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Menettely : 2016/2072(INI)
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Asiakirjan elinkaari : A8-0357/2016

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A8-0357/2016

Keskustelut :

PV 12/12/2016 - 16
CRE 12/12/2016 - 16

Äänestykset :

PV 13/12/2016 - 5.5
Äänestysselitykset

Hyväksytyt tekstit :

P8_TA(2016)0486

Puheenvuorot
Maanantai 12. joulukuuta 2016 - Strasbourg Lopullinen versio

16. Kulttuurialaa ja luovia toimialoja koskeva EU:n johdonmukainen politiikka (lyhyt esittely) (keskustelu)
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  President. – The next item is the report by Christian Ehler and Luigi Morgano, on behalf of the Committee on Industry, Research and Energy, and the Committee on Culture and Education, on a coherent EU policy for cultural and creative industries (2016/2072(INI)) (A8—0357/2016).

 
  
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  Christian Ehler, Berichterstatter. – Frau Präsidentin, Herr Kommissar, meine lieben Kollegen! Dieses Parlament, insbesondere in einer einmaligen Zusammenarbeit des Kultur- und des Industrieausschusses, hat im letzten Jahr etwas getan, was uns vielleicht viele zu Unrecht nicht mehr zugetraut haben.

Wir haben in Europa zugehört, wir haben die Arme ausgebreitet, wir haben mit diesem wundersamen Amalgam aus berühmten Verlagen wie Gallimard, Penguin Books, dem Suhrkamp Verlag, wir haben mit Designern, Tänzern, Autoren, Musikern, den unabhängigen Musikproduzenten von Impala, die uns normalerweise für merkwürdige Anzugträger mit einer merkwürdigen Sprache halten, wir haben individuell mit Autoren im Parlament wie Nina George, dem Engländer Nick Yapp wir haben mit Journalisten, Zeitungsverlegern, Spitzenforschern in der Industrie, die an neuen Materialen und Textilien forschen, wir haben mit dem German Fashion Council, High-End-Industrieikonen wie Hermès oder LVHM aber auch den Vertretern Hunderttausender kleiner Firmen und Handwerksbetrieben in Italien, Spanien und vielen anderen Ländern Europas gesprochen, die Ausbildung schaffen, Arbeitsplätze schaffen und das kulturelle und handwerkliche Erbe Europas nicht nur halten, sondern weltweit global erfolgreich agieren.

Die Antworten und die Ergebnisse des Berichts sind eindeutig. Die drei Millionen Unternehmen in der Kreativindustrie sorgen in Europa für mehr als zwölf Millionen Vollarbeitsstellen. Dies bedeutet, dass nicht weniger als 7,5 % der EU-Beschäftigten in diesem Sektor tätig sind. Der Umsatz beläuft sich auf über 1 500 Mrd. EUR, während der Mehrwert sich auf ungefähr 500 Mrd. EUR beläuft. Es ist eine Tatsache, dass dieser Sektor größer ist als die Automobilproduktion oder die chemische Produktion in Europa.

Zudem wirkt die Kultur- und Kreativwirtschaft durch ihre sogenannten spillover effects in andere Branchen wie den Tourismus, den Einzelhandel oder die Digitaltechnik hinein. Damit leistet dieser Sektor einen wichtigen Beitrag für die Reindustrialisierung und die Wettbewerbsfähigkeit Europas. Dennoch gab es auf der europäischen Ebene bislang keine einheitliche Definition des Marktes, geschweige denn eine einheitliche Politik für diesen Sektor.

Dieser Bericht soll das ändern. Wir brauchen eine umfassende wirtschafts- und industriepolitische Strategie auf EU-Ebene, in deren Rahmen alle besonderen Merkmale der Kultur- und Kreativwirtschaft berücksichtigt werden und ein ausgewogener Rechtsrahmen geschaffen wird, der die Herausforderungen, wie die Digitalisierung oder die Überarbeitung der Urheberrechtsvorschriften, in neues Wachstum und neue Beschäftigungsmöglichkeiten verwandelt.

Gerade in Bezug auf das Urheberrecht bezieht der Bericht klar Stellung. Eine Modernisierung des Urheberrechts für das digitale Zeitalter ist vermutlich die wichtigste Reform, die wir uns vorstellen können, um das Leben für Künstler, Urheber und Designer im Kultur- im Kreativsektor wieder lukrativ zu machen. Der Wert der kulturellen und kreativen Arbeit wurde von den Nutzern, Rechteinhabern, Künstlern und Produzenten weitgehend zum Vorteil der Plattformbetreiber abgezweigt. Das muss sich ändern. Das value gap hat einen ineffizienten und unfairen Markt geschafft und droht die langfristigen Chancen der Kultur- und Kreativwirtschaft in Europa abzuschnüren.

