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Maanantai 14. tammikuuta 2019 - Strasbourg Lopullinen versio

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  Presidente. – Onorevoli colleghi, purtroppo due ore fa abbiamo saputo che Paweł Adamowicz, sindaco di Danzica, non è sopravvissuto all'aggressione di ieri. Chi lo conosceva ricorda la sua dedizione al servizio dei cittadini e la sua grande apertura e capacità di ascolto. Vorrei esprimere, a nome del Parlamento europeo, il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari e all’intera città di Danzica.

Un mese fa il vigliacco attentato che ha colpito al cuore l'Europa a Strasburgo è costato la vita a Pascal Verden, a Kamal Nagchband, ad Anupong Suebsamarn, ad Antonio Megalizzi e a Barto Pedro Orent-Niedzielski. Ci troviamo purtroppo, ancora una volta, a piangere vittime dell'odio, dell'estremismo e della radicalizzazione in Europa.

L'Unione europea è nata prima di tutto per garantire la pace e contrastare ogni forma di violenza, eppure a pochi mesi dalle elezioni di maggio, osserviamo una crescente tensione in diversi Stati membri. Nelle ultime settimane si sono verificati attacchi a rappresentanti politici nel Regno Unito, in Germania e in Ungheria. Vi sono stati inquietanti episodi di antisemitismo anche negli stadi di calcio, però non basta condannare questi episodi con fermezza, occorre un'assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Il dibattito tra idee e opinioni, che è il cuore della democrazia, deve avvenire nel rispetto dell'avversario, che non deve mai essere trasformato in un nemico. Troppe volte abbiamo sperimentato come dalla violenza verbale possa derivare la violenza fisica. Dobbiamo avere un linguaggio diverso, eliminando qualsiasi istigazione all'odio, che non è compatibile con il modello di convivenza pacifica della nostra Unione. Il mio appello è che tutti abbassino i toni, anche sui social media.

L'attentato di Strasburgo dimostra che non possiamo abbassare la guardia. Il Parlamento europeo continuerà a battersi senza sosta contro il terrorismo di ogni tipo e non dimenticheremo nessuna delle vittime.

Questa settimana, come avete richiesto in molti, discuterò con il sindaco di Strasburgo di come poter rendere omaggio alle vittime di dicembre. Già questa sera proporrò all'Ufficio di Presidenza di intitolare il nostro studio radiofonico ai due giornalisti uccisi nell'attentato, Antonio Megalizzi e Barto Pedro Orent-Niedzielski.

(Il Parlamento, in piedi, osserva un minuto di silenzio)

 
  
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  Janusz Lewandowski (PPE). – Mr President, thank you for your Twitter message and your words now when there is no longer any hope. What happened in Gdańsk is a personal tragedy for a very popular, newly re-elected mayor of Gdańsk, Paweł Adamowicz. He was my friend, a good man and a man of both patriotic and European values. This is a tragedy for his family and a deep shock for the community of Gdańsk, which was gathering yesterday on the occasion of a normally very joyful and spectacular charity event in Gdańsk.

But this is something more. You are completely right, because here in Strasbourg is the living memory of a terrorist attack – a fresh memory. Too often in today’s Europe acts of hatred and fanaticism replace dialogue, tolerance and friendly coexistence beyond our differences. We should reflect upon this.

(Applause)

 
  
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  Maria João Rodrigues (S&D). – Mr President, yes, indeed. On behalf of the S&D Group, and also because I knew him personally, I need also to tell you something about the meaning of this terrible murder of the Mayor of Gdańsk, Mr Paweł Adamowicz. I knew him as an outstanding local leader, a mayor elected several times, and someone who really represented and was a symbol of an open society, able to deal with strong support on human rights, and also defending minorities wherever they are. I remember him saying, in a difficult situation, that yes, Gdańsk will be in a position to receive refugees in need of protection and asylum in Europe. And this is just an example of the kind of things he was able to deliver.

So yes, it is really shocking that all of a sudden all the arguments we need to have in democratic institutions are just replaced by knives in an ugly murder. This is something we cannot accept. And let me be clear: we will stand behind those who are in favour of an open society and defending human rights, whatever the price.

(Applause)

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, come Lei ha ricordato prima, oggi è un giorno di lutto e di tristezza per molteplici motivi.

Esattamente un mese fa veniva a mancare Antonio Megalizzi, vittima, insieme al suo amico e collega Barto Pedro Orent-Niedzielski, di un fanatismo sanguinario e inaccettabile. Il loro impegno e il loro entusiasmo non possono e non devono essere dimenticati, molti colleghi e molte delegazioni nel corso di questi giorni si sono espressi, manifestando la volontà di commemorarli.

