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Förfarande : 2018/2105(INI)
Dokumentgång i plenum
Dokumentgång : A8-0411/2018

Ingivna texter :

A8-0411/2018

Debatter :

PV 12/12/2018 - 25
CRE 12/12/2018 - 25

Omröstningar :

PV 13/12/2018 - 9.14
Röstförklaringar

Antagna texter :

P8_TA(2018)0531

Debatter
Onsdagen den 12 december 2018 - Strasbourg Reviderad upplaga

25. Ombudsmannens verksamhet under 2017 (debatt)
Anföranden på video
PV
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  El presidente. – El punto siguiente en el orden del día es el debate sobre el informe de Eleonora Evi, en nombre de la Comisión de Peticiones, sobre el Informe anual relativo a las actividades del Defensor del Pueblo Europeo en 2017 (2018/2105(INI)) (A8-0411/2018).

 
  
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  Eleonora Evi, relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, errare humanum est, perseverare autem diabolicum, che tradotto letteralmente significa "commettere errori è umano, ma perseverare è diabolico".

Quanti sono i casi di cattiva amministrazione che affliggono l'Europa? Tanti, troppi. Nella mia esperienza di eurodeputata questo è il quinto anno che mi ritrovo a commentare il lavoro della Mediatrice europea, quest'anno in veste di relatrice della relazione del Parlamento europeo. Un lavoro, quello della Mediatrice, che non soltanto è svolto con grande accuratezza e rigore, ma che si rivela sempre più cruciale per garantire i più alti livelli di tutela dei diritti democratici dei cittadini, e per questo motivo io la ringrazio.

Eppure, come ogni anno, ci ritroviamo qui in Aula a discutere dei nuovi casi di cattiva amministrazione che travolgono le istituzioni europee, senza che gli errori del passato siano serviti a questa Europa per imparare la lezione. Conflitti di interesse, scarsa trasparenza, "porte girevoli", lobby e attività di lobby senza controlli efficaci, decisioni prese a porte chiuse sono solo alcuni dei problemi che questa Europa continua a non voler affrontare concretamente, aumentando quel senso di sfiducia nei suoi confronti e, di conseguenza, il divario tra i cittadini e le istituzioni.

L'approccio della Mediatrice europea e le raccomandazioni formulate sono sempre stati di alto profilo e improntati ad uno spirito costruttivo. Purtroppo, però, troppo spesso i vertici delle istituzioni europee si sono dimostrati indifferenti a quanto veniva loro richiesto e indisponibili a compiere sostanziali miglioramenti su temi centrali su cui si gioca la credibilità e l'immagine dell'Unione.

L'immagine del "palazzo di vetro" dovrebbe essere il faro da seguire per eliminare ogni barriera tra chi sta dentro e chi sta fuori dai palazzi del potere, per costruire una Unione europea improntata realmente al rispetto dei principi di etica, integrità morale e trasparenza.

È per questo motivo che nella relazione, oltre a ripercorrere alcuni dei casi più gravi che hanno segnato il 2017, ho inteso sostenere apertamente le raccomandazioni formulate dalla Mediatrice, dando loro ulteriore rilievo e forza. Sono necessarie ormai norme più rigorose sugli obblighi di integrità che i commissari europei devono rispettare, sia durante che al termine del proprio mandato. È stato uno sfregio per l'intera Unione europea l'incarico che Barroso, Presidente della Commissione negli anni della peggiore crisi economica, ha assunto presso Goldman Sachs, la banca d'affari tra le più implicate proprio nello scoppio di quella crisi.

Altamente censurabile è quindi anche l'incontro recente, a ottobre 2017, che l'attuale Vicepresidente Katainen ha compiuto con Barroso stesso e registrato come incontro con Goldman Sachs. Con questo ulteriore gesto si è fatto intendere che Barroso, nonostante quanto avesse compiuto e l'impegno a non svolgere attività di lobbying presso le istituzioni UE, sia riuscito a trovare sempre porte aperte presso i massimi esponenti istituzionali, pronti ad accoglierlo.

Il caso Barroso è forse quello più eclatante, ma Transparency International, nelle sue indagini, sin dal 2017 indicava che erano il 50 % i commissari passati a lavorare per potentissime lobby del settore privato, tra le quali Bank of America e Volkswagen.

Se pensiamo, inoltre, che a livello UE esiste un registro per la trasparenza sul lobbismo, che è gravato da fortissime lacune e al quale si aderisce solo su base volontaria, si comprende quanto opache siano le attività lobbistiche presso le istituzioni UE e quanto il settore privato possa condizionare i processi decisionali in maniera indisturbata.

In relazione a ciò, nella relazione viene chiesto un atto legislativo che porti all'adozione di un registro per la trasparenza obbligatorio e giuridicamente vincolante per tutti i lobbisti e tutte le istituzioni e agenzie dell'UE.

Norme più rigorose vengono richieste anche alla Banca centrale europea, per tutelare l'integrità, la reputazione e l'indipendenza dell'Istituzione da interessi finanziari privati, considerando che il suo Presidente, Mario Draghi, si ostina a voler essere membro di un club, il cosiddetto G30, che opera nella più completa oscurità e raccoglie il gotha del mondo finanziario e bancario privato, tra questi anche i vertici di banche sottoposte alla vigilanza stessa della BCE.

Sul fronte del processo legislativo dell'Unione europea, nella relazione si chiede piena tutela del diritto dei cittadini di avere conoscenza delle scelte compiute durante tutto l'iter decisionale. Permane infatti un grave deficit di trasparenza nei triloghi, ancora completamente inaccessibili al pubblico, nonché nelle procedure seguite dal Consiglio, dove continuano a non registrarsi le posizioni assunte dagli Stati membri sui fascicoli legislativi e le richieste dei cittadini per l'accesso ai documenti vengono puntualmente respinte.

La scelta, che io reputo vergognosa, di prorogare l'utilizzo del glifosato fino al dicembre del 2022 e l'uso di dati scientifici forniti dalla stessa azienda produttrice, la Monsanto, nelle procedure adottate a livello UE per la valutazione dei rischi sulla salute umana hanno indotto a richiedere alla Mediatrice l'avvio immediato di un'indagine, con estensione anche alle procedure UE di raccolta e valutazione dei dati scientifici su OGM, prodotti fitosanitari e medicinali.

