Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Martedì 12 febbraio 2019 - Strasburgo Edizione rivista

Discussione con il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Giuseppe Conte sul futuro dell'Europa (discussione)
MPphoto
 

  Laura Agea, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, Presidente Katainen, Commissario, colleghi e Presidente del Consiglio Conte. Questo è il 17° dibattito sul futuro dell'Europa, e il rischio è che mentre dibattiamo sul futuro, l'Unione non abbia nemmeno più un presente. Noi continuiamo a considerare l'Europa, che abbiamo fondato, come la nostra casa. Ma l'Unione Europea ha bisogno di una profonda ristrutturazione, perché è stata costruita partendo dal tetto, dimenticando le fondamenta.

Noi vogliamo dare a questa casa fondamenta solide, certe e durature. Vogliamo un'Europa più giusta, più equa, più vicina ai cittadini, senza Paesi di serie A e Paesi di serie B. Vogliamo che l'economia reale torni ad avere il primato sulla finanza, vogliamo più diritti sociali, vogliamo investimenti, crescita e basta austerità!

Vogliamo un'Europa protagonista sulla scena mondiale, che non si faccia mettere in ginocchio da grandi potenze come Russia, Cina e Stati Uniti. Vogliamo un'Unione, non solo di nome, ma anche di fatto. Vi chiedo, questo significa essere a favore o contro l'Europa? Molti hanno l'abitudine di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri, ma non si accorgono della trave che è nei loro.

Essere europeisti significa umiliare la Grecia e i greci, e poi ammettere - come se niente fosse - che l'austerità è stato un enorme errore? Essere europeisti significa invocare la solidarietà tra Stati e poi lasciare un solo Paese a gestire il peso dell'immigrazione? Essere europeisti significa creare nel proprio Stato paradisi fiscali? E poi, essere europeisti vuol dire contrastare con una stupida guerra ideologica l'introduzione in Italia del reddito di cittadinanza che - guarda un po’ - è una realtà in tutta Europa?

Questi sono falsi europeisti, che sì hanno costruito l'Europa, ma quella delle banche e della finanza, della burocrazia e dell'austerità lontana dai cittadini. Siamo ancora in tempo per cambiare e dovremmo prendere esempio dall'Italia, dove oggi il cambiamento è in atto. In soli sette mesi abbiamo tolto i vitalizi degli ex parlamentari, risarcito i risparmiatori truffati delle banche, imposto il Daspo ai corrotti, tagliato le pensioni d'oro, abbassato la tassazione per le piccole partite IVA e iniziato a pagare 30 miliardi di debiti della pubblica amministrazione nei confronti degli imprenditori.

Finalmente oggi in Italia c'è il reddito di cittadinanza. Abbiamo smantellato la riforma delle pensioni che l'Europa, sì l'Europa, ci aveva imposto il nome dei conti del rigore.

Commissario Katainen, io sono umbra. Lei ha parlato di Norcia, a Norcia serviva soltanto una cosa: scorporare gli investimenti per la ricostruzione dal patto di stabilità e crescita.

Questo abbiamo promesso ai cittadini e questo abbiamo realizzato perché noi quello che diciamo lo facciamo. Il recente Rapporto “Italia 2019”, pubblicato dal prestigioso istituto Eurispes, registra un incremento della fiducia degli italiani nel governo: ben quindici punti in più rispetto all'anno scorso. Non ne siamo stupiti, perché il governo del cambiamento, ascoltando i cittadini dà loro una nuova speranza per il futuro.

Per questo ci accusano di essere populisti.

Presidente Conte, come Lei ha già ricordato, se questo significa ascoltare la gente, allora sì, noi siamo populisti. Troppo spesso invece, in questo palazzo, chiusi in queste gabbie, ci si dimentica di ascoltare il popolo.

Colleghi, quante volte vi abbiamo chiesto un segnale forte per i cittadini, a cominciare per esempio dall'abolizione della doppia sede di questo Parlamento? Questa struttura, dove oggi siamo e che occupiamo quattro giorni al mese costa 200.000.000 EURO ogni anno, e non ha ragione di esistere. E noi siamo amici dei francesi, e non consento a qualcuno di fare illazioni sul nostro sostegno ai violenti o ai “casseurs”, tanto più che qualcuno si è permesso di definire il nostro governo un governo di lebbrosi.

Chiedo la cancellazione dello spreco della doppia sede: questo non è un attacco alla democrazia, la democrazia non è un privilegio! La democrazia non può essere un palazzo! Iniziamo a dare un taglio ai nostri stipendi, alle pensioni, agli stipendi mostruosi dei commissari, che rappresentano veramente uno schiaffo ai cittadini.

Sulle pensioni privilegiate degli europarlamentari c'è una nostra iniziativa già depositata. Presidente Tajani metta attenzione in questa nostra proposta, dia supporto alla nostra proposta! Oggi tutto questo non è stato realizzato, ma lo faremo noi, grazie al voto dei cittadini alle prossime elezioni e con le altre forze del cambiamento. Abbiamo dato una straordinaria squadra di piloti alla guida dell'Italia. Ora ne daremo una altrettanto capace alla guida dell'Unione Europea perché, statene certi, come stiamo cambiando l'Italia cambieremo anche l'Europa.

 
Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2019Avviso legale