Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
Interrogazioni parlamentari
PDF 5kWORD 27k
5 luglio 2016
E-003875/2016(ASW)
Risposta di Karmenu Vella a nome della Commissione
Riferimento dell'interrogazione: E-003875/2016

Sulla base dei fatti esposti dall'onorevole deputato, la direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale(1) (direttiva sulla responsabilità ambientale) sarebbe di applicazione nei casi in cui:

1. attività professionali abbiano causato danni all'ambiente ai sensi della direttiva sulla responsabilità ambientale, in particolare nel suolo e nelle acque sotterranee, e siano state raggiunte le soglie rilevanti ai sensi della medesima direttiva;
2. siano stati causati danni all'ambiente attraverso attività contemplate dall'allegato III della direttiva sulla responsabilità ambientale (l'interrogazione non ha fornito particolari sullo specifico tipo di attività industriali);
3. il danno è stato causato da un'attività in corso dall'aprile 2006, vale a dire da quando l'Italia ha recepito la direttiva sulla responsabilità ambientale e questa è entrata in vigore sul suo territorio.

In queste circostanze, sembrerebbe effettivamente che occorra adottare senza indugio azioni di riparazione ai sensi degli articoli 6 e 7, in combinato disposto con l'allegato II, della direttiva sulla responsabilità ambientale.

(1)GU L 143 del 30.4.2004, pag. 56.

Avviso legale