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Postupak : 2015/2110(INI)
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Odabrani dokument : A8-0284/2016

Podneseni tekstovi :

A8-0284/2016

Rasprave :

PV 24/10/2016 - 16
CRE 24/10/2016 - 16

Glasovanja :

PV 25/10/2016 - 7.3
Objašnjenja glasovanja

Doneseni tekstovi :

P8_TA(2016)0403

Rasprave
Ponedjeljak, 24. listopada 2016. - Strasbourg Revidirano izdanje

16. Borba protiv korupcije i daljnje postupanje nakon rezolucije Odbora CRIM (kratka prezentacija)
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  Presidente. – L'ordine del giorno reca la relazione di Laura Ferrara, a nome della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, sulla lotta contro la corruzione e il seguito dato alla risoluzione della commissione CRIM (2015/2110(INI)) (A8-0284/2016).

 
  
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  Laura Ferrara, relatrice. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Parlamento europeo oggi compie un significativo passo in avanti. Per combattere efficacemente la diffusione di corruzione e criminalità organizzata occorreva instaurare un dibattito a livello europeo, volto introdurre normative e misure di contrasto comuni in tutti gli Stati membri. Quest'Europa ha avuto, infatti, una grave colpa: ha relegato la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, anche di stampo mafioso, a confini strettamente nazionali. La mancanza di consapevolezza della portata transnazionale di tale fenomeno ha così garantito gioco facile alla mafia e, più in generale, alle organizzazioni criminali che, avvalendosi anche della corruzione, hanno individuato nuovi business infiltrandosi nella gestione dei centri di accoglienza dei migranti o accaparrandosi gare d'appalto finanziate con fondi europei o investendo nelle principali piazze finanziarie, beneficiando così della mancanza di riconoscimento della pericolosità del fenomeno associazionistico in alcuni Stati membri.

Tutto ciò richiede urgenti e incisivi interventi normativi a livello europeo al fine di arrestare la diffusione delle organizzazioni criminali nel continente, combattere i reati più comunemente commessi dalle mafie e impedire le infiltrazioni delle associazioni a delinquere nell'economia legale. Il Parlamento europeo sta facendo con grande impegno e convinzione la sua parte, tra mille difficoltà che nascono soprattutto dalle differenze culturali e giuridiche, dai pregiudizi esistenti nei confronti delle diverse forme di organizzazioni criminali radicate negli Stati membri. Durante la scorsa legislatura è stata aperta la strada che oggi stiamo portando a termine, non solo per introdurre una nozione comune di reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, ma soprattutto per adottare una strategia condivisa ed efficace di contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione e al riciclaggio.

L'auspicio è quello che anche le altre istituzioni europee comprendano pienamente la reale pericolosità di tali fenomeni ormai transnazionali, che non si concentrino solo sui reati fine ma si prenda la consapevolezza della pericolosità che deriva dall'appartenenza all'associazione. Fenomeni che non intaccano solamente l'economia legale, ma che intaccano l'intera convivenza civile su cui si fonda l'Unione europea.

Cari colleghi, permettetemi di ringraziare innanzitutto i colleghi relatori ombra per l'ottima collaborazione e per le interessanti e produttive discussioni che si sono tenute durante tutte le riunioni. Permettetemi di ringraziare anche il Centro di ricerca del Parlamento europeo per lo studio sui costi del mancato intervento dell'Unione europea in materia di lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, che è stato fondamentale per darci degli spunti e delle basi obiettive per procedere alla stesura della relazione. Un grazie va ad Eurojust che ha risposto al questionario che avevamo inviato fornendoci delle importanti informazioni su come migliorare la cooperazione e lo scambio delle informazioni tra Stati membri. Un altro grazie va ad Europol per i numerosi confronti che sono intercorsi e per le preziose informazioni fornite, in particolare sugli aspetti più pratici relativi al coordinamento tra le diverse procedure dei singoli paesi e su come poter superare le difficoltà incontrate. Un grazie va alla Commissione europea che si è resa sempre disponibile per confronti e dibattiti in tema di lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata.

Un grazie va a quei cittadini che hanno contribuito alla stesura della relazione su internet e in particolare sul portale Rousseau del Movimento 5 Stelle, interessandosi così in prima persona e fornendoci importanti suggerimenti. Ringrazio, poi, tutti i colleghi che hanno presentato numerosi emendamenti alla relazione a riprova anche del fatto che il tema sia estremamente sentito a livello transnazionale e non sia un fenomeno di caratura nazionale. Ringrazio i relatori dei pareri delle commissioni DEVE e CONT e ringrazio, permettetemi di ringraziare, tutti i collaboratori, giovani e meno giovani, e tutti gli staff che, credendo nel lavoro portato avanti, hanno contribuito con passione ai lavori di questa relazione.

