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Poniedziałek, 11 kwietnia 2016 r. - Strasburg Wersja poprawiona

17. Sprzeciw na podstawie art. 106 Regulaminu: odnowienie zatwierdzenia dla substancji czynnej pod nazwą glifosat (debata)
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PV
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  Der Präsident. – Als nächster Punkt der Tagesordnung folgt die Aussprache über den Entschließungsantrag, eingereicht von Pavel Poc, Kateřina Konečná, Bas Eickhout, Piernicola Pedicini, Mark Demesmaeker, Sirpa Pietikäinen und Frédérique Ries im Namen des ENVI-Ausschusses, zu dem Entwurf einer Durchführungsverordnung der Kommission zur Erneuerung der Genehmigung des Wirkstoffs Glyphosat gemäß der Verordnung (EG) Nr. 1107/2009 des Europäischen Parlaments und des Rates über das Inverkehrbringen von Pflanzenschutzmitteln und zur Änderung des Anhangs der Durchführungsverordnung (EU) Nr. 540/2011 (D044281-01 - 2016/2624(RSP)) (B8-0439/2016).

 
  
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  Giovanni La Via, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, il dibattito di oggi non era previsto all'ordine del giorno originario, ma ritengo che fosse giusto confrontarsi, in quest'Aula, su una tematica così importante che riguarda da vicino la salute umana e animale e l'ambiente e sono quindi contento che questo dibattito possa avere luogo qui di fronte a tutti.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a intense discussioni in merito alla decisione della Commissione europea di rinnovare l'autorizzazione all'utilizzo del glifosate all'interno del quadro normativo delineato dal regolamento relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari; l'autorizzazione vigente scade infatti a giugno del 2016. Come tutti voi sapete, il glifosate è un principio attivo di un erbicida selettivo ed è attualmente il diserbante che registra il più elevato volume di produzione a livello globale; è usato negli ultimi quarant'anni su scala mondiale e viene impiegato nel 76 % dei casi nel settore agricolo.

La commissione ENVI di questo Parlamento, a nome di cui presento oggi questa posizione, ha sollevato e approvato l'obiezione che ci troviamo adesso a discutere, chiedendo alla Commissione europea di ritirare il progetto di regolamento di esecuzione, di non rinnovare l'approvazione del glifosate, di elaborare un calendario chiaro per la redazione di un elenco di coformulanti che non possono essere inclusi nei prodotti commerciali. La relazione invita inoltre la Commissione a provvedere in breve tempo ad una revisione indipendente della classificazione del glifosate, alla luce delle prove scientifiche disponibili relative al potenziale cancerogeno della sostanza stessa, nonché all'eventuale proprietà di interferenze sulla base dei criteri scientifici orizzontali per i disgregatori endocrini.

Ma farei un breve passo indietro, per meglio comprendere quanto successo dopo il rinnovo dell'autorizzazione da parte della Commissione. Nel marzo 2015, infatti, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il glifosate come probabilmente cancerogeno per l'uomo, in base a prove limitate di effetti cancerogeni sull'uomo e di prove sufficienti di tumori negli animali da laboratorio.

A novembre 2015 l'EFSA, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, in contrasto con il parere dell'IARC, ha completato una valutazione paritetica del glifosate ed è giunta alla conclusione che è improbabile che tale prodotto rappresenti una minaccia di cancro per l'uomo e che gli elementi di prova disponibili non ne giustificano la classificazione relativamente al suo potenziale cancerogeno, in conformità al regolamento relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari.

La commissione ENVI, dinanzi a tale situazione, ha deciso a grande maggioranza di ritenere che in questo caso si debba procedere all'applicazione del principio di precauzione, al fine di garantire che le sostanze attive o i prodotti immessi sul mercato non abbiano effetti nocivi per la salute umana o animale o per l'ambiente. Il regolamento relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari afferma che, in particolare, non si impedisce agli Stati membri di applicare il principio di precauzione, quando sul piano scientifico vi siano incertezze quanto ai rischi che i prodotti fitosanitari che devono essere autorizzati nel loro territorio comportano per la saluta umana, animale o l'ambiente.

La commissione ENVI ritiene pertanto che il progetto di regolamento di esecuzione della Commissione non garantisca un elevato livello di protezione della salute, non applichi il principio di precauzione ed ecceda le competenze di esecuzione stabilite dalla normativa. Chiede quindi alla Commissione di ritirare il progetto di regolamento, invita la Commissione a non rinnovare l'approvazione, invita l'EFSA a divulgare tutte le prove scientifiche. Signor Commissario, colleghi, quella illustrata è la posizione della commissione che presiedo, sulla quale ovviamente vi dovete esprimere.

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. Mr President, allow me to recall that the right of scrutiny of the European Parliament concerns the question of whether the draft implementing act exceeds the implementing powers provided for in the basic act. In this respect I would like to point out that the draft implementing regulation for renewal of the approval of glyphosate has been processed in line with the procedures set out in Regulation No 1107/2009 and Regulation No 182/2011 on comitology. The Commission considers, therefore, that it has not exceeded its implementing powers.

The Commission services have presented a draft implementing act to the standing committee in compliance with the legal framework. The Commission services are now discussing with Member States the best way forward on the renewal of the approval for glyphosate and will endeavour to find a solution which commands the widest possible support among the Member States. The current draft implementing act is therefore likely to be amended and should not be considered as a decision from the Commission.