Questi casi sono solo alcuni tra quelli affrontati nella relazione, che ci danno lo spaccato di una situazione altamente deficitaria che necessita di rimedi tempestivi. I cittadini devono godere di un'Unione europea nella quale sia garantito il rispetto del dovere di integrità morale nel comportamento di tutti i suoi rappresentanti, dove sia assicurata un'amministrazione realmente trasparente e al riparo da conflitti di interesse con il settore privato. I cittadini europei meritano un'Unione europea completamente diversa da quella che è attualmente.

Infine, mi sia permesso un ultimo appunto: è con dispiacere che accolgo i tanti emendamenti del gruppo dei Popolari, volti a indebolire il testo e a cancellare e a mettere sotto il tappeto molti di questi casi di cui abbiamo parlato.

Io ringrazio ancora la Mediatrice per il grande lavoro, ringrazio tutti i colleghi per aver contribuito a questa relazione, ringrazio il mio staff e sono in attesa del commento della Commissaria.

 
  
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  Emyli O'Reilly, Ombudsman. – Mr President, good evening and thank you, Madame Evi and all of the shadow rapporteurs, for your work on this report. Let me of course first express my deep condolences to the families of those killed last night in Strasbourg and send my best wishes to those who were injured. Our thoughts are with them and their families tonight and also with all the members of the army, police and emergency services who so often put their own lives on the line to protect ours. Thank you also to DG SAFE and the staff of this Parliament for their work in alerting us last night and for protecting our security.

Honourable Members, as Ombudsman I help Europeans in their interactions with the administration of the EU institutions. Over the last five years, I’ve been able to do so only because of the engagement and cross-party support of this House. I also very much welcome the presence of Commissioner Jourová at this debate.

As in previous years, accountability and transparency-related inquiries have accounted for the highest percentage of my office’s work. The EU administration has some of the highest standards of administration in the world, but as a comparatively young system the EU also faces challenges which makes it vital for its institutions, bodies and agencies to be as accountable and transparent about their decisions as possible. For example, while the Parliament is proactively transparent in its legislative work, the Council of the EU falls short of the appropriate requirements of transparency and participatory democracy that the Treaties demand. In an inquiry opened in 2017, I therefore called on the Council to improve the recording and publication of legislative documents so that citizens and indeed national parliaments can be better informed and hold their national governments to account.

I subsequently sent a special report to Parliament to ask for its support for my recommendations, and Parliament is now working on a report on this subject to be tabled for plenary in January.

I thank the two rapporteurs, Ms Toom and Mr Leinen, and all other members of the two committees involved, who supported my report. This is a good example of Parliament’s ability to find common ground and work together when it comes to supporting my work and the accountability of the EU system. The draft Toom/Leinen report states that ‘greater openness on the positions taken by national governments may serve to alleviate the ‘blame Brussels’ phenomenon, which distorts the reality of how EU legislation is agreed, fomenting euro scepticism and anti-EU sentiment’.

The challenge that public administrations face in a time of widespread disinformation is also an issue that my office has touched on. In 2017 I hosted an event on EU agencies, how to manage the risk of reputational damage with the directors of EFSA and ECHA. These agencies are vital in the protection of our health and it is important that the important factual messages they send out have widespread acceptance.

My work naturally requires me to highlight administrative issues which need attention, but I also witness all of the good work of EU officials and their willingness to learn and evolve following my recommendations and suggestions. Sometimes a gentle reminder can achieve more than a formal inquiry can.

In 2017 I published a practical dos and don’ts guide for EU officials on how they should interact with lobbyists and how they can protect their institution and the public interest. The guide is now being used by the Commission in its training for new staff and I want to thank the Commission for its support.

Honourable Members, to acknowledge the excellent work of EU officials, in 2017 I launched the award for good administration with more than 90 projects nominated. The overall award went to DG SANTE for its promotion of EU collaboration in helping millions of Europeans suffering from rare diseases.

A few weeks ago I launched the 2018 awards, which will be presented in spring 2019, and I look forward to even more entries so that best practice can be shared and citizens can be made more aware of the positive impact of the EU administration on their daily lives.

Last March I hosted our annual European Network of Ombudsmen conference in Brussels, with the topic ‘Future of the EU – Ensuring an inclusive and fair society for citizens’. The annual event brings together over 90 European, national and regional ombudsmen to share good practice and to have the opportunity personally to interact with MEPs and with Commission officials at the heart of the EU itself.

Dealing with complaints to my office, of course, is, and always will remain, the core work of my office. 2017 saw an increase in overall complaints to my office. 2 200 complaints in total and this strong upward trend has continued in 2018. While we have introduced new efficiencies, my office will, in the near future, require a modest increase in budget to hire more case handlers so that the expectations of our complainants can be met.

As your report on my activities recognises, further examples of issues we have worked on in 2017 include: (i) our inquiry with the EEAS to stop unpaid internships. This was supported by the Budget Committee, and this means that the EU is now an example around the world, as it now pays its trainees; (ii) our inquiry into how the European Medicines Agency handles meetings with the pharmaceutical industry and before they submit applications for drug authorisations; (iii) our year-long inquiry into the ECB President’s continued membership of the Group of 30, a private group of senior bankers; and (iv) our ongoing work with the UN Convention on the Rights of People with Disabilities.

Finally, I would like to thank everyone involved in working on the annual report for their work. The rapporteur, the shadow rapporteurs, their staff and the secretariats. And thank you, the Members of Parliament, for supporting my office in its efforts to maintain the high standards of public administration in the EU. When so many standards and democratic norms are under pressure and are being actively undermined in many parts of the world, it is now more important than ever for the EU to continue to shine as an example of good administration.

 
  
  

PRESIDENZA DELL'ON. FABIO MASSIMO CASTALDO
Vicepresidente

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Mr President, I would like to thank the rapporteur, Ms Evi, for her work on the report on the activities of the European Ombudsman in 2017. The European Ombudsman has been an essential part of the EU institutional architecture since 1995 and I would like to thank Ms Emily O’Reilly for her work to help citizens make the EU administration a better administration.

European citizens are entitled to high administrative standards from EU institutions and bodies. This is why the work of the Ombudsman in fighting maladministration is so important. Often, the Ombudsman acts as a facilitator or go-between to help solve concrete problems.

The Commission is always ready to find solutions whenever it can. The figures speak for themselves. Only 5% of the Ombudsman’s inquiries end in a closing decision of maladministration. The compliance rate of EU institutions and bodies in general with the Ombudsman’s recommendation is also high, at around 80%, showing how effective the work of the Ombudsman is. The Commission takes swift action to address cases of maladministration and complies with the Ombudsman’s recommendations whenever possible.

