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O-000047/2018 (B8-0027/2018)

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PV 12/06/2018 - 3
CRE 12/06/2018 - 3

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Разисквания
Вторник, 12 юни 2018 г. - Страсбург Редактирана версия

3. Пакетът за Икономическия и паричен съюз (разискване)
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  Presidente. – L'ordine del giorno reca la discussione sull'interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione sul pacchetto sull'Unione economica e monetaria, presentata da Roberto Gualtieri, a nome della commissione per i problemi economici e monetari (000047/2018 – B8-0027/2018) (2018/2724(RSP)).

 
  
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  Roberto Gualtieri, autore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo nostro dibattito si svolge in un passaggio decisivo per il futuro dell'Europa e dell'area euro. Noi diamo atto alla Commissione di aver messo sul tavolo un ampio ventaglio di proposte che delineano i pilastri di un'Unione economica e monetaria più completa e meglio in grado di generare crescita, occupazione, coesione, resistenza agli shock. Notiamo però che alcune di queste proposte definiscono più un embrione degli strumenti di cui abbiamo bisogno che una loro compiuta realizzazione e che permangano criticità.

La proposta più rilevante è senza dubbio l'introduzione di uno strumento di stabilizzazione macroeconomica, attraverso un fondo per la protezione degli investimenti, durante le fasi avverse del ciclo. Si tratta di una funzione decisiva perché l'assorbimento degli shock asimmetrici non può essere svolto in modo efficace dalla politica monetaria né dai bilanci nazionali. Se avessimo già avuto questo strumento durante la crisi, probabilmente ci saremmo risparmiati la seconda recessione e tutte le sue conseguenze economiche, sociali e politiche.

A chi parla di moral hazard facciamo notare che, al contrario, questo strumento determinerebbe un incentivo alla condotta di politiche di bilancio responsabili e alla correzione di squilibri macroeconomici. Bene quindi che ci sia una proposta, anche se essa appare insufficiente sul piano delle dimensioni, e un'indennità di disoccupazione rappresenterebbe uno stabilizzatore automatico più efficace e più trasparente.

In linea con le raccomandazioni di questo Parlamento è anche il programma di sostegno alle riforme. Qui è importante che il concetto di riforme strutturali sia adeguato alle vere sfide del mondo di oggi, che non richiedono una svalutazione del lavoro e una competitività di prezzo, ma una capacità d'innovazione e di sviluppo che si fonda anche su una società coesa.

Per quanto riguarda la gestione delle crisi, è positiva la proposta di rafforzamento del Meccanismo europeo di stabilità, che lo renda indipendente dal Fondo monetario internazionale e ampli la gamma degli strumenti a sua disposizione, a partire anche da quella di backstop per il Fondo di risoluzione delle banche.

Su questo vorrei però esprimere la frustrazione di questo Parlamento per l'evidente intenzione degli Stati membri di non seguire la proposta della Commissione d'integrazione del fondo nel quadro giuridico dell'Unione. Vorrei chiarire una volta per tutte che la giustificazione utilizzata per questa scelta, e cioè che altrimenti verrebbe meno il potere di controllo dei parlamenti nazionali, non corrisponde al vero, è una. Nulla cambierebbe, da questo punto di vista, se si seguisse la strada proposta dalla Commissione. Come già detto molte volte, il Parlamento europeo non userebbe il suo diritto di consenso per alterare gli equilibri istituzionali di un organismo che utilizza risorse degli Stati membri.

Infine, vorrei consigliare alcuni Stati membri di evitare formulazioni su meccanismi per la ristrutturazione di debiti sovrani non solo controproducenti per la stabilità finanziaria ma che farebbero anche venir meno la necessaria unanimità per la riforma dell'ESM. Circa l'attribuzione al nuovo fondo di compiti di sorveglianza delle politiche di bilancio, ribadisco che sarebbe non solo sbagliata, ma violerebbe chiaramente i trattati europei, e non è infatti, giustamente, nella proposta della Commissione.

Del pacchetto della Commissione fa parte anche l'integrazione dell'articolo 3 del Fiscal Compact nella legislazione europea. Qui devo dire che la Commissione ha perso un'occasione. Noi dobbiamo semplificare e migliorare le nostre regole di bilancio e ciò richiederebbe, in primo luogo, di assicurare un trattamento diverso alla spesa per investimenti e di evitare meccanismi prociclici. È evidente che la proposta presentata sul Fiscal Compact non andrà lontano e che occorre fare molta strada per adeguare le nostre regole di bilancio alle sfide dei tempi.

Infine, è bene ribadire a tutti, anche in questo Parlamento, che senza un meccanismo che assicuri lo stesso livello di protezione dei depositi, non solo l'Unione bancaria ma anche la stessa Unione monetaria risulta incompleta.

Signor Presidente, signor Vicepresidente della Commissione, il Parlamento cercherà di migliorare le proposte della Commissione e di assicurare coerenza tra di esse e l'MFF. Auspichiamo che tra gli Stati membri non prevalga una concezione minimalista, che rischierebbe di non farci utilizzare appieno la finestra di opportunità decisiva rappresentata da quest'ultimo scorcio di legislatura.

 
  
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  Valdis Dombrovskis, Vice-President of the Commission. – Mr President, honourable Members, let me thank you for this timely oral question on the deepening of our economic and monetary union. Democratic accountability is one of the key principles on which this work is based, and I am happy to be here to respond and to hear your views.

A well—functioning EMU is at the core of EU integration. Our economic and monetary union is more resilient now than it was before the crisis, but the work is not yet complete. A more integrated and performing euro area is needed to bring increased stability and prosperity to all Europeans. Reconciling very different views on these matters is sometimes difficult, but we are making some progress. The general approach on the 2016 banking package at the May Ecofin is a major milestone that lays the basis for further progress on the banking union, including on the risk-sharing side. We hope that at the June Summit it will be possible to take the concrete decisions which are expected, notably regarding the completion of the banking union and further development of the European Stability Mechanism. We would like to see agreement on key principles and clear milestones for future work.

Coming more specifically to Mr Gualtieri’s questions on behalf of the Committee on Economic and Monetary Affairs (ECON): with regard to the integration of the ESM into the EU legal framework, regrettably the Council has not yet started legislative negotiations on the Commission’s proposal, as several Member States are not in favour of anchoring the ESM in EU law. However, there is general support for the goal of converting the ESM into the European Monetary Fund. Discussions on related issues, such as the role of the ESM as a backstop for a Single Resolution Fund or the new ESM instruments, are taking place in an intergovernmental format. The Commission’s position is that integration of the ESM into the EU legal framework is important to allow full accountability and democratic and judicial oversight of ESM activities, to promote the interests of the whole Union and to ensure swift and timely ESM actions under the well—defined framework.

The Commission also considers that any reforms of the ESM should not undermine the institutional prerogatives set out in the Treaties, in particular when it comes to fiscal and economic surveillance. We also remain convinced that the incorporation of ESM into the Union framework can be done by means of Article 352 of the Treaty. We also maintain that Article 126(14) is an appropriate legal basis for the directive transposing into Union law the key provisions as set out in the fiscal compact. This legal basis has also been used in the past to introduce comparable fiscal rules and obligations.

As regards the involvement of the European Parliament, let me recall that we put the community method at the centre of the EMU package precisely to increase transparency and accountability. The Community method would increase the European Parliament’s and the national parliaments’ oversight of EU economic governance. The Commission attaches great importance to the views of the European Parliament. In preparing our proposals we have taken into consideration the recent own—initiative reports on the budgetary capacity of the eurozone; the Böge-Berès report on the possible evolutions and adjustments of the current institutional set up of the European Union; the Verhofstadt report; and, on improving the functioning of the European Union, building on the potential of the Lisbon Treaty, the Brok-Bresso report.

We look forward to the input from the European Parliament in a formal legislative process and remain fully available to hold regular exchanges of views and debate on these topics. A first exchange of views took place in the ECON Committee on 27 March with Commissioner Moscovici and myself.

Finally, let me say a few words on the two EMU-related proposals, which we adopted on 31 May in the context of the next Multiannual Financial Framework. The European Investment Stabilisation Function will help Member States to absorb large asymmetric shocks by helping to protect public investment levels. It will work through a provision of loans of up to EUR 30 billion, guaranteed by the EU budget, and grants to cover the related interest costs. To receive this support, Member States will have to comply with strict eligibility criteria based on sound fiscal and macroeconomic policies.

The Reform Support Programme will provide financial and technical support to the structural reforms. A budget of EUR 25 billion will be divided among three instruments: a reform delivery tool providing financial support for agreed reform packages (EUR 22 billion), a technical support instrument continuing the successful experience with the current Structural Reform Support Programme (EUR 840 million), and a convergence facility to offer dedicated financial and technical support to those non-euro-area Member States that take demonstrable steps towards adopting the euro (EUR 2.16 billion). The package will complement other EU programmes and funds in support of jobs and growth, notably the Structural and Cohesion Funds and the new Invest EU Fund. An important theme of our MFF proposal is a stronger link between the EU budget and the European Semester, which is a framework for economic policy coordination.

