantee scheme of the fund. That is a decision to take – not to invite the countries to participate, maybe next year. No! Take the decision: the 28 Member States enter the guarantee scheme. That is the decision to take and you do not need to change the Stability Pact for that, you can do that under the rules in force today.

Secondly, to help the fund by saying, maybe at national level, that OK, national states should not put taxation on the income of that fund, so that not just institutional investors but also normal citizens, European citizens, can invest in the future of Europe.

Three, you have to decide on conditionality. You have to decide with the European Council tomorrow that the first investments are going to go to those countries which are carrying out positive structural reforms, as a positive incentive to carry out these reforms.

The fourth point: the telecoms package. You are asking how we are going to emerge from the crisis? We have a Council. Decide on the telecoms package! It has been on the table of the Council for months already and the only thing you are doing is going backwards: not getting rid of the roaming charges, not in fact establishing net neutrality, not in fact harmonising spectrum policy too. Decide on this! This is a package that has already been more than a year on your table, so that you can create a digital market in Europe.

The fifth thing to decide: a second package on digital, because we need as fast as possible one regulator in the digital market. Half of the countries in Europe still cannot use Spotify, cannot use Netflix, because we do not have one regulator and we do not have one copyright regime.

Next thing, take the decision finally to launch the energy community. Take that decision so that the Commission is backed by this Council to do the legislative work.

And then finally: Mr Kamall was talking about this, it is fine that Mr Kamall has now discovered the advantages of a unified Europe; OK we are on the right track now because he has talked about capital markets. Yes indeed, we do not have one credit market, we do not have one mortgage market in Europe. If you have an asset in one country you cannot use it to have credit in another country from a financial institution.

So those are the decisions that you have to take. Not these fake conclusions that we always see after a European Council. If we see how deep this crisis is, if we see the lack of investment that we have seen since the outbreak of the crisis in 2008, what I expect from the Council, not only from the Italian Presidency but from the 28 Member States, is that now for the first time they take firm decisions to help this Commission and to help us emerge from this crisis in the European Union. That is your task and my request to the President of the Council – I know that you are there, Mr President, you are always invited at the beginning of this European Council – is that you spread this key message tomorrow when you start your speech.

(The speaker agreed to take a blue-card question under Rule 162(8))

 
  
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  Beatrix von Storch (ECR), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Herr Verhofstadt, Sie sind ja mindestens formaliter Vorsitzender der liberalen Partei hier im Parlament und der liberalen Fraktion.

Können Sie mir erklären, wieso Sie immer nach dem Staat rufen und nach diesem riesigen Investitionsprogramm, worüber die Staaten entscheiden sollen, die Staaten, die Jobs kreieren sollen, nicht die Unternehmen? Das Investitionsprogramm von 315 Mrd. EUR, warum sollen die EU und die Staaten darüber entscheiden? Warum müssen die Staaten garantieren für Geld, das Private nicht investieren, weil denen offensichtlich das Risiko zu hoch ist? Warum ist der Staat immer die Lösung und insbesondere für Sie als sogenannten Liberalen?

 
  
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  Guy Verhofstadt (ALDE), blue-card answer. – In my proposals and in the Commission proposal it is not state money that is invested in this project: it is private money that is invested in this project. So you did not even understand the Commission proposal. The only thing that the European Investment Bank is doing, that the European budget is doing and that the Member States are doing is guaranteeing a first hit if one of these investments goes in the wrong direction. That is the only thing, and that is also needed, because everybody – all the institutional investors – agree on one thing, which is that it is the cooperation between the guarantees of the state and the European Investment Bank on the one hand and private money on the other hand that can get us out of the crisis. So it is not public money at all! I am for private money. I am a Liberal!

 
  
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  Gabriele Zimmer, im Namen der GUE/NGL-Fraktion. – Herr Präsident! Ich möchte mich auch zuerst an den Rat wenden.

Für mich stellt sich die Frage, was sich eigentlich nach dem Treffen der EU-Finanzminister mit Blick auf die Ratstagung, die heute und morgen stattfindet, denn wirklich geändert hat, welchen Fortschritt gibt es denn eigentlich? Ist hier wirklich zu sehen, dass es eine Bereitschaft der Regierungsvertreter gibt, tatsächlich nachhaltige Investitionen auf eine starke finanzielle Basis zu stellen und vor allem Prioritäten bei den Investitionen zu setzen?

Ich sehe das nicht, das ist aber auch so ein bisschen die Krux, mit der wir es hier zu tun haben. Als Herr Juncker angetreten ist und sich als Kommissionspräsident beworben hat, hat er ein Programm präsentiert gehabt, das vor allem dazu dienen sollte, soziale, ökologische und nachhaltige ökonomische Entwicklungen in den Mitgliedstaaten zu befördern.

Ich habe den Eindruck, dass zwar Frau von Storch jetzt eben den Inhalt des Investitionsprogramms nicht verstanden hat, da gebe ich Ihnen völlig Recht, sie hat es nicht verstanden, aber für mich ist ja eigentlich das Absurde, dass sie trotz ihres Nichtverständnisses des Problems den Nagel auf den Kopf getroffen hat, indem sie nämlich sagt: „Ich bin überhaupt nicht dafür, dass hier noch die Öffentlichkeit groß investiert, sondern es soll alles privat gemacht werden“. Und genau das ist ja jetzt das Feld, in dem wir uns hier bewegen.

Ich halte es nach wie vor für ein Riesenproblem, dass notwendige Investitionen, nachhaltige Investitionen vor allem nicht über öffentliche Mittel getätigt werden. Da befinde ich mich eben im krassen Gegensatz zur AfD, oder eben auch zur Ausrichtung dieses Programms.

Jetzt frage ich Sie alle: Haben Sie so viel Vertrauen in die Regierungschefs, dass die wirklich in der Lage sind, nicht ihre alten, den Schnee von gestern darstellenden Projekte zu präsentieren und zu behaupten, dass seien jetzt die großen Investitionsbringer? Wo nehmen wir eigentlich die Gewissheit her, wenn schon letztendlich Wirtschaftsminister Gabriel der Bundesrepublik Deutschland erklärt, das Ganze sei Voodoo für ihn?

Also ich denke, hier gibt es noch sehr, sehr viel zu tun, wenn es tatsächlich um nachhaltige, auf soziale, beschäftigungspolitische Bedürfnisse gerichtete Investitionen gehen soll. Ich glaube nicht daran und Sie werden hier zu tun haben, um uns davon zu überzeugen, dass es tatsächlich so ist.

Wir wissen ja inzwischen auch, dass es im Zusammenhang damit eine Streichliste gibt. Jetzt möchte ich gerne wissen, welchen Einfluss auf Investitionsbedingungen hat beispielsweise das Streichen der Richtlinie über den Mutterschaftsurlaub? Welche Auswirkungen auf Investitionsprogramme hat beispielsweise auch die Frage, ob ökologische Standards zurückgefahren werden, dass etwas, was wir hier beispielsweise miteinander demokratisch vereinbart haben, einfach heruntergenommen wird von der Diskussion? Ich denke hier an die Programme „Saubere Luft für Europa“ und zur Abfallwirtschaft. Welchen Einfluss hat das darauf?

Sind sich denn wirklich alle, die hier sitzen, darüber im Klaren, dass diese Streichliste den geringsten Einfluss hat, dass aber die Schaffung des notwendigen Investitionsumfelds doch in erster Linie bedeutet, dass im nationalen Rahmen ökologische, soziale und beschäftigungspolitische Standards abgebaut werden müssen?

Letztendlich kann mir doch auch keiner die Frage beantworten, warum beispielsweise für solche Projekte, wie sie jetzt eingesammelt worden sind, die privaten Investitionen nicht schon längst vorher eingereicht worden sind. Wenn ich also da etwas verändern will, will ich auf nationaler Ebene Bedingungen verändern. Darüber müssen Sie sich im Klaren sein.

(Die Rednerin ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Beatrix von Storch (ECR), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Herr Präsident! Ich hatte nicht verstanden, dass sie Ja gesagt hatte. Sie hatte offensichtlich Zweifel, Ja zu sagen.

Vielleicht haben Sie nicht ganz verstanden, wie dieses Investitionsprogramm funktioniert, und Herr Verhofstadt ebenso nicht. Es bedarf 21 Milliarden EUR öffentlicher Mittel, die als Sicherheit für private Investoren dienen sollen, damit die überhaupt investieren! Offensichtlich wollen diese privaten Investoren nicht investieren und wollen kein Geld verdienen. Wahrscheinich sind die zu faul, oder sie sind einfach nicht interessiert, Geld zu verdienen! Wie erklären Sie sich, dass wir 21 Milliarden EUR öffentlicher Mittel bereitstellen müssen, die wir zu 66 Milliarden EUR Kredit hochpumpen, damit überhaupt private Investoren kommen und investieren wollen? Wo ist da die Logik?

 
  
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  Gabriele Zimmer (GUE/NGL), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Sehr geehrte Frau Storch! Diese Frage stellen Sie bitte Herrn Juncker, und nicht mir.

 
  
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  Rebecca Harms, im Namen der Verts/ALE-Fraktion. – Herr Präsident! Ich möchte noch einmal ein paar Redebeiträge zurückspringen und an das anknüpfen, was Guy Verhofstadt gesagt hat. Mir ist auch aufgefallen an dem Entwurf einer Entschließung, dass der Rat in die neue Wahlperiode mit dem Amtsantritt von Donald Tusk mit einer ausgesprochenen Hasenfüßigkeit gegenüber den Herausforderungen einsteigt. Ich habe den Eindruck, dass sämtliche Lektionen, die wir meinten aus der Eurokrise gelernt zu haben, beiseitegeschoben werden. Ich sehe keinerlei Anzeichen, dass im Rat die Bereitschaft da ist, die wir unbedingt brauchen, um den Euro dauerhaft stabil zu bekommen und um wirklich aus der Krise herauszukommen, nämlich alle Maßnahmen, die dazu dienen würden, wirklich in die Wirtschaftspolitik der Europäischen Union zu integrieren. Ohne gemeinsame eindeutige Wirtschaftspolitik wird man nicht in der Lage sein, dauerhaft den Euro stabil zu halten.

Ich weiß nicht, was Sie daraus machen werden. Ich weiß, dass im Rat die Meinung vorherrscht, dass man überhaupt nicht mehr wagt, diese Ideen gegenüber den Bürgern zu vertreten. Aber wie kommt man mit dem Vertrauensverlust in der europäischen Öffentlichkeit zurecht? Nehmen Sie das Beispiel LuxLeaks. Auch da sehe ich eine große Lücke in diesem Entschließungsantrag. Die Konsequenzen aus LuxLeaks, eine Ansage des Rates, dass man endlich dafür sorgen wird, dass die Großunternehmen ihre Steuern wieder da bezahlen, wo sie die Profite machen – das wäre eine Maßnahme, mit der könnten Sie aber sofort das Vertrauen der europäischen Bürgerinnen und Bürger zurückgewinnen.

Ich habe den Eindruck, wenn ich mir diese kurze Ratsentschließung anschaue und demgegenüber die Investitionsliste auch noch sehe, die ja auf die Höhe von mehreren Quelle-Katalogen angewachsen ist, dass man in den beiden Organisationen – Kommission und Rat – meint, man könnte durch Freihandel, durch den Abbau von Sozialstandards, durch Umweltdumping und durch die Investition in gut abgehangene Großprojekte europaweit dauerhaft Arbeit schaffen. Ich glaube das nicht! Und ich glaube, dass Herr Juncker und Herr Timmermans ausgesprochen gefordert sind, angesichts dieser Mega-Weihnachts-Wunschliste für Ordnung zu sorgen. Sie gelten ja als taugher Aufräumer, Herr Timmermans. Sorgen Sie dafür, dass wirklich nur solche Projekte im Rahmen dieses Investitionsprogrammes genehmigt werden, die wirklich geeignet sind, für nachhaltige wirtschaftliche Erholung zu sorgen! Und sorgen Sie bitte auch dafür, dass nicht so eine Industrie, wie die Atomindustrie, die nach 40 Jahren nicht wettbewerbsfähig ist, plötzlich durch diese Subventionen, die da möglich werden sollen, wieder eine Auferstehung feiert.

Ich finde es eigentlich bedauerlich, dass der ganze Investitionsplan jetzt so überlagert wird von Projekten, die aus der Vergangenheit zu sein scheinen. Es war eine gute Idee. Ich hoffe, es wird auch eine gute Umsetzung.

Zu Russland: Ich fände es besser, im Ratsdokument würde man nicht immer wieder vom Thema Ukraine reden, sondern davon, was wir eigentlich haben, nämlich eine tiefe Krise zwischen der Europäischen Union und Russland. Was lernen wir aus den Meldungen des letzten Tages? Nicht nur wir sind abhängig von russischen Energieimporten. Russland gehört heute anders als zu Zeiten des Kalten Krieges eben durch die Vernetzung in die internationale Gemeinschaft. Alles was Europa bisher beschlossen hat, war richtig gegenüber Russland. Der Rat darf sich nicht spalten lassen – durch welche Versuche von Seiten Moskaus auch immer.

(Die Rednerin ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Kare“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Bill Etheridge (EFDD), blue-card question. – Good morning and Merry Christmas! I noticed that you said you did not want to talk about nuclear industry because it was having to be subsidised. Does that mean that you would agree with me that we should not really be considering all these power generation sources that are so inefficient and so ineffective that they need subsidies, like wind farms and things like that? Because, after all, they are quite clearly a very bad investment. So would you agree with me that maybe we should just stick to what makes money and what works?

 
  
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  Rebecca Harms (Verts/ALE), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Wenn man in Großbritannien an die Wettbewerbsfähigkeit der Atomindustrie glauben würde, dann würde man erstens diese Projekte hier nicht zur direkten Subventionierung anmelden, und zweitens würde man nicht einen garantierten Festpreis für den Strom, der vielleicht einmal in Hinkley Point C produziert werden soll, durchsetzen, der für 35 Jahre garantiert wird, der inflationssicher ist und der schon heute über dem liegt, was Windstrom on-shore in Deutschland oder anderen europäischen Ländern kostet. Wettbewerbsfähigkeit geht anders, Herr Kollege!

 
  
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  Paul Nuttall, on behalf of the EFDD Group. – Mr President, looking at the agenda of this week’s Council, it would return to the same old themes of growth and jobs. It is as if things get discussed over and over again and nothing ever happens. Spain still has over 50% youth unemployment; France’s economy is tanking; and Greece, quite frankly, just needs to leave the euro to get its economy moving again. And of course, another round of hot air from Europe’s great and good – or indeed bad, if you listen to normal people – will not solve anything.

The central feature of the agenda is Mr Juncker’s investment plan, with which, somehow, he will magically turn EUR 21 billion into EUR 315 billion. Well, to get into the festive spirit, this reminds me of the classic Pogues song ‘Fairytale of New York’, because what we are witnessing today is the fairytale of Strasbourg. Now, Mr Juncker, I know you like a drink. I know you like a cigarette, but I do hope that you are a betting man too or, to use a British phrase, you like a flutter on the horses.

If you do, I have come up with a more realistic plan for you to increase your money 15 times over. At Ludlow racecourse today at 15.00, a race called the European Breeders’ Fund is taking place. There is a perfect horse running for you, and it is pricing at 15/1. It is called ‘Dream’. Alternatively, there is another running at Tampa tonight. It has got an even better name, and I think you should go for it: it is called ‘Super Fantasy’.

Now, there is a serious point to all this, Mr Juncker, because your investment plan is an economic dream based on super fantasy economics. The Commission has described the funds forecast leverage as, I quote, ‘prudent estimates from historical experience’. Well, you can excuse me if I say: we do not believe you; because these are the same eurocrats who told us ten years ago that the euro would bring us growth and jobs. Mr Juncker, Europe is sinking under global competition, and the European Union is not the answer.

Unfortunately for the European people, your investment plan is the biggest turkey on the table. And on that festive note, I wish you all a very Merry Christmas!

(The speaker agreed to take a blue-card question under rule 162(8))

 
  
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  Liisa Jaakonsaari (S&D), sinisen kortin kysymys. – Arvoisa puhemies, jäsen väitti, että komission ehdotukset ja investointiohjelma ovat samoja kuin ennenkin. Teidän puheenne oli kyllä ihan samaa kuin mitä teidän ryhmästänne olemme ennenkin kuulleet eli pilkkaa ja huonoa huumoria. Esimerkiksi se, että ehdotetaan investointiohjelman sijasta johonkin hevoskilpailuun osallistumista. Teissä on kuitenkin jotain uutta, ryhmän nimessähän on yksi uusi kirjain. Niinpä kysyn, että mikä teidän vaihtoehtonne on. Te vastustatte systemaattisesti kaikkia niitä vaihtoehtoja, joita esitetään, jotta Eurooppa pääsisi nousuun. Mikä on teidän vaihtoehtonne?

 
  
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  Paul Nuttall (EFDD), blue-card answer. – Hopefully when people bet on horses sometimes they win. In this place it seems that no one ever wins. You know the fact of the matter is, the alternative is a free democratic Europe made up of nation states which take their own decisions. What it should not be made up by is an organisation which is truly undemocratic, where the decisions are taken by a European Commission that meets in secret, where democracy is bypassed, where referendums are not listened to. What we stand for is democracy, we stand for freedom, and that is why we are the voice of the European people.