Per questo motivo, io e il collega Krasnodębski, oltre all'iniziativa e alla Sua proposta precedente di intitolare loro la sala radiofonica, che noi condividiamo e sosteniamo, abbiamo intenzione di proporre anche l'istituzione di una borsa di studio per i giovani giornalisti europei a loro dedicata, finanziata quindi dal Parlamento stesso e intitolata a entrambe le vittime, perché queste vittime, al giornalismo e alla passione per la politica europea avevano consacrato la loro vita grazie al progetto Europhonica.

Vorremmo consentire, con questa iniziativa, ai valori e alla passione di questi ragazzi, miei coetanei, di continuare a camminare sulle gambe di altri giovani giornalisti europei.

Confidiamo nell'ampio supporto di tutti i deputati e dei gruppi nel nostro Parlamento e con questo piccolo gesto vogliamo ribadire che la ragione e lo Stato di diritto in Europa non sono e non saranno mai sconfitti dalla violenza e dall'estremismo.

 
  
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  Δημήτριος Παπαδημούλης (GUE/NGL). – Κύριε Πρόεδρε, και εγώ, εκ μέρους της πολιτικής μου ομάδας, θα ήθελα να ενώσω τη φωνή μου με όσους συναδέλφους μίλησαν για τον θάνατο του δημάρχου του Γκντανσκ, όπως και για τη δολοφονία του ιταλού δημοσιογράφου πριν λίγες εβδομάδες στο Στρασβούργο. Νομίζω ότι, ανεξάρτητα από τις πολιτικές μας διαφορές, όλες οι πτέρυγες του Ευρωκοινοβουλίου οφείλουν να είναι ενωμένες στην υπεράσπιση της δημοκρατίας, της ανεκτικότητας, του κράτους δικαίου, του πλουραλισμού και κόντρα στο μίσος, τη βία και τον ρατσισμό.

 
  
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  Presidente. – Hanno chiesto la parola gli onorevoli Toia, Wałęsa, Monteiro, Țapardel, vi prego di essere veramente sintetici perché non dobbiamo fare un dibattito, abbiamo condannato le vicende e mi pare che le posizioni siano molto chiare.

 
  
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  Jarosław Wałęsa (PPE). – Panie Przewodniczący! Szanowni Państwo! Paweł Adamowicz został zamordowany. Stał się ofiarą nienawiści, ale stał się też ofiarą języka nienawiści. Musimy zastanowić się nad tym, jak ograniczyć i wyrzucić takie zachowania, ten język z debaty publicznej.

Chciałbym przypomnieć, że ta tragedia wydarzyła się podczas koncertu charytatywnego. Paweł Adamowicz chwilę wcześniej mówił o braterstwie, o solidarności, o tym, że powinniśmy oddawać siebie drugiemu człowiekowi, a chwilę później został ugodzony nożem – przez tę nienawiść, przez ten język nienawiści.

Chciałem Państwu powiedzieć, że Gdańsk stracił wspaniałego lokalnego patriotę, ale my wszyscy straciliśmy też wspaniałego Europejczyka, bo Paweł Adamowicz rozumiał, że jedno i drugie nie jest sprzeczne, że możemy być lokalnymi patriotami i że możemy budować lepszą wspólną Europę. Takim go zapamiętajmy!

 
  
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  Mara Bizzotto (ENF). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi unisco alle parole del Presidente e di tutti voi, di condoglianze nei confronti del sindaco di Danzica e, giustamente, ricordo chi è morto qualche settimana fa proprio qui a Strasburgo.

Oggi però vorrei dire a tutti voi, perché molti magari non lo sapranno, che è stato finalmente consegnato alla giustizia italiana Cesare Battisti, un terrorista che per troppi anni ha goduto della copertura di tanti governi, non solo europei.

Mi auguro che i terroristi, tutti i terroristi, vengano consegnati alla giustizia e che il governo francese riconsegni all'Italia quei terroristi che godono ancora, purtroppo, della copertura di quel governo.

 
  
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  Jadwiga Wiśniewska (ECR). – Panie Przewodniczący! Zabójstwo prezydenta Pawła Adamowicza jest przykładem ogromnego barbarzyństwa. To bardzo wielka tragedia dla nas wszystkich. To wielkie zło, które budzi złość, smutek i potępienie. Powinniśmy zastanowić się, jak z przestrzeni publicznej wyrzucić zło, jak potępić nienawiść. Powinniśmy zastanowić się, co możemy zrobić, żeby debata publiczna była spokojniejsza, co możemy zrobić, żeby ulice Europy były bezpieczne.

 
  
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  Patrizia Toia (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordando l'emozione di quella notte che abbiamo passato nell'ultima sessione, proprio qui in quest'Aula con Lei che ci dava delle notizie, a tutti noi così sconcertati e colpiti, mentre in città Antonio, il giovane collega e altre vittime venivano barbaramente colpite, sarò brevissima.

