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Dezbateri
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Luni, 14 ianuarie 2019 - Strasbourg Ediţie revizuită
1. Reluarea sesiunii
 2. Deschiderea ședinței
 3. Declarațiile Președinției
 4. Aprobarea procesului-verbal al ședinței anterioare: consultaţi procesul-verbal
 5. Componenţa Parlamentului: consultaţi procesul-verbal
 6. Componența grupurilor politice: consultaţi procesul-verbal
 7. Cerere de ridicare a imunității: consultaţi procesul-verbal
 8. Componenţa comisiilor şi a delegaţiilor: a se vedea procesul-verbal
 9. Negocieri înaintea primei lecturi a Parlamentului (articolul 69c din Regulamentul de procedură): consultaţi procesul-verbal
 10. Propunere de act al Uniunii: consultaţi procesul-verbal
 11. Semnarea actelor adoptate în conformitate cu procedura legislativă ordinară (articolul 78 din Regulamentul de procedură): consultaţi procesul-verbal
 12. Depunerea documentelor: a se vedea procesul-verbal
 13. Întrebări cu solicitare de răspuns oral (depunere): consultaţi procesul-verbal
 14. Continuări ale avizelor şi rezoluţiilor Parlamentului: a se vedea procesul-verbal
 15. Ordinea lucrărilor
 16. Procedura de autorizare a pesticidelor de către Uniune (dezbatere)
 17. Utilizarea vehiculelor închiriate fără conducători auto pentru transportul rutier de mărfuri (dezbatere)
 18. Integrarea dimensiunii de gen în Parlamentul European (dezbatere)
 19. Întreprinderea comună europeană pentru ITER și pentru dezvoltarea energiei de fuziune (prezentare succintă)
 20. Evaluarea modului în care este utilizat bugetul Uniunii Europene pentru reforma sectorului public (prezentare succintă)
 21. Orientările UE și mandatul trimisului special al UE pentru promovarea libertății religioase sau de convingere în afara UE (prezentare succintă)
 22. Egalitatea de gen și politicile fiscale în UE (prezentare succintă)
 23. Conducerea autonomă în transportul european (prezentare succintă)
 24. Intervenții de un minut privind chestiuni politice importante
 25. Ordinea de zi a următoarei ședințe: consultaţi procesul-verbal
 26. Ridicarea ședinței


PRESIDENZA DELL’ON. ANTONIO TAJANI
Presidente

1. Reluarea sesiunii
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  Presidente. – Dichiaro ripresa la sessione del Parlamento europeo, interrotta giovedì 13 dicembre 2018.

 

2. Deschiderea ședinței
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(La seduta è aperta alle 17.04)

 

3. Declarațiile Președinției
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  Presidente. – Onorevoli colleghi, purtroppo due ore fa abbiamo saputo che Paweł Adamowicz, sindaco di Danzica, non è sopravvissuto all'aggressione di ieri. Chi lo conosceva ricorda la sua dedizione al servizio dei cittadini e la sua grande apertura e capacità di ascolto. Vorrei esprimere, a nome del Parlamento europeo, il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai familiari e all’intera città di Danzica.

Un mese fa il vigliacco attentato che ha colpito al cuore l'Europa a Strasburgo è costato la vita a Pascal Verden, a Kamal Nagchband, ad Anupong Suebsamarn, ad Antonio Megalizzi e a Barto Pedro Orent-Niedzielski. Ci troviamo purtroppo, ancora una volta, a piangere vittime dell'odio, dell'estremismo e della radicalizzazione in Europa.

L'Unione europea è nata prima di tutto per garantire la pace e contrastare ogni forma di violenza, eppure a pochi mesi dalle elezioni di maggio, osserviamo una crescente tensione in diversi Stati membri. Nelle ultime settimane si sono verificati attacchi a rappresentanti politici nel Regno Unito, in Germania e in Ungheria. Vi sono stati inquietanti episodi di antisemitismo anche negli stadi di calcio, però non basta condannare questi episodi con fermezza, occorre un'assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Il dibattito tra idee e opinioni, che è il cuore della democrazia, deve avvenire nel rispetto dell'avversario, che non deve mai essere trasformato in un nemico. Troppe volte abbiamo sperimentato come dalla violenza verbale possa derivare la violenza fisica. Dobbiamo avere un linguaggio diverso, eliminando qualsiasi istigazione all'odio, che non è compatibile con il modello di convivenza pacifica della nostra Unione. Il mio appello è che tutti abbassino i toni, anche sui social media.

L'attentato di Strasburgo dimostra che non possiamo abbassare la guardia. Il Parlamento europeo continuerà a battersi senza sosta contro il terrorismo di ogni tipo e non dimenticheremo nessuna delle vittime.

Questa settimana, come avete richiesto in molti, discuterò con il sindaco di Strasburgo di come poter rendere omaggio alle vittime di dicembre. Già questa sera proporrò all'Ufficio di Presidenza di intitolare il nostro studio radiofonico ai due giornalisti uccisi nell'attentato, Antonio Megalizzi e Barto Pedro Orent-Niedzielski.

(Il Parlamento, in piedi, osserva un minuto di silenzio)

 
  
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  Janusz Lewandowski (PPE). – Mr President, thank you for your Twitter message and your words now when there is no longer any hope. What happened in Gdańsk is a personal tragedy for a very popular, newly re-elected mayor of Gdańsk, Paweł Adamowicz. He was my friend, a good man and a man of both patriotic and European values. This is a tragedy for his family and a deep shock for the community of Gdańsk, which was gathering yesterday on the occasion of a normally very joyful and spectacular charity event in Gdańsk.

But this is something more. You are completely right, because here in Strasbourg is the living memory of a terrorist attack – a fresh memory. Too often in today’s Europe acts of hatred and fanaticism replace dialogue, tolerance and friendly coexistence beyond our differences. We should reflect upon this.

(Applause)

 
  
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  Maria João Rodrigues (S&D). – Mr President, yes, indeed. On behalf of the S&D Group, and also because I knew him personally, I need also to tell you something about the meaning of this terrible murder of the Mayor of Gdańsk, Mr Paweł Adamowicz. I knew him as an outstanding local leader, a mayor elected several times, and someone who really represented and was a symbol of an open society, able to deal with strong support on human rights, and also defending minorities wherever they are. I remember him saying, in a difficult situation, that yes, Gdańsk will be in a position to receive refugees in need of protection and asylum in Europe. And this is just an example of the kind of things he was able to deliver.

So yes, it is really shocking that all of a sudden all the arguments we need to have in democratic institutions are just replaced by knives in an ugly murder. This is something we cannot accept. And let me be clear: we will stand behind those who are in favour of an open society and defending human rights, whatever the price.

(Applause)

 
  
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  Fabio Massimo Castaldo (EFDD). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, come Lei ha ricordato prima, oggi è un giorno di lutto e di tristezza per molteplici motivi.

Esattamente un mese fa veniva a mancare Antonio Megalizzi, vittima, insieme al suo amico e collega Barto Pedro Orent-Niedzielski, di un fanatismo sanguinario e inaccettabile. Il loro impegno e il loro entusiasmo non possono e non devono essere dimenticati, molti colleghi e molte delegazioni nel corso di questi giorni si sono espressi, manifestando la volontà di commemorarli.

Per questo motivo, io e il collega Krasnodębski, oltre all'iniziativa e alla Sua proposta precedente di intitolare loro la sala radiofonica, che noi condividiamo e sosteniamo, abbiamo intenzione di proporre anche l'istituzione di una borsa di studio per i giovani giornalisti europei a loro dedicata, finanziata quindi dal Parlamento stesso e intitolata a entrambe le vittime, perché queste vittime, al giornalismo e alla passione per la politica europea avevano consacrato la loro vita grazie al progetto Europhonica.

Vorremmo consentire, con questa iniziativa, ai valori e alla passione di questi ragazzi, miei coetanei, di continuare a camminare sulle gambe di altri giovani giornalisti europei.

Confidiamo nell'ampio supporto di tutti i deputati e dei gruppi nel nostro Parlamento e con questo piccolo gesto vogliamo ribadire che la ragione e lo Stato di diritto in Europa non sono e non saranno mai sconfitti dalla violenza e dall'estremismo.

 
  
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  Δημήτριος Παπαδημούλης (GUE/NGL). – Κύριε Πρόεδρε, και εγώ, εκ μέρους της πολιτικής μου ομάδας, θα ήθελα να ενώσω τη φωνή μου με όσους συναδέλφους μίλησαν για τον θάνατο του δημάρχου του Γκντανσκ, όπως και για τη δολοφονία του ιταλού δημοσιογράφου πριν λίγες εβδομάδες στο Στρασβούργο. Νομίζω ότι, ανεξάρτητα από τις πολιτικές μας διαφορές, όλες οι πτέρυγες του Ευρωκοινοβουλίου οφείλουν να είναι ενωμένες στην υπεράσπιση της δημοκρατίας, της ανεκτικότητας, του κράτους δικαίου, του πλουραλισμού και κόντρα στο μίσος, τη βία και τον ρατσισμό.

 
  
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  Presidente. – Hanno chiesto la parola gli onorevoli Toia, Wałęsa, Monteiro, Țapardel, vi prego di essere veramente sintetici perché non dobbiamo fare un dibattito, abbiamo condannato le vicende e mi pare che le posizioni siano molto chiare.

 
  
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  Jarosław Wałęsa (PPE). – Panie Przewodniczący! Szanowni Państwo! Paweł Adamowicz został zamordowany. Stał się ofiarą nienawiści, ale stał się też ofiarą języka nienawiści. Musimy zastanowić się nad tym, jak ograniczyć i wyrzucić takie zachowania, ten język z debaty publicznej.

Chciałbym przypomnieć, że ta tragedia wydarzyła się podczas koncertu charytatywnego. Paweł Adamowicz chwilę wcześniej mówił o braterstwie, o solidarności, o tym, że powinniśmy oddawać siebie drugiemu człowiekowi, a chwilę później został ugodzony nożem – przez tę nienawiść, przez ten język nienawiści.

Chciałem Państwu powiedzieć, że Gdańsk stracił wspaniałego lokalnego patriotę, ale my wszyscy straciliśmy też wspaniałego Europejczyka, bo Paweł Adamowicz rozumiał, że jedno i drugie nie jest sprzeczne, że możemy być lokalnymi patriotami i że możemy budować lepszą wspólną Europę. Takim go zapamiętajmy!

 
  
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  Mara Bizzotto (ENF). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi unisco alle parole del Presidente e di tutti voi, di condoglianze nei confronti del sindaco di Danzica e, giustamente, ricordo chi è morto qualche settimana fa proprio qui a Strasburgo.

Oggi però vorrei dire a tutti voi, perché molti magari non lo sapranno, che è stato finalmente consegnato alla giustizia italiana Cesare Battisti, un terrorista che per troppi anni ha goduto della copertura di tanti governi, non solo europei.

Mi auguro che i terroristi, tutti i terroristi, vengano consegnati alla giustizia e che il governo francese riconsegni all'Italia quei terroristi che godono ancora, purtroppo, della copertura di quel governo.

 
  
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  Jadwiga Wiśniewska (ECR). – Panie Przewodniczący! Zabójstwo prezydenta Pawła Adamowicza jest przykładem ogromnego barbarzyństwa. To bardzo wielka tragedia dla nas wszystkich. To wielkie zło, które budzi złość, smutek i potępienie. Powinniśmy zastanowić się, jak z przestrzeni publicznej wyrzucić zło, jak potępić nienawiść. Powinniśmy zastanowić się, co możemy zrobić, żeby debata publiczna była spokojniejsza, co możemy zrobić, żeby ulice Europy były bezpieczne.

 
  
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  Patrizia Toia (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordando l'emozione di quella notte che abbiamo passato nell'ultima sessione, proprio qui in quest'Aula con Lei che ci dava delle notizie, a tutti noi così sconcertati e colpiti, mentre in città Antonio, il giovane collega e altre vittime venivano barbaramente colpite, sarò brevissima.

Voglio ricordare che la proposta venne fatta, e Lei ne fu immediatamente partecipe, all'indomani di questo fatto, all'indomani della morte soprattutto di Antonio, da parte del nostro gruppo, in particolare da parte di Silvia Costa nella sua qualità di esponente di punta della commissione per la cultura e l’istruzione, che aveva conosciuto e collaborato, come molti di noi, con questo ragazzo e con la sua rete di radio universitarie.

Quella proposta, che oggi viene ripresa, è stata avanzata ed è ottima. Borse di studio e l'intitolazione di una sala stampa, perché questi ragazzi usavano la loro professione, l'aspirazione alla professione giornalistica, Lei l'aveva richiamato, proprio per portare avanti dei valori e dico a tutti i colleghi che dovremmo essere uniti nel ricordarli, ricordando anche che il modo migliore per ricordare il sacrificio di Antonio e del suo collega, è di essere anche noi veramente europeisti, ogni giorno e in ogni azione, e non solo nei discorsi pubblici.

 
  
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  Marcel de Graaff (ENF). – Voorzitter, namens mijn fractie wil ik ook ons medeleven uitspreken in verband met de verschrikkelijke moord op Pawel Adamowicz. Dat zijn zaken die niet alleen Polen schokken, maar ik denk elk parlement in de EU. Het is helaas niet de eerste, en ik ben bang dat het ook niet de laatste zal zijn.

Wat we zien is een politieke atmosfeer in de EU die in de loop der jaren steeds harder is geworden. Het debat wordt niet meer gevoerd in de plenaire zaal, maar op straat. En of het nou in een schouwburg is of de gele hesjes zijn: ik denk dat de boodschap aan de politiek is dat we, in plaats van met de oren dicht alleen maar te roepen, ook eens moeten luisteren naar wat de ander te zeggen heeft. Wellicht dat dat helpt om die atmosfeer van haat, die ook in deze zaal steeds wordt gecreëerd, te beëindigen.

 
  
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  Cláudia Monteiro de Aguiar (PPE). – Senhor Presidente, é um tema também de elevada pertinência e atualidade e, por isso, julgo que o Parlamento deve também condenar mais um capítulo da história da Venezuela que agudiza a crise dramática em que o país tem vindo a ser mergulhado. Mesmo com a rejeição da comunidade internacional, Nicolas Maduro tomou posse com um segundo mandato e julgo que o Parlamento Europeu deve aprovar uma resolução que declare o governo de Maduro ilegítimo e que proponha novas eleições presidenciais.

É uma situação dramática que se vive há quatro anos, com falta de medicamentos e com pessoas a fugir do país. Estamos a falar de três milhões de venezuelanos que abandonaram o país por medo, que abandonaram o país por violência e por falta de condições. Falamos de um Estado falhado, falamos de um Estado que obrigou a regressar lusodescendentes e venezuelanos, também à minha ilha, à Madeira e, por isso, acho que não é suficiente apenas apoiá-los nos nossos países, nós temos de fazer valer a voz do povo venezuelano e temos, também, de os apoiar aqui na Europa.

 
  
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  Claudia Țapardel (S&D). – Domnule președinte, dragi colegi, doresc să vă sesizez o problemă foarte importantă, care afectează viitorul a zeci de mii de familii și de copii din România, dar și din toată Europa Centrală și de Est și cred că atât Parlamentul European, cât și Comisia Europeană trebuie să ia atitudine cât mai urgent pentru soluționarea acestei probleme.

Începând cu 1 ianuarie 2019, în Austria a intrat în vigoare o lege prin care alocațiile copiilor care provin din România și din toată Europa Centrală și de Est și ai căror părinți lucrează pe teritoriul Austriei au fost reduse considerabil, prin ajustarea acestora la nivelul de trai din țările comunitare unde trăiesc acești copii.

O astfel de măsură nu poate fi permisă într-un stat membru al Uniunii Europene, în care drepturile cetățenilor europeni sunt consfințite de tratatele europene și, mai ales, dacă vorbim – și în acest caz vorbim – de o măsură care afectează viitorul, educația și dezvoltarea copiilor noștri.

De asemenea, mi se pare revoltător faptul că, deși acești lucrători care vin din Europa Centrală și de Est contribuie la sistemul național social din Austria, plătesc taxe și impozite în Austria, nu primesc aceleași beneficii ca și cetățenii austrieci.

De aceea solicit atât Comisiei Europene, dar și Parlamentului European să reacționeze corespunzător. Comisia Europeană are datoria să sancționeze această lege arbitrară, care afectează viitorul a zeci de mii de copii și cred că nu putem să acceptăm o astfel de situație.

 

4. Aprobarea procesului-verbal al ședinței anterioare: consultaţi procesul-verbal
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5. Componenţa Parlamentului: consultaţi procesul-verbal
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6. Componența grupurilor politice: consultaţi procesul-verbal
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7. Cerere de ridicare a imunității: consultaţi procesul-verbal
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8. Componenţa comisiilor şi a delegaţiilor: a se vedea procesul-verbal
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9. Negocieri înaintea primei lecturi a Parlamentului (articolul 69c din Regulamentul de procedură): consultaţi procesul-verbal
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10. Propunere de act al Uniunii: consultaţi procesul-verbal
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11. Semnarea actelor adoptate în conformitate cu procedura legislativă ordinară (articolul 78 din Regulamentul de procedură): consultaţi procesul-verbal
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12. Depunerea documentelor: a se vedea procesul-verbal

13. Întrebări cu solicitare de răspuns oral (depunere): consultaţi procesul-verbal

14. Continuări ale avizelor şi rezoluţiilor Parlamentului: a se vedea procesul-verbal

15. Ordinea lucrărilor
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  Presidente. – Il progetto di ordine del giorno, fissato dalla Conferenza dei presidenti, ai sensi dell’articolo 149, nella riunione di giovedì 10 gennaio 2019, è stato distribuito. Sono state presentate le seguenti proposte di modifica:

Lunedì:

Richiesta del gruppo Verts/ALE di aggiungere, come quarto punto all’ordine del giorno, prima delle brevi presentazioni, un dibattito congiunto sulle due relazioni dell’on. Marietje Schaake sull’accordo Unione europea-Marocco. La discussione si svolgerà con un giro di interventi dei gruppi politici.

Do la parola all’on. Hautala, per presentare la richiesta a norme del gruppo Verts/ALE.

 
  
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  Heidi Hautala, on behalf of the Verts/ALE Group. – Mr President, indeed it would not be in the honour of this House if the Morocco-EU Agreement would pass without the plenary debate. There are several reasons for this.

First of all, there is an extensive case law that indicates that this agreement is against international law, and it’s important that Members take an informed vote. Secondly, the report is based on the previous rapporteur’s – Ms Lalonde’s – work, despite serious allegations of conflicts of interests. Thirdly, Parliament’s legal services have refused to state that the agreement would comply with international law or European case law.

So I would appeal to everyone that we will have this debate, and I would particularly ask Mr Verhofstadt to reconsider his opposition to a debate, because he’s a forerunner of transparency and from the Conference of Presidents I’ve been told that you were not in favour of an open, transparent debate on this matter.

 
  
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  Maria João Rodrigues, on behalf of the S&D Group. – Mr President, (inaudible) against because the S&D Group is open to having this debate, but we would prefer to have it tomorrow evening; not today. This will help us to have a more precise position during the debate. So we would like to have the debate, yes – but tomorrow evening. There is a solution for this, because if you add this as a new item in the evening and you extend the session until 12.00 p.m., this is possible.

 
  
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  Presidente. – On. Hautala, vuole mantenere la posizione che ha espresso oppure è disponibile a cambiare?

 
  
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  Heidi Hautala (Verts/ALE). – Mr President, I think this is a very good proposal from the S&D Group, and Mr Verhofstadt has indicated to me that they would also be in favour.

(Laughter)

 
  
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  Guy Verhofstadt (ALDE). – Mr President, I want simply to clarify that the proposal that I did in the COP was at the request of four coordinators of four groups, all responsible for the Committee on International Trade (INTA). So if you want to have a debate, I have nothing against a debate, but I want to tell you that when these four coordinators of INTA ask to have this way of working and have no debate, I was simply translating their opinion. That has nothing to do with politics, and I hope that Ms Hautala can also see it in this way.

 
  
 

(Il Parlamento respinge la richiesta di modifica)

 
  
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  Presidente. – Passiamo ora alla giornata di martedì.

Martedì:

Comunico di aver ricevuto una richiesta da parte del gruppo S&D di ritirare dall’ordine del giorno la dichiarazione del Consiglio e della Commissione sulle conclusioni della riunione del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre. Di conseguenza la seduta inizierebbe alle ore 9.

(Il Parlamento approva la richiesta di modifica)

Mercoledì e giovedì:

nessuna richiesta di modifica

(L’ordine dei lavori, così modificato, è approvato)

 
  
  

PRESIDE: RAMÓN LUIS VALCÁRCEL SISO
Vicepresidente

 

16. Procedura de autorizare a pesticidelor de către Uniune (dezbatere)
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  El presidente. – El punto siguiente en el orden del día es el debate sobre el informe de Norbert Lins y Bart Staes, en nombre de la Comisión Especial sobre el Procedimiento de Autorización de la Unión para los Plaguicidas, sobre el procedimiento de autorización de la Unión para los plaguicidas (2018/2153(INI))(A8-0475/2018).

 
  
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  Norbert Lins, Berichterstatter. – Herr Präsident, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! Heute diskutieren wir über Maßnahmen, welche die Gesundheit unserer 500 Millionen Bürgerinnen und Bürger in Europa sichern sollen.

Der Sonderausschuss des Parlaments hat das Zulassungsverfahren der EU für Pflanzenschutzmittel gründlich unter die Lupe genommen. Schutz für den Anwender und den Verbraucher war bei der Erarbeitung des nun vorliegenden Berichts unsere höchste Priorität.

Ich bin selbst auf einem Bauernhof aufgewachsen, habe in meiner Jugend Pflanzenschutzmittel ausgebracht und weiß deshalb, wie wichtig die richtige Anwendung ist und auch welche Bedeutung Pflanzenschutzmittel für die Landwirtschaft haben. Gleichzeitig möchte ich, dass Ihre und meine Kinder weiterhin sorgenlos Obst und Gemüse aus Europa essen können.

Zwei Fragen haben mich deshalb während dieses Sonderausschusses besonders beschäftigt. Erstens: Wie stellen wir weiterhin sicher, dass die Lebensmittel, die in Europa auf den Tisch kommen, sicher sind? Zweitens: Wie stellen wir sicher, dass unsere europäischen Landwirte diese Lebensmittel auch langfristig herstellen können?

Was haben wir nun nach neun Monaten gründlicher Betrachtung festgestellt? Dreimal dürfen Sie raten: dass das Zulassungsverfahren der EU das strengste der Welt ist! Eine erfreuliche Nachricht. Aber es gilt immer der Grundsatz: Auch der Beste kann sich noch verbessern. Unsere Devise war deshalb: Evolution statt Revolution, Entwicklung statt Umsturz.

Um das Rad nicht neu zu erfinden, lag unser Fokus deshalb hierbei auf drei Punkten: erstens Wissenschaft, zweitens Transparenz und Unabhängigkeit und drittens Innovation.

Erstens: Wissenschaft. Für mich war und ist entscheidend, dass das Zulassungsverfahren wissenschaftsbasiert ist. Bei einer so wichtigen Frage sind wissenschaftliche Forschungen das A und O. Interessen oder Ideologien haben hier aus meiner Sicht keinen Platz. Diese Entscheidung darf nicht von der Tagespolitik oder Emotionen abhängig sein.

Zweitens: Unabhängigkeit und Transparenz. Es ist entscheidend, dass das Verfahren weiterhin unabhängig und transparent bleibt. Künftig soll deshalb die EU-Kommission und nicht mehr die Industrie entscheiden, welcher Mitgliedstaat für die Prüfung eines Wirkstoffs zuständig ist. Dies stärkt die Unabhängigkeit des Prozesses. Zudem soll der öffentliche Zugang zu Studien erweitert werden, aber gleichzeitig die Wettbewerbsfähigkeit unserer europäischen Industrie gewahrt werden.

Drittens: Innovation. Ich möchte Innovationen fördern. Neue effizientere Produkte, sind der Schlüssel zu einer nachhaltigeren Anwendung. Dies muss durch ein reibungsloses Zulassungsverfahren unterstützt werden.

Erlauben Sie mir einen kurzen Ausblick in die Zukunft: Die Art, wie Landwirtschaft aussieht, wird sich durch die Digitalisierung noch einmal radikal verändern. Sie trägt dazu bei, dass der Landwirt auf weniger Mittel angewiesen ist. Hier müssen wir am Ball bleiben.

Fazit: Wir haben uns im Parlament intensiv mit den europäischen Zulassungsverfahren für Pflanzenschutzmittel auseinandergesetzt. Ich bin überzeugt davon, dass unsere Empfehlungen unser europäisches Zulassungsverfahren effizienter, transparenter und robuster machen werden. Warum? Wir schaffen ein hohes Schutzniveau für Verbraucher und Anwender. Gleichzeitig garantieren wir Industrie und Landwirtschaft zuverlässige Verfahren und fördern Innovationen.

Lassen Sie uns diese Empfehlungen am Mittwoch mit einer großen Mehrheit auf den Weg bringen. Ich bedanke mich sehr herzlich bei meinem Ko-Berichterstatter, Bart Staes, für die gute Zusammenarbeit und auch bei allen anderen Schattenberichterstattern. Ich freue mich auf die Abstimmung am Mittwoch und jetzt die Diskussion.

 
  
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  Bart Staes, Rapporteur. – Voorzitter, 1.070.865 burgers hebben ons middels een Europees burgerinitiatief onder meer gevraagd de besluitvormingsprocedure rond het toelaten van pesticiden te gaan bekijken en die te gaan hervormen. Dit verslag van de Bijzondere Commissie toelatingsprocedure van de Unie voor pesticiden toont aan dat wij die vraag serieus nemen.

Ik ben bijzonder tevreden over het resultaat. Het gaat in wezen over het herstel van het vertrouwen van de burger in onze besluitvormingsprocedures. Burgers moeten er blindelings op kunnen vertrouwen dat als we een beslissing nemen, dit gebeurt in naam van het algemeen belang en niet in naam van het privébelang van private personen, private organisaties of de industrie. Hierbij een greep uit de aanbevelingen.

Het klopt wat de heer Lins, mijn corapporteur, zei: we erkennen dat het huidige besluitvormingsmechanisme tot de strengste van de wereld behoort. Er zijn echter verbeteringen mogelijk, zowel inzake de verordening als inzake de tenuitvoerlegging. De basisuitgangspunten zijn, in de eerste plaats, de toepassing van het voorzorgsbeginsel en, in de tweede plaats, ervoor zorgen dat de besluitvormingsprocedure rond pesticiden transparant, onafhankelijk en objectief is. Alleen dan zullen we het vertrouwen van de Europese burger kunnen terugwinnen.

Voor wat glyfosaat betreft, zegt onze commissie dat de controverse hieromtrent nog niet is opgelost. Dat hebben we in onze commissie niet kunnen oplossen, maar daarom vragen we het wetenschappelijk adviesmechanisme van de Commissie – dat dit zelfs ook heeft aangeboden – om over te gaan tot een systematische evaluatie van alle beschikbare studies over de kankerverwekkende of mogelijk kankerverwekkende eigenschappen van glyfosaat, zodat kan worden nagegaan of een herziening van de huidige toelating nodig is.

Transparantie en onafhankelijkheid. Transparantie: we willen de aanvrager verplichten om alle studies in het publiek register onder te brengen. We willen de toegang tot dat register garanderen voor alle burgers, zodanig dat zij alle ondersteunende gegevens, alle studies kunnen raadplegen en zodanig dat onafhankelijke wetenschappers ook kunnen nagaan of de juiste procedures zijn gevolgd en de juiste conclusies zijn getrokken. Wij vragen de lidstaten en de Commissie ook om volledige transparantie als het gaat om de werking van het Permanent Comité waar de lidstaten tot besluiten komen. We willen een doorzichtig overzicht van de notulen. We willen volledige openbaarheid van het stemgedrag.

Voor wat onafhankelijkheid betreft, willen wij als commissie dat de aanvrager niet langer zelf de rapporteur-lidstaat mag aanduiden: alleen de Commissie mag dat doen. En alleen de lidstaten die over voldoende technische wetenschappelijke expertise beschikken, de middelen hebben en ook over interne procedures beschikken om belangenconflicten te voorkomen, mogen worden aangeduid als rapporteur-lidstaat. We willen bovendien dat er voldoende middelen worden voorzien voor EFSA en ECHA, zodanig dat zij volledige onafhankelijkheid kunnen waarborgen en garanderen. We vragen ook aan Horizon om programma's te financieren voor onafhankelijk onderzoek naar zowel de impact op de gezondheid van mens en dier als de impact op het milieu.

Ten slotte is er het probleem van mogelijk plagiaat. Het feit dat de rapporteur-lidstaat evaluaties overneemt, copy-paste van de aanvrager, en die zonder bronvermelding in het eindverslag neerpent. Wij willen dat die overname van gegevens zo weinig mogelijk gebeurt. En als het al gebeurt, dat het correct gebeurt en ook zo wordt aangegeven.

In ons verslag is er bijzonder veel aandacht voor de langetermijneffecten, de ecotoxicologische effecten van pesticiden, de invloed op zwakke groepen, het cocktailgebruik, de synergetische gevolgen van het gebruik van pesticiden en van meerdere pesticiden tegelijk, en het cumulatief effect.

Daarnaast willen we dat de cut-off-criteria van artikel 5 altijd onverminderd worden toegepast. We hebben vastgesteld dat dat niet altijd het geval is. We willen ook de hele discussie rond hormoonverstorende stoffen hierin meenemen. We willen bovendien dat glyfosaat niet wordt gebruikt in parken, in openbare tuinen, op sport- en recreatieterreinen, op schoolterreinen, op speelplaatsen en in gebieden in de nabijheid van verzorgingsinstellingen.

Ten slotte: artikel 53 is het artikel dat in uitzonderingen voorziet. Dit artikel wordt nu veel te veel gebruikt als een permanente uitzondering. De uitzondering moet uitzondering zijn, niets meer en niets minder.

Ten slotte ook aan mevrouw Hazekamp van de GUE/NGL-Fractie: wij moeten de drie v's toepassen op het gebied van dierproeven. We moeten die verminderen, we moeten die vermijden en we moeten die vervangen.

 
  
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  Vytenis Povilas Andriukaitis, Member of the Commission. – Mr President, yes, of course, European citizens expect safe and healthy food – and rightly so. However, while ensuring food safety remains an imperative, it is no longer sufficient in itself. Increasingly, citizens have concerns about how their food is produced, about the sustainability of the food system and about environmental protection. We can only meet these expectations if we come together, learn lessons from recent challenges and move forward in the interests of all citizens.

In this context, I would like to thank your House for having set up this excellent Special Committee on the Union’s authorisation procedure for pesticides (PEST) last year, notably following the Commission’s report on the implementation of the Directive on the Sustainable Use of Pesticides, the European Citizens’ Initiative and the debate on glyphosate. The Committee’s work is very important as we all aim to ensure transparency and an evidence—based food safety system, dispelling any doubts European citizens may have as to the neutrality of science, because the main challenge is how we can we guarantee that the science is excellent, perfect and neutral, and not biased.

So I am pleased to have this opportunity to discuss the PEST Committee’s report with you today. This Special Committee was set up in December 2017, following the renewal of glyphosate’s approval for a further five years. Its mandate was to analyse the current EU system of approval for active substances and authorisation of plant protection products. It was also asked to identify areas for possible improvements.

One of the key outcomes of the PEST Committee’s assessment is the need to restore trust in the EU system, in particular trust in the scientific evaluation of a substance and trust in the risk management phase. A high level of transparency is critical to this: firstly, making all studies used as a basis for risk assessment publicly available, and, secondly, the utmost transparency on discussions and positions held in the regulatory committee which decides which active substances to approve.

I think that it is safe to say that we have come a long way since last year. The Commission’s proposal of April 2018 on the transparency and sustainability of EU risk assessment in the food chain aims to rebuild trust in the system. It addresses many of the PEST Committee’s recommendations, notably, firstly, transparency during risk assessment, secondly, the quality and reliability of studies, and, thirdly, improving risk communication.

As I already stressed last December during our debate on the proposal for a revision of the General Food Law, European citizens have expressed in recent years such a clear and repeated demand for more transparency in the way risk assessments are conducted and I have been carefully listening to them and active since the beginning of my mandate on this issue. I have also carefully read the resolution on glyphosate that you voted on a year ago, where you stressed that the European Union’s authorisation procedure, including the scientific evaluation of substances, should be based only on published studies.

I believe that it is through greater transparency that we will increase the confidence of citizens in the risk assessment system. Transparency can help us to avoid potential bias in science. It is crucial to improve trust in the EU evidence-based food safety system and in science in general. I am confident that, when adopted, this proposal will greatly help in this respect. On this proposal, I thank you once again for your plenary vote last month and for the constructive first trilogue, which I am pleased took place this afternoon.

Given the importance of this issue for European citizens, I know you will work actively to make progress in the discussions with the Council to allow an agreement to be found in this legislative term. You can, of course, count on me and my services to work energetically with you to achieve this objective in our role as an honest broker, and I know that DG SANTE and the PEST Committee have had a very good collaboration in the whole period of building this report.

This would allow the new Regulation to apply as soon as possible, including in the pesticides sector. But, even before this proposal, in the area of pesticides, I had taken a number of steps to increase citizens’ trust in the decision-making and risk management process. For the most sensitive files, such as glyphosate, neonicotinoids and endocrine disruptors, the Commission now has dedicated websites. These sites list all the different versions of the draft proposals and detailed minutes of the discussions held with Member States.

Equally, the Commission receives a high number of requests for access to documents on pesticides. Since last April, all documents to which access is given have been made publicly available. In addition, with the proposal revising the Comitology Regulation, the Commission aims to increase voting transparency at the Appeal Committee level, making the votes of Member States’ representatives public.

In its report, the PEST Committee rightly notes that the EU has one of the most stringent systems in the world to regulate pesticides, but that, of course, it needs to be improved. I agree. There is no such thing as a perfect system. It is always possible to improve procedures to approve active substances and authorisations of plant protection products. With this in mind, we are currently carrying out a Regulatory Fitness and Performance Programme (REFIT) to evaluate our pesticide legislation. This includes both the Regulation on Plant Protection Products and the Regulation on Pesticide Residues and will soon be finalised. Its objective is to identify areas where improvements are needed.

I want to take this opportunity to welcome the Parliament’s focus on this issue. In addition to the PEST Committee’s forthcoming report, the Member of the European Parliament, Pavel Poc, has also examined the implementation of the Plant Protection Regulation and the Parliament’s research services have already produced a study on this topic. We also have the Scientific Advice Mechanism’s (SAM) opinion on pesticides and the findings of the audits conducted by the Commission services in the Member States.

Please be assured that all of these outputs will feed into the Commission’s analysis as we move ahead, and the PEST Committee report will provide valuable input for this exercise. While improvements within the current legal framework can be put in place swiftly, given the timing it will be for the next Commission to decide whether to propose changes to the legislation that ultimately would have to be adopted by the Parliament and Council.

To conclude, I would like to stress that we all share the same goal: to maintain food safety, protect citizens’, animals’ and plants’ health, and to safeguard the environment. I want to thank you once again for the PEST Committee’s engagement and the valuable work undertaken by the PEST Committee and your House. In particular, I would to thank the Chair, Mr Andrieu, the Vice-Chairs, the co-rapporteurs, Mr Lins and Mr Staes, as well as the shadow rapporteurs.

