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Eljárás : 2016/2045(INI)
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A8-0341/2016

Viták :

PV 30/11/2016 - 16
CRE 30/11/2016 - 16

Szavazatok :

PV 01/12/2016 - 6.8
A szavazatok indokolása

Elfogadott szövegek :

P8_TA(2016)0464

Viták
2016. november 30., Szerda - Brüsszel Lektorált változat

16. Az Európai Unió Szolidaritási Alapja: értékelés - A földrengések utáni olaszországi helyzet (vita)
A felszólalásokról készült videofelvételek
PV
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  President. – The next item is the joint debate on

– the report by Salvatore Cicu, on behalf of the Committee on Regional Development, on the European Union Solidarity Fund: an assessment (2016/2045(INI)) (A8—0341/2016),

– the oral question to the Commission on the situation in Italy after the earthquakes, by Ivan Jakovčić, Iskra Mihaylova, Matthijs van Miltenburg, Petras Auštrevičius, Norica Nicolai, Urmas Paet, Remo Sernagiotto, Raffaele Fitto, on behalf of the Group of the Alliance of Liberals and Democrats for Europe (O—000139/2016 – B8—1812/2016),

– the oral question to the Commission on the situation in Italy after the earthquakes, by Lambert van Nistelrooij, Antonio Tajani, Elisabetta Gardini, Salvatore Cicu, Constanze Krehl, Mercedes Bresso, Davor Škrlec, Ramón Luis Valcárcel Siso, Group of the European People’s Party (Christian Democrats), Group of the Progressive Alliance of Socialists and Democrats in the European Parliament, Group of the Greens/European Free Alliance (O—000140/2016 – B8—1813/2016),

– the oral question to the Commission on the situation in Italy after the earthquakes, by Rosa D’Amato, Laura Agea, Fabio Massimo Castaldo, Isabella Adinolfi, Rolandas Paksas, Daniela Aiuto, Piernicola Pedicini, David Coburn, on behalf of the Europe of Freedom and Direct Democracy Group (O—000141/2016 – B8-1814/2016), and

– the oral question to the Commission on the situation in Italy after the earthquakes by Curzio Maltese, Eleonora Forenza, Barbara Spinelli, on behalf of the Confederal Group of the European United Left – Nordic Green Left (O—000146/2016 – B8—1817/2016) (2016/2988(RSP)).

 
  
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  Salvatore Cicu, relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, dopo i tragici eventi alluvionali del 2002, l'Unione europea ha istituito il Fondo di solidarietà, per esprimere in maniera tangibile, una centralità rispetto a questi temi, verso i paesi colpiti da gravi catastrofi naturali. L'Italia si trova in questi ultimi anni, purtroppo, ad affrontare drammi importantissimi: l'alluvione in Sardegna, in Liguria, in Piemonte. Questo è di qualche giorno fa, ma il terremoto all'Aquila, nel Centro Italia è sicuramente impossibile prevedere tutte le situazioni di emergenza, tutte le catastrofi, ma è sempre possibile migliorare la gestione delle loro conseguenze. Preliminarmente vorrei anche dire che in questi casi le istituzioni europee devono essere sensibili, devono capire che la loro credibilità, la loro autorevolezza, dipende anche dalla capacità di essere presenti in questi momenti e di trasferire un messaggio, di capacità appunto, di gestione.

Noi sappiamo che, per quanto positive siano state le modifiche apportate dal regolamento 2014, cioè quelle riferite ai pagamenti anticipati fino al 10% dell'importo, l'ammissibilità dei costi legati alla preparazione e all'attenzione delle operazioni di emergenza e di ripristino, ma anche la proroga dei termini per la presentazione della domanda da parte degli Stati membri, l'introduzione del termine di sei settimane per la risposta della Commissione, le nuove disposizioni in materia di prevenzione, delle catastrofi naturali e miglioramenti delle relative procedure.

Credo fermamente però, che ancora molti passi in avanti possano e debbano poter migliorare l'efficacia del fondo e mostrare ai nostri cittadini, colpiti da catastrofi, che l'Europa è veramente vicina alle loro necessità, quindi è importante la presenza della Commissione europea quest'oggi per chiedere alla Commissaria che il Fondo di solidarietà, venga ancora migliorato, per superare alcune criticità che tuttora permangono. Quindi chiedo alla Commissione di valutare la possibilità, di aumentare la soglia dei pagamenti anticipati, dal 10 al 15%, perché è importante l'immediatezza della disponibilità, che i territori possono realizzare rispetto alle situazioni emergenziali, così come ancora in Italia, rispetto ai drammi che vive, ho appena citato, nonché la possibilità di abbreviare i termini per il trattamento delle sei domande da sei a quattro settimane.

Invito inoltre la Commissione a esaminare la possibilità di istituire una soglia di ammissibilità che dall'1,5% si realizzi invece, con il limite dell'1% del Pil regionale, e a considerare nella valutazione delle domande il livello di sviluppo socioeconomico delle regioni colpite. Chiedo però agli Stati membri anche, di agire con responsabilità, nel migliorare i loro mezzi di comunicazione e cooperazione con le autorità locali e regionali, sia durante il processo di valutazione iniziale dei danni ammissibili, per i quali viene richiesto il sostegno finanziario, perché troppe volte il ritardo e la poca capacità amministrativa, hanno causato ulteriori ostacoli.

Chiedo inoltre a questa Commissione che nel caso specifico del terremoto, venga la data la possibilità di rivedere le regole sulla flessibilità e sul patto di stabilità, soprattutto con riferimento agli investimenti antisismici e sulla ricostruzione sostenibile, perché in questo caso specifico dovrebbero essere esclusi dal calcolo del deficit nazionale nel quadro del patto di stabilità, perché in questo caso non si può chiedere una deroga alla norma per ragioni elettorali, ma per salvaguardare la vita, la sofferenza di centinaia di persone che, nell'ambito di catastrofi naturali, hanno perso la vita.

 
  
  

PRZEWODNICTWO: RYSZARD CZARNECKI
Wiceprzewodniczący

 
  
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  Lambert van Nistelrooij, author. – Mr President, Mr Cicu has made a lot of very concrete proposals. It is now two years ago that we first spoke in this House about the Solidarity Fund, and it is indeed possible to be quicker, to be more effective and to have a reconsideration of the exact territory and figures. So my question to the Commissioner more generally is whether the Commission is able to take over these proposals and what kind of planning does it have to deliver these ameliorations. And it doesn’t have to cost more. In fact, since the Solidarity Fund started we have spent EUR 3.8 billion, and it has been mobilised in 70 natural disasters in 24 countries of the Union. So as Mr Chico said in his report, it is very close to people and it can be used to act immediately. At this time of naturalistic, populist debates, this really is being close to the people when with floods, hurricanes and earthquakes things go totally wrong. I support Mr Cicu strongly on this.

The second question, harking back to the previous period and the proposal from Mr Kallas in 2007 on earthquakes, is that it is so important to have a good preventive alarm system, and also with our funds – combining the Solidarity Fund with the regional development funds – to put prevention in the forefront. I think we are having the right debate, especially as the situation in Italy makes this a timely debate, and I am very glad that the government recently brought the proposal to the European Commission. I hope we will have good follow-up to the proposal.

 
  
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  Ivan Jakovčić, autor. – Gospodine predsjedniče, posljedice potresa koji je zadesio Italiju ovoga ljeta još uvijek nisu uklonjene. Posljedice su 290 poginulih ljudi, preko 400 teško ozlijeđenih. Računamo da je oko 100 000 ljudi raseljenih ili će morati biti raseljeni. To su zaista stravične posljedice.

Zato ovom prilikom želim istaknuti da je vrlo važno da sutra usvojimo rezoluciju koju smo predložili, jer trebamo ukazati na probleme s kojima se suočavamo kada govorimo o Fondu solidarnosti u EU-u. Trebamo brže reagirati pa čak uključiti EIB kada govorimo o tome da neke stvari treba pretfinancirati ili financirati u smislu ovakvih nepogoda koja zadešavaju područja iz kojih dolazimo.

Kao izvjestitelj za Jadransko-jonsku makroregiju govorili smo o specifičnosti tog područja. Nažalost, potresi su jedna od specifičnosti tog područja. Cijela Italija i Balkan su vrlo trusna područja. Znamo za povijesne potrese u Dubrovniku, Zagrebu, Skopju, Grčkoj, Crnoj gori. Znamo za te probleme i moramo učiniti sve kako bismo mogli prevenirati jer ljudski životi, svjetska kulturna baština nema cijenu. Moramo voditi dugoročnu politiku kako zaštiti od potresa tu svjetsku kulturnu baštinu na Jadransko-jonskom području. Da ne govorim o infrastrukturi i svemu onome što je bitno za život ljudi.

Na kraju želim svima onima koji su stradali u potresu u Italiji još jednom izraziti moju maksimalnu sućut i žaljenje.