Before Members express their position on this draft resolution, I would like to recall a few important points that were raised when this was discussed in Parliament’s Committee on the Environment, Public Health and Food Safety. The draft regulation includes a firm commitment to review the approval if the European Chemicals Agency process leads to a classification relevant for the approval.

Second, the Commission has started working on co-formulants. The current draft, if adopted, would not allow the placing on the market of glyphosate-containing products containing the co-formulant tallowamine.

Third, the Commission has called on the industry to publish the regulatory studies submitted by companies. I refer here to the letter that Commissioner Andriukaitis recently sent to the glyphosate taskforce. The Commission services have received the response of the applicants and are now clarifying the details with them.

 
  
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  Angélique Delahaye, au nom du groupe PPE. Monsieur le Président, Madame la Commissaire, chers collègues, tout d'abord, sur la forme, je souhaite rappeler que c'est une objection sur un acte d'exécution et, donc, que cela n'aura aucune conséquence juridique. Ce sujet fait pourtant partie des préoccupations des citoyens et, dans le même temps, le monde agricole traverse une crise sans précédent. En Europe, de nombreux agriculteurs ont recours au glyphosate dans la plupart des productions végétales. Le glyphosate est fondamental pour les stratégies de désherbage. Or, à ce jour, il n'y a pas d'alternative économiquement viable à proposer aux agriculteurs garantissant l'absence de conséquences sur la santé humaine.

Pour toutes ces raisons, nous devons être force de proposition pour que le blocage actuel entre les États membres et la Commission trouve une issue. Je souhaitais également rappeler que nous avons une procédure en matière d'homologation des substances que nous, colégislateurs, avons décidée et votée. En la matière, la procédure a été respectée. De plus, en cas de nouvelles informations, la Commission peut toujours revenir sur son autorisation, et nous attendons d'ailleurs l'analyse de l'écart pour fin 2017.

Au regard de ces éléments, j'ai proposé des amendements, au nom du groupe PPE, limitant l'autorisation dans le temps, demandant à la Commission et aux États membres d'accélérer leur travail sur la liste des coformulants à interdire, comme la tallow amine, et proposant à la Commission des mesures d'encadrement pour les États membres. Je souhaite également un renforcement de la recherche et de l'innovation afin de trouver des alternatives à l'utilisation du glyphosate.

Je compte sur l'ensemble de mes collègues pour approuver ces propositions.

(L'oratrice accepte de répondre à une question "carton bleu" (article 162, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Susanne Melior (S&D), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. Herr Präsident! Frau Kollegin, Sie haben eben einige Punkte angesprochen, die im Zusammenhang mit Glyphosat und dem Einsatz wichtig sind. Sie sind nicht darauf eingegangen, dass wir natürlich auch Futtermittel aus Drittstaaten importieren. Das ist auch ein Punkt, der in diesem Zusammenhang diskutiert werden muss. Ich will Ihnen die Frage stellen, ob Sie nicht wegen des Vorsorgeprinzips in der Europäischen Union genau aus diesem Grunde gegen den weiteren Einsatz von Glyphosat sowohl in Lebensmitteln als auch in Futtermitteln stimmen müssten.

 
  
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  Angélique Delahaye (PPE), réponse "carton bleu". Chers collègues, j'espère avoir compris votre question, d'après la transcription.

Je pense qu'il faudrait mener un débat plus avancé sur cette question avant d'adopter une position ferme et définitive.

 
  
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  Pavel Poc, za skupinu S&D. Nejsmutnější na této věci je, že tento Parlament vůbec musí podávat námitky proti prováděcím opatřením Evropské komise. To je prostě hrůza.

Možná, že bychom měli zrevidovat vůbec celý proces tzv. komitologie, nesrozumitelného rozhodovacího procesu, který odcizuje Evropskou unii jejím občanům.

Výrobci glyfosátu kdysi tvrdili, že po jeho použití nezůstávají rezidua. Byla to lež. Těch reziduí je plné naše životní prostředí, naše potraviny i my sami. Ve Spojených státech začne letos Úřad pro kontrolu potravin a léčiv testovat obsah glyfosátu v potravinách. Naše rezoluce vyzývá Evropskou komisi k následování v zájmu bezpečnosti evropských občanů.

Jsme podobně přesvědčováni, že glyfosát není nebezpečný pro lidské zdraví. Evropský úřad pro bezpečnost potravin svoje doporučení zakládá na několika tzv. klíčových, ale utajovaných studiích, financovaných kým? Průmyslem. Ovšem Mezinárodní agentura pro výzkum rakoviny a desítky a desítky nezávislých vědců přinášejí více a více důkazů, že glyfosát může být příčinou celé řady zdravotních poruch a je patrně i endokrinním disruptorem.

Evropská unie chce bojovat s antibiotickou rezistencí, glyfosát byl patentován jako antibiotikum. Zajímá to pouze tento Parlament. Jsme si vědomi té smutné skutečnosti, že evropské zemědělství se ze závislosti na glyfosátu nedokáže uzdravit.

