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Esmaspäev, 12. november 2018 - Strasbourg Uuendatud versioon

16. Üleujutused Euroopas (arutelu)
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  Puhemies. – Esityslistalla on seuraavana komission julkilausuma tulvista Euroopassa (2018/2928(RSP)).

Tässä keskustelussa ei anneta pyynnöstä myönnettäviä puheenvuoroja eikä sinisen kortin kysymyksiä hyväksytä.

 
  
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  Corina Crețu, Member of the Commission. – Madam President, allow me to express, on behalf of the European Commission, my most sincere condolences to the families of those who have perished in the recent floods throughout Europe.

Quite tragically, these events have highlighted our vulnerability to both natural and man-made disasters. Hence the continued need for investing on the ground in better preparedness and better prevention. EU support should help regions become more resilient and more sustainable. This is the rationale behind the cohesion policy.

You know very well that under the current programming period, almost EUR 8 billion have been channelled to the climate change adaptation and risk prevention. Clearly, disaster risk management is a main focus of our policy. We invest in early warning systems, awareness-raising, flood-protection infrastructure, green infrastructures such as flood plains or green urban spaces.

Besides prevention, we work on preparedness, in particular support for equipment and vehicles or training for civil protection units.

It is also important to mention the contribution of the EU’s rural development policy. Support includes investments for the restoration of damaged agriculture and forestry land and production capacity, the restoration of rural infrastructure and preventive actions and risk-management tools for farmers.

But building prevention and resilience is a very complex process which entails a long lasting match between public investment and the reality on the ground. This is why, following the disasters of last year, the Commission adopted the so-called ‘risk EU package’, which included a screening of all relevant operational programmes. The aim here was to see whether there were any gaps in the support we provided.

The good news is that the current priorities in our programmes already match very closely with the highest risk that Member States have identified themselves in their national risk assessments. This is partly thanks to our funding.

More generally, we offer flexibility in our programmes. This means amendments can be proposed and swiftly agreed to shift resources towards areas that are most in need. So, if changes are necessary, they can still be made under the current funding period.

The Commission is also supporting Member States in the implementation of the Floods Directive and will publish by the beginning of next year, an assessment for the first flood risk management plans prepared by the Member States under this directive. This mapping will allow adequate and coordinating measures to reduce flood risk.

Besides a long-term approach to natural disasters, there is, of course, an emergency dimension. The Commission’s risk EU package, which I just mentioned, was also introduced to upgrade the EU’s emergency response, notably by revising the European Union’s civil protection mechanism put in place in 2001 to provide external assistance to Member States or a third country. It goes without saying that the Commission stands ready to help any affected country through this mechanism.

Last, but not least, we have the EU Solidarity Fund, directly managed by my services. The European Union Solidarity Fund is pivotal as it complements rapid-response measures helping regions and countries to restore essential infrastructure, ensure continuity of public services, assist populations and protect cultural heritage. The Commission’s services are currently working hand-in-hand with the Italian and Austrian authorities who are considering applying for solidarity assistance after the recent floods. As always, we stand ready to help them throughout the process.

Thank you for your attention and I am looking forward to our debate.

 
  
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  Puhemies. – Haluan vielä selventää, että tässä keskustelussa on vain yksi kierros poliittisten ryhmien puheenvuoroja, ei siis pyynnöstä myönnettäviä puheenvuoroja eikä sinisen kortin kysymyksiä.

 
  
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  Herbert Dorfmann, im Namen der PPE-Fraktion. – Frau Präsidentin, geschätzte Frau Kommissarin, liebe Kolleginnen und Kollegen! Ja, in der Tat, in den letzten Tagen im Oktober und in den ersten Novembertagen ist ein Unwetter über ganz Europa gezogen, und das hat insbesondere auch den Alpenraum und den italienischen Alpenraum ganz massiv betroffen. In meiner Region, in Südtirol, in Trentino, vor allem auch im besonders betroffenen Belluno hat es über Tage geregnet, es ist zu Überschwemmungen gekommen, und Windböen bis zu 200 Stundenkilometern haben ganze Wälder umgeknickt. Millionen von Kubikmetern Holz liegen jetzt und müssen aufgearbeitet werden. Allein in meiner Region sind 1,1 Millionen Kubikmeter Holz betroffen. Besonders tragisch ist dies, weil es sich hier auch um ein Weltnaturerbe der Unesco handelt, in das Wunden geschlagen wurden, die über Jahrzehnte sichtbar sein werden. Die Wälder wachsen ja nicht von heute auf morgen nach.

