Index 
 Zurück 
 Vor 
 Vollständiger Text 
Verfahren : 2015/0272(COD)
Werdegang im Plenum
Entwicklungsstadien in Bezug auf das Dokument :

Eingereichte Texte :

A8-0013/2017

Aussprachen :

PV 14/03/2017 - 4
CRE 14/03/2017 - 4
PV 16/04/2018 - 21
CRE 16/04/2018 - 21

Abstimmungen :

PV 14/03/2017 - 6.5
CRE 14/03/2017 - 6.5
PV 18/04/2018 - 12.8
Erklärungen zur Abstimmung

Angenommene Texte :

P8_TA(2017)0069
P8_TA(2018)0113

Plenardebatten
Montag, 16. April 2018 - Straßburg Überprüfte Ausgabe

21. Verpackungen und Verpackungsabfälle - Altfahrzeuge, Altbatterien und Altakkumulatoren sowie Elektro- und Elektronik-Altgeräte - Abfälle - Abfalldeponien - Verfahrensvorschriften auf dem Gebiet der Umweltberichterstattung (Aussprache)
Video der Beiträge
PV
MPphoto
 

  Președintele. – Următorul punct de pe ordinea de zi este dezbaterea comună privind:

– raportul Simonei Bonafè, în numele Comisiei pentru mediu, sănătate publică și siguranță alimentară, referitor la propunerea de directivă a Parlamentului European și a Consiliului de modificare a Directivei 94/62/CE privind ambalajele și deșeurile de ambalaje (COM(2015)0596 - C8-0385/2015 - 2015/0276(COD)) (A8-0029/2017),

– raportul Simonei Bonafè, în numele Comisiei pentru mediu, sănătate publică și siguranță alimentară, referitor la propunerea de directivă a Parlamentului European și a Consiliului de modificare a Directivei 2000/53/CE privind vehiculele scoase din uz, a Directivei 2006/66/CE privind bateriile și acumulatorii și deșeurile de baterii și acumulatori și a Directivei 2012/19/UE privind deșeurile de echipamente electrice și electronice (COM(2015)0593 - C8-0383/2015 - 2015/0272(COD)) (A8-0013/2017),

raportul Simonei Bonafè,în numele Comisiei pentru mediu, sănătate publică și siguranță alimentară, referitor la propunerea de directivă a Parlamentului European și a Consiliului de modificare a Directivei 2008/98/CE privind deșeurile (COM(2015)0595 - C8-0382/2015 - 2015/0275(COD)) (A8-0034/2017),

– raportul Simonei Bonafè, în numele Comisiei pentru mediu, sănătate publică și siguranță alimentară, referitor la propunerea de directivă a Parlamentului European și a Consiliului de modificare a Directivei 1999/31/CE a Consiliului privind depozitele de deșeuri (COM(2015)0594 - C8-0384/2015 - 2015/0274(COD)) (A8-0031/2017) și

– raportul lui Francesc Gambús, în numele Comisiei pentru mediu, sănătate publică și siguranță alimentară, referitor la propunerea de decizie a Parlamentului European și a Consiliului de modificare a Directivei 87/217/CEE a Consiliului, a Directivei 2003/87/CE a Parlamentului European și a Consiliului, a Directivei 2009/31/CE a Parlamentului European și a Consiliului, a Regulamentului (UE) nr. 1257/2013 al Parlamentului European și al Consiliului, a Directivei 86/278/CEE a Consiliului și a Directivei 94/63/CE a Consiliului în ceea ce privește normele procedurale în domeniul raportării cu privire la mediu și de abrogare a Directivei 91/692/CEE a Consiliului (COM(2016)0789 - C8-0526/2016 - 2016/0394(COD)) (A8-0253/2017).

 
  
MPphoto
 

  Simona Bonafè, relatrice. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo quasi tre anni di lavoro siamo arrivati alla fine di questo negoziato. Nel 2015, quando la Commissione ha ripresentato il pacchetto dopo averlo inizialmente ritirato, devo ammettere che le premesse non erano delle migliori ma in questi anni si sono fatti significativi passi in avanti.

L'economia circolare è diventata una delle priorità dell'Unione europea, una priorità per i colegislatori, una priorità per le nostre aziende che ne hanno capito da subito le potenzialità ma, soprattutto, una priorità per i cittadini.

L'Europa è stata in grado di mostrare il proprio lato positivo, di mettere insieme interessi nazionali, sulla carta contrapposti, per raggiungere un alto grado di condivisione su un obiettivo che riguarda la vita quotidiana dei cittadini e l'ambiente in cui vivono. Per questa ragione non le nego la soddisfazione per il risultato che siamo riusciti a portare a casa.

Con questo pacchetto l'Europa punta con decisione a uno sviluppo economico e sociale sostenibile, in grado di integrare finalmente politiche industriali e tutela ambientale. L'economia circolare, infatti, non è solamente una politica di gestione dei rifiuti ma è un modo per recuperare materie prime e non premere oltremodo sulle risorse già scarse del nostro pianeta, anche innovando profondamente il nostro sistema produttivo.

Certo, il pacchetto che andremo ad approvare contiene anche importanti misure sulla gestione dei rifiuti e, allo stesso tempo però, va oltre a queste, definendo norme che prendono in considerazione l'intero ciclo di vita di un prodotto e si pongono l'obiettivo di modificare il comportamento di aziende e consumatori. Per la prima volta gli Stati membri saranno obbligati a seguire un quadro legislativo univoco e condiviso. Un piano ambizioso, con dei paletti chiari e inequivocabili.

Solo per sintetizzare le principali novità introdotte: l'innalzamento dei target di riciclaggio dei rifiuti urbani e da imballaggio; l'inserimento, per la prima volta, di un limite di conferimento massimo in discarica del 10 %; l'estensione degli obblighi di raccolta separata ai rifiuti organici, tessili e domestici pericolosi; ma non posso non ricordare l'inserimento, anche qui per la prima volta nella legislazione europea, di misure obbligatorie per ridurre l'odioso fenomeno dello spreco alimentare, problema ambientale ma anche etico, così come di azioni tese a contrastare l'inquinamento dei mari dai rifiuti.

Importanti norme sono state inserite per prevenire la generazione dei rifiuti: questo non solo perché la prevenzione è il primo livello della gerarchia dei rifiuti ma perché prevenire significa realizzare prodotti che già dal loro design siano riparabili e riutilizzabili e significa avere cicli produttivi che utilizzino le risorse in maniera efficiente, che riducano gli scarti o che li riutilizzino per nuova produzione. E infine prevenire significa introdurre modelli di business che passino dalla vendita di un prodotto alla condivisione di un servizio.

L'economia circolare è dunque un cambio di paradigma totale, con il quale dobbiamo confrontarci tutti noi ed è una sfida per gli Stati, a cui sono chiesti obiettivi ambiziosi per favorire la transizione verso un nuovo modello di sviluppo.

Quando si porta a termine un lavoro come questo vuol dire che c'è stato il contributo di tanti. Mi permetta allora, nei secondi che mi rimangono, di ringraziare principalmente i relatori ombra e i loro assistenti per la collaborazione fattiva sempre dimostrata, che è stato il valore aggiunto per portare a casa il risultato in tempi relativamente brevi.

Un ringraziamento particolare al dottor Marco Leonardi per tutto il lavoro preciso e minuzioso sul fascicolo. Un ringraziamento ai vicepresidenti Timmermans e Katainen, al commissario Vella e alla DG ENVI, nella persona del direttore generale Crespo, per la competenza e il costante supporto per arrivare al risultato finale.

Infine, Presidente, ringrazio la Presidenza maltese e bulgara: ma un ringraziamento particolare va alla Presidenza estone, senza la cui tenacia nel voler concludere il negoziato, oggi non saremmo qui.

 
  
MPphoto
 

  Francesc Gambús, ponente. – Señor presidente, señor vicepresidente de la Comisión, miembros del Consejo, quisiera empezar la presentación de mi informe con una reflexión previa. Pocas veces disponemos de herramientas que puedan empujar Europa hacia adelante; pocos días tenemos como hoy para hablar de proyectos de futuro que queremos para nuestra Unión. Seguimos siendo un espacio de paz, aunque a veces lo olvidemos, y seguimos siendo un espacio de prosperidad, que se ha visto mermado en los últimos años; y seguimos siendo la región mundial con mayor justicia social, aunque debamos seguir siendo más ambiciosos.

Hace demasiados años que algunos de los valores europeos de solidaridad, fraternidad justicia, libertad… han quedado diluidos por otros objetivos; pero, sobre todo, la voluntad política colectiva de construir una comunidad en la que todos nos reconozcamos en nuestra diversidad ha quedado diluida por objetivos más particulares, más egoístas, más extremistas: solo se busca ahondar en una división de Europa nunca vista desde el fin de la Segunda Guerra Mundial.