Every administration can get better. There is a high willingness on the side of the EU administration to correct mistakes, to improve where necessary but also to take new initiatives in the general interest of the Union and the citizens. This also deserves to be said and acknowledged. This is why the Commission particularly appreciates the Ombudsman’s initiative for an award for good administration that she launched in 2016. As we already heard, the Ombudsman conferred the overall award to a Commission service, namely DG Health, and four out of seven specific awards to other Commission services.

Please also allow me to say a word about transparency and ethical standards, since these topics are addressed in your report as well. I would like to emphasise that, in these areas, the Commission lives up to very high standards, often higher than in many other administrations. In the area of lobbying transparency, the Commission has led by example. To meet a Commissioner, Cabinet Member or Director-General, lobbyists must first sign up to the transparency register. In our proposal for an interinstitutional agreement, we have suggested to extend this principle to the Parliament and the Council. This would represent a major step forward towards greater transparency at EU level, as the register would become de facto mandatory for lobbyists.

The Commission’s ethical rules, enshrined in the Staff Regulations, prevent the risk of conflict of interest and ensure that Commission staff act impartially and for the public good. This was reinforced last June by a new decision on officials’ outside activities and activities after leaving the service. The new Code of Conduct adopted in January sets clearer rules and higher ethical standards for Members of the Commission, while also increasing transparency.

The Commission will continue to work with the Ombudsman to ensure good administration and maintain the highest possible standards of public service.

 
  
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  Lukas Mandl, im Namen der PPE-Fraktion. – Herr Präsident, Frau Kommissarin und vor allem liebe Frau Ombudsfrau Emily O'Reilly! Es geht um den Bericht zur Europäischen Ombudsstelle um Bürgerrechte und zwar ganz speziell um Bürgerrechte gegenüber dem Sektor Staat. Dazu möchte ich in der Kürze der Zeit auf drei Punkte besonders eingehen.

Erstens: auf den Parlamentarismus und die Rolle von uns als Parlament in diesem Prozess. Zweitens: unmittelbar auf die Arbeit von Frau O'Reilly und ihrer Ombudsstelle. Drittens: auf einen wichtigen Bereich, den wir in diesen Bericht inkludiert haben. Mit dem möchte ich auch gleich beginnen, weil er mir am wichtigsten erscheint, nämlich der Bereich Antisemitismus.

Wir erleben in Europa ein Ansteigen des Antisemitismus in drei Dimensionen: des alten Antisemitismus, des neuen Antisemitismus und der Art des Antisemitismus, die sich in doppelten Standards gegenüber dem Staat Israel ausdrückt. Das wollen wir in Europa nicht. Das müssen wir in Europa bekämpfen und zwar mit aller Kraft. Es ist wichtig, dass wir in den morgen abzustimmenden Bericht inkludieren konnten, dass auch die Ombudsstellen in den Mitgliedstaaten besonders aufgefordert werden, mehr Augenmerk auf antisemitische Entwicklungen zu legen.

Der zweite Bereich, auf den ich eingehen möchte, ist, in konkreten Zahlen ausgedrückt, was die Ombudsfrau leistet. Mehr als 15 000 Anfragen und Anliegen von Bürgerinnen und Bürgern sind im Jahr 2017 in der Ombudsstelle eingelangt. Mehr als 1 000 wurden an behördliche Stellen weitergeleitet, und fast 2 000 sind konkret als Bürgeranliegen eingestuft worden, und Frau O'Reilly hat mehr als 400 konkrete Aktivitäten gesetzt, davon 14 auch aus eigenem Antrieb.

Ich sage das deshalb so deutlich, weil in den Zahlen zum Ausdruck kommt, was hier geleistet wird, und weil es auch uns als Parlament ein Zeichen dafür sein soll, dass wir — Ja – für die Gesetzgebung zuständig sind und – Ja – auch für die Kontrolle der Behörden der Europäischen Kommission, speziell aber, dass wir auch als Parlamentarierinnen und Parlamentarier aufgefordert sind, Bürgeranliegen zu vertreten, besonders eben als Vertretung der Bürgerinnen und Bürger gegenüber dem Sektor Staat.

In diesem Sinne, Frau Ombudsfrau, können Sie für Parlamentarierinnen und Parlamentarier auch wirklich als Vorbild gelten. Ich danke der Berichterstatterin für die Zusammenarbeit. Sie hat erwähnt, dass sie sich nicht darüber freut, dass wir als Europäische Volkspartei einige Anträge zusätzlich eingebracht haben – das gehört zum parlamentarischen Prozess. Aber ich danke besonders, dass wir das Thema Antisemitismus inkludieren konnten.

 
  
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  Michela Giuffrida, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, trasparenza, accessibilità dei documenti di lavoro ufficiali, capacità di risposta ai cittadini, tempi di risposta, meritocrazia nell'attribuzione di ruoli apicali e miglioramento dei processi decisionali: sono questi i cardini della relazione alla quale abbiamo lavorato, che ha trovato ampio consenso proprio perché tiene in considerazione non solo il lavoro svolto dal Mediatore, ma anche la capacità delle istituzioni europee di rispecchiare gli alti standard di democrazia che ha l'ambizione di rappresentare, che i cittadini europei chiedono e che l'Unione europea pretende a sua volta dagli Stati membri.

Grazie anche al lavoro svolto in commissione, è una relazione che è scevra, a mio parere, di euroscetticismo e di critiche infondate al sistema dell'Unione europea, che non presta il fianco a facili polemiche antieuropeiste e nazionaliste, anzi chiede più trasparenza alle istituzioni affinché siano proprio chiare le responsabilità europee, quando è il caso, ad esempio con la risposta di chiarezza nel rapporto con le lobby, e le responsabilità degli Stati membri, se è a quel livello che le decisioni vengono effettivamente prese, perché cessi, una volta per tutte, la pessima abitudine di scaricare l'inadeguatezza delle politiche nazionali sull'Unione europea.

La realtà dei dati evidenziati dal Mediatore nella sua relazione lascia poco margine ad interpretazioni o a timidezze e non è certamente un caso, infatti, che le tre principali questioni su cui vertevano le indagini del Mediatore archiviate nel 2017 siano state la trasparenza e l'accesso ai documenti, la cultura del servizio e il rispetto dei diritti procedurali. Significa che ancora molto può esser fatto in questa direzione.