Aber was ganz besonders tragisch ist: Es sind auch Menschen ums Leben gekommen: Insgesamt sind in Italien – es war ja auch Süditalien, die Region Sizilien besonders, betroffen – 32 Menschen ums Leben gekommen. In meiner Region ist ein freiwilliger Feuerwehrmann, der in der Nacht versucht hat, Menschen zu helfen, bei dieser Arbeit für seine Mitmenschen ums Leben gekommen, was ich als ganz besonders tragisch empfinde.

Quindi, penso che sia bene che facciamo questo dibattito oggi, anche per mostrare la nostra solidarietà, e condivido in pieno quello che lei, signora Commissario, ha detto appena adesso. Ma la solidarietà deve diventare concreta. È certo che serve anche la prevenzione, però la gente colpita della prevenzione in questo momento ha poco vantaggio, serve aiuto, serve l'aiuto concreto.

Quindi dobbiamo fare di tutto affinché si apra il Fondo di solidarietà. Viviamo in Italia in un momento dove a volte mi sembra che l'Unione europea viene resa responsabile per tutto. L'Unione europea è responsabile per le difficoltà economiche del paese, per le infrastrutture che crollano e per i flussi migratori. Viene dipinto un quadro molto buio dell'Unione europea.

Quindi questa è anche un'occasione per noi. Un'occasione per far capire agli italiani e alla popolazione italiana che esiste l'Unione europea che aiuta, l'Unione europea solidale, l'Unione europea che in un momento di difficoltà sta dalla parte della gente, e quindi dobbiamo sfruttare questa occasione. Dobbiamo veramente cercare di far presto, di dare anche una risposta alla richiesta del governo italiano, che ha dichiarato lo stato di calamità nazionale, affinché ci siano le possibilità di aiuto del Fondo di solidarietà europeo e che ci siano anche presto.

 
  
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  Michela Giuffrida, a nome del gruppo S&D. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, cara signora Commissario, grazie per questo dibattito, che peraltro avevamo vivamente sollecitato, sulle recenti inondazioni in Italia, nel Sud Europa e purtroppo nella mia terra, la Sicilia, dove in sole 24 ore è caduta la metà della pioggia di un intero anno e la tragedia ha avuto le dimensioni di 12 morti e centinaia e centinaia di milioni di euro di danni e a infrastrutture e coltivazioni.

Grazie per le sue condoglianze e per la sua solidarietà, che estenderò alle famiglie delle vittime di una tragedia assurda in un inferno di acqua, fango, incuria e disinteresse. Pensi che il cadavere dell'ultimo disperso, un giovane medico che stava andando al lavoro, è stato recuperato solo quattro giorni fa.

In poco più di dieci anni, i disastri naturali sono costati all'Unione europea circa 100 miliardi di EUR. Parliamo di un terzo dell'intero bilancio che l'Unione dedica per le politiche di coesione. È palese che, di fronte a massicci cambiamenti climatici, se si vogliono limitare i danni bisogna aumentare gli interventi di prevenzione e che la politica di coesione debba essere lo strumento per supportarli oltre al Fondo di solidarietà.

Le autorità locali e regionali beneficiarie delle misure di coesione sono anche le prime a confrontarsi con gli impatti dei disastri. La prevenzione delle calamità è tra gli assi centrali dello sviluppo regionale, ed è chiaro che la coesione deve diventare la prima fonte di finanziamento per la prevenzione e la lotta al cambiamento climatico, se pensiamo che, secondo dati dell'Ispra, entro un secolo l'aumento della temperatura media in Italia potrebbe addirittura superare i due gradi.