Sin embargo, con demasiada frecuencia los debates que tenemos en nuestra Cámara quedan alejados de lo que se percibe en la calle. ¿Qué dicen los medios de comunicación sobre esta Europa que se aleja de la idea integradora de nuestros padres fundadores? El sentimiento europeísta no traspasa la burbuja de Bruselas. Hace demasiado tiempo que hemos dejado de buscar lo que nos une para defender lo que nos separa. Hemos perdido la perspectiva desde nuestras torres de marfil.

Por ello, en el debate de hoy, quiero destacar que la economía circular puede y debe ser un círculo para relanzar el proyecto europeo de nuestros padres fundadores. Quiero llamar la atención de la Comisión para que no deje pasar la oportunidad de convertir este proyecto en una nueva «Declaración Schuman». La transición hacia la economía circular es escoger el camino del liderazgo en el mundo y abandonar el de la reacción. Debemos seguir ejerciendo este liderazgo para la lucha contra el cambio climático, como nos comprometimos en la COP21. Una lucha que cuenta con el apoyo de la sociedad europea.

Estos objetivos apuestan por la reindustrialización de Europa con una industria baja en emisiones. Este es un proyecto realizable que tiene un impacto directo en la creación de puestos de trabajo de calidad y decentemente remunerados. Sin puestos de trabajo, cualquier proyecto acabará siendo huérfano de apoyo social.

Solo creando nuevos puestos de trabajo podremos sacar adelante este proyecto de cambio; solo con una economía puntera e inteligente a la vez que sostenible ofreceremos un presente y un futuro a nuestra sociedad. Hagamos, europeos, que la economía circular sea a nuestro futuro en el siglo XXI lo que la CECA fue a la construcción de la Unión Europea en el siglo XX.

El próximo miércoles aprobaremos este primer paquete con las Directivas sobre residuos, envases, vertederos y pilas y acumuladores del que ha sido ponente la señora Bonafè. Mi informe sobre la información medioambiental es una pequeña contribución a desbrozar el camino hacia la economía circular de forma que podamos hacer esta transición hacia una nueva economía más ágil y más fácil para nuestra ciudadanía, nuestra economía y nuestro proyecto común. Y los informes de la señora Bonafè, así como todo el trabajo de los ponentes alternativos y de todas las personas que ella ha detallado en su intervención, son la primera piedra, crucial, de este nuevo camino que Europa debe emprender. Nuestra ciudadanía nos lo reclama. Respondamos que estamos preparados.

 
  
MPphoto
 

  Frans Timmermans, First Vice-President of the Commission. – Mr President, this week marks a hugely important moment for the circular economy in Europe. The new EU waste legislation that we are discussing here this evening will help to prevent waste and will turn much more waste into valuable resources. I trust that this House will vote clearly in favour of the adoption of the package on Wednesday. In doing so, you would give a great push to further improving waste management in Europe, in line with our circular economy goals. This will unlock new sources of growth and innovation, create jobs and reduce our dependence on imports of critical raw materials and our reliance on waste treatment abroad, and it will of course help to protect our environment and thus the health of our citizens.

I do know that this House had its doubts when this Commission in December 2014 withdrew previous proposals on waste. We did it to pursue more ambitious, better designed goals that would get the approval of Member States and would be actually enforced on the ground.

I would like to express my profound gratitude to the rapporteur, Ms Simona Bonafè, all the shadow rapporteurs as well as all the other Members of the European Parliament and staff members involved for their relentless and constructive work on the Commission’s new proposals over the past two years. And I do agree with the much broader framework Mr Gambús has just given us of why we are doing this. Without your vision and support, we would not have achieved the very good result we have on the table today or indeed overcome the stalemate that the pre-2014 proposals had engendered.

Thanks to your support, the ambitious recycling and landfill reduction targets proposed by the Commission were generally kept, even though Member States may take some more years to attain them. Parliament’s support was also crucial to agree on strong new rules on waste prevention, including food waste and marine litter, and you also helped to secure strong new rules on extended producer responsibility, the management of hazardous wastes and bio-waste, and the separate collection of waste.

Finally, you also pushed very hard for an ambitious waste policy agenda during the coming years. This agenda encompasses and reviews the many different pieces of existing EU legislation, ranging from reusability and recyclability of packaging waste, end-of-life vehicles, waste oils, food waste and waste disposal operations, as well as recycling targets for waste other than municipal and packaging waste.

Not all of Parliament’s amendments found their way into the final text. I am aware, for instance, that you would have wanted to see an even stricter harmonisation of the calculation rules for recycling. Unfortunately, the Council could not agree on a single measurement point, yet the new legislation still marks a major step forward by ensuring that only waste that enters recycling will be reported under the targets.

Over the next years, the Commission will closely monitor the implementation of these new calculation rules to ensure that only input to recycling is reported. If appropriate, the Commission will consider if further harmonisation and calculating recycling targets is feasible.

I should finally mention that among the Commission declarations that accompany the package are four declarations responding to points that were particularly important to this House: first, on the policy framework for the circular economy; second, on the collaborative economy; third on microplastics; and fourth, on the reporting of waste data in 2020.

Our shared task now is to ensure that the promises enshrined in this Waste Package are actually delivered on the ground. This requires Member States to urgently step up action, building on the progress that many of them are already making to meet existing obligations. Local and regional administrations and businesses will also have a key role to play. Your support in keeping up the pressure for full and effective implementation will be essential.

The Commission will continue to support Member States in making the best use of available instruments in terms of new legislation, economic instruments and financial support. We will also provide guidance as requested on many new key provisions, for instance on how to modulate producer fees under extended producer responsibility schemes to promote more circular products.

Before concluding, I would like to very briefly touch on the other file in this joint debate – the Standard Reporting Directive. Repealing the existing directive is an important first step towards further administrative simplification and higher levels of legal certainty. The Commission has actively pursued the follow-up to the fitness check on streamlining environmental reporting which aims at increasing transparency, optimising the use of IT tools and reducing the administrative burden for all stakeholders. Before the end of May, we will present a legislative proposal to amend the reporting requirements in a number of environmental directives and regulations modelled on the proposals for the revision of the Drinking Water Directive which you are currently discussing.

I believe that there is every opportunity to reach an agreement at first reading on this proposal too, so that the benefits can be delivered already in 2019, before the end of this legislature, and we have something to show for ourselves when we head for elections.

We can all be truly proud – and you, especially, can be very proud – of this legislative package. Once properly implemented, the new EU waste legislation will make the European Union the world leader in waste management. The European Parliament has played an essential role in laying a foundation for this transformation and I sincerely hope you will all lend your support to make it happen later this week.

 
  
MPphoto
 

  João Ferreira, relator de parecer da Comissão da Indústria, da Investigação e da Energia. – Senhor Presidente, Senhor Comissário, estamos de acordo com objetivos mais ambiciosos no domínio da reciclagem de resíduos de embalagens, mas importa não perder de vista algumas questões.

De acordo com o princípio da hierarquia de gestão de resíduos, a prevenção, a redução da produção de resíduos de embalagens e a reutilização de embalagens, por esta ordem, devem prevalecer sobre a reciclagem. Os regimes de extensão da responsabilidade do produtor afiguram-se adequados na persecução destes objetivos. A disparidade de pontos de partida dos Estados-Membros face aos objetivos de reciclagem e de preparação para o uso, revistos em alta, determina a necessidade de esforços distintos para alcançar as metas estabelecidas. Não nos parece que este facto tenha sido devidamente tido em conta.

A existência de novos objetivos, revistos em alta, justifica a existência de novos meios para os alcançar. Assim, justificar-se-ia que a União Europeia reforçasse os meios ao dispor dos Estados-Membros para os apoiar nos investimentos necessários, em especial os que estão mais atrasados no domínio das infraestruturas de gestão dos resíduos. Sucede, porém, que tal não está a acontecer.

 
  
MPphoto
 

  Pavel Telička, rapporteur for the opinion of the Committee on Industry, Research and Energy. – Mr President, before starting to utilise my speaking time, I want to extend my apology that immediately afterwards I will have to return to the Bureau as there is a meeting. Just so you understand that, for a topic so close to my heart, truly so, unfortunately I cannot be here for the whole debate.

Very briefly on the topic: I think nobody in this House would doubt that sustainability is absolutely crucial, both in environmental as well as industrial terms. What we now have at hand is a very solid package of legislation. With instruments like eco—design, or legislation on package labelling or energy efficiency and so on we are creating a regulatory environment that can work. What do we do need though, is to change the mindset.

