Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Martedì 26 novembre 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria

Risposta dell'UE ai fenomeni meteorologici estremi e alle loro conseguenze: come proteggere le aree urbane europee e il loro patrimonio culturale (discussione)
MPphoto
 

  Rosa D'Amato (NI). – Signora Presidente, onorevoli colleghi, ci risiamo, siamo ancora qui a parlare, ancora una volta, di disastri naturali. Ci ritroviamo ad affrontare gli ingenti danni al patrimonio storico, culturale e archeologico di Matera e di Venezia. Ci sono grosse perdite economiche per le imprese e per i cittadini.

Va bene, il Fondo di solidarietà europeo sarà utilizzato, ma anche il meccanismo unioniale della Protezione civile, anche la clausola che la Commissione europea ha a disposizione in sede di legge di bilancio può e deve essere applicato in questi casi.

Sono strumenti utili ma ora bisogna ribaltare la prospettiva, la visione. Bisogna uscire dalla logica emergenziale e agire strutturalmente sulla prevenzione e sulle cause. Nel dicembre del 2016 quest'Assemblea ha approvato una proposta di risoluzione e un emendamento, proposto dal Movimento 5Stelle, in cui si chiedeva e si approvava a grande maggioranza la necessità di escludere dal calcolo del deficit, nell'ambito del Patto di stabilità e crescita, gli investimenti per la ricostruzione sostenibile e per la prevenzione antisismica, inclusi i Fondi strutturali europei.

Quindi non può esserci un green new deal senza riconoscere il disastro idrogeologico come una priorità, e soprattutto senza riconoscere e affrontare concretamente con i fatti la lotta al cambiamento climatico, che c'è ed esiste, e che qualcuno, invece, continua a foraggiare o addirittura negare, però finanzia investimenti alle fonti fossili.

 
Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2019Avviso legale