Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
Interrogazioni parlamentari
PDF 10kWORD 25k
9 giugno 2016
P-003423/2016(ASW)
Risposta di Vytenis Andriukaitis a nome della Commissione
Riferimento dell'interrogazione: P-003423/2016

1. I regolamenti (CE) n. 178/2002(1) e (CE) n. 882/2004(2) stabiliscono il quadro giuridico per assicurare che gli alimenti importati nell'Unione soddisfino gli standard di sicurezza dell'UE. La Commissione ha anche stilato un elenco di alimenti di origine non animale che, sulla base dei rischi noti o emergenti, richiedono un livello accresciuto di controlli prima della loro introduzione nell'UE. L'elenco figura nel regolamento (CE) n. 669/2009(3) ed è regolarmente aggiornato. La relazione del 2013 dell'Unione europea sui residui di pesticidi negli alimenti(4), nel quale figura la maggior parte dei prodotti menzionati dall'Onorevole deputato, evidenzia il superamento dei limiti massimi di residui in prodotti provenienti da paesi terzi. Il regolamento (CE) n. 669/2009 è specificamente concepito per affrontare questi casi di non conformità assicurando che i livelli accresciuti di controlli alla frontiere li individuino.2. La Commissione assicura livelli elevati di trasparenza sui problemi identificati in relazione alle importazioni, in particolare attraverso il sistema di allarme rapido per gli alimenti ed i mangimi. Le risultanze relative ai residui di pesticidi cui fa riferimento l'Onorevole deputato sono pubblicate anche a cura dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare.3. Attraverso un sistema di controlli ufficiali volti a verificare il rispetto della legislazione alimentare dell'UE o di norme equivalenti gli Stati membri ottemperano alla responsabilità che incombe loro di assicurare il rispetto delle norme in materia di sicurezza alimentare. La Commissione sottopone a monitoraggio i controlli effettuati dagli Stati membri e anche quelli dei paesi terzi, attraverso audit regolari. Questo monitoraggio assicura la coerenza dei livelli di sicurezza alimentare in tutta l'UE, sia in termini dei beni prodotti all'interno dell'UE sia di quelli importati dai paesi terzi. Il servizio della Commissione preposto agli audit e all'analisi in materia di salute e prodotti alimentari effettua i propri audit sulla base di un'attenta pianificazione per assicurare che vengano consacrate risorse ai settori che ne hanno maggiormente bisogno.

(1)Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare (GU L 31 dell'1.2.2002, pag.1).
(2)Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1).
(3)Regolamento (CE) n. 669/2009 della Commissione, del 24 luglio 2009, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo al livello accresciuto di controlli ufficiali sulle importazioni di alcuni mangimi e alimenti di origine non animale e che modifica la decisione 2006/504/CE della Commissione (GU L 194 del 25.7.2009, pag. 11).
(4)EFSA Journal 2015;13(3):4038, The 2013 European Union report on pesticide residues in food, European Food Safety Authority, 2015

Avviso legale