Procedura : 2015/2662(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0392/2015

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RC-B8-0392/2015

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Votazioni :

PV 30/04/2015 - 10.4
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2015)0180

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 138kWORD 67k
29.4.2015
PE555.166v01-00}
PE555.169v01-00}
PE555.171v01-00}
PE555.173v01-00}
PE155.175v01-00}
PE555.176v01-00}
PE555.178v01-00} RC1
 
B8-0392/2015}
B8-0395/2015}
B8-0397/2015}
B8-0399/2015}
B8-0401/2015}
B8-0402/2015}
B8-0404/2015} RC1

presentata a norma dell'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

PPE (B8‑0392/2015)

S&D (B8‑0395/2015)

ECR (B8‑0397/2015)

GUE/NGL (B8‑0399/2015)

EFDD (B8‑0401/2015)

ALDE (B8‑0402/2015)

Verts/ALE (B8‑0404/2015)


sulla situazione nelle Maldive (2015/2662(RSP))


Cristian Dan Preda, Davor Ivo Stier, Andrej Plenković, Eduard Kukan, Lara Comi, Traian Ungureanu, Dubravka Šuica, Barbara Matera, Claude Rolin, Raffaele Fitto a nome del gruppo PPE
Victor Boștinaru, Richard Howitt, Vilija Blinkevičiūtė, Nicola Caputo, Andi Cristea, Viorica Dăncilă, Doru-Claudian Frunzulică, Neena Gill, Alessia Maria Mosca, Claudia Tapardel, Afzal Khan a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Mark Demesmaeker, Beatrix von Storch a nome del gruppo ECR
Marietje Schaake, Marielle de Sarnez, Beatriz Becerra Basterrechea, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Pavel Telička, Ivo Vajgl, Juan Carlos Girauta Vidal, Louis Michel, Urmas Paet, Jozo Radoš, Gérard Deprez, Ivan Jakovčić, Robert Rochefort, Javier Nart, José Inácio Faria, Frédérique Ries a nome del gruppo ALDE
Marie-Christine Vergiat, Stelios Kouloglou, Kostas Chrysogonos a nome del gruppo GUE/NGL
Klaus Buchner a nome del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nelle Maldive (2015/2662(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulle Maldive,

–   vista la dichiarazione congiunta dell'Unione europea sui recenti sviluppi nelle Maldive, incluso l'arresto di un giudice della Corte penale, rilasciata localmente il 20 gennaio 2012,

–   vista la dichiarazione congiunta dell'Unione europea relativa alle minacce nei confronti della società civile e dei diritti umani nelle Maldive, rilasciata localmente il 30 settembre 2014,

–   vista la dichiarazione congiunta dell'Unione europea sullo Stato di diritto nelle Maldive, rilasciata localmente il 24 febbraio 2015,

–   vista la dichiarazione, in data 30 aprile 2014, del portavoce del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), sull'attivazione della pena di morte nelle Maldive,

–   vista la dichiarazione, in data 14 marzo 2015, del portavoce del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), sulla condanna dell'ex presidente delle Maldive Mohamed Nasheed,

–   vista la dichiarazione dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra'ad Al Hussein, del 18 marzo 2015, sul processo a carico dell'ex presidente Mohamed Nasheed,

–   vista la dichiarazione dal relatore speciale delle Nazioni Unite sull'indipendenza dei giudici e degli avvocati, Gabriela Knaul, circa l'impossibilità della democrazia in mancanza di una giustizia equa e indipendente nelle Maldive, rilasciata il 19 marzo 2015,

–   vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'UE alle elezioni parlamentari nella Repubblica delle Maldive, del 22 marzo 2014,

–   visto il patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), di cui le Maldive sono parte contraente,

–   visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A. considerando che il 13 marzo 2015 l'ex presidente delle Maldive Mohamed Nasheed è stato condannato a 13 anni di reclusione con accuse di terrorismo per l'arresto, avvenuto nel gennaio 2012, dell'allora giudice capo della Corte penale, un caso rispetto al quale l'UE aveva espresso preoccupazione;

B.  considerando che il processo controverso non si è svolto nel rispetto delle norme nazionali e internazionali in materia di giustizia, malgrado l'appello delle Nazioni Unite e dell'Unione europea all'equità e alla trasparenza nelle azioni in giudizio contro l'ex presidente Nasheed;