 
  
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  Mercedes Bresso, autore. – Signor Presidente, ringrazio i colleghi che dimostrano che la solidarietà esiste in Europa, anche a nome del mio paese, in cui, come sapete, gli avvenimenti sismici sono stati di gravità eccezionale e in alcuni mesi hanno sconvolto una zona molto ampia del Centro Italia. Credo che oltre al ricordo delle vittime dobbiamo richiamare che sono stati prodotti danni ingenti ad abitazioni, gran parte delle infrastrutture sono state distrutte, le imprese sono state duramente colpite, gli edifici pubblici, scuole, ospedali, strutture sono in moltissimi casi non agibili. È dunque ancora una situazione di gravissima emergenza che si sta affrontando con misure rapide ma efficaci, a cui si sta già intervenendo, sia per la ricostruzione, che anche per la prevenzione, che i colleghi hanno molto opportunamente richiamato.

Nella risoluzione, di cui siamo coautori, un gruppo di rappresentanti dei diversi gruppi politici, accogliamo con piacere la disponibilità – che speriamo la Commissaria ci confermerà – e la concessione di una maggiore flessibilità per le spese relative all'emergenza, ma anche per quelle di messa in sicurezza, che sono (io credo) un elemento importantissimo per tutta l'area sismica, che, come ricordava il collega è italiana ma anche dei Balcani. E anche la rapidità e l'impegno alla rapidità nella messa a disposizione delle risorse, del fondo di solidarietà, anche in questo caso la rapidità e la capacità di dimostrare che l'Unione europea si muove quando è necessario, con la dovuta celerità.

Grazie, quindi se questi impegni verranno mantenuti e vorrei ricordare anche, tutti i volontari, che hanno offerto il loro enorme contributo, salvando vite umane e limitando i danni, molti dei quali anche stranieri. Speriamo che nel futuro il rafforzamento dei corpi di solidarietà a livello europeo permetta a molti giovani di fare un'analoga esperienza.

 
  
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  Igor Šoltes, Avtor. – Beseda solidarnost v tem poročilu igra zelo pomembno vlogo. In vsi ti zadnji potresi, ki so prizadeli osrednjo Italijo, od avgusta do konca oktobra, kažejo seveda, da je mati narava popolnoma nepredvidljiva in zato je ta solidarnostni sklad, ustanovljen že davnega leta 2002, tako pomemben.

Pomembno pa je tudi to, da ta finančna podpora za reševanje posledic in ublažitev posledic pride pravočasno, na prave naslove. Velikokrat pa so na tem področju seveda tudi administrativne ovire, ki načeloma naj bi preprečevale tudi zlorabe, korupcijo in pa seveda stvari, ki se včasih izkoriščajo v slabe namene.

In zato mislim, da bi Komisija tudi na tem področju lahko naredila korak naprej in pripravila na nek način tudi neki »guideline« in navodila državam članicam – priporočila, kako, naj čim bolj učinkovito izkoristijo in seveda tudi zagotovijo razdeljevanje te pomoči. Po eni strani tiste iz solidarnostnega sklada in po drugi strani seveda tudi v okviru držav članic.

Bi se pa na tem mestu osredotočil tudi na en drug problem, in sicer včasih pozabimo tudi na tiste, ki pri reševanju ljudi in premoženja ob naravnih nesrečah, potresih, poplavah, tvegajo tudi svoja življenja.

Govorim tudi o gasilcih, civilni zaščiti in tistih prostovoljcih, ki se postavljajo torej v zaščito – kot sem rekel – ljudi in pa seveda tudi premoženja.

In mislim, da del pozornosti mora Komisija v prihodnje nameniti tudi temu. Zlasti glede tega, ker mnogi prostovoljci, ki so v delovnem razmerju, od delodajalcev seveda ne dobijo ustreznega nadomestila za njihovo odsotnost, čeprav gre za požrtvovalno delo in pa solidarnost.

In mislim, da je to še dodaten izziv, na katerega moramo biti posebno pozorni, in seveda hvala vsem tistim, ki so se žrtvovali pri tej pomoči.

 
  
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  Rosa D'Amato, autore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, i recenti terremoti in Italia centrale hanno mietuto quasi 300 vittime e costretto centomila persone ad abbandonare le proprie abitazioni, le proprie attività, e procurato miliardi di euro in danni materiali. Non basta la solidarietà e la vicinanza, i cittadini vogliono risposte dall'Unione e dai governi, per rimettere in piedi un territorio duramente colpito.

L'Italia è a elevato rischio sismico ed è spesso sferzata da eventi climatici che provocano frane, alluvioni, smottamenti, come pochi giorni fa nel nord ovest del paese. I cittadini attendono risorse e vogliono che queste siano impiegate correttamente, per la prevenzione dei disastri, per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la messa in sicurezza di case, scuole, ospedali e aziende. Sono decenni che se ne parla, ma i fatti smentiscono le promesse fatte da tutti i governi che si sono avvicendati. A complicare il quadro, ci sono poi le catene e i vincoli imposti da questa Europa, che toglie il fiato già nell'ordinaria amministrazione e che in casi di calamità, rischia di strangolare la popolazione e le attività produttive.

Il Movimento 5 Stelle dall'inizio della legislatura, insiste per lo scorporo dei fondi strutturali dal calcolo del deficit, uno dei parametri del Patto di stabilità e crescita. E oggi, coerentemente, chiede di escludere dal calcolo, la ricostruzione sostenibile, la prevenzione antisismica e le azioni cofinanziate con fondi strutturali secondo l'obiettivo tematico, cinque. Faccio un appello a tutti i colleghi, affinché il Parlamento sostenga e voti questa posizione, espressa nella risoluzione nel compromesso 11. La Commissione valuti la domanda del governo italiano per il Fondo di solidarietà, ma in maniera rapida e vigili affinché le risorse siano utilizzate in maniera opportuna. L'austerità non si combatte a corrente alternata, in occasione di emergenze o di scadenze elettorali, ma in maniera coerente e continua e non strumentale.

 
  
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  Curzio Maltese, autore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, tempestività, efficacia, prevenzione. Io credo che i colleghi, molti colleghi, al di là delle diverse posizioni, siano d'accordo, sul perseguire questi obiettivi. E la relazione è un passo in avanti, ma rimane da fare altro. L'esperienza ci dice che questo Fondo di solidarietà, pur essendo limitato, non è stato utilizzato appieno finora, nonostante le catastrofi naturali siano in aumento in Europa, anche per effetto dei mutamenti climatici. Nel 2014 per esempio sono stati spesi soltanto 126 milioni sui 500 disponibili. Anche perché le soglie di accesso sono troppo alte. Dobbiamo cambiare questo meccanismo. Renderlo più funzionale. In quale modo?

Il più semplice sarebbe di abbassare le soglie, che è stato proposto e gli Stati l'hanno rifiutato. Noi proponiamo come emendamento, anche un'altra soluzione, complementare all'abbassamento delle soglie, forse più equa, che è quella di calcolare le soglie non solo sulla base di un singolo evento, ma anche sommando i danni subiti da una stessa regione nell'arco di un anno, per effetto di catastrofi naturali e ripetute. Abbiamo portato qui, tutti noi, l'esperienza tragica delle popolazioni del Centro Italia che avevano appena cominciato a ricostruire le loro città, distrutte dal terremoto in agosto, quando altre tre devastanti scosse hanno annientato il lavoro fatto. Ma c'è anche l'esperienza di regioni, specialmente nel Sud Europa, in Italia, il Portogallo, Spagna, Grecia e Cipro, dove i mutamenti climatici, le cattive politiche del territorio, producono catastrofi che ormai si susseguono in serie, portando le popolazioni alla disperazione. Allora mi domando e vi domando, che senso ha valutare uno per uno eventi che ormai sono collegati, negando la nostra solidarietà a chi ne ha davvero più bisogno, sulla base di un gelido algoritmo burocratico?

 
  
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  Corina Crețu, Member of the Commission. – Mr President, I would like to start with Mr Cicu’s report on the Solidarity Fund, and I would like to thank Mr Cicu and the Committee on Regional Development for this own—initiative report on the EU Solidarity Fund. Solidarity, as has been said here, is one of the fundamental values of the European Union. However, this value takes on even more importance when one of our Member States, regions or accession countries is hit by natural disasters.

The EU Solidarity Fund was created exactly for this purpose. As a speaker rightly said, two years ago we introduced a reform to make support from this fund better and simpler. We are currently assessing the impact of this reform, but we can already note some positive consequences.

First: clarity. Criteria for support from the Solidarity Fund are now much clearer. This means more transparency, but also greater ease for beneficiaries to prepare successful applications. Second: rapidity. Assessment and decisions on support are now speedier, not least thanks to Commission-streamlined procedures. Third: advance payments. Now we can ensure that shelter, clothes and food can be delivered while we are deciding on applications. Thanks to this possibility, Italy will be receiving EUR 30 million in advance payments already in December to help alleviate the consequences of recent earthquakes. But beyond these changes, the ongoing simplification of cohesion policy regulations should also help facilitate swift decisions on solidarity fund applications.