 
  
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  Marcel de Graaff (NI). - De heer Juncker komt met een plan om de groei van de EU te bevorderen. Dit plan betekent dat Nederland nog eens voor 8 miljard van zijn eigen burgers moet roven om in een structuurpot te stoppen. Daar worden dan ongetwijfeld weer vliegvelden voor aangelegd waar geen hond komt, geluidsschermen langs wegen door onbewoonde gebieden geplaatst en onzinnige energieprojecten van betaald.

Gaat de heer Juncker daar ook schimmige achterkamerdeals voor sluiten, zoals hij ook deed als minister-president van Luxemburg? Het initiële bedrag van 21 miljard dat ingelegd wordt door de EU en de ECB, moet immers aangroeien tot meer dan 300 miljard, met name uit de private sector. Zitten hier voor bedrijven weer mooie belangvoordeeltjes aan, meneer Juncker?

Nog steeds gelooft deze Commissie in de fata morgana van een groot Europees imperium, maar de economische verschillen tussen de EU-lidstaten zijn te groot. De prijs voor dit imperium wordt betaald door de burgers in de vorm van keiharde bezuinigingen, loodzware belastingen, afnemende welvaart en groeiende werkloosheid.

In plaats van een onzinnig groeiplan moet de heer Juncker in de Europese Raad pleiten voor het opbreken van de EU en de euro. We moeten de nationale soevereiniteit herstellen, zodat elke lidstaat weer welvarend kan worden, weer een eigen munt kan voeren die past bij de eigen economie, weer de grenzen kan sluiten. Dan kunnen de lidstaten ongewenste immigranten buitenhouden die miljarden per jaar kosten en jihadisten die onze veiligheid bedreigen. Daar zou de heer Juncker voor moeten zorgen en anders moet hij opstappen.

 
  
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  Françoise Grossetête (PPE). - Monsieur le Président, je m'adresserai, comme beaucoup d'autres, au Conseil.

Ce sommet est en effet crucial pour la relance économique européenne et j'espère que les États membres en sont conscients. Les peuples européens en ont assez de souffrir et de ne plus croire dans l'avenir. Or, la déclaration du Conseil, aujourd'hui, me paraît particulièrement fade et très frileuse. C'est vrai que le Conseil nous a habitués à nous mener de déception en déception, en raison tout simplement de l'absence d'ambition, qui permet d'aller de l'avant, et de l'esprit de solidarité absolument nécessaire au sein de l'Union européenne.

Le temps n'est plus aux atermoiements, mais à l'action. Les chefs d'État et de gouvernement doivent apporter un soutien politique franc et massif au plan d'investissements stratégiques de la Commission Juncker. Les outils sont sur la table. Il est maintenant de notre devoir de les mettre en œuvre au plus vite.

Mais gare aux chimères! En effet, il n'y aura pas de croissance durable sans stabilité économique et monétaire. Ce plan d'investissements, fondé non pas sur la dette mais sur la stimulation des capitaux privés, est bien adapté à la réalité de la situation économique. La Commission et le Conseil devront d'ailleurs se montrer intraitables sur le respect du pacte de stabilité et de croissance, car la vraie croissance ne pourra venir que si les États membres ont enfin le courage de mener à bien les réformes structurelles nécessaires. Ceux qui ne s'y résoudront pas devront prendre leurs responsabilités devant leur peuple. Le temps où l'Europe assumait le manque de courage des gouvernements nationaux est révolu.

Ce plan d'investissements n'est donc que le premier acte de la relance européenne; je me félicite d'ailleurs de la nouvelle approche qui guide le programme de travail de la Commission et qui se veut plus ciblée, plus concentrée, moins bureaucratique. Cela doit nous permettre d'aller à la réussite. Car la réussite sera au rendez-vous seulement si on redonne la confiance. Dans le cas des accords transatlantiques, je souhaite véritablement que l'Europe se montre forte, afin de ne pas être marginalisée du fait de la nouvelle orientation des États-Unis vers l'Asie.

En ce qui concerne l'Ukraine, la situation est certes grave et il faut absolument soutenir ce pays, mais il est tout aussi important que la politique du bâton seule ne nous guide pas dans nos relations diplomatiques avec ce grand partenaire, incontournable, qu'est la Russie.

Enfin, nous n'avons plus le temps pour des demi-mesures. Je rappelle qu'il faut absolument que nous arrivions à des conclusions claires et ambitieuses. Je reprends la conclusion du président Juncker: "On verra le sens des responsabilités des États membres"!

 
  
  

PUHETTA JOHTI OLLI REHN
varapuhemies

 
  
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  Enrique Guerrero Salom (S&D). - Señor Presidente, señores Presidentes de la Comisión y del Consejo, como ponente de turno para la ayuda humanitaria del Parlamento Europeo, quiero llamar la atención sobre un punto que muchos podrían considerar menor o marginal del próximo Consejo Europeo, que es el asunto del ébola. Pero nunca puede ser un asunto marginal algo en lo que están perdiendo la vida miles de personas, aunque estén lejos de nosotros, de las fronteras de la Unión.

Nosotros tenemos que apoyar la respuesta que se está dando, porque no hemos contenido el ébola. Hemos reducido la velocidad de su propagación, pero el ébola sigue matando a miles de personas. Tenemos que apoyar el marco común de la Unión Europea aprobado la semana pasada y, en conexión con el señor Stylianides, tenemos que desplegar médicos, laboratorios y servicios médicos para ahorrar vidas humanas y para aumentar nuestra dignidad como Unión Europea, respondiendo a un problema que se produce lejos de nuestras fronteras pero que afecta a seres humanos.

 
  
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  Andrzej Duda (ECR). - Szanowny Panie Przewodniczący! W pierwszej kolejności chciałbym wyrazić głębokie niezadowolenie i dezaprobatę wobec niewielkiego wsparcia dla Ukrainy ze strony Rady Europejskiej. Widomym tego znakiem jest niezaproszenie premiera Poroszenki na posiedzenie Rady. Chciałbym powiedzieć jeszcze jedno, i to z całą mocą, a mianowicie, jeżeli w konkluzjach Rady znajdzie się stwierdzenie wzywające obie strony, czyli Ukrainę i Rosję, do przestrzegania porozumienia z Mińska, będzie to oznaczało faktyczne zrównanie sytuacji agresora i ofiary tej agresji. I to będzie skandal. To jest sprawa pierwsza.

Druga sprawa to plan inwestycyjny sygnalizowany przez przewodniczącego Junckera – ponad 300 mld EUR. Chciałbym powiedzieć jedno: padły tutaj słowa o konieczności zrównania sytuacji krajów europejskich w związku z kryzysem. Chciałbym przypomnieć, że musimy także pamiętać o spójności pojmowanej w sposób czysty, o krajach, które weszły do Unii Europejskiej po 2004 r. Wiele z nich potrzebuje dzisiaj wsparcia bardziej niż kraje dotknięte kryzysem, ponieważ sytuacja ich obywateli jest gorsza i rozwój infrastrukturalny niższy. Liczę na to, że zostanie to w tych planach inwestycyjnych uwzględnione i że te pieniądze będą rozdzielane w sposób uczciwy i równy. Dziękuję.

 
  
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  Pavel Telička (ALDE). - Mr President, first of all I regret that the gentleman from UKIP left after his artistic performance because I was going to tell him that I also know some British businesses which have invested abroad; they are looking forward to the investment plan. It is composed of the three pillars the President spoke about and in fact all three of them are absolutely relevant and very much in joint implementation. Included in that regulation is the issue that has been referred to: the development of the internal market, which some Members are also fond of.

Let me now just make one remark: I am sure that the investment plan could have been fine-tuned a bit, could have been more inspired by some inputs, including some from our group. I might have certain minor hesitations about some of the elements but it is a good plan and this is what the European Union, our citizens and businesses were looking for. It is not comparable with what the previous Commission was submitting. I am also not yet convinced by some of the elements and I did not really receive yesterday an answer on the better regulation. I suspect the basis is a solid one but I very much hope that we will progress on that.

Let me refer now to the Council. Minister, I found your intervention at the very beginning very disappointing. Basically very general, not concrete, not addressing the issues as if the Council is completely unaware of what is really going on in Europe. Mr Verhofstadt has spoken about the telecoms package, something that citizens and businesses have been waiting months for, if not years. What is the progress on roaming, on net neutrality? It is very minor in terms of time.

The second issue which has not been referred to – let me finish with that – is the fourth railway package. Where are we on that? We have not really even started and we have a debate that we will be splitting the technical part and the governance part. No. Businesses will invest if we progress on those. I could continue with a number of other sectors but we are not getting a thorough reply.

(The speaker agreed to take a blue card question under Rule 162(8))

 
  
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  Bill Etheridge (EFDD), blue-card question. – Thank you for drawing attention to Paul’s excellent speech earlier. I have no doubt that British business would invest in this. What business would not invest in a no-lose scenario? But can you not see, or would you not agree with me, that the reason why taxpayers are having to back up so many of these schemes is quite simply because they are bad investments? It is as simple as that. If they were not bad investments, private investment would do it without the government having to back it up with all of our taxpayers’ money.

 
  
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  Pavel Telička (ALDE), blue-card answer. – I did not really understand the question of which bad investments you were referring to, but I think that the answer is once again very clear. I very much firmly believe in private investments, but I do appreciate that the plan which is on the table today is to encourage investments. I am telling you once again: I have spoken to a number of British investors and their appreciation is quite high. Obviously they make remarks, but the words they use are completely different from the ones that I heard a few minutes ago from your colleague.

 
  
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  Eleonora Forenza (GUE/NGL). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella discussione preparatoria a questo Consiglio avremmo voluto sentir parlare di un'agenda completamente diversa. Verrebbe da dire che se le viste dei cittadini e delle cittadine europee fossero al centro delle vostre preoccupazioni, la vostra agenda dovrebbe contenere un solo punto: come redistribuire il reddito e come redistribuire il lavoro; come colmare le disuguaglianze aggravate delle politiche di austerità. Avremmo voluto, ad esempio, che questo Consiglio prendesse in considerazione il rapporto OCSE dal titolo "Le disuguaglianze danneggiano la crescita". La risposta dell'OCSE è che le disuguaglianze danneggiano moltissimo la crescita. In 20 anni l'aumento della disuguaglianza ha causato una perdita di crescita del PIL di 8,5 punti . Un'enormità che ha colpito soprattutto le classi più deboli e che continua ad essere non solo un problema sociale gravissimo ma anche macroeconomico.

Dunque per rilanciare la crescita occorre una sola cosa: contrastare le disuguaglianze; cambiare politica economica; investire in istruzione e in welfare; istituire un reddito di cittadinanza a livello europeo. Voi parlate di stabilità per gli investimenti ma regalate precarietà ai cittadini e alle cittadine. Parlate di fiducia quando il Presidente della Commissione è coinvolto in uno dei più gravi scandali relativi all'evasione fiscale. Parlate di un piano di investimenti che assomiglia molto a quello dei soldi del Monopoli. Dovremmo avere speranze in una scatola vuota? Dovremmo credere a 315 miliardi quando sappiamo che, materialmente, sono a disposizione soltanto 21 miliardi?

Fatemi dire una cosa sulla Presidenza italiana di questo semestre. Matteo Renzi parla spesso del fatto che durante la Presidenza italiana sarebbero aumentate le misure a favore della crescita. Mi sembra che il giudizio sul semestre di Presidenza italiana lo abbiano dato i migliori lavoratori che sono scesi in piazza nello sciopero generale.

 
  
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  Josep-Maria Terricabras (Verts/ALE). - Monsieur le Président, au rang des nombreux secteurs de la vie publique qui nécessitent d'urgence des investissements, j'aimerais en évoquer deux, en particulier, qui m'apparaissent extrêmement importants.

Un grand investissement est nécessaire dans le secteur de la recherche, qu'il faut voir comme un pilier du progrès et du bien-être en Europe. La recherche dans tous les domaines, dans les universités, dans les grands centres de recherche qui, malheureusement, ont réduit leur capacité. Il faut bien sûr favoriser la recherche dans le domaine industriel et en faveur des énergies alternatives.

Un grand investissement est aussi nécessaire pour une politique en faveur de la jeunesse, notamment en matière d'éducation, de formation professionnelle et d'emploi.

La recherche sociale et scientifique ainsi qu'une politique en faveur de la jeunesse et de la recherche sont la clé de notre avenir, qui doit se préparer dès aujourd'hui, car si la crise vient à frapper demain, c'est en réalité déjà aujourd'hui.

Je me veux concret non seulement parce que ces domaines m'apparaissent très importants, mais aussi parce que je m'étonne et suis très surpris que le gouvernement espagnol ait été le seul et unique gouvernement de l'Union européenne à présenter une demi-page de pétitions incroyablement vagues, qui favorisent des interprétations très flexibles, voire des politiques absolument arbitraires.

J'insiste donc sur ces deux points: la recherche et la jeunesse.

 
  
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  Giulia Moi (EFDD). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono ormai scaduti i sei mesi della Presidenza italiana. Sei mesi che avevamo tanto atteso, creando aspettative per i nostri cittadini e per la crescita. Certamente la Merkel avrà la sue responsabilità, come le ha la Commissione europea. Ma le responsabilità italiane e del governo italiano sono certamente le più pesanti e gravi.

Il governo italiano ha completamente dimenticato alcune priorità. Per ottenere una ripresa del mercato del lavoro, occorre ricostruire occasioni di lavoro e queste occasioni non potranno esistere se non saranno risolti alcuni nodi cruciali, almeno per quanto riguarda i comparti legati al manifatturiero. Sicuramente utile diminuire gli oneri per le nuove assunzioni ma è impossibile creare nuovi posti di lavoro quando le piccole e medie imprese e l'artigianato continuano a chiudere. Chiudono per le troppe tasse e per la troppa, incomprensibile, inutile e complessa burocrazia che attanaglia l'Italia e l'Europa.

Il governo italiano ha sprecato l'occasione per riprendere la battaglia sul Made in, strumento essenziale per dar fiato alle imprese europee e la libertà di scelta ai consumatori. Ha sprecato l'occasione di parlare di contraffazione e illegalità dovute alla mancanza di un sistema doganale comune in un libero mercato come quello europeo. Non si è concluso nulla per ciò che riguarda la tutela e lo sviluppo dell'impresa, come non si è fatto nulla per affrontare definitivamente il tema della salvezza degli immigrati e, anzi, avete lucrato per 40 anni in maniera vergognosa – e a Roma ora è scoppiato uno scandalo in proposito – anche sull'immigrazione e sui quei poveracci e questo non ci aiuterà, non aiuterà l'Italia e neanche l'Europa. Malagestione che si ripete in tutte le amministrazioni regionali, sulla quale questa Presidenza avrebbe dovuto esercitare maggiore controllo e non l'ha fatto. Ha taciuto.

Questi sono solo alcuni dei problemi più urgenti che il governo italiano avrebbe dovuto e potuto affrontare se si fosse preparato al semestre e non per mandare in onda l'effige di ministri e del capo del governo, il quale anche attualmente è coinvolto in un processo Stato-mafia ed è una vergogna. Non si possono creare posti di lavoro se manca lavoro e se non lo create. Non sapete fare politica, dovete andare via. Avete rubato per anni, siete una vergogna.

(L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu" (articolo 162, paragrafo 8, del regolamento))

 
  
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  Mercedes Bresso (S&D), Domanda "cartellino blu". – Signor Presidente, volevo chiedere a questa deputata se pensa di essere nel Parlamento italiano o se sa di essere nel Parlamento europeo. Stiamo parlando del programma della Commissione, su cui non ci ha detto assolutamente nulla. Credo che la Presidenza italiana abbia avuto un eccellente successo insieme a tutti gli altri membri dell'Unione europea, perché si vince tutti insieme o si perde tutti insieme, semplicemente ponendo le basi per questo piano su cui poi, se mai riuscirò a parlare, mi esprimerò anch'io. Ma lei non ci ha detto nulla di quello che pensa su questo tema, che è quello che discutiamo in questo momento.

 
  
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  Giulia Moi (EFDD), Risposta a una domanda "cartellino blu". – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Italia è corrotta, gli scandali stanno venendo fuori, a Roma c'è la mafia. Hanno rubato per anni da tutte le parti e se non risolve questo problema e se non si chiede aiuto all'Europa, non ne usciamo. L'Italia sta fallendo, è in default e se non va avanti non andrà avanti neanche l'Europa.

 
  
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  Janusz Korwin-Mikke (NI). - Mr President, the gang of socialists, I mean the right honourable Members of this Parliament, seem not to understand a very simple thing: to fight unemployment they need money. To get money they impose taxes. With the money they create two jobs and because of the taxes, three jobs are lost. It is as simple as that.

If a company avoids taxes it can produce cheaper, it can sell more and if it sells more it creates jobs, thanks to Mr Juncker, but to Mr Juncker as the Prime Minister of the Grand Duchy of Luxembourg, not to Mr Juncker as the President of the European Commission.

Moreover I think that the European Union must be destroyed.

