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Discussioni
Mercoledì 17 aprile 2019 - Strasburgo Edizione rivista

Guardia di frontiera e costiera europea (discussione)
MPphoto
 

  Eleonora Forenza (GUE/NGL). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, 1 311 morti nel solo 2018, questo è il numero dei morti nel Mediterraneo. Eppure qui si continua a discutere di frontiere e di ulteriore rafforzamento delle politiche di respingimento.

Credo che l'Unione europea debba necessariamente, invece, intraprendere un'altra strada. In primo luogo, quella di dichiarare i porti libici come porti non sicuri. È vero, l'Europa lo ha già dichiarato, ma ancora alcuni Stati membri dell'Unione europea continuano a ritenere possibili i rimpatri in Libia, e parlo dell'Italia. Penso che dobbiamo decidere se vogliamo essere ricordati come quelli che hanno fatto aumentare le morti nel Mediterraneo o come quelli che hanno provato ad evitarle. E allora non si possono rimpatriare le persone in Libia perché subiscono tortura. Non si possono affidare compiti di ricerca e salvataggio alla Guardia costiera libica perché significa far tornare le persone in Libia. Occorre necessariamente interrompere qualsiasi accordo sui migranti tra Unione europea e Libia.

L'Europa deve scegliere se essere quella dei porti chiusi di Salvini e Toninelli o se essere un continente civile.

 
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2019Avviso legale