 
  
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  Julie Girling, on behalf of the ECR Group. Mr President, my Group will robustly rebut this resolution: we will not be voting for it. I could give you a long speech on the use of glyphosate and how important it is to agriculture. I do not have time for that, so let me just concentrate on what I see as the failures in the resolution.

The resolution states, as part of its justification, that residues of glyphosate have been found in soil and water; well, yes, they have. But, as the German Federal Risk Institute tells us, they have been found in quantities at less than 1% of the daily acceptable rate. It also states that residues have been found in food. Again, this is not about hazard, this is about risk, and they are at levels way below those which are acceptable to human health. So why does this form such an upfront part of this resolution when it is frankly irrelevant?

It also says, in Recital J, that the current proposal has no restrictions on use. That is not the case. The draft implementing regulation clearly states that regulatory measures to identify co-formulants must be developed. It is already there in the draft regulation. So before we even think about the use of glyphosate and its value to us, we really ought to get our facts right. And where we talk about the precautionary principle, once again: the precautionary principle as enshrined in EU law is to take care of cases where there is not any scientific advice. There is a plethora of scientific advice here. That is one of the problems: that we have to choose between our own European Food Safety Authority (EFSA) advice and the International Agency for Research on Cancer (IARC), and I see no reason to move away from EFSA.

 
  
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  Gerben-Jan Gerbrandy (ALDE). Mr President, I am lucky that I checked when the public debate would be in plenary, because I just found out that it is now! But my own process was as difficult as the whole process of the authorisation by the Commission, because let us be clear: what kind of process is it when a Commissioner, after tabling the authorisation, sends letters to the biggest industrial giant in this area asking for more transparency? So there have been huge difficulties and yes, we have EFSA, we have a strong role in our decision-making process in Europe, and we count on EFSA, and EFSA is relatively clear in its statement.

So my Group believes that we should look very closely at what EFSA is saying. But EFSA is not saying anything about the amount of time – the number of years – that we should go for. Therefore we have just tabled an amendment, as the Liberal Group, in which we call on the Commission to renew the approval of glyphosate with a maximum of five years, and to take into account any new evidence up to that time which proves that it is more dangerous than we previously thought, in which case the authorisation should be withdrawn. That is what we just tabled 20 minutes ago, and I hope that you can follow that line during the plenary vote.

 
  
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  Tibor Szanyi (S&D), „kékkártyás” kérdés, melyet Julie Girling képviselőhöz intéz. Igen, Girling asszonynak szerettem volna föltenni azt a kérdést, de gondolom, hogy a vitához is hozzátartozik, hogy ha akkora ellenállás van a glifozát használata ellen – megjegyzem egyébként, hogy körülbelül feleannyi glifozátot használ föl a világ mezőgazdasága, mint amennyi a kakaó össztermés, szóval nagyon nagy mennyiségről van szó – nincsenek alternatívák? Csak ez az egy megoldás lenne: a glifozát? Szerintem vannak alternatívák, és ezen kéne dolgoznunk.

 
  
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  Julie Girling (ECR), blue-card answer. If I understood that correctly, this was a question about the use of glyphosate and – did you say cocoa? I am sorry but it did not come across very well in the translation. Yes, there are many aspects of agriculture – some of them much closer to home than cocoa – in the European Union that rely very heavily on the use of glyphosate. In some cases there is resistance, and that is why we have a Sustainable Use Directive which lays out very clearly for farmers exactly how products such as glyphosate should be used and, if resistance is detected, what steps they should take. So I am perfectly confident that resistance can be dealt with, so no, I do not have a problem with that. We really do need glyphosate.

 
  
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  Merja Kyllönen (GUE/NGL). Arvoisa puhemies, kansainvälisen syöväntutkimuskeskuksen IARC:n mukaan glyfosaatti luokiteltiin maaliskuussa 2015 todennäköisesti ihmiselle syöpävaaralliseksi aineeksi. Lisäksi on selkeää näyttöä siitä, että glyfosaatti toimii hormonihäiritsijänä.

Mainosten mukaan glyfosaatti hajoaa luonnossa parissa viikossa. Viimeaikaiset tutkimukset ovat kuitenkin osoittaneet, että glyfosaatti ja sen hajoamistuotteet, erityisesti AMPA, voivat sitoutua maaperään ja kulkeutua edelleen muualle ympäristöön. Riskit ovat erityisen suuria kylmässä ilmastossa, jossa maaperän prosessit ovat hitaita. Näyttö glyfosaatin nopeasta hajoamisesta perustuukin lämpimiin olosuhteisiin ja niillä tehtyihin kokeisiin. Tarvitsemme tutkimusta siitä, miten glyfosaatti hajoaa, säilyy ja vaikuttaa myös kylmemmässä ekosysteemissä, ennen kuin sokeasti annamme luvan jatkaa nykykäytäntöjä.

 
  
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  Martin Häusling (Verts/ALE). Herr Präsident! Ja, es ist gut, dass wir heute über Glyphosat reden, denn der Stoff gehört in den Mittelpunkt der Diskussion, auch weil es um ein Prinzip geht, das uns als Europäern fast heilig ist: das Vorsorgeprinzip. Es gibt einen nach wie vor nicht ausgeräumten Krebsverdacht, und den hat nicht irgendwer geäußert, sondern den hat die Weltgesundheitsorganisation geäußert, der steht im Raum und der ist nicht ausgräumt.

