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Procedure : 2018/2792(RSP)
Document stages in plenary
Document selected : O-000138/2018

Texts tabled :

O-000138/2018 (B8-0009/2019)

Debates :

PV 14/02/2019 - 18
CRE 14/02/2019 - 17
CRE 14/02/2019 - 18

Votes :

Texts adopted :


Debates
Thursday, 14 February 2019 - Strasbourg Revised edition

18. A Europe that protects: Clean air for all (debate)
Video of the speeches
PV
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  Der Präsident. – Als nächster Punkt der Tagesordnung folgt die Aussprache über die Anfrage zur mündlichen Beantwortung an die Kommission: „Ein Europa, das schützt: Saubere Luft für alle“ von Julie Girling, Seb Dance, Jadwiga Wiśniewska, Catherine Bearder, Keith Taylor, Anja Hazekamp, Eleonora Evi im Namen des Ausschusses für Umweltfragen, öffentliche Gesundheit und Lebensmittelsicherheit (O-000138/2018 – B8-0009/2019).

 
  
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  Eleonora Evi, autore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario Vella, sono davvero molto onorata oggi di presentare l'interrogazione orale intitolata "Un'Europa che protegge: aria pulita per tutti", a nome della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo. Ritengo che il dibattito che ci apprestiamo a svolgere oggi, grazie a questa interrogazione, potrà stimolare ulteriormente le iniziative che sono intraprese soprattutto al di fuori di quest'Aula per migliorare la qualità dell'aria a beneficio di tutti. Allo stesso modo io credo che sia molto importante anche la risoluzione, che è legata a questa interrogazione orale, e quindi il messaggio che il Parlamento europeo potrà lanciare a marzo grazie alla sua approvazione durante la prossima plenaria.

La qualità dell'aria è un tema che suscita sempre maggiore interesse nell'opinione pubblica europea. Stiamo parlando infatti di un problema generalizzato che tocca in maniera tangibile i 500 milioni di cittadini che qui rappresentiamo e che vorrebbero vederlo risolto il prima possibile. Certamente nella società in cui viviamo l'inquinamento atmosferico è motivo di una preoccupazione forte e diffusa, insieme agli eventi meteorologici avversi che si abbattono sul continente con una forza sempre più intensa a causa dei cambiamenti climatici.

Attualmente, il prezzo pagato per la scarsa qualità dell'aria nelle nostre città in termini di vite umane è più elevato di quello determinato dagli incidenti stradali. Con oltre 400 000 morti premature all'anno, l'inquinamento atmosferico è purtroppo la prima causa ambientale di morti premature in Europa. La situazione particolarmente critica nei contesti urbani, dove vive il maggior numero di cittadini europei. Secondo i dati disponibili, il 19 % della popolazione urbana è continuamente esposto a livelli di polveri sottili al di sopra dei valori limite giornalieri stabiliti dalla normativa dell'Unione. Circa la metà della popolazione europea, inoltre, è esposta a concentrazioni di queste sostanze in maniera superiore rispetto alle raccomandazioni più stringenti stilate fino ad ora dall'Organizzazione mondiale per la sanità. Respirare aria pulita è quindi fondamentale, non solo per tutelare la salute dei nostri concittadini, ma anche per assicurare il mantenimento di un ambiente salubre a beneficio delle generazioni presenti e future.

La scarsa qualità dell'aria incide in maniera nociva sul mantenimento dei servizi ecosistemici. L'eccesso di azoto atmosferico, in particolare, danneggia l'ecosistema, favorendo l'eutrofizzazione dell'atmosfera e la comparsa delle piogge acide. È proprio per questa ragione che già dall'inizio degli anni Settanta del secolo scorso l'Unione europea ha intrapreso un percorso volto a stabilire delle regole comuni per controllare i rilasci delle sostanze nocive nell'atmosfera e per migliorare quindi la qualità dei combustibili e integrare i requisiti di protezione ambientale nel settore dei trasporti ed in quello della produzione energetica.

