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Giovedì 15 giugno 2017 - Strasburgo Edizione rivista

Pakistan, in particolare la situazione dei difensori dei diritti umani e la pena di morte
MPphoto
 
 

  Luigi Morgano (S&D), per iscritto. – Ho votato in favore della risoluzione sulla situazione dei diritti umani e della pena di morte in Pakistan, poiché l'UE non può rimanere indifferente alle violazioni dei diritti umani e a chi li difende. In particolare, nella risoluzione è riportato il drammatico caso di Asia Bibi: a tale riguardo ritengo doveroso che l'UE esorti con fermezza il governo pakistano a risolverlo, e a non consentire che possa ripetersi. Asia Bibi, la donna pakistana cristiana che nel 2010 era stata dichiarata colpevole di blasfemia, da un tribunale pakistano e condannata a morte per impiccagione, nonostante la sospensione dell'esecuzione, si trova tutt'ora in carcere e la sua famiglia costretta a vivere in un luogo nascosto. Peraltro, in caso di esecuzione della sentenza, Asia Bibi sarebbe la prima donna a essere giustiziata "legalmente" in Pakistan, per blasfemia. Sono convinto che il governo del Pakistan, dovrebbe fare tutto il possibile, per garantire la sicurezza di Asia Bibi e della sua famiglia, anche alla luce del trattamento riservato "storicamente" alle vittime di accuse di blasfemia e ai loro difensori, come nel caso dell'assassinio del ministro delle minoranze cristiane Shahbaz Bhatti e del politico musulmano Salmaan Taseer.

 
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