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Discussioni
Lunedì 11 settembre 2017 - Strasburgo Edizione rivista

Adesione dell'UE alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (discussione)
MPphoto
 

  Barbara Matera, a nome del gruppo PPE. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, volevo innanzitutto congratularmi con la Presidenza di turno maltese, che ha spinto molto per ottenere la firma della convenzione, e ringraziare le mie colleghe relatrici per l'ottimo lavoro svolto.

Seppure si tratta di una relazione interlocutoria, è importante che il Parlamento europeo ribadisca la sua posizione ferma e decisa contro la violenza nei confronti delle donne. La violenza contro le donne è una piaga sociale endemica, radicata, che non conosce confini, in Europa come in ogni altra parte del mondo: le donne subiscono quotidianamente abusi e violenze, con conseguenze fisiche e psicologiche devastanti. Le statistiche devono essere aggiornate ogni ora, ogni minuto, ogni secondo.

L'Unione europea ha fatto dell'uguaglianza di genere uno dei suoi principi fondanti ma spesso le donne in ogni settore devono impegnarsi molto di più degli uomini affinché siano tutelati i propri diritti e sono, al tempo stesso, fortemente discriminate nella partecipazione alla vita economica, sociale, politica e culturale, oltre ad essere sottorappresentate nei diversi processi decisionali. Se a queste condizioni sfavorevoli si aggiunge la violenza, il principio di uguaglianza perde ogni senso.

Cari colleghi, queste ragioni hanno guidato il mio operato negli otto anni che mi hanno vista deputata al Parlamento europeo: ho partecipato a innumerevoli iniziative per chiedere l'adesione dell'Unione europea alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne. La convenzione, attraverso il suo quadro giuridico globale per prevenire, perseguire ed eliminare la violenza, invierà un forte messaggio politico sull'impegno dell'Unione per combattere questo fenomeno.

Ma non potendo l'Unione europea rivendicare la primazia del proprio diritto in questo campo, la repressione di questi fenomeni discriminatori e violenti, basati proprio sul genere, è stata finora competenza dei vari diritti interni, con inevitabili ripercussioni sul piano delle differenze, non solo di risposta sanzionatoria verso chi si macchia di questi crimini, ma anche nel confronto del sostegno verso le donne stesse.

 
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