Indeks 
 Forrige 
 Næste 
 Fuld tekst 
Procedure : 2017/2138(DEC)
Forløb i plenarforsamlingen
Dokumentforløb : A8-0300/2018

Indgivne tekster :

A8-0300/2018

Forhandlinger :

PV 23/10/2018 - 19
CRE 23/10/2018 - 19

Afstemninger :

PV 24/10/2018 - 11.6

Vedtagne tekster :

P8_TA(2018)0405

Forhandlinger
Tirsdag den 23. oktober 2018 - Strasbourg Revideret udgave

19. Decharge 2016: Unionens almindelige budget - Det Europæiske Råd og Rådet (forhandling)
Video af indlæg
PV
MPphoto
 

  El presidente. – El punto siguiente en el orden del día es el debate sobre el segundo informe de Marco Valli, en nombre de la Comisión de Control Presupuestario, sobre la aprobación de la gestión en la ejecución del presupuesto general de la Unión Europea para el ejercicio 2016, sección II – Consejo Europeo y Consejo (COM(2017)0365 - C8-0249/2017 - 2017/2138(DEC)) (A8-0300/2018).

 
  
MPphoto
 

  Marco Valli, relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, signora Ministro, vi ringrazio per essere venuti, aver riempito i banchi ed essere qua ad ascoltare le indicazioni che adesso darà questo Parlamento.

Per la seconda volta, quest'anno, ci troviamo a parlare del discarico del Consiglio. La gestione della spesa amministrativa è una questione di fondamentale importanza: le risorse dei contribuenti devono essere gestite in modo efficiente e il lavoro che siamo chiamati a fare e a svolgere in questo Parlamento deve andare senza dubbio in questa direzione.

Tuttavia sono purtroppo costretto a ricordare le difficoltà ripetutamente incontrate sino ad oggi e affermo quindi che la spesa del Consiglio dovrebbe essere controllata al pari di quella delle altre istituzioni. Tuttavia il Consiglio, seguendo la tendenza degli esercizi precedenti, non ha ancora fornito delle risposte alle osservazioni che abbiamo formulato nella risoluzione dello scorso 18 aprile.

In questa seconda relazione ho voluto quindi ribadire le questioni attualmente in sospeso. Siamo in attesa di ricevere, ad esempio, le informazioni relative ai progressi compiuti in seguito alla rielezione del Mediatore sulla trasparenza del processo legislativo del Consiglio, nonostante lo stesso Mediatore abbia chiesto un riscontro sulle proprie raccomandazioni entro lo scorso 9 maggio. Chiedo quindi al Consiglio di trasmettere le sue conclusioni quanto prima a questo Parlamento.

Accolgo senz'altro con favore i negoziati interistituzionali attualmente in corso per rafforzare il registro per la trasparenza, negoziati che però spero abbiano esito positivo e che portino all'adesione dello stesso Consiglio al registro.

In merito invece alla parte legata alla politica immobiliare, nonostante gli scambi occasionali di informazioni tra i servizi competenti per gli edifici delle due istituzioni, il Consiglio continua a non fornire le precisazioni che abbiamo richiesto al riguardo. Chiedo pertanto che tutti i dati e le relative spese siano pienamente accessibili al pubblico, in segno di trasparenza nei confronti dei cittadini che tutti rappresentiamo. Rinnovo dunque l'invito al Consiglio a presentare delle relazioni sullo stato d'avanzamento dei progetti immobiliari e a illustrare una ripartizione dettagliata delle spese sostenute fino ad adesso.

Il punto cardine resta quindi sempre lo stesso: il rispetto del ruolo del Parlamento nel quadro della procedura di discarico, così come è disciplinata dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dal regolamento finanziario. È una questione di primaria importanza, così come il controllo della spesa di tutte le istituzioni. Sono pertanto molto lieto che il Consiglio ritenga necessario affrontare la procedura del discarico e il fatto che sia qui stasera presente ne è la dimostrazione.

Come sappiamo, attualmente sono in corso degli scambi informali tra il Parlamento e il Consiglio per discutere delle possibili soluzioni a questa impasse attuale. Sottolineo dunque l'importanza di negoziati bilaterali costruttivi che sfocino in una soluzione reciprocamente accettabile, pur sempre mantenendo la distinzione nella procedura di discarico tra il ruolo del Parlamento e il ruolo del Consiglio.

Concludo quindi auspicando che i negoziati procedano e che un accordo venga raggiunto al più presto, in modo che le risorse dei contribuenti siano garantite e rendicontate nella massima trasparenza.