L'inquinamento atmosferico però travalica i confini nazionali ed è per questa ragione che il coordinamento a livello dell'Unione delle azioni che mirano a migliorare la qualità dell'aria assume una rilevanza davvero notevole. Tuttavia, nonostante l'Europa disponga di un quadro legislativo solido e uniforme per combattere l'inquinamento atmosferico, le misure e gli strumenti di politica ambientale adottati negli Stati membri e a livello locale, regionale e nazionale variano enormemente da un contesto all'altro, da uno Stato membro all'altro.

Il fatto che vi siano problematiche serie relativa all'attuazione della normativa sulla qualità dell'aria è dimostrato dal numero molto elevato di procedure precontenziose avviate negli anni dalla Commissione europea. Oggi sono ben 30 le infrazioni in corso che riguardano la cattiva applicazione delle norme che dovrebbero mettere la salute dei cittadini europei al riparo dall'inquinamento atmosferico. È quindi più che mai necessario agire con urgenza per migliorare l'aria che respiriamo in Europa, assicurando il rispetto degli standard di qualità dell'aria ambiente che il Parlamento europeo e i governi degli Stati membri hanno adottato ormai più di dieci anni fa.

Il messaggio che rivolgiamo oggi alla Commissione attraverso la nostra interrogazione è proprio questo: le chiediamo di intensificare l'impegno a vigilare attentamente in particolare sull'attuazione della direttiva 2008/50/CE, delle norme che disciplinano le emissioni industriali, di quelle afferenti al settore dei trasporti e all'omologazione dei veicoli. Le chiediamo di considerare seriamente la necessità di fornire risposte alle esigenze concrete delle autorità regionali e locali, che dobbiamo sostenere con forza affinché possano adottare misure efficaci e sistematiche per ridurre le emissioni dei trasporti, anche grazie ad accresciute opportunità di cofinanziamento nell'ambito in particolare dei programmi legati al prossimo Quadro finanziario pluriennale. Infine, le chiediamo di agire nell'ambito della riforma della politica agricola comune, al fine di dare agli agricoltori gli strumenti che possano aiutarli a ridurre le emissioni del loro settore, in particolare quelle dell'ammoniaca, e di affrontare le crescenti preoccupazioni per la salute umana legate all'esposizione al particolato ultrafine.

 
  
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  Karmenu Vella, Member of the Commission. – Mr President, in May of last year the Commission adopted a communication on a Europe that protects clean air for all. In this communication, we outlined the EU clean air policy approach, provided examples of measures to reduce air pollution in the transport, power and heat energy industry, and also in the agricultural sectors.

We also point to initiatives taken to step-up cooperation with Member States, with regions, and also with cities. Against this background let me reply to your five questions.

First on the first question, the Commission has been taking decisive action where it sees persistent exceedances above air quality limit values. It is currently pursuing 30 infringement procedures against 20 Member States for exceedances of particulate matter, nitrogen dioxide or sulphur dioxide limit values.

In two cases, the Court of Justice has already ruled against the Member States. The Commission will continue to actively manage the infringement process as fast as possible, including referrals to the court where and when warranted.

With regards to your second question, as you know, the Commission is carrying out a fitness check of the Ambient Air Quality Directives. We initiated this in 2017 and will complete it in the second half of this year. Its findings will be used to inform further reflections on whether these directives continue to provide the appropriate legislative framework to ensure protection from adverse impacts on, and risks to, human health and the environment.

However, as the analysis is not yet over, it would be premature to anticipate now the conclusions the Commission might draw.

Referring to question three, European Union funding under various financial streams has been made available and successfully used by Member States to address the air quality challenge. In the current programing period – that is 2014 to 2020 – EUR 1.8 billion have been directly allocated to support air quality measures under the European Structural and Investment Fund.

In addition, further indirect contributions beneficial to clean air come from investments in the low-carbon economy and environmental protection and resource efficiency, or in the transport network infrastructure.

