Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
Interrogazioni parlamentari
PDF 6kWORD 16k
10 maggio 2016
E-003875-16
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-003875-16
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Rosa D'Amato (EFDD)

 Oggetto:  Contaminazione del suolo a Brindisi
 Risposta scritta 

Il Comune di Brindisi, con l'ordinanza n. 5 del 9 marzo 2016, ha disposto il divieto di attingimento e utilizzo a fini agricoli delle acque di falda freatica da pozzi situati nella zona industriale e ricadenti nel SIN (Sito di Interesse Nazionale di Brindisi).

Le analisi effettuate dalle aziende del polo industriale di Brindisi e le controprove svolte da ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) Puglia nell'ambito della caratterizzazione dei terreni hanno evidenziato come alcuni «indici chimici» siano «eccedenti le concentrazioni soglia di contaminazione», in particolare per i «clorurati cancerogeni e non» e per i metalli pesanti, quali ferro, manganese, nichel e arsenico.

La zona industriale di Brindisi è a totale gestione del Consorzio ASI/SISRI, ente pubblico economico per infrastrutturazione e gestione delle aree produttive. Il Consorzio non ha mai ritenuto necessario operare azioni di bonifica nonostante le caratterizzazioni effettuate nel 2004 e l'accordo di programma siglato nel dicembre 2007 con il Ministero dell'Ambiente e la società Sogesid, il cui progetto di messa in sicurezza dell'area tramite «barriere idrauliche» non ha ancora visto la luce.

Stante che la problematica è nota dal 2004, ritiene la Commissione che siano state adottate senza indugio le misure di prevenzione e riparazione previste dagli articoli 4 e 6 della direttiva 2004/35/CE?

Avviso legale