Le misure di prevenzione e gli interventi sono lasciati agli Stati membri dell'Unione europea. A loro spetta investire e spendere per politiche infrastrutturali, ma gli Stati e le regioni spesso dimenticano di farlo o non possono sostenere gli investimenti necessari. Allora, signora Commissario, adesso c'è bisogno davvero dell'intervento dell'Unione europea, perché i 114 miliardi dedicati a misure di risposta ai cambiamenti climatici, che sconta il nostro bilancio, non sono più necessari.

C'è bisogno di fronte a una sciagura immane, quale abbiamo registrato nella mia terra solo dieci giorni fa, di tutta la solidarietà concreta, dell'aiuto, di supporto, dei fondi, dei risarcimenti per chi addirittura, oltre alla vita, ha perso anche quello che era il proprio lavoro, la propria quotidianità. È proprio in queste situazioni che l'Unione europea deve concretamente far percepire ai cittadini la propria presenza e la propria, scusatemi, utilità.

 
  
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  Remo Sernagiotto, a nome del gruppo ECR. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, saluto la signora Commissaria che mi fa molto piacere vedere, perché nei pochi minuti, nei pochi secondi che abbiamo, io vorrei concentrarmi su quello che è successo nel Sud Europa nei giorni passati e vorrei concentrarmi in particolare in una provincia, la provincia montana per eccellenza: la provincia di Belluno, la provincia delle Dolomiti, per capirci tra noi europei.

Vede, lì sono successi fatti così gravi che abbiamo sentito il dovere di muoverci come comunità veneta. Sono arrivati migliaia di volontari, sono caduti 100 000 ettari di boschi, boschi tutelati da sempre, signora Commissario. C'è un modello lì che si chiama "le regole", che hanno tutelato quel straordinario territorio che è un territorio molto bello ma molto difficile.

Lì abbiamo commesso anche qualche errore. Il primo errore lo abbiamo commesso quando abbiamo deciso di far transitare l'energia via aerea attraverso dei fili e dei pali. Questo ha comportato il grande disastro: migliaia e migliaia di utenze cancellate per giorni, persone in grandissima difficoltà. E tutto questo perché negli anni passati non si è voluto spendere qualche soldo in più per interrare quei cavi.

Io devo ringraziare l'onorevole De Carlo, nonché sindaco di una comunità in provincia di Belluno, perché mi ha accompagnato e mi ha fatto comprendere quanto sia importante. Ho già finito il mio tempo, ma vorrei concludere con tre fatti molto molto importanti. Vede, la basilica di San Marco è stata sommersa totalmente. Detriti e fanghi hanno ucciso l'80 % delle vongole coltivate all'interno delle valli veneziane. Ma soprattutto credo che il Fondo di solidarietà si debba attivare ieri non domani. Perciò chiedo con forza che venga attivato subito il Fondo di solidarietà per un territorio così danneggiato da un evento catastrofico.

 
  
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  Bronis Ropė, Verts/ALE frakcijos vardu. – Dėl klimato kaitos ekstremalūs gamtos reiškiniai tampa vis dažnesni. Pernai mano šalis Lietuva kentėjo nuo nuolatinių liūčių ir potvynių. Šiais metais šalį nualino sausros. Dvejus metus iš eilės mūsų žemės ūkis kentėjo ekstremalias situacijas. Europos Sąjunga Lietuvai skyrė dvidešimt šešių milijonų eurų žalos kompensavimui. Tačiau tai sudaro tik šešis procentus tiesioginės patirtos žalos. O tikroji, pinigais nepamatuojama žala tokia, kad vien iš pieno sektoriaus per pastaruosius pusantrų metų iš gamybos pasitraukė 19 proc. ūkių ir karvių skaičius sumažėjo 9 proc. Prie viso to, Baltijos šalių ūkininkai gauna mažiausias Europos Sąjungos tiesiogines išmokas. Todėl atsiduria dar sunkesnėje situacijoje. Mano rankose Baltijos valstybių Europarlamentarų kreipimasis, kuriuo raginama sekančiame finansiniame laikotarpyje suvienodinti išmokas mūsų ūkininkams. Tikiuosi, kad tiek jūs, kolegos, tiek Komisijos, Tarybos nariai pritars, kad Europa turi prisiimti atsakomybę prieš visus savo ūkininkus vienodai ir išmokos turi būti suvienodinamos jau kitam laikotarpyje.