More specifically, to support regions and cities, in the urban agenda for the EU there have been innovative actions to further facilitate addressing air pollution in urban areas where transport is one of the main sources of air pollution.

Looking ahead for the period post-2020, the Commission has proposed under the Cohesion Policy a particular emphasis on a green low carbon Europe including a specific result indicator on population benefiting from measures for air quality.

On question number four, the agricultural sector is an important source of ammonia emissions, which in turn are a key precursor to particulate matter. Measures to mitigate these emissions include agronomic measures, livestock measures, or energy production measures. They are already available, technically and economical viable, and should be applied more widely.

According to the Commission's proposal for a new Common Agricultural Policy after 2020, one of the impact indicators to assess the performance of this policy explicitly refers to the ammonia emissions from agriculture. To be more specific, a result indicator will measure the share of agricultural land under commitments to reduce ammonia emissions.

On the fifth question, EU legislation sets objectives for ambient air quality, taking into account the relevant scientific information provided via the World Health Organisation, which is the World’s leading authority on health matters. Their air quality guidelines establish the most authoritative, scientific basis to date. The World Health Organisation keeps the scientific basis under regular review, including ultra-fine particles and black carbon.

In addition, it is currently working towards an update of these air quality guidelines. The Commission is following this work very closely.

 
  
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  José Inácio Faria, on behalf of the PPE Group. – Mr President, I would like to thank the Commissioner for his excellent replies. According to the European Academy of Allergy and Clinical Immunology, more than 100 million Europeans suffer from allergic rhinitis and 70 million from asthma. Also, the European Respiratory Society has warned that even short-term increases in air pollution have been associated with respiratory symptoms and temporary decreases in lung function. In projections by the OECD, air pollution will be the biggest environmental cause of premature deaths by 2050. Millions of Europeans live in areas where simply breathing the air around them is damaging to their health, and these effects should not be underestimated.

Air pollution can reduced lifespans and cause serious heart and lung disease. The pollutants of most concern for human health across Europe are airborne particulate matter, nitrogen dioxide and ground-level ozone. These pollutants increase the death rate, especially in sensitive population groups such as the elderly and those suffering from respiratory diseases. Despite these health impacts, current EU legislation permits levels of damaging pollutants higher than those recommended by the World Health Organisation. What still needs to be done?

Member States should reinforce their efforts to tackle sources of pollution from all sectors. States also need to improve cooperation on cross—border pollution, make air quality an integral part of their policies, and ensure that the correct level of governance – national, regional or municipal – is equipped to tackle sources of pollution.

I recently hosted an exhibition in Parliament celebrating Lisbon as 2020 European Green Capital, a designation for which one of the 12 criteria evaluated was air quality. In the past 10 years, Lisbon has shown a significant decrease in emissions from most pollutants, resulting in a significant improvement in air quality. By limiting polluting vehicles in the city, without reducing mobility, and by planning green corridors that act as a ventilation system, Lisbon was able to achieve its aim on air quality.

Commissioner, we need more examples like Lisbon and we need national strategies for air quality.

 
  
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  Der Präsident. – Ich weiß, dass für alle die Redezeit sehr kurz ist. Es wäre sehr gut, wenn man Reden vorbereitet, dass man sie nicht zu schnell liest, sonst kommen die Dolmetscher in Schwierigkeiten.