 
  
MPphoto
 

  Karoline Edtstadler, President-in-Office of the Council. – Mr President, I would like to thank the rapporteur and assure him that with regard to his words about feeling disappointed, I was told that they are all watching our debate on TV so there are more people watching than are here in the room.

Let’s come to the subject of the debate. This issue has been controversial between Parliament and the Council for a long time. Let me first say something about the specific exercise of discharge for the 2016 budget and then comment on the state of play in general. In relation to the implementation of the 2016 budget, you know of course that the Court of Auditors, in its annual report, and I quote: ‘did not identify any issue concerning the Council’. This will, most probably, not affect your vote this week, which is expected to be the same as in previous years, but it is worth underlining.

I would now like to share with you my assessment of where we are on this issue in more general terms. Since 2011, the Council has proposed a memorandum of understanding to Parliament in order to better organise the cooperation between our two institutions during the discharge procedure. For several years this initiative was not followed up by any concrete discussion between our two institutions. Finally, over the last 11 months, some new efforts have been made on both sides. The idea is to reach an understanding which allows a pragmatic cooperation, while preserving the position of principle of both institutions.

The Council has contributed to these efforts by revising its 2011 position and sent a new proposal to Parliament in May 2018. Following further contacts and exchanges, the competent preparatory bodies of the Council are currently examining the situation. I can assure you that the Austrian Presidency of the Council is ready to do its utmost to find a solution if there is sufficient political will on both sides to bridge the gap.

 
  
MPphoto
 

  José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, en nombre del Grupo PPE. – Señor presidente, señor comisario, señorías, quisiera simplemente agradecer el trabajo realizado por el ponente, señor Valli, en la preparación de este informe, que reproduce una vieja y larga polémica que venimos manteniendo con el Consejo de Ministros de la Unión.

El ponente nos ha recordado muy bien cuáles son las competencias que los Tratados asignan el Parlamento Europeo en lo que se refiere a la aprobación de la gestión, y desde el año 2009 este Parlamento ha venido rechazando sistemáticamente la aprobación de las cuentas anuales, cosa que se va a producir también en lo correspondiente al año 2016. No es un problema de equivalencias y de reciprocidad, señora presidenta en ejercicio del Consejo, es una cuestión de respeto a las competencias que asignan los Tratados y, en este sentido, el Parlamento Europeo no puede aceptar una equivalencia o una reciprocidad en el ámbito de las competencias respectivas.

Sí saludamos la buena disposición para encontrar un entendimiento que sea respetuoso de las competencias de ambas instituciones. Mientras tanto, el informe del ponente señala algunos aspectos que se tienen que mejorar. El Consejo no ha presentado cuentas separadas del Consejo Europeo y del Consejo de la Unión. Los gastos de personal tienen que ser separados por categorías, por sexo, por función, por grado y por competencia profesional.

Y es evidente también que tenemos que felicitarnos de los esfuerzos que se han realizado en el marco de consolidar el registro de transparencia de la Unión Europea, que afecta también al Consejo de Ministros de la Unión. Por lo tanto, señor presidente, es claro que esta situación debería ser superada, pero debería ser superada —como ha dicho la representante del Consejo— sobre la base de una movilización de voluntad política que pueda de alguna manera representar el respeto a las normas, el respeto a las instituciones, el respeto a los Tratados y a las normas derivadas, como el Reglamento financiero de la Unión.

 
  
MPphoto
 

  Arndt Kohn, im Namen der S&D-Fraktion. – Herr Präsident, Herr Kommissar, liebe Frau Staatssekretärin, liebe Kolleginnen und Kollegen! Zum achten Mal in Folge verweigert das Europäische Parlament aller Voraussicht nach dem Europäischen Rat und dem Rat der Europäischen Union die Entlastung.

Warum ist das schon seit so vielen Jahren so? Warum weigert sich der Rat beständig, auf die Fragen des Europäischen Parlaments im Rahmen der Entlastung zu antworten? Wo ist der Rat, wenn wir bei der Aussprache im Haushaltskontrollausschuss über seine Verantwortung gegenüber den Bürgerinnen und Bürgern sprechen? Umso mehr freue ich mich, dass Sie heute Abend hier sind, um ein Zeichen zu setzen – auch dahingehend, denke ich.

Bei der Entlastung geht es aber darum, dass alle EU-Institutionen vor der Bürgerschaft Rechenschaft ablegen, wie sie mit ihren Steuergeldern umgehen. Die Information über den Haushalt und die Tätigkeiten des Rats kann man in den jährlichen Berichten nachlesen. Das ist aber nicht genug. Die Zahlen müssen für die Bürgerschaft verständlich und nachvollziehbar sein. Wenn das im Jahresbericht nicht der Fall ist, dann muss im Rahmen der Entlastung für Klarheit gesorgt werden.