 
  
 

Interventi su richiesta

 
  
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  Nicola Caputo (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la criminalità organizzata rappresenta senza dubbio una minaccia di tipo globale e come tale richiede una risposta congiunta e ben calibrata da parte dell'Unione europea e degli Stati membri. A causa dell'evoluzione del modus operandi delle organizzazioni criminali non è ancora acquisita la piena consapevolezza della complessità di tale fenomeno e del pericolo derivante dalle infiltrazioni nel tessuto economico imprenditoriale e istituzionale e politico degli Stati membri. Alcuna legislazione europea dovrebbe dunque essere interpretata in modo da circoscrivere l'attività degli informatori. Questi ultimi infatti ricoprono un ruolo principe nella lotta alla corruzione e il loro operato è di fondamentale importanza per prevenire o scoprire gli atti illeciti. È di fondamentale importanza che l'Unione europea insista sul contrasto al reato associativo e che, nel quadro di un'autentica e completa strategia europea anticorruzione, siano concentrati sforzi e risorse sulla lotta al riciclaggio, alla corruzione e alla tratta di essere umani.

 
  
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  Νότης Μαριάς ( ECR). – Κύριε Πρόεδρε, κάθε χρόνο χάνονται 70 εκατομμύρια ευρώ από τη φοροδιαφυγή και τη φοροαποφυγή των πολυεθνικών. Σημαντικό στοιχείο για τη λανθασμένη πολιτική γραμμή που ακολουθεί η Ένωση αποτελεί και το γεγονός ότι μεγάλες επιχειρήσεις σε χώρες με υψηλή φορολογία πληρώνουν κατά μέσο όρο 30% λιγότερους φόρους σε σύγκριση με τις μικρομεσαίες επιχειρήσεις. Χαρακτηριστικό παράδειγμα αποτελεί η Ελλάδα. Πολυεθνικές που δραστηριοποιούνται στη χώρα καταφέρνουν να αποφύγουν την καταβολή φόρων, καταφεύγουν σε φορολογικούς παραδείσους όπως το Λουξεμβούργο, ενώ ταυτόχρονα οι μικρομεσαίες επιχειρήσεις κλείνουν η μία μετά την άλλη, μια και επιβάλλεται πλέον αβάσταχτη φορολογία από τους δανειστές.

Επιπλέον θα πρέπει να επαναπροσδιοριστεί ο ρόλος της OLAF, ούτως ώστε να γίνει πιο αποτελεσματικός και να χτυπηθεί η φοροδιαφυγή και η φοροαποφυγή. Τέλος, προκειμένου η Ευρωπαϊκή Ένωση να συμβάλει στην καταπολέμηση της φοροδιαφυγής, θα πρέπει να πάψει να στηρίζεται στα περίφημα πρότυπα του ΟΟΣΑ, τα οποία, ως γνωστόν, επιτρέπουν την ύπαρξη γκρίζων ζωνών, με αποτέλεσμα τη διευκόλυνση της φοροδιαφυγής και φοροαποφυγής των πολυεθνικών.

 
  
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  Ivan Jakovčić (ALDE). – Gospodine predsjedniče, borba protiv korupcije uvijek, svugdje i stalno. Podržavam ovo izvješće, jer cilja na ono što želimo: pokušati iskorijeniti korupciju u javnim službama Europske unije. Želim iskoristiti ovu priliku i podcrtati snažnu borbu protiv korupcije koja se već godinama vodi u Hrvatskoj. Trebamo isticati pozitivna iskustva. Rad USKOK-a, rad DORH-a, rad MUP-a u Hrvatskoj znači iskorjenjivanje korupcije, i to na visokoj razini.

I mislim da je važno da se takve stvari nađu također u izvješćima, jer znamo što znači jugoistok Europe i moguća korupcija na visokim razinama u raznim zemljama i zemljama kandidatkinjama. Piše se o tome, govori se o tome, ali ja želim ovdje upozoriti da upravo trajna borba protiv korupcije može biti jedino efikasna, ako je počinjemo od najviših nivoa, a u ovom slučaju to je Europska unija.

 
  
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  Caterina Chinnici (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Parlamento europeo con la relazione dell'onorevole Ferrara riaccende i riflettori su un fenomeno, la corruzione, che ha ampliato le proprie zone di influenza superando i confini nazionali. La commissione CRIM ha contribuito a portare il dibattito sulla lotta alla corruzione sulla scena internazionale, fornendo indicazioni chiare sugli interventi legislativi da adottare. Ma quelle risposte che ci attendiamo dall'Unione si potranno avere solo partendo da una definizione comune di criminalità organizzata, essenziale per dare efficacia agli strumenti legislativi esistenti e a quelli futuri.

