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Discussioni
Giovedì 24 ottobre 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria

Egitto
MPphoto
 

  Fabio Massimo Castaldo (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanti attivisti, quanti giornalisti, quanti esponenti delle minoranze, studenti, ONG, quante donne, quanti minorenni perseguitati.

Difficile trovare ambiti nei quali la violenza del governo egiziano, più o meno strutturata, esplicita o comunque organizzata non si sia abbattuta e ricordiamoci che è ancora in vigore la pena di morte. Tanti aspettano la sentenza capitale. Sappiamo bene che la situazione interna non è semplice, che l'Egitto, un partner che resta importante, vive una fase complessa, che il vicinato è inquieto, ma non per questo possiamo tacere, negare o voltare la testa.

L'Egitto non può cadere vittima dell'estremismo, ma nel contempo non può restare ostaggio di una repressione pervasiva e costante, per di più affiancata da discriminazioni e campagne diffamatorie. È emblematico l'imbarazzante silenzio sul caso del ricercatore Giulio Regeni, inghiottito in un gorgo di silenzi, depistaggi, falsità, riluttanze. Questa vicenda ben stigmatizzata dalla dissoluzione rimane un'ombra pesante e inquietante sul paese.

Export di armi da bloccare, veramente e immediatamente, fondi stanziati da congelare se non vi è rispetto delle condizionalità: questo serve per essere coerenti, questo serve per avere verità e giustizia per Giulio Regeni.

 
Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2019Avviso legale