Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
Interrogazioni parlamentari
PDF 39kWORD 20k
17 gennaio 2019
E-000219-19
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000219-19
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Mara Bizzotto (ENF)

 Oggetto:  Il genome editing e il suo possibile utilizzo in agricoltura: richiesto il parere della Commissione UE
 Risposta scritta 

Con la sentenza del 25 luglio 2018, la Corte di giustizia dell'UE (CGUE) ha equiparato alle piante OGM, così come definite dalla direttiva 2001/18/CE, le piante ottenute mediante le tecnologie di genome editing, che sono metodi innovativi di mutagenesi mirata che mirano a facilitare il miglioramento genetico dei raccolti a livello produttivo, qualitativo ed ecosostenibile. Il genome editing include mutazioni che possono essere indistinguibili da quelle che avvengono in natura.

Oltre 75 centri e istituti europei, come la Società Italiana di Genetica Agraria, ritengono che la decisione della CGUE si basi su definizioni ormai superate dalla ricerca scientifica e dal progresso biotecnologico e che i suoi effetti potrebbero essere pericolosi per la competitività globale dell'economia europea e la salvaguardia ambientale dell'UE. Considerato che i metodi di genome editing sono apprezzati anche da molti viticoltori, dall'Associazione Strada del Torcolato e dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), perché aiuterebbero a ridurre l'uso di pesticidi, e considerando che alcuni paesi terzi già permettono il genome editing, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
1) Ritiene possibile rivedere la direttiva 2001/18/CE, passando da una regolamentazione del metodo utilizzato per produrre una nuova varietà di pianta ad una regolamentazione basata sulle caratteristiche della pianta stessa?
2) Come valuta la possibilità di stabilire delle eccezioni all'applicazione della direttiva 2001/18/CE per includere il genome editing?
3) Come intende identificare e controllare i prodotti di genome editing provenienti da paesi terzi?
Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2019Avviso legale