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Procedura : 2018/0190(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0156/2019

Testi presentati :

A8-0156/2019

Discussioni :

PV 28/03/2019 - 4
CRE 28/03/2019 - 4

Votazioni :

PV 28/03/2019 - 8.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2019)0323

Discussioni
Giovedì 28 marzo 2019 - Strasburgo Edizione rivista

4. Istituzione del programma Europa creativa (2021-2027) (discussione)
Video degli interventi
PV
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  La Présidente. – L’ordre du jour appelle le débat sur le rapport de Silvia Costa, au nom de la commission de la culture et de l’éducation, sur la proposition de règlement du Parlement européen et du Conseil relatif à la mise en place du programme «Europe créative» (2021 à 2027) (COM(2018)0366 – C8-0237/2018 – 2018/0190(COD) (A8-0156/2019)).

 
  
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  Silvia Costa, relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio molto i colleghi relatori ombra della commissione per la loro preziosa collaborazione e per avere arricchito la mia relazione e averla votata a larghissima maggioranza in commissione CULT.

Il nuovo programma "Europa creativa" si inserisce in un contesto completamente mutato rispetto a sette anni fa, sia per la rivoluzione digitale sia per l'esigenza di rispondere a una grande crisi di identità e di appartenenza all'Europa e al suo progetto.

Ritengo un grande risultato di questa legislatura la nostra forte iniziativa per ottenere finalmente un quadro europeo di politiche culturali, a partire dall'Anno del patrimonio culturale, dal rafforzamento delle imprese culturali e creative, dalla strategia delle relazioni culturali internazionali e del dialogo interculturale, che oggi sono pienamente inserite nella nuova agenda per la cultura.

Un quadro che vede anche il settore creativo e audiovisivo finalmente inserito in un'economia digitale, in un ecosistema digitale, in cui la direttiva sui servizi di media audiovisivi e quella approvata martedì sul copyright determineranno nuove regole e anche maggiori disponibilità finanziarie per il settore.

Come relatore sono soddisfatta degli elementi di novità nel testo, a partire dal raddoppio del bilancio da 1,4 a 2,8 proposto al Parlamento e mi auguro che la nostra indicazione sia difesa dal futuro Parlamento e accolta dal Consiglio dei ministri e che quindi non si torni indietro. Abbiamo arricchito le tre sezioni del programma – cultura, media e transettoriale – di importanti novità, a partire da un nuovo obiettivo generale, accanto a quello della cooperazione e della competitività, ovvero il riconoscimento del valore intrinseco della cultura e del ruolo centrale degli artisti e dei professionisti culturali.

Abbiamo reintrodotto l'articolo sul valore aggiunto europeo, incoraggiando anche una narrativa delle radici comuni europee, dell'unità e della diversità e abbiamo previsto un'azione strutturata, anche con centri di eccellenza europei, per la definizione, finalmente, di indicatori qualitativi e quantitativi di impatto delle politiche culturali.

Sono felice altresì che sia stata recepita la mia proposta, avanzata in qualità di ex relatore del precedente programma "Europa creativa", di inserire un nuovo programma di mobilità europea e internazionale per gli artisti e gli operatori culturali. Il settore dedicato alla cultura è oggi finalmente rafforzato e articolato in quattro specifici ambiti, che diventeranno linee finanziare dedicate: la musica, il patrimonio culturale, l'architettura, l'editoria e il design.

Il settore media sosterrà azioni transnazionali di rafforzamento delle competenze dei curricula in ambito audiovisivo e digitale, la produzione indipendente, le coproduzioni europee, le reti europee delle sale cinematografiche e di operatori video on demand (VOD), la vendita all'estero, la promozione di nuovi modelli di produzione e il coinvolgimento del pubblico.

Diamo speciale attenzione alle fiction, ai documentari, ai film per bambini e di animazione, nonché alle opere interattive fra cui i videogiochi narrativi di qualità e i contenuti multimediali. È interessante notare che il programma sosterrà la valorizzazione dei talenti artistici ma anche artigianali e, soprattutto, per la prima volta si inserisce uno specifico riferimento alla promozione del riconoscimento del ruolo delle donne nel campo culturale e artistico. Sono ancora troppo poche quelle nei consigli di amministrazione delle istituzioni culturali.

Abbiamo introdotto una nuova linea sull'alfabetizzazione mediatica, un'importante azione contro le fake news a sostegno della qualità del giornalismo e, accanto alle sovvenzioni di cofinanziamento per i progetti, abbiamo sviluppato importanti sinergie, sia con il nuovo programma InvestEU, mantenendo però la specificità e le condizioni dell'attuale strumento esistente di garanzia per il settore, sia con i fondi di sviluppo regionale e con il nuovo strumento finanziario dell'azione esterna.

Ma soprattutto vogliamo che il programma sia più accessibile e coinvolga maggiormente i giovani. Faccio solo due esempi conclusivi: la nuova linea di sostegno - che ho voluto inserire e, che tutti i colleghi hanno sostenuto, e ne sono molto felice - a reti di radio e media universitari che raccontino l'Europa ai giovani, nel ricordo di Antonio Megalizzi e Bartek Orent-Niedzielski, i due giovani giornalisti di Europhonica barbaramente uccisi nell'attentato di Strasburgo lo scorso dicembre.