Oggi operiamo in un contesto disomogeneo non solo dal punto di vista della definizione della fattispecie, ma anche delle disposizioni per la lotta al fenomeno addirittura assenti in alcuni paesi, cosa che rende più difficile l'azione di contrasto a criminalità organizzata e corruzione. Sono convinta che la questione vada affrontata nell'ambito della cooperazione in materia penale all'interno dell'Unione lavorando sul riconoscimento reciproco degli ordini di sequestro e di confisca. E per colpire il vero centro di interesse della criminalità organizzata, l'azione più concreta è rappresentata dal congelamento e dalla confisca dei beni provenienti dal reato, anche se purtroppo oggi molti Stati non hanno ancora recepito la relativa direttiva del 2014.

 
  
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  Tibor Szanyi (S&D). – Elnök Úr! A rapportőr okkal hívja fel a figyelmet annak fontosságára, hogy megelőzzük a szervezett bűnözés és korrupció beépülését az egyes államok jogrendjébe és természetesen gazdaságába. Látni kell azonban, hogy a jelenlegi európai jog- és eszközrendszer nem képes kezelni azt a jelenséget, amikor a korrupciót egy adott politikai rezsim, illetve kormányzat a saját hatalma, és a vezetők személyes gazdagodása érdekében saját maga teszi rendszerszerűvé, öncélú jogszabályokkal körülbástyázva, mintegy legitimálva a kvázi állami korrupciós hálót.

Ma a legnyilvánvalóbb módon Magyarország gazdasága szenved ettől, amire az uniós jogrend nem talál érdemi választ. Például az OLAF hiába vizsgál és tár fel egy európai forrásokat is érintő korrupciós ügyletet, ha azt éppen annak a nemzeti hatóságnak, ügyészi szervezetnek kell további intézkedésre átadni, amelynek vezetője adott esetben rokonsága révén személyes haszonélvezője a bűncselekményeknek.

Az Európai Ügyészség felállítása persze fontos és sürgető feladat, amely részben választ adhat az ilyen jogi kihívásokra, de az ilyen kormányokkal szemben csak az Európai Tanács teljes egységét és politikai eltökéltségét feltételező közös tagállami fellépés lehet eredményes.

 
  
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  Ana Gomes (S&D). – Senhor Presidente, agradeço a Laura Ferrara este seguimento da resolução sobre o crime de 2013, reiterando o apelo à adoção de um plano de ação europeu de combate à criminalidade organizada, corrupção e branqueamento de capitais.

Não basta adotar legislação e ratificar tratados, precisamos de um plano concertado entre a Comissão e os Estados-Membros, de carácter multidisciplinar e holístico, que envolva as várias agências de combate ao crime, mas também as administrações dos Estados—Membros, os Parlamentos e a sociedade civil.

É preciso fomentar a confiança mútua e agilizar procedimentos de cooperação transfronteiriça. Exigimos a publicação do segundo relatório UE-anticorrupção, ainda sem data prevista. O acompanhamento das recomendações do relatório deve ser integrado nas recomendações do Semestre Europeu.

Por outro lado, as próprias instituições da União Europeia devem submeter-se à avaliação de integridade. A adesão da União ao Grupo de Estados Contra a Corrupção (GRECO) deve avançar quanto antes.

 
  
 

(Fine degli interventi su richiesta)

 
  
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  Miguel Arias Cañete, Member of the Commission. – Mr President, I would like to thank the rapporteur, Mrs Laura Ferrara, for this report and all the shadows and associated committees for their contribution. The Commission has closely followed the discussions, as well as the work of the Special Committee on Organised Crime, Corruption and Money-Laundering in the past and the Parliament resolution that followed. It was a source of inspiration for the Commission’s European agenda on security last year. The Agenda on Security identifies three priorities: the fight against terrorism and radicalisation, the fight against organised crime, and the fight against cybercrime. We must continue to move ahead on all three priorities of the Agenda on Security, and your report points up some of the key actions.

The Commission, together with Parliament and the Council, have made significant progress on key files relevant for the important areas covered by the report. To name but a few: the adoption of the European Union PNR Directive and adoption of the new European Union Data Protection Package in April earlier this year; the new Europol regulation adopted in May; and the new CEPOL regulation providing for better opportunities to train law enforcement that entered into force in July 2016. Good progress has been made on the Commission’s proposal of last year for a directive on combatting terrorism, and we should be able to reach an agreement before the end of this year. The Action Plan on Wildlife Trafficking adopted in February this year and, last but not least, advancing negotiations on a European Public Prosecutor’s Office to defend the financial interests of the European Union, which will enable Eurojust to focus on the fight against terrorist threats or other serious organised crimes.

