Procedura : 2015/2734(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0580/2015

Testi presentati :

RC-B8-0580/2015

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Votazioni :

PV 11/06/2015 - 5.3

Testi approvati :

P8_TA(2015)0231

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 178kWORD 82k
10.6.2015
PE558.934v01-00}
PE558.935v01-00}
PE558.938v01-00}
PE558.941v01-00}
PE558.943v01-00}
PE558.944v01-00}
PE558.946v01-00} RC1
 
B8-0580/2015}
B8-0581/2015}
B8-0584/2015}
B8-0587/2015}
B8-0589/2015}
B8-0590/2015}
B8-0592/2015} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

EFDD (B8‑0580/2015)

ECR (B8‑0581/2015)

GUE/NGL (B8‑0584/2015)

PPE (B8‑0587/2015)

Verts/ALE (B8‑0589/2015)

ALDE (B8‑0590/2015)

S&D (B8‑0592/2015)


sulla situazione in Nepal dopo i terremoti (2015/2734(RSP))


Cristian Dan Preda, Thomas Mann, Elmar Brok, Davor Ivo Stier, Krzysztof Hetman, Dubravka Šuica, Giovanni La Via, Michaela Šojdrová, Jiří Pospíšil, Lara Comi, David McAllister, Eduard Kukan, Ildikó Gáll-Pelcz, Patricija Šulin, Jarosław Wałęsa, Kinga Gál, Bogdan Brunon Wenta, Claude Rolin, Therese Comodini Cachia, Ramona Nicole Mănescu, Csaba Sógor, Ivana Maletić, Luděk Niedermayer, Tomáš Zdechovský, Marijana Petir, Ivo Belet, József Nagy, Jeroen Lenaers, Ivan Štefanec, Pavel Svoboda, Tunne Kelam, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Joachim Zeller, Jaromír Štětina, Barbara Kudrycka, Roberta Metsola, Andrej Plenković, Stanislav Polčák, Seán Kelly a nome del gruppo PPE
Josef Weidenholzer, Victor Boştinaru, Richard Howitt, Enrique Guerrero Salom, Claude Moraes, Elena Valenciano, Pier Antonio Panzeri, Goffredo Maria Bettini, Afzal Khan, Janusz Zemke, Nicola Caputo, Neena Gill, Claudia Tapardel, Jeppe Kofod, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Michela Giuffrida, Doru-Claudian Frunzulică, Miroslav Poche, Momchil Nekov, Alessia Maria Mosca, Andi Cristea, José Blanco López, Vilija Blinkevičiūtė, Sergio Gutiérrez Prieto, Zigmantas Balčytis, Vincent Peillon, Elena Gentile, Miriam Dalli, Enrico Gasbarra, Demetris Papadakis, Nikos Androulakis, Tonino Picula, Jonás Fernández, Julie Ward, Brando Benifei, Theresa Griffin, Liisa Jaakonsaari, Eider Gardiazabal Rubial, Eric Andrieu, Marlene Mizzi, Isabella De Monte, Hugues Bayet, Biljana Borzan, Victor Negrescu, Emilian Pavel, Flavio Zanonato, Tibor Szanyi, Javi López, Csaba Molnár, Viorica Dăncilă, Péter Niedermüller, Sorin Moisă, Jytte Guteland, Olle Ludvigsson, Marita Ulvskog, Krystyna Łybacka, Nicola Danti, Marc Tarabella, Maria Grapini, Siôn Simon, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Simona Bonafè a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Mark Demesmaeker, Geoffrey Van Orden, Valdemar Tomaševski, Jana Žitňanská, Branislav Škripek, Angel Dzhambazki, Peter van Dalen, Hans-Olaf Henkel, Ruža Tomašić, Ian Duncan, Ryszard Czarnecki, Tomasz Piotr Poręba, Ryszard Antoni Legutko a nome del gruppo ECR
Dita Charanzová, Ilhan Kyuchyuk, Frédérique Ries, Marielle de Sarnez, Filiz Hyusmenova, Hilde Vautmans, Martina Dlabajová, Ivo Vajgl, Beatriz Becerra Basterrechea, Pavel Telička, Ramon Tremosa i Balcells, Gérard Deprez, Jozo Radoš, Petras Auštrevičius, Johannes Cornelis van Baalen, Marietje Schaake, Ivan Jakovčić, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Robert Rochefort, Louis Michel, Petr Ježek, Antanas Guoga, José Inácio Faria, Philippe De Backer a nome del gruppo ALDE
Pablo Iglesias, Marie-Christine Vergiat, Merja Kyllönen, Kateřina Konečná, Miloslav Ransdorf, Jiří Maštálka, Lola Sánchez Caldentey, Kostadinka Kuneva, Dimitrios Papadimoulis, Kostas Chrysogonos a nome del gruppo GUE/NGL
Jean Lambert, Barbara Lochbihler, Ernest Urtasun, Davor Škrlec, Heidi Hautala, Eva Joly a nom del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo, Rolandas Paksas a nome del gruppo EFDD
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Nepal dopo i terremoti (2015/2734(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Nepal,