E il secondo esempio: abbiamo previsto un oggetto di sostegno diretto, accanto all'importante European Film Academy di Berlino, alla European Union Youth Orchestra, fondata quarant'anni fa dal maestro Claudio Abbado e da Lionel Bryer.

Continuiamo a sostenere l'Europa della cultura.

 
  
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  Marianne Thyssen, Member of the Commission. – Madam President, good morning. It’s a pleasure for me to be here to replace Commissioner Navracsics for this important plenary debate.

Promoting cultural and linguistic diversity in Europe and boosting our cultural and creative sectors to ensure they remain world class are essential elements of the European project. Creative Europe has played a major role in this, which is why we want to build on and strengthen this programme after 2020. We want more Europeans to be able to enjoy the wealth of our diverse cultures, benefiting from their undisputed power to embody our common values and promote our shared European identity. I know that the rapporteur, Ms Costa, and her shadow rapporteurs fully support these goals. My sincere thanks go to you, Ms Costa, for the high—quality work you have done on this proposal and the excellent working relations we have enjoyed with you.

To live up to our ambition, the Commission’s intention is to continue linking up professionals from different European countries through cooperation projects, partnerships and networks; to keep on connecting Europe’s beautiful audiovisual works with large international audiences; and to continue investing in cross—sectoral innovation. We will do all this because we believe it is the best way to enlarge the horizons of both creators and audiences, while at the same time developing good solutions to cultural issues of common concern across borders.

But we also want to support our cultural and creative sectors in adapting to new challenges and making the most of opportunities that are opening up in times of rapid change. This is why we have proposed some new features: a new international window; individual mobility for artists and cultural operators; support for specific cultural sectors, such as music books and publishing; architectural and cultural heritage; a stronger focus on Europe’s audiovisual talents, especially women; encouraging creative spaces for script writing; initiatives to enhance promotion and marketing for European books in Europe and beyond; new innovative cross—sectoral actions, encompassing new technologies such as virtual reality and artificial intelligence for content creation, distribution and promotion; and also a scheme to promote a diverse and pluralistic media environment in Europe, including through media literacy.

Dear Members of Parliament, I am pleased that you welcome these novelties and, more generally, that you agree on the ambition, the architecture and the objectives we propose. As you know, the Commission and also the Council Presidency were keen to reach a partial first-reading agreement before the end of this legislature. This would have sent a clear signal to the European citizens about the importance we attach to this programme and to the cultural diversity and richness that makes Europe unique and defines our identities. It would also have helped us to put everything in place to be able to start implementing the new programme in time before it starts in 2021. The Commission therefore regrets that this programme is among the few where negotiations will not have started before the elections.

We are very much looking forward to the future negotiations and our continued excellent cooperation. I am confident that we can find a swift agreement on the issues where our institutions hold slightly diverging views, as we all agree on the importance and the general thrust of the programme. The European Parliament and the Committee on Culture and Education (CULT) in particular have always been an ally for the Commission when it came to working together for the benefit of our cultural and creative professions and professionals in Europe.

 
  
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  John Howarth, rapporteur for the opinion of the Committee on Budgets. – Madam President, I’m pleased to say that the Committee on Budgets recognised the Creative Europe programme as an important investment budget, acknowledged the importance of the creative industries, and substantially increased the MMF envelope over the Commission’s original proposal. I hope – and I believe – that this creates room in Creative Europe to support projects in regional languages and dialects, because they are an inherent part of Europe’s cultural diversity. Catalan or Cornish, Breton, Basque or Sámi: identities that are as important to many citizens as their legal nation-state identities. Language and dialect is central to folk traditions, and suppression is always a mistake. They belong in Creative Europe.

In 1982, I came to a South-East England constituency as an economic migrant from Thatcherite unemployment, but I remain proud of my Northumbrian heritage. So perhaps if you’ll indulge me in what may be my last speech in this Chamber, I will conclude with a few words of Geordie: Wen the tarkins ower, if the reivers an candymen o Brexit have hoyed us oot and the Brits are nee mair, divvint bother yersels ower much, cos wor bairns’ll put it t reets and tek us yem t’Europe afor lang. (In standard English: When the talking’s over, if the bandits and henchmen of Brexit have taken us out and the Brits are no longer there, don’t worry too much, as the next generation will put things right and bring us home to Europe before long.)

 
  
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  Bogusław Sonik, w imieniu grupy PPE. – Pani Przewodnicząca! Chciałbym podziękować pani poseł Silvii Coście za owocną współpracę przy nowej edycji programu „Kreatywna Europa”. Oczywiście najważniejszym punktem tego sprawozdania jest dwukrotne zwiększenie budżetu tego programu do 2,8 mld EUR. My dziś mówimy zdecydowane „tak” dla wsparcia europejskiego kina, europejskich twórców i artystów. Mam nadzieję, że przedstawiciele państw członkowskich podtrzymają tę decyzję budżetową w czasie prac nad kształtem przyszłego budżetu na lata 2021–2027, gdyż nasze cele są bardzo ambitne.

