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Discussioni
Giovedì 10 ottobre 2019 - Bruxelles Edizione provvisoria

Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini (discussione)
MPphoto
 

  Marco Zanni, a nome del gruppo ID. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono ormai parecchi mesi che in quest'Aula e in sede di commissione per i bilanci discutiamo del prossimo Quadro finanziario pluriennale, ma i progressi, a mio avviso, sembrano abbastanza insufficienti. Ad oggi, nonostante il commitment della Presidenza finlandese di voler chiudere un accordo entro la fine dell'anno, non si vede all'orizzonte lo spazio di un accordo. Questo, a mio avviso, soprattutto perché non si guarda al prossimo quadro finanziario con pragmatismo e perché la maggioranza in questo Parlamento ha un approccio totalmente utopico a quello che deve essere il prossimo Quadro finanziario pluriennale. Si chiedono molte risorse in più, 200 miliardi di euro in più, per finanziare alcuni programmi e alcune nuove priorità.

Io credo che per trovare un accordo sia necessario tornare al pragmatismo e porci una domanda: se ogni volta che dobbiamo negoziare il bilancio, il Quadro finanziario pluriennale, chiediamo più risorse e gli Stati membri non le vogliono mettere, evidentemente un motivo c'è. Se un investimento è buono, io credo che i finanziatori siano contenti di mettere delle risorse in più. Se non le vogliono mettere, è abbastanza evidente il motivo, e cioè che non considerano i programmi e le linee di spesa efficienti nel portare avanti quegli obiettivi.

Soprattutto a me preoccupa una deriva, è cioè il fatto che la prossima proposta di Quadro finanziario pluriennale è permeata di condizionalità, condizionalità che renderanno questo strumento uno strumento antidemocratico e metteranno le decisioni di spesa e di allocazione dei fondi alla mercé di qualche burocrate di Bruxelles.

Ultima chiosa sulle risorse proprie. Iniziamo a chiamarle con il proprio nome: le risorse proprie sono nuove tasse illegittime che Bruxelles vorrebbe mettere sui cittadini europei. Questo non è l'approccio corretto e su questa strada non troveremo mai un accordo per rendere questo strumento uno strumento al servizio dei cittadini e non uno strumento di ricatto politico.

 
Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2019Avviso legale