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Discussioni
Martedì 3 luglio 2018 - Strasburgo Edizione rivista

Conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno (discussione)
MPphoto
 

  Raffaele Fitto, a nome del gruppo ECR. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, nei giorni scorsi, al termine del Consiglio europeo, quando ho letto le prime dichiarazioni dei partecipanti, ho espresso in me soddisfazione. Ho letto la dichiarazione del presidente del Consiglio del mio paese, che era entusiasta.

Poi, continuando a leggere le agenzie, ho letto quella di Orban, che era entusiasta. E poi ho letto quella di Macron, ed era entusiasta. Lì ho capito che qualcosa non quadrava, che le cose non potevano essere andate bene; tant'è che, nel momento in cui ho letto il documento, ho capito che non cambiava nulla: perché questa è la verità.

Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, presidente Juncker, purtroppo è mezzo pieno solo per aver evitato una clamorosa rottura ma non per aver ottenuto dei risultati. E non mi rivolgo tanto al presidente della Commissione quanto al presidente del Consiglio, perché il vero grande problema sta lì, il vero problema dal quale non riusciamo a venir fuori è nella incapacità del Consiglio di trovare una soluzione.

Io ho seguito e condivido pienamente la posizione, l'azione e il ruolo che il Presidente Tajani, a nome di questo Parlamento, ha assunto rispetto alle iniziative che sono state portate avanti, sulla necessità di poter intervenire sul fronte della migrazione dando delle risposte chiare e precise. Ma nel momento in cui i salvataggi a norma di diritto internazionale restano così com'erano, i centri di accoglienza sono esclusivamente su base volontaria, la redistribuzione è un tema di cui non si può parlare, è evidente che l'obiettivo del 2020 è un obiettivo che non va bene, perché nel 2020, da qui al 2020, per quanto i flussi migratori stiano in questa fase anche riducendosi, comunque in alcuni paesi rischiano di determinarsi una situazione inaccettabile sotto tutti i punti di vista, che alimenta un clima antieuropeo verso queste istituzioni che non è più gestibile. Questa è la verità.

Allora, le istituzioni hanno il dovere di affrontare questa situazione e il Consiglio europeo, se sono vere le dichiarazioni e le considerazioni che sono state fatte questa mattina, dovrebbe dare delle risposte.

Nel concludere, vorrei aggiungere che io ho ascoltato con molta attenzione il Cancelliere Kurz questa mattina; ho ascoltato un intervento molto positivo per il suo paese, perché le dichiarazioni rispetto al rapporto con la Germania, alle decisioni eventuali da trasporre al confine nel rapporto e nella contrapposizione con la Germania sono chiare: le scelte di politica interna sono chiarissime. Le posizioni preannunciate, invece, sul terreno dell'accordo generale sull'immigrazione sono molto, troppo generiche, perché non si ha il quadro di un obiettivo preciso, nel quale non si ha il coraggio e la forza, dal punto di vista della gestione di questa situazione, di poter dire con chiarezza che si esce dall'egoismo nazionale per gestire in modo chiaro una visione più ampia di questo intervento.

Questo è il quadro di fronte al quale noi ci troviamo ed è per questo che la posizione rispetto ai lavori del Consiglio e al documento da esso approvato è assolutamente negativa.

 
Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018Avviso legale