–   viste la dichiarazione comune, del 25 aprile 2015, del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, del Commissario per lo sviluppo, Neven Mimica, e del Commissario per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Christos Stylianides, sul terremoto in Asia, nonché altre dichiarazioni ufficiali,

–   vista la dichiarazione resa il 30 aprile 2015 dal presidente della sua delegazione per le relazioni con i paesi dell'Asia meridionale sul terremoto in Nepal,

–   vista la missione della sua delegazione per le relazioni con i paesi dell'Asia meridionale in Nepal in occasione della nona riunione interparlamentare UE-Nepal, che si è tenuta dall'8 al 10 aprile 2015,

–   vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 13 maggio 2013, sul potenziamento degli aiuti d'urgenza, della riabilitazione e della ricostruzione in risposta agli effetti devastanti del sisma in Nepal,

–   visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) del 1966,

–   visto il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali del 1966,

–   viste le iniziative nepalesi post sisma, quali il Piano nazionale di ricostruzione e riabilitazione e la valutazione delle necessità post calamità,

–   visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che la situazione umanitaria in Nepal e nella regione circostante dopo il devastante terremoto del 25 aprile 2015 e il successivo terremoto del 12 maggio permane estremamente grave, con oltre 8 800 vittime registrate finora e un numero ancora maggiore di feriti, e con almeno mezzo milione di abitazioni distrutte, 2,8 milioni di sfollati e milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria urgente;

B.  considerando inoltre che, secondo le stime, 1,7 milioni di bambini sono stati colpiti dallo sfollamento, della morte di uno o di entrambi i genitori o della distruzione delle loro abitazioni e scuole; che gli orfani sono esposti a un crescente rischio di fame, malattia, abbandono e traffico di esseri umani; che la polizia nepalese ha segnalato casi di gruppi di bambini sottratti da adulti che non sono loro famigliari; che è stato annunciato un divieto di viaggio per i minori non accompagnati e che sono state sospese le adozioni internazionali;

C. considerando che, oltre alla terribile perdita di vite umane e ai numerosi feriti, il sisma ha danneggiato gravemente il patrimonio culturale, religioso e storico del paese, inclusi quattro dei sette siti che fanno parte del Patrimonio mondiale dell'umanità nonché migliaia di monumenti, templi e monasteri, colpendo l'identità nazionale e compromettendo fonti di reddito indispensabili;

D. considerando che nelle regioni montuose sono stati segnalati oltre 500 gravi smottamenti di terra, che hanno spesso bloccato il corso di fiumi con il rischio di esondazioni o di inondazioni da collasso di lago glaciale; che il rischio che si verifichino altri smottamenti, esondazioni e inondazioni da collasso di lago glaciale è molto elevato in vista dell'imminente stagione dei monsoni;

E.  considerando le serie preoccupazioni per il rischio di epidemie di malattie trasmissibili, in particolare nelle regioni sovrappopolate e nelle zone in cui l'approvvigionamento idrico e i sistemi igienico-sanitari sono stati compromessi;