I look forward to the final adoption of the report on Wednesday and I assure you once again that all your precise, detailed and specific conclusions will be duly taken on board. We will continue to work tirelessly on increasing transparency, building trust and improving the sustainability of our food safety system. The Commission will assess carefully the final conclusions and recommendations in the context of its REFIT evaluation of the pesticides legislation.

 
  
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  Pilar Ayuso, en nombre del Grupo PPE. – Señor presidente, señor comisario, en primer lugar quiero felicitar a los dos ponentes por el gran trabajo que han hecho y a usted, señor comisario, por su implicación en estos temas tan sensibles.

En la comisión llevamos meses trabajando, escuchando a los expertos y analizando los procedimientos para la autorización de los plaguicidas, tanto el comunitario como los de los Estados miembros. Entiendo y comparto los objetivos de transparencia, de garantizar el nivel de protección de la salud humana, el aumento de la confianza de los consumidores o la reducción de las cargas administrativas. Sin embargo, hay que evitar que se sigan poniendo en duda los resultados de los dictámenes científicos en base a factores ideológicos que condicionan la capacidad de innovación y de competitividad.

Debido a la creciente mediatización de la toma de decisiones respecto al uso de plaguicidas, es necesario reconducir este debate al terreno técnico y científico. Las decisiones sobre los plaguicidas deben tomarse única y exclusivamente por criterios científicos, sin injerencias políticas e ideológicas. Yo no quiero dejar de recordar ―como persona de contacto con el Parlamento y la EFSA― que esta agencia es independiente y científicamente irreprochable, y que su trabajo se ciñe exclusivamente al Reglamento en vigor.

Pero no hay que olvidar que el procedimiento utilizado por la Unión para autorizar los productos fitosanitarios es uno de los más estrictos del mundo. Lo que ocurre es que el riesgo cero no existe, y la utilización de estos productos también entraña sus riesgos, que siempre se pueden minimizar; y estoy hablando de las dosis, de la época de aplicación o del procedimiento de aplicación.

Para finalizar, señor comisario, yo creo que sería muy interesante que la Comisión preparase una comunicación con objeto de hablar y debatir sobre la revisión de la legislación sobre los productos fitosanitarios, a fin de unificar criterios y homologar los procedimientos de análisis de los riesgos. Esto creo que es muy necesario.

 
  
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  Simona Bonafè, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il lavoro della commissione PEST, il Parlamento europeo ha voluto mettere in luce le maggiori problematiche e dare risposte alle maggiori critiche che hanno coinvolto il sistema europeo di approvazione dei prodotti fitosanitari.

La relazione, che è già stata votata a larga maggioranza in commissione, ha voluto infatti rispondere in maniera chiara ai milioni di cittadini che negli scorsi anni hanno sollevato la mancanza di trasparenza del sistema, attraverso l'iniziativa Stop Glifosato.

Per assicurare la fiducia dell'intero sistema e assicurare che la protezione della salute umana e dell'ambiente siano gli obiettivi principali della legislazione dell'Unione europea, i punti imprescindibili per i quali ci siamo battuti sono, prima di tutto, la trasparenza, l'indipendenza e l'assenza di conflitti di interesse nei panel scientifici dell'EFSA. Abbiamo previsto che ogni membro dovrà presentare una dichiarazione di interessi.

Come secondo punto, l'allocazione di risorse finanziarie sufficienti alle autorità competenti per la valutazione del rischio e, infine, un expertise appropriato per il processo di approvazione.

La relazione finale copre numerosi altri aspetti che sono già stati elencati negli interventi precedenti e che dovranno essere presi in considerazione dalla Commissione europea nella sua attività di revisione del regolamento, come la richiesta della creazione di un meccanismo di vigilanza post-commercializzazione, in grado di monitorare gli effetti nella vita reale dell'uso dei prodotti fitosanitari.

Per il gruppo S&D si dovrà prestare particolare attenzione alla valutazione dei rischi per i gruppi più vulnerabili e mi riferisco, in particolare, all'utilizzo di pesticidi nelle vicinanze di scuole, ospedali o parchi pubblici.

È essenziale, inoltre, investire nell'innovazione per sviluppare alternative ai prodotti fitosanitari. In questo contesto sarà necessaria, come già chiesto dal Parlamento, anche una regolamentazione specifica per i pesticidi a basso rischio di origine biologica.

Mi auguro che la plenaria di mercoledì possa votare a larga maggioranza la relazione finale, frutto del lavoro costruttivo, durante l'intero iter della commissione, dei due relatori, Lins e Staes, che ringrazio, e che il nostro contributo venga debitamente preso in considerazione dalla Commissione.

 
  
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  Anthea McIntyre, on behalf of the ECR Group. – Mr President, the EU’s approval process for plant protection products is one of the most stringent systems in the world, yet to read the PEST Committee’s report you really wouldn’t think so. Despite hearing from a range of experts and authorities, the report has been prepared in a very selective manner with many of these experts’ contributions being intentionally disregarded. The content doesn’t reflect the opinions we heard, instead it regurgitates the same beliefs and myths that we heard at the start of the process, even when these have been clearly and unanimously dispelled by experts: a supposed weakness of the rapporteur Member State system, allegations of plagiarism in assessment documentation, apparent failures of the zonal system... these have all been shown to be wide of the mark by invited experts. Yet many of these remain deliberately uncontested in this report in order to provide a platform for campaigning MEPs ahead of the elections in May.

So the report is very disappointing and it reflects poorly on our institution, and that’s why we have presented plenary amendments to ensure that colleagues will be able to vote to support the real content of the committee hearings and not just the selected opinions of certain parliamentarians. We should support a fact-based and science-based approach to policy-making, and I hope that this Parliament will see the value of this approach and support the amendments presented by the ECR.

Our current system isn’t perfect, it can be improved. We can act to improve transparency, which the Commission has already done in its proposal to revise the general food law. We can encourage innovation. We can support the development of new farming techniques which reduce pesticide use, and new active substances which will make older, more persistent, chemistry obsolete.

The invited expert from Greenpeace said at the final hearing that it’s not flaws in the legislation that we need to address, but rather it is improvements to the implementation that are needed.

So this report must strike a balance of opinion which reflects the objectives of the regulation and the breadth of the expert testimony, even where this is inconvenient for some political groups and campaigners.

 
  
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  Frédérique Ries, au nom du groupe ALDE. – Monsieur le Président, notre commission PEST a réalisé neuf mois de travaux, tenu huit réunions, effectué trois missions à l’étranger. Elle était dotée d’un mandat clair: passer à la loupe les dysfonctionnements, ou pas, de notre système d’autorisation des pesticides et surtout tracer des pistes pour l’avenir. Tout ceci intervenait, on l’a dit, dans la foulée du renouvellement controversé du glyphosate à la fin de 2017.

Je voudrais d’emblée remercier nos deux rapporteurs, M. Staes et M. Lins, pour l’excellence de la collaboration avec eux et aussi – je tiens à le dire –, Éric Andrieu, un président expert, un président exigeant et un président empathique.

C’est donc un rapport ambitieux dont nous débattons ce soir. Les recommandations que nous faisons sont fortes et urgentes. Le rapport, largement soutenu en commission PEST, prend en compte, en priorité, la santé des Européens. Nous avons scrupuleusement analysé les lacunes actuelles du système d’autorisation des pesticides et proposons une liste de recommandations immédiatement applicables à la Commission, aux États membres et à l’EFSA.

Notre première exigence est à l’attention de l’Agence européenne de la sécurité alimentaire: les experts qui travaillent avec l’industrie doivent être exclus du procédé d’autorisation des pesticides. Tout aussi importante pour la transparence est la création d’un registre public où seront consignées les données et les études utilisées par l’industrie.

Nous demandons également que l’Europe augmente le budget de l’EFSA pour renforcer son indépendance et son efficacité. Je rappelle un chiffre qu’on oublie souvent: aujourd’hui, le budget de l’EFSA est quatre fois inférieur à celui de l’Agence européenne des médicaments. La sécurité alimentaire mérite mieux que cela.

En ce qui concerne les coformulants, qui, comme nous le savons, ont été au cœur du différend sur le glyphosate entre le centre international de recherche sur le cancer (CIRC) et les agences européennes, ma question, Monsieur le Commissaire, est simple, dans le fond: quand comptez-vous appliquer la loi et publier la première liste négative, c’est-à-dire d’interdiction, de coformulants? On sait pourtant, aujourd’hui, que l’ajout d’adjuvants et de synergistes est au cœur de la toxicité des produits.

L’Europe doit aussi promouvoir une politique zéro pesticides dans les espaces publics, les crèches, les écoles, les hôpitaux, les plaines de jeux et, enfin, élargir l’interdiction à d’autres néonicotinoïdes tueurs d’abeilles que ceux déjà interdits. Je pense ici au thiaclopride.

En conclusion, l’Europe n’a pas le choix – je conclus, Monsieur le Président, je vous rassure –, elle doit suivre les recommandations de la commission PEST. La protection de notre environnement est une priorité citoyenne. Elle doit être au cœur de nos décisions.

 
  
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  Thomas Waitz, im Namen der Verts/ALE-Fraktion. – Herr Präsident! Oft wird mit 10- bis 15-prozentigen Erntezuwächsen oder höheren Tonnagen bei der Ernte für manche gefährliche Pestizide argumentiert. Aber um was für einen Preis verwenden wir die Pestizide hier, wenn wir dann tote Böden haben, wenn wir dann einen Verlust in der Biodiversität haben, wenn wir dann brisante Probleme im Gesundheitssystem haben? Auch all das fordert zu guter Letzt volkswirtschaftliche Kosten ein, und es ist ein hoher Preis, den wir zu bezahlen haben.

Es ist zweifelsfrei so, dass manche Pestizide oder viele Pestizide nicht akzeptable Risiken mit sich bringen, einen Schaden verursachen an der Umwelt, an den Bürgerinnen und Bürgern, aber bitte auch an den Bäuerinnen und Bauern, die diese Pestizide verwenden. Um Pestizide im Zulassungsverfahren mit Transparenz und mit Kontrolle der Konzerne und in Zukunft unter stärkerer Berücksichtigung der gesundheitlichen und Umweltaspekte stärker zu kontrollieren und zu prüfen, ersuche ich Sie, diesem Bericht zuzustimmen.

Frau McIntyre, Sie sagen, in diesem Bericht wird die Meinung einer einzelnen Fraktion wiedergegeben, eine ideologische Meinung. Ich denke mal, Sie meinen uns Grüne. Was meinen Sie: Wie kommt es zu einem Kompromiss mit Europäischer Volkspartei, der Sozialdemokratie, der GUE, den Liberalen? Es sind eigentlich alle hier im Haus dafür, nur Sie nicht, Frau McIntyre, die über hundert Änderungsanträge gestellt haben, die diesen Bericht zerlegen wollen und der Industrie einen Gefallen tun. Ich denke nicht, dass es das ist, was die Bürgerinnen und Bürger von uns erwarten.

 
  
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  Anja Hazekamp, namens de GUE/NGL-Fractie. – Voorzitter, Europa's goedkeuring van Monsanto's glyfosaat is en blijft een groot schandaal. Het is nu ruim een jaar geleden dat Monsanto, het Duitse Bondsinstituut voor Risico-inschatting, de voedselautoriteit EFSA en de Europese Commissie deze goedkeuring er samen doorheen drukten bij de EU-lidstaten.

Dit besluit werd genomen op basis van dubieuze, gemanipuleerde en door de industrie aangeleverde studies. Europa neemt daarbij onacceptabele risico's voor de gezondheid van meer dan 500 miljoen burgers en de gezondheid van dieren. Europa laat het toe dat er meer en meer van dit gif in ons milieu, onze wateren, ons voedsel en onze lichamen wordt gepompt.

Naar aanleiding van dat glyfosaatschandaal richtte het Europees Parlement dan ook deze bijzondere onderzoekscommissie voor de toelatingsprocedure voor pesticiden op. De aanbevelingen van deze bijzondere commissie voor pesticidentoelating zijn veelbelovend. Europa moet transparanter worden en onafhankelijk van de industrie bepalen of landbouwgif veilig voor gebruik is. Er moet minder gif worden gebruikt in zijn totaliteit. Gebruik van landbouwgif op openbare plaatsen moet worden verboden. En dieren mogen niet langer worden misbruikt om de zogenaamde veiligheid van gif aan te tonen. Zoals de rapporteur zojuist al aangaf, de Bijzondere Commissie toelatingsprocedure van de Unie voor pesticiden wil dierproefvrije testmethoden.

Stuk voor stuk goede aanbevelingen die de Partij voor de Dieren van harte onderschrijft. Ik ga er dan ook van uit dat deze aanbevelingen worden omarmd door de Europese Commissie, maar ook door de Europese Raad, en dat zij worden opgenomen in de algemene voedselwetgeving.

Rest alleen nog het opruimen van restanten uit het verleden. Glyfosaat moet direct van de markt, want er is geen enkele basis voor de afgegeven goedkeuring. Dat is ook wat één miljoen burgers van ons hebben gevraagd.

Voorts ben ik van mening dat de Europese landbouwsubsidies moeten worden afgeschaft.

 
  
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  Mireille D’Ornano, au nom du groupe EFDD. – Monsieur le Président, Messieurs les corapporteurs, Monsieur le Commissaire, en mars 2017, la justice fédérale américaine déclassifiait plus de 250 pages de documents internes à Monsanto. Leur contenu prouvait que la firme agrochimique s’inquiétait sérieusement, il y a 20 ans déjà, du risque mutagène du glyphosate, molécule phytosanitaire la plus utilisée au monde. Pourtant, à la veille de ces révélations, l’Agence européenne des produits chimiques avait publié un rapport considérant le glyphosate comme ni cancérogène ni mutagène. Pas de chance: le scandale des «Monsanto papers» venait d’éclater et allait avoir des répercussions mondiales.

Fin 2017, la Commission européenne déclarait admissible l’initiative citoyenne européenne intitulée «Interdire le glyphosate et protéger la population et l’environnement contre les pesticides toxiques». Celle-ci fut signée par plus d’un million de citoyens. Peu après, le Parlement européen créait une commission spéciale sur les pesticides. Coordinatrice pour mon groupe, j’ai assisté à l’ensemble des auditions organisées en présence des acteurs impliqués dans la procédure d’autorisation. J’ai été, je dois dire, particulièrement surprise par l’ambiguïté, voire les mensonges assénés dans certaines réponses pseudo-scientifiques des défenseurs des pesticides et des lobbies agrochimiques – tout ceci fut édifiant.

Quoi qu’il en soit, 1 141 amendements ont été déposés en commission, sans doute à cause d’un projet de rapport n’allant pas assez loin et suscitant des prises de position totalement antagonistes. Aujourd’hui, en plénière, 152 amendements sont désormais déposés, dont une grande majorité sont favorables aux pesticides. Ces amendements proposent, dans leur majorité, de supprimer les passages gênants du texte et consistent carrément à les réécrire.

Pour ma part, j’ai déposé un seul amendement, qui me semble d’une urgence extrême et qui porte sur un sujet d’une gravité difficilement contestable: il s’agit de modifier le règlement pour assurer la protection effective des groupes vulnérables. Le but est de mettre un terme, sans délai ni dérogations, à l’épandage de pesticides sur de longues distances à proximité d’habitations, d’écoles, de crèches, de terrains de jeux, d’hôpitaux, de maternités ou d’établissements de soins. Il est à noter que j’ai recueilli le soutien de la plupart des groupes politiques pour cosigner cet amendement, preuve de son caractère consensuel et équilibré.

Si les amendements pro-pesticides venaient à être adoptés et donc à dénaturer un texte déjà très timide et très décevant quant aux actions à mener, on pourra clairement affirmer qu’il s’agit une fois de plus d’une victoire des lobbies. À l’inverse, les députés peuvent sortir grandis de ce vote en adoptant les amendements qui sont tournés vers la protection des personnes vulnérables et, plus généralement, de la santé publique.

 
  
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  Philippe Loiseau, au nom du groupe ENF. – Monsieur le Président, cette commission PEST a été créée à la suite des «Monsanto papers». Le but n’était donc ni de faire le procès des pesticides ni de les exonérer de tout mal, il était en fait de déterminer les failles et les collusions dans le processus européen, et bien sûr d’y remédier.

Comme souvent, ici, la montagne a accouché d’une souris. Comme souvent, le désir de consensus a remplacé la fermeté politique et l’écoute des peuples. Un éminent membre de cette assemblée, Bruno Gollnisch, a dit à propos de cette recherche de consensus au détriment du fond, je cite: «Ici, c’est la maison des cadeaux. Il faut faire plaisir à tout le monde et surtout à son frère, sauf bien sûr quand son frère fait partie du groupe Europe des nations et des libertés». Le résultat est logiquement un texte fourre-tout, où les seules idées qui ressortent aggravent en fait la situation. Mes propositions, en phase avec le désir des peuples, qui demandent davantage de souveraineté nationale, sont évidemment victimes d’un sectarisme politique, qui est heureusement en train de mourir.

Sur le fond, la bonne volonté des deux corapporteurs a été noyée par l’aveuglement des européistes béats. Un immense écrivain français, Bossuet, disait: «Dieu se rit des hommes qui déplorent les effets dont ils chérissent les causes». Cette maxime semble avoir été écrite pour l’Union européenne, pour ses partisans, et je pense même pour cette commission sur les pesticides.

La plupart de mes collègues s’entendaient sur un point : l’EFSA était le problème, par sa gouvernance obscure, sa gestion financière dispendieuse et sa proximité avec la grande industrie. Malheureusement, ces mêmes pourfendeurs d’une agence toute puissante veulent finalement renforcer ses moyens, son pouvoir et son influence. Autrement dit, quand l’Union européenne crée des problèmes, il faudrait plus d’Union européenne pour les résoudre.

La vague eurosceptique en Italie, en Autriche ou en Pologne, les gilets jaunes en France, le Brexit: tous ces bouleversements sont pourtant très clairs. Les peuples ne veulent pas voir leurs États mourir. Ils ne veulent pas plus d’Europe. Ils refusent des normes sans rapport avec leurs besoins.

Nos amendements partaient donc d’idées simples sur le processus d’autorisation des substances. Il doit revenir aux États dans son ensemble, il doit prendre en compte l’expérience, bien sûr, des agriculteurs dans un nouveau système de pesticido-vigilance, il doit aussi être plus transparent, il doit enfin être plus cohérent avec la politique commerciale de l’Union européenne. C’est-à-dire que si on interdit une substance en Europe, on doit évidemment aussi interdire l’importation de produits contenant cette substance.

Enfin, l’EFSA doit assumer ses actes. La plaisanterie, je pense, a assez duré. Je demande donc la démission des dirigeants de cette agence, comme postulat de base d’une refonte totale du système d’autorisation de produits, refonte que notre groupe a proposée à travers des amendements précis et concis, tout l’inverse, en fait, des textes sortant habituellement de cette institution.

 
  
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  Alojz Peterle (PPE). – Gospod predsedujoči, spoštovani gospod komisar, kolegice in kolegi, soporočevalcema Linsu in Staesu se zahvaljujem za zelo angažirano delo tako tudi komisarju Andriukaitisu.

Z zaključnim poročilom odbora za registracijo pesticidov želimo okrepiti naš odnos do kvalitete hrane in povrniti zaupanje državljanov v evropske inštitucije. Čas je že, da pesticidi prenehajo zastrupljati naša polja in travnike, in čas je tudi, da pesticidi prenehajo zastrupljati naše politične razprave. Najprej zdravje!

Čas pred vsakimi volitvami je posebno dovzeten za hitre rešitve, ki se namesto na dejstva raje sklicujejo na enostavne slogane in posploševanja, in prihajajoče evropske volitve niso pri tem nobena izjema. Zato pozdravljam poročilo odbora PEST, ki poziva k sistematičnemu pregledu vseh študij o vplivu glifosata na zdravje ljudi in okolja, kar bo podlaga za naše nadaljnje ukrepanje.

Mislim pa, da je za povrnitev zaupanja ljudi v evropske inštitucije potrebno storiti še veliko več. Različne agencije so nam dale različne rezultate glede rakotvornosti glifosata in drugih pesticidov. Pomisleki še vedno obstajajo, časa pa nam zmanjkuje dejstvom navkljub.

Uporaba kemičnih pesticidov pri pripravi, pri pridelavi hrane škoduje tako zraku, vodi in zemlji kot tudi biotski raznovrstnosti in zdravju ljudi. Ne gre več le za vprašanje povrnitve javnega zaupanja, vedno bolj gre tudi za spoštovanje dognanj znanosti in vztrajanje, da tudi kot politiki ne pristajamo več na kompromise na račun zdravja.

Kot predsedujoči skupini poslancev za boj proti raku lahko rečem, da smo kot družba v boju s to vse bolj pogosto boleznijo razumljivo zaposleni z iskanjem zdravil in metod zdravljenja, premalo pa se ukvarjamo z odpravljanjem vzrokov zanjo. Rak ni le zasebna zadeva zdravnikov in bolnikov, rak je politični in družbeni problem. Če hočemo doseči pozitivne spremembe na področju zdravja, je potrebna sprememba naše evropske razvojne paradigme, vključno s kmetijsko politiko.

Alternative za kemične pesticide že obstajajo, manjka pa nam volja za spremembo zakonodajnega okvira. Poročilo odbora PEST je korak v pravo smer, ki ga pozdravljam.

 
  
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  Pavel Poc (S&D). – Děkuji, pane předsedající, a také děkuji zpravodajům a všem, kdo se podíleli na naší téměř roční práci. Moje zpráva o implementaci evropského nařízení o přípravcích na ochranu rostlin, o které se laskavě zmínil pan komisař a kterou tento parlament vloni většinově přijal, celkem jasně ukázala, že jsou v tom našem systému autorizací trhliny, jejichž důsledkem je nakonec nedostatečná ochrana veřejného zdraví i životního prostředí. Dnes máme tedy díky práci zvláštního výboru na stole opravdu vynikající komplexní doporučení, jak tento evropský autorizační systém povolování pesticidů podstatně vylepšit a obnovit důvěru občanů v naše rozhodování.

Jsem proto celkem v šoku z toho, že kolegové ze skupiny ECR se pokoušejí pomocí plenárních pozměňovacích návrhů tuhle společnou práci zcela znehodnotit. Jejich návrhy mažou celé pasáže, které mají za cíl zajistit lepší ochranu zvlášť zranitelných skupin, jako jsou děti, těhotné ženy, snaží se mezi jinými blokovat návrhy na posuzování vývojové neurotoxicity, dlouhodobého účinku pesticidů, vystavení podlimitnímu množství několika pesticidů najednou nebo kombinací těchto látek. Cílem je přece bezpečnost potravin a ochrana zdraví a životního prostředí a absolutně nerozumím tomu, proč konzervativci tyhle informace chtějí odepřít jak těm, kdo rozhodují, tak samotným občanům. To je absurdní.

Chtěl bych zde, pane předsedající, připomenout, že každá evropská legislativa má být ze Smluv založena na zásadě předběžné opatrnosti, kterou musíme bezpodmínečně uplatňovat vždy, když existuje vědecká nejistota ohledně rizik pro zdraví lidí, zvířat a vlivu na životní prostředí. Podstata navrhovaných opatření má přece pomoci tuhle vědeckou nejistotu eliminovat, ale také samozřejmě zlepšit přístup farmářů k bezpečnějším alternativám chemických pesticidů a zvýšit transparentnost celého schvalovacího systému, což je v zájmu úplně všech. Věřím, že hlasování o téhle zprávě je jedno z těch, které bude evropská veřejnost sledovat a za nějakých 130 dní si na to vzpomene.

 
  
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  Arne Gericke (ECR). – Herr Präsident! Es ist ungefähr ein Jahr her, dass der Einsatz von Glyphosat weiterhin erlaubt wurde. Damit hat man nicht nur unsere Nahrungskette, sondern auch die Existenzen von Bauern in ganz Europa und nicht zuletzt unsere Gesundheit in Gefahr gebracht.

Ich kann dem Bericht des PEST-Ausschusses nur bedingt zustimmen, weil er die bereits getane Arbeit der Kommission zunichtemacht und mehr Input von Lobbygruppen als von wissenschaftlicher Seite kommt. Der Vorschlag, mehr Verantwortung in die Hand der EFSA zu legen, klingt nach einer guten Idee – Aber nur, wenn der Agentur dafür ausreichend Mittel zur Verfügung stehen.

Doch lassen wir auch Verantwortung bei den Ländern, bei den Bauern vor Ort. Der lokale Landwirt weiß am besten, wie er nachhaltige Lebensmittel produziert. Fragen wir die Wissenschaft und weniger Großkonzerne, wie wir eine ökologische und gesunde Zukunft gestalten wollen.

Ich will, dass wir in Europa in Zukunft eine gesunde Landwirtschaft haben und keine Agrarindustrie.

 
  
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  Jan Huitema (ALDE). – Voorzitter, dit is het zoveelste debat dat we hebben over gewasbeschermingsmiddelen en ik weet dat er voor de verkiezingen nog een paar zullen komen. Waar ik me altijd zorgen om maak, is dat dit elke keer weer de wetenschap in twijfel trekt. Ik denk dat het belangrijk is om nogmaals te zeggen dat we in de Europese Unie de strengste en veiligste toelatingsprocedure van de hele wereld hebben. Stoffen als alcohol, cafeïne en zelfs vitamine D mogen niet worden toegelaten in gewasbeschermingsmiddelen.

Ik snap de emotie. Natuurlijk, voedselveiligheid en volksgezondheid moeten altijd geborgen zijn. Maar waar ik bang voor ben – naast dat we de wetenschap steeds in twijfel trekken – is dat ook de waardering voor de boer steeds meer onder druk komt te staan. Welk landbouwsysteem je ook gebruikt, bij de productie van voedsel grijp je in in de natuur en heb je een milieu-impact.

Wat we vergeten, is dat boeren de afgelopen decennia hun milieu-impact al hebben geminimaliseerd en graag willen investeren om de milieu-impact nog verder te doen dalen. En als je voedsel produceert, heb je landbouwgrond nodig. Dat ontgin je uit de natuur. Om je gewassen te beschermen, heb je bepaalde middelen nog. Doe je dat niet, dan verlies je je oogst, heb je voedselverspilling en heb je meer grond nodig voor je landbouwproductie.

Wat ik hier wil doen, en waar ik me voor in wil zetten, is de boeren adequate instrumenten geven om die gewassen goed te beschermen. Dat kan door technologische oplossingen zoals precisielandbouw, maar ook door ecologische oplossingen. Gebruikmaken van de kracht van de natuur door veredeling, meer aandacht voor de bodem en laagrisicomiddelen.

 
  
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  Michèle Rivasi (Verts/ALE). – Monsieur le Commissaire, Messieurs les rapporteurs, ce scandale du glyphosate a montré la manipulation de la science dont nous sommes tous victimes. Il a montré comment les grandes entreprises ont kidnappé la science et l’ont détournée à leur profit – on l’a vu dans le cas des «Monsanto papers». Les preuves étaient tellement accablantes et flagrantes que nous avons réussi, à trois députés d’abord, puis avec l’engagement des groupes des Verts et des socialistes, à obtenir une commission spéciale sur la procédure d’autorisation des pesticides dans l’Union européenne. Grâce à cette commission, nous avons pu découvrir en détail les failles du système d’autorisation européen. Un système d’une prodigieuse complexité, qui s’arrange toujours pour permettre l’autorisation des pesticides sur le marché.

Il est quand même incroyable de savoir que c’est l’industriel qui choisit l’État membre rapporteur chargé d’étudier sa demande, qui élimine les études dont les résultats lui déplaisent pour ne garder que les siennes, qui décide de ne pas communiquer en jouant sur le secret des affaires – rappelez-vous, Monsieur le Commissaire, on n’avait pas l’autorisation de voir les études que les industriels avaient. Et ces mêmes industriels sont les auteurs des évaluations faites, sous la forme de copier-coller anonymes, à partir des études qu’ils ont eux-mêmes fait réaliser.

Il est incroyable aussi que des substances puissent être autorisées en l’absence des études réglementaires attendues et bénéficient de dérogations ou d’autorisations temporaires sans cesse reconduites. Il est incroyable encore que les produits pesticides dans les pays tiers ne soient pas autant évalués ou testés que les substances autorisées au niveau européen.

Il est très important que tous les collègues votent ce rapport. Les élections européennes auront lieu au mois de mai, c’est pourquoi il est très important que nous défendions tous ensemble la santé des citoyens européens. Nous devons montrer que c’est aux politiques de décider la législation et que ce n’est pas aux multinationales de décider quels sont les produits qui vont être évalués. Il en va de l’avenir de l’Europe.

 
  
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  Kateřina Konečná (GUE/NGL). – Pane předsedající, byla jsem na začátku, když se psal mandát pro tento výbor. Proto si dobře pamatuji, jaké argumenty při jednáních padaly z úst především pravicových frakcí. Pamatuji si, jak jsem se několikrát rozčílila, že pokud by měl mandát vypadat dle jejich představ, tak vůbec nemá smysl výbor zřizovat. Některým nejhorším opatřením jak dosáhnout toho, aby se nic neprošetřilo, se podařilo zabránit, zbytku bohužel ne. Žel výsledek práce podle toho také vypadá.

Na jedné straně máme řadu pozitivních věcí, jako řešení otázky plagiátorství, transparentnosti studií, střetu zájmů či návrhů jak zlepšit hodnocení přípravků. Nicméně potom zde máme otázky o glyfosátu nebo udržitelném používání pesticidů, které prostě byly upozaděny. Celkově se vyjednávání ve výboru nevedlo v moc dobrém duchu, kdy neustálé odmítání odborníků navržených opozicí bylo jen jednou z marginálií.

Ráda bych na vás apelovala, ať už tak slabou zprávu ještě dále neoslabujeme v rámci hlasování na plénu. Pokud se tak stane, výsledek roční práce nebude víc než začátek kampaně pro některé z nás.

 
  
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  Piernicola Pedicini (EFDD). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente questa battaglia globale, che io credo globale, contro i pesticidi e contro i fitofarmaci, contro un'agricoltura basata sulla chimica sta dando i primi risultati, anche a livello di istituzioni europee, questo è importante, dopo gli importanti risultati che ha già ottenuto sui cittadini, dai cittadini, in termini di accresciuta consapevolezza rispetto ai rischi che queste sostanze portano alla salute.

La relazione che abbiamo votato in commissione PEST è buona, però noi crediamo che debba essere migliorata e che non corrisponda ancora a quella necessità e a quella richiesta di trasparenza e di salute che viene proprio dai cittadini.

Per questo abbiamo presentato emendamenti per uno stop immediato all'uso preventivo dei pesticidi, per esempio. Questo tipo di pratiche non possono essere considerate qualcosa che va nella direzione dell'eliminazione della chimica e se vogliamo un'agricoltura libera dalla chimica questo va nella direzione completamente opposta.

Emendamenti per eliminare quelle sostanze che hanno un'accertata azione di interferenza endocrina. Incredibilmente, nell'Unione europea, queste sostanze sono state prima approvate dall'Unione stessa e poi autorizzate dagli Stati.

Emendamenti per eliminare quelle sostanze che sono state certamente classificate come neurotossiche e per cui, purtroppo, l'Unione europea ha rinnovato l'autorizzazione, come nel caso del famigerato chlorpyrifos, che viene utilizzato, come sapete, sulle nostre banane. Prossimo passo, come è stato già detto prima, è quello di vietare l'importazione. Non ha senso fare tutte queste battaglie qui in Europa, sulla nostra legislazione, quando poi permettiamo indisturbatamente di importare sostanze trattate con il glifosato, per esempio, dall'estero.

L'unica possibilità per l'industria dei fitofarmaci, dal nostro punto di vista, deve rimanere quella di continuare a utilizzare i propri prodotti in modo indisturbato solo se sono all'oscuro della conoscenza delle persone e per questo è il nostro primo obiettivo, qui, è un obiettivo di trasparenza, per rendere i cittadini informati e consapevoli, e per questo ringrazio tutti quei deputati che, con coraggio e con ostinazione, hanno condotto questa battaglia fino a questo punto, nell'interesse dei cittadini europei.

 
  
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  Franc Bogovič (PPE). – Gospod predsednik, in takoj na začetku iskrene čestitke spoštovanima poročevalcema, gospodu Linsu in gospodu Staesu, ki sta pripravila uravnoteženo poročilo, odgovarjati sta morala pa na zahtevno problematiko, tematiko rabe pesticidov, spodbujeno tudi z dovoljenjem okoli glifosata.

Govorimo o zdravju, da je tema pomembna, so podkrepili ljudje s podpisom peticije, sami pa vemo, da tudi sami, ko skrbimo za svoje zdravje, posežemo po zdravilih. Manj kot jih je potrebno uporabiti, rajši vidimo, in podobno je tudi v kmetijstvu, kjer je potrebno za varstvo rastlin poseči tudi po pesticidih. Gre pri vseh tehnologijah tako pri konvencionalnem, integriranem kmetijstvu kakor tudi pri ekološkem kmetijstvu, kjer je ta uporaba sicer majhna, manjša, vendar obstaja.

Pomembno je to, kar je bilo zapisano, da govorimo o evoluciji, da ne govorimo o revoluciji. Kmetijski sektor se spreminja, sam tudi kmetujem in točno vem, kaj vse morajo početi kmetje, kako se je to spremenilo v zadnjih tridesetih letih in kako gre v smer bolj zelene rabe pesticidov, manjše rabe pesticidov, večje preglednosti.

Ta pravila, kjer je potrebno spoštovati znanost, preglednost procedur in pa podpreti inovacije, so prave usmeritve. Pri slednjem mislim, da je zelo pomembno, da se zagotovi na eni strani dovolj kapacitet Efse, da lahko vodi in uspešno kontrolira te postopke, po drugi strani pa tudi za inovacije za nove tehnologije, vključno z robotiko, s preciznim kmetijstvom in s prehodom na bolj zeleno evropsko kmetijstvo, v katerega smer se tudi usmerja nova kmetijska politika. Poročilo bom vsekakor podprl.

 
  
  

VORSITZ: EVELYNE GEBHARDT
Vizepräsidentin

 
  
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  Eric Andrieu (S&D). – Madame la Présidente, protéger la santé de 500 millions d’Européens, préserver la richesse de notre biodiversité, voilà notre responsabilité. C’est pour cette raison que le rapport que nous avons corédigé demande plus de transparence dans le travail de nos experts, plus d’indépendance de nos agences et une stricte application du principe de précaution. Voilà les trois axes qui structurent la qualité de ce rapport.

Je voudrais ici, en ma qualité de président de cette commission, féliciter et remercier, d’abord, les deux corapporteurs, Norbert Lins et Bart Staes, qui ont fait un excellent travail de mon point de vue, mais, au-delà, remercier et féliciter aussi l’ensemble des membres qui ont travaillé pendant les neuf mois de cette commission. Madame la Présidente, vous l’avez vu, tous n’ont pas travaillé avec la même force, et certains sont encore restés sur leurs certitudes du début. Mme McIntyre fait partie de cette catégorie. Je pense que cette commission aurait pu durer un mandat entier, rien n’aurait changé à ses certitudes de départ et c’est bien dommage. Cela ne grandit pas la démocratie.

Les recommandations reflètent neuf mois de travail, mais aussi les exigences croissantes et légitimes de nos concitoyens en matière de transparence et de santé humaine. Aujourd’hui, certains industriels débauchent d’anciens députés pour s’acheter une nouvelle virginité. Il faut leur dire avec force qu’ils ne sont pas au-dessus des lois, et nous exigeons que les industriels comme Bayer et Monsanto rendent publiques toutes leurs études scientifiques lors d’une demande d’autorisation de mise sur le marché.