L'Unione europea deve quindi fare la sua parte, ad esempio pubblicando i documenti chiave dei triloghi, come richiesto dal Mediatore, oppure, e lo dico come membro della commissione sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi da parte dell'Unione, avviando un'indagine strategica per valutare come, ad esempio, le agenzie e gli organismi dell'Unione stessa assicurino la raccolta e l'esame di prove scientifiche indipendenti.

Sono solo due esempi delle richieste contenute in questa relazione, che considero equilibrata e bilanciata rispetto alle posizioni del Mediatore, che resta un punto di riferimento per i cittadini così come dimostrato anche dalle petizioni che arrivano al Parlamento europeo, e faccio parte anche di quella commissione.

Le richieste rivolte all'Unione di migliorare se stessa dovranno però essere ispirate alla convinzione che l'Unione europea sia un traguardo prezioso per la collaborazione tra i nostri paesi, in pratica per la nostra intera comunità.

Il Mediatore continuerà a giocare un ruolo chiave per la tenuta democratica delle istituzioni e della costruzione europea e per l'individuazione delle maggiori problematiche che impattano negativamente sulla vita dei cittadini europei. Solo così potremo dare vere risposte ai 500 milioni di cittadini che ci guardano.

 
  
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  Νότης Μαριάς, εξ ονόματος της ομάδας ECR. – Κύριε πρόεδρε, συζητούμε την έκθεση δράσης της Ευρωπαίας Διαμεσολαβήτριας για το 2017. Νομίζω ότι είναι μια πάρα πολύ σημαντική δουλειά απ’ την πλευρά της κυρίας O' Reilly και τη συγχαίρω για το έργο της, όπως επίσης συγχαίρω και την εισηγήτρια, κυρία Evi. Tα θέματα που θίγονται είναι πολύ σημαντικά. Νομίζω ότι επικεντρώνονται στην έννοια της διαφάνειας και βεβαίως στην καταπολέμηση της κακοδιοίκησης και, όταν δούμε αυτά τα πράγματα υπό το πρίσμα των δραστηριοτήτων των οργάνων, θα διαπιστώσουμε ότι υπάρχει ένα σοβαρό θέμα με την Επιτροπή, η οποία, ενώ υποχρεούται πολλές φορές να παραπέμψει τα κράτη μέλη για παραβίαση της κοινοτικής νομοθεσίας, εν τούτοις δεν το κάνει. Αυτό συνιστά μια κλασική περίπτωση κακοδιοίκησης. Δεύτερη περίπτωση κακοδιοίκησης είναι αυτό που ισχύει με τις περιστρεφόμενες πόρτες. Δεν είναι δυνατόν να έχουμε πρώην Πρόεδρο της Επιτροπής, τον κύριο Μπαρόζο, να εργάζεται για ιδιωτική επιχείρηση όπως είναι η Goldman Sachs. Επιπλέον είχαμε πρόβλημα στον διορισμό του Γενικού Γραμματέα της Επιτροπής. Αυτά δείχνουν ότι πρέπει να υπάρξει σαφέστατη αλλαγή στον τρόπο λειτουργίας της Επιτροπής, όπως επίσης και στον τρόπο διορισμού των εμπειρογνωμόνων, για να μην υπάρχει σύγκρουση συμφερόντων.

Για το Συμβούλιο, τι να πούμε; Αδιαφάνεια στη νομοθετική διαδικασία. Κανείς δεν ξέρει ποιο κράτος μέλος έχει ψηφίσει τι, με αποτέλεσμα να κρύβονται τα κράτη μέλη πίσω απ’ τη συλλογική απόφαση του Συμβουλίου. Επόμενο θέμα είναι η Ευρωπαϊκή Κεντρική Τράπεζα. Ο κ. κύριος Draghi συμμετέχει στους G30, κλασική περίπτωση κακοδιοίκησης σε έναν οργανισμό όπου συμμετέχουν ιδιωτικές τράπεζες, εκεί που υποτίθεται ότι ο κύριος Ντράγκι πρέπει να κάνει έλεγχο στις ιδιωτικές τράπεζες. Και τέλος, έχουμε τη λειτουργία της Ευρωπαϊκής Τράπεζας Επενδύσεων. Πρέπει να υπάρξει διαφάνεια και στη λειτουργία της. Δεν μπορεί να δίνει η Ευρωπαϊκή Τράπεζα Επενδύσεων 280 εκατομμύρια ευρώ στη Fraport ως δάνειο προκειμένου η Fraport να αρπάξει τα δεκατέσσερα περιφερειακά αεροδρόμια στην Ελλάδα. Συγχαίρουμε τη Διαμεσολαβήτρια για το έργο της και στηρίζουμε τη δραστηριότητά της, όπως πρέπει να τη στηρίξει και το Κοινοβούλιο.

 
  
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  Ángela Vallina, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor presidente, en primer lugar, quería agradecer el trabajo del Defensor del Pueblo porque desempeña un papel institucional muy importante en el control de las instituciones europeas, estudiando los casos de mala administración que, por desgracia, todavía abundan en esta Unión, como hemos visto recientemente con el nombramiento del nuevo secretario general de la Comisión.

También quiero agradecer el trabajo de la ponente, la señora Evi, ya que el texto que aprobaremos apoya firmemente la actividad del Defensor del Pueblo y defiende que exista la máxima transparencia posible en la toma de decisiones y, en particular, en los trabajos entre el Parlamento, la Comisión y el Consejo.

Es indispensable poner coto a las puertas giratorias y a la opacidad de las decisiones en las instituciones, organismos y agencias de la Unión. Además, quiero agradecerle que haya recogido numerosas enmiendas que presenté en relación a cuestiones técnicas como la actualización del registro de transparencia. un mayor conocimiento del personal externo que elige la Comisión para sus grupos de expertos y mayores fondos para la Oficina del Defensor del Pueblo, así como como indagar sobre la opacidad de las decisiones en el Consejo o sobre los abusos al personal del Servicio Europeo de Acción Exterior.

Por último, quiero hacer un llamamiento a que la Comisión respete de una vez por todas el mandato de esta Cámara e inicie los trámites que permitan el acceso a la documentación de procedimientos de investigación a los Estados miembros. Se trata de garantizar tanto el derecho de petición como el de acceso a la documentación disponible. Se trata, en definitiva, del respeto de los derechos de las ciudadanas y ciudadanos de la Unión.