 
  
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  Christel Schaldemose, for S&D-Gruppen. – Hr. formand! Tak, hr. formand, og også tak, hr. kommissær, for svarene på vores spørgsmål. Jeg vil gerne indrømme, at jeg måske er en lille bitte smule skuffet. Jeg er ikke i tvivl om, at den nuværende Kommission er optaget af luftkvaliteten og gør noget, men jeg synes også, vi har brug for at få markeret endnu tydeligere, hvad det er, der er brug for skal ske. Luftforurening dræber – jeg gentager: luftforurening dræber! Vurderingen er, at der hver evig eneste år her i EU er 4 000 000 af vores borgere, der dør før tid som følge af luftforurening. Det er dybt alvorligt, det her! Derfor er der også brug for, at vi gør noget. Jeg anerkender fuldt ud det, Kommissionen har gjort, men vi har også brug for at gøre rigtig meget mere. Vi skal turde tale om de svære ting ved dette her. Hvad er det, der er svært? Jo, vi har brug for at gøre opmærksom på, at landbruget for eksempel også skal bidrage. Landbruget skal reducere deres luftforurening, både i forhold til CO2, ammoniak og metangasser. Landbruget er desværre en væsentlig del af vores problem. Vi skal turde tale om dette her, vi skal turde tale om at bruge vores landbrugspolitik og vores landbrugsstøtte til at presse landbruget til at bidrage til løsningen. Så er der også transportsektoren. Den er stadigvæk også en del af dette. Og ja, vi har heldigvis meget lovgivning undervejs. Vi har gjort noget, men vi kan gøre endnu mere. Der er stadig masser at følge op på oven på Dieselgate, der er stadigvæk – er det 11 medlemslande, der bedt om at få lov at forurene noget mere, at få sat deres grænseværdier op. Det er altså ikke i orden! Vi har brug for at stramme op, også i forhold til transportsektoren. Vi bliver nødt til også at give vores byer i Europa mulighed for at gøre mere. Heldigvis ved jeg godt, at Kommissionen også bakker op om det, men vi har brug for at sikre, at byerne har ret til også at lave miljøzoner og gøre alle mulig tiltag for at beskytte deres borgere i byerne mod denne meget skadelige forurening. Jeg håber, at den nuværende Kommission vil være med til at lægge et rigtig godt grundlag, så vi også i de kommende fem år virkelig for alvor kan få taget fat på dette luftforureningsproblem. Vi skal sørge for, at luftforureningen bliver så reduceret, at folk ikke dør af det.

 
  
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  Bernd Kölmel, im Namen der ECR-Fraktion. – Herr Präsident! Die Debatte steht unter der Überschrift „Saubere Luft für alle“ – wer würde da nicht zustimmen! Aber wir müssen doch genau bei solchen Themen aufpassen, dass wir nicht das Kind mit dem Bade ausschütten.

Im Jahr 2008 hat dieses Parlament für Grenzwerte gestimmt, zum Beispiel für den Bereich Stickstoffdioxyd. Da wurde für den öffentlichen Verkehrsbereich 40 Mikrogramm je Kubikmeter Luft festgelegt. Das war letztlich ein gegriffener Wert. Das muss man mal ganz deutlich so sagen. Und dieser Wert ist deshalb gegriffen und damit im Prinzip nichtssagend, weil wir für viele Bereiche andere Grenzwerte haben. Wie kann man sich erklären, dass man für den öffentlichen Verkehrsbereich 40 Mikrogramm festlegt, aber am Arbeitsplatz sind 950 Mikrogramm zulässig? Da stimmt doch was nicht! Und wenn ich heutzutage jetzt Berichte lese, dass ich in meinem Haus an Weihnachten weit über 100 Mikrogramm dieses Stoffes in meiner Atemluft hatte, weil ich vier Weihnachtskerzen brennen hatte, dann muss das zu denken geben.

Ich behaupte, wir sind hier auf einer Ebene unterwegs, die sich mit Fakten nicht belegen lässt. Und ich muss gestehen, ich kann auch überhaupt nicht nachvollziehen, dass die Vorredner gesagt haben „Es sterben so und so viele Menschen vorzeitig, weil wir verschiedene Giftstoffe in der Luft haben“. Fakt ist doch Gott sei Dank: Die Menschen werden immer älter. Das ist ja schön so! Aber wie kann man denn dann ableiten, dass wir ganz viele vorzeitige Todesfälle haben, die wissenschaftlich überhaupt nicht belegbar sind?