Es gibt einen massiven Verlust an Biodiversität bei dem Einsatz dieses Mittels, das immerhin noch auf 40 Prozent der Flächen ausgebracht wird und in den letzten 10 Jahren eine Steigerung um 70 Prozent erreicht hat, und Glyphosat ist mittlerweile überall nachweisbar, im Bier, im Getreide und auch in uns. Und mir ist es egal Frau Girling, wir brauchen nicht über Grenzwerte zu streiten, der Stoff gehört da einfach schlicht und ergreifend nicht hin. Deshalb müssen wir uns wirklich ernsthaft überlegen, ob wir nicht erstens Alternativen prüfen und ob wir es zweitens akzeptieren, dass eine Kommission nach einem langen Diskussionsprozess eine Vorlage macht, die sagt: Es darf um 15 Jahre verlängert werden – bei keinen Einschränkungen. Keine Einschränkungen heißt: Es darf vor der Ernte angewendet werden, es darf jeder Laie anwenden, und es darf angewendet werden aus rein ökonomischen Gründen: Der Bauer spart 100 Euro. Da stellt sich doch die Grundsatzfrage: Dürfen ökonomische Gründe denn höher gewertet werden als ökologische oder auch Gesundheitsgründe? Deshalb darf dieser Stoff nicht in der Zulassung verlängert werden.

Und ein Satz noch zur Transparenz-Initiative des Kommissars: Also sorry, das nachher zu machen und dann die Firmen zu bitten, das ist doch ein Armutszeugnis. Es gehört eine generelle Transparenz in die Verfahren.

(Der Redner ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Peter Liese (PPE), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. Herr Kollege Häusling, Sie haben gesagt, dass die Kommission keine Einschränkungen vorgeschlagen hat. Jetzt liegen aber Änderungsanträge vor – zum Beispiel von der EVP –, wo wir genau die Einschränkungen, die Sie gerade aufgezählt haben, fordern. Und würden Sie diesem Antrag näher treten, auch unter dem Aspekt, dass, wenn die Entschließung so durchkommt und Glyphosat sofort verboten wird, möglicherweise noch giftigere Stoffe eingesetzt werden? Das kann ja auch nicht im Sinne der Grünen sein.

 
  
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  Martin Häusling (Verts/ALE), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. Lieber Kollege Liese! Ich finde, die EVP-Fraktion hat schon einen großen Schritt nach vorne gemacht. Nach den Debatten im Agrarausschuss ist das ein wichtiger Schritt. Aber ich glaube, man muss doch in den Vordergrund stellen: Es gibt nicht nur chemische Alternativen zu Glyphosat. Die Anwendung von Glyphosat lässt sich in den allermeisten Fällen – ich behaupte, zu 90 Prozent – als Alternative ersetzen durch mechanische Maßnahmen, durch Pflügen oder auch durch Unkrautbekämpfung mit der Hacke. Deshalb ist doch die Frage, ob wir dann so ein Mittel wirklich weiterhin uneingeschränkt anwenden lassen. Das ist eine Grundsatzfrage. Bei dieser Grundsatzfrage, habe ich gesagt, geht es ums Vorsorgeprinzip.

(Der Redner ist damit einverstanden, eine weitere Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Pilar Ayuso (PPE), pregunta de «tarjeta azul». ¿Me puede decir cuánto cuestan las medidas de labranza y cuánto suponen en emisiones de efecto invernadero?

 
  
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  Martin Häusling (Verts/ALE), Antwort auf eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. Liebe Frau Kollegin! Ich bewirtschafte einen Hof biologisch, und ich lade Sie gerne ein, sich die Maßnahmen, die alternativ zu Glyphosat möglich sind auf einem Hof, der seit 30 Jahren kein Glyphosat einsetzt, mal wirklich anzuschauen. Es ist machbar, und es ist eine Alternative.

 
  
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  Eleonora Evi, a nome del gruppo EFDD. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi inserisco anch'io in questo dibattito, perché è importante oggi poterne parlare in vista del voto di mercoledì.

Il rinnovo all'autorizzazione del glifosato va fermato e va fermato perché, in modo particolare, non si può pensare di rinnovare l'autorizzazione nel momento in cui le due più grandi agenzie scientifiche non concordano su questo punto. È necessario un tavolo congiunto per addivenire a una posizione comune, senza la quale queste istituzioni europee non possono pensare di rinnovare l'autorizzazione del glifosato.

Inoltre, abbiamo anche detto già in quest'Aula il pericolo relativo agli interferenti endocrini e il fatto che l'ECHA – qui manca un'altra agenzia che deve ancora esprimersi – che dovrà nei prossimi mesi fornire la sua posizione. Prima di questa posizione non è pensabile prendere una decisione in merito a un qualunque rinnovo del glifosato.

E infine l'impatto ambientale, l'impatto ambientale sull'ambiente, soprattutto sugli organismi acquatici è da studiare, da monitorare, oltre che quello sulla salute umana.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE). Mr President, I would like to thank my colleagues for this very important debate. The correspondence I received on this has been quite interesting. There has been quite a large lobby to ban glyphosate, and we respect those who emailed us in that regard. But in recent days I have been getting emails from individual farmers – and I welcome those emails – not from the farm organisations, but from individual farmers – talking to me about how vital glyphosate is for them when they are practising conservation agriculture and trying to reduce their carbon footprint in a sustainable way that is positive for the environment. I think it is very easy to call for a ban on the chemical, because chemicals raise concerns among our citizens. We need to reflect on exactly what is before us here.