 
  
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  Eleonora Forenza, a nome del gruppo GUE/NGL. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, secondo i dati del rapporto 2018 dell'Istituto di protezione ambientale, in Italia 2 milioni di abitanti sono esposti a forte rischio alluvioni e 6 milioni a rischio medio. Il 91 % dei comuni italiani risulta a rischio combinato per alluvioni e frane. E ancora di più, a fronte dei tragici fatti e delle vittime che abbiamo pianto nelle scorse settimane, è evidente che il riassetto idrogeologico è la vera e assoluta priorità per l'Italia. Dovrebbe esserlo per il governo italiano, dovrebbe esserlo per l'Unione europea, e invece continuiamo a sentir parlare di vincoli di bilancio, di Fiscal compact, di TAP, di TAV, di grandi opere inutili e dannose che drenano risorse enormi.

Ancora, il governo continua la tradizione di Craxi e Berlusconi con un nuovo condono edilizio. Al contrario, servirebbero risorse, innanzitutto per quei comuni che sono impegnati nelle rilevazioni degli abusi edilizi e che invece sono privi delle strutture essenziali per l'applicazione delle leggi contro l'abusivismo. Comuni che dai tagli e dai vincoli di bilancio sono stati svuotati di risorse, competenze e mezzi per affrontare un problema pesantissimo. In Sicilia, a Casteldaccia, una famiglia intera ha perso la vita perché non si è riusciti a completare l'iter di abbattimento di un edificio costruito in riva a un fiume e certificato come abusivo da anni.

I danni si moltiplicano anche per la sete di profitto continua. Nel bellunese distrutto dall'alluvione di fine ottobre, Terna S.p.a. costruisce linee elettriche aeree con tralicci alti 60 metri in luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico e di interesse comunitario e, come si vede, a rischio alluvione. Quei tralicci andrebbero internati. Serve una nuova stagione di investimenti pubblici, servono risorse strutturali non fondi straordinari.

 
  
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  Mara Bizzotto, a nome del gruppo ENF. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, porto, a nome della Lega, la solidarietà a tutti i cittadini che sono state vittime della tremenda ondata di maltempo delle ultime settimane. Prima di tutto voglio ringraziare la Protezione civile e le migliaia di volontari che stanno aiutando la nostra gente.

Undici regioni italiane, in particolar modo il Veneto e tutto il Nord Est, sono state messe in ginocchio da alluvioni, trombe d'aria, mareggiate, che hanno spazzato via case, strade, boschi, spiagge e vite umane. Secondo le prime stime, i bilanci dei danni sono pesantissimi. Oltre un miliardo di EUR in Veneto, la mia regione; oltre 500 milioni di EUR, in Friuli Venezia Giulia; 250 milioni di EUR in Trentino Alto Adige, centinaia e centinaia di milioni in Liguria, Lazio, Sicilia e nel resto d'Italia.

Di fronte a questa catastrofe, i nostri cittadini hanno bisogno di avere urgentemente a disposizione tutte le risorse che l'Europa può dare, in primis il Fondo di solidarietà europeo che va erogato il più velocemente possibile. All'Europa, chiediamo la massima collaborazione per aiutare i veneti, i friulani e tutti gli italiani che sono stati colpiti dal maltempo e che sono già al lavoro per ricostruire i nostri paesi.

Noi non vogliamo l'elemosina dell'Europa, perché il nostro popolo è abituato a lavorare, a tirarsi su le maniche e a fare da solo. A Bruxelles noi chiediamo soltanto quello che è nostro, che è degli italiani. Ogni anno hanno dato milioni di EUR che non sono stati tornati indietro al nostro paese. Noi vogliamo indietro i nostri soldi, altro che vincoli di bilancio e austerità. Noi vogliamo spendere i nostri soldi per ricostruire i nostri paesi, per mettere in sicurezza il nostro territorio e per aiutare i nostri cittadini che hanno perso tutto. Per una volta chiedo che l'Europa dimostri vera solidarietà e pensi ai nostri cittadini, non allo spread o agli interessi delle banche.