Normalerweise berufen wir uns gerne auf Kalifornien, das sehr hohe Umweltstandards hat. Aber selbst Kalifornien hat einen Grenzwert für Stickstoffdioxid, der um 40 % höher ist als der in der EU. Wir sollten uns stattdessen mal tatsächlich wieder das Pareto-Prinzip vor Augen führen. Der gleichnamige italienische Wissenschaftler hatte schon im Mittelalter festgestellt, dass man für die Erreichung der ersten 80 % einer Problemlösung genauso viel Aufwand braucht wie für die letzten 20 %.

 
  
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  Ivan Jakovčić, u ime kluba ALDE. – Gospodine predsjedavajući, gospodine povjereniče, htio bih Vas pitati, znate li da su Bruxelles i Strasbourg, dva grada u kojima živimo i radimo, među najzagađenijim gradovima? Hajmo za početak na zgradu Parlamenta u Bruxellesu i ovdje staviti mjerne jedinice i displeje za te mjerne jedinice. Da mi krenemo od sebe samih jer ja kad gledam ove džogere i bicikliste po Bruxellesu kako trče i kako udišu taj zrak, žao mi ih je. Zato mislim da bi bilo dobro da baš u Bruxellesu i Strasbourgu, gdje mi radimo i živimo, imamo prve prave, jasne mjerne stanice. Ja sam se nekada bavio time i Labin u Istri ima mjernu stanicu, i to na zgradi općine, upravo zato da bi građani znali kakav zrak imaju oko sebe. Krenimo od Europskog parlamenta, od zgrade Europskog parlamenta u Bruxellesu i Strasbourgu.

Dodat ću još dva problema.

Prekogranično zagađenje. U Hrvatskoj imamo konkretno prekogranično zagađenje iz Bosne i Hercegovine. Slavonski je Brod često toliko zagađen da ljudi naprosto ne izlaze na ulicu. Učinimo nešto.

Poljoprivreda, slažem se, je dodatni problem. Motivirajmo biodinamičku poljoprivredu, motivirajmo bio-poljoprivredu i bit će manje problema.

 
  
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  Paloma López Bermejo, en nombre del Grupo GUE/NGL. – Señor presidente, decía George Orwell que hemos caído tan bajo que reformular lo obvio es la primera obligación de una persona inteligente. Debatir sobre el aire limpio y la necesidad de vivir en entornos no contaminados corresponde a este estado de obviedad incuestionable para todos.

Según la Agencia Europea de Medio Ambiente, la contaminación atmosférica es responsable de 422 000 muertes prematuras cada año. El impacto económico es considerable: 4 000 millones en gastos de salud y más de 3 000 millones en pérdidas de rendimiento de cultivos agrícolas. Probablemente el impacto en términos medioambientales sea aún mayor si tenemos en consideración hechos de difícil cuantificación: el impacto de la lluvia ácida sobre los suelos, la pérdida de la biodiversidad producida por la contaminación, la contaminación de los recursos hídricos, y así un largo etcétera.

Los causantes de estos procesos son suficientemente conocidos. Entre ellos, un primero y principal es el tráfico por carretera y en las ciudades. De hecho, resulta preocupante saber que más del 76 % de la población europea vive en ciudades expuestas a índices de contaminación superiores a los baremos máximos permitidos.

Nosotros compartimos y apoyamos los esfuerzos de la Comisión en esta materia, a través del programa «Aire limpio para Europa», pero la realidad de los datos muestra tozudamente el alejamiento de las perspectivas iniciales en una dirección claramente negativa. Compete a los Estados, a las entidades regionales, y especialmente a las entidades locales, incrementar los esfuerzos en esta materia.