The legislation has to be implemented, but it also has to be encouraged. We cannot take it for granted. That is why maybe I would focus also the attention of the Member States on something that, as the shadow in the Committee on Industry, Research and Energy (ITRE) on all the proposals, among other things I came up with an annex which basically consists of the incentives that can be provided. The mindset, the incentives and the regulatory environment can work, so I very much hope that we will have a very positive and strong vote on that this week.

 
  
MPphoto
 

  Miroslav Poche, zpravodaj Výboru pro průmysl, výzkum a energetiku. – Pane předsedající, paní zpravodajko, v současné době vyprodukuje Evropa více než 2,5 miliardy tun odpadu ročně a pouhá třetina z nich se využije zpětně nebo je recyklována.

Já si myslím, že jednoznačně potřebujeme novou modernizovanou odpadovou legislativu tak, aby byl urychlen přechod k plně oběhovému hospodářskému modelu. A přestože ty legislativní návrhy, které zde máme, jsou výsledkem dlouhého jednání a kompromisů, tak myslím, že výrazně přispějí ke zcela zásadní změně v odpadovém hospodářství. Zejména proto, že stanovují jasné cíle v oblasti snižování množství odpadu, v předcházení jeho vzniku nebo posílení odpadové hierarchie. Já velmi proto vítám například zvýšení cíle pro opětovné využití a recyklaci na 70 % celkového objemu odpadu. Nebo také opatření pro stavební odpad.

V některých oblastech bychom samozřejmě mohli být ambicióznější, než se navrhuje. Například snížení odpadu z potravin o 50 % do roku 2030 stále považuji za nedostatečné. Nebo tempo snižování množství odpadu a odpadků v mořích by také stále mohlo být vyšší. Nicméně já ten kompromis podporuji a vyzývám pro podporu tohoto návrhu paní kolegyně Bonaféové.

 
  
MPphoto
 

  Karl-Heinz Florenz, im Namen der PPE-Fraktion. – Herr Präsident, Herren Kommissare! Heute vor einem Jahr hat das Parlament seinen ersten Entwurf auf den Tisch gelegt. In der Tat, Herr Timmermans, wir waren etwas besorgt, als Sie den ersten Bericht von Ihrem Vorgänger zurückgezogen haben. Aber das hat sich, wie ich finde, zum Guten gewendet.

Ich möchte noch einmal auf den Kern dieses Papiers zurückkommen, nämlich die Frage der Ressourceneffizienz. Das ist der Dreh- und Angelpunkt, mit dem wir uns für unsere Kinder und die nächsten Wirtschaftsgenerationen auseinandersetzen müssen, und dafür brauchen wir harmonisierte Definitionen. Das ging in Europa kunterbunt durcheinander. Wir brauchen klare Berechnungsmethoden. Da sind wir, Herr Vizepräsident, eine Nummer weiter, wie Sie vermutet haben. Also wir haben jetzt mehr oder weniger eine Berechnungsmethode, und die Vorgaben für die Recyclingziele sind doch schon sehr beachtlich. Auch gute Länder, die in dieser Frage schon ein bisschen weiter sind, sagen: Mehr können wir im Moment nicht durchsetzen. Und die Harmonisierung der Standards in Fragen des Recyclings ist ganz besonders wichtig, denn da ging es auch drunter und drüber. Also zwischen Deutschland und Österreich gab es da immer wieder große Unterschiede und auch Ärger für den Mittelstand.

Letztlich wollen wir damit ja auch die Industrie wettbewerbsfähig machen. Denn Wettbewerbsfähigkeit und Nachhaltigkeit, das ist ja eine Medaille. Und diese Medaille soll uns eben stärken in einem ressourcenarmen Kontinent – das sind wir nun mal, Rohstoffe sind Mangelware. Und deswegen ist die Abstimmung am kommenden Mittwoch äußerst wichtig.

Ich persönlich glaube, dass die Entscheidung aus China eine heilsame Wirkung hat. Natürlich gibt es jetzt Ärger. Aber ich kann mich daran erinnern: Als ich in der Schule mal einen blauen Brief bekommen habe, war das auch sehr heilsam. Und deswegen glaube ich, dass wir da auf einem guten Weg sind.

Herr Kommissar und Herr Präsident! Einen einzigen Wunsch habe ich noch: Ich arbeite am Abfall in diesem Haus seit dreißig Jahren. Wir müssen jetzt endlich den Feind in uns selbst bezwingen und das, was wir hier beschließen, auch wirklich durchsetzen. Genau das haben wir in den letzten Jahren nicht getan.

 
  
MPphoto
 

  Kathleen Van Brempt, namens de S&D-Fractie. – Voorzitter, ik vind dat Karl-Heinz Florenz af en toe iets langer mag praten omwille van zijn staat van dienst, maar samen hebben we ook nog gewerkt, lang geleden, aan het elektrisch en elektronisch afval en dat is een beetje de voorloper van wat we vandaag bespreken.

Het zal jullie niet verbazen dat ik alle collega's in het Parlement wil bedanken voor het uitstekende werk dat geleverd is, maar ik dank in het bijzonder mijn goede collega en rapporteur Simona Bonafè, niet alleen voor het werk dat vandaag geleverd is, maar voor het trekken en duwen en sleuren aan dit zeer moeilijke dossier. Karl-Heinz Florenz heeft er ook al naar verwezen, in het begin waren we niet zeker of de Commissie wel ambitieus wou zijn. Onder de REFIT werd het dossier teruggetrokken en we hadden allemaal zoveel schrik. Het Parlement heeft toch wel veel druk uitgeoefend om ervoor te zorgen dat er een voorstel kwam. Dat is goed en dank daarvoor.

Het is ook ontzettend belangrijk dat het is ingebed in de afvalrichtlijn, in de globale filosofie van de circulaire economie. Dat is het laatste punt dat ik wil aansnijden. Uiteraard moet ik jullie nog vragen wat verder te gaan. In verband met eco-design moeten we echt strakke stappen vooruit zetten. Het kan niet meer alleen over elektriciteitsgebruik gaan, maar het moet echt over de hele circulaire economie gaan. Het moet worden ingebed in de eco-designrichtlijn. Daar zijn wij heel sterk vragende partij voor.

 
  
MPphoto
 

  Jadwiga Wiśniewska, w imieniu grupy ECR. – Panie Przewodniczący! Popieram cele gospodarki opartej na obiegu zamkniętym. Jednakże w trakcie całego procesu legislacyjnego podnosiłam wątpliwości co do metodologii dochodzenia do celów. Niezrozumiałe dla mnie jest, że Polska nie została zakwalifikowana do grupy państw, które mają zapewnioną możliwość 5-letniego dłuższego dochodzenia do celu 60% przetwarzania odpadów komunalnych – tak jak na przykład Estonia, Grecja, Chorwacja. Polska, która w 2012 r. przetwarzała odpady komunalne na poziomie 20%, znalazła się razem z Niemcami, które przetwarzały 64%, Austrią - 59% czy Belgią - 57%. Czyli tak naprawdę w grupie państw, które już dzisiaj spełniają unijny cel wyznaczony na 2030 r.

Oczywiście Polska podejmie wszelkie wysiłki, aby osiągnąć cele, ale uważam, że dyrektywy powinny być dostosowane do realiów państw członkowskich. Dlatego moja delegacja wstrzyma się od głosowania nad niektórymi elementami tego pakietu.

 
  
MPphoto
 

  Nils Torvalds, on behalf of the ALDE Group. – Mr President, I would like to start by thanking Simona Bonafè. The last part of her surname, Fe, translates into Swedish as fairy. She has been the good fairy of this process and I sincerely thank her for that.

Having said that, I think we are on a fairly complicated mission. Today Helsingin Sanomat, the biggest newspaper in Finland, has a headline saying that the waste basket of a normal Finnish family contains up to 80% of recyclable materials which are not recycled. We usually think that we are very good at doing things. If we are that bad, then I think we are really going to need some fairies going forward. Commissioner Timmermans, I do not know how you can physically turn yourself into a fairy, but you had better try, because we are now going to need the Commission to implement this in the future.

 
  
MPphoto
 

  Davor Škrlec, u ime kluba Verts/ALE. – Poštovani predsjedavajući, poštovani potpredsjedniče Komisije, poštovane kolegice i kolege, prvo želim na početku zahvaliti našoj izvjestiteljici Bonafè koja je suvereno vodila naš tim kroz pregovore i pokazala veliko umijeće u pregovorima s Vijećem i Komisijom. Velika zahvala našim savjetnicima i asistentima koji su odradili veliki tehnički dio posla u pripremi ovog paketa kružne ekonomije.