 
  
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  Margrete Auken, for Verts/ALE-Gruppen. – Hr. formand!, og tak til Eleonora for en fin og skarp betænkning, som vi naturligvis støtter, og vi håber meget, at det ikke skal lykkes EPP at fortsætte deres sædvanlige anslag mod åbenhed. Det er en eller anden slags tysk konservativ sygdom, som vi døjer med alle steder. De kan ikke lide åbenhed, men tak for det. Vi håber, vi vil lykkes med det, også her i plenum, som vi gjorde i udvalget, og her vil jeg takke dig, Emily, for et fantastisk flot arbejde, og for, at du også står fast på åbenhed, og at vi ikke skal have interessekonflikter – to grundlæggende principper, der gælder i forvaltningen og hos myndighederne, tusind tak! Men især vil jeg takke dig for din særlige beretning om lukketheden i Rådet. Den er så klar og den er så præcis, og den har givet os et meget meget godt, skarpt våben – undskyld min krigeriske retorik – når vi skal prøve at få den her sag igennem og gøre det klart, at grunden til, at folk oplever, at der er et demokratisk underskud, er, at Rådet fortsat opfører sig, som om det var en ”intergovernmental institution” og ikke en åben lovgivningsinstitution, og jeg synes, du har gjort det så tydeligt, at det, der krænkes her, det er traktatens bestemmelser om, at borgerne faktisk har traktatret til aktiv deltagelse i demokratiet, og det kan de jo ikke få, når ikke engang deres egne parlamenter, endsige deres egen presse, aner, hvad der foregår. Så tusind tak for det! Det er et meget meget vigtigt arbejde op til valget her. Tak.

 
  
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  Mario Borghezio, a nome del gruppo ENF. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, è importante questa relazione, che dà atto oggettivamente di un'attività intensa, ben diffusa, dispiegata in quasi tutti i settori che sono sottoposti alle indagini di questa istituzione così importante, perché deve garantire soprattutto, agli occhi dei cittadini e dei contribuenti, la trasparenza delle nostre istituzioni.

In questa relazione vi è un punto sicuramente qualificante ed è l'invito, esplicitamente esercitato dal Mediatore, nei confronti della figura del Segretario generale Selmayr (almeno mi sembra un invito quantomeno sottinteso), una figura che è stata protagonista di un caso che ha suscitato enormi polemiche e che sicuramente ha nuociuto all'immagine generale dell'Unione europea.

Va dato atto che nella relazione leggiamo che il Mediatore europeo rivolge anche un invito alla Commissione ad adottare in merito una nuova procedura di nomina del Segretario generale. Mi sembra, a dir la verità, un po' poco. Ora vediamo quali sono i fatti: la Commissione, nel coprire il posto di Segretario generale, ha in realtà creato un'urgenza artificiosa, così da giustificare la mancata pubblicazione di un avviso di posto vacante, e ha attivato una procedura di selezione del Segretario generale aggiunto proprio al fine non di coprire direttamente tale ruolo ma di nominare, in due fasi successive, il sig. Selmayr Segretario generale, con tanti bei saluti ai criteri di trasparenza e, diciamolo, di etica, perché di questo si tratta.

Nel caso vi è poi un altro caso: infatti il presupposto numero uno sono le dimissioni anzitempo, in questa vicenda, del predecessore, l'olandese Italianer, il cui mandato non scadeva e guarda caso lo stesso Italianer è stato magna pars di un altro caso ancora più oscuro, ed è quello del sorteggio della sede dell'EMA.

Troppe oscurità, sulle quali bisogna fare chiarezza, e io invoco anche l'intervento del giornalismo d'inchiesta.

 
  
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  Dobromir Sośnierz (NI). – Panie Przewodniczący! Ja chciałem z uznaniem wyrazić się o pracy pani rzecznik. Na uznanie zasługuje zwłaszcza raport na temat obsadzenia stanowiska sekretarza generalnego, który to raport jest wyczerpujący i sporządzony z urzędu, z inicjatywy własnej pani rzecznik, co w skomplikowanej sytuacji politycznej zasługuje na uznanie.

Natomiast żałuję, że nie udało mi się pani rzecznik namówić i chciałbym ponowić tę zachętę, żeby z urzędu zadziałać również w innej ważnej sprawie, która dotyczy tej izby. Dotyczy ona przede wszystkich głosowań w tej izbie, które są przeprowadzane z naruszeniem wszelkich standardów demokratycznych, oceniane na oko przez przewodniczącego bez liczenia głosów. Europejscy obywatele widzą, w jaki sposób tutaj się głosuje, i jest to dla nich gorszące. Gorszącym spektaklem jest pośpieszne głosowanie 450, 500 poprawek w ciągu godziny, bez liczenia głosów deputowanych, czasem wbrew opinii sali, czego dzisiaj chociażby mieliśmy przykład, kiedy przewodniczący upierał się przy tym, że nie powtórzy głosowania elektronicznie. Po kilku, kilkunastu protestach powtórzył w końcu je i okazało się, że nie miał racji. W ilu takich przypadkach przeszło wbrew zdaniu rzeczywistemu sali coś, co stało się prawem europejskim z naruszeniem standardów demokratycznych? Izba, która poucza cały świat o tym, jak powinna demokracja wyglądać, sama stosuje techniki głosowania jak z jakiegoś zebrania plemiennego. Dlatego apeluję, by – w trosce o to, żeby obywatele Unii mogli na serio podchodzić do tego, co ten Parlament produkuje – zająć się tą sprawą.

 
  