Pero cuando llegamos al momento en que las autoridades se comprometen con este tema y se disponen a luchar contra la contaminación atmosférica surgen los intereses de siempre y los representantes políticos de esos intereses. Por ejemplo, Madrid. La oposición y la hostilidad que se está demostrando frente al proyecto Plan A, de lucha contra la contaminación, es verdaderamente lamentable. El Partido Popular, que gobierna en la Comunidad de Madrid, se está oponiendo a que se reduzca precisamente la contaminación en un 20,4 %, que es lo que ya se ha hecho en el primer mes de vigencia del Plan.

Desde luego, estamos en una situación en la que hay que pasar de los enunciados amables a los hechos, de las declaraciones huecas a las políticas públicas comprometidas, y señalar a aquellos que sirven a los intereses de las industrias y son responsables también de forma indirecta de la muerte de casi medio millón de europeos cada año.

 
  
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  Eleonora Evi, a nome del gruppo EFDD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, io riprendo la parola in questo dibattito, adesso a nome del mio gruppo politico e del Movimento 5 Stelle, perché ritengo che questo sia un tema fondamentale e il diritto a respirare aria pulita è purtroppo negato a molti, moltissimi cittadini in Europa e nel mondo.

Quello di respirare aria pulita oggi non è soltanto una realtà, ma dovrebbe essere un obiettivo a cui aspirare e per il quale la politica deve fare di più. Deve fare di più perché appunto nel mondo muoiono oltre 4,2 milioni di persone all'anno a causa dell'inquinamento atmosferico e, secondo i dati dell'OMS, il 91 % della popolazione globale vive in luoghi dove la qualità dell'aria è appunto inferiore agli standard.

Per quanto riguarda i dati dell'Europa ne abbiamo parlato prima. La situazione è sicuramente grave e quindi bisogna fare di più. Io personalmente vengo da una regione, dalla Lombardia e in particolare dal Nord Milano, che ha la maglia nera a causa dell'inquinamento atmosferico per i superamenti e le concentrazioni altissime di polveri sottili e di ossidi di azoto, e questo perché i cittadini subiscono delle scelte scellerate di un governo regionale che guarda purtroppo ad interessi particolari e privati rispetto al bene collettivo e alla tutela dell'interesse collettivo. Abbiamo visto per troppe volte sacrificare il diritto di respirare aria pulita sull'altare di progetti infrastrutturali enormi, inutili, che guardano appunto a interessi privati, facendo scempio dell'ambiente. Abbiamo mutilato il nostro territorio e distrutto delle aree bellissime che sono anche presenti in Lombardia. Abbiamo un'agricoltura industriale e un allevamento intensivo e vi sono alcune città dove ci sono molti più animali che uomini.

Io, come cittadina e portavoce del Movimento 5 Stelle, però penso che non tutto sia perduto, che un'Europa che protegge può essere possibile e deve essere ricercata e deve essere costruita insieme. Noi lo dimostriamo attraverso l'azione legislativa che portiamo avanti sia a Bruxelles che a Roma, sostenendo una trasformazione equa ma ambiziosa di molti settori, penso a quello automobilistico e a quello dei trasporti, cercando di incardinarli il più possibile su un modello di diffusione di veicoli a zero e basse emissioni e il trasporto pubblico locale.

Io la ringrazio, signor Commissario, anche per i dialoghi sull'aria pulita che lei ha introdotto e la ringrazio anche per aver preso posizione contro i difensori del diesel che ultimamente hanno fatto veramente...

(Il Presidente interrompe l'oratore)

 
  
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  Jiří Pospíšil (PPE). – Pane předsedající, já si myslím, že zde bylo už jasně řečeno, jakým velkým problémem je nekvalita ovzduší. Jestli ročně umírá 400 000 lidí nebo méně, to je v zásadě jedno, je to obrovský problém, obrovský problém Evropy a musíme ho tedy řešit.