Podprogram MEDIA tak jak dotychczas będzie służył wspieraniu rozwoju, dystrybucji i promocji europejskich filmów i programów telewizyjnych. W nadchodzących latach zwiększone zostaną inwestycje w międzynarodową produkcję i dystrybucję europejskich dzieł i innowacyjnych sposobów opowiadania historii, w tym dzieł opartych na rzeczywistości wirtualnej. Stworzony zostanie internetowy katalog filmów europejskich, aby zwiększyć dostępność i widoczność europejskich dzieł.

Podprogram KULTURA z kolei ma wspierać promocję europejskiego sektora kultury i sektora kreatywnego. To w ramach tego podprogramu powstaną projekty, sieci i platformy współpracy łączące utalentowanych artystów z całej Europy i ułatwiające twórcom współpracę międzynarodową. Nowym elementem tego komponentu będzie wspieranie sektora muzyki. Jest to ogromny sukces projektu pilotażowego „Muzyka dla Europy”, który zostanie włączony do tego programu.

Jako były dziennikarz cieszę się, że nowością części międzysektorowej jest finansowanie sektora mediów i dziennikarstwa śledczego. Warto podkreślić, że każdy komponent programu będzie miał specjalny zestaw wskaźników ilościowych i jakościowych. Będzie to służyło do zbierania odpowiednich danych statystycznych i do pomiaru i analizy wpływu polityki kulturalnej.

 
  
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  Julie Ward, on behalf of the S&D Group. – Madam President, arts and culture are the heart and soul of Europe and Creative Europe is the key mechanism that enables artists and audiences from across Europe and beyond to engage in creative exploration of what it means to live in Europe today. The programme is one of the EU’s finest projects and promotes excellent synergies across other sectors – for example STEAM, which recognises science, technology, art, engineering and maths. I am personally proud to have pushed for this acknowledgment over the course of my mandate.

The new programme ensures that the sector will reach its economic potential contributing to sustainable growth, jobs and social cohesion. It will enable Europe’s culture and media sectors to access new international opportunities, markets and audiences and that’s why it’s essential, if the tragedy of Brexit is to happen, that the UK remains part of such a project. I will be spending this weekend in the city of Hull with artists and media professionals from all across Europe who absolutely defy that Brexit will separate us. We will remain European.

 
  
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  Ralph Packet, namens de ECR-Fractie. – Voorzitter, Creative Europe is eigenlijk een subsidieprogramma van de Europese Commissie ter bevordering en ondersteuning van de internationale samenwerking in de culturele en creatieve sector. Wat cultuur betreft zouden toneelhuizen en dansscholen bijvoorbeeld subsidies kunnen krijgen om samen met hun tegenhangers uit andere Europese landen een project op te zetten. Wat media betreft kunnen Vlaamse distributeurs subsidies krijgen om buitenlandse films naar Vlaanderen te halen en omgekeerd kunnen zij ook films in het buitenland verspreiden.

Maar het kan natuurlijk niet de bedoeling zijn dat de Europese Unie zich gaat bemoeien met lokaal cultuurbeleid of met nationaal cultuurbeleid en daarom ben ik blij dat het Parlement in de tekst de klemtoon heeft gelegd op projecten met een Europese toegevoegde waarde, zodat in de eerste plaats grensoverschrijdende projecten en samenwerking over de landsgrenzen heen gesteund worden. Wat ik niet steun, is de verdubbeling van het huidige budget naar 3 miljard, dat kunnen we vandaag echt niet verantwoorden.

 
  
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  Mircea Diaconu, în numele grupului ALDE. – Doamnă președintă, deoarece doamna Silvia Costa a amănunțit subiectul, mie îmi rămâne - din fericire pentru mine, firește - o privire de ansamblu. Mai ales că suntem la final de mandat, cred că e important să ne uităm la întregii cinci ani pe care i-am parcurs - mă refer în clipa asta la Comisia pentru cultură și educație - și trebuie să mărturisesc acum, la bilanț, că senzația mea este că s-a comportat - Comisia pentru cultură și educație - ca o ființă unitară, lucrând și cu dreaptă și cu stânga în egală măsură.

Dovadă este că, finalmente, ne aflăm în punctul acesta, în care acest program e ca un fel de dovadă că, în sfârșit - așa cred eu, cel puțin - cultura, patrimoniul nu mai sunt privite ca o Cenușăreasă a bugetelor, ba, dimpotrivă, cresc pe zi ce trece. Acest program e o dovadă și, firește, la asta am contribuit cu toții, toți membrii Comisiei pentru cultură și aș zice - pentru că doamna președintă a remarcat cu plăcere prezența domnului Gérard Deprez în sală, o fac și eu, este unul dintre oamenii pe care i-am simțit alături în clipe mai grele, mai ales că, fiind în Comisia pentru bugete, acest lucru contează, pentru că e imposibil să lucrăm numai în comisii, numai cu subiectele noastre, ci să privim în ansamblu, să ne facem prieteni, să lămurim pe toată lumea și în dreapta și în stânga și mă refer în clipa asta chiar la această sală, sau la politica europeană însăși.