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  Pál Csáky (PPE). – Tisztelt Elnök úr! Tisztelt ombudsman asszony! Kedves kollégák! Annyiban rendhagyó talán ez a mai alkalom, hogy a Parlament ötéves mandátumának a végéhez közeledik, tehát nem csak az egyéves tevékenységre tekinthetünk vissza, hanem a teljes időszakra is. Szeretném mindenki előtt nyilvánvalóvá tenni, hogy az Európai Néppárt pozitívan értékeli az európai ombudsman hivatalának a tevékenységét. Szeretnék köszönetet mondani az ombudsman asszonynak és munkatársainak a következetes munkájukért. Ahol különbség van közöttünk, a különböző frakciók között – két frakció részéről is hallottunk itt némi kritikát az Európai Néppárt irányába – az az, hogy ha vannak problémák az Európai Unióban, és vannak ilyenek, akkor azt nem biztos, hogy mind az európai ombudsman hivatalának kellene most felrónunk. Mi tudjuk azt, és tudnunk kell azt, hogy az európai ombudsman nem dolgozik könnyű közegben, tudnunk kell azt, hogy nem mindig talál megfelelő együttműködő partnerekre, azt is látjuk sajnos, hogy az ombudsmani ajánlásokat nem mindenki teljesíti olyan szinten, mint azt szeretnénk, de ez nem az ombudsman hivatala. Ez valószínűleg egy komolyabb, rendszerszerű probléma. Én arra szeretném megkérni a kollégákat, hogy más csatornákat és más lehetőségeket is próbáljunk meg kihasználni arra, hogy ezeket a visszásságokat, amelyekről a kollégák is szóltak a teremben, megpróbáljuk csökkenteni. És biztosítok mindenkit arról, hogy az Európai Néppárt ebben pozitív partner lesz. Szeretném elmondani még, hogy nagyon fontos az, hogy támogassuk politikailag is az ombudsman intézményét, ezért az Európai Néppárt támogatni fogja a jelentést is és támogatja a hivatal további tevékenységét is. És nagyon fontos az, hogy a polgárok is lássák, hogy az ombudsman látja problémákat és foglalkozik vele, a parlamenti képviselők pedig támogatják ezt a tevékenységet.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (S&D). –Panie Przewodniczący! Pani Komisarz! Pani Rzecznik! Niech mi wolno będzie poczynić taką osobistą refleksję, mam przyjemność od wielu lat współpracować z panią rzecznik O'Reilly, w przeszłości jako kwestor w tej izbie, teraz jako wiceprzewodniczący, i odnoszę się z największym szacunkiem do pracy, którą pani wykonuje i zespół przez panią kierowany. Pani poseł sprawozdawca wyraziła taki pogląd, errare humanum est, czyli błądzenie jest rzeczą ludzką, i muszę przyznać, że to błądzenie i błędy pani rzecznik nam wytyka, i jest rzeczą ludzką znów błądzić, ale nie powtarzać tych samych błędów. Dzięki pani, dzięki pani spostrzeżeniu unikamy często powtarzania tych samych błędów, ale zdarza się oczywiście popełniać błędy nowe. Chciałbym podziękować pani rzecznik za pani uwagę początkową dotyczącą poczucia bezpieczeństwa w Parlamencie w tą ciężką noc minioną. Otóż prawem obywatela jest mieć dostęp do Parlamentu Europejskiego i prawem obywatela jest być chronionym w tym Parlamencie Europejskim. Jestem wiceprzewodniczącym Parlamentu Europejskiego odpowiedzialnym między innymi za bezpieczeństwo. Dziękuję bardzo za pani ocenę, którą tutaj pani wyraziła, traktuję to jako takie potwierdzenie bardzo praktyczne i, zostało mi półtorej sekundy.

Lobbing: pani rekomendacje zostały implementowane przez Prezydium Parlamentu Europejskiego i jednocześnie sprzeciwiam się zakazaniu jakichkolwiek kontaktów z lobbystami – zarejestrowany, oficjalny kontakt jest potrzebny.

 
  
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  Helga Stevens (ECR). – Voorzitter, collega's, het jaarverslag 2017 van de Europese Ombudsman is altijd interessante lectuur. Zo kom je te weten welke de knelpunten zijn op Europees niveau. Thema's zoals transparantie, verantwoordingsplicht en publieke toegang tot informatie en documenten, de cultuur van dienstverlening en eerbiediging van procedurele rechten staan helemaal bovenaan. Andere kwesties die aan bod kwamen, waren onder meer ethische kwesties, inspraak van het publiek in het EU-besluitvormingsproces, het juiste gebruik van beoordelingsbevoegdheid met inbegrip van inbreukprocedures, gezond financieel beheer van EU-aanbestedingen, -subsidies en —contracten, aanwerving en goed beheer van kwesties met betrekking tot EU-personeel.

In het bijzonder wil ik de Ombudsman feliciteren met haar onderzoek naar de behandeling van personen met een handicap in het kader van het Gemeenschappelijk stelsel van ziektekostenverzekering van de Commissie en naar de toegankelijkheid van de webpagina's en online-instrumenten van de Commissie voor personen met een handicap. Uiteraard moet de Ombudsman alles in het werk stellen om te zorgen voor de volledige en consequente tenuitvoerlegging van het VN-Verdrag betreffende de rechten van personen met een handicap door de EU-administratie.

Verder onderschrijf ik volledig dat de burgers meer rechtstreeks moeten kunnen deelnemen aan het democratisch bestel van de EU, het besluitvormingsproces binnen de EU-instellingen in detail moeten kunnen volgen en toegang moeten hebben tot alle relevante informatie om hun democratische rechten ten volle te kunnen uitoefenen. Dat is de kern van democratie.

 
  
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  Martina Anderson (GUE/NGL). – Mr President, I recognise and commend the work of Ms Emily O’Reilly, the Ombudsman, as she has attempted to increase the transparency of the Council and the Commission. However, Emily, as you would know, much, much more needs to be done.

In the north of Ireland, the Committee on the Administration of Justice (CAJ) launched a complaint with you that the Commission failed to fully and faithfully translate their commitments that they made in December in the Joint Brexit Report. Before complaining, the CAJ wrote a letter to President Juncker that has been acknowledged but not yet answered. These are administrative errors and fall within your remit.

Whilst it took a year to get sight of the mapping exercise of north-south cooperation, it was only released by the Brits after your call. In February, we were told that Annex I of the backstop would be extensively outlined in the list of directives that we in the north would be able to avail of to uphold our rights. However, it ultimately only contained six anti-discrimination directives. Indeed, we were guaranteed that the people of the north would be able to access and exercise our rights where we reside. However, the wording ‘where we reside’ was not inserted into the Brexit withdrawal agreement. Undoubtedly, the backstop is the least worst option for Ireland, yet the British negotiation tactics have contaminated politics and practices, creating an insidious environment resulting in maladministration. Emily, you should not have to wait for complaints to materialise. You should be able to use your remit to ensure that the Commission’s Brexit commitments are fully and faithfully implemented.

Mr President, on this night I would ask you to allow me just a few more seconds, because as mayhem is unfolding in the Tory party, it is without doubt evident that the people in the north of Ireland should have their say what Union they want to be a part of, and the test has been met in the Good Friday Agreement for a unity poll to be triggered. I know that it’s not within your remit, but I thought it was necessary to say that this evening.

