Procedura : 2014/2842(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0107/2014

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RC-B8-0107/2014

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PV 18/09/2014 - 10.5
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Testi approvati :

P8_TA(2014)0026

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 140kWORD 64k
17.9.2014
PE537.009v01-00}
PE537.010v01-00}
PE537.016v01-00}
PE537.021v01-00}
PE537.028v01-00} RC1
 
B8-0107/2014}
B8-0108/2014}
B8-0114/2014}
B8-0119/2014}
B8-0126/2014} RC1

presentata a norma dell'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B8‑0107/2014)

Verts/ALE (B8‑0108/2014)

S&D (B8‑0114/2014)

ALDE (B8‑0119/2014)

PPE (B8‑0126/2014)


sulla risposta dell'UE all'epidemia di Ebola (2014/2842(RSP))


Davor Ivo Stier, Peter Liese, Giovanni La Via, Bogdan Brunon Wenta, Gabrielius Landsbergis, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Françoise Grossetête, Annie Schreijer-Pierik, Philippe Juvin, Cristian Dan Preda, Mariya Gabriel, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Ivana Maletić a nome del gruppo PPE
Knut Fleckenstein, Kathleen Van Brempt, Norbert Neuser, Matthias Groote, Enrique Guerrero Salom, Linda McAvan, Maria Arena, Marlene Mizzi, Tonino Picula, Nicola Caputo, Christel Schaldemose, Gilles Pargneaux, Kashetu Kyenge, Liisa Jaakonsaari, Glenis Willmott, Andi Cristea, Vilija Blinkevičiūtė a nome del gruppo S&D
Nirj Deva, Jan Zahradil a nome del gruppo ECR
Charles Goerens, Gérard Deprez, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Louis Michel, Marietje Schaake, Javier Nart, Dita Charanzová, Catherine Bearder, Robert Rochefort, Frédérique Ries, Marielle de Sarnez, José Inácio Faria, Nathalie Griesbeck, Ramon Tremosa i Balcells, Juan Carlos Girauta Vidal, Martina Dlabajová, Petr Ježek, Fredrick Federley, Andrus Ansip, Gerben‑Jan Gerbrandy, Ivan Jakovčić, Johannes Cornelis van Baalen a nome del gruppo ALDE
Michèle Rivasi, Maria Heubuch, Keith Taylor, Bart Staes, Judith Sargentini, Jean Lambert, Claude Turmes a nome del gruppo Verts/ALE
Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao

Risoluzione del Parlamento europeo sulla risposta dell'UE all'epidemia di Ebola (2014/2842(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–   vista la dichiarazione di "emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" da parte dell''Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dell'8 agosto 2014,

–   vista la tabella di marcia di risposta all'Ebola dell'OMS, del 28 agosto 2014,

–   viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" dell'Unione europea sulla crisi di Ebola in Africa occidentale, del 15 agosto 2014,

–    vista la valutazione del rischio di Ebola del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, del 27 agosto 2014,

–   vista la "Dichiarazione sull'epidemia di Ebola" in Africa occidentale del commissario per la salute, Tonio Borg, dell'8 agosto 2014,

–   vista la "Dichiarazione sulla risposta dell'UE all'epidemia di Ebola" del commissario per lo sviluppo, Andris Piebalgs, e del commissario per gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Kristalina Georgieva, del 5 settembre 2014,

–   visto l'evento ad alto livello organizzato dalla Commissione europea per coordinare la risposta all'epidemia di Ebola in Africa occidentale, del 15 settembre,

–   vista la missione dell'Unione africana (UA) "Sostegno dell'UA alla lotta contro l'epidemia di Ebola in Africa occidentale" (ASEOWA), istituita il 21 agosto 2014,

–   vista la riunione informativa speciale delle Nazioni Unite sull'Ebola tenuta dalla dott.ssa Joanne Liu, presidente internazionale di Medici Senza Frontiere, del 2 settembre 2014,

–   vista la dichiarazione rilasciata dal ministro della Difesa della Liberia, Brownie Samukai, dinanzi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla minaccia all'esistenza del suo paese posta dall'epidemia di Ebola,

–   vista la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 18 settembre in cui la crisi di Ebola figurerà al primo posto nell'ordine del giorno,

–   visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A. considerando che la malattia da virus Ebola (EVD), già nota come febbre emorragica Ebola, è una patologia grave e spesso mortale per gli esseri umani;

B.  considerando che, da quando è stato ufficialmente dichiarata il 22 marzo 2014 in Guinea, l'epidemia di Ebola ha raggiunto quattro altri paesi (Liberia, Nigeria, Sierra Leone e Senegal), ha colpito quasi 4 000 persone e ha provocato oltre 2 000 vittime, e tenendo presente che vi sono anche casi non segnalati di persone infettate dall'Ebola e di decessi;

C. considerando che l'epidemia sta accelerando rapidamente e si va diffondendo nella regione del'Africa occidentale, sebbene un focolaio distinto del virus sia presente anche nella Repubblica democratica del Congo;

