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Débats
Mercredi 14 novembre 2018 - Strasbourg Edition révisée

12. Communication de la Présidence
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  Presidente. – Il 2 ottobre 2018 ho annunciato in Aula la comminazione di una sanzione all'onorevole Giulia Moi per la sua condotta nei confronti di assistenti parlamentari qualificata come molestia psicologica.

Il 16 ottobre 2018 l'onorevole Moi ha presentato un ricorso interno contro tale decisione dinanzi all'Ufficio di presidenza, conformemente all'articolo 167 del regolamento.

Lunedì 12 novembre 2018 l'Ufficio di presidenza ha confermato all'unanimità la portata della sanzione adottata consistente nella perdita del diritto delle indennità di soggiorno per un periodo di 12 giorni.

 
  
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  Giulia Moi (EFDD). – Onorevole Tajani, io vorrei sapere come mai il suo ufficio non mi sta rispondendo da mesi su delle infrazioni fatte da suoi due dipendenti, dove ci sono state irregolarità sulla mia richiesta da più di un anno prima di questa fandonia sul licenziamento di questi miei due dipendenti.

Io non riesco a lavorare, non ci sono state le norme che dovevano tutelare il lavoro di un parlamentare. Il suo ufficio ha ricevuto tutto il materiale da mesi e non mi sta rispondendo. Io sono bloccata nel mio lavoro di parlamentare e voi non mi state assolutamente venendo incontro con le risposte nei tempi stabiliti dalla legge. Le infrazioni dei suoi dipendenti sono notevoli e lei non mi sta dando spiegazioni.

Non mi state permettendo di licenziare due persone che hanno fatto irregolarità. Me le state tenendo e non riesco a fare nulla. Questa farsa di quest'accusa è ridicola e potrebbe essere anche un attacco politico.

 
  
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  Presidente. – Onorevole Moi, comprendo il suo stato d'animo. Ho capito quello che ha detto. Ha avuto tempo di esprimere le sue opinioni, ora mi faccia rispondere. Ha detto quello che pensava. La sanzione è stata comminata, è stata confermata. La decisione non è stata presa da me. La decisione è stata presa dal Comitato dell'harassement. Onorevole, la sanzione è stata presa.

 
  
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  Jörg Meuthen (EFDD). – Herr Präsident! Ich komme noch einmal auf das gestrige Catch-the-eye-Verfahren zu sprechen. Wenn Sie hier sagen, dass die Wortzuteilung annähernd fair gewesen sei, dann widerspreche ich dem entschieden. Sie haben für die EFDD-Fraktion vier Rednern das Wort erteilt. Ich war einer der Ersten, die sich gemeldet hatten. Wir hatten intern angemeldet, dass ich selbstverständlich zu Wort kommen soll. Sie haben, nachdem der Fraktionsvorsitzende gesprochen hat, Herrn Monot das Wort erteilt, dann zwei Briten, Sie haben mir das Wort verweigert. Es müsste eine ...

(Unruhe)

Ja, ja, ja, das sind genau diese pseudodemokratischen Geschichten, die hier laufen. Mit Verlaub, Herr Präsident, wenn die deutsche Bundeskanzlerin in diesem Parlament spricht, dann sollte der einzige Deutsche aus der EFDD-Fraktion wohl die Möglichkeit haben, darauf mit einem eigenen Redebeitrag antworten zu dürfen. Genau das haben Sie mir verwehrt. Das ist schäbig, und es lässt tief blicken in das Verständnis dieses Hauses. Und das Verhalten, das ich hier vonseiten der CDU bekomme, erst recht. Es ist genau Ihr pseudodemokratisches Herangehen. Schämen Sie sich einfach nur!

 
  
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  Presidente. – Onorevole, le ricordo che questo non è il Bundestag e non è neanche il Bundesrat ma è il Parlamento europeo e quindi parlano i rappresentanti dei gruppi politici. Non è un dibattito sulla situazione politica in Germania.

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI). – Monsieur le Président, merci de me donner la parole. J’espère que mes collègues voudront bien m’écouter, parce que ceci pourrait aussi les concerner un jour. Je ne connais pas, Monsieur le Président, le cas de Madame Moi. Ce que je puis vous dire en revanche, c’est qu’il est parfaitement anormal, parfaitement scandaleux - et l’autre jour, j’ai pris la défense de collègues de gauche - que le Bureau ne reçoive pas personnellement les députés concernés, ni les questeurs d’ailleurs, quand un problème les oppose à l’administration de ce Parlement. Ceci enfreint toutes les dispositions, y compris celles qui ont été votées par notre Parlement, et plus précisément celles du code de bonne conduite administrative, qui prévoit qu’avant toute mesure faisant grief, l’intéressé doit être entendu par écrit ou oralement, s’il le désire.

Le Secrétaire général Klaus Welle s’assoit sur cette disposition d’une façon régulière, répétitive et scandaleuse, au mépris des droits des parlementaires.

 
Dernière mise à jour: 8 avril 2019Avis juridique