Sulla situazione in Italia dopo il terremoto quattro domande orali. Sono lieta di annunciare che le autorità italiane hanno recentemente introdotto la domanda per attivare il Fondo di solidarietà dell'Unione europea. Questa domanda riguarda i terremoti di agosto e di ottobre. Stiamo ancora lavorando con le autorità italiane per completare la valutazione dei danni causati dal terremoto in ottobre, poi saremo in grado di attivare concretamente il Fondo di solidarietà. Nel frattempo abbiamo già lanciato la procedura per assegnare un anticipo di 30 milioni di euro, che è il massimo consentito dal regolamento. Questo anticipo sarà già disponibile la settimana prossima e consentirà di sostenere gli interventi più urgenti. Ma, cari colleghi, e la solidarietà dell'Unione europea non si limita soltanto al Fondo di solidarietà. Anche la politica di coesione può e deve essere attivata. In questo contesto, la Commissione sta esaminando come i programmi della regione colpita dal terremoto possano essere adattati per sostenere la prevenzione delle catastrofi e il rilancio sociale ed economico nelle zone colpite da terremoti. Infine, ho proposto che i lavori di ricostruzione in caso di calamità naturali possono essere interamente coperti dai fondi strutturali, per esempio per la basilica di San Benedetto di Norcia.

 
  
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  Marco Valli, relatore per parere della commissione per il controllo dei bilanci. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la commissione per il controllo dei bilanci ha redatto un testo molto chiaro, dove riteniamo fondamentale che il fondo di solidarietà si avvii verso una semplificazione delle procedure e dei criteri di valutazione per la richiesta di attivazione. Questo per essere il più tempestivi possibile in situazioni di emergenza, nel caso di spiacevoli catastrofi. Allo stesso tempo riteniamo che non sia però possibile effettuare un buon controllo senza la totale trasparenza, perché non deve essere minimamente consentito speculare sulle situazioni d'emergenza. Per questo nella relazione invitiamo gli Stati membri e la Commissione a rendere pubbliche e pienamente accessibili, tutte le informazioni sull'uso del Fondo di solidarietà, cosa che fino ad oggi non è stata fatta e ha permesso in alcuni casi, l'utilizzo improprio del denaro, tra cui l'ultimo terremoto che era successo all'Aquila. Aggiungo personalmente, a nome del Movimento 5 stelle, che non è accettabile, sentir parlare di vincoli europei di spesa, in un momento di crisi della domanda come questo e come quello in cui ci troviamo, e men che meno quando ci sono di mezzo le catastrofi. Per questo, interventi di prevenzione e ricostruzione dovrebbero immediatamente essere esclusi da vincoli per l'Italia e per tutti i paesi. Questo non è populismo, non è demagogia, è semplicemente buonsenso.

 
  
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  Ramón Luis Valcárcel Siso, en nombre del Grupo PPE. – Señor Presidente, el año 2016 ha sido un año devastador para el pueblo italiano: Norcia, Amatrice, Preci. Cientos de vecinos a los que la tierra, en su virulencia, arrebató la vida. Miles de vecinos obligados a buscar refugio en otros lugares tras ver sus casas consumidas.

Destinar los fondos precisos para reconstruir hogares, colegios, centros de salud, iglesias, infraestructuras es sencillamente reconstruir vidas. Y es aquí donde el principio de solidaridad debe aplicarse con mayor intensidad. Viví una experiencia similar cuando la tierra se abrió en mi región, la región de Murcia, que entonces presidía, arrasando una histórica ciudad, la de Lorca, y, lo que es peor, llevándose por delante muchas vidas humanas. Por eso muestro yo también mi solidaridad con Italia, en general, y con las zonas afectadas, de forma particular.

Soy consciente de las implicaciones económicas y humanas causadas por los terremotos. Sé que en estos momentos es cuando los ciudadanos más necesitan la respuesta de las instituciones políticas; la cercanía, especialmente, de las instituciones de la Unión Europea.

Por esta razón, señora Comisaria, pido a la Comisión mayor flexibilidad en el presupuesto con el que hacer frente a este tipo de tragedias y acontecimientos no previstos. Usted, señora Crețu, es una persona sensible y comprometida con estas situaciones y es en ello en lo que confiamos.

 
  
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  Tonino Picula, u ime kluba S&D. – Gospodine predsjedniče, Fond solidarnosti EU-a postoji zbog pružanja financijske potpore državama članicama i državama pristupnicama nakon velikih prirodnih katastrofa. Od osnivanja do kraja srpnja prošle godine ukupno je odobreno i isplaćeno 4 milijarde EUR na temelju 72 zahtjeva iz 24 zemlje.

Nakon nekoliko pokušaja 2014. konačno su prihvaćeni prijedlozi Komisije o izmjenama radi ubrzavanja postupaka isplate. Uvode se predujmovi i daje više vremena za korištenje bespovratnih sredstava. Razjašnjava se područje primjene te potiče na prevenciju šteta od elementarnih nepogoda.

Međutim, najveći problem Fonda je svakako spora isplata odobrenih sredstava. Bez obzira na spomenute reforme, mora proći minimalno do 10 tjedana do isplate jer dopuštenje moraju dati i Vijeće i Parlament. U praksi je rok i duži. Primjerice, novac za poplave koje su pogodile Hrvatsku i ostale zemlje u regiji u svibnju 2014. Komisija je odobrila u listopadu, ali ga je Parlament potvrdio tek u prosincu iste godine nakon punih 7 mjeseci. U narodu postoji sljedeća izreka: „Tko pomaže odmah, pomaže dvostruko”.

Smatram da nedostaje jači financijski instrument kako bi se mogao pokriti veći udio u ukupnom trošku šteta. Trenutačno je riječ o svega 2 – 5 % ukupne štete. Treba povećati stopnju plaćanja akontacije s trenutačnih 10 %. Tako ćemo zaista iskazati solidarnost i zajamčiti brzu pomoć ljudima pogođenim velikim elementarnim nepogodama. Valja izbjeći situacije kada se žrtve osjećaju napušteno u dugom razdoblju od katastrofe do uplate sredstava fonda.

Ovo izvješće i rezolucija o posljedicama katastrofalnih potresa u Italiji jesu dobar niz prijedloga pomoći stradalim građanima jer poboljšavaju rješenja Komisije. To se odnosi na trajanje isplate pomoći, prevencije, provedbu ex ante uvjeta u kohezijskoj politici, sinkronizaciju postojećih instrumenata EU-a, transparentnost u trošenju dodijeljenih sredstava i suradnju različitih razina odlučivanja.

Zahvaljujem kolegu Cicu na dobroj suradnji te vas pozivam da sutra izvješće usvojimo.

 
  
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  Remo Sernagiotto, a nome del gruppo ECR. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ringraziare anche il Commissario per l'intervento, che ho apprezzato molto. Ma volevo partire dalla relazione dell'onorevole Cicu, che indica in modo puntuale di essere molto veloci in questi momenti. Vede, in queste terre così belle, ma così difficili del Centro Italia, terre che conosciamo molto bene, l'economia è tutta basata sull'agricoltura soprattutto e la sua trasformazione, e l'agricoltura – ieri parlavo con il sindaco di Amatrice – che mi spiegava che per 2 000 persone, 1 100, lì è inverno, c'è già la neve, fa molto freddo. Però quelle imprese non si possono lasciare, quelle imprese sono legate agli animali, perciò alle persone che vivono lì e che accudiscono.

Ma l'importanza di rimanere lì, perché il tempo potrebbe essere drammatico per quelle terre. Noi non le dobbiamo abbandonare, né le persone, né quel territorio. È un territorio strategico, perché abbandonato potrebbe diventare un territorio, difficile per tutti, non solo per quelli che lì ci vivono. Perciò occorre accelerare e dare delle risposte immediate. Intanto quella straordinaria fiducia, che quei cittadini, ma non solo quelli, quelli che vedono questi atti, capaci di dare risposte, potrebbero essere atti che aiuterebbero anche la nostra Europa, se devo essere sincero, perché oggi magari non è più vista con grande simpatia, invece, riteniamo che dobbiamo lavorare molto e in questi momenti, di più, per poter far diventare ancora una volta simpatica questa Europa a tutti i cittadini europei.

 
  
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  Matthijs van Miltenburg, namens de ALDE-Fractie. – Voorzitter, ik wil allereerst vanaf deze plek mijn medeleven uitspreken met alle slachtoffers van recente natuurrampen. Als Nederlandse europarlementariër weet ik wat natuurgeweld teweeg kan brengen. De watersnoodramp in Nederland van 1953 leeft in mijn land nog steeds voort en de noodzaak van preventie, de noodzaak van goed waterbeheer wordt ook van generatie op generatie doorgegeven.