D. considerando che l'OMS riconosce che l'epidemia è stata sottovalutata e stima che il numero dei pazienti colpiti potrebbe superare i 20 000 nei prossimi tre mesi;

E.  considerando che l'OMS ha annunciato che si tratta della più grande epidemia mai registrata in termini di casi, vittime ed estensione geografica e ha dichiarato che la crisi è "un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" che esige una risposta internazionale coordinata;

F.  considerando che vi sono 4,5 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni che vivono nelle zone colpite dal virus dell'Ebola e che le donne (che rappresentano il 75% dei casi) sono state sproporzionatamente colpite dal virus in virtù del loro ruolo di assistenza;

G. considerando che la tabella di marcia dell'OMS elenca una serie di misure molto concrete e immediate volte ad arrestare la trasmissione dell'Ebola su scala mondiale in un lasso di tempo dai 6 ai 9 mesi, provvedendo nel contempo a gestire rapidamente le conseguenze di qualsiasi ulteriore propagazione a livello internazionale e riconoscendo la necessità di affrontare, in parallelo, le più ampie conseguenze a livello socioeconomico dell'epidemia;

H. considerando che attualmente le ONG più attive sul campo, quali Medici senza frontiere e la Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, criticano gli sforzi internazionali definendoli pericolosamente inadeguati, in quanto le capacità estremamente limitate sul campo determinano carenze critiche in tutti gli aspetti della risposta: cure mediche di sostegno, formazione del personale sanitario, controllo dell'infezione, ricerca dei contatti, vigilanza epidemiologica, sistemi di allerta e segnalazione, educazione e mobilitazione delle comunità;

I.   considerando che il dipartimento della Commissione per la cooperazione allo sviluppo (DG DEVCO) e il dipartimento per l'aiuto umanitario e la protezione civile (DG ECHO) si sono impegnati a erogare oltre 147 milioni di euro in aiuti umanitari e allo sviluppo per contenere la diffusione del virus, fornire cure e attrezzature essenziali alle persone infette e inviare esperti umanitari;

J.   considerando che solo 11,9 dei 147 milioni di euro promessi sono specificamente destinati ad alcuni dei bisogni umanitari più urgenti;

K. considerando che tutte le organizzazioni partner in loco hanno sottolineato che, al fine di isolare e trattare i pazienti, vi è l'urgente necessità non solo di finanziamenti ma anche di capacità operativa, in particolare risorse umane qualificate e materiale logistico;

L.  considerando che la Commissione sta monitorando la situazione attraverso il proprio Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), che dovrebbe fungere da piattaforma per il coordinamento dell'assistenza UE;

M. considerando che esperti umanitari dell'UE sono stati inviati nella regione per monitorare la situazione e mantenere i contatti con le organizzazioni partner e le autorità locali;

N. considerando che gli Stati membri dell'UE hanno la capacità di mobilitare squadre di risposta immediata per assicurare la diagnosi precoce, l'isolamento (dei casi sospetti e dei casi confermati in reparti diversi), il monitoraggio delle persone entrate in contatto con i pazienti e la ricerca delle catene di trasmissione, misure relative ai funerali, l'educazione e il supporto locale;

O. considerando che i paesi colpiti già soffrono di scarsità di cibo e di acqua pulita e del collasso economico determinato dalla perturbazione del commercio, dei voli commerciali e dei lavori legati al raccolto a seguito dello scoppio dell'epidemia con conseguenti disordini in seno alla società, fuga di persone, caos, minacce all'ordine pubblico e ulteriore diffusione del virus;

P.  considerando che l'epidemia ha rivelato la grave inadeguatezza dei sistemi sanitari dei paesi colpiti e l'urgente esigenza di sostegno per rafforzarli;

1.  deplora la perdita di vite umane nella regione devastata dall'epidemia di Ebola e porge le sue sincere condoglianze ai governi dei paesi e alle persone colpite dall'epidemia;

2.  ritiene che la comunità internazionale debba svolgere un ruolo più incisivo mentre i paesi africani devono assumere la loro parte di responsabilità, dato che l'epidemia di Ebola rappresenta una sfida per la sicurezza globale e non è soltanto un problema dell'Africa occidentale ma piuttosto un problema su scala mondiale;

3.  invita la Commissione a intensificare gli sforzi e a coordinare gli interventi con gli Stati Uniti e altri partner internazionali per contrastare l'epidemia di Ebola; chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, insieme ai paesi partner interessati, di esaminare la possibilità di utilizzare risorse di difesa militari e civili sotto la guida del Segretario generale e con il coordinamento dell'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari;

4.  accoglie favorevolmente e incoraggia l'aumento in corso dell'impegno finanziario della Commissione europea in termini di aiuto umanitario e allo sviluppo per rispondere alla crisi e, in particolare, il suo sostegno alla missione ASEOWA dell'Unione africana;

5.  si congratula per il lavoro svolto sul campo dalle organizzazioni partner a dispetto delle sfide e accoglie calorosamente il loro grande contributo e aiuto nel controllo di questa epidemia;