C. considerando che Mohamed Nasheed, che vanta una lunga storia personale di attivismo non violento a favore dei diritti umani e della democrazia pluralista, è stato incarcerato a più riprese durante la dittatura trentennale del presidente Maumoon Abdul Gayoon e ha lasciato il potere in circostanze controverse, quattro anni dopo essere divenuto il primo presidente democraticamente eletto delle Maldive;

D. considerando che la mancanza di indipendenza politica e di formazione nel sistema giudiziario delle Maldive ne compromette la credibilità interna e internazionale;

E.  considerando che gli ex ministri della Difesa Tholhath Ibrahim e Mohamed Nazim sono stati recentemente condannati rispettivamente a 10 e 11 anni di reclusione, mentre l'ex vicepresidente del Majlis, Ahmed Nazim, è stato condannato a 25 anni di carcere nelle Maldive; che anche questi processi sarebbero stati inficiati da irregolarità;

F.  considerando che i politici all'opposizione continuano ad essere regolarmente oggetto di intimidazioni e che da una recente relazione della commissione dell'Unione interparlamentare sui diritti umani dei parlamentari è emerso che le Maldive si collocano tra i peggiori paesi del mondo per quanto riguarda gli attacchi, le torture e le intimidazioni nei confronti dei deputati di opposizione;

G. considerando che il 30 marzo 2015 il parlamento delle Maldive ha adottato una modifica della legge in materia di detenzione e libertà condizionale che esclude dall'appartenenza ai partiti quanti scontano una pena detentiva, il che di fatto estromette dall'attività politica Mohamed Nasheed e ne preclude la partecipazione alle elezioni presidenziali nel 2018;

H. considerando che da febbraio almeno 140 manifestanti pacifici sono stati arrestati e rilasciati unicamente a condizioni che limitano in modo drastico il loro diritto a partecipare a ulteriori dimostrazioni;

I.   considerando che le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani affrontano persecuzioni, minacce e attacchi sempre più frequenti, come è accaduto alla commissione per i diritti umani delle Maldive (HRCM), che è stata portata dinanzi alla Corte suprema con l'accusa di alto tradimento e oltraggio alla Costituzione per aver presentato una relazione sullo stato dei diritti umani nelle Maldive in occasione della revisione periodica universale del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani; che le ONG sono state minacciate di venire cancellate dai registri;

J.   considerando che negli ultimi anni la libertà di stampa è stata duramente repressa, che tre giornalisti sono stati arrestati mentre realizzavano un servizio sulle manifestazioni politiche per il rilascio di Mohamed Nashee, che Ahmed Rilwan, un giornalista critico nei confronti del governo, è scomparso nell'agosto 2014 e non è più stato ritrovato, e che si teme per la sua vita;

K. considerando che i disordini politici avvengono in un contesto segnato dall'inquietudine per il crescente islamismo militante nelle Maldive e per il numero di giovani radicalizzati che si sarebbero schierati con l'ISIS;

L.  considerando che il 27 aprile 2014 il parlamento delle Maldive ha approvato la fine della moratoria sulla pena di morte in vigore dal 1954, consentendo in tal modo la condanna di minori a partire dall'età di soli sette anni, che possono essere dichiarati colpevoli e giustiziati non appena compiono 18 anni, dopo essere stati lasciati languire in carcere sino a quel momento; che tale situazione è contraria agli obblighi internazionali in materia di diritti umani che le Maldive sono tenute a rispettare in quanto parte contraente della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia;

M. considerando che i lavoratori immigrati sono sottoposti a lavoro forzato, alla confisca dei documenti d'identità e di viaggio, al mancato pagamento del salario o al trattenimento dello stesso nonché alla servitù per debiti, e sono stati minacciati di espulsione dalle autorità maldiviane per aver protestato contro la discriminazione e le violenze in seguito a una serie di attacchi sui lavoratori immigrati;

N. considerando che un numero ristretto di donne provenienti da Sri Lanka, Thailandia, India, Cina, Filippine, Europa orientale, paesi dell'ex Unione sovietica, Bangladesh e Maldive sono vittime della tratta a fini sessuali nelle Maldive e che, stando a quanto riportato, alcuni minori maldiviani sarebbero oggetto di abusi sessuali e potrebbero essere vittime del lavoro forzato;

1.  esprime forte preoccupazione per le crescenti tendenze all'autoritarismo nelle Maldive, la repressione dell'opposizione politica e le intimidazioni nei confronti dei media e della società civile, che rischiano di mettere a repentaglio i progressi compiuti negli ultimi anni sul piano dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto; invita tutte le parti ad astenersi da azioni che potrebbero aggravare la crisi e a rispettare la democrazia e lo Stato di diritto;