Het is dus heel goed dat Europa een Solidariteitsfonds heeft en op die manier daadwerkelijk solidariteit kan betuigen met regio's, landen en slachtoffers die getroffen zijn door natuurrampen. Ik wil de heer Cicu van harte bedanken voor de inspanningen rondom zijn verslag, maar ik ben wel kritisch op de pogingen van een aantal politieke fracties die geprobeerd hebben in het verslag allerlei nieuwe aanpassingen te bewerkstelligen aan de huidige verordening. En de huidige verordening die ten grondslag ligt aan het Solidariteitsfonds is zeer recentelijk, in 2014, aangepast. De effecten van die aanpassing zijn eigenlijk nog nauwelijks meetbaar.

Dus nogmaals, ik ben kritisch op oproepen om de Commissie weer in stelling te brengen en met nieuwe voorstellen te komen om het huidige Solidariteitsfonds weer aan te passen. En ik ben ook kritisch, Voorzitter, als het gaat om de resolutie die in paragraaf 7 zegt dat investeringen in duurzaam herstel, in aardbevingsbestendige investeringen uitgesloten moeten worden bij de berekening van de nationale tekorten in het kader van het Stabiliteits- en Groeipact. Dat is voor mijn fractie, de ALDE, onacceptabel. Laten we vooral met elkaar voorkomen dat waar het gaat om natuurrampen, we niet gaan investeren, wat mogelijk gaat leiden tot kleine financiële begrotingsrampen. Tot zover.

 
  
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  Ángela Vallina, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor Presidente, en general, estoy a favor del informe presentado porque se proponen cambios y mejoras de funcionamiento relacionados con la simplificación, la rapidez en la asignación de los fondos, la reducción de los tiempos de tramitación, y el incremento de la cantidad de los anticipos y la reducción de los umbrales. Sin embargo, considero que se pierde también una oportunidad importante de proponer mejoras de verdadero calado para las poblaciones afectadas por desastres.

Hubiera sido también el momento de ampliar los objetivos del Fondo de Solidaridad para incluir también catástrofes humanitarias y no solo catástrofes naturales; una oportunidad excelente de usar fondos comunitarios para paliar, por ejemplo, los efectos de la crisis migratoria, que está causando tantas muertes en nuestras fronteras.

Y, respecto al sistema de umbrales, si bien es cierto que se ha rebajado el umbral mínimo, se propone por igual para todas las regiones. Sería más justo que los países y las regiones más pobres tuvieran un acceso más fácil a los fondos, utilizando un sistema de umbrales progresivo, en el cual los países y las regiones más ricos tendrían umbrales más altos que los países y las regiones más pobres.

Respecto a la cantidad asignada para el Fondo —ya se ha comentado aquí: 500 millones de euros anuales—, hay que destacar que no ha variado desde su creación en 2002 y que las consecuencias del cambio climático muestran un incremento constante de catástrofes naturales y que la previsión es aún peor. Por lo tanto, el montante económico del Fondo debería ser incrementado.

Y, por último y, desde luego, no menos importante, yo creo que se debería haber considerado la introducción de políticas de igualdad de género como criterio de elección de las propuestas, ya que las mujeres son uno de los colectivos que sufren con mayor virulencia las consecuencias de los desastres naturales, tal y como reflejan muchos informes de organizaciones internacionales como la ONU o el Banco Mundial.

 
  
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  Bronis Ropė, Verts/ALE frakcijos vardu. – Ačiū, Pirmininke. Gerbiama Komisijos nare, gerbiami kolegos, šiandien svarstome klausimą dėl Europos Sąjungos valstybių narių draudimo nuo stichinių nelaimių poliso – Europos solidarumo fondo. Jis užtikrina Sąjungos galimybę pagelbėti stichinių nelaimių atveju. Ne mažiau svarbu, kad siūlyme yra numatytos ir veiklos efektyvumą didinančios priemonės, todėl nemanau, kad siūlymas kitų metų Europos Sąjungos biudžete šiam fondui rezervuoti kasmet skiriamą sumą sulauks didelio pasipriešinimo. Kartu noriu atkreipti kolegų dėmesį į žalingas tendencijas, pradėjusias ryškėti po neseniai įvykusių stichinių nelaimių. Kaip žinia, šiuo metu Parlamente yra svarstomas rezoliucijos projektas, kuriuo raginama iš valstybės deficito skaičiavimo išimti išlaidas, susijusias su atsparumo didinimu nuo vienos stichinių nelaimių rūšies – žemės drebėjimų – ir tik geografiškai ribojamoje teritorijoje. O kodėl tokiu atveju ignoruojamos kitos stichinių nelaimių rūšys, pavyzdžiui, potvyniai, nuošliaužos ir kiti regionai? Manau, tai yra pavojinga. Pavojinga dėl to, kad greta pagalbos, kurią gali suteikti Europos solidarumo fondas, valstybės narės įgaus galimybę vykdyti netvarią finansų politiką. Nesunku atspėti, ką viešųjų finansų valdymui ir Stabilumo bei augimo paktui reikštų precedentas, ypač kai seisminio atsparumo didinimo sąvoka yra ganėtinai neapibrėžta. Noriu pabrėžti, jog Europos solidarumo fondas yra efektyvi pagalbos priemonė, tačiau pagalbos priemonė turi turėti apibrėžtą biudžetą ir konkrečius tikslus ir, kas svarbiausia, negalima leisti, kad pasinaudodamos stichinių nelaimių pretekstu kai kurios valstybės narės pateisintų gero ekonomikos valdymo taisyklių pažeidimus.

 
  
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  Laura Agea, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono umbra, il 30 ottobre ero a casa con mia figlia e ho dovuto spiegarle che cosa stava succedendo. E la stessa cosa è successa nelle Marche ed è successa nel Lazio. Non è facile raccontare la paura. Non è facile raccontarla per me che vivevo comunque e vivo a 100 chilometri dall'epicentro del sisma. Immaginate quello che significano, pochi secondi che cancellano secoli di storia e distruggono le prospettive, il futuro, di migliaia di famiglie.

Questa è la realtà. Oggi, qua noi, raccontiamo, ci proponiamo delle azioni, ma oggi a Norcia le temperature sono sotto lo zero e ci sono persone che non hanno più una casa, persone che in pochi istanti hanno perso tutto. Allora quest'Europa, se ha un senso ancora, se esiste, se ha una ragione d'essere, oltre le parole, deve dimostrare con fatti concreti, azioni immediate, la sua essenza. La solidarietà è un valore ed è un principio solo se alla solidarietà aggiungiamo il fattore concreto, solo se le nostre parole diventano fatti, solo se le persone che oggi non hanno nulla, perché hanno perso tutto, vengono messe nella condizione di poter continuare a credere che esista un futuro.

Ci sono bambini che stanno cercando di ritornare alla normalità, ma ci sono scuole che sono inagibili e noi parliamo della difficoltà di poter svincolare certi investimenti dal patto di stabilità? Noi stiamo parlando del futuro dei nostri figli e voi parlate di vincoli di bilancio? Allora lo dovete venire a raccontare e a dire ai bambini di Norcia, ai bambini di Tolentino, ai bambini di Amatrice, che di fronte al disastro, alla paura nella quale vivono da mesi, c'è un'Europa che dice che la stabilità è un bene supremo. Perché per salvare le banche non c'è stabilità che tenga. E allora, io pretendo, a nome del Movimento 5 Stelle, a nome dei cittadini di Umbria, Toscana, Marche, Abruzzo, di avere un'Europa che si prenda cura dei suoi cittadini. Lo pretendo, perché ciò è dovuto al bene dei nostri figli. Le chiacchiere stanno a niente. La solidarietà è fatta di concretezza.

 
  
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  Mario Borghezio, a nome del gruppo ENF. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, la nostra Commissaria ci ha rassicurato su alcuni punti, però non ci dice se ritiene accettabile la proposta che viene dal popolo – e ripresa da noi populisti che siamo il peggio del mondo – che chiede insistentemente, che si faccia giustizia nei confronti di quel sangue che viene versato dal popolo, non dai signori delle banche o da quelli che dicono che ci parlano tutti i giorni di vincoli di bilancio. Cioè estrapolare dai vincoli di bilancio, le somme sacrosantamente destinate alla prevenzione e alla ricostruzione e al rilancio produttivo, sociale, di zone la cui popolazione si è rimessa subito a lavorare, è attaccata al territorio. Ci sono i pastori, che sono ancora là, non hanno abbandonato il territorio.

Due cose: la prima, noi vogliamo sapere se il governo italiano partecipa di questo moto popolare che chiede lo svincolo delle somme per la ricostruzione dal bilancio e in secondo luogo, se almeno, si decide a presentare, il governo italiano, la richiesta fortemente sostenuta dal sindaco di Amatrice a nome dei 600 sindaci delle zone terremotate, di realizzare la no tax area. È necessario per questo una procedura che parta dal governo italiano, ma da quello che lei ci ha detto, mi pare che non sia stata nemmeno posta in essere.

La ringrazio molto di quello che potrà fare, queste popolazioni lo meritano. Lei non guardi chi glielo sta chiedendo, guardi le facce attraverso le televisioni, le facce di questa gente straordinaria del nostro paese, che non merita di essere rappresentata da coloro che considerano i vincoli di bilancio, come le Tavole di Mosè. Non sono le Tavole di Mosè, sono le tavole delle banche e dell'alta finanza. Non sono le tavole del diritto dei popoli. Sono le tavole dell'internazionale finanziaria che comanda in Europa.