De ce point de vue, Monsieur le Commissaire, les propositions que vous nous avez faites afin d’améliorer la procédure d’autorisation des pesticides par l’EFSA, votées par notre Parlement le 11 décembre dernier, vont dans le bon sens, et je veux, en cela, remercier Pavel Poc pour son excellent travail.

Nous devons aller plus loin. Nous demandons à la Commission de proposer le plus rapidement possible une communication, suivie d’une refonte de la législation européenne sur l’autorisation des produits pharmaceutiques. Il en va de la santé des Européens, il en va de l’avenir, de la clarté et de la pertinence des travaux que nous menons ici au Parlement européen et que vous conduisez au sein de la Commission européenne.

 
  
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  Mark Demesmaeker (ECR). – Voorzitter, toen het debat over glyfosaat drie jaar geleden losbarstte, heb ik keer op keer gehamerd op het belang van meer transparantie en onafhankelijk onderzoek.

Dit is ook de hoofdconclusie van de Bijzondere Commissie toelatingsprocedure van de Unie voor pesticiden, en mijn delegatie steunt die conclusies volledig. De goedkeuring van gewasbeschermingsmiddelen moet gebeuren op basis van en met respect voor onafhankelijke en objectieve wetenschap en volgens een transparante, objectieve en goed presterende procedure. We hebben inderdaad een van de meest strikte systemen ter wereld, maar verbeteringen zijn mogelijk én nodig om het vertrouwen van de burger in wetenschappelijk onderbouwd beleid te garanderen en de bescherming van de volksgezondheid en het milieu te verzekeren.

Twee kritische bedenkingen om af te sluiten. De hamvraag of glyfosaat al dan niet kankerverwekkend is, kan uitsluitend worden beantwoord door bijkomend onderzoek, niet door een politieke commissie. Ten slotte hoop ik dat dit verslag een breder debat kan aanzwengelen over een duurzamere landbouw.

(De spreker gaat in op een "blauwe kaart"-vraag (artikel 162, lid 8, van het Reglement))

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), question «carton bleu». – Monsieur Demesmaeker, je viens de vous entendre dire que vous souteniez pleinement les recommandations de la commission. Or, vous faites partie, au Parlement européen, du même groupe que Mme McIntyre. Pouvez-vous expliquer pourquoi vous êtes pour les conclusions de cette commission et partagez ses conclusions, sachant que Mme McIntyre est contre? Pouvez-vous apporter une clarification?

 
  
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  Mark Demesmaeker (ECR), "blauwe kaart"-antwoord. – Het antwoord is heel eenvoudig: ik spreek en stem hier namens mijn delegatie, dat is een vierkoppige N-VA-delegatie. En ik voer daarbij het programma van mijn partij.

 
  
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  Martin Häusling (Verts/ALE). – Frau Präsidentin, meine lieben Kolleginnen und Kollegen! Wir müssen wieder Vertrauen herstellen bei den Bürgern, denn wir haben bei dem Zulassungsprozess von Glyphosat viel Vertrauen in die Prozesse der Europäischen Union verloren. In der Tat hat man draußen den Eindruck, die Interessen der Chemie spielten eine größere Rolle als die Interessen von Umwelt und Gesundheit. Das müssen wir dringend korrigieren.

Es liegt viel im Argen bei den Zulassungsprozessen. Allein, dass wir uns auf Studien der Chemie darüber verlassen müssen, ob bestimmte Pestizide gesundheitsschädlich sind oder nicht – das kann nicht so bleiben. Wir brauchen mehr unabhängige Forschung, das ist ganz klar. Wir brauchen volle Transparenz. Und wir können das schon beim neuen Lebensmittelrecht wirklich anwenden. Da ist die spannende Frage an die konservative Seite, ob sie dem, was die Kommission vorgelegt hat, dann auch zustimmt, oder ob an dem Punkt schon wieder einige einknicken. Deshalb: Das ist der Kernpunkt: volle Transparenz. Aber wir müssen auch die Alternativen zu dieser Art von Chemie-Landwirtschaft tatsächlich fördern. Es kann so nicht weitergehen, dass die Anwendung von Chemie selbstverständlich ist. Das darf nur noch die absolute Ausnahme sein.

 
  
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  Younous Omarjee (GUE/NGL). – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, ce rapport a ceci d’important que plus personne ne pourra dire: «je ne savais pas». Tout le monde sait à présent que vous portez la responsabilité de l’un des plus graves scandales sanitaires en Europe, celui du glyphosate, car, en pleine connaissance de cause, il a été décidé de continuer à empoisonner les gens. Oui, la Commission a failli à protéger la santé des citoyens et elle a préféré protéger les lobbies des multinationales comme Monsanto.

Je le dis avec gravité: les procédures actuelles de mise sur le marché des pesticides, ce n’est pas l’Europe qui protège, c’est l’Europe qui pollue, et c’est l’Europe qui tue le vivant.

Je vous appelle donc, de nouveau, à annuler maintenant l’autorisation de mise sur le marché des pesticides contestés, à commencer par le glyphosate et les pesticides tueurs d’abeilles.

 
  
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  Esther Herranz García (PPE). – Señora presidenta, señor comisario, queridos colegas, estamos debatiendo sobre medidas para asegurar la salud de los ciudadanos, y esa salud se asegura controlando el medio ambiente y la alimentación.

Es importante que nos aseguremos de que los productos fitosanitarios se emplean correctamente y de que su efecto es el que buscamos, el deseado para la salud y para el entorno. Así, además, hay que contribuir a que se puedan seguir produciendo frutas y verduras en la Unión Europea. Hasta aquí creo que todos podemos estar de acuerdo, pero prohibir por prohibir no es ni sensato ni tampoco lógico.

Hay que tomar decisiones basándonos en criterios científicos. Nuestras instituciones, con la EFSA a la cabeza, están en condiciones de ofrecer información, de ofrecer transparencia, seguridad y certidumbre a los ciudadanos europeos.

Dejemos por tanto trabajar a los científicos y, desde la política, asegurémonos de que existan los medios para que puedan seguir trabajando sin politizar la ciencia, porque mal favor haremos a los ciudadanos si en vez de certidumbres científicas, les ofrecemos mensajes ideológicos y opiniones tergiversadas, como en el caso del glifosato.

Eso es lo que quiero decirles hoy, además de agradecerles su trabajo, sobre todo a mi colega el señor Lins, que me consta que ha hecho un trabajo muy exhaustivo y un gran esfuerzo con este documento.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D). – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, au vu des différentes auditions qui ont eu lieu lors des réunions de la commission PEST, c’est un fait, la procédure européenne en matière d’autorisation des pesticides doit être améliorée.

Je me suis battu depuis longtemps et de longs mois afin que toute la lumière soit faite sur les manquements en la matière, et je me félicite que le texte de départ des deux corapporteurs, qui ont d’ailleurs très bien travaillé et que je félicite, ait encore été amélioré sur différents points. J’en cite six rapidement. Un, une meilleure application du principe de précaution. Deux, un renforcement de l’indépendance tout au long du processus d’autorisation. Trois, la nécessité pour la Commission et les États membres d’allouer des ressources suffisantes pour renforcer l’indépendance. Quatre, le besoin de trouver des produits alternatifs en favorisant l’innovation. Cinq, la mise en place d’un mécanisme de surveillance post-commercialisation et, six, l’ajout de critères d’indépendance et de transparence et l’absence de conflit d’intérêts dans la définition de l’État membre rapporteur.

Par conséquent, je me réjouis des conclusions apportées par cette commission spéciale et espère qu’elles seront traduites intégralement dans le vote.

 
  
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  James Nicholson (ECR). – Madam President, can I say at the beginning, maybe for Mr Tarabella, that I’ll be supporting Ms McIntyre’s view on this particular issue and maybe that will allay his fears.

My view is very simple. For producers, herbicides like glyphosate are not a luxury, they are a necessity. Not only is responsible use of herbicides vital in the production of food, it is also beneficial in reducing greenhouse gas emissions and promoting sustainable farming. The EU rightly champions high standards in food production and the importance of protecting public health, and I agree with all of that, food safety and the environment. The best way to do this is by formulating a policy based on scientific evidence.

I agree with you, Commissioner: how do you guarantee some of this? But somewhere along the line you have to trust somebody, and if you’ve got to trust somebody, you’ve got to trust those who are actually in charge of science. Now I am nor saying this is totally secure 100%, because there is no such thing as 100% security, but trust somebody. You’ve got to do it, and there has to be a scientific point of view.

 
  
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  Sofia Ribeiro (PPE). – Senhora Presidente, saúdo o trabalho dos relatores que, sobre um tema tão sensível, com bom senso, valorizaram as evidências científicas em detrimento de uma campanha negativa e baseada em falsos dados, que muitos tentam fazer passar para daí tirarem proveitos eleitorais.

No PPE não embarcamos nestas derivas populistas, estando sempre ao lado dos nossos constituintes na defesa dos seus direitos, da melhor informação disponível e na procura das melhores soluções.

É assim também em relação à agricultura, que muitos querem fazer passar como o sector responsável por uma utilização menos correta destes produtos. Isto é totalmente falso. Não só os pesticidas são utilizados por um largo espectro da sociedade e pelas mais variadas profissões, como são os agricultores os principais interessados numa utilização responsável dos mesmos. Recordo que, de acordo com o estudo mais recente sobre a presença de resíduos de pesticidas no sector agroalimentar, este demonstrou que 97,2% das amostras na Europa estavam dentro dos limites legais da legislação da União Europeia, o que testemunha um sistema de produção alimentar extremamente rigoroso e o mais seguro a nível mundial. Por isso os cidadãos europeus podem confiar nas suas instituições, bem como nas entidades fiscalizadoras. Foi isto também que consegui plasmar no documento pelo qual fui responsável na Comissão da Agricultura.

É óbvio que há sempre espaço para melhorar e é por isso que saúdo o aumento do financiamento, quer para a Agência Europeia para a Segurança dos Alimentos, quer para as autoridades dos Estados—Membros, de modo a que estas entidades possam desenvolver ainda melhor o seu trabalho. É para isso que aqui estamos, que trabalhamos para desenvolver a confiança dos europeus na nossa Europa.

 
  
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  Clara Eugenia Aguilera García (S&D). – Señora presidenta, quiero felicitar a todos los participantes en la Comisión Especial sobre el Procedimiento de Autorización de la Unión para los Plaguicidas y muy especialmente a los ponentes, porque creo que, finalmente, la Resolución que se aprobó en la comisión, y que hoy debatimos, es una buena propuesta.

Quiero dejar claro mi apoyo a cualquier iniciativa que suponga el refuerzo de la transparencia, más información a los consumidores, un aumento de su confianza y la reducción de las cargas administrativas, así como asegurar la calidad en los dictámenes científicos. Por supuesto, apoyar estas iniciativas, en el marco del procedimiento de autorización de los plaguicidas de la Unión Europea, ha sido todo el trabajo que se ha realizado.

No obstante, ante la creciente mediatización de la toma de decisiones respecto al uso de estos productos, en ocasiones absolutamente al margen de los conocimientos científicos, considero, Señorías, que habría que tratar de reconducir el debate al terreno técnico y científico de las instituciones.

Aun así, yo creo que es un buen acuerdo que merece la aprobación de todos cuando se produzca la votación.

 
  
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  Zbigniew Kuźmiuk (ECR). – Pani Przewodnicząca! Panie Komisarzu! Zabierając głos w tej debacie dotyczącej sprawozdania z inicjatywy własnej w sprawie unijnej procedury wydawania zezwoleń na dopuszczenie pestycydów do obrotu, trzeba zwrócić uwagę na to, że zgoda Komisji Europejskiej na stosowanie w Unii glifosatu, wyrażona w grudniu 2017 roku na kolejne pięć lat, czyli do 2022 roku, spowodowała ogromne niezadowolenie społeczne i w konsekwencji zaowocowała powołaniem przez Parlament specjalnej komisji PEST.

Negatywne nastroje społeczne w tej sprawie wynikają przede wszystkim z wyroku sądu w Stanach Zjednoczonych z sierpnia 2018 roku, który uznał że glifosat firmy Monsanto spowodował chłoniaka u amerykańskiego ogrodnika, i zasądził na jego rzecz kwotę blisko 300 milionów dolarów.

Specjalna komisja PEST powołana przez Parlament w swoim sprawozdaniu zaproponowała między innymi większą przejrzystość w badaniach nad pestycydami i unikanie konfliktu interesów w badaniach nad nimi, a także wprowadzenie zakazu używania środków ochrony roślin w miejscach publicznych. Niestety to sprawozdanie nie stanowi przełomu w sprawie stosowania pestycydów w rolnictwie.

 
  
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  Angélique Delahaye (PPE). – Madame la Présidente, Monsieur le Commissaire, chers collègues, glyphosate or not glyphosate? Là était la question. Mais ce qu’attendent nos citoyens est simple: la garantie de leur sécurité alimentaire et la transparence dans les prises de décision. La réponse est tout aussi simple: la science. Nous avons entendu des experts, nous avons rencontré de nombreux professionnels sur le terrain et, plus que jamais, je suis convaincue que la science doit être la base incontestable de nos décisions. C’est ce que je défends depuis plus de trois ans dans cet hémicycle, et je me félicite que le rapport arrive aux mêmes conclusions.

Nous devons travailler à une plus grande compréhension des procédures par les citoyens. Il faut restaurer la confiance vis-à-vis des agences nationales et européennes, mais aussi de nos institutions. Nous avons en Europe l’un des systèmes les plus exigeants et les plus protecteurs au monde, ne l’oublions pas. À mon sens, un haut niveau d’exigence en matière de sécurité est une condition nécessaire, mais pas suffisante. L’agricultrice que je suis, militant depuis plus dix ans pour l’alternative aux produits phytosanitaires et l’utilisation des produits phytosanitaires, peut en témoigner. Être exigeant, oui, mais tout en garantissant notre souveraineté alimentaire.

Nous devons nous donner les moyens de nos ambitions. Il faut soutenir la recherche et l’innovation. Ne soyons pas naïfs, si nous ne permettons pas aux entreprises de faire de la recherche, l’innovation viendra de leurs concurrents. Il faut soutenir aussi les professionnels et les filières agricoles pour aller vers des pratiques toujours plus respectueuses de l’environnement. N’opposons pas les agricultures et l’environnement: toutes les agricultures ont leur place et répondent à des attentes différentes. Il faut surtout soutenir les agriculteurs face à la concurrence mondiale: n’importons pas l’agriculture que nous ne voulons pas, faute de quoi, nous nous tirerons une balle dans le pied, aussi bien en termes de santé que d’environnement et d’économie.

Je pense que le rapport que nous avons sur la table répond à ces objectifs et je tiens à saluer le travail de nos rapporteurs. Même si tout n’est pas parfait, puisque certaines de nos propositions n’ont pas été entièrement reprises, l’essentiel est là. J’espère d’ailleurs que nous aurons une réponse rapide de la Commission, comme l’a souligné ma collègue Pilar Ayuso, à l’issue de ce vote que j’espère massif.

 
  
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  Christel Schaldemose (S&D). – Fru formand! Glyphosat-diskussionen har det senere år fyldt rigtigt meget, og med rette. Vi har diskuteret, om stoffet har været farligt, om vi har brugt det på den rigtige måde. Derfor var det rigtigt godt, at vi her i Europa-Parlamentet valgte at nedsætte et udvalg, som skulle se nærmere på, om vi havde gjort det rigtige, om vi kunne finde en anden og bedre måde at autorisere nye pesticider på. Efter det meste af et års arbejde er udvalget kommet med en lang række rigtig gode og meget nødvendige konklusioner. Jeg kan ikke fremhæve dem allesammen her - det har jeg ikke tid til - men vil gerne vægte tre styks:

Det ene er, at vi har valgt at lægge vægt på, at der er brug for langt mere gennemsigtighed i godkendelsesproceduren. Vi skal simpelthen vide, hvor en rapport stammer fra, hvad det er for nogle forskere, der har stået for den, og hvordan er de blevet betalt. Dernæst skal vi have større uafhængighed i EU’s organer: ECHA skal simpelthen have flere penge, så de kan lave flere undersøgelser, som er uafhængige. Endelig skal vi basere det hele på forsigtighedsprincippet. Jeg støtter konklusionerne og håber, vi får vedtaget dem, så vi kan gøre dem til lov i EU i fremtiden.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). – A Uachtaráin, tá áthas orm labhairt ar an ábhar tábhachtach seo, agus is maith an rud é go bhfuil díospóireacht ar siúl faoi sa Pharlaimint um thráthnóna.

Firstly, allow me to state that I welcome the work of this committee and the opportunity for Parliament to scrutinise this issue. As the Commissioner pointed out earlier, it is an issue that has received much attention and about which we have all received many questions and concerns from constituents.

I come from Ireland south, a rather rural and agricultural constituency. Every day I speak to farmers about their work and pesticides, especially glyphosate, has been at the forefront of their concerns. Farmers are understanding of the problem but are frustrated at the same time because of lack of alternatives.

Let me be clear: it is crucial to safeguard the value and authority of the scientific institutions. We cannot allow science to be guided by politics. Our citizens depend on stable, legal and safe rules and frameworks. We must ensure that there is trust in the system, as Mr Nicholson pointed out, otherwise we might as well have no approval process in place, as there would be no trust in it.

The EU approval system is one of the safest in the world. However, there are ways to improve it. We must ensure that we safeguard the highest standards for the health of our EU citizens, the environment, but also ensure the survival of EU farms. This is the balance that can and must be found.

It is vital that we consider the reliance our farmers have on certain products. In Ireland, for example, the practice of desiccation, i.e. the application of a herbicide to a crop shortly before harvest, is vital to some of our famers, particularly our potato farmers. We in Ireland have a temperate oceanic climate. We do not have the weather conditions for drying crops in the sun, and therefore desiccation is necessary. Alternatives need to be found to put new and better equipped products on the markets, and any restrictions on this in the years ahead, in the absence of viable alternatives, would be detrimental to the tillage sector.

Tá jab maith déanta ag an Rapóirtéir agus a chomhghleacaithe.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, il rispetto del principio di precauzione europeo è fondamentale per assicurare la sicurezza alimentare.

Negli ultimi anni però la credibilità del nostro sistema di autorizzazione per i prodotti fitosanitari è stata fortemente minata dall’opacità della procedura di rinnovo dell'autorizzazione del glifosato, fatto tanto più grave in quanto i dubbi sulla pericolosità del glifosato sono cresciuti e sono confermati anche da sentenze di tribunali che riconoscono il nesso eziologico tra l'uso professionale del glifosato e l'insorgenza di cancro.

Preoccupazioni in termini di trasparenza e conflitti di interessi evidenziano la necessità di un miglioramento del regolamento di autorizzazione della sua applicazione.

La relazione della commissione speciale PEST evidenzia la necessità di rimettere al centro dell'attenzione la salute dei cittadini, l'ambiente e la sicurezza alimentare, assicurando all'EFSA adeguate risorse finanziarie, indipendenza dalle lobby, assenza di conflitti di interesse e adeguate competenze nei processi di approvazione.

Dobbiamo però rimediare agli errori del passato, indirizzando l'agricoltura verso pratiche sostenibili.

 
  
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  Julie Girling (PPE). – Madam President, neither I nor my political group were in favour of setting up the special committee in the first place. I didn’t think there was any need for such an instrument to address the Citizens’ Initiative on glyphosate, a subject which is aired with monotonous regularity in this Chamber, and we’ve talked about it probably more than any other subject when it comes to chemicals for agriculture.

Undoubtedly it’s very important, I absolutely agree, and I’ve certainly never sought to diminish the importance of making sure that we have a good system, but it is fairly universally acknowledged that the EU system is pretty much the best that there is. And indeed – not wishing to sit on our laurels – we know that the Commission, and our Commissioner, put forward under the general food law proposals, some proposals which very much address the issues that so many of the Members of this House have spoken of this afternoon.

My fundamental problem with this report is that it has taken a huge amount of effort and energy – and I commend our rapporteurs for the work that they’ve put in – but in doing so, what actually do we gain? Running parallel, we have a legislative report on general food law which pretty much looks at almost all of the issues which are raised here – certainly all of those which fall within the sensible remit of this Parliament. That is not to say that we didn’t get an awful lot of amendments that were a little bit, how shall I put it, ‘idealistic’, but most of those have been subsumed into the sorts of compromises that we are so very good at here, but which actually in the end, don’t lead us any further forward. So I shall not be voting for this report. I think it should go forward as a monument of how we are very, very good at establishing ways to waste our time and I look forward to dealing with the general food law, which is a far more important piece of legislation.

 
  
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  Ricardo Serrão Santos (S&D). – Senhora Presidente, registo com agrado a referência no relatório à necessidade de reforçar a investigação e a inovação na área da proteção das culturas. Deverá ser esse o nosso caminho principal: procurar novas soluções técnicas e metodologias que permitam reduzir, de forma sustentada, o recurso a produtos fitossanitários e, quando a sua utilização é necessária, como fazê-lo da forma mais eficiente e dirigida, tendo sempre como prioridades indiscutíveis o princípio da precaução e a proteção da saúde humana, animal e do meio ambiente.

Teremos também de garantir que os agricultores têm ao seu dispor as ferramentas necessárias para uma proteção adequada das suas culturas que lhes garanta a viabilidade das suas explorações agrícolas. Como tal, o sistema de autorização destes produtos na União Europeia, ao basear-se sempre nos mais rigorosos critérios científicos, deverá ser um sistema ágil e capaz de apresentar soluções para a grande diversidade de produção agrícola europeia, nomeadamente em situações mais desafiantes como as que encontramos nas regiões ultraperiféricas.

 
  
 

Spontane Wortmeldungen

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, η διασφάλιση υψηλού επιπέδου προστασίας της υγείας των ανθρώπων και των ζώων είναι βασικός στόχος της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Αυτό σημαίνει λήψη μέτρων και, κυρίως, εφαρμογή της αρχής της προφύλαξης, η οποία, ως γνωστόν, είναι θεμελιώδης αρχή της Ευρωπαϊκής Ένωσης και προβλέπεται στο άρθρο 191 της Συνθήκης λειτουργίας της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Επιπλέον, πρέπει να υπάρξει διαφάνεια στη λήψη των μέτρων, να γίνεται η μελέτη από ανεξάρτητη αρχή, να μην παίρνονται αποφάσεις οι οποίες επί της ουσίας υπηρετούν τη χημική βιομηχανία. Άλλωστε, είχαμε το σκάνδαλο με τη γλυφοσάτη. Έχουμε απόφαση των πολιτών της Ευρωπαϊκής Ένωσης, οι οποίοι έχουν κινηθεί με ευρωπαϊκή πρωτοβουλία. Όμως, κύριε Επίτροπε, κύριε Andriukaitis, θα ήθελα να σας θέσω ένα σοβαρό θέμα: γίνονται εισαγωγές αγροτικών προϊόντων από την Τουρκία. Αυτά τα προϊόντα καλλιεργούνται, δυστυχώς, με φυτοφάρμακα τα οποία απαγορεύονται. Επομένως, τι θα γίνει με τις εισαγωγές των τουρκικών αγροτικών προϊόντων που καλλιεργούνται στην Τουρκία με φυτοφάρμακα που απαγορεύονται και παρά ταύτα εισάγονται στην Ευρωπαϊκή Ένωση, εισάγονται στην Ελλάδα και είναι επικίνδυνα για την υγεία των πολιτών; Σε αυτό το θέμα θέλω να πάρουμε μέτρα.

 
  
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  Florent Marcellesi (Verts/ALE). – Señora presidenta, ahora ya lo podemos decir con más claridad: la autorización de glifosato no tuvo las garantías que debía. Una amplia mayoría de esta Cámara lo reconoce en la comisión especial creada a iniciativa del Grupo Verts/ALE.

El proceso de autorización de pesticidas en la Unión Europea es demasiado vulnerable ante conflictos de intereses. Las agencias europeas deberían, a partir de ahora, evaluar de forma independiente, objetiva y transparente los efectos que tienen los pesticidas sobre nuestra salud y sobre el medio ambiente, empezando, por supuesto, por el glifosato, potencialmente cancerígeno según la Organización Mundial de la Salud.

Desde esta Cámara pedimos evaluaciones —por fin— basadas en datos científicos y no en datos contables de multinacionales como Monsanto.

Y esto —no nos engañemos— es gracias a la lucha del movimiento a favor de una agricultura y una alimentación sanas y sostenibles. Seguiremos trabajando por una Europa que ponga siempre por delante nuestra salud y el medio ambiente.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL). – Senhora Presidente, a criação desta comissão especial sobre os procedimentos de autorização dos pesticidas resultou da suspeição pública acerca do rigor e da transparência destes processos. Esta suspeição não caiu do céu. É conhecida a promiscuidade que existe entre a Comissão Europeia, as respetivas agências e os interesses da indústria dominada por colossos transnacionais, no caso da Química e Farmacêutica.

Com efeito, nem sempre os princípios da prevenção e da precaução são devidamente tidos em conta nos procedimentos de autorização. É a saúde pública e a preservação do ambiente que devem prevalecer sobre os interesses da indústria, as suas expectativas de lucro e não o contrário. As análises de risco não podem servir de justificação para virar de pernas para o ar este princípio basilar. Isto é válido tanto para a necessária autorização da monitorização do impacto do que já existe no mercado, como para a gestão dos processos de inovação e para aplicação, em larga escala, de novos produtos.

 
  
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  Igor Šoltes (Verts/ALE). – Gospa predsednica, torej, zaščita zdravja naših državljanov je ena od najpomembnejših naših nalog in tudi zato je to poročilo toliko bolj pomembno, ker poziva k zagotovitvi neodvisne, objektivne in pregledne ocene pesticidov in seveda njenih učinkov.

Spomnimo se samo tega škandala, te sage o glifosatu, ki je v postopku podaljšanja dovoljenja sprožila ogromno razprav o tem, ali je glifosat rakotvoren ali ne. In študije, ki so se takrat pojavile, so resnično vlivale dvom. Posebej še, ker so bile na teh študijah tudi prstni odtisi nekaterih fitofarmacevtskih industrij, se pravi, tistih, ki proizvajajo te glifosate.

In ravno zato moramo zagotoviti neodvisne, objektivne ocene, predvsem pa to, da se zagotovi tudi javen dostop do vseh razpoložljivih študij industrije, ker v dvomu, da so študije neodvisne, bo vedno potreben tudi javni nadzor, ker edino na ta način se lahko zagotovi zaupanje.

 
  
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  Louis-Joseph Manscour (S&D). – Madame la Présidente, j’ai entendu certains collègues dire que le système européen de sécurité alimentaire est efficace et que nous devrions faire confiance aux autorités sanitaires.

Mais, au nom du principe de précaution, nous devrions faire en sorte de ne pas avoir tous les désagréments que l’on connaît. Je prends l’exemple du chlordécone aux Antilles françaises. Vous savez pertinemment tout le mal que cela fait aux populations. Le cancer de la prostate a considérablement augmenté. Nous voyons bien que nous sommes dans une situation où pratiquement 80 % de la population est affectée.

Nous disons oui au renforcement de la transparence, mais, au nom du principe de précaution, nous disons qu’il faut tout faire pour que nos populations soient mieux protégées. Mon collègue Éric Andrieu et moi-même avons demandé d’abaisser les limites – les LMR – pour les produits carnés. Jusqu’à maintenant, nous n’avons pas de réponse.

Nous attendons de vous que vous fassiez tout le nécessaire pour que nous ayons une meilleure garantie de la santé de nos populations.

 
  
 

(Ende der spontanen Wortmeldungen)

 
  
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  Vytenis Povilas Andriukaitis, Member of the Commission. – Madam President, I have listened very carefully to the interventions of the Honourable Members and I am grateful for them. Allow me to react to some of them.

Ms Ries raised the question of co-formulants. We are working on both the list and on the criteria. As of December, we discussed with Member States the first list of unacceptable co-formulants, including those already identified by the Member States, and discussions are ongoing.

Speaking about products coming from third countries and maximum residual levels that MEP Marias just raised, in principle the same maximum residual levels apply for imported and domestically produced food and feed commodities – absolutely, crystal clear. Where no maximum residual level exists for a commodity not produced in the EU or because a substance is not approved, so-called import tolerance can be requested for commodities produced in the third country. However, such import tolerances can only be granted if confirmed by the European Food Safety Authority (EFSA), following a thorough scientific evaluation that the risk to consumers can be excluded and therefore the high level of protection in the EU is fully ensured. Please convey this message to all the people who ask about the possibility of regulating issues related to goods coming from third countries.

Of course, generally, some blame me because I am poisoning people. It is strange for me, a little bit. My father taught me the first rule: son, don’t lie to people. My message is, with elections coming up, don’t lie. This is a very good message – a simple message.

The second simple message is please trust in science. If you trust in science then the situation will be more or less OK. I think it is a good opportunity now to listen to your conclusions and recommendations. We will give very careful consideration to your final document and we can take it into account in our REFIT evaluation that I will present to you in the first half of this year.

I strongly believe that we share the same goal – to maintain food safety, protect citizens and animal and plant health, and safeguard the environment. I think we are generally doing a good job.

 
  
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  Norbert Lins, Berichterstatter. – Frau Präsidentin, Herr Kommissar! Wir haben gesehen – die emotionale Aussprache hat es gezeigt –, dass wir höchst unterschiedliche Sichtweisen auf dieses Thema haben. Trotzdem glaube ich: Das ist schon ein Erfolg, dass wir es geschafft haben, über die Parteigrenzen und auch über unsere Ideologien hinweg einen Konsensbericht zu erarbeiten. Damit stärken wir eben den wissenschaftsbasierten Ansatz, den wir in diesem Zulassungsverfahren so dringend brauchen. Ich appelliere nochmals: Emotionen haben hier wirklich nichts zu suchen. Ich wende mich hier an die Kollegen – sie sind teilweise gar nicht mehr da –, zum Beispiel an den Kollegen Waitz, der generell Pestizide verunglimpft und bei allen Pestiziden davon ausgeht, dass sie nicht akzeptable Risiken beinhalten, aber gleichzeitig verschweigt, dass im Ökolandbau der Kupfereinsatz das größte Gift für den Boden ist, oder die Kollegin Hazekamp, die immer noch von Agrargift spricht nach einem Jahr der Diskussion, oder die Kollegin Rivasi, die immer weiter noch von Skandalisierung spricht, obwohl der Bericht zum gegenteiligen Ergebnis kommt.

Also ich wünsche mir, dass wir aufhören, Umwelt und Landwirtschaft gegeneinander auszuspielen, denn diese gehen Hand in Hand. Wir brauchen mehr Innovation für effizientere und nachhaltigere Produkte, und dies muss durch den politischen Rahmen, den auch die Europäische Kommission setzt, Herr Kommissar, unterstützt werden. Wir haben alle das gleiche Ziel: ein zuverlässiges Zulassungsverfahren. Und ich glaube, dass wir dies jetzt mit diesen Empfehlungen auch verbessern. Ich wünsche mir, dass die Kommission unsere Vorschläge aufnimmt.

 
  
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  Bart Staes, Rapporteur. – Voorzitter, ik wil in de eerste plaats corapporteur Lins, de schaduwrapporteurs en voorzitter Andrieu bedanken voor de manier waarop we constructief hebben samengewerkt.

Ik denk dat dit verslag uiteindelijk toont dat het Parlement luistert naar zijn burgers. Ik denk dat we in tijden van polarisering, in tijden van populisme, hebben aangetoond dat we zelfs ondanks het feit dat we soms een verschillende visie op voedselproductie en landbouw hebben, toch kunnen komen met een blauwdruk voor een objectieve, transparante, onafhankelijke toelatingsprocedure voor pesticiden en gewasbeschermingsmiddelen.

Dat is, beste collega's, waar burgers om vragen. Niet om politici die schreeuwen, die roepen, wel om politici die constructief proberen samen te werken en die proberen verschillen in visie te overbruggen.

Daarbij staat steeds het belang van de gezondheid van mens en dier centraal, het belang van het respect voor onze ecosystemen, het algemeen belang dus. Niet de commerciële, privébelangen van enkelen.

 
  
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  Die Präsidentin. – Die Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet am Mittwoch, 16. Januar 2019, statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 162)

 
  
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  Beata Gosiewska (ECR), na piśmie. – W grudniu 2017 roku została przedłużona licencja na kontrowersyjny środek chwastobójczy zawierający glifosat i dopuszczono go do użytku na terenie UE na okres pięciu lat. Jest to, owszem, okres krótszy niż zwykle (10 lat), natomiast ciągle budzi to mój niepokój, szczególnie w kontekście wyroku sądu, jaki zapadł w San Francisco 11 sierpnia 2018 r. Sąd uznał, że 46-letni ogrodnik Dewayne Johnson, który przez lata używał Roundupu, zachorował na raka systemu limfatycznego z powodu ekspozycji na glifosat. Zdaniem sądu koncern Monsanto (wykupiony w lipcu 2018 przez niemiecką grupę farmaceutyczna Bayer) umyślnie ukrywał szkodliwość tej substancji i musi teraz wypłacić prawie 290 milionów dolarów odszkodowania ogrodnikowi, któremu lekarze dają jeszcze dwa lata życia. Werdykt sądu wskazuje na miażdżące dowody szkodliwości glifosatu. Niemiecki Bayer zamierza odwołać się od tej decyzji. Jeśli wyrok ten jednak się utrzyma, jako precedens może doprowadzić do fali podobnych decyzji.

Uważam, że dalsze dopuszczanie do obiegu glifosatu jest nie tylko kontrowersyjne, ale przede wszystkim niebezpieczne dla zdrowia i życia ludzkiego. Budzi to powszechny niepokój społeczny i dlatego należy nieustannie dokonywać nowych, kompleksowych analiz i ocen tego produktu. Należy nieustannie usuwać z rynku substancje czynne, co do których nie można wykazać, że spełnione są ścisłe kryteria zatwierdzenia przewidziane w prawodawstwie.

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE), písemně. – Nepatřila jsem mezi zastánkyně zřízení zvláštního výboru PEST. Obecně se domnívám, že témata se mají řešit v rámci stálých výborů, a nikoli ad hoc výborů. Speciální výbory mají vždy tendenci k větší politizaci a ideologizaci dané otázky. V případě výstupu z výboru PEST ale mohu gratulovat naší frakci PPE, která zajistila, že tento text je vyvážený a realistický. Volá po zajištění větší nezávislosti a odbornosti procedur povolování pesticidů, což je jistě namístě. Je dobře, že bude zahájen přezkum záležitosti s glyfosáty. Rovněž nemám výhrady ani vůči tvrzení, že používání přípravků na ochranu rostlin pro účely vysušení plodiny před její sklizní je nevhodné z pohledu zdraví lidí.

 
  
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  Tom Vandenkendelaere (PPE), schriftelijk. – Ik stemde voor het verslag over de toelatingsprocedures voor gewasbeschermingsmiddelen. De aanbevelingen in het verslag zijn voor mij evenwichtig en kunnen de toelatingsprocedure voor gewasbeschermingsmiddelen aanzienlijk verbeteren. We moeten echter ook in het achterhoofd houden dat de Europese toelatingsprocedure voor gewasbeschermingsmiddelen reeds tot de beste procedures van de wereld behoort.