F.  considerando che l'arrivo delle piogge monsoniche, previsto a breve, si ripercuoterà in misura significativa sulle operazioni di soccorso, in particolare nelle zone più periferiche;

G. considerando che, secondo le stime dell'ONU, 1,4 milioni di persone necessitano di aiuti alimentari a causa dei gravi danni alle attività basate sull'agricoltura; che la stagione della semina inizia questo mese e che circa 236 000 persone hanno bisogno di fattori di produzione agricoli, tra cui sementi di riso e di ortaggi, e che la situazione è aggravata dalle forti perdite di capi di bestiame; che gli agricoltori che perdono questa stagione di semina non potranno realizzare raccolti prima della fine del 2016;

H. considerando che il Commissario Stylianides si è recato in visita nelle regioni colpite assieme al Sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Valerie Amos, dal 30 aprile al 2 maggio 2015;

I.   considerando che l'UE e i suoi Stati membri hanno fornito una consistente assistenza finanziaria in risposta alla calamità, con l'erogazione immediata di 6 milioni di EUR per le necessità urgenti e con un finanziamento complessivo finora di 22,6 milioni di EUR da parte della Commissione, oltre a mettere a disposizione strumenti di soccorso e squadre di ricerca e di soccorso a titolo del meccanismo di protezione civile dell'Unione europea;

J.   considerando, tuttavia, che il 4 giugno 2015 il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite ha affermato che i finanziamenti internazionali a favore del Nepal sono tuttora insoddisfacenti e che le Nazioni Unite hanno ricevuto solamente 120 milioni di dollari USA (USD) dei 422 milioni di USD che erano stati promessi;

K. considerando che il centro di soccorso inaugurato recentemente e l'area di assistenza umanitaria che ha fornito pasti a 200 000 persone per due settimane, sostenuti anche con finanziamenti dell'Unione europea, hanno funzionato bene e costituiscono buoni esempi della via seguita dal governo prima del sisma;

L.  considerando, tuttavia, che le operazioni di soccorso sono state ostacolate da infrastrutture limitate e danneggiate, ma che sono state create rotte di rifornimento attraverso i paesi confinanti, in particolare l'India con la sua "Operazione amicizia";

M. considerando che, sebbene siano stati in parte risolti, permangono dei problemi relativi alla lungaggine delle procedure doganali per gli aiuti umanitari inviati in Nepal da donatori ufficiali e privati; che l'esenzione dai dazi all'importazione per 30 giorni è giunta a scadenza ed è stata sostituita da un elenco di merci che sono interamente o parzialmente esenti da imposte sull'importazione e che, di conseguenza, su alcuni articoli di soccorso vengono ora riscossi dazi all'importazione;

N. considerando che migliaia di persone bisognose di aiuto a seguito dei terremoti rischiano di essere abbandonate a se stesse in base alle preoccupanti indicazioni secondo cui le discriminazioni di genere, di casta ed etniche stanno ostacolando gli aiuti; che oltre il 50% della popolazione dalit del paese è ancora in attesa di un tetto e di razioni alimentari;

O. considerando che, secondo le stime del Ministero delle Finanze nepalese, i costi della ricostruzione ammonterebbero a circa 10 miliardi di USD, pari alla metà del PIL annuale del paese;

P.  considerando che il governo nepalese ha annunciato la convocazione, il 25 giugno 2015, di una conferenza internazionale a Kathmandu, intesa a mobilitare il sostegno finanziario internazionale per la ricostruzione e il risanamento del paese;

Q. considerando che il Nepal, uno dei paesi più poveri al mondo, è emerso soltanto recentemente e lentamente da 10 anni di guerra civile; che, ciò nondimeno, il governo si è sforzato negli ultimi anni per prepararsi all'eventualità prevista di un forte sisma;

1.  esprime le più sentite condoglianze a tutti coloro che sono stati colpiti da questa terribile tragedia, tra cui le famiglie delle oltre 8 800 persone che hanno perso la vita in Nepal, in India, in Cina e in Bangladesh;