 
  
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  Elisabetta Gardini (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo oggi davvero a svolgere una discussione secondo me cruciale. Abbiamo un'occasione unica con l'imminente riunione del Consiglio. Si tratta di una discussione che abbiamo cominciato anche all'interno del PPE: ricordo in proposito i documenti del Congresso che abbiamo tenuto a Dublino nella primavera scorsa. Oggi, siamo qui finalmente a dare concretezza alle cose che ci siamo detti, ai percorsi che abbiamo detto di volere intraprendere. Io mi rivolgo al Presidente Juncker, nel quale abbiamo riposto la nostra fiducia, affinché dia veramente la possibilità a questo piano di investimenti di diventare anche occasione per rivedere tanti squilibri e tante asimmetrie che ci sono all'interno di questa nostra Europa e all'interno dell'Eurozona e che rischierebbero, se non sono affrontate a viso aperto, di annullare e di indebolire l'efficacia che invece dovrà avere questo piano di investimenti.

Infatti, la BCE a settembre segnalava che 100 miliardi di investimenti hanno preso la strada dell'estero perché i nostri paesi non attraggono gli investimenti. Allora io credo che sia questo il punto fondamentale che dobbiamo esaminare., oltre al problema del surplus che si concentra su due paesi dell'Eurozona. Credo sia qualcosa che oggi dobbiamo affrontare a viso aperto. Ce lo chiedono anche da oltre oceano gli amici americani già da tempo. Io mi domando e chiedo a lei, signor Presidente, se non sia anche questa mancanza di volontà di affrontare questo aspetto così mercantilistico del surplus a rendere diffidenti gli americani nel portare avanti con forza e con celerità il trattato TTIP, perché, come lei ben sa, gli americani non hanno ancora dato il TPA, cioè quel requisito indispensabile perché il TTIP diventi prioritario per gli Stati Uniti, che oggi sono concentrati prioritariamente sulla Transpacific partnership.

A queste domande vorrei che lei mi desse una risposta, augurando buon lavoro al Consiglio perché sappia affrontare al meglio le questioni sul tappeto e ridare fiducia ai cittadini.

 
  
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  Evelyne Gebhardt (S&D). - Herr Präsident! Auch ich möchte – wie so viele andere meiner Kollegen und Kolleginnen – einen Appell an den Rat aussprechen, einen ganz wichtigen Appell, da auch wirklich mitzumachen bei der Zukunftsorientierung der Politik. Das ist äußerst wichtig! Wir dürfen dabei aber allerdings eines nicht vergessen: Wir müssen nicht nur Wachstum allgemein in den Mittelpunkt stellen, sondern hochwertige Arbeitsplätze schaffen und auch Nachhaltigkeit angehen. Das heißt, sich zu konzentrieren und nicht so vorzugehen, wie es nach meinem Eindruck zurzeit in den Regierungen geschieht, eine Art Gießkanne – für jeden Mitgliedstaat ein bisschen. Nein, das kann nicht die Antwort sein, sondern es geht darum, sich zu konzentrieren auf wichtige Innovation und Zukunftsaufgaben, dafür zu sorgen, dass Arbeitsplätze geschaffen werden in hochwertigen Bereichen wie zum Beispiel bei der digitalen Agenda, wie bei der Nachhaltigkeit, im Energiesektor, sich zu konzentrieren auf Infrastrukturen, damit auch wirklich Arbeitsplätze geschaffen werden, von denen unsere Bürgerinnen und Bürger auch etwas haben.

 
  
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  Mark Demesmaeker (ECR). - Voorzitter, ik wil even terugkomen op de situatie in Oekraïne. Het doet ons plezier dat de Raad zich ten volle engageert om de associatieovereenkomst verder uit te voeren. Het zou trouwens goed zijn dat er een oproep wordt gedaan aan alle lidstaten om snel die overeenkomst ook te ratificeren. Het land is verwikkeld in een oorlog, moet zijn soevereiniteit veiligstellen en tegelijk diepgaand hervormen zoals de bevolking dat ook duidelijk heeft gevraagd. Dat is een heel zware opgave. Oekraïne heeft onze hulp nodig.

We zien ondertussen dat de sancties tegen het Poetin-regime effect hebben. We mogen ons nooit neerleggen bij de onwettige annexatie van de Krim en in dit verband heb ik een heel concrete vraag. Op een hoorzitting over de mensenrechtensituatie in de Krim onlangs in het Europees Parlement in Brussel kwam ook de kwestie ter sprake van de Russische paspoorten die Rusland aan de inwoners van de Krim uitreikt, of liever gezegd opdringt. Kunnen wij deze paspoorten zomaar erkennen? Want dat zou impliciet een erkenning van die annexatie inhouden. Wordt er concreet daarover nagedacht?

 
  
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  Alexander Graf Lambsdorff (ALDE). - Herr Präsident, Herr Kommissionspräsident, Herr Ratspräsident! Die Liberalen wollen den Erfolg der Europäischen Union – wir wollen den Erfolg dieser Kommission.

Drei Elemente sind, glaube ich, entscheidend: ein gutes Arbeitsprogramm. Herr Juncker, Ihr Arbeitsprogramm ist sehr gut. Sie haben den Mut gehabt, zu entrümpeln, wahrscheinlich auch unter tätiger Mithilfe von Frans Timmermans, und ehrgeizige neue Projekte ins Arbeitsprogramm aufzunehmen.

Das zweite Element neben einem Arbeitsprogramm der Kommission sind Strukturreformen in den Mitgliedstaaten. Hier haben wir große Sorgen: in Frankreich, in Italien oder aber auch in Belgien, wo das Land schon bei moderaten Reformen durch einen Generalstreik vollständig lahmgelegt wird. Ich glaube, die Mitgliedstaaten müssen viel ehrgeiziger werden, wenn es darum geht, Ihnen und uns als Europäern zu einem Erfolg zu verhelfen.

Das Dritte ist das Investitionsprogramm. Ihr Investitionsprogramm wird von vielen kritisiert. Ich halte es für falsch, den Stab darüber zu brechen und jetzt schon zu sagen, das kann alles nicht funktionieren, dass staatliche Garantie die private Investition mobilisieren kann. So etwas hat in der Vergangenheit funktioniert, vielleicht funktioniert es ja dieses Mal auch – zu wünschen wäre es.

Eines ist ganz wichtig: Sie haben gesagt, die Europäische Investitionsbank wird über die Projekte entscheiden. Werner Hoyer, der letztes Mal hier neben Ihnen saß, in den haben wir großes Vertrauen. Bitte machen Sie nicht den Fehler, dass die Mitgliedstaaten Ihnen irgendwelche Projekte aufdrücken. Die Bundesregierung hat Ihnen allen Ernstes empfohlen, in diese Investitionsruine Flughafen Berlin-Brandenburg europäisches Geld reinzustecken. Wir wollen den Erfolg der Europäischen Union, wir wollen nicht die Verschwendung unserer Mittel für Projekte, die wirklich Unsinn sind und die komplett gescheitert sind.

 
  
  

VORSITZ: ULRIKE LUNACEK
Vizepräsidentin

 
  
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  Δημήτριος Παπαδημούλης (GUE/NGL). - Κυρία Πρόεδρε, το νεοφιλελεύθερο δόγμα ότι η μονομερής λιτότητα θα αυξήσει τις επενδύσεις δοκιμάζεται, κύριοι του Συμβουλίου και της Επιτροπής, έξι χρόνια τώρα. Και οι επενδύσεις έχουν μειωθεί κατά 15%. Άρα χρειάζεται μια στροφή στην πολιτική με περισσότερους δημόσιους πόρους για την ανάπτυξη και από τον κοινωνικό προϋπολογισμό και από τα κράτη μέλη.

Κύριε Juncker, το πακέτο που μας παρουσιάσατε είναι σχεδόν άδειο, γιατί μόνο ο Ιησούς Χριστός πολλαπλασίασε τα ψάρια και τα ψωμιά με το γνωστό θαύμα! Μόχλευση με αυτές τις συνθήκες οικονομίας 1/15 είναι αδύνατον να επιτευχθεί. Και σας το λένε σχεδόν όλοι.

Αλλά, κύριε Della Vedova, εσείς το σχεδόν άδειο πακέτο του κ. Juncker προσπαθείτε με την αναβλητικότητα και τα ευχολόγια να το αδειάσετε εντελώς. Ποια θα είναι η συμμετοχή των κρατών μελών; Με ποια κριτήρια; Πώς διασφαλίζετε ότι οι επενδύσεις θα εξασφαλίσουν βιώσιμη ανάπτυξη και θα ενισχύσουν τη συνοχή; Για όλα αυτά δεν μας λέτε τίποτα. Και πολύ φοβάμαι ότι το Συμβούλιο Κορυφής θα οδηγήσει απλώς σε χριστουγεννιάτικες ευχές.

 
  
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  Michèle Rivasi (Verts/ALE). - Madame la Présidente, je voudrais intervenir sur l'épidémie d'Ebola et sur l'aide actuellement apportée par l'Union européenne dans ce domaine.

Les experts affirment que cette épidémie est liée à la déforestation, aux lacunes des systèmes de soins et à l'instabilité politique de la zone.

L'Union européenne a déployé 1,1 milliard d'euros d'aide humanitaire pour la lutte contre Ebola, dont 434 millions d'euros proviennent de la Commission européenne, ce qui est une très bonne chose. Cela a mis un certain temps, mais c'est arrivé!

Les ministres ont cependant signé, le 12 décembre dernier, des accords de partenariat économique avec les pays ACP, qui posent problème. Pourquoi? Parce que l'Union européenne appliquait jusqu'alors à ces pays, notamment à ses anciennes colonies, des préférences commerciales unilatérales. Elle acceptait qu'ils continuent à frapper de droits de douane leurs importations venant de l'Union européenne, tout en les faisant bénéficier d'un accès libre au marché européen. Elle leur impose désormais la suppression de leurs droits de douane sur 80 % des exportations européennes.

C'est une honte: ces pays ont besoin d'un budget pour financer les infrastructures, mais ne disposeront plus des fonds nécessaires du fait de l'imposition de nouveaux droits de douane. Comment vont-ils faire?

 
  
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  Peter Lundgren (EFDD). - Fru talman! Jean-Claude Juncker behöver mera pengar, säger han. Det förvånar mig inte. Ansvarstagandet för skattebetalarnas pengar är i stort sett obefintligt i detta hus. Bonusar och avgångsvederlag har antagit hårresande nivåer. Föraktet mot EU bara växer bland vanligt folk, och det återspeglas i valdeltagandet: mindre än 43 % valde att rösta i det senaste EU-valet.

Ett lysande exempel är Herman Van Rompuy som lämnar sin post med 730 000 euro i avgångsvederlag. Detta gäller endast under de tre första åren, för det kommer mer pengar. Det man kallar transitional allowance förutsätter ingen motprestation över huvudtaget och alla pengar kommer att betalas ut med en reducerad EU-skatt som är betydligt lägre än skatten i hans hemland Belgien. Ersättningen som medlemmar i kommissionen får efter avslutad tjänst är fullständigt vettlös.

Jämför den ersättningen med vad en vanlig arbetare och skattebetalare i Europa får efter avslutad tjänst – vanliga människor som varit lojala mot sina chefer och arbetsplatser under många år. Vilken bonus får dessa? Jo, den bonusen består i att betala, betala och återigen betala för era jackpotbonusar ni drar hem. Och så pratar Jean-Claude Juncker om att återställa tilliten och förtroendet bland vanligt folk!

På det vis som detta hus hanterar skattebetalarnas pengar, vill jag påstå att detta kan kallas för mission impossible. Så länge man inte visar respekt för de människor som faktiskt är upphovet till er blotta existens i detta skrytbygge till hus, ska ni inte heller förvänta er något som helst förtroende eller tillit från vanligt folk.

 
  
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  Mara Bizzotto (NI). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Consiglio europeo di questa settimana è pieno di novità: un nuovo Presidente e un nuovo Esecutivo. Non illudiamoci però. Sappiamo già quello che succederà. Tante parole ma nessuna scelta coraggiosa. Non cambierà niente per i cittadini, per le imprese, per i disoccupati e per i giovani senza lavoro e senza futuro, per i nostri anziani. Loro sono stanchi di annunci e di promesse. Io, sono stanca di sentire qui dentro le solite belle parole. Ormai siano arrivati alla fine del 2014 e si sta per concludere il semestre europeo a guida italiana.

A proposito di discorsi belli e inutili, il Presidente Renzi ne ha fatto uno, qui dentro, pochi mesi fa. Discorso che voi avete applaudito. Ditemi ora una cosa, una sola cosa per cui i cittadini italiani, i cittadini europei, ricorderanno Renzi? Ci aveva promesso che avrebbe cambiato questa Europa. A maggio, pochi giorni prima delle elezioni europee, Renzi disse "Voglio un'Europa umana, non un'Europa che si preoccupa di salvare le banche, ma si preoccupa di salvare le famiglie". Poi ha benedetto Juncker, Presidente della Commissione. Grazie Matteo Renzi! Ridicolo.

 
  
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  Esteban González Pons (PPE). - Señora Presidenta, señor Juncker, el próximo Consejo Europeo es muy importante. Yo le voy a trasladar lo que mis votantes —que le apoyan— esperan de él.

Los votantes españoles creen clave potenciar la coordinación en materia tributaria para favorecer inversiones y asegurar un buen funcionamiento del mercado único. Hay que seguir impulsando la lucha contra el fraude y la evasión fiscal.

En segundo lugar, los votantes españoles creen que es importante seguir trabajando por una verdadera Unión de la Energía, que asegure a nuestros ciudadanos un mercado competitivo y sostenible con interconexiones energéticas suficientes para asegurar un suministro a un precio razonable.

En tercer lugar, necesitamos que Europa siga siendo un lugar seguro y protegido. Hay que intensificar la lucha contra el terrorismo, resolver el problema que nos va a plantear el retorno de los combatientes extranjeros y crear energías propias para hacer frente a nuevos retos. Por cierto, señor Presidente, la Unión Europea debe reaccionar ante el asesinato de más de cien niños en Peshawar, cien niños que han muerto en una escuela. Cada vez que muere un niño en una escuela debe ser como si muriera un niño en una escuela en Europa. El espíritu de Malala debe acompañar nuestra lucha por la libertad y contra el terrorismo siempre.

En cuarto lugar, nos hace falta solidaridad para desarrollar una política de fronteras común que sitúe la inmigración irregular como una prioridad de nuestra agenda exterior. Ahora que no hay fronteras interiores, puedo decir que la ciudad de Melilla o la ciudad de Ceuta son también fronteras de Francia, de Alemania o de Suecia: son fronteras de todos.

Por último, señor Presidente, hay que hablar de Ucrania, pero también hay que hablar de Rusia. Hay que prever las consecuencias que podría tener para la economía y los trabajos europeos un colapso de la economía rusa el próximo invierno. Las noticias de ayer y las noticias de hoy no solo deben preocuparnos, deben también ocuparnos.

Y, por lo demás, mis votantes le desean, después del Consejo, cuando su trabajo haya terminado, feliz Navidad.

(El orador acepta responder a dos preguntas formuladas con arreglo al procedimiento de la «tarjeta azul» (artículo 162, apartado 8, del Reglamento))

 
  
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  Josep-Maria Terricabras (Verts/ALE), pregunta de «tarjeta azul». – Señor González Pons, me parece muy bien lo que usted dice sobre la industria energética en Europa. ¿Cómo se explica que la energía en España sea la más cara de Europa? ¿Por qué se protege a la industria energética europea? ¿Por qué se regalan prácticamente 1 350 millones de euros al señor Florentino Pérez? Y usted sabe que se lo pagaron en treinta y tres días, no en treinta y cinco ni en seis meses ni en nueve meses.

Es decir, mi problema es: ¿por qué quejarse de la energía europea sin arreglar la energía española?

 
  
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  Esteban González Pons (PPE), respuesta de «tarjeta azul». – En primer lugar, quiero agradecer al diputado español señor Terricabras que se dirija a mí en español, por una vez, en esta Cámara.

En segundo lugar, le diré que el Gobierno de España está tratando de abaratar el coste de la energía, el precio de la energía para los españoles, pero también está tratando de que la energía sea competitiva y sea un instrumento de progreso para España y para Europa.

Nos gustaría poder unir la península Ibérica con el resto de Europa a través de los Pirineos para que el gas de Argelia pueda competir con la posible falta de gas ruso, el próximo invierno, en toda la Unión Europea.

 
  
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  Tibor Szanyi (S&D), Kékkártyás kérdés. – Pons úr, Ön említette a beszédében, hogy nagyon komoly jelentőséget tulajdonít az adóelkerülés, az adócsalás elleni küzdelemnek, és ennek mentén kérdezném tisztelettel, hogy az Ön pártja, de Ön személy szerint is hajlandó-e ugyanolyan erővel fellépni bizonyos tagországok esetében a túladóztatással szemben, amely egyébként a fekete gazdaság előtt nyit utat, konkrétan például az én hazámban, Magyarországon egyébként ez különösen egy jelentős probléma?

 
  
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  Esteban González Pons (PPE), respuesta de «tarjeta azul». – Señor Szanyi, ¡sí!

