Procedura : 2015/2664(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B8-0373/2015

Testi presentati :

RC-B8-0373/2015

Discussioni :

PV 30/04/2015 - 16.2
CRE 30/04/2015 - 16.2

Votazioni :

PV 30/04/2015 - 17.2

Testi approvati :

P8_TA(2015)0187

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 247kWORD 65k
29.4.2015
PE555.147v01-00}
PE555.182v01-00}
PE555.184v01-00}
PE555.186v01-00}
PE555.188v01-00}
PE555.189v01-00}
PE555.190v01-00} RC1
 
B8-0373/2015}
B8-0408/2015}
B8-0410/2015}
B8-0412/2015}
B8-0414/2015}
B8-0415/2015}
B8-0416/2015} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

GUE/NGL (B8‑0373/2015)

Verts/ALE (B8‑0408/2015)

PPE (B8‑0410/2015)

EFDD (B8‑0412/2015)

ALDE (B8‑0414/2015)

ECR (B8‑0415/2015)

S&D (B8‑0416/2015)


sulla situazione nel campo profughi di Yarmouk in Siria (2015/2664(RSP))


Cristian Dan Preda, Ramona Nicole Mănescu, Elmar Brok, Arnaud Danjean, László Tőkés, Claude Rolin, Tunne Kelam, Francesc Gambús, Andrzej Grzyb, Jiří Pospíšil, Jaromír Štětina, Bogdan Brunon Wenta, Giovanni La Via, David McAllister, Marijana Petir, Davor Ivo Stier, Therese Comodini Cachia, Esther de Lange, Eduard Kukan, Csaba Sógor, Andrej Plenković, József Nagy, Pál Csáky, Joachim Zeller, Franck Proust, Dubravka Šuica, Stanislav Polčák, Tomáš Zdechovský, Ivan Štefanec, Pavel Svoboda, Michaela Šojdrová, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Monica Macovei, Seán Kelly, Lara Comi, György Hölvényi, Elisabetta Gardini, Brian Hayes, Jeroen Lenaers a nome del gruppo PPE
ictor Boștinaru, Richard Howitt, Josef Weidenholzer, Enrique Guerrero Salom, Ana Gomes, Vincent Peillon, Elena Valenciano, Alessia Maria Mosca, Norbert Neuser, Sorin Moisă, José Blanco López, Liisa Jaakonsaari, Andi Cristea, Miroslav Poche, Krystyna Łybacka, Miriam Dalli, Neena Gill, Viorica Dăncilă, Victor Negrescu, Biljana Borzan, Michela Giuffrida, Jutta Steinruck, Tibor Szanyi, Enrico Gasbarra, Julie Ward, Nicola Caputo, Nicola Danti, Vilija Blinkevičiūtė, Demetris Papadakis, Goffredo Maria Bettini, Siôn Simon, Jeppe Kofod, Hugues Bayet, Zigmantas Balčytis, Kati Piri, Marc Tarabella, Claudia Tapardel, Doru-Claudian Frunzulică, Marlene Mizzi, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Eric Andrieu, Kashetu Kyenge, Maria Grapini, Javi López, Eider Gardiazabal Rubial, Luigi Morgano, Brando Benifei, Nikos Androulakis a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Mark Demesmaeker, Angel Dzhambazki, Jana Žitňanská a nome del gruppo ECR
Javier Nart, Fredrick Federley, Izaskun Bilbao Barandica, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Hilde Vautmans, Marielle de Sarnez, Ilhan Kyuchyuk, Beatriz Becerra Basterrechea, Ramon Tremosa i Balcells, Pavel Telička, Marietje Schaake, Petras Auštrevičius, Juan Carlos Girauta Vidal, Ivo Vajgl, Antanas Guoga, Johannes Cornelis van Baalen, Yana Toom, Jozo Radoš, Gérard Deprez, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Louis Michel, Nathalie Griesbeck, Urmas Paet, José Inácio Faria, Martina Dlabajová, Alexander Graf Lambsdorff, Frédérique Ries a nome del gruppo ALDE
Martina Anderson, Patrick Le Hyaric, Younous Omarjee, Marie-Christine Vergiat, Anne-Marie Mineur, Eleonora Forenza, Stelios Kouloglou, Sofia Sakorafa, Kostas Chrysogonos a nome del gruppo GUE/NGL
Alyn Smith, Karima Delli, Margrete Auken, Bart Staes, Davor Škrlec, Ernest Urtasun, Barbara Lochbihler, Michèle Rivasi, Heidi Hautala, Judith Sargentini, Igor Šoltes a nome del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo, Valentinas Mazuronis, Rolandas Paksas, Dario Tamburrano, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato a nome del gruppo EFDD
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nel campo profughi di Yarmouk in Siria (2015/2664(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–   visto il diritto umanitario internazionale,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Siria,