De aanbevelingen omvatten onder andere een openbaar register voor alle studies en gegevens in een toegankelijk formaat, publieke toegang tot alle wetenschappelijke studies die zijn verschenen voordat de Europese Autoriteit voor voedselveiligheid haar oordeel uitspreekt, meer financiële middelen voor de Europese Autoriteit voor voedselveiligheid, de aanwijzing door de Commissie van de rapporterende lidstaat om een werkzame stof te beoordelen, de opname van toxiciteit op lange termijn in de gegevens die nodig zijn voor de risicobeoordeling van gewasbeschermingsmiddelen, de versterking van de beoordeling na het in de handel brengen en de lancering door de Commissie van een epidemiologisch onderzoek naar de gevolgen van pesticiden voor de menselijke gezondheid. Als de Europese Commissie al deze aanbevelingen in acht neemt, zal dit volgens mij zowel het vertrouwen van de consument in het gebruik van gewasbeschermingsmiddelen vergroten als de gezondheidsrisico’s voor de landbouwer aanzienlijk verminderen.

 

17. Utilizarea vehiculelor închiriate fără conducători auto pentru transportul rutier de mărfuri (dezbatere)
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  Die Präsidentin. – Als nächster Punkt der Tagesordnung folgt die Aussprache über den Bericht von Cláudia Monteiro de Aguiar im Namen des Ausschusses für Verkehr und Tourismus über den Vorschlag für eine Richtlinie des Europäischen Parlaments und des Rates zur Änderung der Richtlinie 2006/1/EG über die Verwendung von ohne Fahrer gemieteten Fahrzeugen im Güterkraftverkehr (COM(2017)0282 – C8-0172/2017 – 2017/0113(COD)) (A8-0193/2018).

 
  
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  Cláudia Monteiro de Aguiar, Relatora. – Senhora Presidente, Senhora Comissária, cara Comissária Bulck, felicito, em primeiro lugar, a presidência romena por assumir a presidência e solicito também que apoie este dossiê de forma a podermos fechá-lo ainda neste mandato.

A proposta que amanhã vamos votar sobre a utilização de veículos de aluguer sem condutor no transporte rodoviário de mercadorias - incluída no primeiro pacote da mobilidade -, tem como objetivo adaptar uma diretiva que está em vigor há vinte e cinco anos e, desta forma, acomodar, paulatinamente, o mercado para a utilização destes veículos adaptando-o, obviamente, às necessidades dos operadores da indústria e tendo em consideração as próprias evoluções do mercado dos transportes.

Aquilo que propomos é que os Estados-Membros não devem limitar a utilização de um veículo de aluguer por uma empresa estabelecida num outro Estado-Membro dentro do seu próprio território, desde que o veículo, obviamente, cumpra as necessidades e as normas de funcionamento e de segurança. Desta forma, desbloqueamos o potencial de um mercado de aluguer e de leasing, que é composto, como sabem, maioritariamente por pequenas e médias empresas e que perspetiva, obviamente, a possibilidade de criação de mais emprego.

Contudo, e para evitar distorções do mercado devido, obviamente, à existência de diferentes níveis de tributação, dá-se, neste documento, a possibilidade de os Estados-Membros limitarem, no seu território, a utilização de veículos alugados por uma empresa estabelecida num outro Estado-Membro ou num período de tempo ou no número total de veículos alugados, desde que autorize, pelo menos, quatro meses consecutivos a utilização deste veículo no seu território ou, por outro lado, limitar o número de veículos alugados a 25% da frota total desta empresa. E caso a frota seja composta por mais de um ou menos de quatro veículos, autorizar o aluguer de, pelo menos, um veículo.

Para a implementação correta deste ato legislativo, propomos que toda a informação sobre o veículo de aluguer seja colocada nos registos eletrónicos nacionais e que a troca de informações entre Estados-Membros seja realizada através do sistema de informação de mercado interno, tal como a proposta que se encontra em outros dossiês do próprio pacote da mobilidade.

Com esta proposta permitiremos a concretização do mercado único neste domínio específico, sem o fazer de forma abrupta, e também alcançando o cumprimento das regras sociais e das regras de mercado, sobretudo nos transportes de mercadorias da União. Por isso aquilo que apelo a todos os colegas, é que não apoiem propostas de alteração que discriminem veículos de aluguer dos veículos próprios e que permitam criar ainda mais obstáculos ao desenvolvimento deste sector e à concretização do espaço único europeu de transportes. Que digam “não” às exceções que bloqueiam uma frota mais verde, mais ecológica, mais segura, como as restrições aos veículos cujo peso seja superior a seis toneladas; que digam “não” a medidas que bloqueiam as necessidades dos operadores de poderem responder em picos sazonais e que digam “não” a propostas que recaiam sobre trabalhadores, porque estamos, efetivamente, a referir-nos a uma diretiva que explicitamente diz “sem condutores”. Mais, todos os veículos postos em circulação na União devem cumprir os limites estabelecidos de emissões e não devemos, pois, criar redundâncias legislativas europeias que digam “não” à alteração de atos legislativos, através deste não podemos alterá-los através de outros e amanhã votaremos este relatório em prol do mercado transportes.

 
  
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  Violeta Bulc, Member of the Commission. – Madam President, I would like to thank the Committee on Transport and Tourism (TRAN) and particularly Ms Monteiro de Aguiar and the shadow rapporteurs for this overall balanced and well-drafted report on the Commission’s proposal to update the rules relating to the use of hired goods vehicles.

The use of hired vehicles instead of vehicles owned by transport operators increases the efficiency of these operators. It represents an attractive alternative to the purchase of potentially under-used vehicles. What is more – and this is an increasingly important aspect – hired vehicles are usually newer, cleaner and safer than the vehicles owned by the operators. The average age of hired vehicles is significantly below the average age of the vehicles that are owned by the operators. They usually meet the latest environmental and safety standards. Hired vehicles are hence good both for road safety and the environment.

The revision of the rules relating to the use of hired goods vehicles aims at removing outdated restrictions and those facilitating the use of these modern and clean vehicles. In addition, we want to ensure that operators may also use vehicles they have hired outside their countries of establishment and give them legal certainty when they do that.

When you hire a vehicle, you should be able to use it anywhere in the EU and not be subject to different restrictions depending on where you are operating. To avoid unwanted consequences such as the large-scale flagging-out of fleets, the use of vehicles hired in another Member State may be limited to some extent, but those limitations should still allow operators first to meet in particular short-term, seasonal or temporary demand peaks, or to replace defective or damaged vehicles whenever this occurs. These are examples where our research has found that the possibility to use vehicles hired abroad would be most needed.

Ms Monteiro de Aguiar’s report is right in moving possible restrictions on the use of hired vehicles from Article 2 to Article 3 of the Directive. This ensures that Member States will not be able to restrict the use of a hired goods vehicle on their territory if the use of that vehicle is allowed on the territory of the Member States where the operator using it is established. In other words, as long as you can use a hired vehicle in your home country, you can use it everywhere in the EU.

The amendments that have been tabled for the plenary vote tomorrow are to a large extent also acceptable to the Commission. However, I have to mention specifically two amendments which could destroy the delicate balance created by Ms Monteiro de Aguiar. First, one amendment would allow a Member State to restrict the use of hired vehicles by a foreign operator that do not meet the latest environmental standards. One of the arguments in favour of the use of hired vehicles is that they are usually newer and cleaner than other vehicles. This should hence not be a big issue. However, such a provision would destroy the legal certainty created by Ms Monteiro de Aguiar’s report, as it would allow Member States to apply different restrictions to hired vehicles. You would first have to check where you could drive with your hired vehicle depending on where you want to use it, while no such restriction would apply to vehicles owned by operators.

Another amendment which raises concerns is the one allowing Member States to restrict the use of hired vehicles for own-account operations. We have found that in the few countries where such restrictions are currently applied we have more empty runs. Moreover, this provision leads to a patchwork of legal rules in the Member States and has no legal certainty for companies using hired vehicles. Having said this, we can accept all the other amendments which increase the information provided to drivers and which strengthen compliance with and enforcement of the directive. I am looking forward to all the comments from your side.

 
  
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  Theresa Griffin, on behalf of the S&D Group. – Madam President, on behalf of Lucy Anderson, hired vehicles are an important and growing part of the EU road transport sector and one that touches on a range of public policy.

This plenary has already taken an initial view on the revision of the law on hired vehicles, but it is right now that we reconsider the matter urgently, not least in the light of the controversial mobility package proposals. We must put safety, environmental concerns and consideration for truck drivers at the top of our list of priorities for this sector.

The S&D has tabled a number of important amendments and these are supported by many MEPs from other political groups. Despite repeated attempts to find compromise solutions on issues such as the training of drivers, the environmental impact of hired vehicles or on the level of liberalisation of the market, the rapporteur has shown little willingness, I’m afraid, to accommodate different views, leaving us with a weaker text.

I would urge everyone to support our amendments in the vote tomorrow in order to tackle the deficiencies of the proposal and provide a good basis for negotiations with the Council. It is essential that we ensure that hired vehicles are in compliance with the most applicable emission limits laid down in Union law.

In the light of safety considerations and different circumstances in the Member States, it is right they should be allowed to decide whether or not to continue hiring restrictions on the heaviest goods vehicles.

We strongly urge support for a sensible amendment to ensure that drivers receive the necessary information for using hired vehicles. Penalties applicable for infringements of this directive should be adequate, effective and dissuasive.

And finally, breaches of the law regarding hired vehicles should be regarded as serious infringements of EU road transport legislation, leading to potential action being taken against the licences of infringing transport operators. Given these concerns, Madam President, the S&D Group cannot support the current text if it remains unamended.

 
  
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  Mark Demesmaeker, namens de ECR-Fractie. – Voorzitter, dit dossier gaat over een heel moeilijk evenwicht tussen enerzijds het vrijmaken van de Europese huurmarkt voor vrachtwagens met een efficiëntere bedrijfsvoering als positief effect, en anderzijds het goed regelen van diezelfde huurmarkt om redenen van mogelijke oneerlijke concurrentie, fiscale autonomie en veiligheid.

Het pleit voor de rapporteur dat zij dit evenwicht goed heeft gevonden. Aan de verdere liberalisering van de interne markt worden de nodige voorwaarden gekoppeld. Daarbij behouden de lidstaten de mogelijkheid om het eigen bedrijfsleven te reguleren zonder de Europese markt te verstoren.

Tot slot zou ik willen aandringen op een degelijke toepassing van dit voorstel wanneer het uiteindelijk tot een akkoord zou komen met de Raad. Een goede handhaving is hierbij cruciaal. Collega's, onze fractie zal deze tekst steunen bij de stemming morgen.

 
  
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  Matthijs van Miltenburg, namens de ALDE-Fractie. – Voorzitter, het gebruik van gehuurde voertuigen voor het vervoer van goederen heeft grote voordelen voor Europa. Inzet van gehuurde voertuigen verhoogt de productiviteit en de flexibiliteit van betrokken ondernemingen. Piekbelastingen kunnen worden opgevangen met gehuurde voertuigen. Daarnaast gaan we door het gebruik van gehuurde voertuigen verspilling van kapitaal tegen, omdat er minder onderbenutting van voertuigen is. Bovendien zijn gehuurde voertuigen vaak nieuwer, schoner en veiliger, waardoor het gebruik van gehuurde voertuigen bijdraagt aan verduurzaming.

Ik ben dan ook voorstander van een verdere liberalisering van de Europese markt voor gehuurde voertuigen. Zo kunnen we bevorderen dat er een gelijk speelveld en eerlijke concurrentie tussen Europese ondernemingen is en nemen we onnodige beperkingen en administratieve lasten weg.

Ik benadruk graag dat een goede registratie van kentekens van gehuurde voertuigen essentieel is, bijvoorbeeld met het oog op de handhaving van de regels rond cabotage. Informatie moet kunnen worden uitgewisseld tussen autoriteiten in verschillende lidstaten, zodat altijd duidelijk is wat het vestigingsland van de vervoerder is. In de tekst die we morgen in stemming brengen is daar een hele goede voorziening voor opgenomen.

Hetzelfde geldt voor de mogelijkheid om het gebruik van gehuurde voertuigen uit een andere lidstaat wel enigszins te kunnen beperken. Bijvoorbeeld om te voorkomen dat verhuurbedrijven zich verplaatsen naar landen met een gunstiger belastingklimaat.

Afrondend: er ligt een hele evenwichtige tekst ter stemming voor, die gaat zorgen voor een beter functionerende markt voor gehuurde vrachtwagens in Europa. Ik steun die tekst, want daarmee wordt de Europese vervoersector op de goede weg gezet.

 
  
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  Jakop Dalunde, för Verts/ALE-gruppen. – Fru talman! Kommissionens transportpaket ”Europa på väg”, som ska leda Europa mot en ren, konkurrenskraftig och sammanlänkad rörlighet, är lovvärt. Men på grund av ett alltför stort fokus på vägtransport missar förslagen delvis den möjlighet som finns just nu att sätta igång och stödja den nödvändiga omställningen inom transportsektorn.

I förslaget till ny förordning om hyrda fordon hade vi velat se större fokus på förstärkta kontroller och avgifter för att främja en mer rättvis skattekonkurrens, större fokus på den nödvändiga gröna omställningen inom transportsektorn, från väg till räls, och bättre stöd till utbildning för lastbilschaufförer.

Vi välkomnar dock totalt sett kommissionens förslag, men vi skulle vilja göra det tuffare mot exempelvis brevlådeföretag och med mer rättvisa skatteregler.

 
  
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  Marie-Pierre Vieu, au nom du groupe GUE/NGL. – Madame la Présidente, le fait d’ouvrir la possibilité aux entreprises de louer des véhicules pour le transport des marchandises au niveau de l’Union peut permettre aux entreprises de transport de faire face aux aléas de leur activité, et cela, j’y suis favorable. Par contre, cela implique un texte exempt de toute faille juridique qui encourage les fraudes, tant au niveau social que fiscal. Dit autrement, il faut des garde-fous clairs et fermes.

J’ai soutenu, pour ma part, une limitation du temps de location à un mois maximum, deux fois par an, puis une limitation en volume à un maximum de 25 % de la flotte. Le texte voté en commission des transports ne retient pas ces exigences. Il reste largement insuffisant et ne donne pas les garanties nécessaires.

Permettre la location sans restriction et interdire aux États membres de la limiter en- dessous de quatre mois consécutifs, c’est sciemment ouvrir la porte aux abus. Abus en matière fiscale, au regard de la lutte contre les sociétés boîtes aux lettres et les pratiques de rotation abusives dans plusieurs pays, qui amènent à des pertes de revenus pour les États membres; abus dans le domaine social, avec l’exploitation des travailleurs de la route par des employeurs abusifs; abus, enfin, à conséquences écologiques, renforçant le dumping social et l’Europe du «tout camion» au détriment du fret ferroviaire.

Je refuserai d’ouvrir cette brèche et m’opposerai à ce texte.

 
  
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  Daniela Aiuto, a nome del gruppo EFDD. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, gentile Commissaria, noi ci rendiamo conto che l'utilizzo di veicoli noleggiati senza conducente per il trasporto di merci su strada può effettivamente costituire una soluzione che garantisce flessibilità per l'attività delle imprese di trasporto. Il beneficio si avrebbe principalmente sull'utilizzo di parchi veicoli più moderni e con meno problemi in termini di sicurezza.

Tuttavia il ricorso eccessivo a questa modalità di impiego dei mezzi può comportare delle problematiche in termini di tutela della concorrenza tra imprese localizzate in paesi diversi e anche per quanto riguarda i diritti sociali dei conducenti.

Riteniamo pertanto che sia importante mantenere alcune prerogative degli Stati membri nel limitare l'esercizio massivo della pratica del noleggio senza conducente; va quindi messa in atto, soprattutto, una limitazione nei casi di noleggio dei mezzi sopra le 6 tonnellate in conto proprio.

 
  
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  Isabella De Monte (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, io sono a favore del fatto di fare un ulteriore passo avanti nell'eliminazione di ostacoli al buon funzionamento del mercato unico e alla creazione di un quadro normativo uniforme per questo settore ma, proprio per questo, ammorbidire le restrizioni per il noleggio dei veicoli e per il trasporto di merci deve andare di pari passo con il rafforzamento dei regolamenti 1071 e 1072 del 2009, ciò al fine di eliminare le società di comodo fraudolente.

Il cabotaggio illegale rimane un serio problema del settore, che va combattuto, e purtroppo con questa norma c'è il rischio che individuarlo possa essere ancora più difficile, se non si mantengono delle salvaguardie come, ad esempio, il limite temporale di quattro mesi e il limite del 25 % totale della flotta.

Bisogna quindi dare un chiaro segnale, ossia il perfezionamento del mercato unico non può prescindere dall'avere, per tutti gli Stati membri, delle regole eque e parità di condizioni.

 
  
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  Nicola Caputo (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, la legislazione europea relativa all'utilizzo di veicoli noleggiati senza conducente per il trasporto di merci su strada è in vigore da 25 anni. È una legislazione, dunque, che va adeguata per adattarla alle esigenze attuali degli operatori e del settore.

Sostengo l'obiettivo generale della proposta, che rappresenta un'occasione per favorire condizioni di parità e di concorrenza leale tra società di noleggio nell'Unione europea.

Gli Stati membri non dovrebbero limitare l'uso sul proprio territorio di un veicolo noleggiato da un'impresa debitamente stabilita in un altro Stato membro, a condizione però che il veicolo rispetti le norme di esercizio vigenti e i requisiti di sicurezza.

Ma per garantire la corretta attuazione della proposta è fondamentale che a essa sia data un'adeguata attuazione. A tal fine i registri elettronici nazionali esistenti dovrebbero includere il numero di immatricolazione del veicolo e il periodo di validità della copia certificata conforme della licenza comunitaria, specificando da quanto tempo uno Stato membro può consentire ai suoi trasportatori di utilizzare veicoli noleggiati nel proprio territorio.

 
  
 

Spontane Wortmeldungen

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, το άνοιγμα της αγοράς είναι δεδομένο ότι θα οδηγήσει σε προβλήματα. Θα οδηγήσει σε αθέμιτο ανταγωνισμό, θα οδηγήσει σε κλείσιμο μικρομεσαίων επιχειρήσεων και, κυρίως, των ελευθέρων επαγγελματιών, οι οποίοι αυτή τη στιγμή λειτουργούν τις επιχειρήσεις οδικών μεταφορών, ιδίως στην Ελλάδα. Θα ενισχυθούν έτσι κυρίως οι μεγάλες επιχειρήσεις. Από εκεί και πέρα, αυτό που πρέπει να γίνει είναι να ληφθούν υπόψη τα πρότυπα ασφαλείας. Υπάρχει ζήτημα με τα τέλη. Θα πρέπει να έχουμε πολύ πιο πράσινο προσανατολισμό, επομένως, καλύτερα να ενισχυθούν οι σιδηροδρομικές μεταφορές. Χρειάζεται εκπαίδευση των οδηγών. Νομίζω ότι μέτρα συγκεκριμένα, όπως το ποσοστό των αυτοκινήτων, που θα μπορούν να χρησιμοποιηθούν ή ο χρόνος πίστωσης είναι καθοριστικά. Να επισημάνω ότι στην Ελλάδα αυτό που συμβαίνει είναι ότι έχουμε εκατοντάδες πλέον βουλγαρικά φορτηγά τα οποία εισέρχονται στην Ελλάδα και κάνουν κυρίως μεταφορές εσωτερικές. Δηλαδή, καταστρατηγούν τις αποφάσεις με τις οποίες απαγορεύεται να κάνουν εσωτερικές μεταφορές και αυτό είναι ένα καθοριστικό θέμα, το οποίο η κυρία Bulc, κατά την άποψή μας, θα πρέπει να το δει.

 
  
 

(Ende der spontanen Wortmeldungen)

 
  
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  Violeta Bulc, Member of the Commission. – Madam President, I would like to thank the honourable Members for this short but very concrete debate, and I would like to thank again all the Members that have contributed to the discussion of this important topic, and – of course – to the rapporteur.

The use of hired vehicles in the internal market should be facilitated, and there is no reason why the use of hired vehicles should be made more difficult than the use of vehicles owned by undertakings. I hope we all agree on that. I would like to also stress that this proposal really supports higher safety of drivers and higher road safety altogether, and it contributes directly to the decarbonisation of transport. It’s worth pointing out one more time why we are focusing on road transport: because it represents 70% of all the emissions that transport is contributing in Europe. So we do want the focus to become big.

Allow me also to add two comments directly related to your comments. First, on effective controls service: the number plate of all vehicles at the disposal of transport operators will be recorded in the national electronic register of road transport undertakings, which is part of Regulation (EC) No 1071/2009.

The second comment is related to the comment from a respectful Member who is implying the worsening of working conditions for truck drivers. Let me stress, this proposal is about rules that apply to the use of vehicles hired without drivers for the carriage of goods by road. It therefore does not affect the rights and working conditions of drivers in any way.

Following this first reading, it should be possible to conclude the trilogue swiftly, and the Romanian Presidency is ready to advance on this file within the coming weeks. This would allow for a formal adoption of the directive still before the end of the mandate of Parliament, and this is something we would very much appreciate.

As a final remark, let me express one more time my appreciation for the great work that has been done: thank you very much for that, and allow me once again to wish everybody a very successful, very healthy and very constructive 2019.

 
  
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  Die Präsidentin. – Danke schön, Frau Kommissarin. Das wünschen wir Ihnen natürlich genauso.

 
  
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  Cláudia Monteiro de Aguiar, Relatora. – Senhora Presidente, agradeço as palavras da Sra. Comissária, mas também quero aproveitar para agradecer a todos os colegas que contribuíram não só para o debate aqui hoje, mas também contribuíram para a construção deste documento, a elaboração deste documento. Peço agora que apoiem amanhã, na votação, o texto que foi aprovado na sessão plenária de junho. Desta forma poderemos ter um texto que trará clareza jurídica. É um mercado que tem, como aqui já foi dito, um potencial que deve ser desbloqueado por nós, que deve ser desbloqueado aqui pelo Parlamento Europeu.

Um mercado de aluguer flexível que trará benefícios para o mercado dos transportes de mercadorias transfronteiriço e nacional dos Estados-Membros e, em especial, poderá dar resposta a picos sazonais e a uma procura pontual. Trará benefícios ecológicos, porque falamos de uma frota de veículos de aluguer que tem em média quatro a seis anos, é mais recente que a frota das próprias empresas, trazendo, por isso, maior segurança às estradas.

Uma proposta que trará benefícios às empresas porque permitirá, desta forma, poderem investir em outras áreas de desenvolvimento e não na própria frota que, muitas vezes, é subutilizada devido às regras de aluguer que são díspares de país para país. Não precisamos de diferenciar veículos de aluguer de veículos próprios, porque na União o quadro regulamentar é claro e todos os veículos em circulação na União devem cumprir os limites de emissões estabelecidos através da legislação europeia.

Não devemos manter a restrição superior a seis toneladas, porque a sua aplicação vai contra os objetivos gerais para o desenvolvimento do espaço único europeu de transportes. Devemos, sim, permitir que os Estados-Membros possam limitar, a partir dos quatro meses consecutivos, a utilização destes veículos, para evitar um carrossel fiscal e responder obviamente às diferenças tributárias existentes. Por último, não devemos criar uma cultura dentro deste Parlamento de alterar atos legislativos em discussão através de outros atos. A correta aplicação desta diretiva far-se-á através da inclusão de toda a informação nos registos eletrónicos nacionais e através do uso de sistemas de informação de mercado.

 
  
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  Die Präsidentin. – Die Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet am Dienstag, 15. Januar 2019, statt.

Schriftliche Erklärungen (Artikel 162)

 
  
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  Elżbieta Katarzyna Łukacijewska (PPE), na piśmie. – Sprawozdanie dotyczące użytkowania pojazdów najmowanych bez kierowców w celu przewozu drogowego rzeczy jest istotnym krokiem w kierunku realizacji idei i zasad jednolitego rynku transportowego. Umożliwi poszczególnym przedsiębiorcom wynajmowanie flot pojazdów i korzystanie z nich na terenie całej UE przez okres nawet czterech miesięcy, dzięki czemu będą się cieszyli większą elastycznością przepisów i będą mogli na bieżąco reagować np. na potrzeby sezonowe rynku.

Dotychczas kraje członkowskie mogły wprowadzać dowolne przepisy ograniczające takie praktyki, przez co firmy musiały korzystać z własnych flot. Dzięki nowym ramom prawnym zadbamy także bardziej o jakość powietrza, ponieważ aby uzyskać zgodę na prowadzenie działalności międzynarodowej z wynajętą flotą, będzie ona musiała spełniać wysokie standardy środowiskowe. Będę zatem głosować za propozycją dyrektywy w obecnej formie.

 
  
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  Janusz Zemke (S&D), na piśmie. – Proponowana dyrektywa ma poprawić wykorzystanie najmowanych samochodów, gdyż obowiązujący system jest skomplikowany i biurokratyczny.

Za najważniejszą zmianę uważam rezygnację z istniejącej póki co i często wykorzystywanej możliwości ograniczania użytkowania najmowanych pojazdów w przypadku przewozów na własny rachunek. Rozwiązanie to było krytykowane w Unii Europejskiej, w tym w Polsce. Słusznie zatem, że od niego odstąpimy.

Dodatkowo użytkowanie pojazdu najętego w innym państwie Unii Europejskiej ma być dozwolone do 4 miesięcy, aby przedsiębiorstwa mogły szybko reagować na czasowy wzrost zapotrzebowania na ich usługi transportowe, co zdarza się przykładowo sezonowo w transporcie płodów rolnych. Ponadto rozwiązanie to umożliwi sprawne zastępowanie pojazdów uszkodzonych nowszymi pojazdami.

Przedłożone zmiany są zatem zgodne z oczekiwaniami przewoźników, w tym z Polski. Poprawią one efektywność wykorzystania środków transportu drogowego, co będzie także korzystne dla ochrony środowiska.

 

18. Integrarea dimensiunii de gen în Parlamentul European (dezbatere)
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  Die Präsidentin. – Als nächster Punkt der Tagesordnung folgt die Aussprache über den Bericht von Angelika Mlinar im Namen des Ausschusses für die Rechte der Frau und die Gleichstellung der Geschlechter über Gender Mainstreaming im Europäischen Parlament (2018/2162(INI)) (A8-0429/2018).

 
  
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  Angelika Mlinar, Rapporteur. – Madam President, let me begin by thanking all the shadow rapporteurs, as well as the policy advisors and the assistants, for excellent cooperation on this report.

Gender mainstreaming, as we all know – or at least those of us who are in favour of it – is a globally accepted strategy for promoting gender equality. Gender mainstreaming is not an end in itself, but it is a strategy, an approach and a means to achieve the goal of gender equality. Gender mainstreaming involves ensuring that gender perspectives and attention to the goal of gender equality are central to all – and I would really would like to reiterate this – activities: policy development, research, dialogue, legislation, planning, implementation and monitoring of spending programmes and projects themselves.

In 2019 I think it is unacceptable that, although the population of the European Union consists half of women and half of men, the composition of this House of the European Parliament does not mirror this balance, as only 36.1% of all MEPs are female.

As the standing rapporteur for the gender mainstreaming report, I therefore encourage the European political parties and their party members to ensure a gender-balanced representation of candidates for the elections of this year’s European Parliament election by means of a zipped list or other methods such as parity lists.

The same goes for the Secretariat of the European Parliament. Although women constitute 59% of the staff of this Parliament, they are still under-represented in all ranks of management, and the number of women in senior management positions has even decreased since June 2017, while the number of women in middle management roles increased only slightly.

I regret that female representation in Parliament’s key decision—making positions at political and administrative levels still remains low and I urge Parliament to work towards a gender-equal distribution of decision-making positions.

I am very confident that the pool of very capable women eligible for such posts is in fact big enough to successfully fill the vacancies when they arise. We need to change the conceptual and behavioural attitudes towards a culture of equality. Moreover, the European Parliament must live up to its values and promote inclusiveness. This report calls for an active inclusion of the rights and the well—being of the LGBTQI community. The European Parliament must pay attention to the rights of all gender identities.

On the fight against sexual harassment, the report emphasises that sexual harassment is a serious crime, an extreme form of gender-based discrimination and one of the biggest obstacles to gender equality. I strongly regret the slow and inadequate progress in the implementation of the recommendations of Parliament’s resolution from 2017, such as mandatory training for MEPs and staff on preventing sexual harassment and the setting-up of a task force of independent external experts to examine the situation of sexual harassment in the European Parliament and the functioning of its two harassment committees.

In this context, I would like to stress once again that gender equality is not just a women’s issue. In fact men may have a greater responsibility to work towards it as a group with collectively more power and influence in the European Parliament than women.

A strong continued commitment to gender mainstreaming is needed in order for the European Parliament to support the promotion of gender equality at all levels. Therefore, I really hope for your support and a positive vote tomorrow.

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Madam President, first of all I would like to thank Ms Mlinar for her second report on gender mainstreaming and the work of the European Parliament for this legislature.

For the EU and its institutions, gender mainstreaming is not a choice. It is an obligation. It is in the Treaty. It is in the acquis. It is in the Charter of Fundamental Rights. Gender equality is still not a tangible reality for all. Indicators are stagnating. If there is any change towards more equality, it is often quite marginal.

This also true unfortunately for EU institutions. The gender balance among the Members of the European Parliament has hardly changed since 2009, from 35% to 36.4%, and women currently account for 32.1% of European Commissioners, or nine out of 28.

Within the European Parliament, the share of women in senior or middle management positions also remains low. In a democracy, gender equality in political office matters. More gender balance in EU institutions can increase citizens’ trust in the EU and improve the functioning of our democracies.

Indeed, as Ms Mlinar has stressed, this year political parties and the Member States have a chance to show their commitment to gender equality and ensure a balanced representation of women and men in the European Parliament and in the top positions of the European institutions. I reiterate my plea for gender balanced nominations.

Public administrations must be in tune with the people they serve. At the beginning of the mandate of this Commission, President Juncker set an in-house target of 40% women in middle and senior management by the end of the mandate. By 1 November 2018, women accounted for 37% at senior management level in the Commission, while at middle management level, the target of 40% has already been met.

The progress comes after sustained efforts to identify, develop and support female talents through targeted initiatives. Besides taking stock of the progress during the legislature, the report sets the scene for the next one, and I very much welcome this forward-looking approach.

As you know, the Commission’s strategic engagement for gender equality has been our framework for promoting gender equality and gender mainstreaming in the EU and beyond. It ends in 2019, together with the term of this Commission. So in 2019, we are also taking stock of the progress, identifying gaps and contributing to setting priorities for the future. In this context, the views of Parliament are very welcome.

(Applause)

 
  
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  José Inácio Faria, em nome do Grupo PPE. – Senhora Presidente, caros Colegas, Senhora Comissária, gostaria de felicitar a minha colega Angelika Mlinar pelo excelente trabalho que desenvolveu no relatório “Gender mainstreaming in the European Parliament”, do qual tive a honra de ser um dos relatores-sombra e que espelha bem o empenho deste Parlamento na promoção de um tratamento mais igualitário.

Gostaria de mencionar que, em outubro de 2017, tive a oportunidade de condenar o caso que ficou conhecido aqui nesta Casa como “o escândalo Harvey Weinstein, cujas consequências atingiram também este Parlamento. Mas não obstante os diversos movimentos da sociedade civil que, um pouco por todo o lado, têm vindo a denunciar situações idênticas a esta, a verdade é que continuamos a silenciar situações de assédio sexual por parte de colegas e membros do staff neste Parlamento.

Caros Colegas, creio que chegou a hora de dizer basta e, para tanto, espero que o reforço dos poderes da Comissão Consultiva para o Assédio Sexual possa contribuir para acabar com a cultura de medo que ainda subsiste e que finalmente tenhamos uma verdadeira política de tolerância zero face a este tipo de comportamentos.

Se é verdade e absolutamente necessário reconhecer que, na origem destes comportamentos, persistem as marcas da desigualdade nas relações de poder entre homens e mulheres, é também crucial, para mim, que o recrutamento e a seleção para lugares com responsabilidades de decisão sejam feitos com base no mérito e na competência e não apenas, ou principalmente, em função de critérios de discriminação positiva.

Apesar de terem existido, durante a elaboração deste relatório, algumas divergências entre os vários grupos políticos acerca de sistemas como a imposição de quotas de género nas listas para as eleições europeias deste ano e a inclusão da perspetiva do género em todas as dimensões do orçamento da União Europeia, a verdade é que o documento final que votaremos amanhã é bastante ambicioso e equilibrado e espelha a nossa convicção numa Europa mais justa e fraterna, onde a igualdade de oportunidades não é apenas uma miragem mas há algo de que nos possamos orgulhar.

Por tudo isto, apelo a todos os colegas para que votem favoravelmente este documento que contribuirá, estou certo, para fomentar a paridade e o equilíbrio da representação entre mulheres e homens na próxima legislatura neste Parlamento.

 
  
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  Anna Hedh, för S&D-gruppen. – Fru talman! Jag vill börja med att tacka fru Mlinar och alla inblandade för ett mycket bra betänkande. Det tar upp de flesta aspekter som är direkt avgörande för att parlamentet någon gång i framtiden ska kunna bli helt jämställt mellan kvinnor och män – att det här huset ska kunna bli jämställt, men framför allt för att politiken och de beslut som vi fattar ska vara helt jämställda. Det är därför mycket viktigt att de studier som parlamentet beställer, de panelsamtal som parlamentet anordnar och de underlag som parlamentet tar fram är helt jämställda, så att vi parlamentariker kan ta så grundade beslut som möjligt. Det är därför mycket viktigt att hela parlamentet jämställdhetsintegreras.

Vi måste också ta krafttag mot sexuella trakasserier, och det nu genast. Sexuella trakasserier är ett brott och en extrem form av könsdiskriminering och får överhuvudtaget inte förekomma i det här huset – och ingen annanstans heller för den delen. Är det något vi har lärt oss efter Me too-uppropen är det att vi måste ta frågan på allra största allvar. Det måste vara obligatoriskt för alla ledamöter i Europaparlamentet att gå utbildningen mot sexuella trakasserier, och det är det minsta vi kan begära. Jag gick själv utbildningen den sjunde december och var den enda EU-parlamentarikern som var på plats. Det är riktigt pinsamt. Jag tror att det var 33 personer av 751 ledamöter som gick den här. Alla ledamöter måste ta sitt ansvar och det är jätteviktigt – vi måste göra utbildningen obligatorisk. Parlamentet måste också ha en helt oberoende arbetsgrupp som granskar situationen rörande sexuella trakasserier i parlamentet. Det är ett arbete som parlamentet inte kan göra själv, vi behöver hjälp och expertis utifrån.

Jag kan också lägga till att jag uppmanar alla medlemsländer och politiska partier att ha varvade listor, för det har väldigt stor betydelse för att det ska bli jämställt. I Sverige har vi haft varvade listor sen 1994 och det har gått mycket bra.

 
  
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  Arne Gericke, im Namen der ECR-Fraktion. – Frau Präsidentin! Dieser Bericht über Gender Mainstreaming wurde vom Ausschuss für die Rechte der Frau und die Gleichstellung der Geschlechter angenommen. Von den 25 Mitgliedern sind nur drei Abgeordnete männlich, drei zu 22 – so viel zur Geschlechterausgewogenheit.

Wir behaupten immer, dass es für unsere Demokratie unentbehrlich ist, Gender Mainstreaming in den Fokus unseres politischen Handelns und Denkens zu setzen. Aber es ist eine Falle. Wir nötigen Frauen dazu, in die Wirtschaft zu gehen und dabei Jobs und Positionen anzunehmen, die viele von ihnen nicht wollen. Wir nötigen sie, Kinder möglichst früh in Krippen abzugeben und zu verwahren. Bindung vor Bildung – notwendig, aber geht verloren. Weder den Müttern noch den Kindern tut man da einen Gefallen. Gleichberechtigung heißt nicht Gleichmachung. EU steht für „United in Diversity – in Vielfalt geeint“. Wo ist die Vielfalt, wenn Frauen und Männer identisch gemacht werden? Wir sollten die Unterschiede, die uns als Mann und Frau auszeichnen, feiern. Lassen wir jeden ganz persönlich entscheiden, welchen Beruf er oder sie ergreifen möchte. Das könnte auch zu mehr Männern im Ausschuss für die Rechte der Frau und die Gleichstellung der Geschlechter führen.