Ono što bih također naglasio je da je ipak, bez obzira što Vijeće u nekim segmentima nije bilo ambiciozno, pogotovo u ciljevima, malteško, estonsko i bugarsko predsjedanje dalo šansu za dijalog i za ostvarivanje kompromisa. Ono što smatram našim velikim uspjehom, pogotovo mojeg kluba zastupnika, je da smo uspjeli ugraditi preventivne mjere u ovaj paket, a to su uklanjanje opasnih tvari i dekontaminacija otpada pri recikliranju. Time smo zapravo otvorili širom vrata inovacijama, istraživanju, bioekonomiji, novim materijalima. To je ono što zapravo čini jezgru buduće cirkularne ekonomije kada gledamo i korištenje samih resursa, pogotovo kod otvorenog prikupljanja otpada.

Ono što bih htio na kraju naglasiti je da je implementacija jako važna. Vi ste potpredsjedniče Komisije rekli jednu izjavu koju često spominjem: „trash is cash”. Europski strukturni fondovi, strateške investicije, to je sve ono što zapravo pruža upravo šansu državama članicama da to prepoznaju i našu ekonomiju preobrate u kružnu ekonomiju budućnosti.

 
  
MPphoto
 

  Kateřina Konečná, za skupinu GUE/NGL. – Pane předsedající, pane komisaři, paní zpravodajko, dovolte mi, abych Vám poděkovala nejen jménem svým, ale především našeho kolegy, který už opustil Evropský parlament, Josua, který si vždy velmi chválil spolupráci s Vámi.

Musím říct, že vítám dohodu, kterou na konci minulého roku vyjednalo evropské předsednictví. Nicméně stejně jako u předchozího klimatického balíčku tak i zde mám z výsledku značně smíšené emoce. Přijetí balíčku snad povede k větší recyklaci odpadu. Nová pravidla stanoví právně závazné cíle pro recyklaci odpadu a omezení skládkování. Ač tyto cíle měl Evropský parlament ambicióznější, než jak jsou uvedeny v konečném textu. Oproti návrhu Komise pak dokonce došlo k odložení některých cílů o 5 let. Nicméně chápu, že další lpění na cílech, jež členské státy nejsou schopny plnit, by nikam nevedlo a jenom by odložilo start této velmi potřebné legislativy. Osobně v balíku pořád postrádám nutnou revizi ekodesignu, který dlouhodobě považuji za klíč k zavedení opravdového oběhového hospodářství.

 
  
MPphoto
 

  Piernicola Pedicini, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie anche a tutti i colleghi, ai relatori ombra e anche alla relatrice, ovviamente, per l'ottimo lavoro svolto.

Io voglio dire che noi voteremo a favore di questo pacchetto, che è una revisione delle esistenti direttive sui rifiuti, intanto perché il compromesso con il Consiglio ci sembra buono e questo perché, ad esempio, aumentano gli obiettivi sul riciclo dei rifiuti municipali ma anche di quelli da imballaggi; perché finalmente si introduce il concetto di responsabilità estesa che servirà a tutti, ma anche perché è stata ridotta la quantità dei rifiuti municipali destinati alle discariche. Questo per noi è molto importante.

Tuttavia, bisognerebbe spiegare ai cittadini che si tratta soltanto dei rifiuti municipali, che rappresentano appena il 10 % dei rifiuti totali. Quindi il Parlamento avrebbe dovuto essere più ambizioso, anche per creare un precedente rispetto a quando un domani si tratterà di modificare gli obiettivi sui rifiuti commerciali, su quelli industriali, su quelli ottenuti dalle costruzioni e dalle demolizioni delle costruzioni stesse. Si doveva, ad esempio, introdurre un obiettivo vincolante di riduzione dei rifiuti alimentari del 30 % per il 2025 e del 50 % per il 2050, un obiettivo per la preparazione al riuso – assente – e un obiettivo per la preparazione al riuso degli imballaggi, l'obbligatorietà del sistema del vuoto a rendere. I cittadini vogliono queste cose.

Soprattutto, dal nostro punto di vista, ci voleva un divieto assoluto dell'incenerimento di ogni tipo di rifiuto, così come l'eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, dalle quali poi discende ogni tipo di rifiuto.

Senza questi provvedimenti, purtroppo, il pacchetto che andiamo ad approvare fa registrare un timido miglioramento di una situazione che invece necessita, dal nostro di un punto di vista, di un'accelerazione forte se vogliamo veramente che la nostra economia diventi circolare.

 
  
MPphoto
 

  Giovanni La Via (PPE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la relatrice per l'impegnativo lavoro svolto e i risultati ottenuti. Un negoziato sicuramente lungo e tecnico, che con il voto di mercoledì ci consentirà di dimostrare la nostra volontà di trasformare l'economia europea, attraverso l'individuazione di strumenti capaci di creare un nuovo modello di sviluppo e un sistema industriale e produttivo sicuramente più sostenibile.

L'accordo prevede obiettivi vincolanti in materia di riduzione dei rifiuti e di riciclo, per rifiuti urbani collocati in discarica, e rafforzerà la nostra gerarchia dei rifiuti collocando la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio al di sopra dei conferimenti in discarica e dell'incenerimento. Tutte disposizioni importanti che dovranno essere recepite dagli Stati membri, per garantire una vera e propria trasformazione alla nostra economia, da modello usa-e-getta a un paradigma circolare.

Un riferimento va infine al food waste, perché abbiamo insistito fortemente per una riduzione del 50 % degli sprechi alimentari: una battaglia in cui ho creduto sin dall'inizio perché non possiamo e non dobbiamo dimenticare i più deboli e i più bisognosi.

 
  
MPphoto
 

  Miriam Dalli (S&D). – Grazzi Chair u grazzi lill-S&D Rapporteur Simona Bonafè, li rnexxielha tikkonkludi sett ta’ liġijiet dwar l-ekonomija ċirkolari li minnu jistgħu jgawdu l-konsumaturi, l-SMEs, l-industriji akbar, u anki l-gvernijiet tal-Istati Membri.

Ivviżwalizzaw fl-2018, ekonomija li sempliċiment tuża l-affarijiet u tarmihom. Ekonomija li tikkrea ż-żibel. L-impatt ikun devastanti, mhux biss għall-ambjent imma daqstant importanti għall-kwalità tal-ħajja tagħna bħala ċittadini.

Għalkemm dan ix-xenarju jista’ jinstema’ wisq remot, il-verità hi li għandna ħafna Stati Membri li jeħtieġu jżidu l-miri tagħhom ta’ riċiklaġġ u jeħtieġu li jgħaddu minn bidla radikali fil-mentalità.

Irridu naslu fi stadju fejn id-disinn tal-prodott ikun ibbażat fuq il-ħtieġa tal-prodott, fejn meta nestendu l-ħajja tal-prodott, inkunu qegħdin naraw dak il-prodott isir materjal għal xi ħaġa oħra, fejn iż-żgħażagħ tagħna jaraw opportunità biex jużaw il-kreattività tagħhom u jkunu innovattivi.

Il-policies qegħdin hemmhekk. Jekk dawn il-policies ikunux suċċess jew le jiddependi issa minn kemm l-istess Stati Membri se jirnexxielhom jimplimentaw tajjeb id-deċiżjonijiet meħuda llum biex ikollhom impatt pożittiv għada, pitgħada.

 
  
MPphoto
 

  Pirkko Ruohonen-Lerner (ECR). – Arvoisa puhemies, nykyiset kulutustottumukset ovat ympäristöllisesti täysin kestämättömiä, ja tien pää alkaa olla näkyvissä. Haluaisin korostaa tuottajien vastuuta ongelman ratkaisussa. Kuluttajat ostavat kaupasta tuotteita niissä pakkauksissa, missä niitä heille tarjotaan. Minkä tarpeen tyydyttää esimerkiksi se, että yksittäisiä hedelmiä myydään pakattuna kertakäyttöiseen muovipakkaukseen?

Tuottajia on velvoitettava pakkaamaan tuotteensa tavalla, joka kuormittaa ympäristöä mahdollisimman vähän. Nykyisin samassa kuluttajatuotteessa voi olla sekaisin montaa muovilaatua, minkä johdosta sen kierrättäminen on hyvin vaikeaa.

Pakkausten ekologisempi suunnittelu, tuotanto ja käyttö vähentäisivät merkittävästi syntyvän jätteen määrää, joten tähän suuntaan meidän on ohjattava kehitystä. Metsät ovat uusiutuva luonnonvara, josta jalostetut tuotteet tarjoavat ympäristöllisesti kestävän vaihtoehdon monissa tapauksissa, joten sen alan tuotekehitystä tulee edistää.