–   viste le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e del commissario per gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi sulla situazione a Yarmouk in Siria, del 10 aprile 2015,

–   vista la dichiarazione del VP/AR a nome dell'Unione europea sulla situazione nel campo di profughi palestinesi di Yarmouk in Siria, del 18 aprile 2015,

–   viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2139 (2014), 2165 (2014) e 2191 (2014), del 15 dicembre 2010,

–   visto l'articolo 135 del suo regolamento,

A. considerando che il SI/Da'esh ha attaccato il campo di profughi palestinesi di Yarmouk il 1° aprile 2015; che il regime di Assad continua i bombardamenti di artiglieria e aerei del campo come risposta all'attacco dell'IS e agli intensi combattimenti di strada tra i gruppi di opposizione armata anti-Assad Aknaf Beit el Makdisda un lato e SI/Da'esh e Jabhat al-Nusra dall'altro, avvenuti nell'intero campo; che il 16 aprile 2015 unità militari palestinesi, con l'assistenza di ribelli siriani, hanno costretto i combattenti del SI/Da'esh a ritirarsi dal campo; che il ritiro dal campo del SI/Da'esh ha consentito al gruppo Jabhat al-Nusra affiliato ad Al-Qaeda di assumerne un ampio controllo;

B.  considerando che Yarmouk, il più grande campo di profughi palestinesi in Siria, è stato allestito nel 1957 per ospitare le popolazioni in fuga dal conflitto arabo-israeliano, che è stato devastato dai combattimenti tra il governo siriano e gruppi armati come Jabhat al-Nusra e l'Armata libera siriana; che prima del conflitto in Siria nel campo vivevano più di 160.000 civili e oggi ne sono rimasti soltanto 18.000;

C. considerando che i 480.000 profughi palestinesi rappresentano un gruppo particolarmente vulnerabile nella crisi siriana; che i profughi sono dispersi in oltre 60 campi nella regione; che il 95% dei profughi palestinesi dipende attualmente dall'Agenzia delle Nazioni Unite di soccorso e lavori per i profughi palestinesi (UNRWA) per soddisfare le proprie necessità quotidiane di cibo, acqua e assistenza sanitaria;

D. considerando che la popolazione civile del campo di Yarmouk è sotto assedio dal dicembre 2012 ed esposta a bombardamenti indiscriminati, d'artiglieria e aerei del regime di Assad e continua a essere intrappolata nel campo; che secondo l'UNRWA i 18.000 civili palestinesi e siriani, tra cui 3.500 minori, di Yarmouk hanno bisogno di urgente aiuto umanitario di base;

E.  considerando che nel campo sussiste una crisi sanitaria permanente, con un'epidemia tifoide avvenuta nel 2014, mentre stanno diventando endemiche l'epatite A e le patologie legate all'acqua, così come la malnutrizione con tutti gli effetti di essa noti;

F.  considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha invitato tutte le parti della guerra civile in Siria a consentire l’accesso umanitario al campo di Yarmouk e consentire agli aiuti umanitari per pervenirvi senza restrizioni;

