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Discussioni
Lunedì 11 marzo 2019 - Strasburgo Edizione rivista

Programma "corpo europeo di solidarietà" (discussione)
MPphoto
 

  Silvia Costa, a nome del gruppo S&D. – Signor Presidente, signor Commissario, collega relatrice Šojdrová, colleghi relatori ombra, onorevoli colleghi, io penso che sia molto importante il segnale che diamo, a due mesi dalle elezioni europee, ai cittadini europei. Due messaggi molto forti.

Il volto dell'Europa è anche decisamente quello del volontariato, della solidarietà e della cittadinanza attiva. E questa deve tornare ad essere una parola d'ordine dell'Unione europea, soprattutto a partire dalle nuove generazioni. Dobbiamo rendere stabile nei prossimi 7 anni questa esperienza, che era stata già avviata in questi anni e che aveva ricompreso il servizio del volontariato europeo, che in vent'anni aveva visto però un coinvolgimento di centomila giovani. Vogliamo essere certamente più audaci.

Con il voto di domani sull'istituzione del corpo europeo di solidarietà, di cui sono stata relatore ombra nel gruppo S&D, compiamo un importante passo avanti perché andiamo a istituire uno stabile programma dell'Unione nel quadro del prossimo QFP e mi auguro che il Consiglio dei ministri voglia accettare la proposta – anche in termini di budget – che ha fatto il Parlamento. Si dedicherà quasi la totalità (quasi l'86 %) del suo budget ad attività di volontariato, cittadinanza attiva e solidarietà per i giovani tra i 18 e i 30 anni, l'8 % della quota andrà a tirocini e lavoro, ma nell'ambito sempre di attività no-profit, e il 6 % andrà agli aiuti umanitari, raccogliendo un'importante eredità, senza un limite di età analogo all'altro.

Si tratta di un passaggio politico, che dobbiamo veramente raccontare ai giovani che non lo conoscono. Penso che sia importante pensare al fatto che, simbolicamente, questo avrà una grandissima importanza. Io ricordo. Li ho incontrati, come li ha incontrati il Commissario, a Norcia, dopo un tremendo terremoto: un nucleo di giovani volontari che venivano da dodici paesi – ha avuto un significato enorme. Più di 70 000 giovani si sono già registrati sul portale online dedicato; 7 000 stanno già partecipando ad attività di inclusione sociale, integrazione di migranti, sostegno alle comunità locali e patrimonio culturale.

È importante che per i prossimi sette anni lo stanziamento sia stato portato a più di un miliardo, confermando come priorità politica questo valore fondamentale dell'Unione europea, per rispondere soprattutto ai bisogni della società, delle comunità, promuovendo lo sviluppo personale e professionale dei giovani, civico, con particolare attenzione ai più svantaggiati. Per questo lo abbiamo voluto rendere più inclusivo, per i ragazzi con minori opportunità, per esempio chi ha condizioni di disabilità, salute, difficoltà anche nel campo scolastico o provenga da un contesto migratorio o da comunità emarginate.

Sono molto soddisfatta che siano stati colti alcuni aspetti molto importanti. Il primo è la dimensione europea dell'esperienza: tutte queste attività devono avere carattere transnazionale, non si devono sovrapporre a schemi nazionali di volontariato ma, anzi, devono sostenere nei paesi che non ce l'abbiano la necessità di arrivare a questo. Anche le attività in country devono avere questa dimensione transnazionale.

E poi, soprattutto, abbiamo allargato alle imprese sociali e alle organizzazioni anche private, ma sempre per attività no-profit e con la possibilità di avere un marchio di qualità diversificato per le tipologie di inserimento.

Chiudo dicendo che questa è una nuova esperienza che raccoglie le migliori del passato, ma che vuole avere anche la volontà di costruire una cittadinanza dal basso. Io penso che oggi dobbiamo parlare molto di questo, di riforme istituzionali dell'Europa, integrazione politica e costruzione di processi di cittadinanza attiva.

 
Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2019Avviso legale