 
  
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  Caterina Chinnici (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, signora O'Reilly, io ringrazio innanzitutto la collega Evi per l'ottimo lavoro svolto sulla relazione 2017 del Mediatore europeo, che sottolinea come trasparenza e buona amministrazione rappresentino due principi fondamentali che, in osservanza dei trattati e della Carta europea dei diritti fondamentali, devono sempre sorreggere l'azione dell'Unione europea in tutti i settori.

Anche quest'anno il Mediatore europeo ha svolto un ruolo importante nel garantire il rispetto di tali principi da parte delle istituzioni europee, trattando oltre 2 000 denunce da parte dei cittadini e avviando oltre 447 indagini sui diversi aspetti di cui si compone il diritto alla buona amministrazione, dall'accesso ai documenti al rispetto delle garanzie procedurali nel procedimento amministrativo, passando per diverse delicate questioni di etica istituzionale.

Voglio in tal senso esprimere il mio supporto al richiamo svolto dal Mediatore europeo, e ripreso anche dalla relazione del Parlamento, circa la proposta di istituzione di un registro europeo per la trasparenza delle attività dei portatori di interesse, la cosiddetta lobbying. La rappresentanza di interessi particolari deve infatti svolgersi alla luce del sole, garantendo che le legittime interazioni tra i rappresentanti delle istituzioni e i rappresentanti di tali interessi risultino tracciabili e si svolgano nel rispetto della massima trasparenza.

In conclusione vorrei ancora una volta sottolineare come il Mediatore europeo svolga una funzione essenziale per rafforzare la fiducia dei cittadini nel processo di integrazione europea, soprattutto in un momento come questo, in cui la fiducia nelle istituzioni europee è messa sotto pressione da più parti.

 
  
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  Pirkko Ruohonen-Lerner (ECR). – Arvoisa puhemies, mitä enemmän on valtaa, sitä enemmän pitäisi olla myös vastuuta. Meidän poliitikkojen pitäisi aina muistaa se, että kansa on työnantajamme ja palkanmaksajamme, eivät suuryritysten ja pankkien lobbarit. Olen hämmästyneenä seurannut, kuinka päätöksenteon avoimuudesta puhutaan Euroopan parlamentissa ja myös kotimaan parlamentissa paljon, mutta käytännön työssä tuntuu siltä, että avoimuutta ei kuitenkaan haluta edistää. Yksi konkreettinen esimerkki on avoimuusrekisteri, jonka uudistaminen takkuaa.

Jos kansalaisten luottamusta poliittisen päätöksentekoon halutaan lisätä, on edunvalvonnan oltava läpinäkyvämpää. Edunvalvonta on toki laillista toimintaa, mutta kansalaisilla on oikeus tietää, kuka tai ketkä vaikuttavat taustalla lakien valmistelutyössä, eli kenen kädet kuljettavat kynää.

Oli myös hämmästyttävää nähdä tämän vuoden keväällä, kuinka komissio ei omassa nimityspolitiikassaan selviä ilman skandaaleita. Viittaan nyt herra Selmayrin nimittämiseen komission pääsihteerin virkaan. Hyvä, että tätä nimitystä on nyt enemmän tutkittu. Eurooppalaisten veronmaksajien kannalta on tärkeintä aina se, että kaikkiin virkatehtäviin valitaan paras hakija ketään syrjimättä, ketään suosimatta.

Oikeusasiamiehen vuosikertomusta 2017 koskevassa mietinnössä nostetaan ansiokkaasti esille myös komissaarien tapaamisten julkistaminen ja karenssit. Mietintö on kokonaisuudessaan hyvä, ja toivon, että siinä todetut epäkohdat johtavat konkreettisiin toimenpiteisiin.

 
  
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  Matt Carthy (GUE/NGL). – Mr President, I want to address the elephant in the room, which is the ease in which EU institutions can ignore or miss the recommendations made by the Ombudsman. As an example – and I want to commend Ombudsman O’Reilly for insisting that ECB President Mario Draghi resign his membership of the secret bankers’ club, the G30 – the outcome of the process of investigating and reporting has been that nothing has changed. Less than a fortnight ago, Mr Draghi took part in another G30 meeting in New York. The ECB is charged with directly supervising many of the financial institutions that are represented in the G30, including Goldman Sachs, JP Morgan and many more. There is no system in place to ensure an ethically appropriate level of distance between the ECB decision-making and supervisory processes and their friends in the G30 bankers’ club. There is no way to ensure that the private bankers and finance CEOs of the G30 don’t influence ECB policy. Mr Draghi’s membership of the G30 is beyond inappropriate. The ECB appears to believe that it is beyond the basic norms of public scrutiny, accountability and transparency, and it faces no consequences for its outright rejection of the Ombudsman’s report.

So this Parliament needs to address this situation as a matter of utmost urgency. The EU needs to impose real consequences on any institution that simply dismisses or ignores the recommendations of our Ombudsman’s office.

 
  
 

Procedura "catch the eye"

 
  
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  Jarosław Wałęsa (PPE). – Mr President, I would like to a congratulate Madam Ombudsman and her team on another fruitful year of work that was outlined in her balanced and well structured annual report. First of all I would like to mention the interactive guide as an example of using available resources efficiently. Out of the 15 837 citizens who called on the Ombudsman Services for help, 12 521 were given advice on her website, and 447 inquiries were opened of which 433 were complaint-based and 14 were own-initiative inquiries.

The European Ombudsman performs therefore not only efficient work with regard to complaints but also takes own-initiative inquiries regarding current EU policy areas.

Finally, I would like to mention a very important thing. We have to provide as much transparency and communication as possible to our citizens, but we have to keep in mind that this transparency should not undermine the negotiating positions of the European Union, so finding a proper balance is very important.

 
  
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  Juan Fernando López Aguilar (S&D). – Señor presidente, defensora del pueblo O’Reilly, seguro que ha advertido que quienes habitualmente participamos en este Parlamento Europeo en el debate sobre sus actividades lo hacemos desde el aprecio, desde el respeto al trabajo que ha desarrollado una mujer al frente de una importante institución europea.

Recuerdo que, en su presentación ante este Parlamento Europeo buscando la mayoría cualificada que necesitaba para ejercer, se comprometió a reinventar la figura relanzándola con iniciativa, y a eso la animo, particularmente en tres ámbitos.

Habrá visto cuántas veces hemos insistido en los derechos fundamentales de los artículos 41 y 42 de la Carta de los Derechos Fundamentales de la Unión Europea —buena administración, acceso a la información, transparencia—, pero están conectados con la garantía de la confidencialidad en el manejo de los datos; por tanto, comunicación con el Supervisor Europeo de Protección de Datos.

