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Lunedì 12 novembre 2018 - Strasburgo Edizione rivista

3. Dichiarazioni della Presidenza
Video degli interventi
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  Presidente. – Cari colleghi, in apertura di questa seduta voglio ricordare il centenario dell'armistizio, che nel novembre del 1918 ha posto fine alla Prima guerra mondiale. Sabato e domenica ho partecipato, in rappresentanza di tutti voi, alle cerimonie di commemorazione che si sono tenute a Parigi, in presenza dei leader del mondo intero.

La storia è una grande maestra, ma non sempre riusciamo ad apprenderne la lezione. È quindi dovere di ciascuno di noi mantenere vivo il ricordo dei milioni di morti della Grande guerra. È nostro compito preservare la memoria storica di quegli avvenimenti, ricordando alle generazioni attuali e future che quell'immane tragedia, in cui l'Europa commise il proprio suicidio, fu figlia di scontri, di egoismi e della contrapposizione tra popoli.

Venti anni dopo, purtroppo, i nazionalismi portarono ancora una volta gli europei a combattersi fra loro. Oggi, a cent'anni dalla conclusione della Prima guerra mondiale, possiamo constatare che l'amicizia e la collaborazione su cui si fonda l'Unione europea rendono impensabile una guerra tra Stati, ma guai a considerare irreversibile questo stato di cose.

Il progetto europeo unisce le nazioni e garantisce pace, libertà e prosperità. Esso ci permette di risolvere i nostri problemi attraverso confronti politici e non sui campi di battaglia. Difendiamo questo progetto e questi ideali, non solo per chi verrà dopo di noi, ma anche per rendere omaggio ai diciassette milioni di morti della Prima guerra mondiale, il cui sacrificio non può essere stato vano.

Vorrei infine salutare, con affetto ed orgoglio, le molte nazioni europee nate da questo conflitto, che quest'anno celebrano i cento anni della loro esistenza, e fra queste la Polonia, la Romania, la Lettonia, la Lituania e l'Estonia.

Voglio anche esprimere il nostro cordoglio alle famiglie delle decine di vittime causate dal maltempo in Italia. In molte regioni, in particolare in Valle d'Aosta, Veneto, Trentino, Liguria, Lazio, Campania e Sicilia, le condizioni meteorologiche hanno causato la perdita di numerose vite umane e provocato danni enormi all'economia devastando molti territori.

L'Unione europea è pronta ad aiutare le popolazioni colpite attraverso il Fondo europeo di solidarietà per le emergenze. Ringrazio la Commissione europea per aver messo a disposizione la protezione civile. Ricordo inoltre che, grazie all'impegno del Parlamento europeo, è possibile trattare più rapidamente le richieste d'aiuto e anticipare parte dei fondi richiesti.

Il fatto che molti paesi dell'Unione europea siano colpiti da eventi climatici devastanti è però un segnale di allarme per tutti quanti noi. È innegabile che questi eventi meteorologici estremi siano le conseguenze del più ampio problema del cambiamento climatico. Dobbiamo quindi raddoppiare i nostri sforzi per combatterlo. La riunione COP 24, che si terrà a dicembre a Katowice, in Polonia, ci offre l'opportunità di ribadire la leadership europea nella lotta ai gas a effetto serra e alle emissioni nocive.

Saluto anche con soddisfazione la sentenza con cui la Corte Suprema del Pakistan ha riconosciuto l'innocenza di Asia Bibi, che ha potuto così riabbracciare la sua famiglia dopo otto anni di carcere. Aspettiamo ora la conclusione dell'iter giudiziario e della revisione in corso e siamo fiduciosi che la sua assoluzione verrà definitivamente confermata. Sono in contatto con Jan Fige e con le autorità pakistane per offrire il nostro sostegno agli sforzi per garantire la libertà e la sicurezza di Asia Bibi e dei suoi cari.

(Applausi)

 
Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2019Avviso legale