 
  
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  Κωνσταντίνος Παπαδάκης (NI). – Κυρία Πρόεδρε, ένα χρόνο μετά τις πλημμύρες στη Μάνδρα, 160 περιοχές στην Ελλάδα είναι σε κίνδυνο για νέα πλημμύρα, ενώ τόσο στο Μάτι όσο και σε άλλες περιοχές οι κάτοικοι είναι ανοχύρωτοι μετά τις πυρκαγιές. Σε ερώτησή μας, η Επιτροπή καλύπτει πλήρως την έρευνα που η ίδια χρηματοδότησε και η οποία κατέληξε στο προκλητικό συμπέρασμα ότι, αν και άδικο, είναι οικονομικά αποδοτικότερο να προστατευτούν οι εύπορες οικογένειες ή τα εργοστάσια από το να προστατευτούν οι φτωχοί, αφού η δικαιοσύνη, λέει, δεν περιλαμβάνεται στην ανάλυση κόστους-οφέλους. Διότι τα αντιπλημμυρικά δεν έχουν διόδια, εισιτήρια, πελάτες «με το κεφάλι» ή πωλήσεις «με το κομμάτι». Γι’ αυτό και δεν προτιμώνται και δεν ιεραρχούνται, ενώ παράλληλα δεν προβλέπεται καμία αποζημίωση για τους ίδιους τους πληγέντες από το Ταμείο Αλληλεγγύης, με τα γνωστά άπιαστα όριά του. Επίσης, η Επιτροπή, με ευθύνη και της κυβέρνησης, δεν προβλέπει αποζημιώσεις ούτε για τις πρόσφατες πλημμύρες στη Στερεά Ελλάδα, την Εύβοια και την Πελοπόννησο. Αυτό απάντησε η Επιτροπή σε ερώτηση των ευρωβουλευτών του Κομμουνιστικού Κόμματος Ελλάδας. Ο λαός πρέπει αποφασιστικά να εναντιωθεί στο κριτήριο του καπιταλιστικού κέρδους και με την πάλη του να απαιτήσει άμεσες αποζημιώσεις στο 100% για τους πληγέντες και ουσιαστικά μέτρα ανακούφισης και πρόληψης.

 
  
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  Corina Crețu, Member of the Commission. – Madam President, once again, on behalf of the Commission, I would like to thank you all for sharing your views and for voicing your concerns for the regions and the people that have been deeply affected by the recent floods. Of course, this is not about an ordinary file; it is about people who have lost their loved ones and some of them who have lost everything. To them, I think, we have to have the same message, together: that Europe cares, that Europe is here to help. It is our common job.

You know, of course, that I am in charge of Cohesion Policy, and I think Cohesion Policy has in its very essence the European solidarity. The European Union as a whole has benefited each time about European solidarity. So it’s quite natural, when floods occur, that the European Union’s mission – European Union added value – lies by the side of the victims in the damaged regions, not only on the ground but also in the air.

Last week, for example, after the request from the Italian authorities, the European Commission mobilised the Copernicus emergency satellite. I think close to 50 highly-detailed satellite maps were provided to assess the damage to the affected regions.

I am sorry to say, but it’s not fair to say that Europe didn’t show solidarity to Italy. Italy is the first country that benefited in the last year by the Solidarity Fund. I would like to remind you about our solidarity at the time of the earthquakes. I was there on the ground. President Juncker was there on the ground, and on the emergency procedures we released EUR 1.2 billion for the four regions affected by the earthquake in Italy. So let’s not be populist. We are waiting now for the assessment of the damage because we cannot do the assessment of the damage. It’s part of the job of the Italian government.

We are working hand in hand, but we cannot assess the damage when we don’t know how much. And I would like to tell you something: you in the European Parliament and in the Council made the regulation of the Solidarity Fund, and it was not written in the regulation how we measure the life of one person. You put in the regulation – the European Parliament – that we assess only economic damage. It’s tragic that we don’t compensate, and do you want to do for the next programing period this idea to compensate the families who lose the life of their loved one? But we don’t have in the regulations something like that now, so we assess only economic damages and we waiting for the Italian government to give us the assessment.