Die YouTubes, Googles und Ebays dieser Welt müssen aufhören, sich hinter der save harbour-Bestimmung der e-commerce-Richtlinie zu verstecken. Der Sektor ist viel mehr als Copyright, aber Copyright ist einer der entscheidenden Kämpfe, die wir für diese Menschen führen müssen. Die Richtung ist klar: Wir müssen die Kreativindustrie zu einer politischen Priorität machen, und zwar in allen Politikbereichen. Wir müssen den Zugang zu Finanzmitteln verbessern, wir müssen die Kultur- und Kreativindustrie besser als zuvor in die Förder- und Finanzierungsprogramme der EU hineinnehmen.

Mit unserem Bericht haben wir die Blaupause und eine Vision für die Zukunft dieses Sektors entworfen. Eine Vision, die dazu beiträgt, das Wachstum zu fördern, das innovative Potenzial des Sektors zu erschließen. Präsident Juncker hat nicht zu Unrecht die Kreativen, die Kreativwirtschaft, die Künstler, die Kreativen Europas, als die Kronjuwelen Europas bezeichnet. Wir fordern die Kommission auf, die entscheidenden Schritte zu tun, um diesen wichtigsten europäischen Sektor zu fördern.

 
  
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  Luigi Morgano, relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, Commissario, grazie innanzitutto all'onorevole Ehler per l'ottima collaborazione, grazie ai relatori ombra e grazie ai componenti delle due commissioni. La relazione che viene presentata al voto del Parlamento non è una semplice INI, ma è la proposta di un programma di lavoro per un settore industriale che deve diventare strategico. Non a caso ha suscitato davvero attese e vivo interesse.

Siamo giunti ad una svolta. L'epoca delle politiche a silos è finita: cultura, industria e creatività possono e devono essere i pilastri su cui pianificare una nuova politica industriale per le industrie culturali e creative coerente e a lungo termine, in quanto creano un ponte tra arte, cultura, creatività, produzione di qualità e sviluppo economico e sociale. E non solo: operando a livello locale favoriscono lo sviluppo di altri settori sul territorio come il turismo, il commercio al dettaglio, i servizi e le tecnologie digitali.

I dati sono noti, li ha appena ricordati l'onorevole Ehler, ma mi permetto di aggiungere che occupano i ragazzi e i giovani tra i 15 e i 29 anni più di tutti gli altri settori, che queste realtà hanno resistito meglio alla crisi economica e, ovviamente, hanno anche l'elemento di essere per il 95 per cento costituite da piccole e medie imprese e da microimprese. I numeri sono importanti e gli studi lo confermano, ma se si vuole una conferma anche empirica è sufficiente guardarsi attorno: cultura, arte, creatività e bellezza sono il volto dell'Europa nel mondo, la loro specificità nasce dalle radici dell'Europa, unicità della cultura e delle arti europee, tremila anni di storia e di patrimonio culturale condiviso.

Premesso che saranno ancora più cruciali nel ventunesimo secolo, va sottolineato che esse si caratterizzano per il loro valore duale intrinseco: da un lato svolgono un ruolo essenziale per preservare la diversità culturale e linguistica europea e per rafforzare il senso di appartenenza alla comune identità europea, sono i veicoli attraverso i quali contribuire a trasmettere conoscenze e valori e, allo stesso tempo, salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale per le generazioni presenti e future.

Ancora, rappresentano uno strumento concreto, d'altro canto, per la coesione sociale grazie all'importante contributo che rendono all'economia dell'Unione europea in termini di occupazione, investimenti, crescita, innovazione, competitività sulla scena mondiale. Se vogliamo dare una risposta positiva alla drammatica piaga della disoccupazione, soprattutto giovanile, sviluppo, promozione, finanziamento e tutela di queste industrie devono entrare davvero concretamente tra gli obiettivi strategici dell'Unione, a cominciare dall'istruzione e dalla formazione. Vanno rafforzate nei programmi scolastici e nei curricula di studio discipline come arte, musica, teatro, cinema, la conoscenza del patrimonio culturale, delle pratiche dell'espressione artistica, lo sviluppo dei percorsi scuola-lavoro, una maggiore mobilità per studenti intra-UE, i centri di eccellenza.