Finalmente, ca să nu lungesc vorba prea mult, aș zice că acest program, ca un fel de încununare a muncii noastre, a tuturor, conține chiar un fel de filozofie și focalizez pe un singur subiect care m-a impresionat în mod special - eu fiind actor de film - noțiunea de sală de cinema, de cinema proiectat în sală, a căpătat greutate, a fost înțeleasă pe deplin ca o funcție socială fundamentală și nu... (Președinta a retras cuvântul vorbitorului)

 
  
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  Helga Trüpel, im Namen der Verts/ALE-Fraktion. – Frau Präsidentin, liebe Kolleginnen und Kollegen! In Vielfalt geeint – das ist nicht ohne Grund unser großer Einigungsslogan. Und wir wissen alle: Wenn wir es nicht lernen, mit Vielfalt, mit kultureller Vielfalt in Europa umzugehen, dann werden unsere Gesellschaften gewalttätiger werden. Deswegen ist gerade unser Programm für kulturelle Vielfalt, auch mit kulturellen Unterschieden, mit verschiedenen kulturellen Traditionen zu leben und unser kulturelles Erbe und die Zukunft der gemeinsamen Kulturproduktion wertzuschätzen, entscheidend wichtig für die Zukunft der Europäischen Union.

Wir sehen das jetzt auch bei den Künstlern und jungen Leuten im Vereinigten Königreich: Die wollen dieses Creative-Europe-Programm behalten, weil sie alle wissen, was sie davon haben. Das ist ein Programm, das nur bei Antieuropäern umstritten ist, sonst wissen alle um den Wert und darum, dass es bei dem einzelnen Bürger und der einzelnen Bürgerin ankommt.

Deswegen ist es richtig, das Budget zu verdoppeln. Wir haben ein neues Programm Music Moves Europe, weil Musik wirklich auch die Seelen der Menschen erreicht und nicht nur die Köpfe. Wir tun mehr für den europäischen Film, seine Vielfalt, auch für die Filme aus kleinen europäischen Ländern und insbesondere für den interkulturellen Dialog.

 
  
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  João Pimenta Lopes, em nome do Grupo GUE/NGL. – Senhora Presidente, valorizamos o aumento significativo que a proposta do Parlamento consagra a este programa. Esse aumento não faz esquecer, contudo, o que tem sido o desinvestimento nos apoios à cultura e a profunda precarização das relações laborais do setor, deixando os artistas numa situação de enorme dependência.

Uma realidade que não se desliga das políticas de austeridade que a União Europeia tem imposto. Mas esta proposta anima um conjunto de aspetos que não acompanhamos, amarra a possibilidade de apoios a um dito valor acrescentado europeu e, subsequentemente, às políticas da União Europeia e à sua visão para a democracia ou as relações externas. Enferma, simultaneamente, de uma visão mercantilista da cultura suportado na concorrência, o que rejeitamos. O exemplo da Orquestra Europeia de Juventude e a referência à necessidade de diversificar receitas e fontes de financiamento é paradigmático desta visão.

Abordagens que contribuem para uma normalização e colonização culturais que são contrárias à promoção da liberdade e da independência criativa e à democratização da cultura.

 
  
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  Isabella Adinolfi, a nome del gruppo EFDD. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, Europa creativa è l'unico programma che sostiene chi vuole fare impresa nel settore della cultura e della creatività. Molto spesso si tratta di microimprese, piccole e medie imprese o di creatori e artisti indipendenti. Essi rappresentano la vera spina dorsale della diversità culturale europea, in grado di innovare, intraprendere e narrare le storie e le tradizioni dei territori locali.

L'Unione europea deve concentrare su di loro i propri sforzi e le proprie risorse. Sono quindi particolarmente soddisfatta che siano state approvate le mie proposte per includere un supporto specifico per le piccole produzioni audiovisive indipendenti, così come per i giovani artisti musicali emergenti, che potranno accedere a finanziamenti specifici.

Voglio ricordare che la cultura è tale se aperta a tutti: è fondamentale aver inserito dei finanziamenti per l'adattamento in formati accessibili di libri e film o per le persone disabili, come avevo proposto. È un'azione concreta che permette a tutti di godere del diritto fondamentale all'accesso alla cultura.

Nei momenti di crisi economica si taglia il superfluo e, purtroppo, la cultura è considerata il superfluo. Il programma "Europa creativa", grazie al nostro lavoro, rappresenta un primo passo nella direzione di valorizzare l'immenso patrimonio europeo e di permettere a tutti i cittadini di goderne.

