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Discussioni
Martedì 12 febbraio 2019 - Strasburgo Edizione rivista

Discussione con il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Giuseppe Conte sul futuro dell'Europa (discussione)
MPphoto
 

  Raffaele Fitto, a nome del gruppo ECR. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto rivolgo un benvenuto al Presidente del Consiglio italiano in questa occasione. Penso che sia un'utile occasione molto importante per poter affrontare questioni che riguardano il futuro dell'Europa e il ruolo che un paese che, come è stato ricordato sia da Lei ma anche da tutti coloro i quali sono intervenuti, è centrale nella costruzione di questa Europa e nella sua prospettiva.

Penso altresì che sia importante compiere uno sforzo, nel senso che spesso questi dibattiti rischiano di essere dibattiti molto generali, se non generici, e che abbiano delle diagnosi molto profonde, che talvolta poi sono in contrasto con la realtà che viviamo. Quindi il mio intervento sarà un intervento teso non solo a condividere alcune delle critiche e delle valutazioni molto critiche che sono state fatte su ciò che ha rappresentato l'Europa in questi anni e sugli errori enormi che questa Europa ha fatto sui temi economici e sui temi come quello dell'immigrazione – e dissento da molte delle cose che ho ascoltato in questi ultimi interventi su questi temi –, ma penso che sia altrettanto importante però cercare anche di indicare alcuni elementi di chiarezza.

Io proverò a indicarle, facendole anche degli esempi molto concreti, alcune forti contraddizioni, Presidente, che penso debbano trovare una risposta, perché nel momento nel quale noi parliamo di immigrazione – che è uno dei temi sui quali il suo governo, soprattutto all'inizio di questa legislatura nazionale, ha svolto un'azione che io ritengo non negativa così come viene raccontata, ma anzi utile a porre con forza e a avviare a soluzione un problema – i pescatori italiani non sono in mare a cercare di salvare gli immigrati, ma sono in protesta per quello che sono le norme europee rispetto anche ad alcune delle questioni che li riguardano. Vorrei chiudere questa parentesi e dire però alcune cose molto rapidamente.

La prima è sull'immigrazione. Siamo d'accordo, Presidente. Però sul Global Compact c'è una fotografia di quella che è un'incertezza totale che riguarda il suo governo. Lei ha partecipato all'assemblea delle Nazioni Unite, ha detto di essere d'accordo, poi dopo non è andato a Marrakesh e poi si è astenuto. Sul Venezuela ha rivendicato oggi un ruolo importante dell'Europa, dicendo che vi è la necessità di parlare una lingua unica. Ebbene, dobbiamo ricordare che nella riunione dei ministri degli Esteri europei, grazie al dissenso dell'Italia, unico dissenso, l'Europa non ha potuto esprimere una parola chiara in questa direzione.

Così come in materia economica, quello che lei ha detto è vero in termini di analisi, ma mi dispiace, le conseguenze alle quali lei fa riferimento sono assolutamente sbagliate. Non esistono scelte di riforme strutturali nelle sue politiche di sviluppo a livello nazionale, anzi il contrario. Io non sono fra coloro i quali si allarmano perché c'è un rischio di aumentare un po' il deficit in un momento di difficoltà economica. Il tema è come lo aumentiamo, per cosa lo aumentiamo. Noi lo stiamo aumentando per delle politiche che aumentano la spesa pubblica in modo strutturale, altro che riforme strutturali.

Inoltre, oggi è una giornata direi clamorosa perché – è stato ricordato prima – mentre noi siamo qui, mentre Lei ci parla dello sviluppo e della crescita del nostro paese e del ruolo dell'Italia in Europa, il suo ministro delle Infrastrutture presenta una fantomatica relazione per spiegarci che la Tav è un errore e che va bloccata. Sono questi i fatti di fronte ai quali noi ci troviamo. Allora su questo io vorrei, Presidente, che lei desse delle risposte chiare, per consentire che la sua conclusione diventasse realtà, cioè che si passasse dalle analisi, dalle parole ai fatti. E i fatti, purtroppo, non vanno nella giusta direzione né per l'Italia né per l'Europa.

 
Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2019Avviso legale