Servono poi politiche che, garantendo la salvaguardia e la promozione del know-how europeo tradizionale e dell'artigianato artistico, rafforzino la formazione professionale di manodopera altamente qualificata attraverso campagne di sensibilizzazione sulle opportunità professionali e occupazionali in quest'industria e l'esigenza di avere un incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Non è possibile ovviamente immaginare che tutto questo avvenga senza finanziamenti adeguati: nell'immediato vanno sviluppate le sinergie tra programmi e finanziamenti europei, come per esempio l'utilizzo pieno del meccanismo di garanzia di "Europa creativa", anche in combinazione con il Fondo europeo per gli investimenti strategici. Per il futuro invece bisognerà considerare le industrie culturali e creative come priorità strategica orizzontale nel nuovo quadro finanziario e nell'architettura dei nuovi programmi dopo il 2020.

Un rafforzamento del sostegno pubblico alle industrie europee o nazionali non deve disdegnare forme tipo il crowdfunding o il partenariato pubblico-privato, ma la sfida più grande resta quella dell'accesso al credito. La maggior parte di queste industrie sono piccole e medie industrie e micromprese, la loro ricchezza risiede nelle loro creazioni: qui si innesta la cosiddetta "bancabilità" dei diritti di proprietà intellettuale, ossia la possibilità di usarli come garanzia a fronte di prestiti per investimenti, che va assicurata sia attraverso protocolli per la valutazione del reale valore di questi diritti, sia attraverso una più approfondita conoscenza del settore da parte del sistema bancario, ad oggi insufficiente.

Concludo: è necessario fare un salto di qualità e prendere coscienza del ruolo fondamentale delle industrie culturali e creative nella reindustrializzazione dell'Europa e incentivare le politiche a sostegno del nostro bene più prezioso, che è la nostra cultura europea.

 
  
 

Catch-the-eye procedure

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). – Kolegyně a kolegové, kulturní a kreativní odvětví nabývají v rámci dnešního společného trhu na významu. Zvláště v dnešní době se tento sektor stal dveřmi do budoucna. Jeho důležitost se bude podle mého názoru dále zvyšovat.

Kulturní a kreativní odvětví nejen že přispívají k tvorbě nových pracovních míst pro mladé, ke vzniku nových mikro podniků, jak už o tom hovořili předřečníci, ale mohou také nastartovat nové investice, například stavět mosty mezi digitálními technologiemi, vědou, lidskou tvořivostí a uměním. Tato odvětí mají velký potenciál dále rozvíjet naše společné evropské kulturní dědictví.

Evropská komise by měla tedy hledat zůsoby, jak tato odvětví dále rozvíjet, jak z nich udělat strategické cíle a priority a jak zajistit jejich dostatečné financování. Apel této zprávy v tomto ohledu tedy podporuji a oceňuji.

 
  
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  Silvia Costa (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, Commissario, sono molto felice di questa relazione che abbiamo fortemente voluto in commissione cultura e in commissione industria, ringrazio molto gli onorevoli Morgano ed Ehler per l'ottimo lavoro fatto.

Cosa sarebbe l'Europa senza l'arte, la musica, l'editoria, i musei, l'architettura, il design, l'artigianato artistico, il cinema e la moda? Semplicemente, non sarebbe l'Europa. Ecco, penso che questo sia il senso più profondo di questa iniziativa, di questa importante relazione, che, dopo i programmi come Europa creativa e dopo le politiche che sono state fatte in alcuni campi, chiediamo davvero che ci sia finalmente una strategia coerente ed efficace europea per le industrie culturali e creative, che valorizzano insieme il patrimonio culturale, rappresentano l'identità e la diversità europea e sono anche la ricchezza più riconoscibile del nostro continente, creando un ponte tra arte, cultura, attività economica, talenti e tecnologia.

Questo settore, come si è detto, genera valore sociale e valore economico, è fondato sulla conoscenza e sulla creatività, due beni immateriali che vanno tutelati e valorizzati a partire dal diritto d'autore, dalla proprietà intellettuale, ma vanno anche tutelati attraverso la formazione, l'innovazione di competenze e cluster creativi.

E chiudo dicendo che è molto importante che ci sia in questo una strategia integrata delle risorse e che, finalmente, anche il FEIS, cioè il Fondo europeo per gli investimenti strategici, si accorga di questo settore.

