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Discussioni
Mercoledì 23 ottobre 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria

La situazione in Iraq, in particolare la repressione violenta delle proteste giovanili e studentesche (discussione)
MPphoto
 

  Pietro Bartolo (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, a Baghdad e nelle zone adiacenti si contano ormai a centinaia i morti e a migliaia i feriti nell'ambito della spirale di violenza che attraversa il paese da diverse settimane.

Questi fenomeni di violenza, è bene sottolinearlo, non vengono dal nulla, ma sono frutto di problemi di natura socioeconomica altrettanto grave, che ormai da anni flagellano un paese che da tempo cerca di uscire da una guerra che lo ha messo in ginocchio.

Il malcontento che porta migliaia di giovani studenti e cittadini comuni a riversarsi nelle piazze delle principali città irachene è il frutto di una corruzione ormai dilagante, che ostacola lo sviluppo e impedisce la modernizzazione del paese. Tutto ciò è legato a un tasso di disoccupazione giovanile allarmante e all'aumento del costo della vita e della carenza di servizi essenziali e crea i presupposti perfetti per l'esplosione di un nuovo conflitto sociale.

In questo contesto il diritto a protestare pacificamente deve essere riconosciuto. Il governo iracheno deve garantire la libertà di espressione e, anche in caso di protesta, le forze di sicurezza devono agire nel massimo rispetto della vita e dei diritti umani.

L'Unione europea deve condannare ogni forma di violenza e rimanere vigile sugli sviluppi futuri dell'area. Dobbiamo continuare a lavorare per il raggiungimento della stabilità politica, sociale ed economica del paese e della regione.

 
Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2019Avviso legale