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Discussioni
Giovedì 4 luglio 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria

Conclusioni della riunione del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019 (discussione)
MPphoto
 

  Marco Zanni, a nome del gruppo ID. – Signor Presidente, Presidente Tusk, onorevoli colleghi, ancora una volta le istituzioni europee hanno offerto uno spettacolo indegno ai cittadini. Chi aveva, dopo la campagna elettorale, dopo le elezioni del 26 maggio, una minima speranza di cambiamento nei metodi e nei programmi è rimasto deluso.

Lo spettacolo che è stato offerto e lo scontro interistituzionale che abbiamo visto andare avanti in questi giorni è un qualcosa che veramente i cittadini europei non saranno in grado di comprendere. Il Consiglio ha deciso di gettare nel cestino un metodo discutibile che il Parlamento ha tentato di difendere, quello del candidato guida (Spitzencandidaten) e oggi il Parlamento e i gruppi parlamentari si lamentano che nel pacchetto concordato tra i capi di Stato e di governo non ci sia stato alcun rispetto.

E anche qui, dimostrate la vostra ipocrisia e la vostra poca coerenza nel dar seguito ai fatti con le parole. Se veramente il Parlamento si vuol far rispettare, se veramente il Parlamento, o la maggioranza in Parlamento, vogliono difendere il metodo del candidato guida, alle parole possono far seguire i fatti. Se veramente volete essere coerenti, potete votare contro la candidata che il Consiglio ha proposto per la Presidenza della Commissione. Se farete un gesto di questo tipo, potete essere considerati coerenti. Altrimenti le vostre rimarranno, come sempre e come spesso avete dimostrato, parole al vento, dimostrando una volta di più che questa Istituzione non vale niente e non ha voce in capitolo nelle decisioni europee.

Per quanto riguarda il pacchetto proposto dal Consiglio – e ovviamente aspettiamo quelle che saranno le linee programmatiche – i presupposti, come già detto, non fanno presagire un forte cambiamento, quello che ci hanno chiesto i cittadini europei il 26 maggio; non fanno presagire un cambio di linea che possa andare a risolvere i problemi che i cittadini europei stanno affrontando e dove la maggioranza, che ha governato in Europa fino ad oggi, ha fallito profondamente.

La crisi economica: oggi l'Europa è il continente che cresce meno; è un continente che sta rimanendo indietro e questa è la conseguenza di scelte scellerate prese da queste istituzioni, che non solo non sono state in grado di aiutare i cittadini, ma molto spesso hanno aggravato i problemi.

Il tema della sicurezza interna: chi è stato presente nella scorsa legislatura ha dovuto vivere nelle due sedi del Parlamento due gravissimi attentati. Oggi i nostri cittadini non sono in grado di girare per le nostre città sicuri e, in questo, queste istituzioni non sono state in grado di dare una risposta.

E il terzo punto riguarda la gestione dei flussi migratori: finché non saremo in grado di proteggere i nostri confini esterni, finché non saremo in grado di proteggere i nostri cittadini, queste istituzioni non solo non troveranno mai un accordo su come redistribuire chi ha diritto di entrare in Europa, ma il rischio è che questo continente venga schiacciato da flussi migratori che non sono sostenibili.

Per quanto riguarda quello che farà il gruppo Identità e democrazia nei prossimi anni, nonostante il fatto che questa maggioranza o la maggioranza che verrà ha deciso, ancora una volta, di dimostrare che questa Istituzione non è un'Istituzione democratica, escludendo chi rappresenta il quasi 20% dei parlamentari di questa Assemblea, noi continueremo a lavorare per combattere una visione d'Europa fallimentare, per combattere la centralizzazione a Bruxelles e per stabilire che, se l'Europa vuole salvarsi, deve ripartire dagli Stati membri, dagli Stati-nazione, che sono l'unico spazio di vera democrazia.

Noi continueremo a lavorare per mettere in discussione quella che è la retorica del "TINA" (There Is No Alternative), di quello che ci proponete ogni volta per risolvere i problemi europei, cioè dare sempre più poteri a burocrati lontani dai cittadini. No, questa non è l'Europa che vogliono i cittadini. Questa non è l'Europa che vogliamo e se continuerete in questa direzione, l'Europa rischia davvero la dissoluzione. Le divergenze tra gli Stati membri e tra le istituzioni continuano ad ampliarsi e non andremo in nessuna direzione.

Il gruppo Identità e democrazia ripartirà da questa visione: un'Europa dove gli Stati membri guidano la cooperazione europea e tutelano le diversità che voi volete omologare per legge.

 
Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2019Avviso legale