 
  
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  Νότης Μαριάς ( ECR). – Κυρία Πρόεδρε, οι κλάδοι του πολιτισμού και της δημιουργίας σε επίπεδο Ευρωπαϊκής Ένωσης προσφέρουν πάνω από δώδεκα εκατομμύρια θέσεις εργασίας πλήρους απασχόλησης, γεγονός που ισοδυναμεί περίπου με το 7,5% του εργατικού δυναμικού της Ένωσης. Ωστόσο υπάρχουν ακόμη μεγαλύτερες ευκαιρίες, περισσότερες δυνατότητες στον τομέα του πολιτισμού, για να δημιουργηθούν και νέες θέσεις εργασίας, ιδίως στις χώρες του ευρωπαϊκού Νότου. Η Ευρωπαϊκή Ένωση οφείλει να δώσει λοιπόν έμφαση σε χώρες όπως η Ελλάδα, όπου ο τομέας του πολιτισμού, της καινοτομίας και της έρευνας πλήττεται λόγω των πολιτικών των μνημονίων, λόγω της λιτότητας, καθώς περιορίζονται πλέον τα κονδύλια γι’ αυτούς τους τομείς. Επιπλέον καλούμε την Επιτροπή να αυξήσει τη χρηματοδότηση προγραμμάτων της Ένωσης όπως το Εrasmus+, το COSME, ώστε να υποστηρίξει ακόμη περισσότερο σχέδια για την ανάπτυξη του πολιτισμού, της δημιουργίας, να ενισχύσει την καινοτομία και την ανάπτυξη.

 
  
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  Constance Le Grip (PPE). – Madame la Présidente, je tiens tout d'abord à remercier nos collègues, M. Ehler et M. Morgano, pour cet excellent travail.

Il y a enfin sur la table une feuille de route, un certain nombre de préconisations, de pistes d'actions réelles, concrètes, qui portent une vision ambitieuse et volontariste pour avoir une vraie stratégie européenne en matière de promotion et de développement des industries créatives et culturelles.

On l'a déjà dit: le poids économique, ainsi qu'en termes d'emploi, de ce vaste secteur des industries créatives et culturelles est considérable. Il s'agit d'emplois en très grande partie non délocalisables qui ont une force d'attraction pour nos jeunes générations tout à fait importante.

Tout doit être fait pour promouvoir et développer ce secteur, pour protéger ces industries créatives et culturelles contre les menaces de contrefaçon, de contrebande, de piraterie, pour mettre en place, consolider les mécanismes de financement pérennes à travers la consolidation des droits de propriété intellectuelle, du droit d'auteur, par exemple en ce qui concerne le secteur culturel, et il est temps que nous nous dotions d'un véritable arsenal et d'une véritable feuille de route.

 
  
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  José Blanco López (S&D). – Señora Presidenta, las industrias culturales y creativas tienen una importancia económica clave, al generar más de doce millones de puestos de trabajo y más del 5 % del producto interior bruto europeo. Pero su valor va más allá de las cifras: cuidan de nuestro legado cultural, son nuestra carta de presentación ante el mundo. Por ello, es necesario dotarlas de un entorno adecuado para su desarrollo. Por ello, urge reforzar su capacidad financiera, mejorando su percepción como un sector atractivo para la inversión. Urge luchar contra la piratería y la falsificación, y garantizar una remuneración justa, atajando la transferencia de valor. Y, por supuesto, urge garantizar los más altos estándares sociales y laborales de sus trabajadores. «Digitalización» no puede convertirse en sinónimo de «precarización», sino de desarrollo, oportunidades e inclusión.

Por eso, felicito a los ponentes por este informe.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL). – Senhora Presidente, aquilo que conhecemos sobre o desenvolvimento das indústrias culturais e criativas, não apenas na Europa, mas nos Estados Unidos e em outras regiões, aponta no sentido de estas constituírem não um fator de promoção da diversidade cultural e linguística, mas, pelo contrário, um fator de homogeneização cultural e de menorização e diluição de particularidades e especificidades culturais e linguísticas. Esta é uma tendência de evolução não despicienda e que aqui não é devidamente considerada.