Voglio ricordare che la proposta venne fatta, e Lei ne fu immediatamente partecipe, all'indomani di questo fatto, all'indomani della morte soprattutto di Antonio, da parte del nostro gruppo, in particolare da parte di Silvia Costa nella sua qualità di esponente di punta della commissione per la cultura e l’istruzione, che aveva conosciuto e collaborato, come molti di noi, con questo ragazzo e con la sua rete di radio universitarie.

Quella proposta, che oggi viene ripresa, è stata avanzata ed è ottima. Borse di studio e l'intitolazione di una sala stampa, perché questi ragazzi usavano la loro professione, l'aspirazione alla professione giornalistica, Lei l'aveva richiamato, proprio per portare avanti dei valori e dico a tutti i colleghi che dovremmo essere uniti nel ricordarli, ricordando anche che il modo migliore per ricordare il sacrificio di Antonio e del suo collega, è di essere anche noi veramente europeisti, ogni giorno e in ogni azione, e non solo nei discorsi pubblici.

 
  
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  Marcel de Graaff (ENF). – Voorzitter, namens mijn fractie wil ik ook ons medeleven uitspreken in verband met de verschrikkelijke moord op Pawel Adamowicz. Dat zijn zaken die niet alleen Polen schokken, maar ik denk elk parlement in de EU. Het is helaas niet de eerste, en ik ben bang dat het ook niet de laatste zal zijn.

Wat we zien is een politieke atmosfeer in de EU die in de loop der jaren steeds harder is geworden. Het debat wordt niet meer gevoerd in de plenaire zaal, maar op straat. En of het nou in een schouwburg is of de gele hesjes zijn: ik denk dat de boodschap aan de politiek is dat we, in plaats van met de oren dicht alleen maar te roepen, ook eens moeten luisteren naar wat de ander te zeggen heeft. Wellicht dat dat helpt om die atmosfeer van haat, die ook in deze zaal steeds wordt gecreëerd, te beëindigen.

 
  
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  Cláudia Monteiro de Aguiar (PPE). – Senhor Presidente, é um tema também de elevada pertinência e atualidade e, por isso, julgo que o Parlamento deve também condenar mais um capítulo da história da Venezuela que agudiza a crise dramática em que o país tem vindo a ser mergulhado. Mesmo com a rejeição da comunidade internacional, Nicolas Maduro tomou posse com um segundo mandato e julgo que o Parlamento Europeu deve aprovar uma resolução que declare o governo de Maduro ilegítimo e que proponha novas eleições presidenciais.

É uma situação dramática que se vive há quatro anos, com falta de medicamentos e com pessoas a fugir do país. Estamos a falar de três milhões de venezuelanos que abandonaram o país por medo, que abandonaram o país por violência e por falta de condições. Falamos de um Estado falhado, falamos de um Estado que obrigou a regressar lusodescendentes e venezuelanos, também à minha ilha, à Madeira e, por isso, acho que não é suficiente apenas apoiá-los nos nossos países, nós temos de fazer valer a voz do povo venezuelano e temos, também, de os apoiar aqui na Europa.

 
  
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  Claudia Țapardel (S&D). – Domnule președinte, dragi colegi, doresc să vă sesizez o problemă foarte importantă, care afectează viitorul a zeci de mii de familii și de copii din România, dar și din toată Europa Centrală și de Est și cred că atât Parlamentul European, cât și Comisia Europeană trebuie să ia atitudine cât mai urgent pentru soluționarea acestei probleme.

Începând cu 1 ianuarie 2019, în Austria a intrat în vigoare o lege prin care alocațiile copiilor care provin din România și din toată Europa Centrală și de Est și ai căror părinți lucrează pe teritoriul Austriei au fost reduse considerabil, prin ajustarea acestora la nivelul de trai din țările comunitare unde trăiesc acești copii.

O astfel de măsură nu poate fi permisă într-un stat membru al Uniunii Europene, în care drepturile cetățenilor europeni sunt consfințite de tratatele europene și, mai ales, dacă vorbim – și în acest caz vorbim – de o măsură care afectează viitorul, educația și dezvoltarea copiilor noștri.

De asemenea, mi se pare revoltător faptul că, deși acești lucrători care vin din Europa Centrală și de Est contribuie la sistemul național social din Austria, plătesc taxe și impozite în Austria, nu primesc aceleași beneficii ca și cetățenii austrieci.

De aceea solicit atât Comisiei Europene, dar și Parlamentului European să reacționeze corespunzător. Comisia Europeană are datoria să sancționeze această lege arbitrară, care afectează viitorul a zeci de mii de copii și cred că nu putem să acceptăm o astfel de situație.

 
Päivitetty viimeksi: 4. huhtikuuta 2019Oikeudellinen huomautus