(L'oratrice accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu" (articolo 162, paragrafo 8, del regolamento))

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE), otázka položená zvednutím modré karty. – Paní kolegyně, nemusíte se obávat, já si Vaší spolupráce vážím, ale chtěla jsem se zeptat na jednu věc. Kreativní Evropa v tom loňském roce podpořila aktivity pro Evropský rok kulturního dědictví a já si vzpomínám na debatu, kdy Vy jste se obávala, že to bude jenom propagace, že to bude jenom zase evropská nálepka, ale nepůjde to až k lidem do regionů.

Chtěla jsem se Vás zeptat, jestli jste se Vy osobně seznámila s nějakým úspěšným projektem? Protože já takový projekt znám. Je to Art and Contemporary Me, který velmi dobře oslovuje mladou generaci. Tak jen taková všetečná otázka.

 
  
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  Isabella Adinolfi (EFDD), risposta a una domanda "cartellino blu". – Sì, io ho contestato perché c'era uno spostamento di budget, quindi portavamo una parte di budget da Europa creativa verso quest'altro programma e quando c'è uno spostamento di budget non credo mai che sia una cosa positiva. Se veramente noi credevamo e se la commissione credeva nel progetto, doveva aggiungere dei finanziamenti, non spostarli da qualcosa che già non aveva finanziamenti a sufficienza.

E poi contestavo perché vedevo questo progetto come molta comunicazione piuttosto che sostanza e, ahimè, io sono una persona che preferisce la sostanza e la concretezza piuttosto che l'apparenza.

 
  
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  Dominique Bilde, au nom du groupe ENF. – Madame la Présidente, si les industries culturelles pèsent tant dans l’économie européenne, c’est que la culture est si intimement liée à notre continent qu’elle en constitue presque la marque de fabrique. Une communauté culturelle dans le sens le plus élevé de ce terme, reconnaissait même Robert Schuman, apôtre du marché unique désincarné. Aussi est-il regrettable qu’Europe créative, qui aura soutenu des œuvres aussi estimables que La vie des autres ou Le discours d’un roi se trouve à son tour galvaudée au profit des lubies idéologiques de la mode.

Je passe sur l’obsession des fake news, à l’heure où l’imminence des élections européennes semble plonger la Commission dans un insondable désarroi. Car le plus contestable est l’ouverture à l’infini du programme du Kosovo à la Tunisie, sans compter l’inévitable topo de l’intégration des migrants.

Dans sa mission confiée par les traités de promotion de la diversité culturelle, Bruxelles semble donc n’avoir privilégié qu’une diversité toujours plus exotique. Il en résulte immanquablement un programme à son image, sans racines, sans passion et sans âme.

 
  
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  Michaela Šojdrová (PPE). – Pane předsedající, kultura spojuje Evropu a každý občan v Evropské unii přirozeně cítí, že i bez nařízení je kulturní dědictví pro všechny společné, že by nevzniklo bez vzájemné spolupráce. Že nám přináší obohacení.

Samotný program Kreativní Evropa je pro to, abychom toto dědictví uchovali, rozvíjeli, abychom přispěli k jeho znalosti, k vytváření nových kulturních akcí a uměleckých děl. Složka média, kultura a meziodvětvová složka budou zachovány a rozpočet je mírně navýšen na 1,85 miliardy EUR. To nás úplně neuspokojuje, protože stále mnoho projektů nebude realizováno. Snažili jsme se o to, aby program byl efektivní, aby se zaměřil také na nové aktivity. Já osobně podporuji důraz na mediální a filmovou výchovu. K většímu zviditelnění by pomohla také lepší spolupráce a networking oceněných kulturních míst, jako je European Heritage Label.

Kultura nás spojuje a o tom jsme se přesvědčili také při práci ve Výboru pro kulturu. Já bych chtěla velmi poděkovat mým kolegyním a kolegům. Cítím se velmi obohacena z této spolupráce a osobně chci poděkovat Silvii Costové, Helze Trüpelové, kolegovi Diaconu a také kolegyni Adinolfiové a dalším, kolegovi Zdrojewskému. Je to pro mě velké obohacení z této spolupráce.

 
  
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  Luigi Morgano (S&D). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, con soddisfazione il programma quadro "Europa creativa" per il periodo 2021-2027 continuerà, rafforzato, a promuovere e a salvaguardare la diversità linguistica e culturale europea e a incrementare la competitività dei settori culturali e creativi.

Progetti di cooperazione transnazionale, reti di supporto ai settori culturali e creativi, traduzioni di opere letterarie, piattaforme di operatori culturali, fondi per coproduzioni di film, fiction, documentari, film per bambini, sottotitolaggio e doppiaggio, videogiochi interattivi, festival cinematografici, così come le capitali europee della cultura e il marchio del patrimonio europeo, i premi europei per la letteratura, l'architettura, la tutela del patrimonio, il cinema e la musica: tutto questo è “Europa creativa”, una vera peculiarità europea.

Ma per evitare che troppi progetti continuino a non poter essere realizzati per mancanza di fondi, è imperativo raddoppiare la dotazione di bilancio, coerentemente con la relazione intermedia del quadro finanziario pluriennale. Altrettanto importante è che il programma, nel prossimo settennio, garantisca una maggiore accessibilità a beni e servizi culturali, concretamente, per tutti i cittadini europei.