Aquilo que aqui se diz ser a identidade europeia será, quando muito, a identidade de uma certa conceção de Europa, que nada tem a ver com a diversidade e o amplo diálogo que a melhor tradição cultural europeia estabeleceu com outras culturas. É significativo que aqui se fale de identidade europeia e regional, mas não das identidades nacionais, incontornável fator da identidade europeia.

É nítida a intenção de se ir mais e mais longe num processo de mercantilização de toda a produção cultural, coerente com uma visão da sociedade que rejeitamos, em que tudo é reduzido a mercadoria.

São conceções que aqui estão plasmadas sobre o lugar da cultura na sociedade e das indústrias culturais na cultura, que são redutoras e, do nosso ponto de vista, inaceitáveis.

 
  
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  Bogdan Brunon Wenta (PPE). – Pani Przewodnicząca! Opracowanie kompleksowych i długoterminowych ram polityki przemysłowej dla sektora kreatywnego i kulturalnego jest niezbędne. Musimy zapewnić odpowiednie finansowanie w celu zwiększenia konkurencyjności oraz tworzenia wysokiej jakości miejsc pracy i wzrostu gospodarczego. Aby osiągnąć ten cel raport sprawozdawców proponuje zharmonizowaną definicję sektora kreatywnego i kulturalnego, która powinna być poparta danymi statystycznymi. Wzywamy również Komisję do ustanowienia zrównoważonych ram prawnych, w tym w dziedzinie prawa autorskiego dopasowanego do specyfiki danego sektora. Ważne jest, by współpraca międzysektorowa wspierała interakcje między małymi i średnimi przedsiębiorstwami a ośrodkami badawczymi i uniwersytetami, aby zintegrować kreatywność z nauczaniem przedsiębiorczości oraz wzmacnianiem umiejętności biznesowych. Konieczna jest poprawa otoczenia inwestycyjnego i poszerzenie zakresu instrumentów finansowych dostępnych dla mikroprzedsiębiorstw przy jednoczesnym wspieraniu mieszanych sposobów finansowania, zwłaszcza w formie partnerstwa publiczno-prywatnego. Ważne będą także starania w celu poprawy udziału sektora kreatywnego i kultury w Europejskim Funduszu Inwestycji Strategicznych.

 
  
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  Jasenko Selimovic (ALDE). – Fru talman! Kulturella och kreativa näringar i Europa utgör 7,5 procent, och dessa tolv miljoner anställda i dessa sektorer bidrar inte endast till Europas ekonomiska utveckling, utan de bidrar främst till att stärka den europeiska identiteten som står inför allt svårare utmaningar.

Jag tror starkt att i dessa splittringstider måste vi söka oss till någonting som vi har gemensamt, nämligen go back to basics: börja från det som kan utgöra en integrationsmöjlighet, nämligen kulturen. Därför tror jag också att vi måste bygga en gemensam europeisk offentlighet. Vi har lokal offentlighet, vi har nationell offentlighet, men vi saknar en europeisk sådan. Ett rum tillgängligt för alla medborgare i unionen där vi kan dela våra erfarenheter.

Min framtid är väldigt mycket beroende av er, kära kollegor, men jag kan väldigt lite om era riktiga liv. Jag vill veta vilka filmer ni tittar på, jag vill titta på era underhållningsprogram, jag vill veta vilka debatter det finns i era länder, och därmed kunna få en känsla av att era problem berör mig. På så sätt kan kulturen utgöra en del av framtiden. Tack!

 
  
 

(End of catch-the-eye procedure)

 
  
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  Elżbieta Bieńkowska, Member of the Commission. – Madam President, honourable Members, on behalf of the Commission I would like very much to thank the Committee on Culture and Education and the Committee on Industry, Research and Energy for this joint report. In particular I want to thank Mr Ehler and Mr Morgano, the shadow rapporteurs, and Ms Comodini Cachia, the rapporteur of the Committee on Legal Affairs, for their work and for their cross-committee cooperation.

At the very beginning I fully share your views on the importance of the CCIs. They are one of the most dynamic branches of our economy. They are sources of growth, sources of jobs, and as many of you said before, key contributors also to social cohesion. I think, as you do, that the EU needs a coherent policy to support these industries, and we are currently looking into how to give a new impulse to our work on the challenges identified by the 2012 Communication on CCIs.

Let me say at this time just a few words on the four challenges identified, because many of you referred to this, and of course they still need to be addressed.