 
  
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  Pervenche Berès (S&D). - Madame la Présidente, je voudrais m'adresser à la présidence italienne pour la mobiliser et la sensibiliser à l'enjeu de l'économie numérique. Chacun peut imaginer qu'il s'agira là d'une des grandes pistes grâce auxquelles le plan d'investissements pourra démultiplier la création de valeur au sein de l'Union européenne, et nous nous en réjouissons.

Mais elle ne pourra être un succès que si les fruits de ces investissements reviennent aux Européens. L'articulation de ce plan d'investissements dans le secteur numérique et la question de la fiscalité – sur laquelle nous fondons notre capacité à taxer les profits des GAFA – est un point absolument critique, que vous devez soulever au cours du Conseil européen.

De la même manière, vous devez progresser en matière de protection des données, sinon nous assisterons également à une fuite de savoirs et de capitaux que nous ne souhaitons pas financer.

Enfin, je voudrais encore m'adresser à la présidence de la Commission car, dans ce Conseil, vous allez contribuer à l'élaboration de la feuille de route sur l'avenir de la zone euro. Et lorsque j'écoute Manfred Weber, je m'en inquiète. En effet, je ne crois pas que c'est en se stigmatisant les uns les autres et en s'insultant à coup de noms d'oiseaux que nous allons faire progresser la zone euro, ce dont tout le monde a besoin.

Il faut qu'elle permette de définir nos interdépendances et nos solidarités, compte tenu de ce que les économistes du monde entier reconnaissent comme nos lacunes, notamment par la mise en place d'une capacité collective à répondre à des problèmes qui ne peuvent pas être corrigés par les outils dont nous disposons aujourd'hui dans le cadre de l'Union économique et monétaire.

 
  
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  Bernd Lucke (ECR). - Frau Präsidentin! Wir haben eine sehr bemerkenswerte Rede des Fraktionsvorsitzenden der Liberalen, Herrn Verhofstadt, gehört. Denn selbst Herr Verhofstadt hat inzwischen gemerkt, dass die Eurozone in einer schweren, tiefen Krise ist – so hat er sich ausgedrückt. Und das will etwas heißen für einen Fraktionsvorsitzenden der Liberalen, dessen Brillengläser sich normalerweise zartrosa färben, sobald von Europa die Rede ist. Aber dann hat er kritisiert, dass der Rat keine Medizin verabreicht. Das ist die falsche Kritik, meine Damen und Herren. Kritisiert werden muss, dass der Rat keine Analyse vorgetragen hat, warum die Eurozone in dieser Krise ist, nicht die Frage beantwortet hat, warum Nordamerika wächst, warum Südamerika wächst, warum Fernasien wächst, warum Australien und Ozeanien wachsen, warum die Länder außerhalb der Eurozone in Europa wachsen, aber die Eurozone nicht wächst.

Das frage ich Sie jetzt, meine Damen und Herren Vertreter des Rates: Warum wächst die Eurozone nicht? Warum haben wir einen famosen Binnenmarkt, warum haben wir eine famose Kommission, warum haben wir eine famose gemeinsame europäische Währung, aber die Eurozone wächst nicht? Woran liegt das? Denken Sie doch bitte einmal scharf darüber nach!

(Der Redner ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Alexander Graf Lambsdorff (ALDE), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Frau Präsidentin! Ich habe eigentlich zwei Fragen an den Kollegen Lucke.

Die erste Frage ist: Ist es Ihnen entgangen, dass die Strukturreformen in wichtigen Mitgliedstaaten der Eurozone ausgeblieben sind bzw. zu gering ausgefallen sind, um wirklich Wachstum zu stimulieren? Ich habe Frankreich und Italien in meiner Intervention selber genannt. Frankreich ist das Land, das uns die größten Sorgen macht.

Die zweite Frage ist: Wann waren Sie das letzte Mal so nah an Guy Verhofstadt dran, dass Sie seine Brillengläser und ihre Farbe so genau erkennen konnten, um einen zartrosa Schimmer dort zu sehen?

 
  
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  Bernd Lucke (ECR), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – (Der Redner spricht ohne Mikrofon)... und noch intensiver, als ich es von der Entfernung her habe wahrnehmen können, das möchte ich nicht ausschließen.

Aber was die Strukturreformen betrifft, so gebe ich Ihnen Recht, dass sie ausgeblieben sind. Und dass sie ausgeblieben sind, hat seinen Grund darin, dass Sie und Ihre Freunde die Nichtbeistandsklausel in Europa außer Kraft gesetzt haben. Denn wenn es die Verpflichtung gäbe, dass jeder Staat für seine Schulden selbst zahlen müsste, dann wäre der Anreiz, interne Reformen durchzuführen, und die Zahlungsfähigkeit eines Staates sicherzustellen, sicherlich erheblich höher als heutzutage, wo die Regeln nach Belieben verändert werden.

 
  
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  Olli Rehn (ALDE). - Arvoisa puhemies, Eurooppa tarvitsee työtä ja kasvua. Tämä vaatii investointeja, varsinkin yksityisiä investointeja. Tässä mielessä puheenjohtaja Junckerin investointiohjelma on tervetullut.

Samalla pitää muistaa, että Eurooppaa on uudistettava, jotta se pystyy houkuttelemaan investointeja. Tämä vaatii kunnon yritysympäristön ja sisämarkkinat pitää panna kuntoon, varsinkin digitaaliset ja palveluiden sisämarkkinat.

Kasvun eväitä on monilla aloilla. Investointeja on suunnattava varsinkin biotalouteen, tietoliikenteeseen ja arktiselle alueelle. Niiden vauhdittamiseksi jäsenmaiden pitää tehdä rakenteellisia uudistuksia. Tämä on tärkeää varsinkin suurissa jäsenmaissa Ranskassa ja Italiassa. Vakaus- ja kasvusopimusta ei pidä romuttaa. Samalla Saksan on käytettävä liikkumavaraansa investointien kasvattamiseen. Lisäksi Euroopan keskuspankin on annettava kunnon piristysruiske Euroopan taloudelle, ellei vielä jouluksi niin viimeistään uuden vuoden päätöksenä.

(Puhuja lupasi vastata työjärjestyksen 162 artiklan 8 kohdan mukaiseen sinisen kortin kysymykseen).

 
  
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  Δημήτριος Παπαδημούλης (GUE/NGL), ερώτηση “γαλάζια κάρτα”. – Κυρία Πρόεδρε, κύριε Rehn, αυτές τις ημέρες αναπτύσσεται μια κινδυνολογία και μια προπαγάνδα ότι η νίκη του ΣΥ.ΡΙΖ.Α στις πιθανότατα επερχόμενες εκλογές στην Ελλάδα θα σημαίνει την έξοδο της Ελλάδας από τη ζώνη του ευρώ και μια μεγάλη καταστροφή για την ίδια την ευρωζώνη.

Πώς σχολιάζετε αυτή την εκστρατεία φόβου;

 
  
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  Olli Rehn (ALDE), blue-card answer. – Mr Papadimoulis, thank you for the question. As we know, Greece has had difficult and tough times. Now it is growing again. I have no intention of interfering in the domestic politics of Greece. However, my understanding is that both the Syriza Party and Mr Tsipras are committed to the membership of Greece in the eurozone. They are very clearly committed to that and that is what counts. I also understand that Greece’s very heavy debt burden has to be somehow restructured and rearranged, for instance by prolonging the maturity of the loans, not necessarily by touching the capital.

 
  
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  Reinhard Bütikofer (Verts/ALE). - Frau Präsidentin, Herr Präsident Juncker, meine sehr geehrten Präsidenten! In der Auseinandersetzung darum, ob aus Herrn Junckers Investitionsplan ein wirksamer Aufbruch zu nachhaltigem Wachstum wird, geht unsere Forderung als Grüne erstens dahin, dass sich alle Mitgliedsstaaten der Europäischen Union mit eigenen Beiträgen an diesem Investitionsplan beteiligen. Ich bitte den Vertreter des Rates, diese in diesem Haus hier mehrfach von allen Seiten erhobene Forderung tatsächlich ernst zu nehmen!

Zweitens: Was die Projekte betrifft, die gefördert werden müssen, gibt es meines Erachtens sechs entscheidende Kriterien: Erstens darf es – wie Herr Juncker sagte – keine sektoralen und geografischen Quoten geben. Es muss einen europäischen Mehrwert geben. Sie müssen zu nachhaltigem Wachstum beitragen. Sie müssen durch Experten der EIB aufgrund fachlicher Qualifikation ausgewählt werden, und sie müssen private Investitionen anregen und dürfen drittens in den Mitgliedsstaaten die kleinen und mittleren Unternehmen nicht hintanstehen lassen.

 
  
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  Σωτήριος Ζαριανόπουλος (NI). - Η Σύνοδος Κορυφής θα κλιμακώσει την αντιλαϊκή επίθεση, όπως στις επεμβάσεις της Ευρωπαϊκής Ένωσης και του ΝΑΤΟ στην Ουκρανία και αλλού, που θα φέρουν νέα κύματα προσφύγων. Ενισχύεται η απειλή γενικευμένου πολέμου στον βωμό ανταγωνισμών για νέες αγορές στην ενέργεια και τους δρόμους μεταφοράς της.

Ομολογείτε ότι την ασθενική ανάκαμψη μπορεί να ακολουθήσει νέα οικονομική κρίση που δεν μπορούν να σταματήσουν ούτε οι υπερασπιστές της περιοριστικής πολιτικής ούτε της χαλάρωσης, οι οποίοι ομοφωνούν όμως μεταξύ τους για πάμφθηνη δουλειά, κατεδάφιση δικαιωμάτων, ξερίζωμα της αγροτιάς, αντιλαϊκούς φόρους.

Επιβάλλονται τα μόνιμα μνημόνια με καταστολή των αγώνων. Φορτώνονται οι λαοί με χρέη που δεν οφείλουν, αφού το κρατικό χρήμα, όπως τα 300 δισ. του πακέτου Juncker πηγαίνει στις επιχειρήσεις.

Οι ανταγωνισμοί επιχειρηματικών ομίλων, κυβερνήσεων και κομμάτων που τους εκπροσωπούν δεν αφορούν τα λαϊκά συμφέροντα. Η Ευρωπαϊκή Ένωση δεν γίνεται φιλολαϊκή. Είναι ώρα ο λαός να γίνει πρωταγωνιστής και να ανατρέψει αυτή τη βαρβαρότητα.

 
  
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  András Gyürk (PPE). - Elnök asszony, tisztelt elnök urak, képviselőtársaim! Abban, hogy az európai gazdaságnak élénkítésre van szüksége egyetértés van a Parlament, a Bizottság és a Tanács között. A befektetési terv céljait én magam is támogatom. A megvalósítás módjával kapcsolatosan azonban vannak kétségeim és észrevételeim.

Egyrészt valójában az EIB forráson kívül, úgy tűnik, nincs új pénz a beruházási tervre. A Connected Europe Facility keretéből és a Horizon 2020 forrásaiból garanciára átcsoportosított összegek valójában leginkább csak azt jelentik, hogy egyik zsebünkből a másikba helyezzük át a pénzünket.

Másrészt, a Bizottság által kilátásba helyezett multiplikatív hatás véleményem szerint túlzottan optimista. A rendelkezésre álló információk alapján az áttétekre vonatkozó becslések sajnos nem reálisak, ezért nagy szükség lenne további tagállami szerepvállalásra.

Harmadrészt, a fenti aggodalmakat is figyelembe véve különösen nagy figyelmet kell fordítani a projektek kiválasztására. Csak megfelelő minőségű projektlista eredményezhet hosszú távú növekedést. Csak akkor érhetjük el a kívánt élénkítő hatást, ha a céljainkat minden szempontból szolgáló projekteket támogatunk.

Képviselőtársaim! Véleményem szerint az energetikai projektek pontosan ilyenek. Ragadjuk meg tehát a lehetőséget és tegyünk egy nagy lépést az európai ellátásbiztonság kérdésének megoldására. Már a Barroso-csomag is hangsúlyt helyezett az energetikai infrastruktúrára, de még mindig függőségről és az összeköttetések hiányáról beszélünk. A kiszolgáltatottságban pedig továbbra is a közép-kelet-európai régió jár élen. Az európai állampolgárok és vállalatok számára a biztonságos és elérhető árú energiaellátást csak az egységes energiapiac kialakításán keresztül tudjuk biztosítani. Hosszabb távon pedig az olcsóbb energiaár az, ami versenyképesebbé tudja tenni Európát.

(A felszólaló hozzájárul egy, az eljárási szabályzat 162. cikkének (8) bekezdése értelmében feltett kék kártyás kérdés megválaszolásához).

 
  
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  István Ujhelyi (S&D), Kékkártyás kérdés. – Ahhoz hogy a gazdaság beinduljon, ahhoz bizalomra van szükség. Bizalomra például Európában a Bizottság következő éves munkája kapcsán, és én magyarként azt látom, hogy vannak országok – nem csak a mi országunk –, ahol bizony a pártok, és például nálunk a miniszterelnök maga, rendszeresen szítja a hangulatot az Európai Unióval szemben. Ezért kérdezem képviselő úr, hogy Ön mit szólt ahhoz például, hogy most Magyarországon egy új adó bevezetése miatt a miniszterelnök az Európai Unióra mutogatott, miközben mind a ketten tudjuk, hogy ez nem igaz? Megengedhető-e ez a módszer?

 
  
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  András Gyürk (PPE), Kékkártyás válasz. – Köszönöm a kérdést képviselő úrnak! Lehetőséget ad számomra, hogy elmondjak valamit. Az ember nem szívesen dicséri a saját lovát, de ha már így adódott, és kérdést tett föl, akkor hadd mondjam el ezen a plénumon is, hogy a magyar gazdasági növekedés ma az Európai Unió élvonalában van, több mint 3%. A munkanélküliség folyamatosan csökken Magyarországon, ahogy az államadósság is, és eközben a hiány stabilan 3% alatt van. Ezek a magyar gazdaság mutatói. Mindez azok után, hogy egy romokban heverő gazdaságot vettünk át attól a kormánytól, amelynek Ön is képviselője volt.

 
  
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  Iratxe García Pérez (S&D). - Señora Presidenta, decía la pasada semana el señor Rajoy, el Presidente del Gobierno de España, que estas iban a ser las navidades de la recuperación económica. Hoy ha dicho el señor Weber que los países que han puesto en marcha las reformas estructurales se han convertido en la locomotora de la economía europea.

Y yo les digo a ambos que no se enteran de lo que está pasando. Que sus palabras son un insulto a las familias que están perdiendo sus viviendas por ser desahuciadas. Que sus palabras son un insulto a los jóvenes que tienen que salir fuera de Europa a encontrar empleo. Que sus palabras son un insulto a las familias y a las personas dependientes que están perdiendo sus derechos. Y ahora el Ecofin decide descafeinar el impuesto sobre las transacciones financieras.

Decimos que es necesario ingresar más, pero no lo podemos hacer ahogando a las clases medias y a las clases trabajadoras. Hagamos pagar a quienes están en el origen de esta situación y a quienes nunca les hemos pedido nada, porque, de esta manera, estaremos hablando de la posibilidad de una salida de la crisis más justa. Se lo debemos a los ciudadanos y ciudadanas. No a los votantes, a la ciudadanía europea.

 
  
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  Evžen Tošenovský (ECR). - Vážený pane předsedo, dovolte mi stručně okomentovat hlavní téma prosincové Evropské rady.

Není sporu o tom, že Evropa potřebuje zvýšit investice. Síťovou infrastrukturu společně s výzkumem a inovacemi bychom měli mít určitě na paměti jako první. Musíme se ale nejdříve ptát, proč se soukromí investoři drží zpátky? Mohu v této souvislosti jen odkázat na vystoupení předsedy naší frakce Syeda Kamalla na minulém plenárním zasedání.

Pokud jde o investiční plán Evropské komise, s ambicemi nastavit předvídatelné regulativní prostřední pro podnikání mohu jen souhlasit.

Ohledně hlavních dvou pilířů mám ale velké pochybnosti. Je to takové kouzlení s čísly – na vstupu 16 miliard z EU a 5 miliard z EIB a potom 315 miliard při použití multiplikačního efektu 15. Dále, proč přeléváme peníze z programů, které jsme složitě vyjednávali? Sotva se rozběhly, po roce je stahujeme, tedy 3,3 miliardy z nástroje pro propojení Evropy (CEF) a 2,7 miliardy z Horizontu 2020. Budou všechny vybrané projekty skutečně splňovat kritérium návratnosti? Otázek je skutečně celá řada.

 
  
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  Harald Vilimsky (NI). - Frau Präsidentin, meine sehr geehrten Damen und Herren! Ich habe den Eindruck, dass sich viele hier der Ernsthaftigkeit und großen Dramatik unserer Situation nicht bewusst sind.

Wir haben Arbeitslosigkeit auf unserem Kontinent, wie es sie seit Jahrzehnten nicht in der Höhe gab. Wir haben eine Entwicklung im Bereich der Armut, die uns eigentlich alle alarmieren sollte. Wir haben im Bereich der Währung eine Situation, dass der Euro von höchster Instabilität geprägt ist und durch permanenten Kaufkraftentzug mit einer Nullzinspolitik der Europäischen Zentralbank der Bevölkerung Wohlstand entzogen wird.