 
  
MPphoto
 

  Gesine Meissner (ALDE). – Herr Präsident, liebe Kolleginnen und Kollegen! Ich freue mich sehr, dass wir heute diese Debatte haben. Wir wollen doch alle unseren Nachkommen einen guten und sauberen Planeten überlassen und übergeben, der ihnen das bietet, was sie brauchen. Davon sind wir im Moment tatsächlich ziemlich weit entfernt. Wir riskieren, dass das nicht der Fall sein wird. Wie wichtig dieses Thema ist, zeigt auch, dass zumindest zu Beginn der Debatte zwei Kommissare da waren: Kommissar Vella und auch Vizepräsident Timmermanns. Der Kommission ist es ganz wichtig, uns eben auch.

Wir müssen sehen, dass wir Abfall vermeiden, dass wir ihn, wenn er da ist, möglichst verwerten. Mir geht es ganz besonders um das Meer – alle wissen, dass ich das Meer liebe. Wir haben es jetzt gerade in Brüssel mit mehreren Kollegen zusammen geschafft, eine Plastikausstellung zu machen, die zeigt, wie gravierend Abfallprobleme für das Meer sein können. 1,6 Millionen Quadratkilometer groß ist eine Plastikinsel allein im Pazifik. Wenn wir wollen, dass so etwas vermieden wird, dann müssen wir ein Umdenken herbeiführen. Wir müssen auch sehen, dass wir alternative Produkte schaffen, dass wir auch zum Beispiel den vorhandenen Abfall sammeln und verwerten. Das ist eine gute Möglichkeit für neue Start-ups, das kann auch neue Jobs bringen. Wir müssen nur genug darüber reden. Dieses Paket ist ein sehr gutes, und ich freue mich, dass wir das beschließen werden.

 
  
  

VORSITZ: EVELYNE GEBHARDT
Vizepräsidentin

 
  
MPphoto
 

  Andrzej Grzyb (PPE). – Szanowanie zasobów, efektywne ich wykorzystanie oraz ograniczenie marnotrawstwa surowców to główne cele gospodarki w obiegu zamkniętym. Te ambitne cele zostały wpisane w omawiany pakiet. Przede wszystkim należy jednak podkreślić, że naszym najważniejszym celem powinno być zapobieganie powstawaniu odpadów czy wydłużenie życia produktów.

Szczególne znaczenie ma obieg zamknięty w przypadku biogospodarki i surowców biologicznych, odnawialnych, także bioodpadów, w tym odpadów żywnościowych. Ale przed nami są też inne wyzwania. Takim przykładem jest przyszłość transportu (jestem m.in. sprawozdawcą ds. wspierania czystych pojazdów) i tu również musimy szukać synergii z wprowadzanymi nowymi technologiami. Jednym z tych rozwiązań jest propagowanie w sektorze transportu alternatywnych źródeł energii, takich jak biometan, czyli paliwo pozyskiwane z recyklingu odpadów organicznych. Natomiast jeśli chcemy rozwijać elektromobilność, musimy przeznaczyć środki na badania dotyczące nowego typu baterii produkowanych w zrównoważony sposób i nadających się również do recyklingu.

 
  
MPphoto
 

  Massimo Paolucci (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in questo dibattito in quanto relatore ombra delle norme di elaborazione delle relazioni ambientali, un fascicolo tecnico, sul quale abbiamo potuto lavorare in maniera spedita e positiva con tutti i gruppi politici.

L'occasione del dibattito congiunto è però propizia per allargare lo sguardo sul tema dell'economia circolare. Oggi discutiamo la conclusione dell'importante lavoro relativo alle direttive rifiuti, che fissano gli obiettivi al 2035; ma in queste settimane abbiamo incominciato a dibattere, o lo faremo molto presto, altri elementi fondamentali della necessaria transizione verso l'economia circolare.

La proposta della Commissione europea per introdurre degli indicatori su come valutare le performance è fondamentale e già quattro anni fa avevamo sostenuto una richiesta in tal senso.

La strategia sulla plastica e l'imminente proposta legislativa sulla plastica monouso mettono finalmente in moto l'iniziativa rispetto all'enorme paradosso industriale e ambientale rappresentato da questo prodotto: immaginato per durare nel tempo all'infinito, viene invece gettato, nella stragrande maggioranza dei casi, come fosse un rifiuto non più utilizzabile e distrugge gli ecosistemi marini e non solo.

L'economia circolare, insomma, non è un sogno, una fissazione degli ambientalisti, ma un'urgente necessità per coniugare sviluppo e sostenibilità.

 
  
MPphoto
 

  Adina-Ioana Vălean (PPE). – Madam President, tonnes of paper, glass, biowaste and even metals lie buried on the outskirts of our cities, threatening water supplies and air quality. This is not a future for our citizens and they do not wish or need it. Human beings simply wish to live and prosper in a safe and caring environment. The circular economy is therefore not only about waste recycling or targets, it is actually about air, water, new jobs, new resources and money – money that we can dig out of the bin and put to work for us in a new economy that never existed before.

The circular economy is one of those policies which has the general support of the public and where EU added value is crystal clear. Implementation is, unfortunately, another story, and it will take a lot of effort by the Member States to make sure these policies are going to be implemented efficiently.

I wish to thank the Commission and the rapporteurs for making a good proposal even better, and for allowing much—needed flexibility for countries that need more time to get to where we all need to be. If we make the circular economy a success story, it will become part of the new narrative that the future of Europe needs.

 
  
MPphoto
 

  Jo Leinen (S&D). – Frau Präsidentin! Neben dem Klimaschutz ist die Kreislaufwirtschaft der zweite wichtige Pfeiler für eine nachhaltige Entwicklung auf diesem Planeten Erde. Mit dem Kreislaufwirtschaftspaket kommen wir ein gutes Stück voran, aber vom Ziel sind wir noch weit entfernt. Abfalldeponien sollten ein Auslaufmodell sein. Es geht nicht um Abfälle, sondern um Rohstoffe und Wertstoffe, die man wiederverwenden und verwerten kann. Deshalb ist es wichtig, dass wir nicht nur getrennt sammeln, dass wir nicht nur recyceln, sondern dass wir auch den Markt für Sekundärrohstoffe schaffen, damit diese Dinge wirklich in den Kreislauf kommen.

Ich sehe, dass wir hier hart gearbeitet haben, vor allen Dingen die Berichterstatterin. Der Aktionsplan der Kommission war nicht so ehrgeizig, und da erhoffe ich mir bei der Plastik-Strategie doch einen schnelleren Gang. Wir müssen vor allen Dingen Plastik auch vermeiden, und die Plastiksteuer sollte auch kein Tabu sein. Ich glaube, man muss Anreize geben, und dann folgen die Produzenten und die Konsumenten. Also morgen, glaube ich, ein großer Schritt nach vorne, wir sind aber noch weit vom Ziel entfernt.

 
  
MPphoto
 

  Annie Schreijer-Pierik (PPE). – Voorzitter, de scheiding en hergebruik van afval moet worden verhoogd. Het moet tegen 2035 vrijwel overal afgelopen zijn met het storten van afval of vuilnisbelten. In Nederland lopen wij voorop. De lidstaten van de Unie moeten door deze wetgeving eindelijk serieus werk maken van de daadwerkelijke circulaire economie binnen de Europese interne markt. Verspilling van grondstoffen is gewoon onverstandig. Deze wetgeving spaart én ons milieu én onze collectieve portemonnee voor zowel overheden, producenten en consumenten. Het gaat dus over de toekomst van onze kinderen.

Ik heb me vanaf het begin ingezet voor meer ambitie in deze recyclingsdoelstellingen. Meer nadruk op afvalinnovatie, met inbegrip van terugwinning van mineralen uit bodemas en het drastisch afbouwen van het storten van afval. Het Europees Parlement heeft die hogere ambitie jammer genoeg niet helemaal gesteund. Of wel gesteund, maar de lidstaten hebben die hogere ambities toch wat afgezwakt. Dat is bijzonder jammer.

Voor de Europese afvaltechnologiesector zijn er dankzij de vasthoudendheid van dit Parlement nu enorme kansen. Wij moeten daarmee aan de slag omdat deze wetgeving eindelijk de circulaire investering van overheden afdwingt. Tot slot, circulaire innovatie betekent gewoon ecologische en economische optimalisatie en dat doen boeren eigenlijk in Europa al honderden jaren.

 
  
MPphoto
 

  Die Präsidentin. – Für das nun folgende Verfahren der spontanen Wortmeldungen habe ich sehr, sehr viele Wortmeldungen. Normalerweise sind fünf Minuten vorgesehen. Deswegen werde ich sieben Kolleginnen und Kollegen das Wort geben und bitte die anderen um Nachsicht, denn wir haben noch andere, auch sehr wichtige Themen, die wir zu diskutieren haben.