There is not enough time to comment on each recommendation of the report at hand. Therefore, let me stress the ongoing and planned work in support of some of them. On money laundering: the fight against terrorist financing and money laundering is a high priority for the Commission. A new proposal to reinforce the fourth Anti-Money Laundering Directive was tabled on 5 July 2016. As announced in the Action Plan on Strengthening the Fight against Terrorist Financing, we would propose by the end of the year a number of legislative proposals, such as a proposal for a directive on criminal offences and sanctions for money laundering, a proposal on illegal cash movement, a proposal on mutual recognition of confiscation and freezing orders of criminal assets to ensure efficient cross-border cooperation.

On the links between organised crime and terrorism, the Commission Action Plan on Terrorist Financing, adopted on 2 February 2016, acknowledges the close link between terrorist financing and organised crime. It announces a wide range of measures to cut terrorists off from their sources of revenue and to trace them through financial activities.

On the call for the European Union framework on corruption, the Commission takes very seriously the fight against corruption and will continue to work with Member States’ authorities, including on experience-sharing in relation to integrity policies. This goes in parallel with our work in the framework of the European Semester of Economic Governance. At this stage the Commission is working with Member States to follow up and take forward the conclusions of the first anti—corruption report and will inform Parliament by the end of the year how the Commission sees this work progressing.

To conclude, the Commission welcomes the report and will take its recommendations closely into account. We will continue to update Parliament and the Council twice a year, as foreseen in the European Agenda on Security.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, martedì 25 ottobre, alle 12.00.

Dichiarazioni scritte (articolo 162)

 
  
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  Pirkko Ruohonen-Lerner (ECR), kirjallinen. – Olen varsin tyytyväinen siihen, että Laura Ferraran mietinnössä on huomioitu ne vakavat riskit, joita aiheutuu, jos rikollisjärjestöt soluttautuvat kansallisvaltioiden sosiaaliseen, taloudelliseen, liiketoiminnalliseen, poliittiseen ja institutionaaliseen rakenteeseen. Rikollisjärjestöillä on usein käytössään paljon rahaa, jota ne voivat ohjata esimerkiksi merkittävien poliitikkojen vaalikampanjoiden rahoittamiseen. Jos samat rahoittajatahot toimivat usein samojen poliitikkojen vaalikampanjoiden rahoittajina, syntyy automaattisesti rahan vastaanottajille kiitollisuudenvelkaa tukijoitaan kohtaan. Vaalikampanjan rahoittajat saattavat odottaa vastapalveluksia tukemiltaan poliittisilta puolueilta ja niiden läpimenneiltä ehdokkailta. Vastapalvelukset voivat olla mieluisan lainsäädännön valmistelua, toimialakohtaisia verohelpotuksia, tehokkaita asemakaavoja, erityisetuja, parhaita kauppapaikkoja jne. Siksi onkin erittäin tärkeää, että kaikki poliittinen vaalirahoitus on mahdollisimman läpinäkyvää.

Suomessa vaalirahoituslakia uudistettiin muutama vuosi sitten. Aukotonta siitä ei tullut, sillä lukuisat suuret vaalikampanjat jäävät edelleen täysin pimentoon. Esimerkiksi vuoden 2014 europarlamenttivaalien vaalirahoitusilmoituksen viranomaisille jättää vain valitut 13 europarlamentaarikkoa ja varasijoille jääneet 7 ehdokasta. Suomessa tämä tarkoittaa sitä, että 251 ehdokkaasta vain 20 jättää vaalirahoitusilmoituksen. Samanaikaisesti julkisuudelta täysin pimentoon jää suuria vaalikampanjoita, joissa rahaa kuluu lehtitietojen mukaan jopa yli 100 000 euroa. Pääsääntöisesti vaalikampanjoiden rahoittajat jäävät salaisuudeksi. Sama ongelma koskettaa myös eduskuntavaaleja. Tässä yhteydessä on syytä muistaa, että europarlamentti- ja eduskuntavaaleissa ehdokkaaksi pääsevät yleensä pitkän poliittisen uran tehneet henkilöt. Monet heistä ovat osallistuneet paikallis- ja valtakunnanpolitiikkaan, joten heillä on usein myös vaikutusvaltaa päätöksenteossa.

 
  
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  Patricija Šulin (PPE), pisno. – Organizirani kriminal, korupcija in pranje denarja ne ogrožajo le svobode gospodarske dejavnosti in konkurenčnosti, temveč predvsem varnost in svobodo vseh državljank in državljanov. Če se želimo tako na evropski kot na nacionalni ravni uspešno zoperstaviti tem grožnjam, ki nas hromijo, ne smemo več odlašati s primernimi ukrepi.

Zaradi čezmejne razsežnosti kriminalnih združb potrebujemo enotno opredelitev kaznivih dejanj ter tesno sodelovanje med nacionalnimi organi in agencijami Evropske unije. Ustanovitev Evropskega javnega tožilstva, neodvisnega od nacionalnih vlad in institucij EU, je pravi korak v smeri učinkovitejšega boja proti korupciji.

 
Pravna napomena