2.  deplora le gravi irregolarità nel processo a carico dell'ex presidente Mohamed Nasheed; ribadisce che dovrebbe essere rilasciato immediatamente e che, in caso di ricorso in appello, i suoi diritti devono essere pienamente rispettati in conformità degli obblighi internazionali delle Maldive, della Costituzione del paese e di tutte le garanzie per un giusto processo riconosciute a livello internazionale; esorta la delegazione dell'UE in Sri Lanka e nelle Maldive a insistere per ottenere l'autorizzazione a seguire da vicino il processo di appello;

3.  sottolinea che il rispetto dello Stato di diritto, il diritto a un giusto processo, la regolarità dei procedimenti giudiziari e l'indipendenza della magistratura, in conformità delle disposizioni dell'ICCPR, sono elementi centrali del processo democratico; pone l'accento sul fatto che tutti i cittadini delle Maldive, compreso l'ex presidente Nasheed, devono essere trattati in base a tali principi, che sono importanti in una società pluralistica;

4.  chiede che si svolga un processo politico credibile e inclusivo, con la partecipazione di tutte le forze democratiche, allo scopo di ripristinare e preservare la stabilità nelle Maldive e di ricondurre il paese sulla strada della transizione verso la democrazia; chiede che si ponga immediatamente fine alle intimidazioni nei confronti degli oppositori politici; invita il governo delle Maldive ad adottare le misure necessarie per ripristinare la fiducia nel suo impegno a favore della democrazia, dell'indipendenza della magistratura e dello Stato di diritto, compreso il rispetto delle libertà di espressione e riunione e del giusto processo;

5.  chiede che si ponga immediatamente fine all'interferenza politica e si proceda alla depoliticizzazione del sistema giudiziario delle Maldive; chiede che vengano attuate riforme urgenti per garantire l'indipendenza e l'imparzialità del sistema giudiziario delle Maldive, allo scopo di ripristinare la fiducia interna e internazionale nel suo funzionamento; sottolinea che tali riforme dovrebbero essere approvate e attuate senza ulteriori indugi;

6.  ricorda al governo delle Maldive che la Costituzione del paese garantisce il diritto a manifestare e che le condizioni di scarcerazione che impediscono la partecipazione a manifestazioni pacifiche sono illecite;

7.  chiede che si ponga immediatamente fine a tutte le forme di violenza contro quanti manifestano pacificamente e ricorda alle forze di sicurezza il loro dovere di proteggere i manifestanti pacifici dalle bande violente; invita il governo delle Maldive a porre fine all'impunità delle milizie che hanno usato violenza contro le persone che promuovono la tolleranza religiosa, i manifestanti pacifici, i mezzi d'informazione critici e la società civile; chiede che i colpevoli degli attacchi violenti siano consegnati alla giustizia;

8.  invita il governo delle Maldive ad autorizzare lo svolgimento di indagini adeguate sulla scomparsa di Ahmed Rilwan;

9.  condanna la reintroduzione della pena capitale nelle Maldive ed esorta il governo e il parlamento del paese a ripristinare la moratoria al riguardo;

10. incoraggia tutte le parti nelle Maldive a collaborare in modo costruttivo in tutti gli ambiti e, in particolare, sulla questione dei cambiamenti climatici, che rischia di destabilizzare il paese;

11. chiede alle autorità locali di rispettare appieno le norme minime per l'eliminazione della tratta di esseri umani; elogia gli sforzi messi in atto per far fronte al problema e i progressi compiuti, ma insiste affinché le disposizioni della legge anti-tratta siano attuate in modo rapido, in quanto permangono seri problemi nell'applicazione della legge e nella protezione delle vittime;

12. invita il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e gli Stati membri a emettere segnalazioni sulla situazione relativa ai diritti umani nelle Maldive nei loro siti web di consigli di viaggio;

13. esorta il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il Servizio europeo per l'azione esterna a continuare a seguire da vicino la situazione politica nelle Maldive e a svolgere un ruolo proattivo nelle relazioni bilaterali dell'Unione europea con il paese e nelle sedi internazionali multilaterali, al fine di conseguire la stabilità, di rafforzare la democrazia e lo Stato di diritto, nonché di garantire il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel paese;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, nonché al parlamento e al governo della Repubblica delle Maldive.

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