Der einzige Vorschlag der seitens der EU, der Kommission, des Rates und auch der Mehrheit hier im Hause gemacht wird, ist es, mit einem Finanzpaket, das 15-fach gehebelt werden soll, hier eine Sanierung herbeizuführen. Dieses Produkt ist auch quer durch die Zeitungen in ganz Europa als Alchemieprodukt abqualifiziert worden, was nichts anderes heißt, als dass hier mit sehr viel Tricks eine Situation saniert werden soll, die so nicht finanziert und saniert werden kann.

In Zeiten der Nationalstaatlichkeit mit nationalen Währungen hat Europa funktioniert. Jetzt funktioniert es nicht mehr. Ich überlasse es Ihnen, darüber zu urteilen, was der bessere Weg ist. Für jeden Menschen mit Sachverstand ist klar, was der bessere Weg ist.

(Der Redner/Die Rednerin erklärt sich bereit, gemäß Artikel 162 Absatz 8 GO auf die Frage eines anderen Mitglieds zu antworten).

 
  
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  Jörg Leichtfried (S&D), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Herzlichen Dank Frau Präsidentin! Es ist mir auch ein Vergnügen, Herr Vilimsky.

Jetzt haben Sie erzählt, was Ihnen alles nicht passt, was alles schlecht ist. Aber Ihnen gelingt es überhaupt nie, auch darzustellen, was Sie sich vorstellen, damit sich die Dinge ändern.

Sie haben überhaupt keine Ideen, Sie sagen immer nur Nein. Was bringt denn das? Das bringt überhaupt nichts. Das einzige, was Sie wollen, ist, dass wir wieder allein weitermachen – allein gegen die großen Konzerne, allein gegen die weltweit agierenden Multibanken. Wissen Sie, was dann passiert? Dann passiert das, was wir alle nicht wollen, dass die noch reicher werden, und die, die wir Sozialdemokraten vertreten, nämlich die, die für ihr Geld schöpfen müssen, immer mehr zahlen müssen. Das passiert dann, wenn Sie sich durchsetzen.

 
  
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  Harald Vilimsky (NI), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Herr Leichtfried! Das, was ich von Ihnen gehört habe, ist reine Polemik. Aber der Weg, wie er funktionieren könnte, hat sich manifestiert auf diesem Kontinent – über Jahrzehnte hinweg, über eine nationale Währungspolitik, eine nationale Wirtschaftspolitik, wo trotzdem die Staaten auf Augenhöhe und in Freundschaft miteinander kooperiert haben. Eine Politik, wie sie jetzt stattfindet, dient rein den Konzernen, den Multis. Und Sie selbst wissen ganz genau, etwa im Bereich TTIP, wo Sie heute schon wissen, dass Sie zustimmen werden, und den Konzernen damit in Europa noch mehr Tür und Tor öffnen und die unheilvolle Entwicklung über unserem Kontinent noch mehr verstärken werden.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE). - Senhora Presidente, Presidência do Conselho, Presidente Juncker, em primeiro lugar, naturalmente, queria manifestar o meu apoio e o meu apreço à proposta de investimento que a Comissão está a lançar e que me parece uma grande oportunidade para nós, embora gostasse de chamar a atenção que, pese embora o Sr. Presidente Juncker tenha dito que não teria uma atenção à questão regional, até porque ela já está tratada na política de coesão, não tenho dúvidas que é essa também a razão, que é fundamental ter em conta, ao fazer a escolha dos investimentos, ter em conta a situação económica e social daqueles países que foram capazes de fazer reformas estruturais e que precisam agora de uma alavanca e de um apoio para terem um crescimento maior e uma criação de emprego que atenue essa situação social.

E depois gostaria também de chamar a atenção para a agenda externa da União Europeia. Naturalmente, para a questão da Ucrânia e para a questão preocupante da Rússia, sem dúvida, mas também já agora para uma questão que surgiu esta semana com grande força, que é a questão da Turquia, porque a nossa frente Leste não é apenas a frente do Estado Islâmico, não é apenas a frente Norte, que é a frente da Ucrânia e da Rússia, é também, entre eles os dois, a questão turca, e a questão da democracia e dos direitos e das liberdades na Turquia é uma questão essencial para este equilíbrio da frente Leste, a que gostaria de chamar a atenção e sobre a qual o Conselho não pode deixar de tomar uma posição.

 
  
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  Olle Ludvigsson (S&D). - Fru talman! Jag har vissa frågetecken för kommissionens investeringsplan. Den innehåller mycket luft och riskerar att få ett sämre utfall än vad kalkylerna indikerar. Samtidigt är jag dock klart positiv till den generella signal som initiativet sänder ut: att Europa behöver större investeringar. Det är verkligen på tiden att denna fråga placeras högst upp på dagordningen.

Efter att investeringarna har fallit med 15 % sedan 2007 måste investeringsnivåerna nu höjas rejält, annars blir det omöjligt att klara produktivitet, konkurrenskraft och en effektiv grön omställning. Det är viktigt att inte se investeringsplanen som en universalmedicin utan i stället som en faktor i en bredare investeringssatsning, som nu måste till. Planen kan bli en del av lösningen, men den är inte hela lösningen.

 
  
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  Marine Le Pen (NI). - Madame la Présidente, quand on est un petit enfant, on croit au père Noël et quand on est un grand enfant, on croit au plan Juncker.

Ce plan Juncker – 21 petits milliards de fonds, une somme évidemment ridicule lorsqu'on la compare aux 13 000 milliards de PIB de l'Union européenne –, que vous nommez vous-même d'ailleurs "plan de la dernière chance", devrait, selon vous, attirer 294 milliards d'euros d'investissements privés. Comment? Pourquoi? On n'en sait pas grand-chose. Il est d'ailleurs très probable que ces investissements privés ne viendront pas financer des projets publics, par définition moins rentables.

La réalité, c'est que votre plan de relance est un plan de communication. La réalité, ce sont les chiffres et notamment les chiffres concernant la Grèce. C'est bien d'actualité, donc je vais vous rappeler ces chiffres, surtout à ceux qui donnent des leçons de morale, là-bas, tout au fond, assis tranquillement sur leur petit siège.

La Grèce, c'est 27,4 % de fonctionnaires en moins entre 2009 et 2013, 10 000 lits d'hôpitaux en moins sur cette même période. Le revenu moyen y a baissé de 35 % entre 2009 et 2013, le salaire minimum y est maintenant de 586 euros et de 489 euros pour les moins de 25 ans. En 2014, il y avait 25,7 % de chômeurs et 49,8 % de chômeurs chez les moins de 25 ans, alors que la dette publique était de 174 % du PIB.

Alors, oui, Messieurs, bravo pour ce résultat! Ce résultat, c'est votre politique économique!

(L'oratrice accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 162, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Rebecca Harms (Verts/ALE), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Kollegin Le Pen! Glauben Sie – nach den Meldungen von gestern, wonach in Russland entschieden worden ist, Ihrer Partei 40 Mio. Euro zur Verfügung zu stellen –, dass es eine sinnvolle Investition ist, dem russischen Volk jetzt 40 Mio. EUR wegzunehmen, um gegen die Europäische Union zu kämpfen?

 
  
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  Marine Le Pen (NI), réponse "carton bleu". – Madame la Présidente, comme d'habitude, Madame, vous racontez n'importe quoi, et c'est manifestement un travail à plein temps.

Si nous avons contracté un prêt auprès d'une banque russe – vous le savez –, c'est parce que l'on nous empêche de nous financer auprès des banques françaises, peut-être parce qu'elles sont à votre service, Madame, ou à celui de votre parti, et qu'elles luttent contre ceux qui ne sont pas leurs copains, dont vous faites partie, les uns et les autres, puisque l'essentiel de votre politique consiste à améliorer la situation des banques et des marchés financiers. L'essentiel de notre politique consiste en revanche précisément à défendre les peuples contre ces grands carnassiers.

 
  
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  Othmar Karas (PPE). - Frau Präsidentin! Unsere Politik zielt darauf ab, die Unabhängigkeit der Mitgliedstaaten zu stärken, die Menschenrechte einzuhalten, das Völkerrecht einzuhalten und für Wachstum und Beschäftigung, Investitionen und Wettbewerbsfähigkeit der Europäischen Union zu sorgen.

Kommen wir wieder zum Gipfel! Ich erwarte mir von diesem Gipfel, dass sich die Mitgliedstaaten konkret verpflichten, statt sich laufend selbst zu verteidigen. Ich erwarte mir von diesem Gipfel, dass er ernsthaft mit den Vorschlägen der Kommission umgeht und Entscheidungen zur Umsetzung der Vorschläge der Kommission und der Beschlüsse des Parlaments trifft. Ich erwarte mir von diesem Gipfel, dass jedes Land seinen Beitrag leistet, um das Juncker-Programm für Wachstum und Beschäftigung konkret werden zu lassen.

Da kann man die 21 Milliarden verdoppeln, da kann man die Garantien erhöhen, da kann man steuerliche Anreize schaffen und man kann Projekte vorschlagen, Projekte, die einen europäischen Mehrwert haben, statt den Fonds zu nationalisieren, die nachhaltig ökologisch, sozial und wirtschaftlich sind, statt einen Einmaleffekt zu erzielen. Das erwarte ich mir! Ernsthaftigkeit und keine Nationalisierung des Fonds! Ich erwarte mir ganz konkret, dass die Budgetkonsolidierung fortgesetzt wird mit einem Kassensturz in allen Mitgliedstaaten, dass die Strukturreformen intensiviert werden, damit wir Geld für Investitionen haben und die Deregulierung sich an der Kommission ein Beispiel nimmt. Das erwarte ich mir von diesem Gipfel.

(Der Redner ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Κώστας Χρυσόγονος (GUE/NGL), ερώτηση “γαλάζια κάρτα”. – Μιλήσατε μόλις για σεβασμό στα ανθρώπινα δικαιώματα αλλά η έκθεση σχετικά με τα μνημονιακά προγράμματα του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου, την οποία συνυπογράφετε, διαπιστώνει ότι υπήρξαν παραβιάσεις των ανθρωπίνων δικαιωμάτων στα πλαίσια του ελληνικού προγράμματος.

Και βέβαια, δεν το διαπιστώνει μόνο η έκθεση, το διαπιστώνουν και οι αποφάσεις π.χ. της Επιτροπής του Ευρωπαϊκού Κοινωνικού Χάρτη. Ουσιαστικά, με τα προγράμματα αυτά, υποχρεώνονται τα κράτη μέλη να παραβιάζουν υποχρεώσεις τους που απορρέουν από το διεθνές δίκαιο. Πώς το δικαιολογείτε εσείς αυτό;

 
  
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  Othmar Karas (PPE), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Erstens: Ich bin sehr froh, dass der Kommissionspräsident bereits vor seiner Wahl mehrfach darauf hingewiesen hat, dass der Bericht des Europäischen Parlaments zur Überprüfung der Troika für ihn wesentliche Anknüpfungspunkte bietet zur Reform der Politik in der Europäischen Union.

Zweitens: Wir müssen uns dafür einsetzen – auch dafür benötigen wir die Mitgliedstaaten –, dass alle Notkonstruktionen als Antwort auf die Krise auf den Boden des Gemeinschaftsrechts übergeführt werden. Denn dann gilt die Charta der Grundrechte der Bürger und der Freiheitsrechte auch bei der Umsetzung nationalen Rechts. Und dafür treten wir ein!

 
  
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  Carlos Zorrinho (S&D). - Senhora Presidente, depois da esperança trazida pelo programa da Comissão Juncker, o programa de trabalho e as conclusões conhecidas do Conselho são dececionantes. O futuro da União Europeia já não depende de palavras, depende de atos. Os Europeus e o mundo vão estar atentos aos atos concretos, e o prazo para que esses atos estejam no terreno é muito claro: o final do primeiro semestre de 2015. O que não estiver no terreno nessa altura terá sido perdido. Nessa altura temos de ter um plano de investimento no terreno, um plano de investimento concreto, que não seja apenas uma espécie de fundo de recurso para projetos em arquivo e que não couberam nos fundos existentes. Temos que ter a união da energia, temos que ter uma transparência e convergência fiscal clara, tem que estar definido o calendário de conclusão da união económica e monetária.

Sr. Presidente, a prova dos nove é a ação – ação ou desilusão. É isso que está em jogo no próximo Conselho, e aquilo que conhecemos, para já, das conclusões não é muito motivador.

 
  
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  Μανώλης Κεφαλογιάννης (PPE). - Κυρία Πρόεδρε, αν δει κανείς την πορεία των επενδύσεων σε ευρωπαϊκό επίπεδο τα τελευταία χρόνια, εύκολα θα διαπιστώσει ότι από την παλιά Ευρώπη των 10, των 15, των 28 κρατών έχουν ουσιαστικά διπλασιαστεί. Όμως τώρα υπάρχει μια σημαντική υστέρηση 260 δισ. ευρώ. Ακόμη και αν αφαιρέσουμε τον τομέα των κατασκευών, με την έκρηξή τους στα τέλη της δεκαετίας του 2000, θα διαπιστώσουμε ότι 160 δισ. λείπουν από το επενδυτικό πρόγραμμα της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Το πακέτο Juncker των 315 δισ. ευρώ, τα 16 δισ. του κοινοτικού προϋπολογισμού, 5 δισ. της Ευρωπαϊκής Κεντρικής Τράπεζας, η μόχλευση των κονδυλίων αλλά και η προσφορά, η συνεισφορά των κρατών μελών ασφαλώς και θα οδηγήσουν στη δημιουργία ενός εκατομμυρίου θέσεων εργασίας και είναι η απάντηση στην κρίση επενδύσεων που έχουμε στην ευρωζώνη, .

Ο κ. Juncker και ο αντιπρόεδρός του, ο κ. Katainen, έχουν πολύ σημαντική δουλειά να κάνουν. Πρέπει να ξεκινήσουν μια παγκόσμια εκστρατεία, με σκοπό να πείσουν τους θεσμικούς επενδυτές, τις αγορές στην Ευρώπη, στην Ασία, στην Αμερική, να στηρίξουν αυτό το πρόγραμμα των επενδύσεων. Το Επενδυτικό Ταμείο των 300 δισ. ευρώ είναι ένα στοίχημα που έχει θετικές αποδόσεις – αυτό πρέπει να είναι το μήνυμα στις αγορές.

Πρέπει να περάσουμε από την κουλτούρα των κονδυλίων του παρελθόντος στην κουλτούρα των επενδύσεων και της ανάληψης κινδύνων.

 
  
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  José Inácio Faria (ALDE). - Senhora Presidente, não é propriamente para este último orador, foi para o orador anterior que pedi um cartão azul e que a Mesa se recusou a admitir-me. Eu queria que isto ficasse registado.

 
  
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  Die Präsidentin. - Das wurde mir anscheinend zu spät mitgeteilt. Es tut mir leid.

 
  
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  Kathleen Van Brempt (S&D). - Voorzitter, voorzitter van de Raad en de Commissie, ik wil beginnen met het voorlezen van een titel van een artikel van vandaag in de krant: 'De EU verspilde miljoenen aan luchthavens'. Dat komt uit een rapport van de Rekenkamer, onder meer over vijf luchthavens waaronder één in Italië, maar ook in Griekenland, Spanje, Polen. 666 miljoen werd geïnvesteerd in die luchthavens en dat blijkt redelijk zinloos te zijn. Het gaat over investeringen in luchthavens die eigenlijk niet nodig waren, die te dicht bij elkaar lagen, die niet rendabel zijn.

Waarom zeg ik dat? Eén, omdat het natuurlijk voor mensen die echt een hart hebben voor Europa altijd vreselijk gênant is om dat in de kranten te lezen. Ik zeg dat niet omdat ik denk dat we niet moeten investeren. We móeten investeren. De fractie van socialisten en democraten is een heel grote voorstander van het investeringsbeleid en wil daar een serieuze push aan geven.

We vragen ook aan de Raad om méér te doen, om méér te investeren, maar – en dat is mijn boodschap – niet in eender wat. Niet in een prestigeproject van een of andere minister of van een of andere lidstaat, maar in de toekomst. Laten we criteria hanteren, criteria die te maken hebben met duurzaamheid en jobs, en laten we de toekomst voorbereiden. Velen hebben het al gezegd, maar laten we dat dan ook doen: investeren in de digitale agenda, menselijk kapitaal en de energie-unie. Want dat zijn investeringen die de toekomst voorbereiden, die jobs creëren en die dus zinvol zijn. Dus geen prestigeprojecten van ministers en lidstaten die tot niets leiden.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). - Madam President, we may not have certainty but we have more clarity regarding President Juncker’s proposals on his investment plan. I think it behoves all of us to get behind it, because if it is a success, all Europe gains; if it fails, all Europe fails. And particularly the Council has a major responsibility. I think Parliament is going to back it, from what I have heard this morning.