First, better access to finance. For me this is a key issue not only for CCIs. They cannot grow if, at the same time, they do not have access to finance; so of course we have EFSI and we need to really make a lot of effort to focus our CCI efforts on these programmes. There are also many opportunities with our different EU programmes, including the Structural Funds, Creative Europe, Erasmus+, COSME, Horizon 2020 but, unfortunately, and I am aware of this this, this funding remains fragmented. Creative Europe offers a mix of financial support. In the framework we launched in June last year, the cultural creative sector’s Guarantee Facility Fund; it provides guarantees and counter-guarantees and I have to say that it is expected to create up to EUR 1 billion worth of bank loans over the next six years. We see a very significant interest of banks and many other financial institutions in this new instrument; the first agreements will be signed in the coming days. In June also we launched, and I think it is worth mentioning here, a smart specialisation platform for industrial modernisation to support interregional cooperation between the regional authorities and the industry, and especially for CCIs this is an opportunity for those regions which are interested in those sectors to join forces.

The second challenge is an adequate regulatory environment. I agree that protection of copyright and related rights are at the core of the CCIs’ revenue. I have said it repeatedly: even in the digital age copyright should continue to reward creativity and provide incentives to innovate. The recent copyright reforms aim at making the marketplace for copyright fairer and more transparent. That is why we are also firmly committed to fight against commercial-scale infringements of IPRs. The evolution and review of the IPR Enforcement Directive is in the pipeline and we have established, it has to be said, EU-level dialogues between the rightholders, intermediaries, brands, civil society, consumer groups and other interested parties. We are also in intense dialogue with the audiovisual industry.

The third challenge, from my perspective, is better cross-sectoral cooperation. The Commission calls for reinforced cross-sectoral cooperation around CCIs because culture and creativity cannot be seen in isolation from other sectors of the economy and public life, such as regional development, education, industry, tourism, health and environment. Next year we will launch a dedicated call for proposals to co-fund public-private partnerships which should boost innovation in the tourist sector using the potential of cultural and creative industries. Some of you also mentioned this link between tourism and the CCIs.

The fourth challenge, and many of you referred to this, is of course skills. The new Skills Agenda adopted in June aims at equipping people with new skills that industry will need in the future, and our main new idea, the blueprint for sectoral cooperation, will support skills development in the fashion industry among others - because we chose six sectors, but the fashion and textile industry is in this framework. We should however also improve creative thinking, for this is one of the top three skills that workers will need in the near future. As from next year a dedicated expert group will look at specific skills, training, knowledge transfer from traditional and emerging heritage professions. On the one hand, we have to make sure that our renowned cultural heritage skills are transmitted to the new generations, but on the other hand, the digital revolution has had a major impact on heritage. New professions are emerging requiring new skills and of course, new accompanying measures. As you know, 2018 will be the European Year of Cultural Heritage. In line with what the report suggests our intention is to use this year, 2018, to give a boost to CCIs.

To conclude, again I very much welcome the joint report. Building on its suggestions, as well as on the actions we have put in place since the 2012 communication, we will reflect on a more coordinated approach to strengthen the competitiveness of CCIs. For this we need a series of clear and comprehensive actions focusing on key challenges and also on synergies with other sectors. I will discuss these actions with my fellow Commissioners. In this framework, it will be important to improve the use of and access to EU funding, maybe also through a dedicated guide and a one-stop-shop website especially created for the CCIs.

Of course we need to work together across policies, between different levels of governance, and, it has to be underlined, with all of the industrial stakeholders. I am looking forward to this cooperation.

 
  
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  President. – The debate is closed.

The vote will take place on Tuesday, 13 December 2016.

Written statements (Rule 162)

 
  
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  Dominique Bilde (ENF), par écrit. – Concernant le rapport Ehler/Morgano, je suis favorable à la valorisation de l’artisanat et du savoir-faire des peuples européens: pour rappel, en France, l’artisanat représente plus de 3 millions d’actifs, rassemblant plus de 510 activités différentes et permettant 100 000 embauches chaque année; ces emplois sont difficilement délocalisables et sont porteurs de compétences traditionnelles et transgénérationnelles. C’est pourquoi je lutte également pour l’apprentissage et sa diffusion, en faveur d’une revalorisation des secteurs manufacturiers. Par ailleurs, je soutiens la lutte contre le piratage et la contrefaçon, lesquels précarisent une industrie culturelle qui représente pourtant 3,3 % du PIB européen.