Alla collega e amica Costa, il plauso per l'eccellente lavoro!

 
  
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  Joachim Starbatty (ECR). – Frau Präsidentin! Jean Monnet wird der Satz zugeschrieben: Wenn ich noch einmal mit der europäischen Integration beginnen könnte, dann nicht mit Kohle und Stahl, sondern mit Kultur. Und was wir heute gehört haben, das erinnert mich an die Politik, die Jean Monnet mit Kohle und Stahl gemacht hat, mit den Vorgaben, mit den Mittel und den Subventionen. Das kann man sozusagen übertragen auf die Kultur.

Ich lese mal einen Satz vor, der mich als Ökonom so wunderbar erregt und belustigt hat, das ist der Buchstabe c in Artikel 3a: „die Skaleneffekte, das Wachstum und die Arbeitsplätze, die mittels der Unterstützung durch die Union gefördert werden, wodurch eine Hebelwirkung für zusätzliche Mittel entsteht“ . Ich habe noch nie einen Satz gelesen, der so viel Unsinn auf einmal enthält. Skaleneffekte, das bedeutet: Größendegression bei wachsender Ausprägung. Was soll das bei der Kultur sein? Wachstum, Arbeitslosigkeit und Hebel! Ja mein Gott, was verspricht man sich von diesem Programm? Das ist ja geradezu lächerlich! Ich finde es lächerlich – nicht, weil ich gegen Europa bin, ich finde es lächerlich, weil ich Europäer bin.

 
  
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  Patrick O’Flynn (EFDD). – Madam President, there’s an old saying that he who pays the piper calls the tune, and it certainly seems to apply to the creative sector where the European Union is concerned. More than a billion euros has been spent on the current creative Europe programme, and in return I must note the creative sector overwhelmingly backed EU membership during the UK referendum. We certainly had our artists for Brexit who did not, but those at the commanding heights of our cultural institutions were generally in favour of staying in. Fortunately, the Great British public had other ideas and did not follow the direction of those we refer to somewhat sarcastically as the great and the good.

Now there’s no doubt that the creative sector is an area in which Europe has a competitive advantage. Were you to ask people the world over which continent has the richest cultural heritage, it is difficult to imagine Europe not coming top. We’ve had most of the greatest painters, classical composers, writers and architects the world has ever seen. It’s also true that down the ages many writers, artists and musicians have depended on wealthy patrons to further their careers. The Royal Court of the Habsburg Empire was a noted sponsor of art and music, for instance, so it’s perhaps no surprise to find the court of the Juncker empire following suit. The danger is, though, that yes, indeed he who pays the piper calls the tune.

The various strands of creative Europe naturally place a high value on funding activities that elevate the European collective identity above national identities. In this, the attention, I think, is to promote the creation of a European demos which trumps national affinities, and such a demos is certainly required to make sense of the EU’s mania for ever-closer union, but there’s little sign of its emergence. The danger is that subsidised culture becomes dull culture, lured towards safe and politically correct choices that won’t rock the boat with the sponsor.

In the case of the Habsburgs, it was the uninspiring Salieri who retained the lucrative position of court composer, and not the genius Mozart. I’m sure in the years ahead the next creative Europe programme will help some talented creatives with their careers. Whether it will prove to be value for money is doubtful and whether it will foster the miraculous birth of the long-awaited European demos, more doubtful still.

 
  
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  Bogdan Andrzej Zdrojewski (PPE). – Pani Przewodnicząca! W Komisji Kultury jesteśmy zgodni w odniesieniu do dwóch tematów: do programu Erasmus+ i właśnie do „Kreatywnej Europy”. Staramy się zawsze, na każdym posiedzeniu, przy każdej okazji podkreślać wagę i znaczenie tych dwóch programów, jak również ich skuteczność w realizacji istotnych, dobrze określonych celów. Dziś chciałbym podziękować pani Sylvii Coście, dlatego że nie tylko przygotowała dzisiejszy dokument, ale także przewodnicząc wcześniej Komisji Kultury, wspierała właśnie te dwa tematy, o których mówiliśmy często i zazwyczaj bardzo – podkreślam to – bardzo dobrze.

Zwrócę uwagę natomiast na dwa elementy. Po pierwsze, zaczęliśmy kadencję tego Parlamentu od wątpliwości innych grup politycznych i innych komisji dotyczących znaczenia programu Erasmus+. Zaczęliśmy także od monitorowania programu „Kreatywna Europa”, po to żeby sprawdzić jego efektywność, jak również satysfakcję tych, którzy w nim uczestniczą. I muszę podkreślić, że w odniesieniu do „Kreatywnej Europy” mamy jeden poważny problem: Zaledwie 20 % projektów aplikujących do tego programu uzyskuje satysfakcję, uzyskuje wsparcie. To oznacza, że 80 % projektów dobrze przygotowanych, cennych i wartościowych – krótko mówiąc – ląduje w koszu. To jest najważniejszy argument na rzecz zwiększania finansowania tego programu. I dziś mogę apelować, aby przynajmniej dojść do 50-procentowej efektywności w tym programie.