It is in some respects rather sad that the President had to come in and ask Council to commit to the proposals and to give the guarantees that are necessary. Member States also have an obligation to carry out the structural reforms which have been committed to. As our leader, Mr Weber, pointed out this morning in answer to Madam Berès, Ireland – which four or five years ago was regarded almost as a basket case – did take the hard medicine, despite the suffering of many people, and is now reaping the rewards of structural reform. We have about 4.8% growth this year.

More importantly, Mr Juncker was speaking about trust – that means confidence, it means optimism. 30% of SMEs in Ireland hope to take on at least one extra employee next year. That is what is needed because, as is often said, if every SME took on one extra employee, we would solve the unemployment problem in Europe. So, economic growth that is sustainable; projects that are necessary and not vanity.

 
  
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  Marlene Mizzi (S&D). - Sinjura President, Sur Kummissarju, hemm bżonn urġenti li l-Ewropa ssib toroq ġodda biex terġa' tniedi l-potenzjal ekonomiku tagħha. L-investiment huwa komponent kruċjali biex iqanqal żvilupp ekonomiku u soċjali aktar mgħaġġel wara l-kriżi, filwaqt li jiżgura tkabbir sostenibbli għall-Ewropa.

Il-pjan il-ġdid ta' investiment huwa l-bidla li tant ilna nistennew? Jew din hija sitwazzjoni ta' 'too little, too late'?

Dan il-pjan mhuwiex eżattament dak meħtieġ iżda naħseb li huwa definittivament pass li se jgħin iċaqlaq mit-triq mudlama attwali li qiegħda fiha l-Ewropa. Huwa essenzjali fil-ġlieda kontra l-faqar u l-esklużjoni soċjali u biex itaffi l-pressjoni fuq is-sistema tal-għajnuna soċjali.

Madankollu, għad hemm xi kwistjonijiet tekniċi li hemm bżonn li jiġu kjarifikati mill-Kummissjoni u mill-Kunsill. Dawn jinkludu: it-tip u n-natura tal-kontribuzzjonijiet tal-Istati Membri u tas-settur privat jeħtieġ li jiġu definiti; hemm bżonn li tiġi diskussa il-governanza relatata mal-fondi; l-użu doppju ta' strumenti finanzjarji jeħtieġ li jiġi evitat.

Is-suċċess tal-pjan ta' investiment se jiddependi fuq il-puntwalità, l-effettività u l-effiċjenza tiegħu.

 
  
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  Krišjānis Kariņš (PPE). - Priekšsēdētājas kundze!

Mēs šodien runājam par investīcijām — tās mums Eiropā ir nepieciešamas. No kurienes ņemt? Mēs zinām, ka dalībvalstīm parādi jau tik lieli, ka tur vairs nav naudas, ko smelties. Mums atliek vienīgi privātais sektors, uz kuru cerēt, bet privātais sektors, kaut gan naudas ir ļoti daudz, neiegulda naudu Eiropas tautsaimniecībā.

Mums jāuzdod svarīgais jautājums, kāpēc privātais sektors neinvestē Eiropas ekonomikā. Un tai atbildei ir jābūt (un acīmredzot tā ir): „Jo trūkst ticības!” Trūkst ticības, ka mūsu ekonomika Eiropā attīstīsies, ir pārāk liela birokratizācija, pārāk smagi regulējumi un pārāk nestabili valdību budžeti.

Eiropas Komisija Junkera kunga personā tagad piedāvā mums risinājumu — piesaistīt šīs privātās investīcijas, piesaistot privāto naudu konkrētajiem projektiem. Bet, kolēģi, ja dalībvalstis neturpinās un aktīvi neveidos tā saucamās strukturālās reformas, šīs investīcijas no privātā sektora nenāks. Mums ir jāuzrunā birokratizācija, mums ir jāuzrunā pārāk smagā regulācija un mums ir jāstabilizē valdību budžeti, lai netiek tērēta nauda, kuras nav.

Paldies par uzmanību!

 
  
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  István Ujhelyi (S&D). - Elnök asszony, tisztelt elnök úr, kedves kollégák! Ismerik azt a kifejezést, hogy skype-nagyszülő vagy azt, hogy skype-unoka? Mi Magyarországon azokra a családokra használjuk ezt, akiket szétszakított a gazdasági, társadalmi krízis. Akiknek el kellett költözni több ezer kilométerre Magyarországról, olyan fiataloknak, akik gyermekeikkel együtt már egészen biztos, hogy ritkábban találkoznak a nagyszüleikkel, hiszen a gazdasági válság miatt más országban telepedtek le. Ez nem jó senkinek. Ez láthatóan társadalmi feszültségeket okoz azon gazdagabb európai országokban, ahol rengeteg kelet-európai munkavállaló van, de nem jó nekünk sem otthon, hiszen hiányoznak a nővérek, hiányoznak az orvosok, hiányoznak a mesteremberek. 600 000 fiatal vándorolt ki Magyarországról az elmúlt 4 év alatt. Én azt kérem a Bizottságtól, hogy konkrét akciótervet dolgozzon ki, hogyan tudunk segíteni ezeknek a fiataloknak, hogy megtalálják a helyüket, és ne csak skype-on tarthassák a kapcsolatot saját szüleikkel, nagyszüleikkel.

 
  
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  David Casa (PPE). - Sinjura President, nixtieq nirringrazzja l-ewwel nett lill-President tal-Kummissjoni, Jean-Claude Juncker, għal dan il-pass importanti, li se jkun importanti għat-tkabbir soċjoekonomiku tal-Unjoni Ewropea.

Però jien illum se jitkellem dwar problema oħra li teżisti fl-Ewropa, ħa nitkellmu wkoll fuq l-Ukraina, għada fil-Kunsill, hemm min semma' anke lir-Russja. Din il-problema ma tittrattax lill-President tal-Kummissjoni, imma lill-Kunsill. Ftit tal-ġranet ilu, kellna espert tan-Nazzjonijiet Uniti f'pajjiżi, ġo Malta, fejn qalilna li se jkollna fix-xhur li ġejjin problema ħafna aktar gravi ta' immigrazzjoni mill-Afrika lejn l-Ewropa. Din mhijiex problema ta' Malta u tal-Italja, ilna ngħiduh dan, imma hija problema tal-Ewropa kollha. Ma jistax ikun li ħa nibqgħu waħedna f'dal-mumenti fejn nafu li ġejjin problemi serji ta' immigrazzjoni mill-Afrika ta' Fuq, b'mod partikolari.

Il-Kummissjoni għamlet ħilitha kollha, il-Parlament Ewropew għamel ħiltu kollha: issa jmiss lill-Kunsill, lill-Istati Membri li mhux iparlaw biss. Jiena jiddispjaċini li l-Presidenza Taljana mmexxija mis-Soċjal-Demokratiċi ma lissnux kelma proprju fl-aħħar mument tagħhom tal-Presidenza. Ma nistgħux nibqgħu ngħaddu lil pajjiżi bl-addoċċ. Irridu naraw solidarjetà vera, għandna traġedja umana, ċimiterju fil-Mediterran, u jmisskom tistħu, bħala Stati Membri, qed tippermettu dan kollu. Issa hu l-mument li nagħmlu azzjoni, mhux paroli!

 
  
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  Guillaume Balas (S&D). - Madame la Présidente, Monsieur Juncker, Monsieur le représentant du Conseil, on entend, depuis tout à l'heure, MM. Weber et Lambsdorff toujours dire que la France doit mener des réformes structurelles. J'espère qu'ils comprennent que se focaliser sur ce point ne sert qu'à faire sourire Mme Le Pen. C'est là, aujourd'hui, le résultat de ce discours en continu.

Mais j'aimerais intervenir sur le fond, et poser les questions suivantes. Nous observons aujourd'hui une tendance à la déflation en Europe et dans le monde. N'y a-t-il pas un lien profond entre les réformes structurelles libérales, qui ont vocation à faire baisser le coût du travail et souvent les revenus du travail, et cette déflation?

N'existe-t-il pas un lien, aujourd'hui, avec l'attentisme des investisseurs privés, du fait qu'ils savent qu'il y a peu d'investissements publics, mais surtout peu de consommation probable à la clé, et que cela ne rassure évidemment personne?

Monsieur Juncker, n'y a-t-il pas une contradiction entre le plan que vous présentez – notamment en ce qui concerne l'investissement public, qui doit être une garantie pour l'investissement privé – et cet appel à des réformes structurelles, qui, aujourd'hui, ne rassure ni les marchés, ni les investisseurs?

 
  
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  Ελένη Θεοχάρους (PPE). - Κύριε Πρόεδρε, κύριε Juncker, εκπονήσατε φιλόδοξα επενδυτικά σχέδια για την ανάπτυξη και είναι απαραίτητο να προχωρήσετε άμεσα και τάχιστα στην υλοποίηση τους, γιατί οι λαοί της Ευρώπης και ειδικά οι φτωχοί λαοί του Νότου δεν αντέχουν άλλο.

Οι οικονομίες των κρατών μελών είναι αλληλοεξαρτώμενες, ενώ σε ορισμένες χώρες που έχουν τεθεί σε σκληρά μνημόνια οι κοινωνίες παραμένουν ταλαιπωρημένες, άστεγες, πεινασμένες. Ιδιωτικές επενδύσεις δεν μπορεί να γίνουν χωρίς πολιτική και κοινωνική σταθερότητα και οι ανισότητες που υπάρχουν ως αποτέλεσμα της απώλειας της εργασίας και των εισοδημάτων των πολιτών δημιουργούν σοβαρά πολιτικά προβλήματα, τα οποία είναι εμφανή σήμερα στην Ελλάδα.

Η Κύπρος, η Ισπανία και η Πορτογαλία αντιμετωπίσουν επίσης σοβαρά οικονομικά και κοινωνικά προβλήματα. Η ανεργία καλπάζει και η μετανάστευση είναι απειλητική. Ποιος θα επενδύσει σε συνθήκες πολιτικής αστάθειας; Η Ελλάδα βρίσκεται μπροστά σε μια νέα πολιτική κρίση και μερικοί επαναφέρουν το θέμα της εξόδου της από την ευρωζώνη, με επιπτώσεις σε όλες τις οικονομίες. Αυτό αποτυπώνεται στα κρατικά ομόλογα και στα χρηματιστήρια.

Πολύ σοβαρός αντίκτυπος θα υπάρξει και στην Κύπρο, που βρίσκεται επίσης σε μνημόνιο και θα επηρεαστεί πολύ αρνητικά. Γι’ αυτό θα πρέπει τώρα να στηριχθεί με κάθε μέσο η Ελλάδα, διαφορετικά πολύ φοβάμαι ότι θα προκληθεί συστημικό πρόβλημα, που θα απειλήσει να τινάξει το πρόγραμμα ανάπτυξης και την ευρωζώνη στον αέρα.

 
  
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  Maria João Rodrigues (S&D). - Madam President, the next European Council will be decisive if we are to have a real turning point in Europe. The S&D Group is available to support the Italian Presidency and the Commission in pushing Member States on the following commitments – and we really need commitments. First, on having a strategic fund for investment which is able to support the crucial investments we need in Europe. We know that for this, we need to have Member States’ contributions on capital and we need these national contributions to be neutralised. This commitment is crucial in the next European Council.

The second one concerns tax policy, because here we also need a turning point, not only about transparency, but making sure that taxes will be paid in the countries where profits are made. This is the commitment just made by the President of the Commission. The third is the mandate given to the four Presidents to complete the Economic and Monetary Union (EMU). If there is a central concern regarding the way in which to complete the EMU, it is the concern regarding convergence. Without convergence, there is no future for the eurozone.

 
  
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  Jörg Leichtfried (S&D). - Frau Präsidentin, geschätzte Kolleginnen und Kollegen! Es liegt ein Schatten über Europa. Ein Schatten der Ungerechtigkeit. Das empfindet jeder. Jede Bürgerin, jeder Bürger ist unzufrieden mit dieser Ungerechtigkeit in der Europäischen Union. Wir haben eine Situation, wo die Gehälter der unselbständig Beschäftigten, die, die in den meisten Mitgliedstaaten hart für ihr Geld arbeiten müssen, in den letzten zwanzig Jahren de facto nicht mehr gestiegen sind. Auf der anderen Seite profitieren die Superreichen, die großen Banken, die großen Konzerne von unserer Situation, dass wir das ungerecht empfinden. Wenn es nicht gelingt, diese Ungerechtigkeit zu beseitigen, werden wir ein immer größeres Problem bekommen. Wenn Bürgerinnen und Bürger ihr Gemeinwesen als ungerecht empfinden, dann stehen sie nicht dahinter. Dann sind sie nicht dafür. Dann haben wir, die ein vereintes Europa, ein gerechtes Europa wollen, keine Unterstützung. Das ist ein Problem, und das ist zu lösen. Und es ist auch Ungleichheit zu lösen.

Es ist ungerecht in Europa, und das müssen wir ändern. Ich fasse es noch einmal zusammen: Wir haben Steuerungerechtigkeit. Das müssen wir beheben. Wir müssen auch darauf schauen, dass es Gleichheit vor dem Gesetz in Europa gibt. Das ist auch einer unserer Grundwerte, darauf müssen wir auch Acht geben. Wir können kein Handelsabkommen abschließen, wo Konzerne zu Sondergerichten gehen und der normale Bürger, die normale Bürgerin zu normalen Gerichten gehen muss. Das ist auch ungerecht. Wir müssen uns bemühen, wieder ein gerechtes Europa zu schaffen, wo jeder gleich ist. Dann wird es vorwärts gehen mit diesem Europa. Sonst wird es ein großes Problem geben.

 
  
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  Paul Tang (S&D). - Voorzitter, het investeringsplan van de Commissie Juncker is een omslag. Maar het is nog meer een omslag in het politieke denken dan voor de Europese economie. Ik zie het investeringsplan als een uiterste poging van de Commissie om binnen het beperkte budget middelen vrij te maken. Maar ik zie het dan vooral als een uitnodiging aan de lidstaten, aan de Raad om verder bij te dragen aan de investeringsimpuls.

Wat we nu verlangen van lidstaten zijn niet mooie woorden om het plan te onderschrijven, maar ook daden. Het vraagt om een wederkerige inspanning. Van landen die de financiële ruimte hebben, vragen we om een bijdrage, van landen die die financiële ruimte minder hebben, ook de inspanning om te hervormen. En voor alle duidelijkheid: de budgettaire regels mogen daarbij niet in de weg staan en moeten dat juist bevorderen. Pas dan komt er een broodnodige impuls voor private en publieke investeringen. Pas dan komt er een omslag voor de Europese economie en voor de Europeanen.

 
  
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  Knut Fleckenstein (S&D). - Frau Präsidentin, liebe Kolleginnen und Kollegen! Nur ein paar Worte zu dem, was wir vom Rat in Bezug auf die Ukraine erwarten.

Wir erwarten klare Worte und entschiedenes Handeln danach, und jede Unterstützung für die gewählte ukrainische Regierung und vor allem für ihren Präsidenten Poroschenko. Das heißt konkret, Unterstützung bei der Umsetzung des vereinbarten Waffenstillstands, also auch mit Russland zu sprechen. Das heißt Unterstützung für die Verbesserung der humanitären Situation, insbesondere im Osten der Ukraine. Das heißt Unterstützung der Erarbeitung eines Konzeptes der Dezentralisierung, Unterstützung auch bei der Umsetzung des umfangreichen Reformprogrammes, das die Regierung sich selbst gegeben hat.

Noch ist ja kaum etwas verändert worden, aber die Menschen in der Ukraine müssen sehr bald konkrete Reformfortschritte spüren. Das kostet Know-how, das wir zur Verfügung stellen können. Das kostet finanzielle Hilfe, die wir anbieten, damit insbesondere die sozialen Verwerfungen, die in einer solchen Übergangsphase immer vorkommen, abgemildert werden können, und nicht allein um Lieferanten aus Ost und West zu bezahlen.

(Der Redner/Die Rednerin erklärt sich bereit, gemäß Artikel 162 Absatz 8 GO auf die Frage eines anderen Mitglieds zu antworten).

 
  
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  Richard Sulík (ECR), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Meine Frage lautet: Sie sagten, Sie bieten finanzielle Hilfe an. Die Ukraine ist praktisch bankrott, und es wird sich um eine finanzielle Hilfe in Höhe von mehreren 10 Mrd. EUR handeln.

Sind Sie dafür, dass die Europäische Union die Ukraine rettet, wie sie Griechenland gerettet hat – ja, noch lange nicht gerettet, aber es wurde immerhin unheimlich viel Geld, 140 Mrd. EUR, nach Griechenland gepumpt. Wollen Sie dasselbe bei der Ukraine machen?

 
  
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  Knut Fleckenstein (S&D), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Das kann die Europäische Union alleine nicht schaffen.

Aber natürlich brauchen wir finanzielle Unterstützung, wenn wir die Ukraine, wie Sie sagen, retten wollen. Gemeinsam mit den Mitgliedstaaten, gemeinsam mit der Weltbank, mit anderen, müsste uns das gelingen, und zwar in dem Umfang, in dem auch die Reformen dort in der Ukraine gelingen. Denn sonst macht es keinen Sinn, wenn wir sozusagen irgendwo Geld hineingeben, ohne dass dort auch nachhaltig etwas verändert wird. Ich glaube, dazu steht dieses Haus ziemlich geschlossen.