El segundo ámbito es la comunicación con la Agencia de los Derechos Fundamentales de la UE, porque hay discriminación en el comportamiento de las instituciones y, por supuesto, una fuente de quejas es el perfil objetivado con el que se discrimina desde las instituciones.

Y el tercero es, naturalmente, la OLAF y la recién creada Fiscalía Europea, porque hay muchas denuncias que tienen que ver con el abuso de poder y con la corrupción.

Toda la suerte en su trabajo, defensora del pueblo.

 
  
 

(Fine della procedura "catch the eye")

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Mr President, I would like to thank the Honourable Members for this interesting debate. I would like to conclude by expressing, on behalf of the Commission, my gratitude to Ms O’Reilly for the consistently good cooperation between the Commission, her and her services, and the constructive approach. This cooperation is a key element for improving the administration of the EU, and to ensure that our citizens get the good administration that they deserve.

 
  
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  Emily O’Reilly, Ombudsman. – Mr President, I would like to thank the Members for all of their observations and also for their appreciation of the work of my office, which I will pass on to my colleagues who work so hard with the complaints and the investigations that we do. I always find this debate very inspiring, because it gives me a sense of the issues that we’re working on in the office that are of our particular interest to you, and also it shows me that some of the issues that we have laid particular emphasis on – such as Council transparency – have also found significant resonance right across the Parliament.

I noted the comment of Mr Mandl about anti-Semitism and suggesting that the European Network of Ombudsmen take a greater interest in that, and I would like to assure him that that is something that we are actually doing: increasingly, some of the network ombudsmen have that specific task, and I have suggested that that is an area that we could discuss at our seminar in Brussels next year.

On Council transparency: yes, on the opacity of decision-making, I think Ms Auken pointed to the fact that this is really about the exercising of every citizen’s right to participate in our democracy, and of course that is the cornerstone of the inquiry and that is essentially why we’re doing it.

A number of Members talked about our inquiry – not an own-initiative inquiry, but because we got complaints in relation to it – on the appointment of the new Secretary—General of the Commission. The Commission has responded to us, and I shall be very shortly responding to them.

I was interested in a comment by Mr Csáky acknowledging that my office can’t do everything, and also acknowledging the difficulty that there is sometimes in getting some of my recommendations fully accepted. I should point out that, depending on the year, between 80% and 90% of recommendations are accepted, but there are some that aren’t accepted. This can be an issue because in most Member States, with the standards of administration that we see in the EU, it is a relatively rare event that an ombudsman’s recommendation is not accepted. I think it doesn’t mean that you have to make recommendations that are so easy that everybody accepts them; I think you have to be a little bit brave and not shy away from difficult recommendations. But when there are particularly sensitive ones, then it is important that I get the support of Parliament, and I think that that puts pressure on it.

I recognise the Members talking about Brexit. Yes, I have looked for opportunities that I can appropriately use in my office to support citizens in relation to that. I was pleased that the mapping exercise has been published, and I will continue to work on it and I take note of the other comments that were made.

So thank you again, Members, and thank you President for this opportunity to present my work. I’m really deeply grateful for the support that I get from Parliament for the work that we carry out on behalf of the citizens.

(Applause)

 
  
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  President. – Thank you very much, Ms O’Reilly, for your important work.

 
  
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   La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì 13 dicembre 2018 alle 12.00.

Dichiarazioni scritte (articolo 162)

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. – Pirmiausia, būtina pabrėžti, kad Europos Sąjunga vis dar patiria didžiausią ekonomikos, socialinę ir politinę krizę nuo savo įsteigimo. Visos ES institucijos, agentūros ir tarnybos turėtų jausti pareigą užtikrinti visišką skaidrumą ir aukščiausius etikos ir atskaitomybės standartus. Pasak Europos Parlamento pranešėjos, deja, ES institucijų priimtu neveiksmingu požiūriu, taikomu kovojant su skaidrumo trūkumu tiek vykdant ES sprendimų priėmimo procesą, tiek lobistinę veiklą bei sprendžiant kitus svarbius etikos klausimus institucijose, prisidedama prie tolesnio kenkimo ES įvaizdžiui, piliečių nusivylimo ir nepasitenkinimo didėjimo. Šioje srityje Parlamento pranešėja primena, kad ES vis dar nepriėmė privalomo ES skaidrumo registro, kad būtų užtikrintas visiškas visų ES institucijų, agentūrų ir trečiųjų šalių skaidrumas, susijęs su lobistine veikla. Be to, pranešėja ji pabrėžia, kad ES teisės aktai dėl galimybės susipažinti su dokumentais labai pasenę. Europos Parlamentas taip pat mano, kad Europos ombudsmenė turi atlikti labai svarbų vaidmenį užtikrinant ES sprendimų priėmimo procesų ir administravimo skaidrumą ir nešališkumą, kad būtų sėkmingai apsaugotos piliečių teisės, ir pritaria Europos ombudsmenės tyrimui dėl neformalių trijų pagrindinių ES institucijų derybų (trišalių dialogų).

 
  
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  Laurenţiu Rebega (ECR), în scris. – Ombudsmanul European are un rol esențial în asigurarea transparenței și imparțialității proceselor decizionale și în administrația UE, pentru a proteja cu succes drepturile cetățenilor. Mă îngrijorează faptul că majoritatea anchetelor derulate în 2017 continuă să fie cu privire la transparența, responsabilitatea și accesul public la informații (20,6 %), cultura serviciului (16,8 %) și respectarea drepturilor procedurale (16,5 %).

În condițiile în care Uniunea Europeană se confruntă în prezent cu multiple crize și provocări, toate instituțiile europene ar trebui să asigure transparența deplină în procesul decizional și în activitățile de lobby și cele mai ridicate standarde etice și de responsabilitate. Cu atât mai mult, Curtea Europeană de Justiție a confirmat că principiile de publicitate și transparență sunt inerente procesului legislativ al UE, iar cetățenii trebuie să poată urmări procesul decizional din cadrul instituțiilor și să aibă acces la toate informațiile de interes pentru a-și exercita pe deplin drepturile democratice.

Consider că este nevoie de o transparență deplină a procesului decizional la nivelul Uniunii Europene, întrucât, într-un sistem bazat pe principiul legitimității democratice, toate instituțiile trebuie să răspundă pentru acțiunile lor în fața opiniei publice.

 
Senaste uppdatering: 16 maj 2019Rättsligt meddelande