Spontane Wortmeldungen

 
  
MPphoto
 

  Μαρία Σπυράκη (PPE). – Κυρία Πρόεδρε, Επίτροπε Vella, η κυκλική οικονομία είναι μία οδός για να περιοριστεί η πίεση προς τις πλουτοπαραγωγικές πηγές του πλανήτη μας και στις πρώτες ύλες, για να μειωθεί η ενεργειακή δαπάνη και τελικά για να συμβάλουμε έτσι στην αντιμετώπιση της κλιματικής αλλαγής. Όμως - δεν είναι εδώ ο Αντιπρόεδρος Timmermans - δεν είμαστε όλοι πρωταγωνιστές. Εγώ προέρχομαι από μία χώρα που μαζί με άλλες εννέα, έχει πάρει παράταση ως προς τη συμμόρφωση με το πλαίσιο για τους υγειονομικούς χώρους ταφής. Ωστόσο, η πρόβλεψη ότι, μέχρι το 2030, θα σταματήσουν να πηγαίνουν στις χωματερές όλα τα απορρίμματα που θα μπορούν να ανακυκλωθούν και ότι θα υπάρχει ενιαίος τρόπος αποτίμησης των υγειονομικών χώρων ταφής βοηθά στην προσαρμογή. Είναι όμως ανάγκη να αλλάξουν οι συνήθειες των πολιτών, είναι ανάγκη να αλλάξει ο προσανατολισμός των εκπροσώπων της τοπικής αυτοδιοίκησης, και εδώ θα μιλήσω για ένα σπουδαίο παράδειγμα από το Vilnius της Λιθουανίας, όπου χρηματοδοτήθηκε η δημιουργία μιας μονάδας παραγωγής ενέργειας από βιομάζα και δημοτικά απορρίμματα, σε επίπεδο, μαζί με το σχέδιο Juncker, μαζί με το Ταμείο Συνοχής, περισσοτέρων από 300 εκατομμύρια ευρώ συνολικά. Σε αυτή την κατεύθυνση πρέπει να κινηθούμε, τέτοιες πρακτικές πρέπει να υιοθετήσουμε.

 
  
MPphoto
 

  Nicola Caputo (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, dopo oltre tre anni di lavoro, finalmente questo Parlamento approverà il pacchetto normativo che può dare avvio a una vera e propria rivoluzione nel campo industriale.

L'accordo raggiunto in fase di trilogo non è esattamente quello auspicato dalla commissione ENVI ma traccia una strada inequivocabile verso un nuovo modello di sviluppo in grado di coniugare crescita industriale e sostenibilità ambientale.

Il nuovo piano per i rifiuti traccia obiettivi a medio-lungo termine, con paletti chiari ed ineludibili, come il rafforzamento delle misure di prevenzione della generazione di rifiuti, in primis il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore, l'estensione degli obblighi di raccolta separata ai rifiuti organici, tessili e pericolosi e la quota massima del 10 % per lo smaltimento di rifiuti in discarica entro il 2035.

In linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, è prevista una riduzione del 50 % degli sprechi alimentari e il raggiungimento della soglia del 65 % di riciclaggio da parte di tutti gli Stati membri.

Mi congratulo con la collega Bonafè per l'importante risultato raggiunto ma il lavoro vero comincia ora: l'Unione europea ha il dovere di dimostrare al resto del mondo l'effettiva sostenibilità di un modello economico di tipo circolare.

 
  
MPphoto
 

  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, η κυκλική οικονομία είναι ιδιαίτερα σημαντική για την προστασία του περιβάλλοντος. Πρακτικά σημαίνει επαναχρησιμοποίηση και ανακύκλωση. Σε οικονομικό επίπεδο, το όφελος είναι 1,8 τρισεκατομμύρια EUR, δημιουργία 2 εκατομμυρίων θέσεων εργασίας, αύξηση της ανταγωνιστικότητας της ευρωπαϊκής οικονομίας, ενίσχυση της καινοτομίας και της έρευνας. Πρακτικά λοιπόν πρέπει να προχωρήσουμε σε ανακύκλωση των αποβλήτων, σε πρόληψη της δημιουργίας αποβλήτων, σε μείωση των αποβλήτων τροφίμων και θαλάσσιων απορριμμάτων. Ταυτόχρονα βεβαίως, πρέπει να σταματήσει το αίσχος με τις χωματερές, τους χώρους «υγειονομικής ταφής» όπως λέγονται, και σκέφτομαι ιδίως την τοξική λειτουργία της χωματερής στη Φυλή. Χρειάζονται άμεσες παρεμβάσεις, ούτως ώστε να περάσουμε σε έναν άλλο τρόπο διαχείρισης των δημοτικών απορριμμάτων, για να υπάρξει ανακύκλωση και φυσικά παρέμβαση σημαντική, γιατί μόνο έτσι μπορεί να υπάρξει προστασία της υγείας των κατοίκων γενικώς, και των κατοίκων της Αττικής ειδικώς, από την καρκινογόνο χωματερή της Φυλής.

 
  
MPphoto
 

  Linnéa Engström (Verts/ALE). – Fru talman! Vi är på god väg mot en verklig cirkulär ekonomi och det är faktiskt på plats att fira lite grann. Den lagstiftning som vi här kallar avfallspaketet höjer ambitionerna rejält för både återvinning och återanvändning inom EU.

Våra mål är ambitiösa, även för ett land som Sverige, som kommit upp i en återvinningsgrad av 50 procent och nästintill noll i deponi.

För första gången införs mål för att minska det marina skräpet och komma till rätta med livsmedelssvinnet. Vi slänger enorma mängder mat inom EU – uppskattningsvis 89 miljoner ton per år. Nu höjer vi ambitionen så att detta avfall ska användas i stället för att gå direkt från åkern till sopberget.

Till syvende och sist: Detta är smart ekonomi. I det gamla bondesamhället slängdes ingenting och det är ett ekonomiskt vansinne att vi år efter år skapar produkter med inbyggt åldrande, att enorma mängder plast hamnar i havet och att fin mat slängs.

Slut med slit och släng, framåt för en framtid där avfallet blir vår bästa vän!

 
  
MPphoto
 

  Γεώργιος Επιτήδειος (NI). – Κυρία Πρόεδρε, λόγω της υπερθερμάνσεως του πλανήτη πολλές πρώτες ύλες, πολλοί φυσικοί πόροι από τους οποίους εξαρτόμαστε, σταδιακά αρχίζουν να μειώνονται και αν δεν εντοπιστεί το πρόβλημα αυτό γρήγορα, τότε θα υπάρξει έλλειψη σε κάποια χρόνια. Άρα λοιπόν το θέμα της κυκλικής οικονομίας είναι πολύ σημαντικό διότι συμβάλλει, συν τοις άλλοις, στην προστασία του περιβάλλοντος, άρα και στην επιβίωση του πλανήτη. Για να μπορέσει όμως να επιτευχθεί αυτό, θα πρέπει να χρησιμοποιούμε τα διάφορα προϊόντα υπό ένα κυκλικό σύστημα αναπτύξεως το οποίο σημαίνει τη χρησιμοποίηση ενός προϊόντος, την επανανακύκλωσή του και την ανάκληση ενός άλλου αντίστοιχου προϊόντος. Γι’ αυτό λοιπόν, θα πρέπει να χρησιμοποιηθούν πολύ σωστά και με προσοχή τα διάφορα απόβλητα και να δοθούν διάφορα κίνητρα από τα κράτη ούτως ώστε τα απόβλητα αυτά να μπορέσουν να γίνουν ελκυστικά στην βιομηχανική εκμετάλλευση. Πρέπει επίσης να νομοθετηθούν και διάφοροι θεσμικοί παράγοντες ούτως ώστε να προστατευθεί αυτή η προσπάθεια, η οποία, όπως ανέφερα, είναι τόσο σημαντική.

 
  
MPphoto
 

  Bogdan Andrzej Zdrojewski (PPE). – Pani Przewodnicząca! Komisarz Frans Timmermans powiedział, że największe kłopoty mamy z egzekucją tego wszystkiego, co sami stanowimy – powiedział prawdę, trafił de facto w sedno. Natomiast dodam, że mamy jeszcze jeden problem – problem czasu. Bardzo wolno reagujemy na dynamicznie zmieniającą się sytuację. Nie nadążamy z redukcją zjawiska podrzucania odpadów niebezpiecznych, produkowania odpadów niebezpiecznych i braku odpowiedzialności za produkcję odpadów niebezpiecznych. Mamy wielki kłopot także z problemami fiskalnymi, na przykład łatwiej jest dzisiaj żywność wyrzucić, niż ją komuś podarować, bo jest ona opodatkowana. Musimy zdecydowanie szybciej reagować na te wyzwania, które dynamicznie zmieniający świat cywilizacji nam krótko mówiąc podkłada. Proszę zwrócić uwagę: ponad trzy lata negocjacji nad pakietem, co do którego wszyscy byliśmy zgodni, to zdecydowanie za długo.