It is now time to decide and to live up to our commitments to reform the EMU. Our end goal is to achieve better living and social standards for all Europeans. That is what matters in the end. I count on your support in this process.

 
  
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  Presidente. – Vi devo informare che a mezzogiorno e mezzo ci sono le votazioni, per cui non è possibile prendere indicazioni per quanto riguarda il "catch the eye" né utilizzare le blue card in questa discussione perché abbiamo una lista lunghissima di oratori.

 
  
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  Brian Hayes, on behalf of the PPE Group. – Mr President, I very much welcome this debate ahead of the June Summit on the Economic and Monetary Union (EMU) package. Despite all of the pain of the financial and sovereign debt crisis, Europe has come back strongly. We are living through a jobs-rich recovery. That success is based on prudent budgeting, new investment, structural reforms and a commitment to stick to the rules of the fiscal compact.

Firstly, it is absolutely useless dreaming up new ideas if we’re not delivering on what we said we would do already. Let us deliver on our existing commitments. Secondly, if you’re a small, big or medium-sized country, the rules apply to everyone. And thirdly, whatever change is proposed, it must be an inclusive format. That means, from our perspective, no euro-area parliament, no railroading of small or indeed any Member States.

So where do we go from now? I see five areas of potential improvement. I think we need to complete the Banking Union, to deliver on the European Deposit Insurance Scheme (EDIS). That means risk-sharing and risk reduction must go hand in hand. It means a credible resolution of the NPL problem.

Secondly, Europe must be open for business, which means more trade deals, delivering on the potential of the single market economy and freeing the EU economy of protectionism. We also need a functioning capital markets union for new finance, alongside Juncker’s / the EFSI plan. Turning the ESM into a fully-fledged European Monetary Fund makes sense, but it needs to be accountable to this Parliament. We also need to be prepared to reform and turn the European budget – the Multiannual Financial Framework (MFF) – into an instrument of innovation and growth.

Could we do the impossible, colleagues? That is, agree a better budget by the time of the next European Parliament elections. We need to – it would send out a powerful signal from this House, were we to obtain that agreement.

Finally, I hope that once and for all, the idea of having an EU finance minister is dropped. It is a crazy proposal. It sends out the wrong message to national parliaments, to EU citizens. It does not have national public support. It is a weapon of euroscepticism. It is time that it was finally discarded from the technocratic dreamworld from where it came.

 
  
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  Pervenche Berès, au nom du groupe S&D. – Monsieur le Président, Monsieur le vice-Président, dans ce débat que nous menons depuis longtemps, j’ai un regret, c’est qu’au fond le débat sur le renouveau du cadre financier pluriannuel est un débat qui est lancé, qui va aboutir à un moment ou à un autre, alors même que nous n’avons pas fondamentalement d’accord sur le futur d’un budget de la zone euro. Or, il y a une articulation entre les deux et on le voit bien lorsque Mme Merkel nous dit: «On discutera du budget de la zone euro après avoir discuté du cadre financier pluriannuel». Alors que restera-t-il pour organiser le chemin parallèle de ces deux outils?

Ma deuxième remarque concerne la fonction de stabilisation et la façon dont la Commission européenne a mis une proposition en ce sens sur la table. Le fait que vous reconnaissiez que cette fonction doit être remplie, le fait que vous mettiez une proposition sur la table, est évidemment la bienvenue, mais reconnaissez que lorsque nous qualifions votre proposition d’embryon, nous sommes quasiment en dessous de la réalité, car ceux qui, dans cet hémicycle et ailleurs, cherchent toujours à tirer des enseignements de la conduite des affaires par le FMI n’écoutent pas suffisamment le FMI qui, de ce point de vue, nous dit que nous avons besoin d’un véritable stabilisateur automatique, comme nous l’avons dit également dans le rapport Berès-Böge que vous avez cité.

Ma troisième réflexion porte sur la transformation du Mécanisme européen de stabilité en un Fonds monétaire européen. Nous vous invitons à ne pas utiliser cette terminologie, il doit s’agir d’un fonds de stabilisation européen. Le fonds monétaire ne peut pas être décalqué au sein de l’Union européenne. Nous soutenons la Commission pour que cela ne conduise pas à détricoter vos compétences en matière budgétaire et nous sommes aussi à vos côtés pour plaider pour que la méthode communautaire soit intégralement appliquée dans ce domaine.

Sur le fond, je regretterais infiniment que ce Conseil européen n’avance pas de concert et soit une avancée radicale sur la voie de la transformation du MES en Fonds monétaire européen, et qu’il soit ridicule lorsqu’il s’agit de cette fonction de stabilisation dont nous avons tant besoin.

 
  
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  Sander Loones, namens de ECR-Fractie. – Dank u wel, Voorzitter. Vandaag debatteren wij over de invoering van een EMF, een Europees Monetair Fonds, de Europese variant van het IMF. Dat fonds zou lidstaten kunnen helpen die in slechte papieren zitten. Op zich een interessant idee, alleen is niet duidelijk wat precies met dat EMF wordt bedoeld, hoe dat zal worden ingevuld. Zal dat een EMF zijn volgens de strikte variant van meneer Schäuble, de voormalige Duitse minister van Financiën, of wordt dat de meer lakse invulling van de Europese Commissie?

Als ik kijk naar de oorsprong van dat idee van de EMF, dan kom je terecht in 2010 bij een opiniestuk in The Economist geschreven door Daniel Gross en Thomas Meyer. De Europese Commissie ging vervolgens aan de slag met dat idee van een EMF. Wat interessant is, is dat Gross en Meyer een half jaar geleden, in december 2017, een update geschreven hebben van hun paper waarin zij de voorstellen van de Europese Commissie beoordelen en analyseren. En wat is hun conclusie? Zij wilden een Europees Monetair Fonds dat zorgt voor meer begrotingsdiscipline en voor een sterker schuldbeheer.

Als ik kijk naar de voorstellen van de Commissie, dan lijkt zij eerder te willen aansturen op een zoveelste solidariteitsmechanisme, terwijl wij weten dat transfers onverantwoordelijk gedrag in de hand werken in plaats van dat meer verantwoordelijkheid wordt genomen. Gross en Meyer zagen het EMF bovendien als een niet—politieke instelling die neutraal en economisch kan oordelen. Ze willen ook dat er gesproken wordt over een exitscenario uit de euro, dat dat geen taboe is. Beide voorstellen opnieuw worden niet gedragen door de Europese Commissie.

Samengevat: De Commissie dreigt onverantwoordelijkheid aan te moedigen. En opeens is ze dan verbaasd dat de noordelijke lidstaten niet willen meespelen, dat de noordelijke lidstaten de touwtjes in handen willen houden en een intergouvernementele oplossing willen. Het is duidelijk wat wél moet gebeuren. Het is tijd dat de Commissie het over een andere boeg gooit.

 
  
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  Ramon Tremosa i Balcells, on behalf of the ALDE Group. – Mr President, just a couple of ideas in two minutes. On the European Monetary Fund, I think double accountability will have to be introduced. National parliaments should continue to be in charge of accounting for their programmes and actions from the IMF, but so should the European Parliament. How can we explain to our voters that the European Parliament – the institution that wants to represent democracy in the EU – does not have a say over the conditions in bailouts? This anomaly needs to be addressed – otherwise, if MEPs cannot decide on Europe-wide important issues, why should people go to vote in the next European elections? By excluding the European Parliament from crucial decisions, the ground is ready for the next generation of eurosceptics.

The second idea: on the other hand, it is important that the fiscal compact is implemented through EU law. I think it is a good moment to check how its application has worked in different Member States, and how we can improve it. For example, in the case of Spain, the central government has arbitrarily put a much more stringent deficit objective to regional governments than to the central government. This has been a way to force cuts in welfare state and social policies. Similarly, many local governments in Spain with very low debt are not allowed by the central government to use the cash they have in the banks for investments on social policies. So control of excessive spending should not be a new excuse for recentralisation.

 
  
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  Philippe Lamberts, au nom du groupe Verts/ALE. – Monsieur le Président, cela fera bientôt 150 ans que l’Allemagne est unifiée et 30 ans qu’elle est réunifiée.

Cette union politique avait été précédée par une union douanière et monétaire et, depuis, l’Allemagne n’est toujours pas économiquement homogène. Mais personne ne met en doute sa pérennité.

Qu’est-ce qui fait donc tenir l’Allemagne ensemble? Sur le plan politique, bien sûr, une langue et des institutions communes; sur le plan économique, c’est un marché unique régi par des règles fiscales et sociales largement communes.