We are also open to shift or change operational programmes on the request of the Italian government. I am in direct contact with Madam Lezzi, with the Minister. They are working hard with the local administration because it is not easy to evaluate the damage.

But Europe is here, and we are here day by night to help, and we were there during the earthquake. So I think it’s very easy to blame the European Commission. But look also at what is happening in local and regional policy, because in some regions – not even now – the money that we have released last year in Italy didn’t reach the people affected by the earthquake.

I would like just to say that we have large interventions in Europe – in Madeira, in Greece. You know very well that last year we were in contact in Greece, in Evia. We showed solidarity but it was the same problem: that we don’t have how to measure the lives and it was not an economical area there in Greece, so Greece didn’t qualify to apply for the Solidarity Fund, unfortunately, but we compensate by more EU funds for the Attica region.

I think we need to show to the people how much and strong the response in the European Union is needed to such tragic circumstances. But we have to be fair: to be fair that we have shared management and shared responsibilities.

Of course we are coming with the emergency response. We come also with the Solidarity Fund, which is not an emergency tool; it compensates for the day one. But at the same time it is also the responsibility of the government and the local authorities, for which I have full sympathies in such moments. So let’s face things very clearly: things will not get better. Unfortunately the effects of climate change are getting harsher, and we will certainly continue to pay the price of decades of unsustainable land and country planning.

We need to put all our efforts, all our ideas in prevention and resilience-building to mitigate the effects not only of floods but also, as I said, of forest fires, earthquakes, coastal erosion and drought. Europe must keep strong on emergency response. It’s a matter of saving and preserving lives, as I said, but it’s also a long-distance run that will go beyond the many multiannual financial frameworks to come. It starts now by giving our Union the capacity to pave the way for a sustainable future.

Thank you very much and, as always, you can rely on us. We are waiting for the assessment of the damages from the governments affected and we are ready to do all the necessary changes for all the emergency bases, because we know how important it is to be here and to show solidarity.

 
  
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  Puhemies. – Keskustelu on päättynyt.

Kirjalliset lausumat (162 artikla)

 
  
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  György Hölvényi (PPE), írásban. – A pusztító árvizek mintázatának – gyakoriságának és volumenének – világszerte megfigyelhető változása egyértelmű következménye a klímaváltozásnak. Az egyre gyakrabban előforduló árhullámokat, melyek alkalmával hatalmas vízmennyiségek vonulnak le folyóinkon, rendszeresen rendkívül forró és száraz időszakok követik. A szélsőséges időjárási eseményekhez való alkalmazkodás az emberiség elemi érdeke. Ennek fényében különösen fontos, hogy az életet jelentő vízzel sokkal tudatosabban gazdálkodjunk. Olyan természetbe illeszkedő, ökológiailag átgondolt megoldások kidolgozására és megvalósítására van szükség, ahol az áradások során levonuló hatalmas víztöbbletet elvezetjük, és az aszályos időszakban a vízhiány enyhítésére tudjuk használni. Az áradásokat követően keletkező víztömeggel való fenntartható gazdálkodás során pedig a minél szélesebb körű ökológiai szolgáltatások nyújtására kell törekedni.

A másik tény az árvizek kapcsán, amire szeretném felhívni a figyelmet, az az IPCC legfrissebb publikációja, miszerint mégis van lehetőség a hőmérséklet emelkedésének 1,5C fok alatt tartására! Ez egy hatalmas esély az emberiség számára, hogy a már „beárazott” veszteségeket és költségeket, melyeket a klímaváltozás kontójára beírtunk, mégis elkerüljük, de legalább csökkentsük. Minden kormány, és minden ember számára imperatívusz, hogy saját lehetőségeinek határai között megtegye a szükséges lépéseket ahhoz, hogy gyermekeink egy élhető bolygót örököljenek. Ahol nem pusztító árvizek, és éhínséget hozó aszályok váltogatják egymást, hanem mértéktartó jólét és béke jellemzi a mindennapokat.

 
Viimane päevakajastamine: 8. aprill 2019Õigusalane teave