 
  
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  Κωνσταντίνος Παπαδάκης ( NI). – Κύριε Πρόεδρε, τι σημασία έχουν για την Ευρωπαϊκή Ένωση οι κάθε τόσο πλημμυροπαθείς των εργατογειτονιών της Δυτικής Αθήνας ή η καταστροφική πυρκαγιά στη Θάσο, που έκανε στάχτη χιλιάδες στρέμματα καλλιεργειών δάσους και ζωικού κεφαλαίου; Ποια η σημασία για την Ευρωπαϊκή Ένωση της μεγάλης πυρκαγιάς στη Χίο, που κατέκαψε δάσος, μαστιχόδεντρα, καλλιέργειες, ή στη Βόρεια Εύβοια 25.000 στρέμματα πευκοδάσους και με τους ρετσινοπαραγωγούς ανέργους πλέον; Τι σημασία έχουν για την Ευρωπαϊκή Ένωση οι σεισμοπαθείς εργατικές λαϊκές οικογένειες και οι αυτοαπασχολούμενοι στη Λευκάδα μετά τους σεισμούς εκεί; Ψιλά πράγματα ώστε να ασχοληθεί μαζί τους, πολύ περισσότερο και να τους αποζημιώσει, ενώ η ελληνική κυβέρνηση σε πολλές περιπτώσεις δεν μπαίνει καν στον κόπο να διεκδικήσει αποζημιώσεις από την Ευρωπαϊκή Ένωση από κονδύλια που είναι πολλαπλά πληρωμένα από τον ελληνικό λαό.

Η Ευρωπαϊκή Επιτροπή σε επίμονες ερωτήσεις του Κομμουνιστικού Κόμματος Ελλάδας παραδέχεται ότι, ακόμα κι αν τελικά αποζημίωνε η Ευρωπαϊκή Ένωση τους πληγέντες, θα επρόκειτο για ψίχουλα. Ξεκαθαρίζει μάλιστα ότι δεν αποζημιώνει εργατικά λαϊκά νοικοκυριά και αυτοαπασχολούμενους, που είναι αυτοί που αντικειμενικά πλήττονται περισσότερο από τις φυσικές καταστροφές, όντας ανοχύρωτοι και ευάλωτοι σε αυτές. Την ίδια στιγμή προκλητικά θεωρούνται ως επιλέξιμα τα κονδύλια που αφορούν υποδομές που ιεραρχούν οι μεγάλοι επιχειρηματικοί όμιλοι, στους οποίους κατευθύνεται ο μεγάλος πακτωλός των χρημάτων του Ταμείου Αλληλεγγύης όσο και των άλλων ευρωκονδυλίων. Το Κομμουνιστικό Κόμμα της Ελλάδας απαιτεί την άμεση και πλήρη αποζημίωση όλων των πληγέντων από τις φυσικές καταστροφές, άμεση κάλυψη των χρόνιων τραγικών ελλείψεων σε υποδομές και σύγχρονα μέσα προστασίας από αυτές.

 
  
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  Joachim Zeller (PPE). – Herr Präsident! Frau Kommissarin, Kollegen und Kolleginnen. Die EU ist eine Solidargemeinschaft, und damit das nicht nur ein Schlagwort bleibt, ist unter anderem dieser Solidaritätsfonds ins Leben gerufen worden, um besonders von Naturkatastrophen heimgesuchten Regionen Hilfe bei der Überwindung der angerichteten Schäden zu gewähren und gleichzeitig soweit möglich menschliches Leid zu mindern. Der Fonds hat sich, seitdem er ins Leben gerufen wurde, sicherlich bewährt. Allerdings, und das zeigt der Bericht des Kollegen Cicu, gibt es noch viele Vorschläge, wie er in seiner Anwendung verbessert werden kann – besonders was die Beschleunigung von Hilfsmaßnahmen und die Bereitstellung von finanziellen Mitteln anbelangt.

Auch wäre jetzt ein weiterer Sonderbericht des Rechnungshofes wünschenswert, der uns zeigt, ob die Mittel auch wirklich alle für die Zwecke, für die sie vorgesehen waren, verwandt wurden. Nicht vergessen sollten wir aber auch, dass der beste Schutz vor Katastrophen immer noch vorbeugende Maßnahmen sind und hier bedarf es weiterhin einer länderübergreifenden Zusammenarbeit, auch eines Erfahrungsaustausches innerhalb der EU. Denn in vielen Ländern haben wir noch nicht einmal Katastrophenschutzpläne vorliegen. Allerdings haben der Katastrophenschutz und Hilfe in Katastrophenfällen für mich nichts mit dem Stabilitäts- und Wachstumspakt zu tun. Das ist eine Verbindung, die an dieser Stelle – denke ich – nicht zulässig ist.

 
  
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  Enrico Gasbarra (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io, come la collega Angea ero lì, il 24 notte e il 30 mattina alle 7.40, ho vissuto insieme alla comunità quel terribile sisma. Un sisma che non si ferma, signor Presidente, signora Commissaria. Ho sentito i colleghi, li ringrazio, tutti i colleghi italiani che sono intervenuti e anche gli altri colleghi, che hanno ovviamente dato piena solidarietà e sostegno, ma è un sisma particolare, una calamità, particolare. Le scosse stanno continuando, si stanno allargando alle vecchie faglie. Ieri il sisma all'Aquila, stamattina il sisma vicino Reggio Emilia.

La situazione è particolarmente grave e quindi, raccolgo l'appello dei colleghi che ringrazio della commissione per gli affari regionali, che hanno preparato questa risoluzione, importante anche all'articolo 7, collega dell'ALDE, ringrazio il collega Cicu, che attraverso la sua relazione chiede alla Commissione un intervento più puntuale, perché questa Europa deve fare presto, con meno vincoli e più sostegni. Questa Europa deve stare accanto a chi soffre, se non è accanto a chi soffre, a chi ha perso la casa, a chi è morto, a chi deve stare accanto? Come potrebbero capirci i nostri cittadini, se non ci siamo in queste, almeno in queste, occasioni.

 
  
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  Ruža Tomašić (ECR). – Gospodine predsjedniče, isplata predujma pri mobilizaciji Fonda solidarnosti uvedena je ubrzo nakon što sam postala zastupnica u ovom domu i tad sam ju doista svesrdno podržala. Nažalost, mobilizacija Fonda još uvijek nije dovoljno brza i učinkovita, a isplata predujma kao vatrogasna mjera obezvrijeđena je administrativnim zavrzlamama i sporošću birokracije.

Netom prije europskih izbora 2014. Hrvatsku su pogodile strašne poplave i puno je ljudi ostalo bez svojih domova i usjeva. Njihova je egzistencija izravno bila ugrožena, a država je reagirala što je brže mogla. No, po mom mišljenju, nedovoljno brzo i ne pretjerano učinkovito.

Upravo hrvatski primjer najbolje pokazuje prostor za nadogradnju ovog mehanizma, a to je izravna financijska, ali prije svega logistička pomoć članicama dok se humanitarna katastrofa odvija na njihovom teritoriju. Sva je ostala pomoć naravno dobrodošla, ali će uvijek biti percipirana kao zakašnjela i nedovoljna.

 
  
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  Eleonora Forenza (GUE/NGL). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei in primo luogo rinnovare la mia solidarietà alle popolazioni colpite, a chi ha perso la casa, a chi è vittima di un terremoto che non accenna a terminare, di ben tre eventi sismici concentrati in un lasso di tempo molto breve. Credo che sia importante in quest'aula sottolineare anche il mio ringraziamento per chi sta autogestendo l'emergenza, per tutte quelle realtà, come le Brigate di solidarietà attiva, che portano ogni giorno, assistenza e conforto alle donne e agli uomini colpiti.

Credo che quest'Europa debba decidere se conta più la stabilità delle banche o la stabilità dei suoi cittadini e delle sue cittadine. Ed è evidente che lo scorporo dal patto di stabilità e l'attivazione del fondo è una misura necessaria, ma non è una misura sufficiente. Ad oggi, ad esempio, non ci sono abbastanza tecnici per effettuare i sopralluoghi e c'è chi li aspetta dal primo sisma del 24 agosto. Credo che sia necessario contrastare lo spopolamento delle zone montane ed evitare che vengano costruiti in quell'area, come paradossalmente, si accinge a fare il governo Renzi, mega inceneritori e addirittura un oleodotto Snam. Progetti che sarebbero stati folli a prescindere e che in questo momento sono addirittura grotteschi.

 
  
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  Steeve Briois (ENF). – Monsieur le Président, chers collègues, si nous exprimons une critique sans concession des politiques de l'Union européenne, nous sommes cependant favorables à la solidarité entre les nations européennes, surtout face aux catastrophes naturelles.

