Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
Interrogazioni parlamentari
PDF 23kWORD 20k
14 giugno 2019
E-001765/2019(ASW)
Risposta di Karmenu Vella a nome della Commissione europea
Riferimento dell'interrogazione: E-001765/2019

Un adeguato monitoraggio qualitativo dell'acqua è ormai una delle pietre angolari dell'attuazione della direttiva sui nitrati(1) e, più in generale, della legislazione europea nel settore idrico(2). La Commissione non ritiene necessario modificare la direttiva sui nitrati. Per poter applicare correttamente la legislazione europea sulle acque, gli Stati membri devono essere in grado di identificare l'origine dell'inquinamento idrico.

Pur non fissando criteri pienamente armonizzati per la strategia di monitoraggio, la direttiva sui nitrati stabilisce un obbligo di risultato che indica chiaramente l'obiettivo da raggiungere attraverso tale strategia. Inoltre, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha già chiarito che le zone vulnerabili ai nitrati non dovrebbero essere limitate alle aree in cui l'inquinamento agricolo è l'unica fonte inquinante; è sufficiente che i composti azotati di origine agricola apportino un contributo significativo(3). Lo stesso vale anche per l'eutrofizzazione.

Riguardo alla natura delle misure incluse nei programmi d'azione in materia di nitrati degli Stati membri, la Corte ha inoltre chiarito che i programmi d'azione devono tenere conto sia delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, sia delle condizioni fisiche, geologiche e climatologiche di ciascuna regione. Gli Stati membri devono adottare tutte le misure necessarie per conseguire gli obiettivi della direttiva(4).

La Commissione considera tutti questi elementi nel verificare se gli Stati membri attuano correttamente la direttiva.

(1)Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1.
(2)Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE), direttiva sulle acque sotterranee (2006/118/CE), direttiva sugli standard di qualità ambientale (2008/105/CE), direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (91/271/CEE), direttiva sull'acqua potabile (98/83/CE), direttiva sulle acque di balneazione (2006/7/CE).
(3)CGUE, causa C-293/97.
(4)CGUE, causa C-543/16.

Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2019Avviso legale