There are two, apparently different, scientific assessments. But in fact one – the EFSA position – looks at the risks, while the International Agency for Research on Cancer (IARC) looks at the hazards. We need to differentiate between both of those. The position of our group – the EPP – is, in my view, very measured. We very much want to make sure the products are safe, but we do not want an outright ban. We support re-registration of this product, but not for 15 years. We want actions taken if there is, in the future, evidence where there are concerns about it. Let us not ignore the voices that talk to us, but let us listen to all of the voices that lobby on this important issue.

 
  
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  Karin Kadenbach (S&D). Herr Präsident, Frau Kommissarin! Wir sprechen von Glyphosat und haben es heute als Pflanzenschutzmittel bezeichnet. Es ist kein Pflanzenschutzmittel, es ist ein Totalherbizid, es tötet Pflanzen. Es ist daher auch kein Unkrautvernichtungsmittel, denn es macht in Wirklichkeit keinen Unterschied zwischen Unkraut und Kulturpflanze. Diesen Unterschied macht es nur dann, wenn diese Kulturpflanze RR-tauglich ist, sprich, wenn es Monsanto oder sonst jemandem gelungen ist, ein Enzym in die Pflanze einzupflanzen, das sie widerstandsfähig gegen diesen Giftregen macht.

Das heißt, wir haben uns heute, glaube ich, schon relativ klar darauf verständigt, dass Glyphosat tauglich ist, den menschlichen Körper zu schädigen, sei es nun krebserregend, sei es hormonverändernd. Und natürlich ist das eine Frage des Risikos. Das heißt, wie oft sind wir denn dieser Schädigungsgefahr, diesem Schädigungspotenzial ausgesetzt?

Wenn wir hier einfach negieren, dass es eine Vielfachkonfrontation mit Glyphosat gibt, dann können wir einer Zulassung zustimmen. Wenn wir der Meinung sind, dass es sowohl ein Risiko als auch ein großes Schädigungspotenzial gibt, dann müssen wir verhindern, dass hier die Zulassung verlängert wird.

(Die Rednerin ist damit einverstanden, eine Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“ gemäß Artikel 162 Absatz 8 der Geschäftsordnung zu beantworten.)

 
  
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  Franc Bogovič (PPE), Vprašanje, postavljeno z dvigom modrega kartončka. Spoštovana kolegica, sam sem sadjar vse od leta 1986 in približno 25 let že uporabljam tudi glifosat kot enega od herbicidov v sadjarstvu, vinogradništvu, kjer je najbolj pogosto uporabljan.

Verjemite, da je tistim, ki uporabljamo te pripravke, najbolj v interesu, da pridemo do konca, do dna z resnico. Predvsem pa mislim, da pri tem pripravku gre za to, da je pri tem 40 let uporabe, in pri 40 letih uporabe ni več potrebe ugotavljati samo preventivne in previdne ukrepe…

(Predsedujoči je govorca prekinil.)

 
  
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  Der Präsident. – Herr Bogovič! Der Sinn des Verfahrens „blaue Karte“ ist, dass Sie der Kollegin eine Frage stellen, nicht dass Sie die Rede halten, die sie im Catch-the-eye-Verfahren gerne gehalten hätten.

Frau Kadenbach, ich fürchte, da ist nichts zu beantworten. Deswegen fahren wir jetzt in der Rednerliste fort.

 
  
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  Christel Schaldemose (S&D). Hr. formand! Sagen er jo den, at WHO's cancerekspertpanel har klassificeret glyphosat som værende sandsynligvis kræftfremkaldende, og at EFSA konkluderer, at glyphosat næppe indebærer en risiko for mennesker. Det er to meget forskellige vurderinger af stoffet glyphosat, og netop det er vel kernen i denne sag - at vi har to meget forskellige vurderinger. Set i det lys synes jeg, at det er bekymrende, hvis vi tillader en forlængelse af licensen for round-up for yderligere 15 år, når der foreligger to så vidt forskellige vurderinger af stoffet. Jeg opfordrer derfor indtrængende EU-Kommissionen til at sætte menneskers sundhed før penge. Vi bliver nødt til at få stoffet glyphosat undersøgt til bunds, før vi giver en forlængelse af licensen på yderligere 15 år. Vi kan ikke være andet bekendt. Det kan godt være, at det så kan være vanskeligt at finde alternativer, men vi bliver nødt til at få undersøgt dette. Vi kan ikke sidde WHO's bekymring overhørig.

 
  
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  Der Präsident. – Für das nun folgende Catch-the-eye-Verfahren muss ich Ihnen mitteilen, dass ich mehr Meldungen habe, als ich jetzt in der Kürze der Zeit durchzählen kann. Ich kann also nicht alle drannehmen und bitte dafür um Nachsicht wegen der nachfolgenden Debatten und der Kolleginnen und Kollegen, die in diesen Debatten sprechen.