Oui, l'Europe des nations que nous appelons de nos vœux, c'est une Europe qui protège les plus faibles de nos compatriotes. Et c'est face au drame qu'elle peut le mieux s'exprimer.

Alors oui, le Fonds de solidarité de l'Union doit être rendu plus accessible, plus performant, notamment pour aider nos amis italiens face aux terribles séismes qui ont frappé la ville d'Amatrice.

Mais si l'on veut réellement aider l'Italie, il faut désormais que, dans le pacte de stabilité, chaque euro dépensé pour la reconstruction soit exclu du calcul du déficit et que tous les fonds européens alloués à cette région soient reprogrammés pour la reconstruction des régions sinistrées.

Enfin, la Commission doit garantir que le Fonds de solidarité sera exclusivement consacré aux Européens confrontés à des catastrophes naturelles, et non à des politiques d'accueil des migrants, comme certains semblent le souhaiter.

Je dis oui à la solidarité européenne à l'égard des Italiens, et non au gaspillage pour les migrants.

 
  
  

Președinte: ADINA-IOANA VĂLEAN
Vicepreședinte

 
  
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  Giovanni La Via (PPE). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, dalla sua istituzione a oggi, il Fondo di solidarietà si è rivelato utilissimo per aiutare in 24 paesi differenti persone in difficoltà per circa settanta calamità naturali, mettendo a disposizione 3,8 miliardi di euro. Si tratta di uno dei simboli dell'Unione europea in termini di solidarietà, per venire incontro a quelli che hanno perso talvolta tutto quello che possedevano. Domani mattina voteremo su uno strumento che però è perfettibile.

La relazione del collega Cico, che ringrazio, va appunto in questa direzione: serve a migliorare lo strumento, perché i profili di miglioramento ci sono sicuramente. Voteremo domani anche un transfer di bilancio, per mettere a disposizione subito 50 milioni di euro al fondo, per venire incontro alla realizzazione degli anticipi e non attendere – come talvolta purtroppo accade – che ci sia un iter per arrivare all'erogazione delle somme. Ho ascoltato in quest'aula colleghi schierarsi contro la possibilità di sottrarre gli investimenti antisismici o di ricostruzione dai calcoli del patto di stabilità. Da italiano ed europeo, io credo che ogni euro che viene speso per evitare morti e disastri, per aiutare persone in difficoltà, debba essere speso e sottratto alle rigide regole dell'austerità.

 
  
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  Michela Giuffrida (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'Italia sta vivendo un momento difficilissimo, non è ancora passato lo shock e tra l'altro i terremoti continuano, uno al giorno, anche più, tutti i giorni. Passato il momento delle manifestazioni di vicinanza, le regioni colpite chiedono ora all'Europa di applicare e agire secondo due principi: flessibilità e semplificazione. Le procedure e i tempi di applicazione del Fondo di solidarietà sono lunghi e l'anticipo servirà a cominciare ad agire, ma flessibilità e semplificazione servono soprattutto ad intervenire con i fondi strutturali.

Le spese per la ricostruzione devono essere assolutamente escluse dai vincoli di bilancio, così come le spese per la prevenzione. Perché se è vero che purtroppo i terremoti non sono prevedibili, è invece dimostrata l'inadeguatezza delle strutture pubbliche e delle case nelle maggiori aree sismiche italiane e la necessità di renderle ora sicure. Quello che è crollato in Italia è un pezzo di Europa e noi non chiediamo all'Europa di sostituirsi alle nostre amministrazioni locali, chiediamo invece con forza all'Europa di mettere il nostro governo e le nostre regioni nelle condizioni di fare gli investimenti, di ricostruire e di ammodernare, perché altrimenti quei vincoli, più che vincoli, sarebbero ostacoli insormontabili.

 
  
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  Antonio Tajani (PPE). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto voglio ringraziare tutti i parlamentari non italiani che hanno manifestato la loro solidarietà nei confronti di un territorio così vasto del nostro paese che continua a essere sottoposto a continue scosse di terremoto. Dirlo è facile. Vivere ogni giorno e ogni notte, con la paura che la terra si apra ancora, significa vivere in condizioni di totale precarietà e purtroppo nel nostro paese quasi ogni anno ci sono terremoti devastanti. Dopo l'Aquila, c'è stata l'Emilia Romagna, c'è stato il Veneto, c'è stata la Lombardia e quest'estate, due scosse continue. Eravamo tutti là, noi, in zona di terremoto. Vicino a Roma la terra ha continuato a tremare e si vive continuamente nella situazione di instabilità.

L'impressione perché essendoci continue scosse di assestamento, magari di 2.2 e 2.3, che non producono danni, però danno l'impressione sempre di vivere su un terreno che non è e solido, che non è fermo. Ecco, quindi, per questo, io credo che sia importante rendersi conto delle difficoltà che ci sono, dei danni che continuano a provocare i terremoti. Io sono ben lieto che il Presidente della Commissione abbia deciso di impegnarsi personalmente, anche perché si possa ricostruire la chiesa di San Benedetto a Norcia. Abbiamo ascoltato anche la parole della Commissaria. Ben venga l'anticipo di 30 milioni di euro, bisogna sostenere il turismo e forse anche, utilizzando il pacchetto Orizzonte 2020, cercare di utilizzare fondi per la ricerca nel settore sismologico.

Perché la situazione è molto più grave di quello che si possa immaginare e sono morti – e concludo – signor Presidente, anche i suoi concittadini. Non sono morti soltanto cittadini italiani, sono morti cittadini rumeni, quindi cittadini europei, che lavoravano, vivevano nel nostro paese. Quindi, ripeto, l'appello è a rendersi conto di quella che è la situazione eccezionale, anche per quanto riguarda la prevenzione. Non so se è giusto o meno toccare il patto di stabilità. Non credo che si debba toccare il patto di stabilità in generale, però, per questa particolare situazione, io credo che debba essere rivolto uno sguardo molto attento. È giusto avere i conti pubblici in ordine, ma qui siamo in una situazione di emergenza tale, che soltanto chi l'ha vista, chi l'ha vissuta e l'ha conosciuta può rendersi conto di quanto sia grave, di quanti danni possono esserci e quanta paura possa esserci in futuro. Non è facile vivere 365 giorni l'anno con la pressione della paura costante di dover morire, di vedersi crollare addosso la casa.

 
  
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  Elena Gentile (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, la terra continua ancora a tremare nel cuore dell'Italia, di quell'Italia che rappresenta in Europa storie di civiltà e di grande bellezza: luoghi, testimonianze artistiche, architettoniche, culturali, espressioni anche del profondo sentimento religioso, capacità di impresa che hanno reso unica l'Italia in un'Europa che non può non farsi carico del destino di un territorio e di una comunità che le appartiene. Superare i vincoli che oggi rendono difficile la ricostruzione non è negli interessi di un solo governo, ma deve rientrare negli obiettivi di un'Europa custode delle sue realtà territoriali, che nella fattispecie rappresentano l'Italia, che non si rassegna all'ineluttabilità del suo destino. Oggi a fronte di un impegno politicamente rilevante del governo italiano, che dichiara di voler affrontare con determinazione il passaggio della ricostruzione del tessuto abitativo, ma anche di impresa di quel territorio e non solo, in un intervento mai realizzato nel nostro paese, quello della messa in sicurezza del patrimonio pubblico e privato, l'Europa non può rimanere indifferente.

 
  
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  Silvia Costa (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria Crețu, ho apprezzato la sua verità, anche linguistica. Ieri abbiamo ricevuto qui in Parlamento alcuni studenti e insegnanti provenienti dalla scuola prefabbricata che è stata allestita ad Amatrice, uno dei comuni più colpiti, insieme a Norcia e tanti altri. Ho spiegato che l'Europa sarebbe stata loro vicina. Le priorità per il governo italiano, lo sapete, sono state la protezione dei cittadini, la riapertura subito delle scuole, la dotazione di alloggi prefabbricati, che stanno cominciando finalmente a essere, dopo i container, la prosecuzione delle attività economiche, come l'allevamento, l'agricoltura e le piccole imprese di commercio, la messa in sicurezza di case e del grande patrimonio culturale delle aree sismiche.

Ma, l'Europa deve fare la sua parte, riconoscendo un maggior livello di flessibilità nel calcolo del deficit, escludendo dal patto di stabilità, come è stato detto, gli investimenti per la ricostruzione e la prevenzione, mentre apprezziamo, e lo dico alla Commissaria Crețu, la disponibilità e l'anticipo dei 30 milioni del fondo solidarietà. È necessario però, e spero che su questo ci sia una grande apertura, modificare anche i piani operativi dei fondi strutturali, per investire nella prevenzione e qualità della ricostruzione antisismica che riguarda in Italia l'area, tutta la fascia appenninica. Grazie anche per la disponibilità del Presidente Juncker, ribadita anche qui, per la ricostruzione della basilica di San Benedetto di Norcia, che ricordiamo è il patrono d'Europa.