 
  
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  Die Präsidentin. – Ich würde mich auch freuen, wenn mehr Männer Mitglieder des FEMM-Ausschusses wären, denn es täte unserem Parlament gut, wenn die Herren sich auch einbringen würden.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica, en nombre del Grupo ALDE. – Señora presidenta, señora comisaria, quiero felicitar a mi compañera Angelika Mlinar, porque este informe apuesta por un método pedagógico por excelencia para frenar la desigualdad; un procedimiento que resume muy acertadamente la frase de «predicar con el ejemplo». Porque aquí se proponen medidas concretas para que las instituciones europeas sean un ejemplo en materia de igualdad, no solo por lo que dicen, sino por lo que hacen.

Por eso, incorporar más conocimiento, evaluar de manera sincera y honesta lo que hacemos hacia dentro e impulsar otra forma de hacer con compromiso político y presupuestario para fomentar la paridad es básico para convertirnos de verdad en un referente fiable y con plena legitimidad. La reflexión que aquí se defiende y las medidas que se concretan son una necesidad, no son un capricho.

Porque en estos escaños no hay una representación equilibrada entre hombres y mujeres; porque tampoco se observa esa paridad en la selección y el nombramiento de las personas que dirigen nuestra administración; porque seguimos registrando algunos incidentes de acoso en los que la componente sexista, junto con el abuso de poder, restan legitimidad al esfuerzo que hacemos con informes y legislación para hacer desaparecer los efectos de la desigualdad; porque seguimos fallando en aspectos básicos de nuestra comunicación institucional.

Yo misma tuve que escribir al presidente del Parlamento porque la representación icónica de la ciudadanía europea que protagonizaba una campaña muy visible, que se colocó en la plaza de Luxemburgo, era básicamente masculina. Aquí, en definitiva, están representados los problemas que el sexismo produce en ámbitos como el laboral, el de los derechos sociales o el de la seguridad.

Además, este informe no es solo una colección de propuestas acertadas. Es una apuesta por el liderazgo de verdad: otra de nuestras misiones institucionales. La desigualdad es fruto de unos valores interiorizados en muchos subconscientes. Es fruto de estereotipos que impulsan a muchas personas a considerar normales situaciones aberrantes.

Impulsar el cambio necesita de una actitud comprometida de cada uno de nosotros y nosotras que desmonte estos esquemas trasnochados a base de propuestas, actuaciones y resultados. En definitiva, referencias creíbles, iniciativa, coherencia y continuidad de nuestra actuación institucional.

Esperemos que el populismo de ultraderecha, que quiere devolvernos al pasado, que defiende abiertamente la desigualdad y minusvalora la violencia de género no consiga en las próximas elecciones convertir este proyecto en papel mojado.

(La oradora acepta responder a una pregunta formulada con arreglo al procedimiento de la «tarjeta azul» (artículo 162, apartado 8, del Reglamento interno)).

 
  
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  Dobromir Sośnierz (NI), pytanie zadane przez podniesienie niebieskiej kartki. – W Parlamencie Europejskim pracuje stu dziesięciu kierowców, na tych stu dziesięciu kierowców przypadają dwie kobiety. Czy Pani sądzi, że Parlament Europejski dyskryminuje kobiety? Czy może jednak nie wymaga to jakiegoś wymyślania prochu, żeby zrozumieć, że po prostu widocznie kobiety są mniej predysponowane do pracy kierowcy? I być może tak samo jest w przypadku stanowisk kierowniczych? Czy nie bierze Pani tego pod uwagę?

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), respuesta de «tarjeta azul». – Señor Sośnierz, muchas gracias por la pregunta. Usted acaba de utilizar un estereotipo de la situación de las mujeres.

Las mujeres están preparadas absolutamente para todo tipo de trabajos y responsabilidades. Y, precisamente, lo que aquí estamos denunciando es que no tenemos las mismas oportunidades. Es más, hablando de conducción, le voy a decir lo siguiente: cuando yo aprendí a conducir, mi profesor me dijo que todos los estudios que se estaban realizando demostraban que las mujeres conducían mejor porque arriesgaban menos, lo hacían con más seguridad y provocaban menos accidentes.

Para eso estamos trabajando también en las instituciones europeas, para que haya menos accidentes en las carreteras. Seguramente, si hubiera más mujeres conduciendo, la situación sería mejor.

 
  
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  Linnéa Engström, för Verts/ALE-gruppen. – Fru talman! Ett stort tack till föredraganden fru Mlinar, som har gjort ett väldigt bra jobb med det här betänkandet. Vi kan och vi ska gå före i kampen för ett jämställt Europa. I dag kräver vi en handlingsplan för jämställdhet här i Europaparlamentet, för allt arbete här.

Jämställdhet handlar om att ge människor möjlighet att förverkliga sig själva och den inre potential som alla besitter. Det är intimt sammanlänkat med det goda samhället, som utan något tvivel måste bygga på jämställdhet. Diskriminering, trakasserier och våld i nära relationer innebär en stor kostnad för individen och för våra samhällen. Ett aktivt medborgarskap krävs, en bra utbildning, solidaritet, men också att kunna se de här maktstrukturerna och ha modet att förändra dem. Män skadas självklart också av ojämställdhet. Vi har allt att vinna på att bryta upp destruktiva maskulinitetsideal.

Våra folkvalda parlament ska självklart vara föredömen. Den stora gröna vinsten i det här betänkandet är att vi kräver en handlingsplan för allt arbete här i Europaparlamentet.

 
  
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  Eleonora Forenza, a nome del gruppo GUE/NGL. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, quale relatrice ombra del gruppo GUE/NGL, ringrazio anch'io moltissimo la relatrice Angelika Mlinar per il lavoro fatto, ringrazio le altre relatrici ombra, funzionarie e assistenti che hanno contribuito a redigere una relazione puntuale sugli avanzamenti di questa legislatura ma sulla strada, ancora lunga da fare, per raggiungere realmente uguaglianza di genere e integrazione della prospettiva di genere in tutte le politiche dell'Unione e degli Stati membri.

Soprattutto credo che il Parlamento europeo debba esprimere un ringraziamento ai movimenti femministi che, nella storia e in questo presente, combattono per una giustizia e per una politica per tutte e per tutti, per tutti gli esseri umani, per tutte quelle identità di genere che ancora subiscono discriminazione e violenze. Sono loro l'ispirazione e il fondamento di ogni conquista istituzionale, sui diritti umani, sui diritti del lavoro, sul contrasto alle discriminazioni.

Credo sia molto importante sottolineare un dato, che ho fortemente voluto in questa relazione, e per cui esprimo soddisfazione: non ci può essere un uso consapevole del gender mainstreaming a livello istituzionale senza i luoghi che producano autorevolezza e autodeterminazione delle donne. Sto parlando di quegli spazi femministi, come la Casa internazionale delle donne di Roma, come la Casa Lucha y Siesta a Roma, che producono pensiero e politica femminista. La commissione FEMM del Parlamento europeo ha potuto recentemente visitarli, luoghi che stanno subendo un attacco fortissimo da parte di istituzioni locali e nazionali, è un attacco volto a cancellare la loro storia e a disconoscere il loro valore in nome di contabilità e logica del debito.

Voglio chiarire ancora una volta che le donne non sono in debito, le donne sono in credito, a Roma come in tutta Europa, e sono soprattutto l'ispirazione e il nutrimento della politica femminista a livello europeo, sono sicuramente, per me, una fonte di ispirazione e riferimento continuo in questa mia presenza nel Parlamento europeo.

 
  
  

ELNÖKÖL: JÁRÓKA LÍVIA
alelnök

 
  
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  Mylène Troszczynski, au nom du groupe ENF. – Madame la Présidente, Madame la Commissaire, ce rapport, comme bien souvent quand il est question de l’égalité hommes-femmes, est complètement lunaire.

Parce qu’il y aurait un trop grand nombre d’hommes présents dans les institutions européennes ou élus au Parlement européen, vous prônez des listes paritaires strictes ainsi que des quotas obligatoires de femmes. En même temps, vous vous désolez que l’on conteste la légitimité des femmes dans la sphère politique et au Parlement. Êtes-vous à ce point aveuglés par votre idéologie paritaire pour ne pas voir cette réalité? Il est pourtant évident que notre crédibilité à nous, femmes, est violemment remise en question avec de telles mesures. Comment faire confiance à un recruteur quand celui-ci choisit sous la contrainte de quotas absurdes? Comment être une élue crédible face aux citoyens qui disent de vous: «elle a été élue parce que c’est une femme»?

Autre foutaise dans ce texte, l’importance, selon vous, de déconstruire les stéréotypes de genre dans notre communication, en employant non plus le masculin ou le féminin mais un langage dégenré et inclusif pour ne stigmatiser personne et surtout pas les LGBT.

Cela pourrait prêter à rire si la situation sociale des pays européens n’était pas si catastrophique. Pensez-vous réellement que nos concitoyens – et je pense en particulier aux gilets jaunes, en France, qui manifestent depuis près de deux mois pour ne plus avoir à choisir entre payer son loyer et faire plaisir à ses enfants – soient choqués que dans les commissions du Parlement européen la parité ne soit pas respectée ?

À l’heure où l’Europe n’est plus en capacité de protéger ses citoyens à cause de frontières passoires que des millions de migrants franchissent aisément, à l’heure où M. Juncker, par ses traités de libre-échange, met au chômage des millions d’Européens, à l’heure où le communautarisme et l’islamisme gangrènent nos pays et menacent la vie de nos citoyens, votre priorité pour les élections prochaines est la déconstruction des stéréotypes de genre au nom de l’inclusion.

À l’instar de la nouvelle idole des européistes, M. Macron, par ce texte, vous démontrez s’il en était encore possible, votre déconnexion totale avec le monde réel. Les Européens, en mai prochain, vont vous démontrer quelles sont leurs véritables priorités et iront aux urnes vous expliquer ce qu’ils attendent des élus qui les représentent.

(L’oratrice accepte de répondre à une question «carton bleu» (article 162, paragraphe 8, du règlement))

 
  
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  Eleonora Forenza (GUE/NGL), domanda "cartellino blu". – Onorevole Troszczynski, la ringrazio per aver accettato la domanda, ne porgo tre in trenta secondi.

Primo, se Lei ha ascoltato, come ho ascoltato io chiedere in quest'Aula, se le donne sono adatte a guidare degli autoveicoli e se questa cosa non ricade, appunto, dentro la categoria di stereotipo di genere.

Seconda questione, noi abbiamo un gender pay gap enorme, ancora, a livello di Unione europea e di Stati membri. Come affrontiamo questa cosa, senza parlare di stereotipi di genere?

Terza domanda, Lei parlava prima di un reclutatore. Ecco, io non voglio essere una quota di un reclutatore uomo, io voglio cambiare il reclutatore e far sì che i reclutatori siano uomini e donne, questo si fa, mi auguro convenga, cambiando appunto gli stereotipi di genere e superandoli.

 
  
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  Mylène Troszczynski (ENF), réponse «carton bleu». – Je vous remercie pour votre question. Je n’ai pas parlé de femmes qui conduisent des voitures, donc je ne comprends pas trop. En revanche, je suis tout à fait d’accord avec vous sur l’égalité hommes-femmes en matière salariale, je pense que c’est le minimum.

Je suis d’accord, il faut changer les mentalités, mais cela ne doit pas forcément venir de rapports de l’Union européenne. C’est une question de mentalité. Il ne faut pas obliger les gens à embaucher ou à présenter une femme parce qu’elle est une femme, il faut embaucher une femme ou présenter une femme à des élections ou à des postes supérieurs parce qu’elle est capable de le faire et c’est tout.

 
  
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  Bruno Gollnisch (NI). – Madame la Présidente, en 1453, dans Constantinople assiégée par les Turcs, on dissertait sur le sexe des anges. En 2019, dans une Union européenne en pleine déliquescence, on disserte sur le sexe des députés.

Le texte sur l’égalité des genres présente tous les défauts habituels à ce Parlement. Il est verbeux, avec trois pages de visas et plus de 30 considérants. Il condense les caractéristiques du prétendu «politiquement correct» en cette matière. Il procède de l’idée que les rôles des hommes et des femmes, naturellement complémentaires, doivent être en tout, toujours, partout, absolument identiques.

La seule chose qui compte pour vous est qu’il y ait absolument autant d’hommes que de femmes partout, quels que soient les vocations, les goûts, les aptitudes, les sensibilités des uns et des autres. Parité partout, mais alors, comment comptabiliser les troisième, quatrième, cinquième sexes, et quelle place pour ces LGBTI, dont vous avez par ailleurs plein la bouche, si j’ose dire? Le résultat est une culpabilisation et une infantilisation de tous les députés et, bien sûr, des hommes.

 
  
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  Agnieszka Kozłowska-Rajewicz (PPE). – Pani Przewodnicząca! Pani Komisarz! Szanowni Państwo! Zacznę od uwagi, ponieważ trochę się dziwię, że w tej Izbie kwestionuje się wagę czegoś takiego, jak rozbijanie stereotypów płci. Gdyby 100 lat temu pierwsze sufrażystki nie rozbiły stereotypów płci, to tych obrad nie prowadziłaby pani przewodnicząca, reprezentantem Komisji nie byłaby pani komisarz, a my – posłanki – nie przemawiałybyśmy w tej Izbie, bo po prostu kobiet by tutaj nie było w ogóle. Myślę więc, że warto pamiętać o tym, co się wydarzyło przez ostatnie 100 lat.

Jeżeli chodzi o sprawozdanie, to przede wszystkim gratuluję pani Angelice Mlinar tego bardzo dobrego sprawozdania. Nie mam żadnych wątpliwości, że gender mainstreaming, czyli włączanie kwestii równouprawnienia do głównego nurtu polityki, jest kluczowe, żebyśmy osiągnęli cel, jakim jest równe traktowanie kobiet i mężczyzn – cel, który jest zapisany w wielu punktach traktatów, w wielu dyrektywach i rozporządzeniach europejskich.

Jeżeli chcemy ten cel osiągnąć, jeżeli chcemy skutecznie zachęcać państwa narodowe do wysiłku w tym zakresie, to jest oczywiste, że wszystkie instytucje unijne z Parlamentem Europejskim na czele powinny świecić przykładem, pokazać, jak w praktyce funkcjonowania konkretnej instytucji może wyglądać wprowadzenie zasad równego traktowania.

Sprawozdanie zawiera wiele uzasadnionych postulatów i ocen już wykonanych działań, na przykład zwiększone kadry i fundusze na cele walki z mobbingiem w Parlamencie Europejskim, czy też doskonalenie informacji, poradników związanych z równym traktowaniem. Sprawozdanie wzywa do ściślejszej współpracy pomiędzy komisjami parlamentarnymi, co jest uzasadnione, jest istotą tego, co nazywamy gender mainstreaming w temacie równouprawnienia płci, oraz do większego zaangażowania Instytutu ds. Równości Kobiet i Mężczyzn w popularyzację informacji oraz narzędzi do pomiaru równości płci w parlamentach narodowych i w Parlamencie Europejskim.

(Mówczyni odmówiła wysłuchania pytania zasygnalizowanego przez podniesienie niebieskiej kartki przez Dobromira Sośnierza)

 
  
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  Liliana Rodrigues (S&D). – Senhora Presidente, Senhora Comissária, antes de mais, bom ano. Dizer ao senhor deputado que nós não temos mais homens na Comissão das Mulheres porque eles não querem, inclusive no seu próprio grupo. Referir que, em 2003, o Parlamento Europeu comprometeu-se a adotar um programa de ação para a integração da perspetiva de género, inclusive no funcionamento das suas comissões e delegações. 16 anos depois, estamos aqui a discutir o mesmo assunto. Continuamos de facto sub-representadas.

Já aqui foi dito, 36 % dos membros deste parlamento são mulheres e esse é um caso flagrante de falta de perspetiva de género. E queria referir o caso do Partido Socialista português que, pela segunda vez consecutiva, irá apresentar uma lista totalmente paritária às eleições europeias e seria bom que outros Estados-Membros seguissem esse exemplo dentro dos seus partidos. Dizer ainda que, em 2017, sete mulheres faziam parte da composição da mesa do Parlamento, num total de vinte elementos. Menos mal, poderemos dizer, mas, no que diz respeito, aos lugares de chefia desta instituição, ficamos pelos 33%. Os dados, de facto, não abonam a nosso favor.

 
  
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  Elnök asszony. – Köszönjük szépen, Képviselő Asszony! Wiśniewska asszonynak adom meg a szót. Láttam, hogy Sośnierz úr ismét kékkártyára jelentkezett. Úgyis hamarosan szólítom a felszólalásába, engedje meg, hogy most ezt a lehetőséget ne adjam meg!

Wiśniewska asszony, parancsoljon!

 
  
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  Jadwiga Wiśniewska (ECR). – Pani Przewodnicząca! Pani Komisarz! Chciałabym powiedzieć, że to sprawozdanie w sprawie uwzględnienia aspektu płci w Parlamencie Europejskim ma tak naprawdę niewiele wspólnego ze swoim tytułem. Gdybyśmy rzeczywiście realnie mieli skupić się na problemach związanych z płcią, to jednym z głównych, jak nie głównym tematem, byłaby kwestia łączenia życia zawodowego z rodzinnym – z tym problemem borykają się kobiety. Jestem zdziwiona, że w tym sprawozdaniu nie ma odzwierciedlenia tego prawdziwego problemu. Kobiety chcą być matkami, chcą wychowywać dzieci, chcą również rozwijać się zawodowo, a więc naszą rolą powinno być stworzenie takich regulacji, które będą pozwalały kobietom łączyć role.

Kobiety są mądre, dobrze wykształcone i nie potrzebują specjalnych forów, żeby zdobywać stanowiska. Problemem poważnym jest to, że nasze asystentki pracują w Parlamencie od godziny dziewiątej do godziny osiemnastej, więc tak naprawdę dla nich najpoważniejszym problemem jest właśnie to łączenie roli matki i roli pracownika.

Dziwicie się Państwo, że jest tak mało mężczyzn w komisji FEMM, ja się nie dziwię, ponieważ w tej komisji dominuje populizm skrajnej lewicy, który powoduje, że polityka równościowa, polityka na rzecz praw kobiet staje się przez lewą stronę tej sceny politycznej Parlamentu ośmieszona i karykaturalna.

(Mówczyni zgodziła się odpowiedzieć na pytanie zadane przez podniesienie niebieskiej kartki (art. 162 ust. 8 Regulaminu))

 
  
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  Evelyn Regner (S&D), Frage nach dem Verfahren der „blauen Karte“. – Frau Wiśniewska, eine kurze Frage an Sie: Sind Sie sich dessen bewusst, dass der Titel des Berichts „Gender Mainstreaming im Europäischen Parlament“ heißt und nicht „Vereinbarkeit von Beruf und Familie“ oder irgendein anderes x—beliebiges Thema betrifft?

Hier im Hause ist es üblich, dass man in einem Bericht auch über das Thema selbst spricht und nicht über andere durchaus ebenfalls sehr, sehr wichtige Themen.

 
  
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  Jadwiga Wiśniewska (ECR), odpowiedź na pytanie zadane przez podniesienie niebieskiej kartki. – Pani Przewodnicząca! Szanowna Pani! Przed chwilą zwracała uwagę zarówno pani komisarz, jak i pani sprawozdawczyni, że jest niewielki odsetek kobiet na wysokich stanowiskach w Parlamencie Europejskim. Moja diagnoza brzmi tak – dlatego, że nie ma możliwości łączenia pracy zawodowej kobiet i mężczyzn, kobiety w sposób wolniejszy budują swoją ścieżkę kariery. Przy okazji chciałabym zwrócić uwagę, że w tym sprawozdaniu jest obowiązkowe szkolenie dla posłów i pracowników zapobiegające molestowaniu. Czy Państwo aż tak źle oceniacie posłów i pracowników, że trzeba ich uczyć, jak zapobiegać molestowaniu? Dlaczego Państwo się dziwicie, że nikt nie przychodzi na te szkolenia? Przecież te szkolenia tak naprawdę obrażają, ludzie kulturalni takich rzeczy po prostu nie czynią, to są czyny karalne i powinny być ścigane na podstawie kodeksów karnych państw członkowskich.

 
  
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  Dobromir Sośnierz (NI). – Pani Przewodnicząca! Uwzględnianie aspektu płci w sprawach publicznych to się nazywa seksizm, więc tytuł tego sprawozdania powinien brzmieć „Sprawozdanie w sprawie seksizmu w Parlamencie Europejskim”, tak żeby wszyscy wiedzieli, o co tak naprawdę chodzi.

Jeśli się zastanawiamy, skąd się biorą niektóre negatywne stereotypy o kobietach, to być może z pisania takich bezsensownych sprawozdania jak to. To jest naprawdę wstyd dla normalnych kobiet, że feministki w Parlamencie Europejskim domagają się zatrudniania kobiet na jakichś stanowiskach tylko dlatego, że są kobietami. To feminizm jest hańbą dla kobiet.

W punkcie 40. sprawozdawczyni chce oczywiście uciszać sankcjami niewygodne wypowiedzi. Popiera to, że zostały tutaj nałożone sankcje za wypowiedzi, które jej się nie podobają. Chciałem więc powiedzieć, że ja się nie boję waszych kar. Nie zagłuszycie prawdy karami. Możecie sobie te kary nakładać, ale ja czy poseł Korwin-Mikke odpowiadamy przed wyborcami, a nie przed wami, hipokryci, i nie będziecie nam mówić, co nam wolno w tym Parlamencie mówić, a czego nam nie wolno mówić – ani Pani, ani pan Tajani. To Pani powinna się z tego Parlamentu wycofać, skoro Pani nie rozumie, na czym polega wolność słowa, a Pan, Panie Tajani, powinien się podać do dymisji.

 
  
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  Anna Záborská (PPE) – Podľa predloženého textu by som vás mala osloviť rodovo neutrálne. V mojej rodnej reči však nemám na výber: musím sa rozhodnúť, či vás oslovím ako ženy alebo ako mužov. A ani poslancom tohto parlamentu, ani jeho vedeniu, ani jeho tlmočníkom neprislúcha právo politickým príkazom meniť reč, ktorá sa prirodzene vyvíjala už stovky, možno tisíce rokov.

Takéto požiadavky na zavádzanie niektorých až absurdných opatrení kompromitujú snahu o dosiahnutie skutočnej rovnosti príležitostí v prostredí Európskeho parlamentu. A nielen Európskeho parlamentu. Čo je horšie, zatieňujú aj zmysluplné iniciatívy, napríklad na zlepšenie postavenia žien v pracovnom prostredí, nulovú toleranciu pri sexuálnom obťažovaní alebo oceňovanie práce žien a mužov bez ohľadu na pohlavie. Moje štrnásťročné skúsenosti v európskej politike jednoznačne ukazujú, že túto tému opakujeme každé volebné obdobie, zároveň ukazujú, že používanie výrazov, ktorým ľudia nerozumejú škodí hlavne ženám.

Keby sme jasne hovorili o rešpektovaní ľudskej dôstojnosti každého človeka, o rovnocennom postavení žien a mužov, postavenie žien v spoločnosti by mohlo byť už na úplne inej úrovni.

 
  
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  Julie Ward (S&D). – Madam President, I am happy that this Parliament takes the fight for gender equality seriously. At a time when conservative forces are allying against women, girls and LGBTIQ+ people, it’s important to redouble our efforts towards achieving true gender equality.

As we consider how to better add a gender perspective, both to the EU’s policies and the administrative functioning of Parliament, it’s important to keep in mind that this is not only about women. A gender perspective is also important for LGBTIQ+ people whose experiences are often silenced and ignored in policy-making.

We still have a long way to go in terms of diversity in the European Parliament. White, middle-class people remain unacceptably over-represented in our institutions. The EU needs to adopt real policies fostering diversity and inclusion in order to create a real democracy where everyone is represented. One of the ways that I have been addressing this is to offer job-shadowing opportunities to young women and LGBTIQ+ people. Hopefully, some of them will be sitting in this Chamber in the future. Those of us who have achieved in life should never pull up the ladder behind us.

(The speaker agreed to take a blue-card question under Rule 162(8))

 
  
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  Jadwiga Wiśniewska (ECR), pytanie zadane przez podniesienie niebieskiej kartki. – Chciałabym zaprotestować przeciwko określaniu, że konserwatyści są wrogami kobiet i dziewcząt, dlatego że jest to nieuprawnione nadużycie, i bardzo bym Panią prosiła, żeby tego rodzaju określeń nie używać, bo to jest stygmatyzowanie i to jest po prostu zwyczajnie nieprawda. Natomiast chciałbym Panią uprzejmie zapytać, jak Pani uważa, w jaki sposób język neutralny płciowo może zwiększyć szanse kobiet i dziewcząt, ponieważ Państwo proponujecie wprowadzenie języka neutralnego płciowo.

 
  
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  Udo Voigt (NI). – Frau Präsidentin! Ich wundere mich schon sehr, wenn ich den Textentwurf auf Seite 17 Ziffer 40 lese, wie Sie in diesem Textentwurf eine Schelte gegenüber dem Gericht der Europäischen Union aussprechen und sich auf der anderen Seite hinter eine offenbar nicht rechtmäßige Entscheidung des Präsidenten stellen. Fakt ist, das Gericht der Europäischen Union hat die inakzeptablen Angriffe auf die freie Meinungsäußerung in diesem Haus verurteilt und aufgehoben. Die politisch korrekte Zensur von Ihnen auf der linken Seite des Saales hat damit eine schallende Ohrfeige bekommen. Während Sie ständig gegen Ungarn, Polen und jetzt auch Rumänien hetzen und diese Staaten offen diskriminieren, ist dieser Textentwurf ein Versuch, sich in die Arbeit des Gerichts der Europäischen Union einzumischen und die Richter zu bevormunden. Sie haben das jüngste Gerichtsurteil, das ein Sieg der freien Meinungsäußerung ist, zu achten und zu respektieren. Es werden zum Glück immer mehr Stimmen laut, die wie ich Ihre verquere Leugnung natürlicher Geschlechter und die damit verbundene Negierung der Unterschiedlichkeit eines jeden Menschen ablehnen und sich das auch offen zu sagen trauen. Ja, eine Familie besteht für mich aus Mann, Frau und Kindern. Europa wird nur dann eine Zukunft haben, wenn wir endlich die abnorme Politik der Hyperindividualisierung rückabwickeln und anerkennen, dass Geschlechter mehr sind als soziale Konstrukte.

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). – Paní předsedající, chtěla bych připomenout, že poslední zprávu na téma začleňování hlediska rovnosti žen a mužů do činnosti Evropského parlamentu jsme zde projednávali v roce 2016 a její součástí byla i výzva k paritnímu zastoupení ve Výboru pro práva žen a rovnost pohlaví. Uplynuly však téměř tří roky a v tomto ohledu se mnoho nezměnilo. Rovnému zastoupení se zdaleka ani neblížíme právě v tomto výboru, který by měl být symbolický pro Evropský parlament.

Myslím, že pokud nedosáhneme tohoto cíle, tak je velmi úsměvné, dovolte mi říct bohužel až pokrytecké, že chceme ostatní poučovat o potřebě vyvážené reprezentace žen a mužů. My sami nedokážeme tohoto dosáhnout ve výboru, který se má zabývat právě tímto cílem. Připomenu čísla – 7 mužů z 33 řádných členů, 10 mužů z 29 náhradníků. To tedy opravdu není rovné zastoupení. Já to považuji, zřízení tohoto výboru a projednávání takovýchto zpráv, bohužel pouze za určité alibi.

Máme strategii, máme zprávu, máme usnesení, ale v podstatě se nic podstatného nezmění. Myslím, že naším cílem skutečně musí být rovnost žen a mužů. Ochrana žen v jejich přirozené roli – a to je role mateřská. Podpořme ženy, aby mohly rozvíjet svojí profesní kariéru, podpořme ženy v jejich důstojném životě, v jejich mateřské roli, aby mohly řádně pečovat o své rodiny.

 
  
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  Evelyn Regner (S&D). – Frau Präsidentin, sehr geehrte Frau Kommissarin! Das Ziel der Gleichstellung steht ja schon in den Gründungsverträgen der Europäischen Union, das heißt, es gehört zur DNA der Europäischen Union.

Es geht immer um dasselbe: das Begegnen auf Augenhöhe und es geht um das Teilen von Macht. Da tun sich offensichtlich im extrem rechten Eck dieses Hauses einige Leute sehr schwer. Was mir an dem Bericht besonders wichtig ist, ist das Praktische. Was können wir da in der Zukunft umsetzen? Für mich ist es ganz besonders wichtig, dass aus der MeToo-Kampagne nicht nur ein Hashtag übrigbleibt, sondern dass wir auch Maßnahmen in diesem Haus – im Europäischen Parlament – setzen und das heißt, unabhängige externe Experten einzusetzen, an die sich dann allenfalls vermeintliche Opfer wenden können, ohne dass sie Scheu haben. Dazu gehören natürlich auch die verpflichtenden Schulungen. Wichtig ist mir auch das Geld: Wenn es um den EU-Haushalt geht, soll nämlich halbe-halbe – also Gender Budgeting – eingeführt werden.

Gratulation an die Berichterstatterin, die ganze Arbeit geleistet hat und an alle, die da an einem Strang gezogen haben.

 
  
 

„Catch the eye” eljárás

 
  
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  Ruža Tomašić (ECR). – Poštovana predsjedavajuća, kad govorimo o rodno osviještenoj politici u Europskom parlamentu, teško je ne početi s brojnim svjedočenjima o seksualnom uznemiravanju žena u ovoj instituciji. Svaka seksualno uznemiravana osoba mora imati svu institucionalnu zaštitu i ženama ne smijemo poslati poruku da moraju trpjeti odvratno ponašanje da bi ostvarile karijeru.

Žalosna je činjenica i da mnoge žene ne dobivaju zaslužena mjesta samo zato što su žene, ali ništa manje poražavajuće ne bi bilo zapošljavanje ljudi samo na temelju njihova spola. I sama sam kao policijska službenica bila žrtva diskriminacije, ali sam se za svoje mjesto među muškim kolegama pošteno i ravnopravno borila i izborila.

Dolaze nam europski izbori i sastav ovog doma jako će se promijeniti, a bit će promjena i među administrativnim osobljem. Građani Europe trebaju najsposobnije, najradišnije, najhrabrije, najinovativnije i nekorumpirane zastupnike i administratore. Kojeg su oni spola, to je puno manje važno.

 
  
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  Κωνσταντίνα Κούνεβα (GUE/NGL). – Κυρία Πρόεδρε, τι φαίνεται να κάνουμε σήμερα εδώ, επανάσταση; Δεν θα το λέγατε; Και όμως, το πρώτο επαναστατικό πράγμα που μπορεί κανείς και καμιά να κάνει είναι πάντα να διακηρύττει δυνατά αυτά που συμβαίνουν. Το είχε πει η Rosa Luxemburg. Η σημερινή έκθεση λέει δυνατά μια πραγματικότητα που η πλειοψηφία δεν φαντάζεται πως ισχύει στο Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο: ανισότητα! Σε πόσες θέσεις του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου είναι γυναίκες; Μόλις το 36%! Και να μην πω για φύλα που δεν εκπροσωπούνται καν. Χρειαζόμαστε άμεσα ισόρροπη εκπροσώπηση των υποψηφίων σε εκλογές και υψηλά αξιώματα, εκπαίδευση και ενημέρωση για αμερόληπτη και μη στερεοτυπική συμπεριφορά απέναντι στις γυναίκες και την κοινότητα ΛΟΑΔΜ.

 
  
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  Ελευθέριος Συναδινός (NI). – Κυρία Πρόεδρε, ο Θεός δημιούργησε τον άνδρα και τη γυναίκα κατ’ εικόνα και καθ’ ομοίωση. Δεν περιμέναμε ξένους να μας κηρύξουν την ισότητα που η αρχαία ελληνική γραμματεία και ο ελληνορθόδοξος χριστιανισμός διδάσκουν επί χιλιετίες. Είναι οξύμωρο πως οι γραφειοκράτες των Βρυξελλών, που τόσο κόπτονται για τη διαφορετικότητα, προσπαθούν να πείσουν για την απόλυτη εξίσωση και εξάλειψη κάθε φυσιολογικής διαφοράς. Θεμελιώδη δικαιώματα και βασικοί κανόνες ηθικής τάξης γίνονται όχημα πολιτικής εκμετάλλευσης για την προώθηση συγκεκριμένης ρητορικής. Ναι στην ισότητα, όχι εκμηδένιση ή κατάργηση των δύο φύλων. Ναι στις ίσες ευκαιρίες, όχι στις θεσμικές διακρίσεις και την κωδικοποιημένη αποδοχή του ρατσισμού και του σεξισμού. Ναι στην αξιοκρατία, όχι επιπλέον ευνοιοκρατία υπέρ ορισμένων εκλεκτών. Η τυπική επίτευξη στόχων και η διαδικαστική εκπλήρωση κριτηρίων δεν αποτελεί πρόοδο. Επιμένουμε για την επίτευξη πραγματικής προόδου, για την εξάλειψη της εκμετάλλευσης, της κακοποίησης και της σεξουαλικής παρενόχλησης με λογικές και αποτελεσματικές δράσεις.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, κατ’ αρχάς πρέπει να πούμε ότι η ισότητα των δύο φύλων είναι ένα ζήτημα κοινωνικό και, ως εκ τούτου, πρέπει να υπάρξουν κοινωνικές πολιτικές προκειμένου να οδηγηθούμε στην ισότητα των δύο φύλων. Φυσικά, υπάρχουν και ιδεολογικές αντιλήψεις και στερεότυπα τα οποία πρέπει και αυτά να αντιμετωπιστούν. Στη βάση αυτή, λοιπόν, πρέπει κανείς να αντιμετωπίσει το θέμα της ισότητας των δύο φύλων. Θα μείνω στο ζήτημα των ψηφοδελτίων ενόψει των ευρωεκλογών. Στην Ελλάδα υπάρχει πρόβλεψη ότι τουλάχιστον το 1/3 των υποψηφίων πρέπει να εκπροσωπεί ένα εκ των δύο φύλων. Αυτό σημαίνει ότι υπάρχει δυνατότητα να υπάρχει και μεγαλύτερη εκπροσώπηση. Υπάρχει, όμως, στην έκθεση μια πρόταση σε περίπτωση λίστας που λέει ότι πρέπει να γίνεται εναλλαγή στη σειρά των δύο φύλων. Θα έλεγα ότι η λίστα είναι αντιδημοκρατική συμπεριφορά και αντιδημοκρατική ρύθμιση. Είναι σωστό να έχουμε την κατ’ ελάχιστον 1/3 εκπροσώπηση οιουδήποτε φύλου ή και 50%, αλλά από εκεί και πέρα να εκλέγουν με βάση το σύστημα του σταυρού προτίμησης όποιον προτιμούν οι ίδιοι οι ψηφοφόροι. Επομένως, να έχουμε την ισότιμη εκπροσώπηση των δύο φύλων στα ψηφοδέλτια και οι ίδιοι οι εκλογείς να αποφασίζουν ποιον θα εκλέξουν ως ευρωβουλευτή στις επόμενες ευρωεκλογές.