Cette fiscalité fédérale alimente un budget fédéral de plus de 10 % du PIB qui, avec une sécurité sociale fédérale, constituent des mécanismes de solidarité économique extrêmement robustes. S’y ajoute même un système de transferts budgétaires directs entre les régions, de sorte que, à ce jour, trois régions contribuent plus à la fédération qu’elles ne reçoivent, et les treize autres c’est l’inverse.

Je prends l’Allemagne pour exemple car c’est à la fois l’État membre auquel l’Union économique et monétaire profite le plus et l’un de ceux où la résistance à tout changement de structure de l’euro est la plus forte.

L’histoire de l’Allemagne nous montre surtout comment l’Union économique et monétaire devrait évoluer si elle veut éviter de se disloquer.

Nous avons bâti un marché unique puis une monnaie unique adossée à une banque centrale fédérale, mais sur ce marché et face au reste du monde, les États membres se livrent à une concurrence fiscale, sociale et commerciale à peine régulée et le seul mécanisme de redistribution économique dont nous disposons est le très modeste budget de l’Union européenne, qui représente 1 % du PIB. Faut-il s’étonner que cet ensemble produise de la divergence plutôt que de la convergence?

Croire que l’euro a un avenir dans ce cadre relève du déni de réalité.

Si nous voulons lui donner un avenir, les solutions sont connues: union bancaire, y compris la garantie commune des dépôts; un budget commun beaucoup plus robuste abondé par des recettes propres, typiquement une fraction de l’impôt sur les sociétés ou du prix du CO2; enfin, à défaut d’unification sociale et fiscale, nous devons à tout le moins abandonner la compétition au profit de la coopération. Sans cela, le retour aux monnaies nationales sera inéluctable.

Certains, y compris dans cette salle, le souhaitent, soit parce qu’ils pensent que la volonté politique pour accomplir les réformes nécessaires n’existera jamais, soit parce qu’ils pensent que l’État-nation est le seul espace où peut s’exercer la souveraineté démocratique.

Ce n’est pas notre choix. Nous sommes convaincus que la fin de la monnaie unique entraînerait dans son sillage l’Union européenne dans la spirale de la décomposition, décomposition qui laisserait les États membres comme des pions face aux multinationales, dans une situation où les Trump, les Poutine ou les Xi de ce monde se feraient un plaisir de monter les uns contre les autres à notre détriment commun.

Nous, Européens, seront bientôt 5 % de la population du monde. Que nous le voulions ou non, notre unité est la condition de notre souveraineté, souveraineté politique et fiscale, souveraineté sociale et économique.

Alors, je vous le demande: est-ce que Donald Trump va être le catalyseur de cette prise de conscience? Nous l’espérons, mais nous n’en voyons pas encore les signes. Au contraire, nous voyons encore trop d’États membres présenter la question sous un jour moral: les États vertueux du nord ne devraient pas subventionner les États pêcheurs du sud. À ceux-là, je voudrais rappeler que l’Allemagne, pays dans lequel ce discours moralisateur est omniprésent, Monsieur le Président, est aussi la patrie de Deutsche Bank, l’une des banques les plus pourries de la planète et d’une industrie automobile qui a sciemment trompé les citoyens depuis des décennies.

Personne, aucun pays, n’a le monopole de la vertu, ni du vice! La survie de l’euro est une question d’intérêt partagé, osons espérer que celles et ceux qui auront à en décider en prendront conscience à temps.

 
  
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  Miguel Viegas, em nome do Grupo GUE/NGL. – Senhor Presidente, o euro representou para Portugal um elemento de destruição da nossa economia. Desde que Portugal entrou no euro a sua dívida pública passou de 55 para 130% do PIB. Os salários reais baixaram 20%, 500 mil jovens tiveram que sair do país à procura de emprego no estrangeiro e a questão que colocamos é porque é que a União Europeia insiste em manter e aprofundar a União Económica Monetária com o Fundo Monetário Europeu e com esta proposta de pseudo-capacidade orçamental da zona euro?

A resposta é simples: é que o euro sempre representou e representa um instrumento político fundamental para impor as reformas estruturais aos Estados-Membros obrigando países como Portugal a privatizar os seus serviços públicos e as suas empresas estratégicas.

É óbvio para nós que o euro não correspondeu às promessas de desenvolvimento e defraudou expectativas e para nós é óbvio que Portugal deve libertar-se dos constrangimentos do euro, reconquistar a sua soberania monetária para poder escolher o seu próprio modelo de desenvolvimento.

 
  
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  Marco Valli, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono passati quasi vent'anni dall'introduzione della moneta unica e non abbiamo ancora creato i meccanismi di reale condivisione e mutuo supporto tra i paesi membri in caso di crisi. La soluzione presentata in questi anni è stata la svalutazione salariale e dei diritti nel sud d'Europa, punendo i cittadini italiani, greci, spagnoli, portoghesi e francesi con riforme spesso dannose e ingiuste, mentre il surplus delle partite correnti in Germania continua a violare indisturbato le regole del Six Pack, e mi rivolgo al Commissario Dombrovskis su questo.

La stabilità e sostenibilità dell'Eurozona sono vincolate alla creazione di un'area valutaria ottimale. Abbiamo quindi bisogno di strumenti come Eurobond e trasferimenti fiscali, non di meccanismi di finta solidarietà sponsorizzati dalla Germania su modello della troika. Tutti i leader dell'Eurozona devono scegliere se seguire l'imposizione ideologica tedesca e portare l'Eurozona al collasso nella prossima crisi economica che si presenterà oppure dotarsi di veri strumenti europei ed efficaci.

 
  
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  Marco Zanni, a nome del gruppo ENF. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che quando si parla di Eurozona si debba partire da due elementi. Il primo elemento fondamentale è un'analisi e una riduzione degli squilibri macroeconomici e delle asimmetrie che sono stati causati dalle folli politiche portate avanti negli ultimi anni e stanno distruggendo l'Europa.

Il secondo punto è una riflessione seria sul cambiamento del modello socioeconomico su cui si basa oggi l'Eurozona. È un modello folle, basato esclusivamente sull'export e sulla riduzione dei costi interni, ed è un modello che sta creando distruzione e che dipende troppo dalle decisioni di paesi esteri, come la guerra sui dazi sta dimostrando in questo momento.

L'Italia non affonderà per la follia di seguire uno strumento macroeconomico sbagliato. L'Italia rigetterà ogni proposta di riforma che non parta dalla volontà di ridurre questi squilibri. No al Fondo monetario europeo. I cittadini italiani non metteranno più un euro e non manderanno più un euro a Bruxelles per riceverlo indietro nel momento del bisogno con delle condizionalità imposte.

L'ultimo punto che voglio evidenziare è basta con la falsa narrativa che oggi qualcuno in Europa stia pagando per l'Italia. L'Italia, sin dalla sua partecipazione alle istituzioni europee, ha sempre dato molto di più di quello che ha ricevuto da Bruxelles. Non accetteremo più moralismo da chi oggi cerca di farci lezioni non avendo in mente i dati che sono lì per tutti da guardare. L'Italia rigetterà qualsiasi condizionalità attaccata a nuovi fondi legati all'eurozona.

 
  
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  Σωτήριος Ζαριανόπουλος (NI). – Κύριε Πρόεδρε, την ώρα αυτή που η κυβέρνηση ΣΥΡΙΖΑ-ΑΝΕΛ, με ουσιαστική συμφωνία των άλλων αστικών κομμάτων παρά τις ανούσιες επικοινωνιακές διαφοροποιήσεις τους, ψηφίζει στην ελληνική Βουλή τέταρτο μνημόνιο μακράς πνοής, ξαναληστεύοντας τον λαό, ξαναστηρίζοντας το κεφάλαιο, η συζήτηση εδώ στο Ευρωκοινοβούλιο για εμβάθυνση της νομισματικής ένωσης αποδεικνύει ότι τα μνημόνια διαρκείας δεν είναι ελληνική ιδιαιτερότητα, αλλά γενικευμένη στρατηγική του κεφαλαίου που συντονίζει η Ευρωπαϊκή του Ένωση.

Ο ESM μετεξελίσσεται στο ίσης βαρβαρότητας Ευρωπαϊκό Νομισματικό Ταμείο. Η ενιαία οικονομική διακυβέρνηση, το Δημοσιονομικό Σύμφωνο, το Ευρωπαϊκό Εξάμηνο, το Σύμφωνο του Ευρώ, δηλαδή σιδερένιοι κανόνες επιτήρησης της αντιλαϊκής πολιτικής των κυβερνήσεων, ενσωματώνονται στο κοινοτικό δίκαιο και τις εθνικές νομοθεσίες. Στόχος είναι να συναινέσουν οι λαοί στα μνημόνια διαρκείας, να βάλουν πλάτη με αιματηρές θυσίες στα κέρδη των μονοπωλίων. Μονοπώλια, Ευρωπαϊκή Ένωση, αστικές κυβερνήσεις και μνημόνια ταυτίζονται. Για τους λαούς καθαρή έξοδος από αυτά σημαίνει οργάνωση, αντεπίθεση, αποδέσμευση από την Ευρωπαϊκή Ένωση, απαλλαγή από τα μνημόνια και την εξουσία τους.