Co je důležité a co je třeba říci a řekl to už pan komisař, že se v tuto chvíli dělá revize směrnice, která řeší otázky kvality vnějšího ovzduší. Já se velmi těším na tu zprávu, která má být, pane komisaři, v tomto roce, abychom viděli, jak tato směrnice funguje a kde tedy Komise předpokládá její vylepšení. Pravděpodobně to bude práce pro novou Komisi, která vzejde na základě evropských voleb. Měl by to být klíčový úkol, určitě ekologická témata budou předmětem i volební kampaně na jaře tohoto roku a příští Komise by tedy měla vyhodnocení současné právní úpravy vzít v potaz a navrhnout konkrétní řešení.

Je ale třeba také říci, že ta současná úprava, která – jak řekla většina kolegů –, není dostatečná, tak ji ne všechny země naplňují. Podle poslední zprávy 18 členských států v tuto chvíli neplní emisní limity, které jsou již stanovené. A to je velký problém. Máme nějakou právní úpravu, kterou chceme vylepšit, ale musíme si přiznat, že ta současná právní úprava není naplňovaná. A tady já si myslím, že buď můžeme jít cestou, že se budeme obracet na Evropský soudní dvůr a budeme žalovat jednotlivé státy, ale to bude trvat roky a nic to nevyřeší, nebo je třeba asi silnější politický dialog mezi členskými státy a mezi Evropskou komisí a větší nabádání k tomu, aby členské státy více plnily limity, které v tuto chvíli již platí. Pokud vymyslíme novou lepší legislativu, ale nebudou ji členské státy naplňovat, tak budeme pořád v problému, který tady je. Téměř půl milionu úmrtí ročně díky špinavému ovzduší. Takže, prosím, Komise nechť navrhne nové změny, ale ať také tlačí na členské státy, ať plní to, co dnes už je závazné.

 
  
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  Urszula Krupa (ECR). – Panie Przewodniczący! Wśród wielu problemów, jakie wymagają rozwiązania, jest zanieczyszczenie powietrza wraz z wpływem na zmiany klimatu, pogorszenie zdrowia, zwłaszcza mieszkańców obszarów sąsiadujących z portami lotniczymi. Wykazano, że z powodu wysokich stężeń PM2,5 oraz ozonu troposferycznego emitowanych przez lotniska na obszarach zabudowanych każdego roku umiera 5 tyś. osób mieszkających w promieniu 20 kilometrów. Zwłaszcza w ostatnich latach szybki rozwój transportu lotniczego oddziaływa negatywnie zarówno w skali lokalnej, jak i globalnej. Poza hałasem, wytwarzaniem szkodliwych pyłów, tlenków azotu, tlenku siarki, generuje 2% światowej emisji gazów cieplarnianych, co znajduje potwierdzenie na mapie światowych połączeń lotniczych, gdzie przodują przede wszystkim USA, Europa Zachodnia i Azja z Japonią. Jako środki zaradcze podawane są wprowadzenie nowych paliw, optymalizacja przelotów, instalowanie bardziej sprawnych silników ze zmianami konstrukcyjnymi w budowie kadłubów samolotów, ale także oczywiście zasady sytuowania lotnisk.

 
  
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  Jozo Radoš (ALDE). – Gospodine predsjedavajući, gospodine povjereniče, zahvaljujem kolegama koji su postavili ovo pitanje o čistome zraku i jednako tako pozdravljam komunikaciju Komisije „Čisti zrak za sve”.

U prijedlogu pitanja govori se o lakšem pristupu regionalnih i lokalnih jedinica financijskim fondovima radi borbe protiv emisija iz prometa, ali mislim da nema potrebe da se ograničavamo samo na emisije iz prometa. Emisije iz zgrada za grijanje i hlađenje, emisije iz energetskih postrojenja, emisije iz industrije također su vrlo visoke. Mislim da njih također treba staviti u ovo pitanje, odnosno zahtijevati odgovor. Mislim da će trebati mijenjati direktivu u najmanju ruku da se uskladi s novim energetskim zakonima koje smo usvojili ove godine i u najmanju ruku u pogledu mjerenja izvješćivanja u pogledu zagađenja zraka.