 
  
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  Γεώργιος Επιτήδειος (NI). – Κυρία Πρόεδρε, ήδη από τον προηγούμενο αιώνα, η ισότητα των δύο φύλων έχει γίνει πραγματικότητα και οι γυναίκες έχουν λάβει τη θέση που τους αρμόζει όχι μόνο στον τομέα της εργασίας αλλά και στον τομέα της πολιτικής, καθώς επίσης και στον τομέα κάθε άλλης κοινωνικής δραστηριότητας. Πολλές γυναίκες, ακόμη και σήμερα, έχουν ασκήσει και εξακολουθούν να ασκούν με μεγάλη επιτυχία υψηλού επιπέδου καθήκοντα σε επιχειρήσεις, διαφόρους οργανισμούς και άλλους φορείς. Υπενθυμίζω, επίσης, ότι πολλές γυναίκες υπήρξαν και εξακολουθούν να είναι Πρωθυπουργοί και Πρόεδροι των χωρών τους. Άρα, λοιπόν, η ισότητα υπάρχει. Σε ό,τι αφορά το Ευρωκοινοβούλιο, και εδώ έχουμε ισότητα, διότι το 55% του προσωπικού είναι γυναίκες και σε ό,τι αφορά το θέμα της εκπροσωπήσεως των γυναικών στα ανώτερα κλιμάκια της ιεραρχίας, τόσο τα διοικητικά όσο και τα πολιτικά του Ευρωκοινοβουλίου, δεν πρέπει να αντιμετωπίζουμε το θέμα ως θέμα ποσοστώσεως ως και ως στατιστικό αλλά ως θέμα αξιοκρατίας. Πρέπει να υπάρχουν ίσες ευκαιρίες και τις θέσεις υψηλής ευθύνης να τις καταλαμβάνουν όσες και όσοι έχουν τα απαιτούμενα προσόντα. Εάν δεν δούμε το θέμα αυτό υπό το πρίσμα που σας ανέφερα, τότε η όλη υπόθεση απλά θα καταλήξει σε έκφραση ενός ανικανοποίητου πόθου.

 
  
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  Julie Ward (S&D), blue-card answer. – Madam President, I was just trying to catch your attention because you didn’t give me the opportunity to respond to the blue card from my colleague Wiśniewska, so this is just a way to get your attention. I do think I should answer, because the fight for women’s rights is a fight for all of us.

I am very proud that in my political group we take that seriously and we put it at the forefront of our work in the Socialists and Democrats Group. However, it will not have gone unnoticed by anybody living in the 21st century, in the days that we are experiencing, that President Trump is the most arch-conservative leader that we have seen in decades, and that his influence on right-wing forces across the world means that women are not even keeping pace with the level of equality that we had before. Somehow or other, President Trump has normalised the kind of inequality, mistreatment, sexual harassment and misogyny that existed beforehand. He is a conservative and it is the conservative forces like that that we are now fighting against.

 
  
 

(„Catch the eye” eljárás vége)

 
  
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  Elnök asszony. – Köszönjük szépen, Képviselő Asszony! Elnézést kérek, hogy elfeledkeztem, tényleg kár lett volna ezért a remek felszólalásért. És most megadom a szót a Bizottság nevében Jourová asszonynak, aki egy olyan testületet, hasonlóan a mi Parlamentünkhöz, igyekszik mindent megtenni a nők egyenjogúságáért. Hála a jó Istennek, nagyon erős biztos asszonyok irányítják a portfóliókat. Parancsoljon, Biztos Asszony!

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Madam President, thank you very much for a very interesting discussion which went beyond the scope of the report. I will use the opportunity to also go beyond it and to present the main principles which the Commission and myself keep working on gender equality topic.

The most important principle in my view is equality in opportunities – nobody says that men and women are the same. We speak about equality of opportunities, breaking the stereotypes which stop women from getting to managerial positions, and we all know that this is still an issue. So equality in opportunities.

Then we come to zero tolerance for discrimination and violence against women. We have alarming statistical figures which show that both open discrimination and violence are problems which need to be solved.

And the third principle, we have to unleash the potential of women in both the political and economic sphere, because this will be to the benefit of the whole of society. Again we have a lot of evidence which shows that it is a short-sighted position of society not to enable women to have managerial positions, to use their qualifications, because 62% of university leavers are women, young women who want to take over part of the responsibility of the development of our societies.

And you mentioned many times that one of the issues which women face is insufficient conditions for working mothers to combine their work and family duties.

That is why, keeping these principles, I want to continue until the end of my mandate and I very much count on the support of this Parliament to finish some of the things which we have started.

Speaking about legislation, first of all, there is the work-life balance initiative, the combination of legislative and non-legislative measures which should create these better conditions for the working women and for working parents if you want to have this gender neutral, because we also here speak about the better possibility for men to share more duties at home and to give a wider spectrum of choices for families to use these better conditions, if they wish.

We have to do everything we can to fight again discrimination, as I said, also by supporting civil society institutions. The equality bodies which we are proposing to strengthen their possibilities to represent the victims of discrimination in the courts for instance, to be concrete.

We are doing a lot of things through the funding of various projects which should decrease violence against women. I am in permanent contact with the law enforcement authorities in all the Member States, where we have common clear understanding that violence against women, especially domestic violence, is a crime which has to be punished.

I think we are doing everything possible to achieve the accession of EU to the Istanbul Convention. We are doing our best in promoting women to managerial positions through diversity charters, and are still also negotiating the possibility of the adoption of the women on boards directive.

So there is still a lot of work ahead of us. We are still not at the end of the mandate and it will be very important that in the next mandate, here in this House, will be a lot of women and men who will understand that gender equality is not a choice. It is an obligation and that we have to solve this problem not as a problem of women but as a problem of our society.

So let’s hope the elections will bring a lot of enlightened people to this House, but also to the Commission, who understand the core principles and the things which need to be done, either the continuation of what we are doing now or new ideas and new visions, and hopefully workable measures to be accomplished or to be used to solve the problem.

 
  
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  Angelika Mlinar, Rapporteur. – Madam President, the Committee on Women’s Rights (FEMM) is a non-legislative committee. Since it was mentioned that there are not many men, I would say that this is one of the reasons why there are not so many men present. I’m also sorry for this, but this is a fact. Also, the gender mainstreaming report is a non-legislative report. However, this debate has shown once more how heated and how intense the discussion actually is here in this House when it comes to gender issues.

I would like to thank all colleagues for their contributions – the supporting voices as well as the critical ones – since an open debate is the basis of every good functioning democracy. So is the vote, and I therefore kindly ask for broad support in favour of this gender mainstreaming report tomorrow in order to have a clear democratic decision and a strong commitment by the European Parliament for gender mainstreaming and gender equality.

 
  
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  Elnök asszony. – A vitát lezárom.

A szavazásra 2018. január 15-én, kedden kerül sor.

Írásos nyilatkozatok (162. cikk)

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. – Europos Parlamentas yra įsipareigojęs skatinti lyčių lygybę, moterų teises ir įvairovę savo darbo vietoje ir įgyvendindamas savo politiką. Vienas iš būdų lyčių lygybei skatinti yra lyčių aspekto integravimas į Europos Parlamento darbą. Lyčių aspekto integravimas yra visuotinai pripažįstama lyčių lygybės įgyvendinimo strategija. Jis nėra pats sau tikslas – tai priemonė lyčių lygybei užtikrinti, kai lyčių aspektu grindžiamu požiūriu vadovaujamasi rengiant, kuriant, įgyvendinant, stebint ir vertinant politiką, reglamentavimo priemones ir išlaidų programas. ES pripažįsta, jog lyčių lygybė yra pamatinė teisė, bendra ES vertybė ir būtina sąlyga, kad Sąjunga pasiektų savo augimo, užimtumo ir socialinės sanglaudos tikslus. Taigi, lyčių aspekto integravimas turėtų būti laikomas nuolatiniu procesu, palaikomu sistemingomis pastangomis integruoti lyčių aspektą visais lygmenimis, į visas sritis ir visus politikos kūrimo bei įgyvendinimo procesų etapus. Šiame naujausiame pranešime apžvelgiama dabartinė lyčių aspekto integravimo skatinimo ir užtikrinimo padėtis Europos Parlamente – tiek jo administracijoje, tiek įgyvendinant jo politiką. Jame kritiškai vertinama pastarųjų dvejų metų pažanga ir pateikiamos konkrečios rekomendacijos, kaip toliau gerinti padėtį.

 
  
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  Agnes Jongerius (S&D), schriftelijk. – Wordt 2019 dan het jaar dat we genderongelijkheid écht gaan aanpakken? Honderd jaar geleden kregen vrouwen kiesrecht. Ondertussen is er nog steeds geen vrouwelijke minister-president en lijkt een vrouw aan de top van een EU-instelling ver weg. Het is tijd voor meer vrouwen in de top, en het is tijd dat er meer ruimte is voor mannen in het huishouden en de zorg. Er is veel werk te verrichten, maar laten wij die handschoen opnemen en een verschil maken.

De structurele obstakels die gendergelijkheid in de weg staan, moeten worden neergehaald. Belastingbeleid moet de ongelijkheid niet in de hand spelen, maar juist tegengaan. Individuele in plaats van dubbele belastingheffing is nodig voor een eerlijkere verdeling van betaald en onbetaald werk. Daarmee helpen we de loonkloof van 16 % en de pensioenkloof van 40 % te sluiten.

Ik vind dat de tijd rijp is dat gender geen rol meer speelt in de ambities van een Europeaan. Ik pleit voor een Europa waarin niemand benadeeld wordt in het najagen van zijn of haar dromen. Voor een Europa waarin er gendergelijkheid is in topfuncties. Dat Europa waarvoor ik pleit, is er helaas nog niet.

 

19. Întreprinderea comună europeană pentru ITER și pentru dezvoltarea energiei de fuziune (prezentare succintă)
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  Elnök asszony. – A következő napirendi pont a Marian-Jean Marinescu által az Ipari, Kutatási és Energiaügyi Bizottság nevében készített, a Fúziósenergia-fejlesztési és ITER Európai Közös Vállalkozásról szóló jelentésről folytatott vita (2018/2222(INI)) (A8-0393/2018)

 
  
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  Marian-Jean Marinescu, Raportor. – Doamna președintă, securitatea energetică este un domeniu strategic pentru Uniune, iar fuziunea nucleară este una dintre soluțiile viitoare pentru obținerea acestei necesități. În calitate de raportor al Parlamentului în acest dosar, consider că finanțarea pentru participarea europeană la proiectul ITER, care se referă la obținerea de energie electrică prin fuziune nucleară, trebuie să continue pe întreaga durată a următorului cadru financiar multianual.

Europa a jucat de la bun început un rol principal în proiectul ITER, dezvoltat în strânsă colaborare cu semnatarii non-europeni ai acordului. În calitate de raportor, am susținut acest proiect, având convingerea că trecerea la energia electrică produsă prin fuziune va schimba profund viitorul în domeniul energiei la nivel global.

Șase miliarde de euro va fi contribuția Euratom pentru ca Uniunea Europeană să rămână și în perioada 2021-2027 în acest proiect. Aceste șase miliarde nu sunt altceva decât o investiție în securitatea energetică a Uniunii.

Regret că Parlamentul nu este colegislator și că avem doar un rol consultativ în acest dosar.

Parlamentul European va continua să urmărească derularea acestui proiect în anii următori, în special prin rapoartele de descărcare de gestiune. Fondurile alocate trebuie să fie cheltuite eficient. Agenția europeană responsabilă trebuie să depună eforturi în continuare, împreună cu ceilalți parteneri, astfel încât să nu existe întârzieri în programul propus și nici depășirea costurilor evaluate.

 
  
 

„Catch the eye” eljárás

 
  
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  Flavio Zanonato (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, voglio ringraziare il collega Marian-Jean Marinescu perché ho trovato il suo progetto di relazione largamente condivisibile e, dopo il voto in commissione ITRE, include anche molti degli emendamenti che ho presentato.

È a mio parere doveroso garantire adeguato finanziamento a ITER, che a oggi è riconosciuto globalmente come l'esperimento più accreditato a dimostrare la fattibilità della fusione nucleare.

L'Europa deve quindi continuare a svolgere un ruolo di primo piano nel progetto che, io trovo, ha grande valore simbolico oltre che scientifico. A Cadarache, infatti, le più grandi potenze mondiali, paesi che insieme rappresentano più della metà della popolazione globale, collaborano efficacemente alla riuscita di questo grande esperimento e ne condividono i risultati sperimentali.

È necessario, voglio aggiungere anche questo, e ciò è ben specificato nel testo che abbiamo votato e che voteremo, che l'organizzazione continui nel percorso di perfezionamento e razionalizzazione gestionale, evitando possibilmente che le tabelle di marcia vengano disattese e che si producano ulteriori ritardi e revisioni delle spese al rialzo.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, το πρόγραμμα ITER, δηλαδή η ευρωπαϊκή κοινή επιχείρηση για την ανάπτυξη πυρηνικής σύντηξης, έχει ιδιαίτερο ενδιαφέρον. Να πούμε ότι αυτή τη στιγμή, όπως αναφέρθηκε, συνεργάζονται πολύ σημαντικά μη ευρωπαϊκά κράτη, όπως είναι οι Ηνωμένες Πολιτείες, η Ρωσία, η Ιαπωνία, η Κίνα, η Νότια Κορέα και η Ινδία. Βεβαίως, η Ευρωπαϊκή Ένωση παίζει ένα σημαντικό ρόλο και αυτό δείχνει ότι η επένδυση στην οικονομία της γνώσης είναι κάτι το ιδιαίτερα σημαντικό. Φυσικά, θα πρέπει να προσέξουμε να μην ξεφύγει ο προϋπολογισμός. Γνωρίζουμε ότι δεν είναι εύκολες οι διαδικασίες και όλο το πείραμα. Ξέρουμε ότι πολλές φορές υπάρχουν αρκετά προβλήματα, αλλά στη βάση του ότι μπορούμε πραγματικά να επιμείνουμε σε αυτό το πρόγραμμα και, κυρίως, με έναν τρόπο που να μην ξεφύγει οικονομικά αλλά να συμβάλλει ταυτόχρονα στην ανάπτυξη της ίδιας της τεχνολογίας, θα είναι κάτι το ιδιαίτερα σημαντικό. Στο πλαίσιο αυτό, θα έλεγα ότι για ορισμένες πλευρές αυτού του προγράμματος χρηματοδότηση θα μπορούσε να δοθεί και σε ελληνικά ερευνητικά κέντρα και σε πανεπιστήμια, ούτως ώστε και αυτά να συμβάλλουν σε αυτή την κοινή προσπάθεια.

 
  
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  Michèle Rivasi (Verts/ALE). – Madame la Présidente, je m’inscris en faux par rapport à ce qui a été dit, parce que ce projet ITER n’est pas pertinent dans la mesure où il arrive trop tard. Que dit le GIEC? Il dit que, pour résoudre le problème du réchauffement climatique, il faut arriver à produire de l’électricité sans CO2 avant 2050. Or, le projet ITER a pris énormément de retard et le premier prototype pour fabriquer de l’électricité n’arrivera pas avant 2050.

On est donc en train de dépenser énormément d’argent pour un projet qui arrivera trop tard. Pourquoi énormément d’argent? Parce qu’au début, on nous a dit qu’ITER, c’était 5 milliards d’euros. On en est à 20 milliards d’euros, et le département américain de l’énergie a estimé le coût d’ITER, avec le fonctionnement, à 65 milliards d’euros. C’est vraiment surdimensionné.

De plus, c’est un projet très démesuré. Il est très centralisé et il y a énormément de problèmes techniques. On veut essayer de mettre le soleil dans une boîte et on est incapable de fabriquer la boîte. Il y a des problèmes de disruption, etc.

Comme disait mon collègue Marian-Jean Marinescu, c’est même un projet antidémocratique. Nous, parlementaires, n’avons pas la codécision. Le projet est mené dans le cadre du traité Euratom et seuls les États membres décident.

Par conséquent, il faut quand même revoir les choses de façon rationnelle et, à mon avis, ITER ne constitue pas la solution au réchauffement climatique.

 
  
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  Stanislav Polčák (PPE). – Paní předsedající, já bych chtěl říci, že jaderná energie přestavuje nízkouhlíkovou alternativu k fosilním palivům pro většinu členských států Evropské unie a představuje pro ně také klíčovou skladbu pro tvorbu energie v rámci jejich energetického mixu. Vyrábí se z ní téměř 30 % zdrojů energie pro EU a chtěl bych rovněž podotknout, že OSN v roce 2018 vydala projadernou zprávu se scénářem, jak progresivně pokračovat v ochraně životního prostředí dříve, než bude pozdě, s tím, že v ní vždy hraje podstatnou roli právě jaderná energetika.

Tady se bavíme o výzkumném projektu, který má nepochybně zpoždění, má své problémy, asi přichází také pozdě, ty kapitálové navýšené výdaje je nutné uhradit právě s ohledem na to, že ten výzkum, ta fúzní reaktorová část prostě může být skutečně velmi významným posunem vpřed a může nás jaksi pobídnout i k tomu, jak splnit pařížské klimatické cíle, takže já tuto zprávu beru na vědomí s tím, že je to zpoždění nemilé, ale každopádně představuje to pro nás jistý možný posun vpřed.

 
  
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  John Howarth (S&D). – Madam President, I would like to thank the rapporteur for a report that is perfectly sensible, as far as it goes. However, the obvious elephant in the room is the section that calls for clarification of the role of the United Kingdom. This does, of course, depend on the United Kingdom clarifying its own position. Unfortunately, our Prime Minister Ms May has made something of a mess of this, from the point where she said the UK wished to be outside of the Euratom Treaty.

The Joint European Torus (JET) based at Culham in my constituency is the place – the only place – that has actually made fusion happen, and it is an essential source of expertise. Without the work of JET, the International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER) Project will be subjected to further disruption and delay.

Before Mr Sam Gyimah, the UK’s last Science Minister, resigned over the mess that is the government’s Brexit negotiation, he announced the expansion of the Culham site, with more UK investment and more jobs. I would urge the Commission, when the opportunity arises, to resolve the uncertainty over JET and jobs at Culham as quickly as it can.

 
  
 

(„Catch the eye” eljárás vége)

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Madam President, thank you very much for the fruitful discussions today and in particular the rapporteur, Mr Marinescu, for his report and its call to the Council to approve the Commission’s proposal to continue funding ITER over the course of the next financing period.

As always, Parliament’s views and inputs are crucial to ensure effective European support for this important project. The energy transition and the fight against climate change constitute some of the greatest challenges we face today. In this context, it is essential to develop a low—carbon, environmentally friendly energy source that can work as a complement to renewables and fusion; as an energy source it holds a lot of promise.

ITER, a device of unprecedented scale and sophistication at global level, hosted on European soil, is getting the best world expertise. The project aims for key scientific breakthroughs in the development of fusion as a low-carbon and virtually inexhaustible energy source that should support the EU’s objectives to fight climate change. It is already bringing many concrete benefits for the European economy and society at large, not least through enabling the European industry and research community to enter new markets and develop international cooperation. It is also extremely promising in fulfilling the other dimensions of our energy union to make energy secure for our citizens while supporting growth and job creation.

We want to ensure that Europe continues leading the way on fusion energy. This is why it is so valuable to have the support of Parliament for the project. Thanks to this leadership in the construction of ITER, Europe will be in a privileged position to reap the benefits of constructing and cooperating the first generation of fusion power plants.

The proposed report comes at an important time for the project. In recent years ITER has undergone significant management improvements, which have produced tangible results. The construction of the project needed for the start of experiments is now around 60% complete and the assembly stage of the project will soon start, paving the way for the first experiments in 2022.

And to respond to Ms Rivasi’s contribution: it is true that the fusion will not be commercially available before the second half of the century and therefore does not enter into the portfolio of low-carbon technologies for our climate mitigation strategies up to 2050. However, climate change and decarbonisation of energy production are long-term challenges that will require viable and sustainable solutions, also post-2050. From that perspective fusion does offer attractive prospects for sustainable low-carbon energy strategies for the second half of the century, when fusion could come to represent a suitable complement to renewable energy sources.

The expected advantages of fusion in terms of low-cost fuel abundance and low environmental impact make its development worth pursuing from such a long-term perspective.

All the international stakeholders in ITER are working hard to ensure that the project continues to make steady progress in accordance with the revised schedule that was set in 2016 and endorsed by the Council last year. With the continuous support of the European Union for the project in the next multiannual financial framework, the project should therefore reach crucial stages, contributing to building the energy, security and low carbon economy of tomorrow.

 
  
  

PRÉSIDENCE: SYLVIE GUILLAUME
vice-présidente

 
  
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  La Présidente. – Ce point de l’ordre du jour est clos.

Le vote aura lieu mardi, le 15 janvier 2019.

Déclarations écrites (article 162)

 
  
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  András Gyürk (PPE), írásban. – A világ energiafogyasztása elképesztő ütemben és folyamatosan nő. 50 évvel ezelőtt még harmadannyi energiát fogyasztottunk mint ma, a Nemzetközi Energiaügynökség előrejelzése szerint pedig a következő 20 évben további 30%-kal bővül a kereslet, így nincs más választásunk, mint hogy tartós kapacitásnövelésre rendezkedünk be. Újabb és újabb energiaforrásokat kell bevonnunk, miközben a mostani fogyasztásunk sem fenntartható. Az emberiség egyik legnagyobb aktuális kihívása ez, amelyben egyrészről biztosítanunk kell, hogy egyre többen élhessenek jobban, miközben meg kell védenünk a jövőnket, hogy a későbbi generációk számára is megmaradjon élhetőnek a bolygó.

Egy ilyen radikális kihívásra vélhetően egy radikális megoldás jelenthet csak választ, hiszen a meglévő rendszer finomhangolása valószínűleg nem elegendő. Egy ilyen megoldás lehet a magfúzióban rejlő energia felszabadítása. Tiszta, bőséges és mindenhol megtalálható, de sajnos technikailag egyeltalán nem egyszerű. A természet eme rejtélyének bonyolult és bizonytalan a megfejtése, de ha sikerül, az egy csapásra megoldhatja számtalan problémánkat. Úgy gondolom, hogy fontos, hogy megfelelően támogassuk a magfúziós kutatásokat, különös tekintettel az ITER-re. Ezekben a projektekben a világ vezető tudósainak több évtizednyi kutatómunkájával mérhetetlen tudás halmozódott fel, amelynek az értéke a jövőnkre nézve felbecsülhetetlen. Mint minden alapkutatás, ez sem ígér pontos határidőket, és nem nyújt minőségi garanciákat, de a tudomány fejlődése már csak ilyen.

 

20. Evaluarea modului în care este utilizat bugetul Uniunii Europene pentru reforma sectorului public (prezentare succintă)
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  La Présidente. – L’ordre du jour appelle la brève présentation du rapport de Brian Hayes sur l’évaluation de la manière dont le budget de l’Union est utilisé pour la réforme du secteur public (2018/2086(INI)) (A8-0378/2018)

(La séance est suspendue quelques instants)

 
  
 

Interventions à la demande

 
  
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  Stanislav Polčák (PPE). – Paní předsedající, já bych chtěl poukázat i na tuto nestandartní situaci, že například v České republice se od svého vzniku reformuje systém veřejné správy. To je velmi pozvolný a složitý proces a je důležité právě na reformu veřejné správy využívat i unijní rozpočet.

Je nepochybné, že například zdroje kohezní politiky by neměly nahrazovat členský stát tam, kde by měl být využíván národní zdroj financování, to znamená přestat ho brát jako doplňkový systém, a měl by být samozřejmě tento rozpočet unijní opět orientován především na výsledek. Pozitivní dopad využívání tohoto rozpočtu má potom dopad i na veřejnou správu členských států a ten efekt je tedy potom multiplikován.

Chtěl bych rovněž poukázat, že bychom se neměli zaměřovat jen na otázku financování veřejné zprávy, ale zaměřit se také na výměnu informací. Je to agenda, která využívá vlastně učení se vzájemného sdílení informací. To jsou věci, které jsem si dovolil postřehnout bez přednesení zprávy zpravodajem.

 
  
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  Caterina Chinnici (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il collega Hayes e i colleghi relatori ombra per il lavoro svolto sulla relazione di cui si discute.

In generale, come ci ricorda l'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali, i cittadini hanno diritto a una buona ed efficiente amministrazione e, sebbene l'Unione europea non disponga di competenze normative dirette rispetto all'organizzazione amministrativa degli Stati membri, ritengo sia importante garantire il miglior possibile coordinamento delle risorse che il budget dell'Unione prevede a supporto dell'ammodernamento e della governance amministrativa degli Stati membri. Questo al fine di consentire l'erogazione di servizi e di garantire la corretta implementazione delle politiche europee di solidarietà, coesione e sviluppo.

Particolarmente importante risulta, a mio avviso, la promozione dell’e-government nei rapporti tra amministrazione e cittadino. L'applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche, infatti, può oggi contribuire non solo alla riduzione degli sprechi, ma soprattutto a rendere più semplice, immediato e trasparente l'accesso dei cittadini e delle imprese ai servizi e alle opportunità di finanziamento offerte dai fondi europei.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, κατ’ αρχάς θα ήθελα να επισημάνω ότι οι μεταρρυθμίσεις στη δημόσια διοίκηση των κρατών μελών είναι αρμοδιότητα των ίδιων των κρατών μελών και η Ευρωπαϊκή Ένωση επ’ αυτού δεν έχει καμία αρμοδιότητα. Το λέω αυτό διότι η τρόικα όλα αυτά τα οκτώ χρόνια στην Ελλάδα επέβαλε βίαιες μεταρρυθμίσεις στον δημόσιο τομέα, παρεμβαίνοντας σε περιοχές στις οποίες δεν είχε καμιά αρμοδιότητα και όλα αυτά εκβιάζοντας την ελληνική κυβέρνηση ότι δεν θα έδινε δάνεια. Σε σχέση, βεβαίως, με τα 9 δισεκατομμύρια τα οποία δίνει η Ευρωπαϊκή Ένωση για τη μεταρρύθμιση του δημόσιου τομέα, νομίζω ότι πρέπει αυτά να αξιοποιηθούν με τον καλύτερο τρόπο, να μην αποτελούν άλλοθι για να παρεμβαίνει με επιλογές δικές της η Ευρωπαϊκή Ένωση και, κυρίως, οι Βρυξέλλες, να δοθεί μεγάλη έμφαση ιδίως σε θέματα αξιοποίησης νέων τεχνολογιών, να περιλάβει όχι μόνο την κεντρική διοίκηση αλλά επίσης και την τοπική αυτοδιοίκηση, να έχουμε σημαντικό ρόλο των εθνικών κοινοβουλίων και να έχουμε ανταλλαγή βέλτιστων πρακτικών.

 
  
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  Ruža Tomašić (ECR). – Poštovana predsjedavajuća, kapacitet i učinkovitost javne uprave uvelike utječu na to kako će država članica koristiti dostupna europska sredstva. Iskustva su različita i neke su članice u tome znatno uspješnije od drugih. Pritom treba reći da ne postoji velika zavjera i da su neuspješnije članice same krive što ne koriste europska sredstva koliko bi mogle.

S druge strane, naša je obveza upozoravati na propuste, predlagati rješenja i pružati ruku da bi i njihovi građani u što većoj mjeri osjetili koristi članstva.

Iz hrvatskog iskustva mogu reći da se procedure za dolazak do europskih sredstava dodatno kompliciralo na nacionalnoj razini. No Program podrške strukturnim reformama, za koji sam bila izvjestiteljica, kao i drugi programi koji se oslanjaju na kohezijske fondove, mogu stanje drastično promijeniti nabolje jer kroz financiranje s europske razine nude priliku da se javna uprava na nacionalnoj, regionalnoj i lokalnoj razini educira, profesionalizira i bolje organizira.

 
  
 

(Fin des interventions à la demande)

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Madam President, thank you very much for your initiative on a motion for a European Parliament resolution on assessing how the EU budget is used for public sector reform. On behalf of the European Commission, I welcome this initiative. I agree with Parliament’s analysis that, and I quote, ‘public administration in the Member States is fundamental to the implementation of the EU budget and, when it works effectively, can help to deliver modern systems that improve prosperity and welfare in the EU’.

We also fully agree on the importance of well-coordinated support, exchange of best practices and close cooperation with the Member States. The Commission has already recognised several suggestions in Parliament’s report and is working to follow up on them. For example, by appointing the structural reform support service as policy coordinator for public administration and governance, we will be able to ensure an even higher coherence of the Commission’s work in this area. The service will also work on a benchmark for administrative quality, on pooling and disseminating knowledge and good practices and on a closer dialogue with the Member States in this area.

The Commission is managing and will manage a number of technical support activities and reform projects in the area of governance and public administration. Specific support is also provided under cohesion policy to improve the administrative structures of the Member States for the management of the European Structural and Investment Funds.

I believe we share a common interest with Parliament and, indeed, with the Member States to support the development of modern and quality administration throughout the EU.

 
  
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  La Présidente. – Ce point de l’ordre du jour est clos.

Le vote aura lieu mardi, le 15 janvier 2019.

Déclarations écrites (article 162)

 
  
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  Claudiu Ciprian Tănăsescu (S&D), în scris. – Prezentul raport din proprie inițiativă, fundamentat pe studiul „Reforma sectorului public: cum este utilizat bugetul UE pentru a încuraja această reformă” publicat în 2016, vizează recomandarea ca statele membre să contribuie la creșterea capacității administrative și la îmbunătățirea guvernanței, prin intermediul instrumentelor electronice, sporind astfel accesul cetățenilor la serviciile publice. Studiul arată că potențialul soluțiilor de guvernare electronică ar putea fi unul dintre principalele obiective ale reformelor administrației publice promovate de UE, deoarece ele facilitează accesul cetățenilor la serviciile publice. Administrația publică din statele membre este esențială pentru execuția bugetului UE și, atunci când funcționează în mod eficace, poate contribui la crearea unor sisteme moderne, capabile să crească prosperitatea și bunăstarea în UE. De asemenea, îmbunătățirea capacității și guvernării administrative la nivelul statelor membre ar putea accelera o mai bună utilizare a bugetului UE.

 

21. Orientările UE și mandatul trimisului special al UE pentru promovarea libertății religioase sau de convingere în afara UE (prezentare succintă)
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  La Présidente. – L’ordre du jour appelle la brève présentation du rapport d’Andrzej Grzyb sur les orientations de l’Union européenne et le mandat de l’envoyé spécial de l’Union pour la promotion de la liberté de religion ou de conviction à l’extérieur de l’Union européenne (2018/2155(INI)) (A8-0449/2018)

 
  
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  Andrzej Grzyb, Sprawozdawca. – Pani Przewodnicząca! Pani Komisarz Jurová! Panie Komisarzu Figel’! Chciałem serdecznie podziękować przede wszystkim grupom politycznym, ale też współsprawozdawcom za poparcie mojej inicjatywy, aby Parlament zajął się kwestią wolności religii i przekonań na świecie z rekomendacjami do zmian dla polityk Unii Europejskiej w tym zakresie.

Sytuacja wolności religii i przekonań w świecie jest bardzo specjalna. Pogarsza się ona i można powiedzieć, że nawet moglibyśmy określić, że wiek XXI jest wiekiem również instrumentalizacji religii do celów politycznych. W 2018 roku rozpoczęliśmy pracę nad sprawozdaniem, a to było pięć lat od momentu, kiedy Rada przyjęła wytyczne dotyczące promowania i ochrony wolności religii lub przekonań. Mieliśmy też swój własny wkład, bowiem pani poseł Laima Andrikienė przygotowała sprawozdanie. Niejako dzisiaj tym sprawozdaniem też odnosimy się do postępu w tym zakresie.

Również w ubiegłym roku minęły dwa lata, odkąd przewodniczący Juncker, w odpowiedzi na rezolucję Parlamentu Europejskiego z lutego 2016 roku, ustanowił specjalnego wysłannika do spraw wolności religii i wyznania. Funkcję tę pełni Ján Figel’. Jest to również rok, w którym obchodziliśmy 70. rocznicę uchwalenia Powszechnej Deklaracji Praw Człowieka. Parlament Europejski w projekcie sprawozdania przypomina znaczenie zdefiniowanego w artykule 18. deklaracji prawa do wolności religii i przekonań jako uznanego międzynarodowego prawa człowieka – prawa, które jest chronione również przez artykuł 18 Międzynarodowego Paktu Praw Obywatelskich i Politycznych.

Należy również wspomnieć tutaj porządek prawny samej Unii Europejskiej. W tym roku mija 10 lat od wejścia w życie traktatu lizbońskiego. Artykuł 21 to prawa człowieka w działaniach zewnętrznych, w tym wolność religii i przekonań. Artykuł 17 Traktatu o funkcjonowaniu Unii Europejskiej uznaje status Kościołów i wyznań oraz ustanawia otwarty, przejrzysty i regularny dialog.

Sprawozdanie ma charakter systemowy, horyzontalny. Zwracamy jednak szczególną uwagę na dwa przypadki i tu dziękuję za poparcie moich poprawek, które zwracają uwagę na dramat skazanej na śmierć w 2010 roku za rzekome bluźnierstwo przeciw islamowi chrześcijanki Asii Bibi w Pakistanie. Oczekujemy, że po niedawnym uniewinnieniu władze Pakistanu zapewniły jej i jej bliskim bezpieczeństwo. Mamy nadzieję, że to się wszystko pomyślnie zakończy. Potępiamy również więzienie laureata Nagrody im. Sacharowa z 2015 roku – Raifa Badawiego – za rzekomą obrazę islamu i wzywamy również do jego uwolnienia.

Głównym przekazem sprawozdania jest to, że walczymy o wolność religii i przekonań dla wszystkich. Chciałbym, żeby to dobrze zabrzmiało – wolność religii i przekonań dla wszystkich, bo ci, którzy są prześladowani najbardziej, najbardziej na tej wolności mogą skorzystać.

Twarde dane liczbowe wskazują, że najliczniejszą grupą prześladowaną są chrześcijanie. Mówi się, że nawet ponad 200 milionów. Około 170 tysięcy rocznie ginie. Parlament uznał to w swojej rezolucji z 2016 roku, jeżeli chodzi o masowe mordy Daesz, określając to jako ludobójstwo. Podobnie potwierdził to również Kongres USA. Dotyczy to również innych mniejszości, na przykład Jazydów. Wspominamy również grupę etniczną Rohindżów z Mjanmy.

Tych przykładów można byłoby podawać tutaj wiele. W sprawozdaniu przyjęliśmy szereg rekomendacji – przede wszystkim doceniamy osiągnięcia specjalnego wysłannika od 2016 roku i wzywamy Radę i Komisję Europejską do przeglądu mandatu specjalnego wysłannika i zapewnienia odpowiedniego wsparcia, aby z rocznych mandatów przejść na mandat wieloletni, i do wspierania rozwoju sieci współpracy we wszystkich instytucjach Unii i państw członkowskich. Wzywamy również do skuteczniejszego wdrażania wytycznych Unii Europejskiej, zwiększenia finansowania, liczby szkoleń w instytucjach Unii dla dyplomacji państw i również dla dyplomacji państw członkowskich. Zalecamy włączenie kościołów i związków wyznaniowych w ten proces.

Doceniamy wsparcie finansowe dla projektów poświęconych promocji i ochronie wolności religii i przekonań z budżetu Unii, ale zwracamy też uwagę, że poza europejskim instrumentem na rzecz demokracji praw człowieka te projekty mogą być finansowane w ramach zapobiegania konfliktom, wspierania edukacji i kultury. Wzywamy też Radę i Komisję do utrzymania odpowiedniego finansowania w następnej perspektywie finansowej.