6.  ricorda agli Stati membri che l'aiuto finanziario fornito ai paesi colpiti non dovrebbe andare a scapito degli aiuti allo sviluppo a lungo termine ma semmai completarli;

7.  deplora che la comunità internazionale abbia sottovalutato la crisi e tardato a elaborare una strategia di coordinamento adeguata;

8.  accoglie con favore gli impegni assunti dagli Stati membri in occasione dell'evento ad alto livello organizzato dalla Commissione europea il 15 settembre e esorta il Consiglio dell'Unione europea a tenere una riunione ministeriale per stabilire un piano di emergenza per mobilitare una risposta medica e per concordare e fornire l'aiuto umanitario degli Stati membri, sotto il coordinamento della Commissione;

9.  invita la Commissione a elaborare valutazioni dei fabbisogni e piani specifici per paese onde determinare e coordinare la richiesta e il relativo invio di personale sanitario, laboratori mobili, attrezzature di laboratorio, indumenti protettivi e centri di trattamento con reparti di isolamento;

10. invita gli Stati membri a coordinare i voli e a stabilire ponti aerei dedicati al trasferimento di personale ed attrezzature sanitarie verso i paesi colpiti, e ad assicurare l'evacuazione sanitaria, se necessaria;

11. sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione scientifica e il supporto tecnologico nelle aree colpite dall'epidemia al fine di mettere a punto infrastrutture cliniche, epidemiologiche e diagnostiche, comprese infrastrutture e sorveglianza sostenibili, prestando particolare attenzione all'assunzione di personale locale, compresa la sua formazione;

12. invita la Commissione a mantenere stretti contatti con l'ERCC, l'OMS e gli Stati membri attraverso il Comitato per la sicurezza sanitaria;

13. invita la Commissione a introdurre sistemi di controllo per assicurare che l'intero importo previsto per porre fine al dilagare dell'Ebola sia effettivamente destinato alla lotta contro tale epidemia nei paesi colpiti dal virus, e non utilizzato per altri fini;

14. ritiene che la tabella di risposta all'Ebola dell'OMS costituisca una base per le attività prioritarie, in particolare la risposta differenziata per i paesi con una trasmissione molto estesa, i casi iniziali e i paesi vicini in cui occorre rafforzare il grado di preparazione;

15. accoglie favorevolmente le discussioni sul modo in cui gli sforzi di pace delle Nazioni Unite possono – con un addestramento adeguato – sostenere ulteriormente la lotta contro l'Ebola nella regione;

16. chiede al Consiglio e alla Commissione di sostenere e incoraggiare l'Unione africana per quanto concerne la necessità di un piano d'azione globale in quanto la situazione continua a deteriorarsi rapidamente e incide sull'economia e sull'ordine pubblico dei paesi interessati, dato che la crisi dell'Ebola è diventata complessa, con implicazioni di natura politica, di sicurezza, economica e sociale che continueranno a ripercuotersi sulla regione ben oltre l'attuale emergenza sanitaria;

17. sottolinea che l'attuale crisi non potrà essere risolta unicamente dai sistemi sanitari ma che occorre un approccio concertato che coinvolga diversi settori (assistenza sanitaria, istruzione e formazione, infrastrutture igienico-sanitarie, aiuti alimentari) per affrontare le carenze critiche in tutti i servizi essenziali;

18. ritiene che il personale medico locale debba essere coinvolto nella cura della popolazione colpita e fungere da tramite tra la popolazione e il personale medico internazionale;

19. chiede che si adottino azioni educative e informative per sensibilizzare sui sintomi e sulle misure preventive in modo da favorire un clima di fiducia e la cooperazione della popolazione riguardo alle misure contro l'Ebola, dato che l'informazione e la comunicazione costituiscono un aspetto importante della lotta contro l'epidemia di Ebola;

20. sottolinea che la lotta contro l'Ebola non deve comportare la stigmatizzazione dei pazienti sopravvissuti nelle comunità o nei paesi;

21. invita gli Stati membri a svolgere un controllo scrupoloso dell'infezione e, in cooperazione con il l'ECDC, a fornire al pubblico informazioni più complete sui rischi;

22. invita gli Stati membri e la Commissione a coordinare e a rafforzare la ricerca medica e la produzione di medicinali e vaccini efficaci contro l'Ebola e a far progredire gli studi clinici necessari per le potenziali cure esistenti;

23. chiede anche che si operi una chiara distinzione tra i test di vaccinazione contro l'Ebola e le cure fornite alle persone infettate dal virus; chiede che gli studi clinici sul vaccino contro l'Ebola rispettino le pertinenti norme dell'OMS in vigore;

24. chiede alla sua commissione per lo sviluppo di formulare raccomandazioni approfondite per mitigare le conseguenze a lungo termine dell'epidemia e rafforzare i sistemi sanitari dei paesi colpiti al fine di evitare epidemie analoghe;

25. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti dell'Unione africana e all'Organizzazione mondiale della sanità.

 

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