 
  
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  Andrea Cozzolino (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di una risoluzione assolutamente positiva, che riconosce a partire dalla straordinaria eccezionalità del caso italiano sia gli sforzi che il governo sta compiendo, sia il bisogno di trovarci meglio preparati di fronte ai rischi di eventi straordinari. Sicuramente è un passo in avanti la proposta di modifica del regolamento del fondo di solidarietà che accelera le procedure, snellisce e rende più immediata l'erogazione delle risorse rispetto anche alla decisione assunta; è un modo per avvicinarci ai bisogni dei cittadini. Ma è una risoluzione che va oltre, ringrazio davvero tutti i colleghi con cui abbiamo lavorato alla stesura finale, perché prende atto che di fronte a situazioni eccezionali non possiamo limitarci ad attendere, ma dobbiamo prevenire e ridurre i rischi al minimo. Per questo domani sarà importante votare e approvare i paragrafi 6 e 7, per chiedere non solo il massimo della flessibilità possibile, ma per ribadire l'urgenza e l'esclusione dal patto di stabilità e crescita degli investimenti realizzati attraverso i fondi strutturali per mettere in sicurezza i territori e le aree più a rischio. Non si tratta di una richiesta italiana. C'è un'ampia area nell'Europa del Mediterraneo e in quella orientale che, come riconosce la stessa risoluzione, è fortemente a rischio per eventi naturali. È un'esigenza di tutta l'Europa consentire un piano strategico di messa in sicurezza, agevolando e derogando alle norme del patto di stabilità e crescita lo dobbiamo a tutti i cittadini europei. Quindi davvero grazie per questa discussione.

 
  
 

Procedura „catch the eye”

 
  
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  Caterina Chinnici (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, grazie per la concretezza del suo intervento. Il sisma del 24 agosto e quello successivo di ottobre scorso, lo abbiamo detto in tanti, hanno profondamente colpito l'economia di diverse regioni dell'Italia centrale e distrutto interi paesini, annientato la vita di tantissime persone. E purtroppo il terremoto continua. Di fronte a una situazione così triste e problematica, è più che mai necessario e urgente che le istituzioni europee esprimano e dimostrino vicinanza alle popolazioni colpite, accordando all'Italia l'accesso al Fondo di solidarietà dell'Unione europea e accelerando le procedure per l'erogazione del finanziamento. Occorre infatti che l'economia delle regioni dell'Italia centrale colpite dal sisma possa ripartire al più presto, per restituire a migliaia di famiglie serenità e speranza; e in generale credo che in un periodo particolarmente difficile della storia dell'integrazione europea, in circostanze così drammatiche, si debba dimostrare la vicinanza dell'Unione ai bisogni dei suoi cittadini e la disponibilità dell'Unione, una disponibilità concreta a intervenire per restituire dignità e speranza alle persone.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'Italia è una delle regioni europee maggiormente soggette a rischio sismico. La sua storia è interamente segnata da questo genere di eventi calamitosi. I recenti terremoti che hanno raso al suolo interi paesi e sconvolto la vita di decine di migliaia di persone sono catastrofi naturali causate da motivi geologici e dunque destinati a ripetersi periodicamente. La grave situazione deve spingerci a favorire un uso ottimale di tutte le risorse disponibili, creando sinergie tra i vari fondi esistenti, compresi i fondi strutturali e il Fondo europeo di investimento, e garantendo che le risorse siano utilizzate in modo efficace per le attività di ricostruzione e tutti gli altri interventi necessari, in piena collaborazione con le autorità nazionali e regionali italiane. Ringrazio la Commissaria per le rassicurazioni date. Sulla scia di quanto già proposto in una lettera indirizzata al Presidente Juncker, mi associo alla richiesta dei tanti colleghi di escludere dal calcolo del deficit nazionale nel quadro del patto di stabilità e crescita gli investimenti per la ricostruzione sostenibile e per le operazioni antisismiche.

 
  
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  Νότης Μαριάς ( ECR). – Κυρία Πρόεδρε, εκφράζω εκ μέρους των Ελλήνων πολιτών την αλληλεγγύη προς τους πληγέντες από τους πρόσφατους σεισμούς στην Ιταλία. Το ταμείο αλληλεγγύης είναι αποφασιστικό εργαλείο και πρέπει να αξιοποιηθεί και κονδύλιά του να δοθούν για τη στήριξη των πληγέντων από τους σεισμούς στην Ιταλία. Το ίδιο ισχύει βέβαια και για την αποκατάσταση των ζημιών από θεομηνίες, πλημμύρες και φωτιές που έπληξαν φέτος την Ελλάδα.

Όπως τόνισα σε ερώτησή μου προς την κυρία Crețu, τέσσερις περιοχές της Ελλάδας, ο δήμος Θερμαϊκού, η Καλαμάτα, η Θάσος και ο Πύργος, πρόσφατα υπέστησαν καταστροφές από ακραία καιρικά φαινόμενα. Στην απάντησή σας αναφέρατε, κυρία Crețu, ότι στην Ελλάδα διατίθενται 400 εκατομμύρια ευρώ από το Ευρωπαϊκό Ταμείο Περιφερειακής Ανάπτυξης και το Ταμείο Συνοχής. Όμως το ερώτημα είναι το εξής: Δεδομένων των ζημιών που υπέστησαν οι κάτοικοι των περιοχών αυτών και δεδομένου του υψηλού οικονομικού κόστους που έχουν αυτές οι ζημιές για τις τοπικές αρχές, ποια μέτρα προτίθεται να πάρει η Επιτροπή, κυρία Crețu, προκειμένου να αποζημιωθούν οι κάτοικοι των εν λόγω περιοχών. Αυτό είναι σημαντικό ζήτημα και θα ήθελα, αν μπορείτε, να δώσετε μια απάντηση.

 
  
 

(Încheierea procedurii „catch the eye”)

 
  
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  Corina Crețu, Member of the Commission. – Madam President, thank you very much for your contributions to this rich debate, which of course highlights the importance of EU solidarity and of cohesion policy support, in particular in the dramatic situation that people are experiencing in central Italy.

As I said, and I repeat today, the Commission adopted a proposal to amend the Common Provision Regulation (CPR) to allow for 100% co-financing – so it’s not co-financing any more – regarding the construction costs in areas hit by natural disasters. This is not only available for earthquakes, it is not only available for Italy – because I had this question by Mr Ropé: ‘why only earthquakes?’ – it is everything related to natural disasters, and we did this not only for earthquakes but this year we just paid for Madeira for fires, for Cyprus for drought and fires, for Greece as well, so now with this amendment for the CPR all the reconstruction will be done by EU money without any need for co-financing. This is news today.

On this report by Mr Cicu, which is very important, on the Solidarity Fund, this own-initiative report presented by the Committee on Regional Affairs (REGI) and drafted by Mr Cicu emphasised also the main challenges we are facing. As I said two years ago, the reform of the EU Solidarity Fund allowed support to be made clearer and swifter, but also fairer, thanks to the advance payments. So, as I said, EUR 30 million will go next week to Italy as advance payments, and I would like to remind you that we have received the application from Italy just at the end of October, so of course we will assess the final sum, but we are coming as quickly as possible with the advance payment. The ongoing evaluation of this reform we adopted two years ago will provide further light on these improvements and allow for a possible further revision in the context of the future MFF post-2020.

For the Commission, flexibility and responsiveness of the Solidarity Fund is only one objective. Another one is respect for sound financial management, as well as assurances on the legality and the regularity of spending – as Parliament, especially the Committee on Budgetary Control regularly and rightly recalls. The Commission has to strike this balance between these two objectives which can obviously have an impact on the speediness of closure procedures.

On the situation in Italy after the earthquake, in any case, as I say the Commission is supportive, is currently working with the Italian authorities to ensure that the EU Solidarity Fund is mobilised as soon as possible following the payment of the advance. Unfortunately Italy has been the leading beneficiary of the Solidarity Fund since 2002 with an amount of EUR 1.3 billion, so we are very much aware that there is a big problem, and it is the frequency of the earthquakes which is really very dramatic. Don’t forget that I am also coming from a country who lost many people in Amatrice, and I will be there in several days to speak with the Italian authorities in Rome, I will visit Amatrice and also Norcia, so we will see on the ground whatever it takes to help – and to help the citizens first of all, this is our first objective. We also stand ready to work with Italy on possible revisions of the programmes of the European Structural and Investment Funds. We have offered this opportunity and we are very open to rapidly change some operational programmes if needed and if the Italian authorities require. We expect these solidarity instruments to be supplemented by support from the European Solidarity Corps once it is established as announced by President Juncker.

Finally, we are exploring possibilities to help Member States and regions better handle the period between the disaster and the payment of EU support. In this context, one possibility could be setting up a bridging loan facility with the European Investment Bank which would help bridge this gap.

I would like to take this opportunity to reiterate the Commission’s full commitment to strengthen the various solidarity instruments of the European Union. I saw that there have been recurrent inquiries about the Stability and Growth Pact. I am not responsible for this, it is my colleague Mr Moscovici, but as you know short-term emergency and reconstruction costs related to major natural catastrophes are excluded from the Member States’ final effort. Regarding investments related to seismic risks, the Commission’s assessment will require ex-ante and ex-post data to be provided by the Italian authorities.