 
  
 

(Catch-the-eye-Verfahren)

 
  
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  Mercedes Bresso (S&D). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono tra i pochi che considerano il Piano Juncker molto interessante se davvero diventa lo strumento per introdurre la flessibilità per gli Stati membri, ma utilizzandola a livello europeo e quindi in una maniera che garantisce che di investimenti si tratti. La mia domanda è rivolta soprattutto al rappresentante della Presidenza del Consiglio europeo.

È cosciente il Consiglio europeo di che cosa questo significa? E cioè che gli Stati, attraverso investimenti relativamente limitati e con il meccanismo del moltiplicatore e acceleratore, sono in grado di fare quello di cui l'Europa ha davvero bisogno e cioè incrementare fortemente gli investimenti? Gli investimenti di 300 miliardi del piano Juncker in tre anni non sono sufficienti per colmare il gap del deficit di investimenti e quindi è solo attraverso l'impegno anche il problema si potrà risolvere.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). - Χθες, αντί να κάνετε την αυτοκριτική σας για την παράνομη και ωμή παρέμβασή σας στα εσωτερικά πολιτικά πράγματα της χώρας μου, υποστηρίξατε ότι, στο όνομα της πολιτικής της Ευρώπης και λόγω του ότι είναι γνωστή η πολιτική σας ταυτότητα, έχετε δήθεν το δικαίωμα να παρεμβαίνετε στα εσωτερικά της Ελλάδας. Σας υπενθυμίζω λοιπόν ότι η Συνθήκη της Ευρωπαϊκής Ένωσης επιβάλλει στην Επιτροπή τήρηση πολιτικής ουδετερότητας.

Επιτέλους, κύριε Juncker, σεβαστείτε τη Συνθήκη της Ευρωπαϊκής Ένωσης και πάψτε να ενεργείτε ως εκπρόσωπος των δανειστών. Σταματήστε, κύριε Juncker, να ανακατεύεστε στα εσωτερικά της Ελλάδας. Ό,τι και να κάνετε, κύριε Juncker, δεν μπορείτε να σώσετε τους μνημονιακούς πολιτικούς σας φίλους στην Ελλάδα. Η εκστρατεία κινδυνολογίας στην οποία έχετε επιδοθεί το τελευταίο διάστημα εσείς, ο Moscovici, ο Schäuble και η παρέα του δεν πρόκειται να περάσει.

Ο ελληνικός λαός στις προσεχείς βουλευτικές εκλογές θα πετάξει έξω από την πατρίδα μας την Τρόικα και τους ξένους δανειστές και θα προχωρήσει στη διαγραφή του επονείδιστου χρέους, για τη δημιουργία του οποίου εσείς προσωπικά είστε υπεύθυνος.

 
  
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  Νεοκλής Συλικιώτης (GUE/NGL). - Κυρία Πρόεδρε, το επόμενο Ευρωπαϊκό Συμβούλιο οφείλει να πιέσει την Τουρκία να πάψει να παραβιάζει το διεθνές δίκαιο και τα κυριαρχικά δικαιώματα των κρατών μελών, όπως συμβαίνει σήμερα με την επίθεση στην αποκλειστική οικονομική ζώνη της Κύπρου.

Πρέπει επίσης να σταματήσει να καταπατεί τόσο τα ανθρώπινα και δημοκρατικά δικαιώματα στο εσωτερικό της, με τη σύλληψη αντιπάλων της και τη φίμωση του Τύπου, όσο και τα κυριαρχικά δικαιώματα άλλων κρατών.

Δυστυχώς, αντ’ αυτού, ορισμένα κράτη μέλη προσπαθούν να προωθήσουν άνοιγμα κεφαλαίου της Τουρκίας. Το μόνο που μπορούν να επιτύχουν τέτοιες ενέργειες είναι να ενθαρρύνουν την Τουρκία να συνεχίσει στην ίδια παράνομη και αντιδημοκρατική κατεύθυνση.

Όσοι πραγματικά θέλουν να υπάρξει πρόοδος στην ενταξιακή πορεία της Τουρκίας πρέπει να της υποδείξουν πως οφείλει να υλοποιήσει τις συμβατικές της υποχρεώσεις, να τερματίσει άμεσα τις απειλές και τις παράνομες ενέργειες, να σεβαστεί τα ανθρώπινα δικαιώματα και να συνεργαστεί για την επίλυση του Κυπριακού.

 
  
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  Ana Gomes (S&D). - Madam President, the Mayor of my home town of Sintra is forced now to open school canteens not just to hungry pupils, but also to their unemployed parents. Are you not ashamed, Mr Juncker, that this is happening in a country, Portugal, that some like Mr Weber ridiculously believe to have become the locomotive of growth in the EU? Why do you think there is no money – private or public – to invest in jobs and growth while tax havens in the EU and outside accumulate piles of money which is masked by companies and individuals who evaded and avoided paying tax in the EU Member States?

Will you in the Commission and in the Council face your responsibilities – exposed by the LuxLeaks scandal – and put an end to the race to the bottom that is going on among Member States as regards tax dumping, in evident violation of fair competition in the single market, undermining the monetary union and fostering tax criminality, tax injustice and corruption throughout the EU financial system? On the external agenda: do not let the crises in Russia, Ukraine and Turkey continue to overshadow and to block action by the Council on the EU’s security interests, which are put in danger by the insecurity in Libya.

 
  
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  Marina Albiol Guzmán (GUE/NGL). - Señora Presidenta, en el Estado español sabemos ya muy bien qué es esto del plan de inversiones Juncker. No hace falta que nadie nos lo explique, porque ya lo estamos sufriendo, incluso antes de que se aplique. Porque el proyecto piloto de este plan ha sido el proyecto Castor, un almacén submarino de gas financiado con bonos respaldados por el Banco Europeo de Inversiones. Un proyecto fracasado, que ha costado a las arcas públicas 1 350 millones de euros. 1 350 millones de euros para el señor Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, pero sobre todo, presidente de la tercera mayor constructora del mundo. El adalid de los contratos públicos, podríamos llamarle.

Esto es el plan Juncker: el dinero público avalando grandes inversiones privadas, en muchos casos inútiles. Esto es un buen resumen del plan Juncker. ¿Cuántos cheques más tienen preparados? ¿A nombre de quién?

 
  
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  Ivo Vajgl (ALDE). - Gospod Juncker, jaz bi vam rad čestital za vaše sveže ideje in za svežo energijo. Danes ste utrujeni – težko nas je poslušati dva dni.

Rad bi vam pa neko specifično željo izrazil v imenu svojih volivcev. Vaš program investicij je dober in ga pozdravljamo, ampak starejši ljudje pričakujejo od vas tudi, da pridete s programom, z odgovorom Komisije na demografske spremembe v Evropi. O tem niste govorili doslej.

Pričakujemo, da boste pri naslednjih programskih nastopih spregovorili tudi o tem vprašanju.

 
  
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  Εμμανουήλ Γλέζος (GUE/NGL). - Κυρία Πρόεδρε, το Ευρωπαϊκό Συμβούλιο, πιστό στην αρχή της ληστείας των λαών υπέρ του χρηματοπιστωτικού κεφαλαίου, παρουσιάζει το νέο πρόγραμμα, το οποίο όμως στηρίζεται και πάλι στη θεοποίηση του χρήματος.

Δεν πρέπει να μας ξεγελάει το γεγονός ότι τα προτεινόμενα μέτρα έχουν ντυθεί με τα κοστούμια της δημοκρατίας, της δικαιοσύνης και των ανθρωπίνων δικαιωμάτων. Στην πραγματικότητα, το Συμβούλιο μηχανεύεται τρόπους για να προστατευθούν αντιλαϊκές κυβερνήσεις, όπως στην Ελλάδα, όπου, ενώ η πραγματική δύναμη της κυβέρνησης στερείται γνήσιας πλειοψηφίας –έχει μόνο 106 έδρες–, χάρη στο καλπονοθευτικό εκλογικό σύστημα κλέβει 50 έδρες από τα άλλα κόμματα της αντιπολίτευσης και αποκτά πλειοψηφία για να κυβερνά.

Γι’ αυτό ο Πρόεδρος της Επιτροπής, ο Jean-Claude Juncker, επεμβαίνει με αντιδεοντολογικές δηλώσεις· για να σώσει την «οικεία» του κυβέρνηση. Δικαιολογήθηκε χθες ότι ως πολίτης έχει το δικαίωμα...

(Η Πρόεδρος διακόπτει τον ομιλητή)

 
  
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  Tibor Szanyi (S&D). - Én két dolgot szeretnék szóba hozni, bár az egyikről már egy kékkártya keretében tudtam pár szót említeni. Igazából Juncker úrnak szeretném felhívni a figyelmét arra, hogy az adóelkerülés, illetve az adócsalás valóban mint két ilyen egymás mellett futó szó, nem fedi le a teljes adóproblematikát, az adóbűnözésnek a problematikáját, ugyanis létezik az a fogalom, hogy a túlzott adóztatás következtében megfeketedik, kifeketedik tulajdonképpen a gazdaság. Magyarország, az én hazám esetében, csak egy példát mondok, hovatovább az élelmiszerkereskedelem, köszönhetően az irdatlan magas, 27%-os élelmiszeráfának, amihez most még plusz 6%-ot hozzátett a kormány, lényegét tekintve az élelmiszerkereskedelem fele hovatovább a feketegazdaságba vész el.

Másik, ez egy rövidebb mondat. Szeretném ha a beruházásélénkítő csomagnak az erőforrásai nem vonnák el a meglévő alapokat.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D) - Nadchádzajúce dni Vás čaká ťažká debata, najmä v dvoch oblastiach. V bezpečnostnej téme to bude situácia na Ukrajine, ktorá sa napriek nášmu obrovskému nadšeniu a rýchlemu pristúpeniu k asociačnej dohode nijako nezlepšila, práve naopak, daňových poplatníkov Európskej únie to bude stáť ďalšie desiatky, možno stovky miliónov eur, ktoré by sme tak súrne potrebovali pre nás, pre našu ekonomiku.

Tá druhá téma je zhoršujúca sa sociálna situácia u nás doma, v Európskej únii. V krajinách, ako je moja, je stále veľmi nízka priemerná mzda. V krajinách, ako je moja, je stále pomerne vysoká nezamestnanosť v priemere k Európskej únii. Toto sú témy, ktoré musia byť pre vás výzvou – pre vás, ako novú Komisiu, ale aj pre zasadnutie na samite. Verím, že aj tento predvianočný čas využijete na to, aby ste pomohli najmä občanom v členských štátoch Európskej únie, ktorí nutne potrebujú veľmi rýchle riešenia.

 
  
 

(Ende des Catch-the-eye-Verfahrens)

Die Präsidentin. - Nun möchte ich dem Kommissionspräsidenten Jean-Claude Juncker noch einmal das Wort erteilen und ersuche Sie, sich an die fünf Minuten zu halten, wenn möglich. Danke!

 
  
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  Jean-Claude Juncker, Kommissionspräsident. - Frau Präsidentin! Ich bewundere Ihren ausgeprägten Sinn für Humor, komme dieser lustigen Aufforderung aber umso lieber nach, als ich schon um halb elf hier abreisen sollte und deshalb gute Gründe habe, nachdem ich ausgeharrt habe bis zum bitteren Ende, in einer Minute zu sagen, dass die meisten Fragen, die hier aufgeworfen wurden, gestern und vorgestern und in vorherigen Debatten schon von mir ausgiebig beantwortet worden waren, was mich eigentlich der Pflicht enthebt, diese nochmals zu beantworten. Dies umso mehr, als viele der Fragesteller das Plenum inzwischen verlassen haben.

Ich möchte nur noch einmal – nur, damit das klar ist – darauf verweisen, dass wir, um diesen Investitionsplan umsetzen zu können, dringendst auf die Hilfe des Europäischen Parlaments angewiesen sind. Wir werden die benötigten Textunterlagen dem Parlament im Januar zustellen. Ich hoffe, dass das Parlament schnell auf diesen Plan hin tätig werden wird.

Das Investitionsprogramm selbst braucht auch das tatkräftige Mitanpacken der europäischen Regierungen. Die Zeitungslektüre – zu der ich manchmal komme, wenn auch nicht regelmäßig genug – belehrt mich darüber, dass es mindestens sechs Regierungschefs gibt, die bislang mitgeteilt haben, das Parlament sei gut, ein erster Schritt sei gemacht, aber das Paket sei etwas mickrig und klein geraten. Aber noch keiner hat bis heute gesagt, mit wievielen Milliarden er zu dieser Garantieherstellung eigentlich beitragen möchte. Ich gehe davon aus, dass der Europäische Rat morgen und übermorgen unter der Anflut der in Bewegung gebrachten Geldmengen zusammenbrechen wird. Denn wenn alle sich an das halten, was sie in den vergangenen Wochen zu dem Investitionsplan zum Ausdruck gebracht haben, dann werden wir kein Problem haben, das Programm sich noch wesentlich in die Höhe bewegen zu lassen.

Das Programm setzt dort an, wo es ansetzen muss. Wir haben kein öffentliches Geld, das wir in Aufstellung bringen können, ohne Defizite zu verbreitern und ohne die Schuldenberge anwachsen zu lassen. Also wäre es intelligent, finde ich, das mobilisierbare Geld aus dem europäischen Haushalt in Investitionsrichtung zu bringen und für Investitionen in der realen Wirtschaft zu sorgen. Wer soll denn in Europa investieren, wenn nicht das Privatkapital, das es in Hülle und Fülle gibt?

(Beifall)

Sollen wir jetzt die Steuerzahler wieder in die Pflicht nehmen, anstatt diejenigen in die Pflicht zu nehmen, die über die Geldvolumina verfügen, die es braucht?

Die Kommission wird diese Projekte, die begleitet werden, nicht selbst auswählen. Ich sage das noch einmal: Wenn die Kommission das tut, wozu viele sie aufrufen, anstatt dass Experten, die etwas von Wirtschaft und vom Wirtschaften verstehen, diese Aufgabe übernehmen, dann werden wir pausenlos, jeden Tag und jede Stunde, unter Druck stehen, dieses oder jenes Programm zu machen, weil eine Regierung oder weil ein Abgeordneter das gerne hätte.

(Beifall)

Mir kommt es darauf an, dass man Projekte mit langfristig wachstumssteigerndem Potenzial unterstützt und finanziell begleitet. Wir sollten nicht neue Kathedralen bauen, denn wir haben jetzt schon alle Mühe, die Kirchen und die Kapellen mit Gläubigen zu füllen, nicht Tunnels bauen durch Berge, die man auch überqueren kann, man muss sie nicht alle durchfahren. Sinnvolle Projekte, nicht einfach Projekte um der Projekte willen. Deshalb möchte ich auch dem Eindruck entgegentreten, als ob wir sonst nichts im Kopf hätten, als jetzt die Nuklearindustrie, zusätzliche Atomkraftwerke, zu finanzieren. Das ist überhaupt nicht die Absicht der Kommission. Ohnehin ist der Energiemix nationale Angelegenheit und nicht Angelegenheit der Kommission.

Pour le reste, Madame la Présidente, je ne suis pas du tout impressionné par ceux qui, depuis quelques jours, m'enjoignent de me taire lorsque d'autres m'invitent à prendre la parole.

Pourquoi le président de la Commission serait-il le seul à ne pas avoir le droit de donner son opinion et d'exposer ses convictions? On m'invite ici. Vous discutez très souvent non pas comme un Parlement européen, mais comme des parlementaires nationaux qui s'affrontent.

Moi, je suis un homme politique; n'essayez pas de m'enlever la parole! Je dirai ce que j'ai à dire. Et si cela concerne un pays en particulier, cela concerne un pays en particulier. Tout le monde peut critiquer la Commission, mais la Commission devrait se taire? Non, elle ne se taira pas!

(Applaudissements)

 
  
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  Benedetto Della Vedova, Presidente in carica del Consiglio. - Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio anch'io per la discussione di questa mattina; mi rifaccio anche alle considerazioni che sono state testé fatte dalla Commissione. Non faccio alcuna anticipazione sui risultati del Consiglio di domani ma, come ho detto nelle osservazioni introduttive, trasmetterò certamente le vostre considerazioni, le aspettative, le critiche che sono state fatte, l'incoraggiamento che, in buona misura è venuto, sia sul piano generale che sul piano, diciamo settoriale, rispetto alla parte della discussione che ha riguardato il piano di investimenti, il cosiddetto Piano Juncker.

Come sapete, questo Consiglio europeo sarà il primo sotto la guida del nuovo Presidente, Donald Tusk, e sarà anche il primo per il nuovo Presidente della Commissione, Jean Claude Juncker. Anche se entrambi sono nuovi nelle rispettive cariche, hanno un'importate esperienza acquisita in precedenti riunioni del Consiglio europeo, come alcuni dei membri di questo parlamento, peraltro. Con l'approssimarsi della fine della Presidenza italiana, desidero pertanto rivolgere a loro, anche a loro, i migliori auguri, non solo per il Consiglio europeo di domani che, sono sicuro, sarà molto costruttivo ma anche per il futuro.