Catch-the-eye-Verfahren

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). Já jsem hlasovala pro to, aby se o tomto bodu mohla vést rozprava, protože jsem přesvědčena, že občané by měli vědět, o čem zde hlasujeme.

Posuzování, povolování chemických látek používaných v zemědělství, které mají vliv na lidské zdraví, je zásadní prioritou a věřím, že je také zásadní prioritou pro Evropskou komisi, která o tom prioritně rozhoduje, a je také zásadní prioritou pro členské státy. Proto jsem si vyžádala stanovisko Ministerstva zemědělství a životního prostředí ČR, které byly konzultovány, které se zúčastnily rozhodovacího procesu, a které doporučily, abychom jako poslanci podpořili stanovisko Evropské komise.

Já budu hlasovat také pro pozměňovací návrhy Evropské lidové strany, které samozřejmě mají hledisko bezpečnosti jako svoji prioritu, a navrhuje se v nich např. zkrácení té povolené doby na 7 let.

 
  
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  Clara Eugenia Aguilera García (S&D). Señor Presidente, me parece muy oportuno que haya este debate, porque hay incertidumbre y, por lo tanto, conviene aclarar algunos aspectos.

Me parece grave que algún colega diga que hay distintas agencias con distintas opiniones. No. La Autoridad Europea de Seguridad Alimentaria, la EFSA, que, nos guste o no, es nuestra autoridad europea en materia de seguridad alimentaria, ha dicho que no hay ningún riesgo en cuanto a la sustancia activa. También lo ha dicho el Instituto Federal de Evaluación de Riesgos alemán, y luego tenemos la Agencia Internacional para la Investigación del Cáncer, que ha dicho que prevé riesgos por lo que respecta al producto final, el herbicida final.

Por lo tanto, hay incertidumbre. Evidentemente, es un producto muy utilizado por los agricultores, pero ese no es el argumento. El argumento es si creemos a nuestra autoridad de seguridad alimentaria o no la creemos. Yo prefiero creer a nuestro sistema de seguridad y no a otros. Por lo tanto, si hay dudas, resolvámoslas. Pero, desde luego, la objeción no es oportuna.

 
  
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  Richard Ashworth (ECR). Mr President, this House has a duty to ensure that public food is safe and that the environment is responsibly managed, and we must take those responsibilities very seriously indeed. But on the other hand, we must also ensure that decisions we make are strictly proportionate to risk, not to hazard, and we must be aware of the consequences of those decisions.

In the case of glyphosate – a product which is endorsed by the Food Standards Agency as safe and for which there is no immediate substitute – for the industry to achieve the same effects, it would have to revert to more traditional mechanical operations. I could not disagree more with some of the comments which were made earlier about mechanical operations. We would have to revert to greater use of other agrochemicals and, in consequence, we would add considerably to the costs of an industry that is already under great difficulty. This House must be guided by the facts and common sense, not emotion. I urge the Commission to renew approval.

 
  
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  Marijana Petir (PPE). Gospodine predsjedniče, međunarodna agencija za istraživanje raka uvrstila je glifosat u kategoriju tvari koje su vjerojatno kancerogene. Meta-analiza epidemioloških studija radnika koji su u svom radu koristili herbicid pokazala je povećan rizik kod njih od B-staničnog limfoma.

Multinacionalne kompanije, s druge strane, umanjuju opasnost glifosata za zdravlje jer i dalje žele prodavati GMO koji je jedino konkurentan s aplikacijom tog herbicida. Smatram da odluku o produženju odobrenja uporabe glifosata moramo donositi poštujući načelo predostrožnosti. Narušavanje tog načela narušava pravo građana, a u ovom slučaju poljoprivrednika, na zdrav život u zdravom okolišu kao i na njihovu sigurnost u radu.

Nakon konzultacija koje sam obavila sa stručnjacima da se podrobnija analiza učinaka glifosata na ljudsko zdravlje može napraviti u roku od godine dana, te svjesna činjenice o razmjerima uporabe glifosata kao aktivne tvari u poljoprivredi, predlažem da se odbije ovaj prijedlog Europske komisije.

 
  
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  Bronis Ropė (Verts/ALE). Ačiū, pirmininke. Europos Komisija nėra pasiryžusį imtis pokyčių glifosato klausimu, todėl Parlamento vaidmuo čia ypač svarbus. Komisijos veiksmai rodo, kad, jos nuomone, problemos su glifosatu neegzistuoja, užsimerkiama net prieš tokius skandalus, kurie kilo Europoje dėl vokiško alaus, jau nekalbant apie mokslininkų atliktus tyrimus dėl galimos glifosato žalos žmogaus organizmui. Kita vertus, žinoma, visiškai glifosato uždrausti kol kas būtų per anksti. Šiandien žemės ūkis ir taip išgyvena krizę, grūdų kainos pasiekusios istorines žemumas. Uždraudę naudoti glifosatą įstumsime ūkininkus į nepavydėtiną padėtį, todėl racionaliausia šiandiena būtų pratęsti porai metų naudojimą ir griežtinti glifosato naudojimo taisykles, įvertinant, kad glifosatu purkšti laukus ne visada yra saugu, pavyzdžiui, prieš derliaus nuėmimą. Todėl racionalu investuoti laiką ir lėšas į analogiškos kokybės alternatyvų paiešką ir atitinkamą žemdirbių švietimą. Ačiū.

