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Discussioni
Mercoledì 17 maggio 2017 - Strasburgo Edizione rivista

Accordo tra l'Unione europea, l'Islanda, il Principato del Liechtenstein e il Regno di Norvegia su un meccanismo finanziario del SEE per il 2014-2021 - Aumento dei dazi norvegesi sui prodotti agricoli / recenti negoziati sul protocollo relativo al commercio ittico
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  Nicola Danti, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, credo che gli accordi tra Unione europea e Norvegia, Islanda e Liechtenstein che domani siamo chiamati a ratificare rappresentino un ottimo esempio di collaborazione tra la nostra Unione e i paesi dello Spazio economico europeo.

Questi accordi forniranno, come è stato ricordato prima, complessivamente un contributo di 2,8 miliardi di euro all'Unione europea per il periodo 2014-2021, con un aumento pari all'11,3 per cento rispetto al periodo precedente. I fondi saranno indirizzati verso quelle aree dell'Unione europea dove le disparità sociali ed economiche persistono in maniera evidente, con l'obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale, favorire sempre un miglior funzionamento del mercato unico, al quale l'Islanda, il Liechtenstein la Norvegia partecipano pienamente.

Tra le aree prioritarie di investimento mi preme evidenziare quella relativa all'occupazione giovanile e quella relativa alla giustizia e agli affari interni, che include quindi settori strategici come l'asilo e la migrazione. Da sottolineare, inoltre, che rispetto al periodo precedente queste risorse potranno essere assegnate anche a quei paesi che nel 2013 hanno avuto un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25 per cento.

Rispetto alla questione posta dall'interrogazione orale, sarà fondamentale trovare rapidamente una soluzione poiché l'imposizione di dazi maggiorati da parte della Norvegia su alcuni prodotti europei viola chiaramente lo spirito e la lettera di questo accordo.

Permettetemi, infine, una considerazione, Presidente. Nei dibattiti post-Brexit si è parlato molto della possibilità per il Regno Unito di adottare il modello norvegese di partecipazione all'Unione europea. Noi siamo d'accordo, contribuire finanziariamente all'Unione europea e accettarne le quattro libertà fondamentali sono criteri sufficienti per aprire le porte al nostro mercato unico, come avviene con la Norvegia e gli altri paesi, ma non pare che questa sia la strada che il governo inglese vuole intraprendere e presto si accorgeranno che, come ha detto il nostro caro collega all'indomani del referendum, il miglior accordo possibile per il Regno Unito è quello che abbiamo già.

 
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