 
  
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  Die Präsidentin. - Die Aussprache ist geschlossen.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 162 GO)

 
  
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  Clara Eugenia Aguilera García (S&D), por escrito. A la vista de lo que la Comisión y el Consejo han manifestado sobre el plan europeo de inversiones en el curso del debate sobre el Consejo Europeo, quiero manifestar lo siguiente: 1) Desde el inicio de la crisis en 2007-2008, el diferencial de crecimiento del PIB entre la Unión Europea y la eurozona, y los Estados Unidos, ha sido superior en media a un punto porcentual por año, como resultado de las fallidas políticas de ajuste estructural a ultranza. El plan europeo de inversiones no será efectivo si no flexibiliza al menos el Pacto de Estabilidad y Crecimiento (el cual habrá que reformar en todo caso). Por tanto, es necesario revisar más pronto que tarde el paquete de la gobernanza económica para que sea una herramienta útil para el crecimiento y el empleo. 2) El plan europeo de inversiones prevé catalizar 252 000 millones de euros de inversión privada con 63 000 millones de euros en préstamos públicos, con solamente 21 000 millones de euros de garantías públicas. Estas estimaciones han sido cuestionadas por distintos expertos. Además de las contribuciones nacionales, la Comisión debe hacer una propuesta para vincular el impuesto sobre las transacciones financieras al Fondo Europeo para las Inversiones Estratégicas.

 
  
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  Hugues Bayet (S&D), par écrit. Le Conseil européen doit aborder le dossier essentiel qu'est le plan de relance de Jean-Claude Juncker. Le manque d'ambition de ce plan s'est malheureusement vu confirmé voici quelques jours par les chiffres décevants des placements à long terme proposés par la BCE pour favoriser l'investissement privé. Malgré les conditions extrêmement favorables, à peine 219 milliards ont trouvé preneur alors que la BCE souhaitait atteindre les 400 milliards de prêt. Cela démontre sans doute définitivement la nécessité de favoriser l'investissement public dans le plan de relance et la création d'emplois et sortir ainsi de l'austérité qui ne résout socialement et économiquement rien. Plusieurs pas importants peuvent être posés en ce sens. Tout d'abord, financer cet investissement à des conditions très favorables. Ensuite, neutraliser l'impact des investissements publics productifs dans l'évaluation de la dette. Mais il faut ici aller plus loin que l'immunisation des investissements qui transiteraient par le Fonds européen d'investissements stratégiques. Enfin, pour rester cohérent, il faudra questionner les freins à ces investissements publics comme l'application stricte de la norme comptable SEC2010. Où est la logique de souhaiter favoriser la participation publique et, d'autre part, d'imposer une norme comptable qui empêchera nombre d'acteurs locaux et régionaux de développer leurs capacités d'investissements?

 
  
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  José Blanco López (S&D), por escrito. A la vista de lo que la Comisión y el Consejo han manifestado sobre el plan europeo de inversiones en el curso del debate sobre el Consejo Europeo, quiero manifestar que, desde el inicio de la crisis en 2007-2008, el diferencial de crecimiento del PIB entre la Unión Europea y la eurozona, y los Estados Unidos, ha sido superior en media a un punto porcentual por año, como resultado de las fallidas políticas de ajuste estructural a ultranza. El plan europeo de inversiones no será efectivo si no flexibiliza al menos el Pacto de Estabilidad y Crecimiento (el cual habrá que reformar en todo caso). Por tanto, es necesario revisar más pronto que tarde el paquete de la gobernanza económica para que sea una herramienta útil para el crecimiento y el empleo. El plan europeo de inversiones prevé catalizar 252 000 millones de euros de inversión privada con 63 000 millones de euros en préstamos públicos, con solamente 21 000 millones de euros de garantías públicas. Estas estimaciones han sido cuestionadas por distintos expertos. Además de las contribuciones nacionales, la Comisión debe hacer una propuesta para vincular el impuesto sobre las transacciones financieras al Fondo Europeo para las Inversiones Estratégicas.

 
  
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  Jonás Fernández (S&D), por escrito. – A la vista de lo que la Comisión y el Consejo han manifestado sobre el plan europeo de inversiones en el curso del debate sobre el Consejo Europeo, quiero manifestar lo siguiente: 1) Desde el inicio de la crisis en 2007-2008, el diferencial de crecimiento del PIB entre la Unión Europea y la eurozona, y los Estados Unidos, ha sido, de media, superior a un punto porcentual por año, como resultado de las fallidas políticas de ajuste estructural a ultranza. El plan europeo de inversiones no será efectivo si no flexibiliza al menos el Pacto de estabilidad y crecimiento (el cual habrá que reformar en todo caso). Por tanto, es necesario revisar más pronto que tarde el paquete de la gobernanza económica para que sea una herramienta útil para el crecimiento y el empleo. 2) El plan europeo de inversiones prevé catalizar 252 000 millones de euros de inversión privada con 63 000 millones de euros en préstamos públicos, con solamente 21 000 millones de euros de garantías públicas. Estas estimaciones han sido cuestionadas por distintos expertos. Además de las contribuciones nacionales, la Comisión debe hacer una propuesta para vincular el impuesto sobre las transacciones financieras al Fondo Europeo para Inversiones Estratégicas.

 
  
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  Eider Gardiazabal Rubial (S&D), por escrito. A la vista de lo que la Comisión y el Consejo han manifestado sobre el plan europeo de inversiones en el curso del debate sobre el Consejo Europeo, quiero manifestar lo siguiente: 1) Desde el inicio de la crisis en 2007-2008, el diferencial de crecimiento del PIB entre la Unión Europea y la eurozona, y los Estados Unidos, ha sido superior en media a un punto porcentual por año, como resultado de las fallidas políticas de ajuste estructural a ultranza. El plan europeo de inversiones no será efectivo si no flexibiliza al menos el Pacto de Estabilidad y Crecimiento (el cual habrá que reformar en todo caso). Por tanto, es necesario revisar más pronto que tarde el paquete de la gobernanza económica para que sea una herramienta útil para el crecimiento y el empleo. 2) El plan europeo de inversiones prevé catalizar 252 000 millones de euros de inversión privada con 63 000 millones de euros en préstamos públicos, con solamente 21 000 millones de euros de garantías públicas. Estas estimaciones han sido cuestionadas por distintos expertos. Además de las contribuciones nacionales, la Comisión debe hacer una propuesta para vincular el impuesto sobre las transacciones financieras al Fondo Europeo para las Inversiones Estratégicas.

 
  
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  Georgios Katrougkalos (GUE/NGL), in writing. – The Council should reverse its course and abandon the neoliberal agenda of austerity; it results in economic stagnation and rising unemployment – the ‘Great Malaise’ in J. Stiglitz’s words – and it undermines the European Social Model. In contrast, the opposite expansionist strategy of quantitative easing has led the USA to an imposing growth of 3,8% and a significant decrease in unemployment. Similarly, ‘Abenomics’, an effort to increase wages in order to boost the economy, has reversed Japan’s long-term downward trajectory.

These policies failed to deal with and remedy the basic cause of the EU crisis, which is the imbalance between economic integration and monetary union in the Eurozone. Without huge fiscal transfers, the euro inevitably leads to persistent trade imbalances between the more competitive core countries and the less competitive countries of the South. Therefore, the deficits of the latter are just the flipside of the coin of the surpluses of the former. This structural deficit should be corrected by some kind of mutualisation of the debt.

 
  
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  Paloma López Bermejo (GUE/NGL), por escrito. Europa necesita un plan de inversión que estimule las regiones más afectadas por el desempleo, desarrolle su Estado del bienestar y financie una nueva política industrial. Debe destinar financiación pública a apoyar la diversificación de la estructura productiva de cada Estado, facilitando su adaptación hacia un modelo sostenible ambiental y socialmente. El plan Juncker es algo muy distinto. No ofrece dinero nuevo, sino un enorme subsidio público a la inversión de las grandes empresas privadas en infraestructuras de transporte y de energía, y una palanca para la privatización de la gestión de servicios sociales, salud, educación o vivienda. Un grupo de tecnócratas se encargará de velar los mercados para que las principales decisiones sobre el modelo productivo y social no las tomen los pueblos, sino los mercados. Lamentamos también la falta de concreción y transparencia de los proyectos que el Gobierno de España desea amparar bajo el plan Juncker. No olvidamos la experiencia del proyecto Castor, con el que el Estado impuso, contra el criterio de la población y en la más absoluta opacidad, una infraestructura enormemente controvertida cuyo fracaso hemos pagado entre todos. Sin control público y supervisión democrática, estas serán las trágicas consecuencias del plan que presentan al Consejo.

 
  
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  Csaba Molnár (S&D), írásban. A magyar versenyképességnek vizsgája lesz a következő időszakban, hogy az Európai Bizottság által bejelentett 300–330 milliárd eurós befektetési csomagból mennyit képes Magyarországra hozni a tiszteltre oly sokad adó magyar kormány. A kormány akkor képviseli jól a magyar érdekeket, ha a csomag körülbelül három százalékának megfelelő tízmilliárd euró befektetés érkezik hozzánk, körülbelül ekkora arányban részesülünk ugyanis az EU költségvetéséből is. Ha ennél kevesebb munkahelyeket teremtő befektetés érkezik hazánkba, a kormány nem tudta jól képviselni a magyar érdekeket.

A magyar kormány sikerpropagandájának próbatétele, hogy a 2010 óta a régiós versenyben is leszakadó Magyarország képes-e versenyképes projekteket javasolni a befektetőknek. A magyar kormánynak olyan programokat kell javasolnia, amelyek csökkentik hazánk energiafüggőségét. Olyan projektekre van szükség, amelyek kihasználják a hagyományosan jó magyar szürkeállományt, például a szegedi lézerközpont továbbfejlesztésével. A Juncker-csomag objektív mérőszáma lesz a magyar gazdaság versenyképességnek, a magyar kormány szociálisan érzéketlen gazdaságpolitikájának. Magyarországnak nem olcsó munkaerővel, hanem innovatív, versenyképes gazdasággal kell minél több befektetést vonzania. Tarthatatlan és hosszú távon aggodalomra ad okot, hogy ma csupán egyetlen magyar cég szerepel az 1 000, fejlesztésre legtöbbet fordító európai vállalat listáján. A felsőoktatás szétverése, a röghöz kötés, valamint a tehetséges magyarok szakmunkássá képzése nyilvánvalóan nem segít ezt megfordítani.

 
  
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  Andrej Plenković (PPE), napisan. Deset godina nakon pristupanja Poljske Europskoj uniji, bivšem poljskom premijeru, gospodinu Donaldu Tusku, želim uspješan rad na novoj dužnosti Predsjednika Europskog vijeća u pogledu jačanja europskog gospodarstva koji će imati pozitivan učinak na standard građana i na vraćanje njihovog povjerenja u institucije.

Prvi korak Komisije bio je definirati prioritete u Programu rada za 2015. godinu glede ostvarenja ciljeva usredotočenih na zapošljavanje i gospodarski rast. Vjerujem kako će tijekom svog EV-a potvrditi Plan ulaganja za Europu u vrijednosti od 315 milijardi eura koji je usmjeren na poticanje rasta i zapošljavanja kroz tri glavna područja djelovanja: uspostavu novog Europskog fonda za strateška ulaganja, uspostavu transparentnog portfelja projekata u EU-u i uspostavu akcijskog plana za privlačenje ulaganja.

Kao predsjednik Izaslanstva Europskog parlamenta za odnose s Ukrajinom izuzetno cijenim čvrsti stav predsjednika Tuska o nužnosti povlačenja ruskih postrojbi s istoka Ukrajine i vjerujem kako će Ukrajina ostati ključni predmet interesa EV-a jer predstavlja najvažnije europsko sigurnosno pitanje i test za vanjsku, susjedsku i energetsku politiku EU-a.

 
  
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  Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández (S&D), por escrito. A la vista de lo que la Comisión y el Consejo han manifestado sobre el plan europeo de inversiones en el curso del debate sobre el Consejo Europeo, quiero manifestar lo siguiente: 1) Desde el inicio de la crisis en 2007-2008, el diferencial de crecimiento del PIB entre la Unión Europea y la eurozona, y los Estados Unidos, ha sido superior en media a un punto porcentual por año, como resultado de las fallidas políticas de ajuste estructural a ultranza. El plan europeo de inversiones no será efectivo si no flexibiliza al menos el Pacto de Estabilidad y Crecimiento (el cual habrá que reformar en todo caso). Por tanto, es necesario revisar más pronto que tarde el paquete de la gobernanza económica para que sea una herramienta útil para el crecimiento y el empleo. 2) El plan europeo de inversiones prevé catalizar 252 000 millones de euros de inversión privada con 63 000 millones de euros en préstamos públicos, con solamente 21 000 millones de euros de garantías públicas. Estas estimaciones han sido cuestionadas por distintos expertos. Además de las contribuciones nacionales, la Comisión debe hacer una propuesta para vincular el impuesto sobre las transacciones financieras al Fondo Europeo para las Inversiones Estratégicas.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE), na piśmie. Głównym tematem rozmów przywódców europejskich będzie plan Komisji Junckera na rzecz pobudzenia inwestycji w Europie, który zakłada w ciągu 3 lat 15-krotne lewarowanie funduszu początkowego w wysokości 23 mld euro. Zakłada się, że fundusz inwestycyjny Junckera przyniesie wzrost PKB UE o ok. 400 mld euro oraz ponad 1 mln nowych miejsc pracy. Nie brak jednak również sceptycznych głosów wskazujących, że proponowana kwota jest o wiele za mała, a gospodarka europejska potrzebuje więcej realnych pieniędzy.

Drugim ważnym tematem rozmów na szycie ma być sytuacja na Wschodzie. W ostatnim czasie obserwujemy pogłębiające się problemy walutowe i budżetowe Rosji. Jednym z kilku źródeł tej sytuacji są sankcje wprowadzone przez UE i USA, co zarazem potwierdza ich słuszność. W XXI wieku nie może być przyzwolenia na agresywne działania w środowisku międzynarodowym, rodem z XIX wieku. Prezydent Putin – po aneksji Krymu i rozpętaniu piekła na wschodnie Ukrainy – musi zrozumieć, że za agresję płaci się wysoką cenę. Równocześnie jednak nie można dopuścić do całkowitego załamania i chaosu gospodarczego w Rosji, ponieważ nie od dziś wiadomo, że złamana duma tego kraju jest jeszcze większym zagrożeniem dla bezpieczeństwa międzynarodowego. Nie można Rosji całkowicie odizolować i pognębić, lecz trzeba z nią rozmawiać i próbować odbudowywać relacje na specjalnych, twardych warunkach.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. Le principal point à l’ordre du jour de ce Conseil est le plan d’investissement de la Commission. La Commission présentera l’examen annuel de croissance qui jette les bases de l’exercice 2015 du Semestre européen. Le Conseil discutera aussi du suivi de l’Agenda stratégique adopté au Conseil européen de juin.

Pour ce qui est du plan d'investissement, nous continuons à nourrir de sévères doutes quant à ce plan. On nous promettait 300 milliards, en voici un peu plus de 15 sur la table. Au-delà de l'effet d'annonce qui pourrait se retourner contre la Commission mais aussi contre les institutions européennes de manière générale, si cet argent n'est pas trouvé, de relance il n'y aura. Enfin, la tenue de ce Conseil est une nouvelle occasion pour moi de souligner le manque de transparence de la Commission sur l'élaboration de son agenda. Le flou est total pour ce qui est des dossiers évincés ainsi que des motivations autour de ceux-ci. Un de mes rapports par exemple propose de fusionner deux directives et de rendre efficace des flux financiers importants pour l'éducation et l'agriculture. Le dossier est déjà amendé et prêt aux votes: son retrait serait ridicule.

 
  
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  Marco Valli (EFDD), per iscritto. Il Consiglio europeo, in questi ultimi tempi, ha mostrato la sua totale inefficacia e inutilità. Sono passati sette anni dall'inizio della crisi e ancora non è chiaro cosa si intende fare per rilanciare la crescita. Tutto l'impianto della nuova governance europea messo a punto dopo la crisi ha mostrato di essere totalmente inefficiente, oltre che dannoso. Le regole imposte hanno costretto gli Stati membri a rispettare regole stringenti che hanno messo in ginocchio i cittadini europei. Sono state applicate regole uguali per tutti in maniera indiscriminata, non considerando le diverse situazioni di partenza.

Dopo 15 anni dall'entrata dell'euro, le istituzioni europee non hanno ancora dimostrato di essere in grado di gestire la moneta unica. L'Unione fiscale non è stata mai realizzata e un piano Eurobonds non è mai stato lanciato. La mutualizzazione del debito avrebbe evitato l'acuirsi della crisi di debito, arginando così tutte le correnti euroscettiche che si sono diffuse in Europa.

Il Consiglio europeo ripete sempre le stesse buone intenzioni ma quello che ha fatto negli ultimi anni è stato solamente sacrificare i cittadini europei a un'austerità ingiustificata che ha distrutto non solo il modello produttivo europeo ma anche il modello sociale.

 
  
  

PRESIDENZA DELL'ON. ANTONIO TAJANI
Vicepresidente

 
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