 
  
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  Luděk Niedermayer (PPE). – Mr President, the euro is one of the symbols of the European Union. It is an important economic tool, supporting the efficiency of the single market and reducing costs for people and for businesses. I am glad that, despite the fact that some people wrongly blame Europe for mistakes that have nothing to do with the currency, support of the euro among Europeans is strong – actually, probably the strongest it has been since its introduction.

The Monetary Union, as well as the EU, is a work in progress. That’s why the Commission has proposed that the Package be released in December. This forms a very good basis for the debate on how to improve the European Monetary Union (EMU) and the EU. But this package is by no way a replacement for responsible and good economic policy in the Member States: we can only achieve a successful, stable and growing Europe with such reforms.

Not all parts of the package have the same importance and same urgency. Let me mention just two that I consider the most important. The first is the European Monetary Fund: I believe that this proposal is a hectic way of creating the European Financial Stabilisation Mechanism (ESFM)/European Stability Mechanism (ESM), and it can incorporate other policies into the framework of this huge amount of money that is used for supporting and strengthening European policy. I guess this is a good proposal.

The second one is completion of ongoing initiatives, especially in the area of the banking union. I’m talking about single backstop and completion of the European Deposit Insurance Scheme (EDIS). I believe that a compromise can be found, and I hope it will be found soon.

 
  
  

ΠΡΟΕΔΡΙΑ: ΔΗΜΗΤΡΙΟΣ ΠΑΠΑΔΗΜΟΥΛΗΣ
Αντιπρόεδρος

 
  
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  Mercedes Bresso (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie anche al Commissario per la citazione della relazione fatta con il collega Brok, ma vorremmo capire della riforma in senso democratico, assolutamente necessaria della zona euro, che cosa ne è. Ci fa piacere la citazione, ma dove è finita la responsabilità che il Parlamento deve avere – il Parlamento ha il potere di codecisione – su tutte le questioni che riguardano la zona euro. È inutile dire che il Parlamento europeo è il Parlamento dell'euro, se poi i poteri per quanto riguarda l'euro non gli sono attribuiti.

Ai colleghi che hanno ricordato l'eccedente commerciale della Germania vorrei ricordare che anche l'Italia ha un eccedente commerciale, quindi è inutile provare a utilizzare questi argomenti. I veri argomenti che credo dobbiamo utilizzare sono quelli del perché i cittadini europei sono sempre più diffidenti nei confronti della moneta unica. Credo che sia perché la moneta unica viene presentata essenzialmente come una gabbia, e invece non deve essere una gabbia, deve creare opportunità soprattutto per i giovani europei.

Certamente serve un bilancio della zona euro, ma serve un bilancio che aiuti i giovani europei a essere forti e competitivi in un mondo dove l'Unione europea ha sempre più bisogno di essere competitiva. Quindi non tanto per fare riforme di tipo austerity, ma per fare delle riforme che diano veramente ai nostri cittadini delle opportunità per contrastare fortemente la situazione difficile dal punto di vista competitivo che oggi l'Europa conosce rispetto al resto del mondo.

 
  
  

PRESIDENZA DELL'ON. DAVID-MARIA SASSOLI
Vicepresidente

 
  
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  Pirkko Ruohonen-Lerner (ECR). – Arvoisa puhemies, jälleen kerran komissio on tuottanut pitkiä tekstejä suhdannevaihteluiden tasoittamisesta tarjoamatta poliittisesti realistista ja taloudellisesti toimivaa mallia Euroopan talous- ja rahaliitolle.

Velkojen ja maksuvastuiden siirtäminen euron kanssa paremmin selviäville maille ei ratkaise euroalueen perustavanlaatuisia ongelmia, kuten kasvavia eroja kilpailukyvyssä. Professori Hans-Werner Sinnin mukaan ero eurosta on ainoa tapa estää niiden revähtäminen. Se on myös ainoa tapa estää euron hallitsematon hajoaminen.

Euroopan keskuspankki ei saa omistaa yli kolmasosaa yksittäisen maan velkakirjoista, mikä Saksan osalta on jo lähes täynnä. Seuraavassa taantumassa Euroopan keskuspankki on voimaton. Kuten kolumnisti Wolfgang Münchau on huomauttanut, jokaisen maan tulisikin varautua euron hajoamiseen.

 
  
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  Caroline Nagtegaal (ALDE). – Dank u wel, Voorzitter. Dank u wel, commissaris. Er wordt hard aan de Europese Commissie getrokken. En de Commissie trekt ons met volle vaart vooruit, terwijl Italië ons juist in de tijd terug wil trekken. In een hoog tempo zijn er voorstellen gelanceerd om nieuwe Europese potjes op te richten, of juist direct je schulden bij de buren neer te leggen. En soms lijkt het wel alsof dit Huis maar twee versnellingen kent: óf volle vaart vooruit óf keihard op de rem.

Maar wat mij betreft is er een derde. En dat is de optie waarbij we onszelf aan de afspraken houden die we met elkaar hebben gemaakt. Dat is de optie waarbij we onze economieën veerkrachtig maken, en we zo een groot economisch blok van de wereld blijven. Dat is de optie, wat mij betreft, waarbij we elkaar niet de rekening sturen, maar waarbij we handel met elkaar drijven.

Afspraken maken is eigenlijk heel makkelijk. Maar pas als we onszelf aan die afspraken houden, dan is er wat mij betreft de ruimte om in vertrouwen die risico's met elkaar te delen. Dat is wat mij betreft de volgorde: afspraken maken, ons aan de afspraken houden, vertrouwen zaaien en welvaart oogsten.

 
  
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  Martin Schirdewan (GUE/NGL). – Herr Präsident, werte Kolleginnen und Kollegen! Die Euro-Zone droht aufgrund ihrer Konstruktionsfehler, die zugleich das Erstarken nationalistischer Kräfte begünstigen, auseinanderzubrechen. Und endlich positioniert sich auch die Europäische Kommission zur Zukunft der Euro-Zone.

Allein, die vorliegenden Vorschläge gehen das Problem nicht an der Wurzel an; sie gleichen eher einem Herumdoktern an den Symptomen. Die Euro-Zone wird dann auseinanderbrechen, wenn die Handelsbilanzdefizite darin nicht abgebaut werden. Und ein Hauptproblem besteht doch am deutschen Exportüberschuss. Das heißt zuallererst aber eben nicht, im Rest Europas zu sparen und zu kürzen, das heißt dass wir in Deutschland höhere Löhne brauchen. Wir benötigen zudem öffentliche Investitionen in die Zukunftsfähigkeit der EU. Zukunft wird aber nicht über Investitionen ins Militär und mit PESCO gemacht, sie wird gemacht durch Investitionen in Köpfe und in Beton. Sparen wir uns stattdessen diese neoliberalen Betonköpfe und ihre zerstörerische Austeritätspolitik und geben wir besser Geld aus für eine moderne Wirtschafts- und Sozialstruktur, die Digitalisierung und moderne Technologien ebenso berücksichtigt wie Investitionen in Bildung, Forschung und Gesundheit!

 
  
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  Bernard Monot (EFDD). – Monsieur le Président, Monsieur le vice-Président, en matière d’union économique et monétaire, ne nous voilons pas la face: la Commission propose, mais l’Allemagne dispose.

M. Macron, vassal de Mme Merkel, a déjà fait une demi-douzaine de discours sur les vertus de l’Europe fédéraliste et la Commission européenne a proposé, le 6 décembre dernier, son train de mesures sur l’approfondissement de l’UEM.

Depuis, Macron et Juncker attendent fébrilement la réponse de la Pythie de Berlin, Angela Merkel, et cette réponse confirme mes pires craintes économiques concernant le futur Fonds monétaire européen. Ce FME version allemande, conçu par Schäuble et Goldman Sachs, représenté par M. Kukies, deviendra le gendarme budgétaire de la zone euro. Gare aux États membres qui ne respecteraient pas la discipline budgétaire allemande de cette nouvelle BCE du budget, indépendante des gouvernements élus.

Mme Merkel veut que le FME soit habilité à déclencher la restructuration automatique de la dette souveraine d’un État membre et que le FME ait plus de pouvoir de contrôle budgétaire de cet État. C’est donc la fin de l’indépendance financière et la mise sous tutelle potentielle d’une nation.

Inutile de vous dire que je combattrai politiquement ce totalitarisme financier de l’Union européenne. Nous ferons en sorte en France que cette aggravation de la gouvernance économique de la zone euro ne voit jamais le jour. Non à l’austérité contre les Européens!