G. considerando che la Commissione ha erogato finanziamenti immediati di emergenza per 2,5 milioni di euro destinati a interventi dell'UNRWA per consegnare assistenza di primo soccorso ai profughi palestinesi in Siria tramite somme in contanti e beni di prima necessità;

H. considerando che come integrazione e componente del finanziamento umanitario dell'UE per la Siria nel 2015, il sostegno punta a facilitare una rapida risposta umanitaria per sopperire alle necessità delle famiglie vulnerabili; che detto finanziamento si estende a tutte le zone della Siria coinvolte nel conflitto, con una concentrazione specifica sulle recenti violenze a Yarmouk, Idlib, Dara'a e Aleppo;

I.   considerando che il prolungato rifiuto di concedere accesso umanitario ai profughi che vivono nel campo di Yarmouk da parte del regime siriano e di altri belligeranti contrasta con il diritto internazionale; che la capacità dell'UNRWA di sostenere interventi di primo soccorso, come reazione a eventi urgenti quali quelli registrati a Yarmouk, è gravemente pregiudicata dalla cronica scarsità di finanziamenti per operazioni umanitarie in Siria;

1.  esprime profonda preoccupazione per il continuo peggioramento della sicurezza e della situazione umanitaria in Siria e in particolare nel campo profughi palestinese di Yarmouk e in altri campi di profughi palestinesi; ribadisce il suo forte impegno a sostegno delle vittime del conflitto siriano;

2.  condanna l'occupazione del campo di Yarmouk e gli atti di terrorismo perpetrati dal SI/Da'esh e Jabhat al-Nusra, nonché l'assedio imposto dal regime di Assad a Yarmouk e il bombardamento del campo, anche per mezzo di barili bomba, che possono causare terribili sofferenze alla popolazione colpita; chiede la cessazione immediata dell'assedio e la fine di tutti gli attacchi contro la popolazione civile;

3.  esprime preoccupazione per tutti i difensori dei diritti umani detenuti nel campo di Yarmouk e quelli attualmente incarcerati dalle forze di sicurezza siriane; invita tutti i gruppi armati nel campo di Yarmouk a porre fine alle azioni dirette contro i difensori dei diritti umani;

4.  sollecita il rispetto dello statuto neutrale di Yarmouk e la protezione dei civili all'interno del campo, in particolare le donne e i minori, nonché la salvaguardia delle strutture sanitarie, delle scuole e degli alloggi dei profughi;

5.  sottolinea che la guerra in corso in Siria e la recente minaccia posta dal SI/Da'esh costituiscono un grave pericolo per le popolazioni dell'Iraq e della Siria e per l'intero Medio Oriente; invita l'UE a contribuire agli sforzi comuni per attenuare la crisi umanitaria e ad assumere un ruolo nell'aiuto ai paesi limitrofi per fornire rifugio ai profughi in fuga dal conflitto in Siria, molti dei quali perdono la vita sui barconi nel mar Mediterraneo;

6.  chiede l'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU 2139 (2014), 2165 (2014) e 2191 (2014) nell'intero territorio della Siria; sollecita tutte le parti coinvolte nel conflitto a garantire all'UNRWA, al CICR e alle altre organizzazioni di assistenza internazionali un accesso senza ostacoli al campo profughi di Yarmouk, per consentire un accesso umanitario immediato e incondizionato, evacuare i feriti civili e fornire un passaggio sicuro a tutti i civili che desiderano lasciare il campo; chiede la creazione di corridoi umanitari che non siano controllati né dal regime siriano né da SI/Da'esh e Jabhat al-Nusra, alla luce delle loro gravi e continue violazioni del diritto internazionale umanitario;

