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Discussioni
Martedì 16 luglio 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria

Dichiarazione della candidata alla presidenza della Commissione (discussione)
MPphoto
 

  Marco Zanni (ID). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ministro von der Leyen, il Suo discorso è stato un discorso che non ci ha sorpreso. È stato un discorso che abbiamo sentito parecchie volte all'interno di quest'Aula, pieno di promesse che anche Lei sa che non potrà mantenere. Il suo percorso sarà un percorso difficile, lo abbiamo visto in questi giorni e lo abbiamo visto nel dibattito in Aula.

Dovrà bilanciare due parti e due interessi molto divergenti, quelli della destra che vuole un'Europa che controlla l'immigrazione in maniera più forte, che vuole un approccio realista e pragmatico sul clima, che supporta l'economia, la crescita, l'industria e il lavoro, e quello di una sinistra che ha un approccio ideologico, che ha un approccio di accoglienza indiscriminata, che ha un approccio talebano sulla questione del clima, e questo sarà il grande problema del suo mandato.

Da politica di centrodestra decidere se vorrà cedere al ricatto della sinistra, come è sembrata voler fare nelle Sue lettere di risposta ai socialisti e liberali o come è sembrato in molti punti del Suo discorso odierno avere un approccio pragmatico che permetta veramente all'Europa di uscire dal fango dove questo approccio l'ha portata, dalla crisi, dove le politiche sbagliate l'hanno portata, da una crisi senza fine.

Ecco Lei ha parlato di accoglienza, di salvare vite in mare, insomma, tutto bellissimo, però non ho visto molta enfasi nel Suo discorso sui milioni di europei che hanno sofferto e soffrono tutt'oggi per le politiche sbagliate fatte da questa maggioranza. Non ho sentito una parola sul disastro combinato in Grecia e sul fatto che quel paese sia stato distrutto dalle politiche che l'Europa ha voluto imporre, ecco non sembra che Lei né abbia la volontà, né abbia una maggioranza pronta a portare avanti quel cambiamento radicale che i cittadini europei ci hanno chiesto nel voto del 26 maggio.

Radicalizzarsi o escludere a priori le idee di chi la pensa differentemente non aiuterà l'Europa a crescere, non aiuterà Lei a governare, non aiuterà questo Parlamento davvero a stabilire una supremazia o un percorso importante per i prossimi cinque anni. Non crediamo che Lei possa rappresentare il cambiamento che è necessario e non crediamo che avrà vita facile nel mantenere in piedi una maggioranza che fa acqua da tutte le parti e che sembra un colabrodo.

Io, ancora una volta, dico che i voti di chi sta da questa parte dell'Aula conteranno, che nessuno, da questa parte dell'Aula ha offerto supporto per l'elezione del presidente, ma è stata una richiesta che è arrivata proprio nella consapevolezza che questo Parlamento e questa legislatura non si può spostare a sinistra e nella consapevolezza che chi siede in questo gruppo conterà nei prossimi cinque anni per spostare gli equilibri.

 
Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2019Avviso legale