 
  
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  Barbara Kappel (ENF). – Herr Präsident, Herr Vizepräsident der Kommission! Ende Juni steht ein Euro-Gipfel bevor, der die Weichenstellungen für zentrale Fragen der Vertiefung der Wirtschafts- und Währungsunion und der Stabilisierung der Euro-Zone vornehmen wird. Es geht dabei insbesondere um die Umwandlung des Europäischen Stabilitätsmechanismus in einen Europäischen Währungsfonds und um zusätzliche Finanzinstrumente zur Förderung von Investition und Innovation sowie um einen common backstop für die Bankenabwicklung.

Für uns geht es aber auch um demokratische Legitimität, d. h. um die angemessene Beteiligung des Europäischen Parlaments und nationaler Parlamente in Zusammenhang mit diesen Finanzinstrumenten. Die deutsche Kanzlerin hat dazu in der vergangenen Woche konkrete Vorschläge gemacht, und führende Kommentatoren sind sich einig darüber, dass sehr viel mehr als das, was Merkel in die Debatte eingebracht hat, von den Staats- und Regierungschefs Ende Juni nicht beschlossen werden wird.

Diese Vorschläge sind drei modifizierte Finanzinstrumente: erstens eine Kurzfristkreditlinie des neuen Europäischen Währungsfonds für Mitgliedstaaten, die durch äußere Umstände in Schwierigkeiten geraten sind, zweitens ein Investitionshaushalt und drittens ein zusätzliches Budget zur Implementierung von Strukturreformen.

Die Kommission wird diese Vorschläge lieben. Ich bitte Sie nur, Herr Kommissar Dombrovskis, dass Sie dem Prinzip der demokratischen Legitimität und Rechenschaftspflicht nachkommen und die nationalen Parlamente ...

(Der Präsident entzieht der Rednerin das Wort.)

 
  
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  Othmar Karas (PPE). – Herr Präsident, meine Damen und Herren! Heute ist für Österreich ein besonderer Tag: Vor 24 Jahren haben die Österreicherinnen und Österreicher in einer Volksabstimmung mit Zwei-Drittel-Mehrheit „Ja“ zur Mitgliedschaft in der Europäischen Union gesagt und damit klargemacht, dass unsere Zukunft engstens mit der Zukunft der Europäischen Union verbunden ist und dass wir uns aktiv an jedem Integrationsschritt beteiligen.

Wir hatten wenige Jahre nach Maastricht „Ja“ gesagt. Maastricht hat den Euro geschaffen, unsere gemeinsame Währung als politisches Projekt, das eint und nicht spaltet. Und wir wussten ganz genau, dass wir derzeit nur eine gemeinsame Währung haben, aber die einzige gemeinsame Währung, die keine gemeinsame Budget-, Fiskal-, Wirtschafts- und Steuerpolitik hat. Und wir wussten, wir müssen an dieser gemeinsamen Budget-, Fiskal-, Wirtschafts-, Sozial- und Steuerpolitik arbeiten, um den Euro zu stabilisieren und eine starke gemeinsame Währung im Binnenmarkt zu schaffen. Wir sind damit noch nicht fertig, aber wir müssen Tempo aufnehmen.

Die Lehren: Wir müssen die Vollendung von Schlüsselinstrumenten für das gemeinsame Eindämmen und Schultern von Risiken sowie mehr Verhältnismäßigkeit schaffen: Bankenunion, Kapitalmarktunion. Wir müssen institutionelle Reformen durchführen und den Europäischen Stabilitätsmechanismus zu einem gemeinschaftsrechtlichen Europäischen Währungsfonds schaffen. Und wir brauchen ein Euro-Budget im Rahmen des neuen EU-Budgets und auf Basis von Eigenmitteln.

 
  
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  Maria João Rodrigues (S&D). – Mr President, the Commission has come with a proposal on fiscal capacity for the eurozone which we really want discussed at the next euro summit. Finally, the eurozone, which is the only monetary zone without a budget, recognised that we do indeed need a budget in order to have a future in the eurozone.

However, what should be the objectives of this budget? There should be not only stability, but also growth and upward economic and social convergence. From this viewpoint, we need to go beyond the Commission’s proposals, because if we want to support convergence, we should be clearly in favour of reforms, growth, increasing the sustainability of our social welfare systems, and coupling reforms with investments. Something is missing in this instrument.

Secondly, the instrument to support investment is necessary not only to protect against shocks, but also to make sure that Member States undertaking deep rebalances of the budgets can maintain a decent level of social investment, which is not the case so far. We need to go beyond, because if we do not improve these proposals, and we have combined these with co-financing being reduced for structural funds, we can already predict that divergences will continue in the eurozone.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κύριε Πρόεδρε, η ευρωζώνη έχει οδηγήσει σε συσσώρευση πλούτου στις χώρες του σκληρού πυρήνα και σε τεράστια οικονομική αφαίμαξη των χωρών της ευρωπαϊκής περιφέρειας. Γέμισε τον ευρωπαϊκό Νότο με στρατιές φτωχών και ανέργων και με υπερμεγέθη εμπορικά πλεονάσματα τη Γερμανία. Απαιτείται λοιπόν όχι μόνο εγκατάλειψη της λιτότητας και της βίαιης δημοσιονομικής προσαρμογής, αλλά και αλλαγή της δομής της ευρωζώνης και κατάργηση του δρακόντειου συμφώνου σταθερότητας.

Η Ευρωπαϊκή Κεντρική Τράπεζα πρέπει να μετατραπεί σε ύστατο δανειστή των κρατών μελών με παράλληλη πρόβλεψη έκδοσης ευρωομολόγων. Επιπλέον, το Ευρωπαϊκό Σύστημα Κεντρικών Τραπεζών πρέπει να λειτουργήσει αποκεντρωμένα και τα κράτη μέλη της Ευρωπαϊκής Ένωσης και ιδίως της ευρωζώνης πρέπει να ανακτήσουν τη νομισματική τους κυριαρχία, ούτως ώστε οι εθνικές κεντρικές τράπεζες να μπορούν να ασκούν αυτοτελή νομισματική πολιτική μέχρι του ύψους του ποσοστού συμμετοχής της κάθε εθνικής κεντρικής τράπεζας στο μετοχικό κεφάλαιο της Ευρωπαϊκής Κεντρικής Τράπεζας.

 
  
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  Nils Torvalds (ALDE). – Herr talman! Varje gång vi diskuterar den europeiska ekonomiska och monetära unionen tycks vi förfalla till allvarlig glömska. Ingen vill komma ihåg det träsk vi befann oss i efter det att Bretton Woods-systemet hade brutit samman. Varje valuta har sitt underliggande värde i produktiviteten. Vi kommer inte ifrån kravet på en ökande och växande produktivitet. Varje inlägg i det här huset som förnekar det här, förnekar verkligheten, men det är ju för sig ingen nytt. Vi har alltså skapat ett system – i kommissionen var man kanske lite överoptimistisk när man läste Robert Mandells artikel från 1961 och trodde att det var lösningen. När kommissionen i dag kommer ut med nya förslag på hur vi förbättrar det här systemet ska vi vara tacksamma och kritiska. Men vi ska komma ihåg att produktiviteten, den underliggande produktiviteten, under alla omständigheter är utgångspunkten.

 
  
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  Δημήτριος Παπαδημούλης (GUE/NGL). – Κύριε Πρόεδρε, κύριε Dombrovskis, όσα προτείνετε – και όπως τα ροκανίζει και τα περιορίζει ακόμη περισσότερο και τα αναβάλλει το Συμβούλιο – είναι too little too late, γιατί η εμμονή στις νεοφιλελεύθερες πολιτικές και η άρνηση των αναγκαίων αλλαγών στο περιεχόμενο της πολιτικής και στις δομές τρέφουν τις εντεινόμενες ανισότητες, κοινωνικές και περιφερειακές, και φουσκώνουν τα πανιά της άκρας Δεξιάς. Το είδατε και μέσα στην αίθουσα.

Χρειαζόμαστε στροφή στην ανάπτυξη, εμβάθυνση της ευρωπαϊκής ενοποίησης, ισχυρό ευρωπαϊκό προϋπολογισμό, ενίσχυση της δημοκρατικής λογοδοσίας, Ευρωπαϊκό Νομισματικό Ταμείο που να λογοδοτεί στο Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο, ευρωπαϊκό σύστημα εγγύησης καταθέσεων, που χωρίς αυτό δεν υπάρχει τραπεζική ενοποίηση. Η άρνηση αυτών των αλλαγών από τον νεοφιλελεύθερο δογματισμό και από τον εθνικό εγωισμό της δεξιόστροφης γερμανικής κυβέρνησης βλάπτουν την ανάπτυξη, την ευρωπαϊκή ενοποίηση και ωφελούν μόνο την άκρα Δεξιά.