 
  
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  Salvatore Cicu, relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, è evidente che c'è uno sforzo comune di grande responsabilità e di grande equilibrio ed è uno sforzo comune – che come lei ha ricordato – riguarda tutti gli Stati membri. L'Italia avrebbe voluto fare a meno di questa destinazione di fondi, ma avrebbe voluto fare a meno anche dei morti ed è una demolizione di un sistema culturale, imprenditoriale, di uomini, donne e giovani che oggi si trovano a vivere il dramma della perdita delle cose più importanti per loro. È evidente che mi verrebbe da dire che siamo rientrati nell'ordinarietà finalmente della gestione della risposta, perché i tempi, rispetto a queste situazioni, non possono essere i soliti, non possono essere quelli, come dire, inseriti nel calderone dell'ordinarietà. Se si chiama emergenza, se si chiama grave emergenza, se si chiama ripristino di speranza, credo che sia normale che la tempistica sia quella più adeguata e quindi quella più consona.

E come lei sa, molto meglio di me, i 30 milioni sono il tetto previsto dal regolamento, l'ha ricordato anche lei. Noi, è chiaro che apprezziamo, quindi il lavoro che tutti stiamo portando avanti come obiettivo, ma nello stesso tempo, però, non è che vogliamo insistere su un aspetto che riguarda una cosa molto complessa, e cioè il deficit nazionale, il deficit di bilancio, quindi un problema strutturale che attiene al sistema paese. Ma quello che noi nella risoluzione soprattutto al punto 7 chiediamo, è che nei casi specifici, quindi non per l'Italia, ma per tutti i casi specifici, ci possa essere la possibilità che i fondi strutturali con il cofinanziamento e tutti i fondi destinati, non tanto all'intervento dell'urgenza, ma a quello che poi significa prevenzione e quindi minor costi nell'eventuale situazione che si dovesse di nuovo attivare lo stesso dramma. Quindi c'è anche, come dire, la possibilità che i territori vengano consolidati, ristrutturati e ci sia un investimento antisismico. Per cui noi non siamo i populisti. Noi non abbiamo, come dire, la voglia di rappresentare criticità. Noi abbiamo voglia di rappresentare positività, soprattutto nei suoi confronti per il lavoro apprezzato che svolge, ma nello stesso tempo noi chiederemo a questo Parlamento che questo passaggio venga approvato e venga riferito poi naturalmente alla competenza dei Commissari che lei ha citato.

 
  
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  President. – I have received eight motions for resolutions tabled in accordance with Rule 128(5) of the Rules of Procedure.

The debate is closed.

The vote will take place on Thursday, 1 December 2016.

Written statements (Rule 162)

 
  
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  Isabella Adinolfi (EFDD), per iscritto. – Alla luce della situazione grave in cui si trovano le aree colpite dal terremoto, è necessario escludere, dal calcolo dei disavanzi pubblici nazionali nel quadro del patto di stabilità e crescita, gli investimenti a favore della ricostruzione sostenibile e della prevenzione antisismica e altresì a considerare l'eventualità di estendere il calcolo esistente del Fondo di solidarietà, che è attualmente basato sugli effetti dei danni causati da un singolo evento catastrofico, a un calcolo cumulativo dei danni causati da diverse catastrofi naturali nella stessa regione in un anno. Voglio inoltre sottolineare l'importanza di rispettare i requisiti relativi alla costruzione di infrastrutture ed edifici antisismici. Preso atto della domanda di intervento a titolo del Fondo di solidarietà dell'Unione europea presentata dal governo italiano, invito la Commissione a prendere tutti i provvedimenti necessari per esaminare tempestivamente le richieste di assistenza a titolo del Fondo al fine di garantirne la rapida mobilitazione.

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD), per iscritto. – Il terremoti verificatisi nell’Italia centrale nel 2016 sono andati a colpire le case, la cultura, le persone e gli affetti più cari. È necessario intervenire in modo tempestivo ed efficace, non solo per assicurare una vita decente ma anche, e soprattutto, per mettere in sicurezza queste zone e il paese intero. Si tratta di interventi assolutamente necessari e urgenti e, grazie al nostro apporto, la risoluzione adottata invita la Commissione a consentire lo stralcio degli investimenti per la ricostruzione dal computo del debito ai fini del rispetto del patto di stabilità. Si tratta di un risultato molto importante per il nostro paese, a cui speriamo seguirà una decisione della Commissione in tal senso.

 
  
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  Claudiu Ciprian Tănăsescu (S&D), în scris. – Creat în 2002, Fondul de solidaritate al Uniunii Europene (FSUE) reprezintă un instrument financiar nerambursabil necesar pentru acțiuni de urgență și salvare desfășurate de autorități în urma dezastrelor naturale care au un impact direct asupra vieții oamenilor, mediului natural sau economiei într-o anumită regiune afectată. De-a lungul timpului, FSUE a suportat mai multe revizuiri, în vederea dezvoltării sale, cel puțin din perspectiva procesului, procedurilor, perioadei de timp, conținutului, noțiunilor cu care operează, indicatorilor de evaluare a eficienței ajutorului, domeniului/sferei de aplicare. Aceasta deoarece evidența arată că, drept rezultat al schimbărilor climatice, dezastrele naturale în cadrul UE se află într-o continuă creștere sub aspectul numărului, gravității și intensității lor. Impactul și importanța FSUE în promovarea de soluții durabile crește dacă, în acest context, sunt utilizate în mod corespunzător și sinergetic și alte fonduri structurale și de investiții europene (fondurile ESI) de către autoritățile naționale, locale și regionale, mai ales în scopul prevenirii dezastrelor naturale, având drept fundament strategii specifice eficiente. Evident, autoritățile trebuie să disemineze prin mijloace moderne publicului larg informațiile referitoare atât la ajutorul ce poate fi acordat prin FSUE (inclusiv monitorizarea derulării acestuia), cât și la rezultatele ajutoarelor deja acordate din 2002 și până în prezent.

 
  
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  Romana Tomc (PPE), pisno. – Obžalujem dejstvo, da so Italijo letos pretresli kar trije močni potresi. Zadnji, ki je bil oktobra letos, je pustil velike posledice. Ranjenih je bilo ogromno ljudi, kar 290 pa jih je umrlo, materialna škoda je bila gromna. Ob tej priložnosti izražam našim sosedom, globoko in iskreno sožalje.

To, kar se je zgodilo v Italiji, se lahko zgodi prav vsem izmed nas, zato menim, da je bistvenega pomena, da smo kot Evropska unija v tej situaciji solidarni in Italiji, ki našo pomoč potrebuje, tudi pomagamo. Menim, da bi Komisija morala v čim krajšem času sprejeti ukrepe za takojšnjo obravnavo prošenj za pomoč prizadetim območjem v okviru Solidarnostnega sklada Evropske unije.

S tem bi omogočili, da bi v prizadetih območjih v čim krajšem času obnovili stavbe in tako tudi hitreje odpravili posledice potresa. Bistveno je tudi, da pristojni organi na vseh ravneh poenostavijo upravne postopke, da bi bil dostop do sredstev čim bolj enostaven in hiter, saj so le-ta za prebivalce prizadetih območij, nujna.

 
  
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  Janusz Zemke (S&D), na piśmie. – Fundusz Solidarności Unii Europejskiej – chociaż finansowany jest poza budżetem UE – stanowi ważny instrument wspólnego reagowania państw członkowskich w razie wystąpienia groźnych katastrof lub klęsk żywiołowych. W ramach funduszu uruchomiono dotychczas 3,8 mld EUR jako reakcję na ponad 70 klęsk, prawie we wszystkich państwach Unii Europejskiej. Jest to zatem wyraźny symbol unijnej solidarności w trudnych czasach. Pozytywnie oceniam dokonaną w ostatnim czasie reformę zasad funkcjonowania funduszu, dzięki której uproszczone zostały procedury wnioskowania o pomoc oraz wprowadzono możliwość wypłaty zaliczek. Mając jednak na uwadze względy szybkiego reagowania, Komisja powinna rozważyć podwyższanie progu wypłacanych przedpłat oraz skrócenie terminów rozpatrywania wniosków. Skuteczna pomoc ofiarom klęsk żywiołowych wymaga również lepszej koordynacji na poziomie państw członkowskich oraz usprawnienia ich procedur działania w stanach nadzwyczajnych. W trakcie przyszłych dyskusji na temat Funduszu Solidarności UE należy także rozważyć możliwie szerokie wykorzystanie jego środków na pomoc państwom członkowskim dotkniętym atakami terrorystycznymi oraz w celu zapobiegania tym zagrożeniom. W takim przypadku traktatowa klauzula solidarności zobowiązuje bowiem Unię i jej państwa członkowskie do wspólnego działania z wykorzystaniem wszystkich instrumentów będących w ich dyspozycji.

 
Jogi nyilatkozat