 
  
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  Monika Smolková (S&D). – Vážená pani predsedajúca. Program Kreatívna Európa je programom pre všetkých a som veľmi rada, že kreatívny priemysel v Európskej únii zaznamenáva rast, pretože výrazne pomáha napríklad filmovému priemyslu, kultúrnemu dedičstvu, prekladaniu kníh, ale je aj pre tých, ktorí sú konzumentmi takto podporenej kultúry. Z tohto dôvodu je dôležité, aby rozpočet o viacročnom finančnom rámci na roky 2021 až 2027 nebol podfinancovaný, pretože miera neúspešnosti žiadateľov je veľká a to odrádza mnohé subjekty od účasti na ňom. Aj keď Kreatívna Európa je financovaná aj z ďalších finančných nástrojov Európskej únie, súhlasím so spravodajkyňou, že je potrebné navýšenie rozpočtu pre program Kreatívna Európa. Na druhej strane je potrebné oceniť návrh Komisie, ktorá zaviedla možnosť, na základe ktorej môžu kreatívne a kultúrne projekty, ktoré dostali vysoké hodnotenie, získať certifikát excelentnosti, čo by im uľahčilo prístup k financovaniu. Želám programu Kreatívna Európa, aby mal podporu aj v novom zložení Európskeho parlamentu po májových voľbách.

 
  
 

Interventions à la demande

 
  
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  Francisco José Millán Mon (PPE). – Señora presidenta, el patrimonio cultural europeo es muy importante, y yo celebro mucho que ocupe un lugar tan relevante en el informe de la señora Costa y en el programa Europa Creativa. Debemos preservar y recuperar este patrimonio.

Especial satisfacción me produce que el informe de la señora Costa apoye claramente una cooperación más estructurada y ambiciosa con el Consejo de Europa sobre el programa de rutas culturales europeas. Estas rutas, ahora ya 33, ponen de manifiesto en su gran mayoría la enorme riqueza y diversidad de la cultura europea. Pero también son testimonio de los estrechos vínculos históricos y culturales y artísticos que nos unen a los europeos.

Somos una auténtica comunidad cultural que desborda las fronteras nacionales. La Unión Europea es más que una unión económica y comercial surgida tras la Segunda Guerra Mundial para preservar la paz. Eso sí es importante, desde luego, pero también es cierto que esta Europa es una comunidad con profundas raíces culturales e históricas comunes, y esto lo evidencia nuestro patrimonio cultural. Por eso debemos preservarlo, cuidarlo. Es un gran testimonio de esa unidad de base europea.

 
  
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  Maria Grapini (S&D). – Doamnă președintă, doamnă comisar, stimați colegi, cultura, patrimoniul cultural și diversitatea culturală sunt bogății ale pieței unice. Sigur, avem identitate națională, dar avem un patrimoniul cultural european de care trebuie să ținem cont.

Mă bucur foarte mult că există programul „Europa creativă”, pentru că acest program contribuie, de fapt, la competitivitate, la coeziune socială, la dezvoltare locală și regională. Sunt surprinsă că unii nu înțeleg această legătură între „Europa creativă” și creșterea și dezvoltarea economică. Stimulează crearea de proiecte inovatoare, acest proiect, și cunoașterea proiectelor de succes, cunoașterea reciprocă. Cultura, de fapt, asigură durabilitate economică și socială și ar trebui să fie un element central al strategiilor politice de dezvoltare.

Avem nevoie de promovarea educației culturale, pentru că educația culturală, până la urmă, este un pilon important al democrației. Mă bucur mult că există un buget consistent, sper să nu fie scăzut acest buget și, sigur, sper să existe un sistem de indicatori de performanță cantitativi și calitativi pentru că, da, și în acest domeniu avem nevoie de calitate.

 
  
 

(Fin des interventions à la demande)

 
  
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  Marianne Thyssen, Member of the Commission. – Madam President, I would like to thank honourable Members for this good discussion, which clearly shows how important culture and creativity are for our societies, for our personal lives, for our relations with each other and, not least, for the European project and its values. Thank you also for your support in making the new programme even more ambitious and innovative.

We intend to consolidate and build on the current success and we plan to experiment with novel ideas, responding in an innovative way to the emerging needs of the cultural and creative sectors. Let me stress once again that the Commission is ready to engage in interinstitutional negotiations as quickly as possible to ensure a smooth transition to the new programme in 2020.

 
  
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  Silvia Costa, relatore. – Signora Presidente, onorevoli colleghi, Commissaria Thyssen, vorrei subito rispondere a quanto detto in apertura dalla Commissaria, dicendo che apprezzo il suo contributo in merito alla nostra relazione e la grande collaborazione che abbiamo avuto. Noi pensiamo che, proprio perché questo nuovo programma è così ambizioso – e noi condividiamo questa ambizione – e propone tante nuove linee di finanziamento, di spesa e di azione, sia assolutamente necessario accompagnare il negoziato alla conoscenza e alla capacità di valutare le risorse disponibili.