Was unterscheidet bitte den Rat von den anderen EU-Institutionen und deren Pflicht zur Transparenz bei der Mittelverwendung? Ich begrüße ausdrücklich die Gespräche zwischen Rat und Parlament und hoffe auf eine baldige Einigung, aber dabei muss das Prinzip, dass das Europäische Parlament als einzige direkt gewählte Kammer die Entlastungshoheit hat, schon Berücksichtigung finden. Aber ich würde mich sehr freuen, wenn ich als Berichterstatter für die Entlastung des Rats für das Haushaltsjahr 2017 auf einer neuen gemeinsamen Arbeitsgrundlage zum ersten Mal seit acht Jahren die Entlastung des Rats empfehlen könnte.

 
  
MPphoto
 

  Ryszard Czarnecki, w imieniu grupy ECR. – Panie Przewodniczący! Panie Komisarzu! No mam poczucie takiego swoistego déjà vu, ponieważ w gruncie rzeczy mówimy o tym co roku i jest to, prawdę mówiąc, rzecz, która łączy wszystkie grupy polityczne w naszym Parlamencie, bo w praktyce mamy ten sam problem: brak niezbędnych informacji ze strony Rady, brak odpowiedzi na pytania pisemne, jednym słowem ilustracja starego polskiego przysłowia: gadał dziad do obrazu, a obraz doń ani razu.

Te odpowiedzi na nasze pytania, na które nie mamy odpowiedzi, mają zasadnicze znaczenie procedurze udzielania absolutorium. Potrzebujemy odpowiedzi na temat głównych niedociągnięć stwierdzonych przez Trybunał Obrachunkowy w Luksemburgu odnośnie wysokich przeniesionych kwot czy niejasnej polityki dotyczącej budownictwa. Rada wciąż nie przygotowała odpowiedzi na sprawozdanie strategiczne Europejskiego Rzecznika Praw Obywatelskich w sprawie przejrzystości procesu legislacyjnego Rady, mimo że pani rzecznik prosiła o udzielenie odpowiedzi na swoje zalecenia i propozycje usprawnień do dnia 9 maja 2018 r. To jest brak poszanowania także dla Europejskiej Rzecznik Praw Obywatelskich.

I kończąc, Panie Przewodniczący, nad sprawozdaniem rzecznik pracowała duża liczba pracowników. Skoro nie doprowadziło to ze strony Rady do odpowiedzi, taka bezsensowna praca jest marnowaniem pieniędzy podatników.

 
  
MPphoto
 

  Wolf Klinz, im Namen der ALDE-Fraktion. – Herr Präsident, Kolleginnen und Kollegen!

Ich bedaure außerordentlich, dass wir dieses Jahr – genauso wie schon in den Vorjahren – wiederum feststellen müssen, dass wir dem Rat keine Entlastung zuteilwerden lassen.

Wir tun das nicht, weil wir dem Rat böse sind, oder weil wir hier auf Rechte bestehen, die uns nicht zustehen. Wir tun es, weil wir es für unsere Pflicht halten, tatsächlich für den Steuerzahler kritisch zu prüfen, wo seine Steuerzahlungen tatsächlich geblieben sind und ob sie sinnvoll ausgegeben worden sind. Der Rat beruft sich hier auf ein Gentlemen´s Agreement aus dem Jahr 1970, in dem seinerzeit die beiden Institutionen festgelegt haben, dass sie die Zahlungen oder Ausgaben der jeweils anderen Seite ohne große kritische Prüfung akzeptieren.

Das mag vor 48 Jahren in Ordnung gewesen sein. Aber heute ist es meiner Meinung nach ein grober Regelverstoß, und wir sollten das nicht länger hinnehmen. Ich bin froh, dass die Vorsitzende des Rates auf das memorandum of understanding verwiesen hat und gesagt hat, dass sie auf der Basis jetzt weiterarbeiten und möglichst schnell zu einem Arrangement mit uns kommen möchte.

Es geht nicht an, dass der Rat seine Ausgaben wie ein Staatsgeheimnis behandelt und dem Bürger die Einsicht in diese Ausgaben und damit die Transparenz verwehrt, zu der er eigentlich verpflichtet ist. Der Rat muss sich genauso – meine Vorgänger haben es ja schon gesagt – an die Spielregeln halten wie alle anderen Institutionen auch.

Wir Liberalen legen Wert auf eine ordentliche Haushaltsführung, auf eine gute Verwaltung und auf Transparenz. Ob diese Ziele erreicht werden, können wir nur beurteilen, wenn wir eine angemessene Prüfung der Haushaltsmittel und ihrer Verwendung sicherstellen können. Das ist nicht der Fall. Deshalb müssen wir die Entlastung einmal mehr verweigern – sehr zu unserem Bedauern.