Cependant, le rapport évoque les possibilités offertes par le mécanisme de garantie et le programme Europe créative, pourtant, selon les premières estimations, les résultats en faveur des PME se feraient attendre. Enfin, je m’oppose à une politique européenne sur le sujet: les États membres doivent pouvoir continuer à défendre chacun leurs industries pour que vivent les savoir—faire des peuples européens et rayonne notre exception culturelle.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D), per iscritto. – Ho più volte avuto modo di dire che l'Unione europea deve mettere la cultura al centro della sua politica estera. Puntare sulla collaborazione culturale con i suoi partner interni ed esterni concorre a rilanciare l'immagine dell'Unione ed a promuovere un ordine mondiale basato su pace, rispetto dei diritti umani e comprensione reciproca.

In quest'ottica, le ICC rappresentano un utile tassello di collegamento nella strategia per le relazioni culturali internazionali, tra l'ambiente delle ICT in costante evoluzione e quello della valorizzazione di una più forte coscienza europea, creando un senso di appartenenza e di comprensione reciproca tra i cittadini dei vari Stati membri.

Va rimarcato che le ICC hanno il potenziale per creare ricchezza e posti di lavoro con un fatturato di oltre 500 miliardi e con oltre 7 milioni di occupati. Questo potenziale va sviluppato e non svilito. esse creano stabilità e sviluppo. All'uopo, va reso coerente ed armonizzato il quadro normativo di riferimento del diritto d'autore e della proprietà intellettuale, con modalità capaci di stimolare l'utilizzo delle nuove tecnologie, obiettivi strategici per promuovere i valori fondamentali europei.

 
  
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  Miapetra Kumpula-Natri (S&D), kirjallinen. – Taide on kymmenien tuhansien vuosien ajan yhdistänyt ihmisiä, jotka asuvat eri puolilla maailmaa ja puhuvat eri kieliä. Nyt, kiitos teknologian, taide ylittää maa- ja kielirajoja paremmin kuin koskaan ennen. Kulttuurialojen kansainvälisyyttä ja monikansallisuutta tulee tukea entistä enemmän. Meidän on varmistettava, että taiteilijat ja heidän teoksensa liikkuvat sulavasti yli rajojen – olivatpa rajat sitten valtioiden, kielten tai teknologioiden välillä. 2010-luvulla taiteen liikkuvuus ja saatavuus vaativat myös kattavia verkkoja, halpaa ja nopeaa dataa sekä hyvää digitaalisen markkinan sääntelyä. Yhtenäisempi kulttuuripolitiikka varmistaa, että kulttuurialan työntekijät saavat reilun korvauksen työstään koko Euroopassa. Rahoituspohjan vahvistamisella, uusien liiketoimintamallien edistämisellä ja innovaatioiden tukemisella pidämme huolta siitä, että siirrämme seuraavalle sukupolvelle velkojen ja työttömyyden lisäksi sivistystä, koulutusta ja kulttuuria. Nyt jos koskaan tarvitsemme asioita, jotka yhdistävät meitä ja muistuttavat, että rahan ja uhkien maailmassa on jotain tärkeämpää: sivistys ja ihmisyys.

 
  
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  Victor Negrescu (S&D), în scris. – Industriile culturale și creative trebuie să devină un element central în politica de dezvoltare și economică a Uniunii Europene. Potențialul acestor sectoare, atractivitatea pentru tineri și valoarea lor adăugată sunt argumente pentru a se investi mai mult la nivel european. De aceea consider că acest raport poate să constituie un prim pas într-o politică comună, coerentă și constructivă. Pentru a face acest lucru, trebuie să pornim de la o legislație unitară care să definească oportunitățile, dar care să nu fie restrictivă, pentru a putea menține caracterul inovativ al acestor industrii. Avem nevoie să creăm un ecosistem propice pentru creație și inovare, iar acest lucru implică investiții în educație și formare, în dezvoltare locală și sprijinirea antreprenoriatului sau susținerea comercializării produselor și serviciilor oferite de aceste sectoare. Vin dintr-o țară, România, în care aceste industrii sunt în plină dezvoltare și mi-aș dori să pot spune că în viitor tinerii creativi din țara mea vor putea să își transforme ideile în realitate, grație Uniunii Europene. De fapt, avem nevoie să ne asumăm cu ambiție faptul că suntem dispuși să ne asumăm un rol constructiv în sprijinirea acestor industrii acum, când încă Uniunea Europeană este competitivă, iar resursa noastră umană nu a plecat încă.

 
Oikeudellinen huomautus