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Discussioni
Martedì 17 dicembre 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria

Strategia dell'UE sulla disabilità dopo il 2020 (discussione)
MPphoto
 

  Isabella Adinolfi (NI). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, cosa significa essere una persona con disabilità nell'Unione europea oggi? Quali opportunità e prospettive si hanno? Il presente non è proprio roseo: dei 100 milioni di disabili in Europa, una persona su due è disoccupata, due su tre non hanno completato l'istruzione terziaria o equivalente e sempre due su tre sono a rischio povertà.

Di parole ne spendiamo tantissime, ma poi nei fatti che cosa siamo disposti a fare per cambiare la situazione? Ve lo chiedo perché anche nel recente passato, quando abbiamo discusso del Trattato di Marrakech, qui in quest'Aula, abbiamo dovuto superare enormi difficoltà affinché il trattato fosse ratificato, perché la discussione ricadeva sempre e soltanto sugli interessi economici di pochi. La base da cui partire per cambiare le cose per me è proprio questa: smettere di pensare soltanto all'economia, ma pensare ai diritti delle persone.

Detto ciò, ci prepariamo a gettare le basi della strategia dell'Unione europea sulla disabilità per il post-2020 e quindi, a mio avviso, è necessario un riesame completo di tutte le normative e le politiche dell'Unione europea per garantire la piena armonizzazione con le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite.

È necessario garantire che ogni progetto finanziato dall'Unione europea preveda tra i suoi punti l'accessibilità. Questo è anche un modo per informare ed educare su questi temi ed è necessario coinvolgere in questo processo le organizzazioni più rappresentative.

Il compito di quest'Aula è quello di garantire ad ogni cittadino una vita piena e priva di qualunque tipo di discriminazione.

 
Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2020Avviso legale