Ich muss noch hinzufügen: Im zuständigen Haushaltskontrollausschuss ist diese Entscheidung einstimmig – ohne Gegenstimme und ohne Enthaltung – getroffen worden.

 
  
MPphoto
 

  Bart Staes, namens de Verts/ALE-Fractie. – Dank u, Voorzitter. Ik wil eerst en vooral de rapporteur danken, mijnheer Valli, voor het werk dat u in dit dossier gestoken hebt. Ik wil ook de Raad danken voor de aanwezigheid. Het is ooit anders geweest.

Ik wil meteen ingaan op wat de voorzitter van de Raad ons verteld heeft. Er is inderdaad een non-paper sinds 2011. Wij hebben dat als Parlement – we moeten dat ootmoedig erkennen – veel te lang laten liggen, niet concreet beantwoord. Toen ik de rapporteur was, vóór de heer Valli, heb ik mijn verantwoordelijkheid genomen en heb ik ervoor gezorgd dat wij een antwoord bezorgd hebben aan de Raad, unaniem gesteund door alle leden van de Commissie begrotingscontrole en goedgekeurd door de Conferentie van voorzitters.

Ondertussen zijn er tussen de voorzitter van de Raad en het Oostenrijks voorzitterschap, mevrouw Grässle als voorzitter van de Commissie begrotingscontrole en ikzelf als voormalig rapporteur, inderdaad gesprekken geweest. Ik denk dat we op een zuchtje van een oplossing zijn. Ik denk dat het document dat nu voorligt echt aanvaardbaar is. Ik moet alleen de collega's in het Europees Parlement oproepen om hun verantwoordelijkheid te nemen. Het zijn de Conferentie van voorzitters en de secretaris-generaal van dit Parlement die nu moeten ageren en die er moeten voor zorgen dat we nog onder dit Oostenrijks voorzitterschap tot een akkoord komen, zodat de heer Kohn straks, als hij de verantwoordelijkheid neemt als rapporteur, inderdaad op een eerlijke wijze deze kwijtingsoefening met de Raad kan doen.

 
  
MPphoto
 

  Jonathan Bullock, on behalf of the EFDD Group. – Mr President, so here we are once again, with the Council refusing to cooperate with the discharge procedure. This is probably one of the few issues I actually agree with the Parliament on: that there should be more transparency and oversight over the use of the EU Council budget. It of course begs the question: does the Council have something to hide? Well, let’s take a look at some of their spending. The Council spent EUR 55 000 to hold a staff party for up to 1 200 people on their premises in early 2018. The party included butlers, cooks, bartenders, champagne, wine and beer and a bar open until 3am in the morning. All very nice, no doubt. The Council also spent another EUR 25 000 for the staff and their children to have a party at an adventure park in Belgium, and in the previous year, the Council put a tender out to purchase 4 000 bottles of champagne. It’s no wonder the Council doesn’t want parliamentary oversight of their budget.

The EU institutions are public entities, paid for with taxpayers’ money. It’s outrageous that, certainly, British taxpayers have to pay for such vain and frivolous events, while at home we have front-line public services cuts. Thank goodness Brexit will mean we no longer have to give vast contributions to Brussels. But because of the Tory betrayal we are having at the moment and the never-ending transitional period proposed, the UK will still be giving billions to Brussels for many years to come. But I urge all colleagues to reject granting the Council discharge.

(The speaker agreed to take a blue-card question under Rule 162(8))

 
  
MPphoto
 

  Bart Staes (Verts/ALE), "blauwe kaart"-vraag. – Mijnheer Bullock, er is een Vlaams gezegde dat zegt: “De pot verwijt de ketel dat hij zwart ziet.” U bent lid van Ukip. Uw partij, uw Europese partij, heeft met gemeenschapsgeld ongelooflijk veel geld uitgegeven, waarbij dit eigenlijk op een frauduleuze manier gebeurd is. U hebt zelfs met uw partij Europees geld gebruikt om opiniepeilingen in het Verenigd Koninkrijk te financieren. Wat vindt u daarvan? Zou u daar ook eens niet handelen naar eigen inzicht en naar een eerlijk omgaan met Europees belastinggeld?

