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Discussioni
Mercoledì 17 aprile 2019 - Strasburgo Edizione rivista

Codice dei visti (discussione)
MPphoto
 

  Cécile Kashetu Kyenge (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi consente un secondo per spendere due parole per la commissione in cui ho lavorato, come ultimo intervento in commissione LIBE in questa legislatura.

Abbiamo fatto molto in questa legislatura per contribuire a creare un sistema europeo comune di asilo equo e solidale. Abbiamo svolto un lavoro di squadra, appianando dove è possibile le nostre divergenze e cercando di lavorare investendo sui nostri valori. Continuerò nel mio intento e continuerò a farlo sperando in una società giusta e spero che il voto dei cittadini europei mi permetterà di continuare questo percorso.

Abbiamo tanta strada da fare. Ecco, dopo quattro anni di intensi negoziati, possiamo dire con un certo orgoglio che l'Unione europea si dota di una politica comune in materia di visti. E quindi con questo intendo ringraziare la commissione in cui ho lavorato, la commissione LIBE.

Una politica che forma parte integrante della creazione di uno spazio senza frontiere interne e che rimane uno strumento essenziale per facilitare gli spostamenti, siano essi dovuti a ragioni economiche o di svago. Una politica che crea crescita e che deve essere coerente con le altre politiche dell'Unione, come quelle in materia di relazioni esterne, scambi commerciali, istruzione, cultura e turismo.

Siamo riusciti a semplificare le procedure, contenere i costi ed individuare con precisione quale sia lo Stato membro competente a esaminare una domanda, in particolare quando il richiedente intende visitare più Stati membri.

Mi concede qualche minuto in più Presidente, perché ho fatto la prima parte ringraziando la Commissione.

Abbiamo previsto la possibilità per i richiedenti di presentare online i moduli di domanda e di poterli firmare elettronicamente. E soprattutto abbiamo salvaguardato la possibilità di ricorso ai richiedenti cui sia stato rifiutato il visto. Sono stati quattro anni di lunghi negoziati, ma che hanno comunque consentito a questa riforma di rimanere all'interno di un quadro giuridico che garantisce il pieno rispetto dei diritti fondamentali.

 
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2019Avviso legale