Htio bih skrenuti pozornost na poseban problem s kojim se susreće zapadni Balkan. Gradovi Sarajevo i Skopje u pojedinim dijelovima godine su najzagađeniji gradovi, ne Europe, nego svijeta. Tamo postoji 16 termoelektrana koje rade na ugljen sa zastarjelim tehnologijama, a planiraju se i nove, također sa zastarjelim tehnologijama. To naravno utječe na zdravlje ljudi koji tamo žive, ali i na zdravlje građana u susjednim zemljama članicama Europske unije. Stoga bi dakle trebalo poštivati visoke standarde, ali i pomoći tim zemljama da i same poštuju visoke standarde čistoće zraka.

 
  
 

Spontane Wortmeldungen

 
  
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  Ангел Джамбазки (ECR). – Поздравявам първо колегата Еви за този въпрос, той е важен, защото засяга здравето на страшно много хора. От мръсен въздух се разболяват, боледуват, губят живота си страшно много хора. Но бих искал да ви обърна внимание на една от причините за замърсяване на въздуха, а това именно е горенето на гуми, гащи, парцали и всякакви други боклуци в редица цигански махали в много държави от Източна и Централна Европа. Това е огромен проблем, който никъде не се признава, за него не се говори. Замита се под килима.

Тук вие гласувате разни резолюции, които засягат говора на омраза, не знам какво си, но никой не споменава важните проблеми, а те са че в тези махали, в тези катуни се горят различни материали, които замърсяват въздуха и тровят хората. На това трябва да бъде обърнато сериозно внимание. Ако искаме да говорим за чистотата на въздуха, трябва да започнем и от циганските махали. Това е важен въпрос.

 
  
 

(Ende der spontanen Wortmeldungen)

 
  
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  Karmenu Vella, Member of the Commission. – Mr President, thank you, colleagues, for putting the issue of clean air for all on the agenda. It is one of the most important environmental and health challenges of our time. Our citizens expect us to solve this issue and ensure that the air we breathe every day is of good quality and does not leave us at risk of harm. And they expect us to solve this together.

With regard to the implementation, this Commission has been very active in promoting air quality and supporting a shift to cleaner air, as recently recalled in the ‘Clean air for all’ communication of last May. As in every piece of legislation, implementation is more than important – it is key.

The Commission expects all Member States to take all necessary measures to achieve compliance with EU air quality limits as soon as possible. The limit of 40 milligrams per cubic metre of NO2 as an annual average is an EU-wide obligation and has been agreed by all Member States.

This obligation must be complied with by all Member States for the benefit of all our citizens. And here I would like to refer to our current air quality standards. Some say they are too strict and others say they are not strict enough. Ultimately there can only be one test. Do they meet the goal of protecting human health and the environment as a whole from the risk of adverse impacts? And to assess this, there can only be one yardstick. The best available and thoroughly peer-reviewed scientific advice.

Regarding agriculture, the contribution of agriculture to the issue of ammonia emissions has, I agree, to be addressed as well. Through the NEC (National Emissions Ceiling) Directive we have started to do just that.

On monitoring stations across the European Union, around 4 000 monitoring stations provide us with reliable, credible and comparable information on air quality, often in almost real time. We see no systematic shortcomings in the way the criteria to establish monitoring that works as set out in the directives have been applied. But when we see that monitoring is not done in line with the requirements of the directives, the Commission has to act and will continue to act.

Allow me to conclude with a final reference to our ongoing fitness check, which we will conclude this year. This will provide us with a basis to reflect on whether we have the appropriate legislative framework in place, including sufficiently stringent limit values and suitably clear criteria to guide our monitoring networks, to ensure protection from adverse impacts on, and the risks to, human health and the environment. And, finally, to really deliver a Europe that protects.

 
  
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  Der Präsident. – Die Aussprache ist geschlossen.

Die Abstimmung findet während der nächsten Tagung statt.

 
Last updated: 5 July 2019Legal notice