 
  
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  Jörg Meuthen (EFDD). – Herr Präsident, Herr Kommissar, verehrte Kollegen! Wir reden heute über den Europäischen Währungsfonds EWF, den die Kommission und einige andere notorische Umverteiler erschaffen wollen. Sie können es drehen und wenden, wie es Ihnen beliebt: Sie haben für den EWF keine Rechtsgrundlage im Unionsrecht. Im Jahr 2010 war das freilich noch eine Sensation, wenn in der Europäischen Union ohne oder sogar contra geltendes Recht vorgegangen worden ist. Damals haben Sie im Vorbeigehen die Nichtbeistandsklausel gebrochen. Heute, im Jahr 10 der Banken- und Währungskrise, haben sich Beobachter an das rechtswidrige Verhalten offenkundig längst gewöhnt. Das ist traurig.

Ihr Vorschlag für einen EWF verstößt auch gegen das deutsche Grundgesetz, wie das Centrum für Europäische Politik letzte Woche klar analysiert hat. In dringenden Fällen darf nicht ohne den Bundestag Geld bewilligt werden.

Hören Sie auf, an der Fiktion festzuhalten, dass Staatsanleihen nicht ausfallen und Staaten nicht bankrottgehen können! Hören Sie auf mit Ihren sinn- und erfolglosen Bail-outs! Denn eine Währung, die man ständig retten muss, ist keine funktionsfähige Währung. Sie funktioniert nicht – weder für die einen noch für die anderen. Gestehen Sie sich das ein und ziehen Sie endlich die alleinrichtigen Konsequenzen!

 
  
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  Siegfried Mureşan (PPE). – Mr President, recent weeks have shown us all continuing high volatility on the markets. This means that markets are nervous, and this means that risks still persist. The question is: what is the origin of this nervousness? It is without any doubt due to recent political developments. That is why the key question for me is: who is stronger in Europe – populism or our currency? We have to make sure that our common currency, on which the prosperity of 500 million citizens in Europe is based, is stronger than populism, which wants to harm the euro. The question is: what do we have to do? We have to strengthen the euro to prevent the next crisis, because managing a crisis is always politically difficult, it is harmful for the people and it is expensive. The better way is, of course, to prevent the next crisis. Therefore, Vice-President Dombrovskis, my questions are: when we are looking to the European Stability Mechanism and eventually reflecting upon developing it into a European monetary fund, what goal do you foresee for a possible European monetary fund in preventing the next financial crisis?

My next question is: could you clarify how a European monetary fund would be based on the EU legal framework? What role do you foresee for the European Parliament after the possible creation of the EMF? But also before, while we decide on the creation of the EMF: what role do you foresee for Parliament to ensure democratic legitimacy for that creation?

 
  
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  Pedro Silva Pereira (S&D). – Senhor Presidente, Senhor Comissário, a recente turbulência nos mercados causada pela crise política italiana veio mostrar uma vez mais que seria um erro, e um erro grave, adiar uma reforma ambiciosa da União Económica e Monetária. E todos sabemos o que essa reforma do euro devia ser. Um fundo monetário europeu digno desse nome, uma nova capacidade orçamental, uma união bancária completa e uma governação económica mais democrática com o reforço do Parlamento Europeu e o respeito pelos parlamentos nacionais.

A cimeira de junho é, por isso, a hora da verdade. Por isso o que queremos saber, Senhor Comissário Dombrovskis, é se podemos contar até ao último minuto com a Comissão para estar do lado certo em defesa de uma reforma ambiciosa do euro, que não continue a adiar para amanhã aquilo que tem de ser feito já hoje.

 
  
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  Joachim Starbatty (ECR). – Herr Präsident! Herr Kommissar Dombrovskis, Sie haben in Ihrem Reflexionspapier im letzten Jahr geschrieben: Unsere Wirtschafts- und Währungsunion ist nicht hinreichend in der Lage, das aus der Krise resultierende soziale und wirtschaftliche Auseinanderdriften zwischen den Euro-Ländern aufzuhalten oder umzukehren. Ja, genau das ist das Problem! Darüber sprechen wir ja auch hier. Und da wird ganz stolz gesagt: Die Beschäftigung steigt ja an. Wer die Zahlen kennt, weiß, dass diese zusätzliche Beschäftigung in prekären Arbeitsplätzen besteht, dass zwar mehr gearbeitet wird, aber für weniger Geld.

Weiter höre ich, dass Deutschland am meisten vom Euro profitiere. Ich will sagen, wie es ist: Für uns ist der Euro unterbewertet, wir exportieren zu viel, zu billig, und wir importieren zu wenig, wir verschenken Wohlstand. Und was ist die Konsequenz? Wir haben eine Billion Forderungen gegen Notenbanken, die nicht zahlungsfähig sind. Das ist die Realität. Sie haben völlig Recht: Der moralisierende Ton der Bundesregierung geht mir auch auf die Nerven.

 
  
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  Enrique Calvet Chambon (ALDE). – Señor presidente, señor vicepresidente Dombrovskis, usted ha pedido el apoyo del Parlamento para hacer un euro que esté al servicio de los ciudadanos. Mire usted, de todos los que creen en Europa, en mi circunscripción, que es toda España, o aquí en el Parlamento, de todos los que entienden que no hay futuro en una Europa dividida —entre otras cosas, porque será mucho más dependiente de las locuras de un Trump, por ejemplo— de todos ellos, usted tiene el apoyo. Pero la construcción de esa moneda única tiene que basarse en dos pivotes: reformas estructurales, sin duda —no hay que pretender que hemos alcanzado la perfección—, y solidaridad.

Por ejemplo, en mi país, ojalá llegáramos a la reforma estructural de nuestro sistema delirante de regiones, que nunca nos permite llegar a cumplir el déficit. Pero solidaridad supone mutualización de riesgos, sin ambages, y supone acabar el EDIS muy pronto. Y no tenemos tiempo que esperar. En junio tiene que darse el primer pistoletazo para que Europa vaya creando una moneda única con mucha más decisión y mucha más urgencia.

 
  
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  Tom Vandenkendelaere (PPE). – Voorzitter, ondertussen 16 jaar geleden werd de euro ingevoerd in 12 landen van de Europese Unie. Gedaan met de frank, de mark, de peseta, de gulden. Eén en dezelfde munt, één monetair beleid, één wisselkoersbeleid.

Het was en het is nog steeds een historisch project. Maar het was en is eveneens een project dat nog niet klaar is. De monetaire Unie kan enkel werken in samenhang met een budgettaire en een politieke Unie. Het economische beleid van de lidstaten moet op elkaar worden afgestemd. Ieder moet zijn overheidsschuld in bedwang houden.

Dat wisten we, en toch hebben we jarenlang de andere kant op gekeken, tot en met de financiële crisis van 2008. De constructie van de eurozone, die was en die is in feite nog altijd niet helemaal afgewerkt. En de zon schijnt, dames en heren. Daarom moeten we vandaag ons Huis repareren. De Europese Unie heeft er een handje van om enkel in zwaar weer herstellingen uit te voeren. Maar iedereen met een beetje gezond verstand weet dat we nú actie moeten ondernemen. Want nu schijnt de zon. Er is economische groei, de werkloosheid daalt en de investeringen nemen weer toe. Maar blijkbaar is goed weer niet alleen voldoende om het dak te repareren. We moeten ook werkelijk de ladder nemen, op het dak klauteren en aan de slag gaan.

Daarom deze oproep, collega's. De economische voorwaarden zijn er, maar wij moeten de politieke moed tonen. Laat ons van het goede weer gebruikmaken, want vroeg of laat steekt de storm weer op. Ieder van ons moet thuis gaan uitleggen waarom het zo belangrijk is dat we die bankenunie verder afwerken, waarom de eurozone nodig is en waarom de begrotingsregels geen vodje papier zijn, maar cruciaal zijn om dit project te laten slagen.

 
  
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  Jakob von Weizsäcker (S&D). – Mr President, in order to succeed with a more sustainable architecture of the euro area, we need to observe four kinds of logic: the logic of sensible stabilising and preventative rules that are actually observed; the logic of fair insurance contracts concluded ex ante and paying out in times of economic shock, big European unemployment insurance or banking union; the logic of crisis management by strong institutions; and, last but not least, the logic of democracy.

For the political sustainability of the common currency, it will be essential that rules, insurance contracts and strong crisis management capabilities strengthen democracy at the European and national level, rather than weaken it. In practice, this means proper accountability to the European Parliament, and it means that our architecture needs to be based on solid federalism by exception, not an attempt to micromanage policies of Member States at all times, which would only serve as a permanent support programme for populists and nationalist political parties set on destroying the European project.

 
  
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  Peter van Dalen (ECR). – Voorzitter, voordat we nadenken over verdieping van de EMU, moeten we eerst gemaakte afspraken nakomen. De bepalingen van het stabiliteits- en groeipact zijn inmiddels 150 keer geschonden. Absurd! Dat ondergraaft de geloofwaardigheid van de eurozone. Ik steun de positie van de Nederlandse regering die wil dat regels worden nagekomen en risico's worden afgebouwd.