 
  
MPphoto
 

  Jonathan Bullock (EFDD), blue-card answer. – I think the Member’s talking about polls done in constituencies in the UK. What you may not know – I don’t know how informed you are (obviously not) – is that our electoral Commission has looked into this and reported very recently – only a few weeks ago – that there was absolutely no impropriety whatsoever. That was our electoral Commission – not a body we always agree with – but it said no impropriety whatsoever. And let’s just face it: we in UKIP have voted to get out of this organisation. We don’t want the money. We want to be out of this. We’ve made it clear and we stand by what we say.

 
  
 

Intervenciones con arreglo al procedimiento de solicitud incidental de uso de la palabra («catch the eye»)

 
  
MPphoto
 

  Νότης Μαριάς (ECR). – Κύριε Πρόεδρε, ξανά στο ίδιο έργο θεατές. Τα ίδια βλέπουμε και συζητούμε όλα αυτά τα χρόνια, με τη μόνη εξαίρεση ότι βλέπουμε αυτή τη φορά να είναι εδώ το Συμβούλιο. Είναι κι αυτό ένα βήμα. Να συγχαρώ κατ’ αρχάς τον εισηγητή, τον κύριο Valli, για την τοποθέτησή του και να πω ότι όλα οφείλονται στην άποψη του Συμβουλίου ότι δεν είναι δήθεν υποχρεωμένο να έρθει να ζητήσει απαλλαγή δαπανών από το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο. Εμείς θεωρούμε ότι η Συνθήκη το επιβάλλει αυτό και είναι δικαίωμά μας να το κάνουμε και εσείς ως Συμβούλιο πρέπει επιτέλους να δείξετε διαφάνεια, να είσαστε ανοιχτοί στην κριτική και, φυσικά, να ακολουθήσετε τους ίδιους τους κανόνες της Συνθήκης.

Έχουμε πολλά ερωτήματα: τι γίνεται με τα κτίρια, πώς προχωρούν τα κατασκευαστικά έργα, τι γίνεται με τις διοικητικές δαπάνες. Και θα πρέπει επιτέλους να απαντήσετε και στην Ευρωπαία Διαμεσολαβήτρια, η οποία έχει βάλει θέμα λειτουργίας με διαφάνεια της ίδιας της νομοθετικής λειτουργίας του Συμβουλίου. Πρέπει να ακολουθήσει το Συμβούλιο αυτή την τακτική, διότι έχουμε ένα μέρος του Συμβουλίου, ένα άλλο όργανο που είναι το Εurogroup, στο οποίο συμμετέχουν πάλι υπουργοί, συμμετέχουν τα κράτη, και είναι ανεξέλεγκτο και ταυτόχρονα επιβάλλει και πολιτικές στα κράτη μέλη. Πρέπει, λοιπόν, ήρθε η ώρα, να έχετε και εσείς διαφάνεια για τον τρόπο με τον οποίο λειτουργείτε.

 
  
 

(Fin de las intervenciones con arreglo al procedimiento de solicitud incidental de uso de la palabra («catch the eye»))

 
  
MPphoto
 

  Karoline Edtstadler, President-in-Office of the Council. – Mr President, honourable Members, Commissioner, thank you very much for your remarks. I have taken good note of them.

The Council is not taking it personally, but I guess it is time to change the situation. There is a saying in German that ‘wo einWill ist, ist auch ein Weg’, or in English ‘where there’s a will, there’s a way’, but my favourite translation is the French one, ‘quand on veut, on peut’. We should bear in mind that the EU institutions can gain and keep the trust of the citizens of the Union only by working together. Let’s change the situation.

 
  
MPphoto
 

  Marco Valli, relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio i colleghi e ringrazio il Consiglio per la buona volontà della Presidenza austriaca nel cercare di risolvere questa impasse.

I colleghi hanno giustamente – quasi tutti, me compreso – ripetuto il ruolo del Parlamento sancito all'interno del trattato, ed è un ruolo che è condiviso a stragrande maggioranza anche dai cittadini europei, che votano i membri di questo Parlamento e li votano anche per controllare i soldi che versano per il suo funzionamento.

Quindi su questo è auspicabile che si trovi una soluzione, e la proposta avanzata dal mio collega Staes è fondamentale perché anche questo Parlamento, come il Consiglio, deve fare qualche passo in avanti per riuscire a risolvere questa situazione.

Se riusciremo a risolverla allora potremo concedere, in un futuro, con le cifre in mano, un discarico. Ad oggi, purtroppo, non avendo in mano queste cifre, noi non possiamo fare delle valutazioni e, inevitabilmente, per l'ennesima volta, dovremo negare il discarico. Di questo ce ne rammarichiamo tutti, compresi i cittadini.

 
  
MPphoto
 

  El presidente. – Se cierra el debate.

La votación tendrá lugar mañana.

 
Seneste opdatering: 11. januar 2019Juridisk meddelelse