Z uwagą odnotowujemy inicjatywy zmierzające do ustanowienia oficjalnego Międzynarodowego Dnia Organizacji Narodów Zjednoczonych, który upamiętnia ofiary i ocalałych z prześladowań religijnych. Warto, aby Unia Europejska, której akty założycielskie stawiają wolność religii i przekonań wśród jej podstawowych wartości, dołączyła do coraz liczniejszego grona państw wspierających tę inicjatywę. Podkreślę tutaj, że również wysoka przedstawiciel wypowiedziała się w tej sprawie bardzo pozytywnie.

 
  
 

Interventions à la demande

 
  
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  José Inácio Faria (PPE). – Senhora Presidente, Senhora Comissária, o princípio da separação entre Estado e Igreja é um princípio orientador da organização de qualquer Estado democrático que implica a rejeição de qualquer interferência religiosa no funcionamento das instituições públicas, bem como qualquer interferência pública nos assuntos religiosos.

Para nós, europeus, a liberdade religiosa, de crença e de consciência, mais do que direitos, são valores básicos universais dos quais não podemos jamais abdicar sob pena de a própria essência daquilo que representamos, uma Europa democrática, livre e justa, perder todo e qualquer sentido. É por isso que esta Casa tem procurado homenagear as vítimas de perseguição religiosa e de convicção através do prémio Sakharov.

Por tudo isto, Senhora Comissária, gostaria de congratular a Comissão pelo esforço no reforço da promoção da liberdade de religião e na prevenção do extremismo religioso ao longo dos últimos anos, seja através da estratégia global da União Europeia para a Política Externa e a Segurança, seja através do Plano de Ação da UE para os direitos humanos e a democracia.

Termino, referindo que a criação do cargo de Enviado Especial para a promoção da liberdade de religião ou de convicção fora da União Europeia demonstrou ser uma aposta justíssima da Comissão no reconhecimento do primado da liberdade de religião ou de convicção face ao recrudescimento do fundamentalismo religioso.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, η θρησκευτική ελευθερία και η ελευθερία των πεποιθήσεων πρέπει να προστατεύονται τόσο εντός όσο και εκτός της Ευρωπαϊκής Ένωσης. Αυτό σημαίνει ότι τα διάφορα χρηματοδοτικά εργαλεία που υπάρχουν από πλευράς Ευρωπαϊκής Ένωσης, όπως είναι το Ευρωπαϊκό Ταμείο Ανάπτυξης, ο Μηχανισμός Αναπτυξιακής Συνεργασίας, ο Μηχανισμός Προενταξιακής Βοήθειας, πρέπει να δίδονται υπό τον όρο ότι τα κράτη που είναι εκτός Ευρωπαϊκής Ένωσης και παίρνουν αυτές τις χρηματοδοτήσεις θα τηρούν την αρχή της θρησκευτικής ελευθερίας και της ελευθερίας των πεποιθήσεων. Κάτι τέτοιο δεν ισχύει με την περίπτωση της Αλβανίας όπου καταπιέζονται τα δικαιώματα της ελληνικής εθνικής μειονότητας της Βορείου Ηπείρου, όπου δεν τους επιτρέπουν να ασκήσουν τα θρησκευτικά τους καθήκοντα, όπου γκρεμίζονται οι εκκλησίες, όπως ήταν η Εκκλησία του Αγίου Αθανασίου. Σημαίνει, λοιπόν, ότι η Ευρωπαϊκή Ένωση πρέπει να σταματήσει κάθε χρηματοδότηση προς την Αλβανία μέχρις ότου να τηρήσει και να σεβαστεί τα δικαιώματα της ελληνικής εθνικής μειονότητας της Βορείου Ηπείρου.

 
  
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  Jordi Solé (Verts/ALE). – Madam President, every individual has the right to choose what to believe or whether to believe or not, and this right must be protected and preserved through the EU’s internal and external policies. On the one hand, we are happy to see that all dimensions of freedom of religion and belief have been reflected in the final report – not just religious freedoms, but also freedom of thought, conscience and belief. Also, references to the increasingly problematic fate of non-believers and atheists, as well as to the right of apostasy, to change religion or not to have a religion, were included in the report. On the other hand, we regret that the right to voice satirical or critical opinions of religions or religious authorities as a legitimate expression of freedom of thought or artistic creation wasn’t taken into account.

We also insist on the need for the Special Envoy’s mandate to be complementary and coordinated with that of the EU Special Representative on human rights so that any EU action on freedom of religion or belief is placed within the framework of EU’s human rights policy.

 
  
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  Csaba Sógor (PPE). – Madam President, yesterday we celebrated the 451st anniversary of the Act of Religious Tolerance and Freedom of Conscience in Transylvania – today Romania. In a Europe rife with violent religious conflict, this was the first declaration of this sort, laying down the basis of hundreds of years of peaceful and respectful co-existence. Sadly the general situation does not seem to be any brighter today. More than 70% of the global population suffers from restrictions of freedom of religion or belief, and we frequently see violent expressions of religious fundamentalism.

In this context, the creation of the position of the Special Envoy already carries the message that the EU is strongly committed to promoting religious freedom in the world. I also recommend taking a position with a multi-year term and developing its working networks with the other institutions. It is crucial that we implement the EU guidelines on freedom of religion or belief effectively, in order to advance these values worldwide in our foreign policy. Europe needs to set an example once again, as it did nearly 500 years ago.

 
  
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  Marek Jurek (ECR). – Pani Przewodnicząca! Przede wszystkim chcę docenić inicjatywę Andrzeja Grzyba. Znam go, więc wiem, że wkłada serce w to, żeby popierać sprawę obrony wolności religijnej, znam również Jána Figela, więc wiem, że pracuje z najlepszym zaangażowaniem, ale gdy mówimy o tym sprawozdaniu, to niestety ono nosi wszelkie możliwe ślady tego, że nawet najlepsza intencja polityczna podjęta w dzisiejszych warunkach Parlamentu Europejskiego będzie skażona tą całą ideologią, którą w tym sprawozdaniu widzimy. Na wielu stronach nie padło ani jedno słowo o chrześcijaństwie. Pamiętajmy, umieściliśmy we wstępie do Traktatu o Unii Europejskiej stwierdzenie, że inspiracją dla Unii jest dziedzictwo religijne Europy, ale tu się okazuje, że żadnego określonego dziedzictwa nie ma. Można by długo mnożyć te przykłady, ale niestety to nie jest dobre sprawozdanie.

 
  
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  Stanislav Polčák (PPE). – Paní předsedající, já bych chtěl naopak zprávu pana Grzyba vyzdvihnout, protože podle mého názoru je opravdu velmi kvalitní, a měli bychom si uvědomit, že my stojíme na zásadě rovnosti. To znamená rovnosti jak skupin věřících, tak nevěřících. To, co říkal pak kolega Jurek, má sice pravdu, mě taky velmi mrzí, když vidím určitou nekoherentnost evropské politiky, a to v tom smyslu, že řešíme a poskytujeme rozvojovou pomoc mnohdy státům, které pronásledují křesťany. To skutečně není dobrý příklad. Na druhou stranu ta cesta, kterou volí Evropská unie, že chce zřídit zvláštního vyslance právě pro otázku náboženské svobody, je myslím, že velmi správná a já ji chci podpořit, protože náboženství je dneska zahnáno občas do dvou extrémů. Buďto jsou náboženské skupiny pronásledovány anebo je náboženství použito jako politický instrument. My bychom měli tlačit naši polohu, to znamená rovnost práv, ale i záruky náboženské svobody, což je dáno Evropskou chartou, ke které se určitě všichni hlásíme.

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). – Paní předsedající, já se domnívám, že zřízení funkce zvláštního vyslance pro prosazování svobody náboženství nebo víry mimo Evropskou unii je velmi významné a je dobrým rozhodnutím. Je také šťastné, že tím prvním, kdo tuto funkci může zastávat, je od roku 2016 slovenský diplomat a křesťanský demokrat Ján Figeľ. Byl to právě on, který spolu s českými diplomaty v Súdánu vyjednával o propuštění českého humanitárního pracovníka Petra Jaška. On byl odsouzen k dvaceti letům odnětí svobody kvůli dokumentování pronásledování křesťanů v Súdánu. K jeho propuštění pak následně došlo a já se domnívám, že to byla také právě iniciativa pana bývalého komisaře Figeľa, ale také Evropského parlamentu a Komise spolu s českou diplomacií, která pomohla k propuštění Petra Jaška. Odsouzených a pronásledovaných osob jsou stále miliony a je důležité nepolevovat v jejich ochraně.

 
  
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  Γεώργιος Επιτήδειος (NI). – Κυρία Πρόεδρε, όσοι ισχυρίζονται ότι η Ιστορία επαναλαμβάνεται θα πρέπει να αισθάνονται δικαιωμένοι. Μετά από δεκαοκτώ αιώνες αφότου έληξαν οι διωγμοί εναντίον των χριστιανών, αυτοί δυστυχώς επαναλαμβάνονται στη σημερινή εποχή από διάφορα κράτη της Μέσης Ανατολής, της Ασίας και της Αφρικής. Χριστιανοί διώκονται για την πίστη τους και περισσότερο από 215 εκατομμύρια έχουν υποστεί κάθε είδους ταπεινώσεις και διωγμούς. Ακόμη και σήμερα, δυστυχώς, υπάρχουν γυναίκες και κορίτσια που υποφέρουν σεξουαλικά για την πίστη τους στον Ιησού Χριστό. Στην Ελλάδα, η οποία έχει το 95% του πληθυσμού ορθοδόξους χριστιανούς, έχουν σημειωθεί περισσότερα από 556 περιστατικά επιθέσεων εναντίον των θρησκευτικών τόπων, δηλαδή των τόπων προσευχής. Πρέπει η Ευρωπαϊκή Ένωση αυτό το φαινόμενο να το πατάξει και να μην χρηματοδοτεί χώρες οι οποίες καταπιέζουν τις θρησκευτικές ελευθερίες και να μη δέχεται προς ένταξη χώρες όπως η Αλβανία, η οποία παραβιάζει τα ανθρώπινα δικαιώματα.

 
  
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  Alojz Peterle (PPE). – Gospa predsedujoča, imenovanje posebnega odposlanca za promocijo verske svobode je bila odlična odločitev predsednika Evropske komisije Jean–Clauda Junckerja in ni bila pozdravljena samo v Evropski zvezi.

Posebni odposlanec Ján Figel ima veliko dela in ga odlično opravlja. Z njegovim delom se Evropska zveza postavlja na stran tistih, ki jim je ogrožena ena od temeljnih pravic, in mislim še nekaj, da ima delo Jána Figla pozitivni povratni vpliv na Evropsko zvezo, kajti s pomočjo tega dela smo okrepili zavest o pomenu verske svobode v številnih državah tega sveta, in želim si, da bi ta zavest vplivala bolj tudi na našo zunanjo politiko.

Moje vprašanje gospe komisarki Jourovi je, kako namerava Evropska komisija okrepiti vlogo posebnega odposlanca.

 
  
 

(Fin des interventions à la demande)

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Madam President, first let me thank the rapporteur, Mr Grzyb, and Parliament for the good cooperation on this report. We very much share its spirit and the call to deepen our work on freedom of religion or belief outside the EU.

As the report stresses, freedom of religion or belief is dramatically under attack across the world. People of all faiths are being persecuted because of their beliefs. As the report stresses, discrimination based on faith is widespread. Legislative hurdles for registering religious groups are proliferating, as well as blasphemy and apostasy laws criminalising freedom of thought. As many of you stressed here, these are first and foremost violations of fundamental human rights embedded in the Universal Declaration that was approved just over 70 years ago. Faith cannot be imposed and it cannot be prohibited. The report stresses that these violations also undermine a society’s resilience. They hamper development and they foster instability and war.

For these reasons, in the past year we raised our concerns about violations of religious freedom in more than 20 human rights dialogues with countries from the Middle East and North Africa and from several parts of Asia. Both the EU Special Representative for Human Rights and the Special Envoy for the promotion of freedom of religion or belief have been actively promoting this right worldwide. They both conducted several missions to engage with governments and religious actors.

I want to highlight the multilateral dimension of our work on this issue. The report underscores the necessity to keep working actively within the United Nations system and praises the current EU engagement. I can reassure you that in 2019 we will continue to honour this commitment. In all our dialogues we stress that all human rights are connected and that freedom of religion and belief must go together with freedom of expression, freedom of association and peaceful assembly, but also with women’s rights and LGBTI rights.

The report calls for stronger interinstitutional cooperation. Since the elaboration of the EU Guidelines on freedom of religion or belief in 2013, this has been a constant goal for our action. The best way to foster coordination is to have a common understanding of the tools available and the challenges we face. As the report emphasises, in order to achieve our common vision, we have multiplied training for our staff both in Brussels and delegations. In line with the report’s recommendations, we will keep engaging actively with religious leaders, scholars, faith-based organisations, non—believers and human rights defenders.

The overall picture is not at all rosy, yet we still witness signs of hope. For instance, we have seen in 2018 some prominent freedom of religion and belief defenders freed from jail. In different parts of Africa faith leaders have led reconciliation dialogues. As we fight against the violations of freedom of religion and belief, we will also continue to support these signs of hope all across the world.

 
  
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  La Présidente. – Ce point de l’ordre du jour est clos.

Le vote aura lieu mardi, le 15 janvier 2019.

Déclarations écrites (article 162)

 
  
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  Marijana Petir (PPE), napisan. – Jedan od deset kršćana u svijetu danas pati od nekog oblika vjerskog progona – bilo da je riječ o diskriminaciji ili teškom nasilju. Vjerski progon danas poprima najrazličitije oblike te svakim danom jača, dok su upravo kršćani najprogonjenija vjerska skupina na svijetu.

Svake godine 255 kršćana biva ubijeno, a 104 oteto. Svake godine 180 kršćanskih žena biva silovano, seksualno zlostavljano ili prisiljeno na brak. Godišnje se napadne 66 kršćanskih crkava. Svake godine 160 kršćana biva zatvoreno bez prava na suđenje.

Zadatak gospodina Jana Figela kao posebnog izaslanika EU-a za promicanje slobode vjeroispovijesti ili uvjerenja izvan EU-a nije nimalo lak, no on ga je u protekle dvije i pol godine obavljao vrlo odgovorno. Koliko je to mogao u okviru mogućnosti koje su mu dane, a one uistinu nisu velike.

Činjenica jest da je ovaj mandat samo savjetodavni. Riječ je o ugovornom uređenju bez redovite plaće, bez osoblja i bez proračuna za rad. Smatram prijeko potrebnim institucionalno ojačati mandat posebnog izaslanika EU-a za promicanje slobode vjeroispovijesti ili uvjerenja izvan EU-a. Životi milijuna kršćana svakodnevno su ugroženi, oni od EU-a trebaju konkretna rješenja i djelatne akcije. Riječi su samo prazno slovo na papiru ako ih se ne pretvori u djela.

 

22. Egalitatea de gen și politicile fiscale în UE (prezentare succintă)
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  La Présidente. – L’ordre du jour appelle la brève présentation du rapport de Marisa Matias et Ernest Urtasun sur l’égalité des genres et les politiques fiscales dans l’Union européenne (2018/2095(INI))(A8-0416/2018).

 
  
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  Marisa Matias, Relatora. – Senhora Presidente, Senhora Comissária, quero começar por agradecer a Ernest Urtasun e a toda a equipa que trabalhou para que este relatório fosse uma realidade. Foi uma honra ter trabalhado com estas pessoas em concreto. Quero também agradecer aos relatores-sombra dos diferentes grupos parlamentares pelas suas contribuições e disponibilidade para negociar.

As desigualdades de género na União Europeia são uma triste realidade. Várias vezes nesta Casa são abordadas e foram já aprovadas inúmeras resoluções que identificam as várias dimensões da desigualdade entre homens e mulheres e apelam ao seu combate. Mas sejamos realistas. Para combatê-las é preciso ter uma perspetiva de género em todas as políticas e não apenas declarações de intenções que nada mudam.

Uma das áreas fundamentais para esse combate é a da fiscalidade. As mulheres estão sub—representadas no mercado de trabalho, com uma taxa de emprego global 12 % inferior à dos homens, e, das mulheres que trabalham, um terço fá-lo apenas a tempo parcial. A desigualdade salarial entre homens e mulheres é de 16 % e nas pensões de reforma essa desigualdade é de 40 %. Anos e anos de efeito acumulado das várias disparidades. Não só ganham menos, como são as mulheres que mais interrompem as suas carreiras e são as mulheres que mais se dedicam a cuidar dos filhos ou de familiares com deficiência ou com necessidades permanentes de apoio. Na União Europeia, 80 % dos cuidados são prestados por cuidadores informais dos quais 75 % são mulheres.

As políticas de tributação, diretas e indiretas, são também desfavoráveis às mulheres. As políticas regressivas que observámos dos últimos anos no que toca à tributação do trabalho, das sociedades, do consumo ou da riqueza enfraqueceram a capacidade redistributiva dos regimes fiscais e traduziram-se num aumento da desigualdade de rendimentos, assim como numa alteração estrutural da fiscalidade que transferiu a carga fiscal para os grupos com mais baixos rendimentos, afetando particularmente as mulheres.

Com este relatório, nós apresentamos recomendações específicas aos governos para combater estas desigualdades em quatro áreas distintas. Em primeiro, na fiscalidade direta, seja na tributação do rendimento das pessoas singulares, na tributação das sociedades ou na tributação do capital e da riqueza. Em segundo lugar, na fiscalidade indireta, em particular os regimes de IVA que sobrecarregam as mulheres quando bens de primeira necessidade e de higiene continuam a ser tributados como se fossem bens de luxo. Em terceiro lugar, no impacto da evasão e elisão fiscais que afetam diretamente os recursos disponíveis para os serviços públicos promotores da igualdade por excelência. Em quarto, por último, na integração da igualdade de género nas políticas fiscais, nomeadamente através de avaliações regulares do impacto das políticas fiscais em matéria de género.

Neste relatório nada é impossível de executar se houver uma real vontade política para que mulheres e homens sejam tratados por igual. É esse o sinal que deve ser dado pelo Parlamento amanhã quando votar esta proposta.

 
  
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  Ernest Urtasun, ponente. – Señora presidenta, quisiera empezar rindiendo homenaje ―antes de entrar en la materia― a Pawel Adamowicz ―el alcalde de Gdansk, que acaba de morir asesinado como consecuencia del ataque que sufrió ayer―, auténtico defensor de los derechos y de las libertades en esta Europa amenazada por la emergencia de fuerzas oscuras. Su asesinato es una tragedia europea, y quiero empezar hoy mi intervención rindiéndole homenaje y diciendo que su pelea por las libertades y los derechos es la pelea, y seguirá siendo la pelea, de todos y todas.

También quisiera empezar expresando mi agradecimiento a Marisa Matias por la elaboración de este informe, así como a los equipos que han hecho posible que hayamos puesto, por primera vez, una cuestión central, como es la fiscalidad, en el centro de las políticas de igualdad de género. No podemos seguir ni un minuto más en un ámbito tan fundamental, que define nuestro modelo de bienestar y nuestros recursos y cómo afrontamos, cómo recaudamos y cómo gastamos nuestros recursos, sin que esto se haga sin ningún tipo de perspectiva de género.

Y es importante porque permite ir a la ofensiva en una agenda de igualdad de género que debe ser extremadamente ambiciosa. Tengo que decir que en los cuatro años que llevo aquí hemos tenido una agenda de igualdad extremadamente tímida. La mayoría de las directivas en materia de igualdad están paradas en el Consejo, ya sea la Directiva relativa a la representación de las mujeres en los consejos de administración, ya sea, también, todo el proceso que tuvimos que realizar con la retirada de la Directiva relativa a los permisos de maternidad, y también las dificultades que estamos teniendo con la ratificación del Convenio de Estambul.

Hemos tenido una legislatura extremadamente tímida en materia de igualdad. Y tenemos que ser conscientes de que, en estos momentos, hay fuerzas que están emergiendo de una manera brutal a escala de la Unión Europea, que se están poniendo en cuestión principios fundamentales, como, por ejemplo, que existe la violencia de género, por parte de formaciones políticas que están teniendo muchísimos votos en la Unión Europea, como, por ejemplo, acabamos de ver recientemente en Andalucía.

Y, por cierto, quiero felicitar a todas las personas que saldrán mañana a la calle en España ―en solidaridad con las mujeres andaluzas― tras el aberrante acuerdo al cual se ha llegado, que también por la participación de ese partido es una auténtica vergüenza de cara a la igualdad de las personas.

Pero estas fuerzas están poniendo los fundamentos en cuestión. No podemos estar en estos momentos volviendo a debatir si existe o no violencia de género. Tenemos que ir a la ofensiva, con una agenda de igualdad de género que sea realmente ambiciosa, combatiendo la violencia, combatiendo las desigualdades salariales e incluyendo nuevas formas de discriminación que no se han tratado nunca. Por ejemplo, la fiscalidad, que es de lo que trata este informe. Y, por lo tanto, empezar a tener políticas públicas que analicen cómo nuestros sistemas tributarios, tanto en imposición directa como indirecta, atajan la desigualdad es muy importante.

Y este informe, por ejemplo si hablamos de la cuestión de la fiscalidad directa, establece cómo en muchos Estados miembros de la Unión Europea hemos visto que la obligación de hacerlo, la posibilidad de hacer tributaciones sobre la renta conjuntas desincentiva que el segundo proveedor de esa declaración acceda al mercado de trabajo. Y eso es una discriminación directa que fomenta que la mujer tenga dificultades para el acceso al mercado de trabajo.

O, si hablamos de la fiscalidad indirecta ―y eso muchos movimientos, en muchos países, en Francia y en otros países lo han señalado―, ¿cómo puede ser que, en estos momentos, productos que son de primera necesidad para las mujeres estén cargados con un IVA de lujo? Esto es absolutamente intolerable. Y también, otra de las cosas que señala informe, que es muy importante. Hay que ver cuáles son las pautas de consumo diferenciadas entre hombres y mujeres. Y si se analizan, se ve de una manera muy clara que las mujeres en estos momentos soportan más IVA de media que los hombres.

Por lo tanto, ni el Semestre Europeo ni todos los debates que estamos teniendo sobre fiscalidad, que los ha habido muy importantes en este mandato, pueden seguir haciéndose siendo absolutamente ciegos ante la cuestión de la igualdad de género y la fiscalidad.

Y por eso, este informe, y con esto termino, hace un llamamiento a que a partir de ya y, sobre todo, en la próxima legislatura abordemos este fenómeno de manera ambiciosa y recuperemos esa agenda de igualdad de género ambiciosa y valiente, que es lo que necesita la Unión Europea.

 
  
 

Interventions à la demande

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). – Paní předsedající, já chápu záměr kolegů, kteří se snaží nastolit rovnost žen a mužů, chtějí snížit rozdíly v odměňování žen a mužů, ale kolegyně a kolegové, toto není dobrá cesta, kterou jste zvolili. My nemůžeme v zájmu tohoto cíle porušit subsidiaritu. Daňové rozhodování, systém daní, to je přece především pravomoc členských států. A já vždycky budu pro to, aby bylo možné využívat například rodinného zdanění, práva rodin využívat daňových slev, vždyť je to ten nejlepší nástroj, jak pomoci stmelovat rodiny, jak využít toho, aby ženy tímto naopak byly zvýhodněny, pokud členský stát má tuto daňovou výhodu. Tato zpráva jde přesně opačným směrem. Je mi to velmi líto, já si například vážím kolegy Urtasuna, který je jedním z těch mála odvážných mužů, který je členem Výboru pro práva žen a rovnost pohlaví, ale toto není dobré řešení.

 
  
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  Julie Ward (S&D). – Madam President, it’s deplorable that there is still a gender bias in our taxation system, and I’m happy that this report highlights particularly period poverty. It’s a real issue for women and girls across Europe and a fundamental concern. It’s awful that poverty prevents people from accessing the basic health products that they rely upon.

In Blackpool, in my constituency, local councillors have been supporting the Red Box Project to supply free sanitary products in schools. As 49% of respondents to a 2017 survey reported missing school due to their periods, the importance of free sanitary products is clear. Another survey in the northwest showed 44% of respondents had used toilet paper in place of sanitary products. Education and dignity shouldn’t be affected owing to zero access to basic health products.

I support removing VAT from these products to make them more affordable and call on Member States to ensure that there is access to free products in public spaces. I also call for the EU to push for more radical steps to make sanitary products free across the EU.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, οι φορολογικές πολιτικές επηρεάζουν το εισόδημα των πολιτών και φυσικά επηρεάζουν και την ισότητα των δύο φύλων καθώς οι γυναίκες είναι πολύ πιο ευάλωτες στον τομέα της οικονομίας. Το πρώτο που θα πρέπει να δούμε είναι ότι πρέπει να σταματήσει ο επιθετικός φορολογικός σχεδιασμός γιατί με αυτό τον τρόπο οι διάφορες πολυεθνικές δεν πληρώνουν φόρους εκεί όπου αποκομίζουν τα κέρδη αλλά σε φορολογικούς παραδείσους. Το δεύτερο θέμα είναι η υπερφορολόγηση, αυτό ισχύει ιδίως για την Ελλάδα. Τεράστιοι φορολογικοί συντελεστές και φορολογική λεηλασία από την πλευρά της τρόικας προκειμένου η Ελλάδα να πετύχει τα περίφημα πλεονάσματα. Δηλαδή, να δίδει 3% του ελληνικού ΑΕΠ στους δανειστές κάθε χρόνο μέχρι το 2022. Επιπλέον, αυξημένος φόρος προστιθέμενης αξίας στα βασικά είδη διατροφής, πολύ δε περισσότερο στα νησιά του Αιγαίου τα οποία βρίσκονται απομακρυσμένα από την κυρίως Ελλάδα. Αυτό έχει σαν αποτέλεσμα πραγματικά να ενισχύεται η φτώχεια και ο κοινωνικός αποκλεισμός και πολύ περισσότερο ο κοινωνικός αποκλεισμός των γυναικών. Επομένως, πρέπει να ληφθούν συγκεκριμένα μέτρα στο επίπεδο της φορολογίας.

 
  
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  Anna Záborská (PPE). – Madame la Présidente, Madame la Commissaire,

niektoré skupiny v tomto Parlamente dokážu urobiť legitímny predmet rokovania aj z tém, o ktorých by tento Parlament nemal rokovať už z princípu subsidiarity.

Predložená správa o rodovej rovnosti a daňových politikách v EÚ je toho príkladom. Zásadne odmietam všetky formy nepriamej alebo priamej diskriminácie žien. Spoločné zdaňovanie manželov však nie je namierené proti ženám. Naopak, členské štáty ním zvýhodňujú rodiny – ženy a mužov, ktorí sa zaviazali k vzájomnej starostlivosti a sú ochotní prijať a vychovať deti. Za nešťastnú považujem aj požiadavku na väčšinové hlasovanie v Rade v otázkach daní. Jej prijatím by sa vytvoril priestor pre populistov a nacionalistov, ktorí by nás obvinili zo zrady národnej suverenity. To by sme nemali pripustiť.

 
  
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  Stanislav Polčák (PPE). – Paní předsedající, já nechci zlehčovat to téma, rozhodně chci říci, že ve zprávě je celá řada velmi instruktivních příkladů a pozitivních momentů. Obecně bych chtěl zdůraznit, že nerovnost je možné pozorovat ve všech společnostech v přístupu ke službám, ve zvyšujícím se rozdílu v příjmech mužů a žen. Tady bych chtěl si posypat trochu hlavu popelem, protože Česká republika dosahuje poměrně velmi výrazného rozdílu ve výši příjmů mezi muži a ženami.

Žena a muž jsou samozřejmě pro mě rovnocenní partneři. Ovšem v případě daňové politiky je jasné, že se ty jejich příjmy prostě bohužel dělí, a na to právě ta zpráva rovněž poukazuje. Myslím si, že bychom měli určit právě tu roli zejména pro členské státy, protože jsou to ony, které mají v tomto případě nezastupitelnou roli, a ony by měly vytvářet sociální systém, takový daňový systém, který bude rovnocenný. To znamená vycházet z té rovné zásady. Já tady nechci zpochybňovat motivaci kolegů, proč tuto zprávu předkládali, ale zároveň si myslím, že subsidiarita by měla v tomto smyslu hrát preferovanější místo.

 
  
 

(Fin des interventions à la demande)

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Madam President, I would like to thank you for placing the issue of gender equality and taxation on Parliament’s agenda. As was mentioned many times, taxation is a key element of public policy and is central to securing an efficient and stable economy in a fair and inclusive society.

Fairer taxation in the single market has been at the core of the Commission’s mandate. Also, gender equality is one of the fundamental values and objectives of the European Union. The current strategic engagement for gender equality includes a strong dimension aimed at mainstreaming gender policies throughout other Union policies, including taxation, without calling into question sovereignty and subsidiarity in this sphere.

Parliament’s recommendations on how to take the gender perspective into account in taxation matters will contribute to modern tax policies capable of responding to the common challenges of an increasingly integrated economy with a clear social dimension. The importance of tax disincentives has been highlighted, especially in the Commission’s Communication on work-life balance which was adopted in April 2017. As set out in the Communication, the Commission has included the issue in the annual tax policy survey and considered it in the context of the analysis of labour taxation and its impact on inclusive growth.

Supporting gender equality is an important element of the European Semester tool which is discussed in depth in many country reports. Several Member States received country-specific recommendations to tackle gender gaps in terms of employment rate and pay and pension levels.

This also covers addressing disincentives for second earners, usually women, to work or to work full time, including through taxation. This is currently identified as a challenge under the European Semester, notably for Germany and Belgium, to be specific.

Taxation has furthermore a role to play in supporting gender equality, for example as a funding source of essential public services. In that context, we appreciate the support of Parliament. Direct tax policies cannot be based on the belief that households always pool and share their funds equally. On the other hand, indirect taxation depends on consumption patterns. It cannot be the aim of VAT or excise duties to encourage or discourage the consumption of specific products just because they are consumed more by either women or men.

Female hygienic products are obviously an exception. They are only consumed by women and they are a necessity. Therefore, Member States have the possibility to apply a reduced VAT rate to them, as they can do for food or care services.

That being said, the gender gap is often caused by a lack of adequate care services as well as working time arrangements or family leave, which allow those with care responsibilities to combine work with private life. Also, it is important to ensure an equal sharing of care responsibilities between men and women. Therefore, more needs to be done beyond tax policies to tackle gender equality. A comprehensive approach is needed based on a combination of legislative and non-legislative measures, and this is the approach of the Commission, for instance in our work-life balance package and the strategic engagement for gender equality.

Let me conclude by emphasising that the Commission in its actions remains committed to promoting equal economic independence for women and men, closing the gender pay gap, which is still quite high in several Member States, advancing gender balance in decision-making and gender-based violence and promoting gender equality beyond the EU. Taxation is one of the important areas for achieving this.

 
  
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  La Présidente. – Ce point de l’ordre du jour est clos.

Le vote aura lieu mardi, le 15 janvier 2019.

 

23. Conducerea autonomă în transportul european (prezentare succintă)
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  La Présidente. – L’ordre du jour appelle la brève présentation du rapport de Wim van de Camp sur les véhicules autonomes dans les transports européens (2018/2089(INI)) (A8-0425/2018).

 
  
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  Wim van de Camp, Rapporteur. – Voorzitter, voor zover ik dat nog niet gedaan heb, wens ik iedereen nog een gelukkig nieuwjaar en veel gezondheid in dit verkiezingsjaar. Op de eerste plaats wil ik mijn schaduwrapporteurs bedanken, maar bovenal de rapporteurs van de IMCO-commissie en de Commissie juridische zaken, die beide op mijn initiatiefverslag een goed advies hebben uitgebracht waar ik zo meteen nog even op terugkom.

Ik wil erop wijzen dat dit initiatiefverslag niet alleen over auto's gaat, maar ook over andere vervoermiddelen, bijvoorbeeld de metro, de trein en de zelfvarende binnenvaartschepen. Dat is een industriële ontwikkeling die wij zeker kunnen omarmen. Het gaat hierbij ook om Europees industriebeleid, en met name de spin-off naar andere sectoren, zoals we dat gezien hebben bij de ruimtevaart, is bij de ontwikkeling van zelfrijdende voertuigen van groot belang. Dit dossier is zeker ook verbonden met het innovatieprogramma Europa 2030. Tegelijkertijd speelt hier de concurrentiepositie met de Verenigde Staten, China, Zuid-Korea en zelfs Israël. Zij zijn allemaal bezig om zo snel mogelijk zelfrijdende voertuigen te ontwikkelen.

Een ander belangrijk aspect in dit dossier is de verkeersveiligheid. Ik weet dat uw collega, mevrouw Bulc, zeer bezorgd is over de verkeersveiligheid: 90 % van de verkeersongevallen in Europa vindt immers plaats door menselijk falen. Wanneer je over verkeersveiligheid praat, dan spreek je ook direct over de aansprakelijkheidsvraag. Wie is er aansprakelijk bij het zelfrijdende voertuig? En daar heeft onze Commissie juridische zaken waardevolle dingen over gezegd.

Een ander belangrijk punt in dit dossier is de psychologie van de zelfrijdende auto. Met andere woorden: is de individuele Europese burger eraan toe om zich over te geven aan een volledig zelfrijdende auto? Dat zal nog wel wat omwenteling en wat omschakeling van die burger vergen. Ik vraag hier ook aandacht voor de werknemers. Er zijn veel werknemers in de auto-industrie en daaraan verbonden bedrijven die zich zorgen maken over hun werk bij een volledig zelfrijdend voertuig.

Ik vraag speciale aandacht bij de Commissie voor de regelgeving. Het is van eminent belang dat wij in Europa één regelgeving krijgen opdat zelfrijdende voertuigen, of dat nou een trein is of een boot of een auto, zonder grensproblemen de lidstaat kan verlaten. En ik verwijs nog maar even naar de Verklaring van Amsterdam van 2016 en de werkzaamheden in Genève om tot een wereldregulering te komen.

Tot slot: de data. Er is veel discussie, ook in de Commissie vervoer, over gegevensbescherming. We praten aan de ene kant over de bescherming van persoonsgegevens, de gegevens van de autoproducent en de gegevens van de aftermarket. Ik nodig de Europese Commissie uit daarvoor een volledig evenwicht te ontwikkelen.

Helemaal tot slot nodig ik natuurlijk de nieuwe Commissie uit om in het programma 2019-2024 een goede passage, een goed hoofdstuk op te nemen over de ontwikkeling van de zelfrijdende voertuigen binnen de Europese Unie.

 
  
 

Interventions à la demande

 
  
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  Stanislav Polčák (PPE). – Paní předsedající, paní komisařko, já samozřejmě beru na vědomí, že automatizovaná mobilita má potenciál pro mnohá odvětví, když nabízí nové obchodní příležitosti pro začínající podniky, samozřejmě malé a střední podniky, ty jsou ve středobodu našeho zájmu, a také pro průmysl a podniky jako celek, zejména pokud jde o vytváření také nových služeb v oblasti mobility, a rovněž má potenciál vytvářet pracovní příležitosti, které ovšem má také možnost potenciálně i snížit.