 
  
 

(Ende des Catch-the-eye-Verfahrens)

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. Mr President, let me repeat that the point at issue in this debate is whether the draft implementing act exceeds the implementing powers provided for in the basic act. As I said before, the draft implementing regulation for renewal of the approval of glyphosate is consistent with the relevant regulations. The Commission considers, therefore, that this falls within its implementing powers. The Commission services will continue to discuss with Member States the best way forward on the renewal of glyphosate, seeking a solution which commands the widest possible support among Member States. The draft implementing act is therefore likely to be amended.

 
  
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  Giovanni La Via, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in primo luogo, debbo sottolineare l'utilità di questo dibattito che ci ha consentito, in questa sede, alla presenza di tutti i colleghi, di poter esprimere ognuno le proprie posizioni.

Abbiamo visto che esistono posizioni fortemente differenziate all'interno del Parlamento, così come già evidenziate anche in commissione ambiente, ma oggi è il momento di cercare anche possibili soluzioni. Abbiamo sentito, in quest'Aula, la proposta di alcuni emendamenti da parte dei gruppi politici, che potrebbero contemperare, da un lato, l'esigenza di avere un rinnovo dell'autorizzazione, ma, dall'altro, evidentemente poter dare garanzie in tempi più brevi sulla effettiva e non presunta, eventualmente, cancerogenicità del prodotto.

Una cosa però è certa, e ne dobbiamo essere tutti consapevoli, ed è l'importanza che questo prodotto largamente utilizzato in agricoltura oggi ha come erbicida e che, evidentemente così come hanno detto alcuni colleghi, potrebbe essere sostituito solamente con degli interventi meccanici cioè delle scerbature manuali o meccaniche che, obiettivamente, se, da un lato, sono tecnicamente possibili, dall'altro lato, sicuramente minerebbero la competitività del nostro sistema produttivo. Ecco quindi che domani e nei prossimi giorni ci ritroveremo a votare su questo tema e invito tutti alla più ampia riflessione.

Dall'altro lato, un altro elemento emerso e che sottolineo brevemente è il ruolo dell'Agenzia per la sicurezza alimentare: è lo strumento tecnico di cui dispone l'Unione europea. E, così come detto dall'onorevole Aguilera, è sicuramente lo strumento che abbiamo a disposizione e del quale ci dovremmo fidare anche per le nostre valutazioni, altrimenti non saprei a cosa debbano servire le agenzie che gravano sul bilancio dell'Europa.

 
  
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  Der Präsident. – Zum Abschluss der Aussprache wurde vom Ausschuss für Umweltfragen, öffentliche Gesundheit und Lebensmittelsicherheit ein Entschließungsantrag eingereicht.

Die Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet am Dienstag, 12. April, statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 162 GO)

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD), per iscritto. Il glifosato è una sostanza attiva ampiamente utilizzata tra i diserbanti. Nel 2000, allo scadere del brevetto, è stato commercializzato da molteplici aziende e diverse centinaia di prodotti fitosanitari contenenti glifosato sono attualmente registrati in Europa per l'utilizzo nel settore agricolo.

Nel marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo" in base a "prove limitate" di effetti cancerogeni sull'uomo, "prove sufficienti" di tumori negli animali da laboratorio, nonché "prove solide" di dati meccanicistici riguardanti la cancerogenicità del glifosato "puro" e dei formulati contenenti glifosato. Ciononostante, nel novembre 2015 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha completato una valutazione del glifosato e ha concluso che è improbabile che il glifosato rappresenti una minaccia di cancro per l'uomo e che gli elementi di prova disponibili non ne giustificano la classificazione relativamente al suo potenziale cancerogeno in conformità al regolamento (CE) n. 1272/2008.

Il MoVimento 5 Stelle non intende rinnovare l'autorizzazione del glifosato fintantoché non ci sarà un pronunciamento unico sull'assenza di rischio cancerogeno e non si sarà pronunciato anche l'ECHA rispetto alle probabili proprietà di interferente endocrino del principio attivo, valutazione attesa entro il 2017.

 
  
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  Michel Dantin (PPE), par écrit. Monsieur le Président, Interdire le glyphosate, sans mesure d’accompagnement ni vision de moyen et long terme, aurait un impact à la fois dommageable pour le secteur de l’agriculture déjà en crise, et contre-productif en termes de sécurité sanitaire et environnementale.

Avec mes collègues du groupe PPE, nous proposons une série d'amendements au projet de résolution, afin préserver la compétitivité du secteur agricole et garantir un haut niveau de sécurité sanitaire. Nos propositions visent à réduire la durée d’autorisation de 15 à 7 ans, afin de prendre en compte l’absence de consensus parmi les scientifiques, mais aussi le temps nécessaire pour les professionnels agricoles pour s’adapter à d’éventuels changements réglementaires. Le glyphosate est aujourd'hui un produit indispensable pour divers types de culture, nous ne pouvons pas l'interdire sans proposer aux agriculteurs des alternatives techniquement et économiquement viables.

