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Ciclo del documento : O-000083/2015

Testi presentati :

O-000083/2015 (B8-0754/2015)

Discussioni :

PV 08/10/2015 - 3
CRE 08/10/2015 - 3

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Testi approvati :


Interrogazioni parlamentari
PDF 7kWORD 26k
29 giugno 2015
O-000083/2015
Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000083/2015
alla Commissione
Articolo 128 del regolamento
Evelyne Gebhardt, a nome del gruppo S&D
Andreas Schwab, a nome del gruppo PPE

 Oggetto: Attuazione dell'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva sui servizi e dell'articolo 8, paragrafo 3, della direttiva sui diritti dei consumatori
 Risposta in Aula 

Ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva sui servizi (2006/123/CE) "gli Stati membri provvedono affinché le condizioni generali di accesso a un servizio che il prestatore mette a disposizione del grande pubblico non contengano condizioni discriminatorie basate sulla nazionalità o sul luogo di residenza del destinatario".

L'articolo 8, paragrafo 3, della direttiva sui diritti dei consumatori (2011/83/UE) integra il divieto di porre in essere comportamenti discriminatori nei confronti dei destinatari di servizi imponendo ai siti di commercio elettronico l'obbligo di indicare "in modo chiaro e leggibile, al più tardi all'inizio del processo di ordinazione, se si applicano restrizioni relative alla consegna".

Nell'ambito della direttiva sui servizi il concetto di "servizio" deve essere oggetto di un'interpretazione estensiva. È importante sottolineare che i servizi di vendita al dettaglio online rientrano nella definizione di "servizio" e dovrebbero pertanto essere oggetto delle misure di esecuzione. Tuttavia, malgrado la scadenza dei termini di recepimento, gli acquirenti online dell'Unione, specialmente quelli provenienti dagli Stati membri più piccoli, incontrano ancora frequenti difficoltà quando effettuano ordini online di beni e/o contenuti digitali. Molto spesso le restrizioni relative alla consegna si manifestano soltanto quando i negozi online si rifiutano di consegnare beni e servizi alla fine del processo di ordinazione. I Centri europei dei consumatori vengono spesso contattati da persone alle quali è stata negata la consegna di prodotti in ragione del loro luogo di residenza, anche se disposte a pagare costi di consegna più elevati (che siano giustificati). In questo modo sono soprattutto i grandi negozi online a trarre beneficio dal divario esistente a livello di prezzi tra gli Stati membri, mentre i consumatori in alcuni paesi dell'Unione hanno accesso a una gamma molto più limitata di beni e servizi. Nella Strategia per il mercato unico digitale in Europa (COM(2015)0192), la Commissione ha annunciato che entro il 2016 affronterà il problema dei geoblocchi ingiustificati nell'ambito del commercio elettronico, eventualmente con "modifiche mirate della disciplina del commercio elettronico e del quadro giuridico instaurato dall'articolo 20 della direttiva servizi".

Alla luce di quanto precede:

1. quali azioni concrete intende adottare la Commissione al fine di garantire la corretta attuazione e applicazione della normativa in vigore (in particolare le direttive summenzionate) che vieta il rifiuto di consegnare beni e servizi in ragione della nazionalità o del luogo di residenza del consumatore, in modo da completare ulteriormente il mercato unico digitale?

2. Che cosa intende la Commissione con "modifiche mirate della disciplina del commercio elettronico e del quadro giuridico instaurato dall'articolo 20 della direttiva servizi"?

Lingua originale dell'interrogazione: EN
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