Řešíme zde celou řadu právních aspektů, bezpečnosti a například spolehlivých údajů o trasách. Otázka pojištění, speciálního pojištění, řešíme problém s přeplněnosti vozidly už na stávajících infrastrukturách a tento problém přeplněnosti nám samozřejmě autonomní provoz nevyřeší. Ten problém aut ve městech zůstane. Já podporuji nepochybně právě tento provoz v té hromadné dopravě, ale jak řekl i pan zpravodaj, v oblasti legislativy nás čeká ještě hodně práce, kterou je třeba asi samozřejmě nepodcenit.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, η αυτόνομη οδήγηση στις μεταφορές είναι πραγματικά μία σημαντική εξέλιξη η οποία εκ των πραγμάτων θα επιβληθεί πλέον τα επόμενα χρόνια. Είναι δεδομένο ότι η Ευρωπαϊκή Ένωση βρίσκεται σε ανταγωνισμό με τις Ηνωμένες Πολιτείες, την Κίνα και την Ιαπωνία που προχωρούν με ταχύτερους ρυθμούς στην αυτόνομη οδήγηση. Από την άλλη πλευρά, θα πρέπει να λάβουμε υπόψη ότι υπάρχουν και πολύ σημαντικές παράπλευρες απώλειες, κυρίως κοινωνικές, κυρίως στον τομέα της απασχόλησης. Αυτά όλα πρέπει να ληφθούν υπόψη προκειμένου να υπάρχει μία κοινωνική στήριξη σε όσους, καθώς η τεχνολογία θα αναπτύσσεται στον τομέα της αυτόνομης οδήγησης, ενδεχόμενα θα χάνουν τις δουλειές τους. Από εκεί και πέρα υπάρχει ένα σοβαρό θέμα με την ασφάλεια κατά τη διάρκεια της διαδικασίας των μεταφορών, το οποίο επίσης θα πρέπει να ληφθεί σοβαρά υπόψη. Επομένως, ναι στην εξέλιξη της τεχνολογίας, ναι στην πρόοδο, αλλά με τρόπο ο οποίος να είναι ασφαλής και κοινωνικά δίκαιος.

 
  
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  Γεώργιος Επιτήδειος (NI). – Κυρία Πρόεδρε, η αλματώδης εξέλιξη στους τομείς της ρομποτικής και της τεχνικής νοημοσύνης μας δίνει την ικανότητα αλλά και τη δυνατότητα να αξιοποιήσουμε και να υλοποιήσουμε ένα όραμα που υπήρχε από το παρελθόν σχετικά με την αυτοματοποίηση της κινήσεως. Βεβαίως, αυτή η εξέλιξη θα έχει αρκετά θετικά στοιχεία, όπως παραδείγματος χάριν θα αυξήσει την ασφάλεια, θα μειώσει το κόστος της μεταφοράς, θα αυξήσει την προστασία του περιβάλλοντος και, γενικώς, θα επηρεάσει κατά τρόπο θετικό την καθημερινή μας ζωή. Πέραν αυτών, όμως, υπάρχουν και κάποια προβλήματα, κάποιες δυσχέρειες και κάποιοι κίνδυνοι οι οποίοι πρέπει να αντιμετωπιστούν, όπως είναι παραδείγματος χάριν η ασφάλεια στην οδήγηση, η ασφάλεια στον κυβερνοχώρο, η ασφάλεια και η προστασία των προσωπικών δεδομένων, καθώς επίσης και η δυνατότητα να ελέγχεται η προσωπική ζωή των ανθρώπων. Πέραν αυτών, υπάρχουν και νομικής φύσεως θέματα αλλά και κοινωνικής, όπως παραδείγματος χάριν οι επιπτώσεις που θα υπάρξουν στις θέσεις εργασίας. Άρα, λοιπόν, η Ευρωπαϊκή Ένωση πρέπει να υλοποιήσει και να εκπονήσει ένα ολοκληρωμένο πρόγραμμα αυτοματοποιήσεως.

 
  
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  Mark Demesmaeker (ECR). – Voorzitter, autonome voertuigen zullen vroeg of laat een ingrijpende impact hebben op de manier waarop wij ons verplaatsen en op de manier waarop wij vracht vervoeren. De rapporteur heeft terecht ook andere vervoerswijzen dan auto's opgenomen in dit initiatiefverslag, zoals binnenvaart, drones en metro’s. Autonome voertuigen, van welke aard dan ook, zullen ook nieuwe mogelijkheden bieden voor intermodaal vervoer.

Graag wil ik even stilstaan bij de informatiestromen die zullen ontstaan bij het gebruik van autonome voertuigen. De reikwijdte van de toepassingen die mogelijk ontstaan ten gevolge van voertuigen die met elkaar en met hun omgeving kunnen communiceren, is nu nog niet te overzien.

De bekommernis om de eerbiediging van de privacy is een belangrijk punt. Maar als we willen dat iedereen optimaal kan profiteren van de digitalisering, is ook een gedeeltelijke toegang tot voertuiginterne gegevens in real-time voor het gebruik door derden voor andere toepassingen nodig. Zo kan er ook bijkomende innovatie ontstaan.

 
  
 

(Fin des interventions à la demande)

 
  
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  Věra Jourová, Member of the Commission. – Madam President, the transport sector is changing very fast. We must act now to shape this change and to make European mobility more sustainable, safer and more accessible. Action is necessary if we are to make European industry more competitive and European jobs more secure. These realities are very well reflected in the report prepared by Mr van de Camp, which supports more action, including at EU level.

Let me say a few words about how to achieve sustainability. Transport is a major contributor to both greenhouse gas emissions and air pollution. Our commitment to fighting climate change thus requires the decarbonisation of our mobility. Cooperative and automated mobility is part of the solution, as it enables smoother traffic flows. My thanks for your support for this objective.

Now on road safety. Not so long ago, Vision Zero – no road fatalities on European roads by 2050 – seemed an ambitious but distant vision. With the adoption of the Commission strategy on cooperative intelligent transport systems, we have reached an important milestone.

With Mobility Package III, in addition to our fresh, safe system approach for road safety, we proposed a strategy that should help make the EU a global leader in automated mobility. This strategy is based on three pillars. First, a legal framework that creates a single market for automated mobility. Second, financial support for a sector-wide approach to research and EU—wide deployment. And third, an in-depth assessment of the socio—economic and ethical aspects of automated mobility.

Vehicles become increasingly clean, connected and automated and ultimately driverless, with zero-emissions. At the same time, citizens’ demands in terms of mobility are growing and their attitude to mobility is changing. They want to shift seamlessly between different transport modes and enjoy easy access to travel information. Vehicles can become an integral part of multi-model mobility, providing first- and last-mile services and inclusive solutions for the elderly, the disabled and young people.

But before we get there, we need to tackle issues related – as you mentioned as well – to security, data protection, fair and equal access to data, liability and ethical implications and the integration of automated vehicles into existing traffic, public acceptance, and our Skills Agenda.

To progress on all these issues, I would like to highlight three elements for the many actions we have defined. Creating a single platform for cooperative, connected and automated mobility where all stakeholders come together to advance our ambitious agenda. The second pillar is setting up a joint undertaking for this cooperative, connected and automated mobility combining public and private efforts to accelerate the development and deployment of innovative mobility solutions. I have noted, and I thank you for, your support on this as well.

Third, we propose to revise EU rules on vehicle safety and provide the relevant EU framework for the approval of automated and connected vehicles. Here too, I would like to thank you for your support, but I really call for discussions on the legal text to be finalised by the end of this Parliament. We really have no time to waste.

As you can see, the future of mobility and the place of the end-user in it are at the centre of our thinking and our actions. We must remember that mobility is the cornerstone of freedom of movement for people and goods, and it is fundamental to the smooth functioning of the European Union.

 
  
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  La Présidente. – Ce point de l’ordre du jour est clos.

Le vote aura lieu mardi, le 15 janvier 2019.

Déclarations écrites (article 162)

 
  
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  Vladimír Maňka (S&D), písomne – Rýchly rozvoj digitalizácie a technologický pokrok spoločnosti čoraz viac vyvoláva potrebu riešiť problémy spojené s nástupom automatizovanej cestnej dopravy. Myšlienky automatizovanej mobility pritom prenikajú okrem cestnej dopravy aj do ďalších oblastí, do logistiky vodnej, námornej aj vzdušnej dopravy. Automatizovaná mobilita zmení všetky systémy dopravy a určite prinesie mnoho výhod pre spoločnosť aj jednotlivcov. Nástup automatizovaných vozidiel na európsky trh sa očakáva od roku 2020. Pri ich závadzaní do cestnej dopravy však treba klásť dôraz na to, aby táto doprava bola bezpečnejšia, udržateľná, dostupná a zohľadňovala nutnosť ochrany životného prostredia a ovzdušia.

 

24. Intervenții de un minut privind chestiuni politice importante
Înregistrare video a intervenţiilor
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  La Présidente. – L’ordre du jour appelle les interventions d’une minute sur des questions politiques importantes (article 163 du règlement intérieur).

 
  
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  Iuliu Winkler (PPE). – Tisztelt Elnök Asszony! Uniós csatlakozása óta első alkalommal vette át Románia az Európai Unió elnökségét. Meggyőződésem, hogy sikeresen fogja igazgatni a következő hónapok rendkívül bonyolult kihívásait. A nagy kérdés: sikerül-e igazán fontos politikai eredményt elérni. Sikerülni fog a schengeni csatlakozás? Romániának csatlakozni kell a schengeni övezethez, mondotta Juncker elnök Bukarestben. Felkérem azokat a tagállamokat, amelyek akadályozzák, hogy változtassák meg álláspontjukat, állította Tajani elnök. A döntés viszont a tagállamok kezében van, ezek csatlakozásunkat már nyolc éve halasztják indokolatlanul, politikai okokból. Az RMDSZ szorgalmazza Románia schengeni csatlakozását, reméljük, ez mielőbb megvalósul. Ez a Közösségünk és az ország érdeke és az Unió érdekei is. Így veheti kezdetét a mai kettős mérce feloldása, amellyel Romániát és a többi kelet-európai tagállamokat kezeli a Nyugat. Sok sikert kívánok!

 
  
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  Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández (S&D). – Señora presidenta, intervengo para poner de manifiesto la problemática de un sector —el de los cítricos valencianos— de gran importancia para mi comunidad, para España y para la Unión Europea, porque Valencia es la principal región exportadora de la Unión, con una facturación de más de 2 000 millones de euros, y ahora sus 250 000 empleos peligran por la crisis del sector.

Solo en los dos primeros meses de esta campaña se han perdido más de 130 millones de euros por las adversas condiciones del mercado y por los precios —bajos, muy bajos— pagados al productor. El sector necesita soluciones y, por ello, pido a las instituciones europeas, primero, una evaluación del impacto sobre los cítricos valencianos de las importaciones de terceros países como Egipto, Sudáfrica o Turquía; la armonización de los controles aduaneros para evitar prácticas desleales, y la urgente aplicación de la nueva legislación europea contra el abuso de los grandes intermediarios en la fijación de precios.

Europa necesita aportar soluciones porque necesita su agricultura.

 
  
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  Ангел Джамбазки (ECR). – Г-жо Председател, миналата седмица комисията по транспорт и туризъм на Европейския парламент отхвърли две от трите предложения, свързани с т. нар. пакет „Макрон“ или пакет „Мобилност“. С това тя призна пълната несъстоятелност на тези предложения, циничния им характер, опита през предложение на Европейския парламент да бъде откраднат бизнесът на стотици хиляди източни предприемачи и изобщо предприемачи от периферията.

Тези цинични предложения разкриха двойните стандарти в отношенията между Изтока и Запада. Разкриха опита през непазарни методи, през пречене на свободната конкуренция, през нарушаване на свободния пазар да бъдат създадени пречки на превозвачите и на работниците от Източна Европа и от периферните държави и те да бъдат превърнати в имигранти.

Този пакет е провал, доказан провал. Настояваме този пакет да бъде изтеглен и разгледан в следващия парламент. Този парламент изчерпа своя живот, няма никаква политическа тежест и не би трябвало да взима решения, които засягат стотици милиони хора в целия европейски континент.

Настоявам Председателският съвет да изтегли този пакет и да не го гласува сега.

 
  
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  Ivo Vajgl (ALDE). – Gospa predsednica, te dni je aktualno vprašanje, kaj bodo Evropski uniji prinesle evropske volitve. Žal pri tej stvari ne gre samo za bojazen na eni strani in navdušenje na drugi nad pričakovano okrepitvijo evroskeptičnih ksenofobnih strank. Gre v resnici za kredibilnost Evropske unije, za njeno dodano vrednost.

Te dni bomo s španskim premierjem Sánchezom govorili o prihodnosti Evrope, samo nekaj dni pred začetkom monstruoznega procesa proti katalonskim političnim zapornikom, ki so v zaporu že leto dni in jim grozijo drakonske sodbe, mi pa molčimo.

Te dni bomo odločali o naših trgovinskih interesih v Zahodni Sahari in spregledali, da tudi tam gre za kršitve mednarodnega prava in človekovih pravic.

Ali imamo plan B za krizo, ki se nakazuje v Makedoniji, ki smo ji obljubili evropsko prihodnost? Na teh vprašanjih stoji ali pada naša kredibilnost in ne na populistični predvolilni retoriki.

 
  
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  Klaus Buchner (Verts/ALE). – Frau Präsidentin! Es ist ein Jahr her, dass das Plenum des Europäischen Parlaments mit einer Mehrheit von 92 % die sogenannte Dual-Use-Verordnung angenommen hat.

Sie soll den Export von Überwachungstechnik an Diktaturen einschränken. Denn es ist europäische Technik, mit der in vielen Teilen der Welt zur Verhaftung von Journalisten und Regimegegnern beigetragen wird. Ich erinnere nur an den Fall Khashoggi, an den Iran und dann den Zusammenbruch des Arabischen Frühlings. Dieser Dual-Use-Verordnung muss jetzt noch vom Ministerrat zugestimmt werden.

Aber seit einem Jahr weigert er sich. Zuerst waren es die Länder Schweden und Finnland – wegen ihrer Firmen Nokia und Ericsson –, jetzt ist es Frankreich. Es ist unbegreiflich, dass sich Frankreich weigert, die täglichen Menschenrechtsverletzungen zu stoppen, die mit Hilfe europäischer und speziell auch französischer Technik begangen werden, und das trotz des leidenschaftlichen und professionellen Bemühens der rumänischen Präsidentschaft. Ich bin sehr enttäuscht. Auch die französische Regierung muss sich an die fundamentalen Menschenrechte halten.

 
  
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  Matt Carthy (GUE/NGL). – Madam President, last month, this House approved a fund that will give EUR 13 billion to the European defence industry, covering the entire life cycle of deadly weapons from research to their use in action. This fund, supported by members of Fine Gael, will subsidise the same defence industries that are fuelling wars and humanitarian crises in Yemen and Syria, as well as deeply oppressive state surveillance techniques by some of the most brutal regimes in the world.

Irish association with this fund will further breach our neutrality that has been systematically undermined by successive governments. Irish neutrality, if valued and respected, actually allows our country to play a positive and constructive role in international affairs. It means our defence forces can be real peacekeepers in UN missions and that we can use our own experience of enduring colonisation and occupation to advocate the resolution of conflict rather than the creation of war.

Being part of the aggressive EU militarisation policy actually makes us less safe, inevitably connecting us to the worst actions of the forces that are part of it. Well, we want no part of it. It’s time to stand up for Irish neutrality.

 
  
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  Dobromir Sośnierz (NI). – Pani Przewodnicząca! To, co dzieje się obecnie we Francji, to jest początek końca Europy, którą próbuje się tutaj stworzyć, początek końca tej utopijnej wizji Europy. To jest efekt waszego oderwania od rzeczywistości, bo takie oderwanie od rzeczywistości kończy się potem prędzej czy później takim gwałtownym zdarzeniem z tą rzeczywistością. Macie efekt waszej polityki klimatycznej – od tego się zaczęło, od buntu przeciwko podwyżkom cen paliw. Macie efekt waszej polityki gospodarczej, gdzie obiecujecie ludziom gruszki na wierzbie. Obiecujecie, że wszystkim się zajmiecie. Staracie się ingerować w cały rynek, a potem nie potraficie się z tych obietnic wywiązać, a ludzie tego oczekują. Ludzie uwierzyli już w to, że państwo jest wszechmocne, i teraz czekają na objawy tego. Nie rozumieją, że tak bankrutuje socjalizm, ale tak właśnie musi się kończyć każdy taki eksperyment socjalistyczny. Tak się kończy kneblowanie ust, uciszanie debaty publicznej. Ona wybucha ze zdwojoną siłą i tak się kończy permisywna polityka. Państwa, które znoszą karę śmierci, są skazane na zagładę, bo potem potrafią tylko strzelać gumowymi kulami, kiedy demoluje się własność ich obywateli.

 
  
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  José Inácio Faria (PPE). – Senhor Presidente, Caros Colegas, o ano de 2019 começou com um clima de tensão agravada entre a China continental e a ilha de Taipé. Face à negativa da Presidente da República da China em Taiwan, Tsai Ing-wen, relativamente a uma reunificação pacífica com a China comunista, o Presidente Xi Jinping renovou a ameaça do uso da força militar para combater a interferência de forças externas e o que apelidou de um reduzido número de separatistas taiwaneses.

Estas clivagens tornam-se ainda mais perigosas num momento em que Taiwan pode tornar-se um pião na guerra comercial e política entre a China e os Estados Unidos, ameaçando a segurança de toda a região Ásia—Pacífico onde existem, como é sabido, países com capacidades nucleares.

Apesar de não ter laços diplomáticos formais com Taiwan e de subscrever a política de uma China só, é com esta ilha e não com a China continental que a União Europeia compartilha os mesmos valores da democracia, direitos humanos Estado de direito e, por isso, não pode deixar de condenar qualquer tentativa de determinar o futuro Taiwan com recurso a meios não pacíficos.

Acredito que a União Europeia tem a obrigação moral de apoiar Taiwan neste difícil momento da sua história coletiva.

 
  
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  Giuseppe Ferrandino (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, i processi di globalizzazione hanno dato impulso alle innovazioni tecnologiche in due settori chiave: le comunicazioni e i trasporti. Rispetto al passato recente nell'Unione europea spostarsi è più facile, sia nell'interno dei singoli Stati membri sia tra di essi.

Tuttavia esistono ancora sacche di arretratezza marcate, la più vistosa riguarda la Calabria. Uscire e rientrarvi è disagevole e costa di più, sia per la debolezza delle infrastrutture sia per la penuria dei vettori. La Calabria è isolata perfino da Roma, dopo che Ryanair ha cancellato i suoi voli low cost da Lamezia, Alitalia la fa da padrona su questa tratta, con costi eccessivi: un biglietto in economy di sola andata costa circa 160 euro.

Risulta poco praticabile anche il treno: Italo si ferma a Salerno e Trenitalia ha dei costi troppo sostenuti. Raggiungere la capitale da Lamezia in alta velocità costa oltre 80 euro in seconda classe e ciò comporta una grave disparità di trattamento rispetto al resto del territorio nazionale visto che, ad esempio, arrivare da Roma a Milano costa circa 44 euro.

È possibile che la Calabria sia tagliata fuori dalle opportunità del progresso?

 
  
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  Branislav Škripek (ECR). – Madam President, the withdrawal of US forces from Syria will have a serious impact on religious and ethnic minorities in the country. Turkey3s aggressive foreign policy surprises no one. Their politicians are verbally molesting and threatening their neighbours every day. We have witnessed a Turkish invasion on the southern border and we will see it again. 100 000 Christians and other minorities are on a deadly march from Turkish-led jihadists, who are waiting until US troops have left the country. Together with the Chaldeans-Syriacs-Assyrians Friendship Group, we call on the US administration to slow down the departure of US forces until the security of the Christians and all other people has been secured.

As a member of the Chaldeans-Syriacs-Assyrians Friendship Group, I appeal to NATO member states to encourage their Turkish partner not to invade the region and carry out violations against religious and ethnic minorities in north-east Syria. Moreover, a no-fly zone for north-east Syria must be established in order to let local militias, such as the Syriac Military Council, defend themselves against Turkish aggression.

 
  
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  Jasenko Selimovic (ALDE). – Madam President, it has been three long years during which Bosnia and Herzegovina has not managed to adopt the rules of procedure for the work between our Parliament and theirs – three long years. During these three years we have been listening to a lot of stories about how we should adopt the ethnic rules of procedure. Our problem, Madam President, is that we see that the country doesn’t function with these rules. We don’t want to adopt them here, because neither we will function. If a country wants to join the European Union, they will have to adopt the rules that exist here.

We have lost three years on this. Not a single meeting has been held, and I certainly hope that with the new political figures, the country will come up with a solution and overcome this blockade and start the real work, because many more important things and difficult things are awaiting us on the way to joining the EU.

 
  
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  Jordi Solé (Verts/ALE). – Señora presidenta, el Gobierno español ha denegado a Open Arms el permiso para seguir salvando vidas en el Mediterráneo. No puede salir de Barcelona con el perverso argumento de que, puesto que Malta, Italia y Libia no ofrecen un puerto seguro donde desembarcar a los náufragos, pues, no es seguro rescatar a personas y, por lo tanto, los Estados que incumplen la legislación internacional lo que provocan es que no pueda haber rescates. Un argumento perverso.

También dicen que el barco no tiene capacidad suficiente para cargar a bordo un número elevado de personas. Como si esto fuera un crucero de lujo y no una embarcación que se dedica a salvar a náufragos que, según el mismo Derecho internacional, no cuentan ni como pasaje ni como tripulación. Según las Naciones Unidas, el año pasado murieron en el Mediterráneo 2 275 personas. ¿Ustedes creen que con este drama nos podemos permitir bloquear a barcos cuya única misión es intentar reducir tanto sufrimiento humano?

Con cada puerto que se cierra, con cada barco de rescate que no zarpa, con cada inmigrante que se ahoga se nos hunden también nuestros valores europeos.

 
  
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  Patrick Le Hyaric (GUE/NGL). – Madame la Présidente, en ce début d’année, le quotidien néerlandais Financieele Dagblad a révélé que Google a transféré 20 milliards d’euros aux Bermudes. Cette insupportable fraude, au moment où tant de nos concitoyens ont du mal à finir le mois ou sont privés de services publics, enlève chaque année des milliards d’euros au budget des États. 1 000 milliards pour l’Union européenne, qui devraient servir à financer les écoles, les hôpitaux, les transports, la transition environnementale, au lieu de garnir les comptes en banque de la minorité des 1 % les plus riches.

Après cela, la Commission harcèle les États sur leur déficit public, leur interdisant toute politique sociale ambitieuse. L’argent est pourtant là, dans ces trous noirs de la finance. Voilà pourquoi il est urgent que la Commission et le Conseil européen, en lien avec les propositions internationales de l’OCDE, interdisent ces pratiques et obligent les multinationales et les banques à rendre l’argent ainsi volé et leur fassent payer leur juste part de contribution au bien commun.

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). – Paní předsedající, přesně před padesáti lety se v Praze na Václavském náměstí upálil student Jan Palach. Bylo to 16. ledna 1969. O tři dny později na následky popálenin zemřel. Proč?

Bylo to proto, abychom nezapomněli, chtěl vyprovokovat z apatie Čechy i Slováky proti okupaci, proti cenzuře, proti ztrátě ideálu Pražského jara. Chtěl vyburcovat svědomí národa k odporu. Síla jeho protestu zasáhla svědomí a duši Čechů i Slováků, kteří se pak s hrdostí vrátili k jeho odkazu před třiceti lety při tak zvaném Palachovu týdnu, kdy protestovali proti tehdy komunistické diktatuře.

Jan Palach svůj život obětoval, ale nebylo to marné, protože my dnes žijeme ve svobodě, ve společenství evropských národů. Ale i dnes je jeho oběť aktuální, protože i dnes se šíří lež a zastrašování. Proto jeho oběť i dnes si musíme připomínat.

 
  
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  Alex Mayer (S&D). – Madam President, the people over there told us that Brexit would be easy – easy trade deals, easy frictionless borders, easy money for our NHS. What arrant nonsense that turned out to be. Because now we have it, brought to us by the government that have given a ferry contract to a company with no ferries and can’t even organise a traffic jam: the deal that means that we get stuck abiding by the rules, but with no say over making them and pay billions in a divorce bill but have no guarantees for the future.

It’s bad for manufacturers of vans in Luton, it’s bad for passengers flying in and out of Stansted Airport, it’s bad for the world-class researchers at Cambridge University. We have bartered, swapped and traded real power for notional sovereignty, and I say: not in my name. So my message to MPs of all political colours voting in the House of Commons is to vote down this miserable deal. Extend Article 50 and end this national humiliation.

 
  
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  Νότης Μαριάς (ECR). – Κυρία Πρόεδρε, η καγκελάριος Άνγκελα Μέρκελ με την επίσκεψή της στην Αθήνα προκάλεσε τον ελληνικό λαό τόσο με την άρνησή της να καταβάλει τις γερμανικές αποζημιώσεις όσο και με τις πιέσεις της για εφαρμογή της κατάπτυστης συμφωνίας των Πρεσπών, μια συμφωνία που ξεπουλά το όνομα της Μακεδονίας μας και της Ιστορίας μας και ενισχύει την αδιαλλαξία και τον σκοπιανό αλυτρωτισμό. Ο ελληνικός λαός δεν ανέχεται την ταπείνωση και αντιδρά μαζικά καθώς βλέπει τον κύριο Τσίπρα να μεθοδεύει τη διαμόρφωση μιας ετερόκλητης κοινοβουλευτικής πλειοψηφίας «κουρελού» προκειμένου να λάβει ψήφο εμπιστοσύνης και να κυρώσει τη συμφωνία των Πρεσπών. Όλα αυτά καθώς δεν τολμά να κάνει δημοψήφισμα για το σκοπιανό όπως απαιτούν οι Έλληνες. Μεθοδεύει κύρωση της συμφωνίας των Πρεσπών με διάφορα πολιτικά «ρετάλια» και με 151 βουλευτές, ενώ σύμφωνα με το Σύνταγμα για την κύρωση απαιτούνται 180 ψήφοι μια και η συμφωνία αυτή εκχωρεί κυριαρχικά δικαιώματα στους Σκοπιανούς. Όμως, ο κύριος Τσίπρας σχεδιάζει χωρίς τον ελληνικό λαό που ενωμένος θα στείλει αποφασιστικό μήνυμα μαζικά, ειρηνικά και δημοκρατικά στο συλλαλητήριο του Συντάγματος την Κυριακή 20 Ιανουαρίου.

 
  
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  Tania González Peñas (GUE/NGL). – Señora presidenta, a menudo se repite la misma historia en toda Europa. una multinacional se instala en un territorio por las grandes ventajas y facilidades que recibe y, una vez estas se agotan, cierra para producir en otro lugar con menores costes laborales y medioambientales.

Es el caso hoy de la multinacional norteamericana Alcoa, que ha anunciado el cierre de sus plantas en España para trasladar su producción de aluminio a Arabia Saudí. Y quiere cerrar, no quiere vender, porque no quiere tener competencia para su nueva factoría. Son setecientos empleos directos los que están en peligro, a los que hay que sumar el futuro de las comunidades donde se asientan sus factorías.

Por eso, desde los comités de empresa están pidiendo, y también desde nuestro grupo político estamos pidiendo al Gobierno de España que use los mecanismos constitucionales para frenar el cierre de las fábricas de Coruña y de Avilés a través de una intervención pública del Estado, total o parcial, temporal o indefinida, pero que garantice que el empleo va a continuar, que esas plantas van a continuar y que se va a evitar el drama que está ocurriendo.

 
  
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  László Tőkés (PPE). – Tisztelt Elnök Asszony! Annak ellenére, hogy Juncker elnök úr komoly kétségeit fejezte ki Románia felkészültségét illetően az uniós elnökségre, másfelől az Európai Parlament plenáris viták keretében és határozati úton ítélte el országunkat a demokratikus jogállamiság súlyos sérelmei miatt, az EU-elnökség átvételekor, január negyediki bukaresti alkalmával az Unió fő méltóságai szuperlatívuszokban nyilatkoztak a megelőlegezett sikeres román elnökségről. Idén májusban Ferenc pápa is Romániába látogat. Magas rangú látogatásával az európai csúcsvezetőkkel összhangban, akarva-akaratlanul is a romániai posztkommunista rendszert, a román kormány korrupt, az etnikai és vallási kisebbségek jogfosztására irányuló politikáját legitimálja. Ezzel kapcsolatban ide kívánkozik a római katolikus egyház szeptemberi állásfoglalása, mely szerint ott, ahol alapvető emberi és kisebbségi és felekezeti jogok sérülnek, a pápalátogatás feltételei nem biztosítottak.

 
  
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  Maria Gabriela Zoană (S&D). – Doamnă comisar, am luat act cu îngrijorare de o decizie luată de Parlamentul Austriei care afectează mii de familii și de copii din România și alte state din estul Europei și încalcă atât normele europene în vigoare, cât și principiile egalității și nediscriminării în interiorul Uniunii Europene.

Sunt afectați, doamnă comisar, peste 130 000 de copii europeni. Austria încalcă articolul 21 din Carta drepturilor fundamentale a Uniunii Europene. Parlamentul Austriei transformă copiii cetățenilor europeni în copii de ranguri diferite. Este inacceptabil, într-o Uniune Europeană așa cum ne-o dorim cu toții.

Cetățenii din alte țări europene care lucrează pe teritoriul Austriei plătesc aceleași taxe ca și muncitorii austrieci. În aceste condiții, de ce ar primi din partea statului austriac, în total, pentru alocațiile copiilor, cu circa o sută de milioane de euro mai puțin decât cei austrieci? Nu este aceasta o încălcare a principiilor dreptului muncii? Nu este aceasta o încălcare a drepturilor cetățenilor europeni?

Vă solicit, stimați colegi, să luăm măsuri urgente pentru sancționarea nerespectării normelor europene și revenirea la respectarea acestora.

 
  
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  Paloma López Bermejo (GUE/NGL). – Señora presidenta, una vez más nos encontramos con empresas que, recibiendo cuantiosas subvenciones y ayudas, cierran sus centros de producción como única respuesta frente a alguna dificultad.

Me refiero a empresas como Alcoa, más de 700 trabajadores afectados. Vodafone, 1 200 puestos de trabajo pendientes de un expediente de regulación de empleo. Endesa y su anuncio del cierre de la térmica de Andorra para 2020, sin un plan alternativo para una región despoblada.

Las empresas anteponen sus planes de negocio al empleo. Pero son los gobiernos ―el Gobierno de España―, quienes deben adoptar soluciones que pasan por un modelo productivo donde el peso del PIB industrial crezca; con el incremento presupuestario en I+D+I; con empresas públicas en sectores estratégicos de la economía y la derogación de las reformas laborales promovidas por diferentes instituciones europeas.

Desde el principio de la crisis los trabajadores y las trabajadoras han sufrido las consecuencias de sus políticas erróneas. Este no es el camino. Comiencen a poner en marcha medidas económicas y sociales que pongan a los trabajadores en el centro de las actuaciones.

 
  
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  Csaba Sógor (PPE). – Tisztelt Elnök Asszony! Az idei év első felében Románia tölti be az Európai Unió Tanácsának elnöki tisztségét és sajnos most, 12 évvel az ország uniós csatlakozása után is arról kell beszélnünk, hogy a többi tagállam nem engedi be Romániát és Bulgáriát a schengeni övezetbe. Ez a helyzet rendkívül méltatlan, hiszen az Európai Bizottság már 2011-ben jelezte, hogy a két ország készen áll a csatlakozásra, megtették a szükséges lépéseket a határvédelem megerősítésére és képesek ellátni a térség külső határainak védelmét – ellentétben egyébként más, schengeni övezetbe tartozó államokkal. Azzal, hogy egyes tagállamok mindenféle hivatalos indoklás nélkül, tulajdonképpen önkényesen akadályozzák a schengeni övezet kiterjesztését, ezzel a két országban élő mintegy 25 millió uniós polgárnak azt üzenik: másodrangú polgároknak tekintik őket, akik még méltányos magyarázatot sem érdemelnek a kialakult helyzetre. Fontos lenne, hogy a Románia és Bulgária schengeni csatlakozását ellenző kormányok vállalják döntésüket és nyilvánosan indokolják meg azt, mivel ha valami rombolja az EU-n belüli kohéziót, akkor ez a helyzet mindenképpen azt teszi.

 
  
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  Răzvan Popa (S&D). – Doamna președintă, după cum se știe, Austria a adoptat recent și a început să aplice legislația privind alocațiile pentru copii nerezidenți. Cu alte cuvinte, de acum, în Austria, cetățenii români care muncesc în această țară, dar care nu au copiii lângă ei, vor fi discriminați. Deși românii care muncesc în Austria plătesc taxe la fel ca cetățenii austrieci, alocațiile copiilor acestora vor fi diminuate la nivelul statului din care provin, ceea ce înseamnă un regim de discriminare ce nu ar trebui să fie acceptat în Europa – și nu este vorba doar de români, ci de toți cetățenii din celelalte state ale Uniunii Europene care muncesc în Austria.

O astfel de decizie încalcă un principiu fundamental social și economic: la contribuții și muncă egale, beneficiile ar trebui să fie egale. Dar iată că un stat european, Austria, refuză să mai respecte acest principiu. Astfel de politici sunt exact acelea care afectează coeziunea proiectului european și încrederea cetățenilor în acesta.

Fac un apel la Comisia Europeană, să ia de urgență măsurile care se impun, astfel încât cetățenii români din Austria să nu fie victimele unor politici discriminatorii, incompatibile cu valorile europene.

 
  
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  John Howarth (S&D). – Madam President, recent weeks have seen increasing attempts at intimidation of Members of Parliament in the United Kingdom. The Metropolitan Police have now arrested one of those filmed harassing Anna Soubry MP, a prominent Conservative opponent of Brexit. Those involved appear to have direct links to far-right groups associated with Stephen Christopher Yaxley-Lennon, a convicted violent criminal who now goes under the alias Tommy Robinson. This thug (to quote Nigel Farage) has now been appointed by the UKIP leader Gerard Batten MEP as a special political adviser.

These are disturbing developments at a delicate time. Let us not forget that during the 2016 Brexit referendum, a Labour MP, Jo Cox, was murdered in her constituency by an assailant shouting ‘Britain first’. Today I have written to the five chief constables in South-East England, urging that they ensure that harassment of Members of Parliament is not tolerated and our democracy and rule of law is protected.

 
  
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  Julie Ward (S&D). – Madam President, going on hunger strike is a decision not taken lightly, yet there is increased use of this desperate measure as a form of ethical protest. I have just returned from Diyarbakir where the imprisoned HDP MP Leyla Güven is in a critical condition after refusing food for 67 days in protest at the inhuman policy of isolation that Turkish authorities have long imposed upon Kurdish leader Abdullah Öcalan in Imrali jail.

Leyla has been imprisoned herself for nearly a year awaiting trial because she criticised Turkish attacks on Afrin – which we also did here in this House. I can speak freely, but Leyla and hundreds of others cannot. Meanwhile, in a prison near Tehran, Nazanin Zaghari-Ratcliffe, a wrongfully jailed British charity worker, and Narges Mohammadi, an Iranian human rights defender, are beginning a hunger strike in protest at denial of medical care. Desperate times provoke desperate measures. But is the world listening? I call on the media to shine a light on these cases and provoke outrage amongst decent people.

 
  
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  La Présidente. – Ce point de l’ordre du jour est clos.

 

25. Ordinea de zi a următoarei ședințe: consultaţi procesul-verbal
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26. Ridicarea ședinței
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(La séance est levée à 22 h 41)

 
Ultima actualizare: 4 aprilie 2019Notă juridică