Conscient des inquiétudes et des incertitudes actuelles, je suis toutefois favorable à un encadrement plus strict de l’utilisation du glyphosate, en le limitant aux professionnels, en renforçant la formation des agriculteurs et en interdisant son usage avant les récoltes. Nous devons enfin pouvoir à tout moment réviser l'autorisation si de nouvelles preuves scientifiques justifient l’interdiction du produit. Je vous remercie.

 
  
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  Esther Herranz García (PPE), por escrito. Considero que es importante que el Parlamento Europeo no desautorice la opinión de un órgano de la Unión como es la Autoridad Europea de Seguridad Alimentaria. La eventual prohibición del uso del glifosato no solo pone en un enorme aprieto a muchos agricultores ante la inexistencia de una solución alternativa, sino que también favorece las importaciones procedentes de terceros países que utilizan pesticidas cuyo uso se encuentra prohibido en el territorio de la Unión.

Tenemos que velar por preservar la salud del consumidor pero, antes de adoptar una medida tan drástica como la retirada de la autorización de esta sustancia, tendríamos que asegurarnos de que existen razones científicas fundadas y de que no hay soluciones intermedias que podrían ponerse en marcha para reducir los potenciales riesgos que plantee el glifosato.

Está claro que la Agencia Internacional de Investigación sobre el Cáncer ha realizado una evaluación de laboratorio muy distinta al enfoque realizado por la Autoridad de Seguridad Alimentaria, basado más en el impacto real que tiene el glifosato sobre el terreno. A este paso, acabaremos con todo tipo de tratamiento fitosanitario, dejando el suministro de alimentos en Europa a merced de las importaciones de terceros países. Desde mi punto de vista, no solo perderá el agricultor europeo, sino también el consumidor.

 
  
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  Claude Rolin (PPE), par écrit. La proposition de la Commission européenne de renouveler pour 15 ans l'approbation d'utilisation du glyphosate (substance contenue notamment dans le Round up), n'est pas acceptable en raison de craintes liées à son emploi dans la composition de produits agricoles et ménagers.

La commission du Parlement européen chargée de l'environnement s'en est saisie et une partie de la communauté scientifique a mis en lumière des risques probables pour la santé lors de l'utilisation de produits - très répandus - contenant du glyphosate. Aujourd'hui, en session plénière du Parlement, cette objection n'a malheureusement pas été retenue et je le regrette. Une majorité des députés a soutenu un accord de renouvellement pour 7 ans. Je m'y suis opposé. En accordant ce "demi-blanc seing" à la Commission, le Parlement européen envoie un mauvais signal. Il revient à présent à la Commission, puis aux Etats de tenir compte des réticences exprimées.

Je plaide aujourd'hui pour une reformulation de la proposition tenant compte de la dangerosité potentielle de cette substance, tout en permettant une transition soutenable pour les exploitants agricoles et des produits alternatifs économiquement et écologiquement responsables. Je vous remercie pour votre attention.

 
  
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  Lidia Senra Rodríguez (GUE/NGL), por escrito. Cada vez son más las evidencias y los estudios independientes sobre los riesgos del glifosato para el medioambiente, la biodiversidad y la salud humana: toxicidad, efectos cancerígenos y reproductivos, acción mutagénica y residuos en los alimentos. La OMS lo califica como «probablemente cancerígeno». Conviene recordar también que Monsanto ha puesto en el mercado soja genéticamente modificada resistente al glifosato (principio activo del herbicida que ella misma comercializa). Y alguien debería explicar también por qué antes de estos transgénicos el límite máximo residual de glifosato en soja en Europa y en los Estados Unidos era de 0,1 mg/kg y a partir de 1996 lo elevaron a 20 mg/kg. ¿Fueron los estudios y las evidencias de las empresas, tal vez, los que determinaron elevar este límite? Yo me pregunto: ¿qué más tiene que suceder para que la Comisión Europea reaccione y aplique el principio de precaución y no renueve la autorización del glifosato? ¿Se olvidaron ya del escándalo de las vacas locas? Las agricultoras y los agricultores somos las primeras interesadas en que se garantice la seguridad alimentaria. Dejen de utilizarnos como excusa para proteger intereses contrarios a los nuestros. Pónganse a trabajar en las alternativas, que −como muy bien saben− existen.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. Seul le retrait pur et simple de ce produit dangereux pour le citoyen sera une réelle satisfaction. On peut se demander pourquoi certains gouvernements, dont le gouvernement belge, se positionnent en faveur de l'autorisation du glyphosate. De lourds soupçons pèsent sur ce produit, probable perturbateur endocrinien responsable de cancers et de problèmes hormonaux et dangereux pour le développement. Il a fait l’objet de nombreuses études soulignant la toxicité de ses effets secondaires ainsi que le lien entre l’exposition au glyphosate et le développement de l’autisme chez les enfants. L'OMS a classé l'herbicide dans les substances dites cancérigènes probables. On peut comprendre que Monsanto fasse le maximum pour que le glyphosate soit autorisé, tant son retrait ferait baisser les bénéfices de la multinationale. Mais quand un danger pèse sur nos citoyens, il est de notre devoir, chers collègues, de faire valoir le principe de précaution! Je ne peux accepter que reste sur le marché un produit qui fait courir de graves risques potentiels à la santé des Européens. Il reste un mois aux États restés aveugles à cette évidence pour enfin nous rejoindre dans ce combat pour la sécurité des citoyens européens.

 
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