Per questo noi riteniamo che sia stato importante avere una prima lettura, approvarla oggi in Parlamento, chiudere un testo che sarà alla base del prossimo negoziato. Tuttavia, senza capire quali saranno le risorse disponibili, il negoziato rischierebbe di essere un po' al buio e ridurrebbe anche la possibilità di sviluppo di tutte le azioni previste.

Siccome questo è un programma sottofinanziato, con un indice di successo dei progetti che nella cultura è del 15% e nella media è del 40%, noi rischiamo di alimentare aspettative senza poi averne le risorse. Quindi riteniamo che il prossimo Consiglio e il prossimo Parlamento dovranno assolutamente garantire questa coerenza.

Per quanto riguarda il tema delle risorse, do delle risposte molto brevi. Non cito tutti i colleghi ma li ringrazio moltissimo per essere intervenuti, in modo anche molto gentile nei miei confronti, ma penso che abbiamo fatto un bellissimo lavoro insieme.

Prima di tutto: le risorse. Qualcuno dice che sono troppe, qualcuno che sono troppo poche: è interessante. Sono senz'altro troppo poche, però vorrei dire che qualcosa abbiamo fatto, perché adesso c'è una sinergia più forte e più certa con altri programmi: parlo dei Fondi strutturali, parlo della politica di cooperazione internazionale, anche con il seal of excellence, e poi abbiamo finalmente una maggiore capacità anche sul fronte degli investimenti, con la garanzia europea prevista da InvestEU.

L'altra notazione riguarda il fatto che abbiamo voluto tenere insieme – lo sappiamo che questa è una grande sfida – la libertà e la diversità culturale, non certo sostituendoci ad esse, ma favorendole e sostenendo anche uno spazio culturale europeo, del confronto, del dialogo e dei partenariati. Abbiamo voluto rafforzare anche e soprattutto – e lo dico in riferimento all’affermazione del collega che non c'è più e che forse non ha letto il testo – un terzo obiettivo, accanto alla cooperazione e alla competitività, che non si riferisce ad un approccio commerciale, ma piuttosto, al valore intrinseco della cultura, dell'arte e della società degli artisti. Dunque, rifiuto questo tipo di commento.

Noi teniamo insieme, quindi, la parte culturale e artistica, la progettazione di uno spazio culturale condiviso e anche, naturalmente, l'industria culturale, artistica e audiovisiva, che deve essere rafforzata anche attraverso la direttiva sul copyright, che abbiamo citato prima.

Concludo dicendo che noi abbiamo veramente questa grande responsabilità, che è stata riconosciuta da molti colleghi, in particolare quella di avere fatto di questo programma uno strumento, che oggi ha una maggiore centralità, ma non è uno strumento solitario, bensì si colloca all'interno di una strategia culturale – il cui sviluppo in questi anni è da attribuire alla commissione CULT– che vede oggi una maggiore centralità della cultura e della dimensione culturale in tutte le politiche europee.

Questa è la grande novità con la quale, io mi auguro, si confronteranno il nuovo Parlamento, il nuovo Consiglio e la nuova Commissione e in merito alla quale, spero, non saranno fatti passi indietro.

 
  
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  La Présidente. – Le débat est clos.

Le vote aura lieu jeudi, le 28 mars 2019.

Déclarations écrites (article 162)

 
  
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  Dubravka Šuica (PPE), napisan. – Kreativni i kulturni sektori čine 7,5 % radne snage EU-a, što je više od 12 milijuna radnih mjesta s punim radnim vremenom. Ovi sektori stvaraju dodanu vrijednost od približno 509 milijardi eura te su nakon sektora građevinarstva i hrane i pića najveći poslodavci u Uniji.

Kreativna Europa jedini je izravni program Unije za kulturni, kreativni i audiovizualni sektor te se uz praksu razmjene i dijaloga između kulturnih institucija država članica nadovezuje na prethodne programe.

Komisija je odlučila povećati proračun Programa za 17 % te je novi prijedlog proračuna od 1,85 milijardi eura, u okviru VFO-a za razdoblje 2021. – 2027., podijeljen u tri potprograma: medije, kulturu i međusektorsku aktivnost. Za medije će biti izdvojena 1,081 milijarda eura te će se financirati audiovizualni projekti i poticati konkurentnost u audiovizualnom sektoru u Europi. Za potprogram kulture bit će dodijeljeno 609 milijuna eura za promicanje europskih kulturnih i kreativnih sektora, dok će za potprogram međusektorske aktivnosti 160 milijuna eura biti namijenjeno za mala i srednja poduzeća koja rade u kulturnim i kreativnim sektorima.

Potrebno je naglasiti da se kulturni i audiovizualni operatori suočavaju s mnogim izazovima i preprekama, uključujući napredak digitalne tehnologije, fragmentaciju tržišta i poteškoće u pristupu financiranju. EU ima velike ambicije za kulturu, a snažan program Kreativna Europa će omogućiti da se one pretvore u stvarnost.

 
Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2019Avviso legale