 
  
MPphoto
 

  Maria Gabriela Zoană (S&D). – Doamnă președintă, într-un an, volumul total de deșeuri generate de Uniunea Europeană reprezintă 2,5 miliarde de tone, din care 1,6 miliarde nu au fost reciclate sau reutilizate, ceea ce reprezintă o pierdere uriașă pentru economia europeană. În mediul urban, doar 43 % dintre deșeuri sunt reciclate, restul fiind stocate în depozite de deșeuri, 31 %, sau incinerate, 26 %.

Toate aceste deșeuri reprezintă o sursă importantă de materii prime pentru economie, mai ales dacă ținem cont că rezervele naturale de materii prime sunt limitate în timp și unele dintre acestea riscă să nu mai poată fi accesibile la prețuri convenabile în următorii ani. Transformarea deșeurilor în resurse trebuie să fie un deziderat pentru statele membre, la fel ca economia circulară. Utilizarea de ambalaje din materiale biologice va genera reduceri de prețuri și un impact mai mic asupra mediului. Europa trebuie să acorde o atenție sporită deșeurilor periculoase care afectează grav sănătatea și siguranța populației, calitatea apei, dar și a mediului.

 
  
MPphoto
 

  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL). – Κυρία Πρόεδρε, είναι γεγονός ότι μεταξύ των χωρών της Ευρωπαϊκής Ένωσης υπάρχει ανισότητα όσον αφορά τη διαχείριση των απορριμμάτων των αποβλήτων. Υπάρχουν χώρες όπως η Ελλάδα που στέλνουν το 75% των σκουπιδιών σε χώρους «υγειονομικής ταφής», όπως λέγονται, ρυπαίνοντας το περιβάλλον, τη θάλασσα, τα νερά, την τροφική αλυσίδα. Στη χώρα μου οι κεντρικές κυβερνήσεις, προηγούμενες και σημερινές, και οι περιφερειακές αρχές επιμένουν να δημιουργούν χώρους υγειονομικής ταφής ακόμα και σύμμεικτων αποβλήτων καταστρέφοντας το περιβάλλον και μολύνοντας τον υδροφόρο ορίζοντα. Δεν υπάρχει χώρος υγειονομικής ταφής στην Ελλάδα που να μην έχει προβλήματα. Στη Φυλή κινδυνεύουν ζωές· στην Κατερίνη υπάρχει τοξική θαλάσσια ρύπανση· στη Σάμο γκρεμίστηκε στη θάλασσα· στη Λευκίμμη φτιάχτηκε πάνω σε υδροφόρο ορίζοντα. Αυτή τη στιγμή που μιλάμε, κάτοικοι στην Αιγιαλεία έχουν αποκλείσει το ΧΥΤΑ της περιοχής οποίος εξακολουθεί να λειτουργεί χωρίς άδεια από το 2015. Είναι σαφές ότι μια χώρα όπως η Ελλάδα που ανακυκλώνει το 17% των απορριμμάτων δεν μπορεί να πιάσει τον ενδιάμεσο στόχο, γι’ αυτό επιβάλλεται επειγόντως να υιοθετήσει την πράξη για μηδενισμό της ταφής και χρειάζεται επίσης ενισχυμένη βοήθεια από την Ευρωπαϊκή Ένωση, όπως γενικά οι χώρες που καθυστερούν στη διαχείριση των απορριμμάτων.

 
  
 

(Ende der spontanen Wortmeldungen)

 
  
MPphoto
 

  Karmenu Vella, Member of the Commission. – Madam President, I would like to thank all the Members who have contributed to this fine and inspiring debate and for their overall support. For me, it confirms once again that creating a circular economy is one of the big challenges of our time. But it is also offers us huge opportunities, especially in the environmental, economic and social sectors. We urgently need to make more durable and recyclable products and, at the end of the cycle, use waste as a resource and channel it back into the economy.

Taking a sustainable path requires multiple changes, of a technological, organisational, financial, social and also educational nature. The road ahead may seem daunting but we can make the transformation happen. Embracing the circular economy offers significant opportunities as it will unleash new sources of innovation, growth, employment and well-being.

It is for all these reasons that the European Commission and the European Union at large have made the circular economy a key political priority and that we are implementing an ambitious plan with far-reaching initiatives.

A central plan of action involving taking waste legislation in the European Union to the next level with ambitious, legally binding landfill reduction and recycling targets for the period up to 2035 alongside targeted waste prevention measures.

It is encouraging to see that over the past two decades many Member States have gradually improved their waste management in line with the EU waste hierarchy. In 1995, on average 64% of our waste was still landfilled. In 2000, the average had been reduced to 55%, while the average recycling rate stood at 25%. Fifteen years later, in 2015, landfilling of household waste in the EU as a whole had dropped to 25% with recycling having increased to 45%. Yet, challenges and big differences between EU countries remain. We are not closing the loop yet. In 2015, twelve Member States still landfilled over 50% of their household waste and six of them incinerated 40% or more.

Regarding the concern expressed by Ms Wiśniewska, I would like to clarify that Poland can get a five-year derogation for recycling and landfilling targets, so maybe she can reconsider your position and vote in favour instead of abstaining.

With regards to Mr Pedicini’s comment that we missed a crucial chance to set legally binding targets for other waste streams like food waste, marine litter, the reuse of packaging and so on, the new waste legislation foresees a large number of review clauses asking the Commission to assess the feasibility to set such targets in the next years.

More and bold action is still very much needed. The new waste legislation that we hope you will approve later this week, will provide fresh impetus to this area. The Commission will do all it can to make the new legislation deliver on the ground.

I cannot conclude without thanking the rapporteur, Ms Simona Bonafè. I would also like to take the opportunity to thank the shadow rapporteurs as well as all the other MEPs for their commitment, contribution and support to this dossier.

As Ms Engström said, we have reason to celebrate but let us not forget that this is not the end of the road. It is the beginning of our walk. Let’s continue working together as we have done so far. It is true, nothing is easy but let’s be positive and look for the opportunities in the problems and not look at the problems in the opportunities.

 
  
MPphoto
 

  Simona Bonafè, relatrice. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, non è sfuggito a nessuno durante questo dibattito quanto l'economia circolare sia una leva che abbiamo a disposizione per rilanciare la competitività dell'Europa e uno sviluppo economico più sostenibile che tuteli l'ambiente, così come non è sfuggito a nessuno che c'è ancora tanto da fare: penso alle misure di prevenzione, penso alla necessità di considerare anche i rifiuti industriali.

Però sappiamo tutti che questo pacchetto, che io mi auguro possa passare mercoledì con un ampio consenso, non è mai stato considerato un punto di arrivo ma un punto di partenza, che va rafforzato con le azioni previste nell'action plan, in particolare con le misure per l'ecodesign ma anche – e qui vengo incontro alle preoccupazioni di alcuni colleghi e in particolare dei colleghi dei paesi che sono un po' più indietro – sottolineando altresì come l'economia circolare, per essere veramente implementata, abbia bisogno di adeguati strumenti finanziari per realizzare le infrastrutture e anche per supportare le imprese nel rinnovamento del loro sistema produttivo.

Ecco perché penso che gli investimenti giocheranno un ruolo cruciale, un ruolo fondamentale e il prossimo quadro finanziario pluriennale, che la Commissione sta per presentare, dovrà inserire, se vogliamo essere credibili, anche il tema dell'efficienza delle risorse fra le proprie assi portanti.

In conclusione, adesso noi dobbiamo solo dimostrare di essere credibili. Le norme ci sono: vanno solo messe in opera e dobbiamo essere convinti che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta, soprattutto per le prossime generazioni.

 
  
MPphoto
 

  Francesc Gambús, ponente. – Señora presidenta, señor comisario, durante el debate hemos visto de hecho la importancia y el potencial que la economía circular tiene para el desarrollo de Europa en un gran equilibrio entre los factores ambientales, económicos y sociales, con un rol importante importante de la educación tiene usted razón, señor comisario.

Quiero agradecer el trabajo, en esta mi segunda intervención, de todas las personas que han trabajado en el dosier sobre la información medioambiental, y especialmente a Andrés y Kristi, del Consejo, a Stefan y Julia, de esta misma casa, y a Andrew, de la Comisión, sin los que no hubiéramos podido conseguir la rapidez con la que lo hemos tramitado.

Quiero agradecer igualmente el trabajo de los ponentes alternativos, que con su colaboración han contribuido a enriquecer y aumentar la eficiencia del informe, con lo que contribuiremos, como he dicho en mi primera intervención, a allanar el camino a la implementación de la economía circular.