7.  accoglie con favore lo sblocco, da parte della Commissione europea, di finanziamenti immediati di emergenza per 2.5 milioni di EUR destinati a interventi dell'UNRWA mirati a distribuire assistenza di primo soccorso ai profughi palestinesi in Siria; si compiace con l'UNRWA per l'importante lavoro che sta facendo ed esprime il suo deciso impegno a proseguire il suo lavoro con il commissario generale dell'UNRWA Pierre Krähenbühl e con tutti gli altri interlocutori per tentare di alleviare le sofferenze della popolazione più bisognosa; sottolinea la necessità che l'UE e gli Stati membri aumentino il loro sostegno all'UNRWA per gli aiuti d'urgenza per i civili a Yarmouk e in altre zone di Siria, provvedendo a che tutti i profughi palestinesi, le comunità di accoglienza e gli altri interessati fruiscano dell'assistenza di cui hanno bisogno; esorta l'UE a partecipare al finanziamento dei 30 milioni di USD dell'appello urgente dell'UNRWA e a fornire all'UNRWA ogni sostegno politico e diplomatico;

8.  condanna con forza gli abusi contro i minori, i massacri, le torture, le uccisioni e le violenze sessuali a danno della popolazione siriana; sottolinea l'importanza di adottare misure opportune per garantire la sicurezza dei civili innocenti, tra cui donne e bambini; riconosce che le donne e le ragazze sono spesso vittime di violenze sessuali come arma di guerra nel conflitto siriano, anche nelle carceri siriane; sottolinea che le convenzioni di Ginevra, con il comune articolo 3, prevedono garanzie per la prestazione ai feriti e ai malati di tutte le necessarie cure mediche richieste dalla loro condizione, senza alcuna distinzione; sollecita gli operatori di aiuti umanitari a fornire l'intera gamma di servizi sanitari, in strutture umanitarie finanziate dall'UE;

9.  esprime pieno sostegno agli sforzi profusi dall'inviato speciale dell'ONU per la Siria Staffan de Mistura per pervenire a cessate il fuoco locali e pause umanitarie rispettati da tutte le parti, in modo da consentire la fornitura di assistenza umanitaria; rinnova il suo invito all'Unione ad assumere l'iniziativa di intraprendere sforzi diplomatici a tal fine;

10. ribadisce il suo appello a favore di una soluzione sostenibile per il conflitto siriano attraverso un processo politico inclusivo sotto orientamento siriano sulla base del comunicato di Ginevra del giugno 2012, che ha portato a un'autentica transizione politica tale da corrispondere alle legittime aspirazioni del popolo siriano e consentirgli di determinare il proprio futuro in maniera indipendente e democratica; accoglie con favore l'annuncio di nuovi colloqui a Ginevra, da tenere in maggio, tra il regime di Assad, l'opposizione, membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU e potenze regionali, tra cui l'Iran;

11. resta convinto che in Siria e in Iraq non potrà esservi una pace sostenibile se i responsabili dei crimini commessi da tutte le parti nel corso del conflitto non risponderanno dei loro crimini, anche quelli commessi nel campo di Yarmouk; ribadisce la sua richiesta di deferire la situazione siriana alla Corte penale internazionale; invita l'UE e i suoi Stati membri a valutare seriamente la recente raccomandazione della commissione d'inchiesta dell'ONU a vagliare l'istituzione di un tribunale speciale per i crimini commessi in Siria;

12. chiede al Parlamento europeo di effettuare una visita ad hoc nel campo profughi di Yarmouk, al fine di valutare in modo indipendente la situazione umanitaria, non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno, in coordinamento con le Nazioni Unite e in modo indipendente dal regime di Assad o qualsiasi altra parte del conflitto;

13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, all'inviato speciale per la Siria delle Nazioni Unite e della Lega araba, al Segretario generale del Consiglio di cooperazione per gli Stati arabi del Golfo, al Presidente dell'Autorità palestinese, al Consiglio legislativo palestinese nonché a tutte le parti implicate nel conflitto in Siria.

Avviso legale