Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Mercoledì 17 aprile 2019 - Strasburgo Edizione rivista

Livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi (discussione)
MPphoto
 

  Danilo Oscar Lancini, a nome del gruppo ENF. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, il settore della mobilità riveste un ruolo fondamentale sia per l'economia che per la società dell'Unione dei singoli Stati membri, eppure quest'Aula sembra costantemente dimenticare questo aspetto e non ascolta le richieste degli imprenditori e dei lavoratori europei.

Le misure contenute in questa proposta sono nella migliore delle ipotesi anacronistiche e nella peggiore irrealistiche. Nel testo si parla di garantire una transizione agevole verso una mobilità a emissioni zero per incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie, senza però fare realmente una valutazione di impatto sulle misure proposte. La misura spinge verso una sola soluzione elettrica, e chiaramente non tiene conto di tutte le possibili alternative che sono attualmente reperibili sul mercato.

Si doveva prevedere fin dall'inizio l'utilizzo di un mix di tecnologie e tempi di realizzazione più lunghi per agevolare realmente gli operatori e le aziende. Lo sviluppo di tecnologie a zero emissioni è ancora meno avanzato nel mercato dei veicoli pesanti rispetto al settore delle autovetture, soprattutto per ciò che riguarda gli autocarri per consegna a lungo raggio.

Il settore automotive verrà danneggiato, colpendo la competitività europea e dei vari Stati membri. L'Europa sarà dipendente dai paesi ricchi di materie prime per la fabbricazione delle batterie, come la Cina. Senza considerare che l'energia elettrica prodotta sul nostro continente proviene ancora in parte da centrali a carbone e lignite. Inoltre, come riportato sulla stampa, paradossalmente, sono già state utilizzate nuove colonnine mobili di ricarica elettrica ma alimentate da generatori a gasolio. Come se non bastasse, una tale misura avrebbe ricadute negative a livello di occupazione sulla filiera automotive. Questo, unito al rallentamento congiunturale del settore, ad esempio, nella sola Germania potrebbe causare una perdita di posti di lavoro nella filiera compresa tra le 75 000 e le 210 000 unità entro il 2030.

Abbiamo la responsabilità di riflettere bene su proposte come questa che, così come formulate allo stato attuale sono semplicemente incomprensibili e daranno risultati opposti rispetto agli obiettivi fissati.

 
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2019Avviso legale