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Discussioni
Mercoledì 27 novembre 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria

Situazione nella regione mediorientale più ampia, incluse le crisi in Iran, Iraq e Libano (discussione)
MPphoto
 

  Brando Benifei (S&D). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, discutiamo di paesi molto diversi ma che oggi condividono un ampio movimento di protesta da parte di migliaia di persone che chiedono una vita dignitosa, un lavoro, inclusione sociale, lotta alla corruzione.

Proteste certamente lontane, anche per caratteristiche, dagli eventi del 2011 ma che non sorprendono, come la relazione del Parlamento che porta il mio nome sulle post-primavere arabe ha paventato, per via del permanere di problemi strutturali.

La fragilità economica e sociale del Libano, per esempio, partner importante dell'Europa, che ha accolto, come sappiamo, ben oltre un milione di rifugiati siriani, oltre il 30 % della popolazione, una situazione che sta portando il paese al collasso. L'Europa non può e non deve lasciare che ciò avvenga e deve sostenere Beirut con ancora maggiore forza per dare risposte alle richieste dei cittadini libanesi.

Devo anche richiamare però l'attenzione sui molti casi di riconsegna di svariati rifugiati nelle mani dell'esercito siriano, casi che ci vengono riportati da varie fonti sul campo, come Amnesty e Operazione Colomba, che costituiscono una grave violazione dell'obbligo di non respingimento, oltre a condannare chi li subisce a morte certa.

In Iraq manteniamo alta l'attenzione sulla popolazione curda, affinché non si prendano a pretesto i disordini per mettere in discussione l'autonomia regionale.

Come italiano devo anche ricordare la tragica morte dei militari, il 10 novembre, rivendicata dal Daesh, e voglio dire che, ribadito il sostegno USA al Kurdistan iracheno, sorprende un po' dopo lo scandaloso disimpegno nei confronti dei curdi siriani.

Oggi come non mai c'è bisogno di un segnale chiaro da parte dell'Europa, forte nella sua azione esterna. Per questo voglio ringraziare, per il lavoro in questo senso fatto in questi anni, Federica Mogherini, che è qua in Aula con noi.

 
Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2020Avviso legale