En er hangt nog een donkere wolk boven de euro. De nieuwe regering—Conte wil fors meer gaan uitgeven dan er binnenkomt. Dus zal de torenhoge staatsschuld van 130 % van het BNP in Italië verder stijgen. Zo komt de positie van de euro in gevaar. De ECB en de Commissie moeten die plannen stoppen.

Tegelijk zeg ik: de Europese Unie moet solidair zijn met Italië en ook met Griekenland. Bij deze landen komen nu de meeste migranten aan en veel lidstaten kijken de andere kant op. Onaanvaardbaar! Europa moet de opvang samen gaan regelen en landen die dat niet doen, moeten gaan meebetalen aan die opvang.

 
  
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  Theodor Dumitru Stolojan (PPE). – Domnule președinte, salut propunerile Comisiei Europene pentru finalizarea uniunii economice și monetare. Consider, însă, că, chiar dacă vom pune la punct toate instrumentele și politicile necesare acestei uniuni, ea nu va fi completă până când statele membre care nu sunt în zona euro vor adera la euro. Și aceste state membre, în momentul în care au aderat la Uniunea Europeană, și-au luat angajamentul că vor îndeplini toate condițiile pentru a putea adera la euro. De aceea, cred că acea facilitate pentru convergență prevăzută în noul cadru financiar multianual 2021 - 2027 va trebui folosită pentru acele state membre care își iau angajamentul și au un plan de acțiune concret, în care să prevadă timpii exacți, măsurile pe care trebuie să le îndeplinească pentru a adera la euro.

 
  
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  Jonás Fernández (S&D). – Señor presidente, la crisis de ese barco repleto de refugiados, en los últimos días, llamado Aquarius nos ha recordado que no podemos tener una Unión Schengen sin una frontera, sin una gestión común de las fronteras nacionales.

En el mismo sentido, la crisis de la zona del euro nos ha recordado a su vez que no podemos tener un pilar monetario —una política monetaria común— sin una estructura fiscal, sin un instrumento fiscal que permita suavizar las crisis, que permita conducir a la zona del euro por aguas complicadas. Por eso es vital cerrar ya la unión bancaria. Este Parlamento tiene que hacer su trabajo para cerrar ya y llegar a un acuerdo con el seguro de depósitos, y necesitamos responder a las propuestas de la Comisión para construir un instrumento fiscal, un estabilizador automático, para acompañar la política monetaria. Es el momento de hacerlo.

Es el momento de que esta Europa solidaria responda a la crisis de refugiados, como ha hecho el Gobierno de España, y de que Europa responda también a la crisis de la zona del euro.

 
  
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  Werner Langen (PPE). – Herr Präsident! Wenn man die Diskussionen hier hört, dann kann man nicht glauben, dass die Mehrheit der Bevölkerung in Griechenland, in Frankreich, in Italien, in Spanien – also in den Staaten, die angeblich nicht davon profitieren – uneingeschränkt für den Euro ist. Der Euro ist ein Erfolg, trotz der Ungleichgewichte. Und wenn die Regeln nicht eingehalten werden, dann bewirken auch kurze und kleine Änderungen nichts. Deshalb müssen wir über die Grundstruktur nachdenken. Die Schwächen und Geburtsfehler der Währungsunion liegen auf dem Tisch, und trotz kräftiger Konjunkturerholung bleiben sie.

Ich muss in dem Fall Professor Starbatty Recht geben: Aus deutscher Sicht ist der Euro unterbewertet bzw. Deutschland ist im Euro unterbewertet. Deshalb exportieren wir Wohlstand. Die Exportüberschüsse zeigen sich in den Notenbankverpflichtungen auf der anderen Seite. Die Notenbankverpflichtungen Deutschlands betragen Ende Mai 956 Milliarden Euro, die Guthaben von Italien, Frankreich und Spanien addiert 964 Milliarden Euro. Wer das vergisst, verschweigt die Wahrheit.

Und wenn wir heute einen Europäischen Währungsfonds gründen wollen, dann muss er in nationaler Verantwortung bleiben. Denn dort, wo die Steuern herkommen, muss auch die Haftung bleiben. Ich glaube, wenn der Währungskommissar zusätzlich Durchgriffsrechte wie die Wettbewerbskommissarin bekommt, dann können wir auch endlich die Durchsetzung der Regeln verbessern.

 
  
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  Paul Tang (S&D). – Dank u wel, Voorzitter. Wat goed dat er zoveel leden zijn verzameld voor dit belangrijke debat over de euro. Want de euro moet veranderen om te kunnen blijven bestaan, zoveel is duidelijk. Zoveel is ook de kiezers duidelijk. Bezuinigen in slechte tijden leidt tot nog slechtere tijden, met Griekenland als meest pijnlijke voorbeeld.

Maar begin bij het begin. Schrap de domme en verschrikkelijke regels voor het tekort. Laat landen verantwoordelijkheid nemen voor de ontwikkeling van uitgaven en van schuld. Het is eenvoudig: met veel schuld is er weinig ruimte, en omgekeerd. En dan nog is er een vangnet nodig, voor landen en voor banken, een Europees Monetair Fonds. Maar laat de euro van ons zijn. Kies voor een democratische verankering van het fonds. Kies voor een Eurozone-Parlement met nationale en Europese parlementariërs. Verantwoordelijkheid, solidariteit, democratisering, die verandering is nodig om de euro te laten bestaan in het voordeel van ons allemaal.

 
  
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  Anne Sander (PPE). – Monsieur le Président, chers collègues, l’architecture de l’Union économique et monétaire a beaucoup évolué ces dernières années avec le développement de l’union bancaire et de l’union des marchés des capitaux, ainsi qu’avec la mise en place du Mécanisme européen de stabilité, qui a joué un rôle majeur pour garantir la stabilité de la zone euro lors de la crise des dettes souveraines en rassurant les marchés et en fournissant une aide financière à différents États membres.

Parce qu’elle est, aujourd’hui encore, vulnérable face aux risques de déstabilisation économique et financière, il convient d’aller plus loin dans la construction de l’Union économique et monétaire en transformant le Mécanisme européen de stabilité en Fonds monétaire européen.

Cette nouvelle étape doit renforcer et améliorer l’efficacité de la zone euro afin de la rendre plus résiliente et de renforcer la protection de nos épargnants. Ce fonds devra avant tout poursuivre le travail du Mécanisme européen de stabilité dans la prévention et la gestion des crises. Mais de nouvelles fonctions devront lui être attribuées pour encourager les investissements et être le filet de sécurité du fonds de sauvetage des banques.

Avancer sur l’Union économique et monétaire ne pourra se faire sans légitimité démocratique, voilà pourquoi le Parlement européen devra être pleinement associé, tout comme les parlements nationaux.

 
  
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  Κώστας Μαυρίδης (S&D). – Κύριε Πρόεδρε, η Οικονομική και Νομισματική Ένωση υπήρξε το οικονομικό θεμέλιο της Ευρωπαϊκής Ένωσης που μας έφερε ως εδώ. Χωρίς όμως περισσότερη εμβάθυνση, αυτή δεν μπορεί να είναι λειτουργική και επ’ αυτού συμφωνούμε οι πλείστοι.

Ωστόσο, στο επικείμενο Συμβούλιο θα πρέπει να ληφθούν αποφάσεις. Για παράδειγμα, έχουμε ανάγκη από ένα Ευρωπαϊκό Νομισματικό Ταμείο εδραιωμένο στη νομοθεσία της Ευρωπαϊκής Ένωσης αλλά και σύμφωνο με τις δικές μας προτεραιότητες. Για παράδειγμα, οι μεγάλες οικονομικές αποκλίσεις οδηγούν σε αύξηση των πολιτικών αποκλίσεων και των άκρων, τροφοδοτώντας επικίνδυνα τον λαϊκισμό. Χρειαζόμαστε μια ΟΝΕ η οποία θα λογοδοτεί περισσότερο, θα λογοδοτεί δημοκρατικά σε αυτό εδώ το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο. Και τέλος, κύριε Πρόεδρε, δεν μπορούμε να προχωρήσουμε αν δεν έχουμε πανευρωπαϊκή εγγύηση των καταθέσεων.

 
  
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  Dariusz Rosati (PPE). – Mr President, the good news is that the euro area has strongly recovered after the series of crises ten years ago, and now the euro enjoys very strong popular support among European citizens. According to Eurobarometer, two thirds of European citizens are happy to use the euro. Also no Member State wants to leave the euro area; just the opposite. There are new countries waiting for accession.