Cuando empezamos este mandato, el presidente Juncker estableció como prioridad crear las condiciones necesarias para la creación de puestos de trabajo y el impulso a la reindustrialización tras los oscuros años de la crisis económica que azotó y sigue azotando a Europa.

En los momentos antes de la COP21 nos conjuramos todos para que Europa tomara el liderazgo internacional que había ido perdiendo en los últimos años y nos comprometimos a que el avance de nuestra economía tuviese que ir de la mano del medio ambiente.

Y el próximo miércoles debemos dar este primer paso para la economía europea del siglo XXI, un camino que debemos recorrer junto a la ciudadanía europea, su industria, sus interlocutores sociales, para reforzar los lazos que nos unen en el proyecto europeo de los próximos decenios; un proyecto real, realizable y del que todos y cada uno de nosotros podemos sentirnos partícipes cada día de nuestra vida.

 
  
MPphoto
 

  Die Präsidentin. – Die Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet am Mittwoch, 18. April 2018, statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 162 GO)

 
  
MPphoto
 
 

  Laura Ferrara (EFDD), per iscritto. – Seppur a piccolissimi passi, l'economia circolare avanza. Certo, se si guarda al compromesso raggiunto nei triloghi, siamo ancora lontani dagli obiettivi che si era posto il Parlamento europeo.

Il risultato peggiore del negoziato riguarda la messa in discarica dei rifiuti: a fronte del limite massimo del 5% entro il 2030, proposto dal Parlamento, si è giunti ad un compromesso finale che fissa il target al 10% e concede agli Stati tempo fino al 2035. Spiace, poi, che siano stati cancellati gli obiettivi di preparazione al riuso, i quali avrebbero avuto un impatto positivo sulla riduzione dei rifiuti e sulla creazione di posti di lavoro.

Resta fermo, comunque, il nostro impegno per ottenere risultati di gran lunga più ambiziosi come l'introduzione di obiettivi vincolanti di riduzione dei rifiuti alimentari del 30% al 2025 e del 50% al 2050, nonché di preparazione al riuso degli imballaggi; l'introduzione obbligatoria del sistema del vuoto a rendere; il divieto all'incenerimento di tutti i rifiuti e, non ultimo, l'eliminazione dei sussidi alle fonti fossili che sono all'origine di ogni rifiuto.

Senza questi provvedimenti, come detto, il pacchetto che, comunque, vale la pena approvare, farà registrare solo piccoli miglioramenti.

 
  
MPphoto
 
 

  Marijana Petir (PPE), napisan. – Nakon više od dvije godine mukotrpnih pregovora o prijedlogu zakonodavnog paketa, ali i skoro četiri godine od predstavljanja prvog prijedloga tranzicije europske ekonomije prema kružnom gospodarstvu, u pregovorima Europskog parlamenta, Vijeća i Komisije postignut je sporazum oko konačnog prijedloga paketa novih europskih zakona koji podržavaju provedbu Akcijskog plana EU-a za kružno gospodarstvo.

Zakoni uključuju izmjene Okvirne direktive o otpadu, Direktive o otpadnim vozilima, Direktive o otpadnim baterijama i akumulatorima te otpadnoj električnoj i elektroničkoj opremi i Direktive o odlagalištima otpada. Paketom se državama članicama daju smjernice za ostvarivanje prave ravnoteže kapaciteta stvaranja energije iz otpada, a ističe se i uloga hijerarhije otpada, u okviru koje se mogućnosti gospodarenja otpadom rangiraju prema održivosti, dok je glavni prioritet sprječavanje nastanka otpada i njegovo recikliranje.

Paketom se također pridonosi optimiziranju doprinosa država članica energetskoj uniji te iskorištavanju mogućnosti za prekogranično partnerstvo gdje je to prikladno i sukladno okolišnim ciljevima. Hrvatska dugo godina nastoji riješiti probleme gospodarenja otpadom. Iako smo jedna od zemalja koja je rano prepoznala mogućnosti kružnoga gospodarstva, gospodarenje otpadom provodili smo manje-više neučinkovito i neuspješno.

Novi zakonodavni paket, ali i iskustva drugih uspješnih država članica trebala bi nam biti nov i jak poticaj da Hrvatsku doista očuvamo lijepom i našom.

 
  
MPphoto
 
 

  Sirpa Pietikäinen (PPE), in writing. – The adoption of the waste package is an important and welcome step in the right direction. Europe is dependent on the import of raw materials. We cannot afford to waste precious materials, as is now happening. We need a waste hierarchy that can act as a strong catalyst for the move towards a circular economy. Recycling capacity in Europe should be developed. We need separate waste collection, including optical sorting to make use of materials to their highest possible value and to feed them into new processes, closing the loops to ensure high quality resources maintain their value throughout the recycling process. The Finnish bottle recycling system of PEP bottles, based on a bottle deposit, is an efficiently functioning example to build on. Ultimately, what we must aim for is to design out all waste, and have products that are upgradeable, reusable, repairable, and recyclable. The targets and measures now adopted are not enough to get us there. Therefore, the review of the package and its measures and targets will be an important opportunity to raise the ambition level as we go forward.

 
  
MPphoto
 
 

  Henna Virkkunen (PPE), kirjallinen. – Nyt hyväksyttävillä jätedirektiiveillä ja entistä tiukemmilla kierrätystavoitteilla voidaan merkittävästi vauhdittaa kiertotaloutta. Materiaalien tehokas kierrätys ja uudelleenkäyttö vähentävät ympäristön kuormitusta ja päästöjä, ja takaa samalla raakamateriaalien paremman riittävyyden. Kyse on paitsi ympäristöstä ja terveydestä, myös taloudesta. Kiertotalous parantaa kilpailukykyä, innovointia ja kasvua sekä luo työpaikkoja Eurooppaan. Se voi kuitenkin toimia vain, jos se on markkinalähtöistä ja kannustavaa sekä valmistajille että kuluttajille. Myös kuluttajien kasvava ympäristötietoisuus ajaa yrityksiä etsimään ratkaisuja, jotka ovat samanaikaisesti kustannustehokkaita ja ympäristöystävällisiä. Vuosittain Euroopan unionissa syntyy noin 2,5 miljardia tonnia jätettä. Vaikka yhdyskuntajätteen osuus tästä on alle kymmenesosa, se on haastava osa jätteentuotantoa ja -käsittelyä. Tällä hetkellä esimerkiksi 95 prosenttia kaikesta muovista käytetään vain kerran. Vain viisi prosenttia muovijätteestä päätyy asianmukaisesti kierrätykseen ja 40 prosenttia sekajätteenä kaatopaikoille. Muovin tuotannon arvioidaan vielä jopa kolminkertaistuvan globaalisti vuoteen 2050 mennessä. Nyt hyväksyttävien uusien tavoitteiden mukaan jäsenmaissa tulee kierrättää vuoteen 2025 mennessä vähintään 55 % yhdyskuntajätteestä. Jatkossa on järjestettävä erilliskeräykset metallin, lasin, paperin ja biojätteen lisäksi muoville ja vuodesta 2025 alkaen myös tekstiileille. Kuten tiedämme, jo tällä hetkellä jäsenmaiden välillä jätteen kierrätyksessä ja hyödyntämisessä on suuria eroja. Moni ei yllä edes nykyisiin kierrätystavoitteisiin, joten uudet kovemmat tavoitteet vaativat merkittäviä toimintatapojen ja prosessien muutoksia.

 
  
MPphoto
 
 

  Carlos Zorrinho (S&D), por escrito. – A União Europeia (UE) é a zona do globo mais dependente da importação de matérias-primas. Por outro lado, lidera o compromisso global pela sustentabilidade do planeta e o combate às alterações climáticas. A aposta na economia circular é um complemento necessário da transição energética.

Só com a aplicação deste pacote a UE poderá atingir níveis de sustentabilidade e competitividade que lhe permitam fixar-se na fronteira tecnológica e social do mundo em mudança. O modelo atual de gestão dos recursos é insustentável economicamente, socialmente e ambientalmente.

É preciso aproveitar a oportunidade para mudar. Criar riqueza, criar emprego, criar melhor qualidade de vida para as pessoas. Como um dos relatores-sombra, defendi e propus alterações visando suprimir progressivamente a deposição em aterros até à supressão total, proibir a deposição em aterros de resíduos que são objeto de recolha seletiva, criar um programa quadro com uma calendarização dos objetivos, monitorizar a transferência de resíduos dentro da UE e para Estados terceiros e melhorar as metodologias de quantificação associadas aos aterros.

Chegou o momento da ação. A economia circular tem de ser muito mais do que uma boa narrativa. Tem de ser uma realidade concreta e com impactos positivos da vida quotidiana dos europeus.

 
Letzte Aktualisierung: 20. Juli 2018Rechtlicher Hinweis