In this context, I would like to support the initiative submitted by the Commission that aims at strengthening the general institutional infrastructure of the euro area. I have no problem with the European Monetary Fund or with the incorporation of the Treaty on Stability, Coordination and Governance into Union law, but I think that the proposal to establish a budgetary instrument for the euro area, especially when it comes to its stabilisation functions, deserves more attention and more discussion. First of all, it raises the problem of moral hazard, as does every insurance instrument. Secondly, it is politically unpopular in Member States, and it would require a lot of political capital in order to introduce it. But third, and most important: there is no proof that this instrument is necessary if countries follow the rules of the Stability and Growth Pact because, in that case, it always has a sufficient fiscal space to confront the asymmetric shocks.

 
  
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  Sirpa Pietikäinen (PPE). – EMU:n kehittämisen jatko ei ole ravintolan buffet-pöytä, josta jokainen käy poimimassa ne elementit, jotka sillä hetkellä tuntuvat parhaiten maistuvan, vaan se on kokonaisuus, joka – samalla tavoin kuin vankkurit ja pyörä –tarvitsee eri osasia toimiakseen.

Komissio on tehnyt hyvää työtä. Pohjaesitys pitää sisällään sekä eurooppalaisen valtiovarainministerin että vakausmekanismin kehittämisen eurooppalaiseksi valuuttarahastoksi ja jatkossa myös yhteisen investointimekanismin, millä voidaan tukea valtioita epäsymmetrisissä shokeissa, ja siitä muodostuu tämä kokonaisuus.

On erittäin tärkeää, että siihen liitetään myös pankkiunionin jatko, tiukemmat säännöt vakaus- ja kasvusopimuksen noudattamiseksi ja itse paketin ulkopuolelta sosiaalisen ulottuvuuden ja työelämän pelisääntöjen vahvistamista ja myös verovälttelyä, epäreilua kilpailua ja sosiaaliturva- ja verokilpailun välttämistä koskevat periaatteet ja keinot jatkossa. Vain näin Eurooppa voi olla vahva.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). – Mr President, I will begin at the end – that is, the end of Commissioner Dombrovskis’ speech. His final words to us today were that the EU must provide better living and social standards for our citizens; that is what matters. Indeed, that is what matters, and we must take measures to ensure that happens, because rarely do we discuss the social and living standards of our citizens when we talk about high finance. So what can be done?

Number one: the EU Banking Union must encompass a European deposit insurance scheme that would be powerful for our citizens. The Commissioner also referred to the EU Invest Fund, and I am pleased to say that I have been appointed rapporteur for that, and I look forward to working with the Commissioner and others to ensure that it benefits especially the smaller businesses right across the European Union.

I also want to mention a few points that my colleague Brian Hayes mentioned. We do not need a European finance minister. Indeed, the word ‘minister’ is almost an exclusive competence for Member States at this stage, and it is almost an usurpation of their right to be talking about a minister at European level. We do not want a eurozone parliament. There is one parliament – this is it. And we must agree the MFF before the next elections.

Finally, I want to say that the rules must apply to all, and it would be a good idea if we made it clear to populists when they are going for election what the consequences are for their citizens’ standards of living if they break the fiscal rules. That might help to fight populism.

 
  
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  Danuta Maria Hübner (PPE). – Mr President, I will speak on the democratic accountability of the EMU. I think we all agree that there is a strong link between parliamentary scrutiny and democratic legitimacy; this matters today more than ever. But, when it comes to the EMU, the mechanism behind this link is far from perfect: there is a democratic accountability gap, and colleagues spoke a lot about that today.

A year ago, Parliament adopted a series of resolutions on the future of Europe, where you opted strongly for a single institutional framework, but we believe that the democratic legitimacy of the EMU can be further improved without a treaty change. We also believe that the less complex, more efficient and more transparent the governance, the more effective its scrutiny. This relationship should be an underlying principle in the ongoing reforms.

We also believe that an interinstitutional agreement between Parliament, the Council and the Commission could provide for better parliamentary scrutiny of different elements of economic governance. In particular, such an agreement could help with the better handling of the issues which require double legitimacy. We strongly support the incorporation of the ESM, the fiscal compact and the SRF into the framework of European law; I think this is the quickest way to upgrade the European Parliament to a fully—fledged participant in defining economic policy goals and improving the democratic oversight of European governance.

 
  
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  Valdis Dombrovskis, Vice-President of the Commission. – Mr President, as today’s discussion on deepening of economic and monetary union showed once again, we will only be able to make progress if we pursue a balanced approach: an approach where solidarity and responsibility, risk-sharing and risk reduction advance hand—in—hand. This is one of the guiding principles which we have been pursuing in this work.

We had a lot of discussions on deepening the EMU during this mandate, starting with the Five Presidents’ Report and with reflection papers; we put forward a package of proposals in December last year, we put forward further proposals this May, and we think it is now time to move from discussions to decisions. Therefore, we see the June summit as a critical milestone, and I am glad that I also heard a number of Members of the European Parliament call for action and concrete decisions.

It is important to strengthen democratic accountability, to improve the resilience of the euro area, to restart the process of convergence, and at the end of the day to achieve higher living standards for all Europeans. The Commission counts on your support for driving this process of deepening the EMU, and also the various dossiers still open during this mandate.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

Dichiarazioni scritte (articolo 162)

 
  
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  José Blanco López (S&D), por escrito. – La unión económica y monetaria está incompleta, como la crisis mostró. La unión bancaria ha puesto remedio, parcialmente, a esta situación, para la zona del euro, con la armonización de la regulación bancaria a través de la Autoridad Bancaria Europea, y la supervisión única establecida en el Banco Central Europeo. Sin embargo, la unión bancaria sigue sin estar terminada, al no haberse todavía implementado el seguro europeo de depósitos, ni haberse acordado que el Mecanismo Europeo de Estabilidad (MEDE) sea el respaldo fiscal del insuficientemente dotado Fondo Único de Resolución. Asimismo, ni la unión monetaria ni la unión bancaria pueden funcionar eficazmente sin un activo libre de riesgo que pueda eliminar el exceso de deuda pública nacional en los balances de los bancos y que pueda estabilizar al euro en los mercados financieros. También es necesario contar con un presupuesto anti-cíclico en la zona del euro, que pueda además otorgar credibilidad a la emisión de títulos de deuda, e integrar el MEDE en el acervo comunitario. El Consejo Europeo de junio de 2018 debe dar estos y otros pasos, de acuerdo con las propuestas de la Comisión y del presidente de Francia, para alcanzar la plena federalización de la Eurozona.

 
  
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  Iratxe García Pérez (S&D), por escrito. – La UEM está incompleta, tal y como demostró la crisis. La unión bancaria ha puesto remedio, parcialmente, en la zona euro, con la armonización de la regulación bancaria a través de la Autoridad Bancaria Europea y la supervisión única establecida en el Banco Central Europeo. Sin embargo, la unión bancaria permanece incompleta, al no haberse todavía implementado el seguro europeo de depósitos, ni haberse acordado que el Mecanismo Europeo de Estabilidad (MEDE) sea el respaldo fiscal del insuficientemente dotado Fondo Único de Resolución. Asimismo, ni la unión monetaria ni la unión bancaria pueden funcionar eficazmente sin un activo libre de riesgo que pueda eliminar el exceso de deuda pública nacional en los balances de los bancos y que pueda estabilizar al euro en los mercados financieros. También es necesario contar con un presupuesto anti-cíclico en la zona euro para otorgar credibilidad a la emisión de títulos de deuda e integrar el MEDE en el acervo comunitario. El Consejo Europeo de junio de 2018 debe dar estos y otros pasos, de acuerdo con las propuestas de la Comisión y del presidente de Francia, para alcanzar la plena federalización de la Eurozona.

 
  
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  Carlos Zorrinho (S&D), por escrito. – A conclusão da União Económica e Monetária (UEM) é uma prioridade para que a União Europeia, em geral, e a zona euro, em particular, possam enfrentar com sucesso os novos desafios colocados pelas alterações na geopolítica global e nos equilíbrios económicos delas decorrentes, respondendo em simultâneo às expectativas e às necessidades dos cidadãos europeus.

No caminho que terá que ser percorrido, o papel do Parlamento Europeu como representante direto dos povos europeus deve ser valorizado e potenciado. Em particular, é fundamental que o avanço na concretização da UEM contribua para a estabilização da zona euro, para a promoção da convergência, para o reforço do investimento e para a criação de emprego de qualidade.

A conclusão da União Bancária com um sistema sólido de garantia é um passo que deve ser dado de imediato ao mesmo tempo que o Mecanismo Europeu de Estabilização deve evoluir de forma consistente para um Fundo Europeu de Estabilização que beneficiará de forma integrada todos os Estados-Membros e reforçará a competitividade global da zona euro.

 
  
  

(La seduta è sospesa per pochi istanti)

 
  
  

PRESIDENZA DELL'ON. FABIO MASSIMO CASTALDO
Vicepresidente

 
Последно осъвременяване: 18 септември 2018 г.Правна информация