2.  plaude agli sforzi compiuti dalle istituzioni e dalla società nepalesi in seguito ai terremoti;

3.  si compiace dell'assistenza immediata fornita al Nepal dalla Commissione e dagli Stati membri e invita la comunità internazionale a continuare ad assistere il governo nepalese con aiuti umanitari a breve termine e a coadiuvarlo negli sforzi a lungo termine di ripresa e riabilitazione, prestando altresì particolare attenzione al settore agricolo e alle zone difficilmente raggiungibili, nonché a tenere fede agli impegni assunti;

4.  sottolinea l'importanza dell'assistenza sanitaria d'urgenza e delle misure intese a prevenire le epidemie di malattie trasmissibili; invita l'UE e la comunità internazionale a sostenere la rivitalizzazione delle strutture e dei servizi sanitari nel paese, in particolare nelle zone periferiche, anche tramite la fornitura di tende e attrezzature mediche per le strutture sanitarie danneggiate o distrutte;

5.  invita il governo nepalese e la comunità internazionale a garantire quanto prima il ricongiungimento familiare dei minori separati dalle loro famiglie e a porre i bambini al centro degli interventi umanitari; chiede inoltre di prestare un'attenzione speciale alla particolare vulnerabilità dei minori, inclusi i numerosi casi di malnutrizione e i rischi di violenza e di tratta di esseri umani; sottolinea l'importanza del ritorno a scuola dei minori;

6.  esprime preoccupazione per le denunce di violenze e di molestie nei confronti di donne e bambini nei campi provvisori e invita il governo nepalese ad adottare ulteriori misure per garantire la sicurezza delle persone vulnerabili e a indagare su tali denunce;

7.  chiede alla comunità internazionale di aiutare il governo nepalese a salvare e a ripristinare il patrimonio culturale, religioso e storico che ha subito danni;

8.  sottolinea le stime delle Nazioni Unite circa l'urgente necessità di un ulteriore importo di 298,2 milioni di USD per fornire assistenza umanitaria, soprattutto visto l'avvicinarsi della stagione monsonica, e chiede un rinnovato impegno a livello internazionale per far fronte a queste impellenti necessità di finanziamento;

9.  esorta il governo nepalese a risolvere i restanti problemi riguardo alle procedure doganali per le forniture umanitarie, ad abolire le cosiddette "tasse sui soccorsi" applicate dalla polizia locale sulle forniture umanitarie alle frontiere del Nepal e a collaborare con le agenzie umanitarie per garantire che gli aiuti raggiungano celermente le località che ne hanno bisogno;

10. manifesta inquietudine per le denunce di discriminazione nella distribuzione degli aiuti umanitari e invita il governo nepalese a garantire che tali aiuti raggiungano le persone che ne hanno bisogno, a prescindere dalla loro identità e dalla provenienza degli aiuti; chiede inoltre al Vicepresidente/Alto rappresentante di affrontare la questione al massimo livello politico possibile nel contesto dei suoi contatti con il Nepal;

11. elogia i governi della regione, in particolare il governo indiano, per l'assistenza fornita nell'ambito dello sforzo umanitario internazionale; invita la Commissione, gli Stati membri e i soggetti interessati a livello internazionale a proseguire il lavoro con il governo nepalese e con altri governi della regione sul tema della preparazione e della resilienza alle calamità naturali, anche per quanto riguarda la messa a punto di norme di costruzione, infrastrutture e piani di emergenza; sottolinea che il Piano nazionale di ricostruzione e riabilitazione dovrebbe occuparsi anche di altre questioni fondamentali, tra cui la lotta alla povertà, la tutela ambientale e il cambiamento climatico;

12. sottolinea che il Nepal, quale paese postbellico, deve compiere ulteriori sforzi a livello nazionale e ottenere un maggiore sostegno internazionale nella sua transizione verso la democrazia; invita le forze politiche nepalesi a collaborare in uno spirito costruttivo e aperto al compromesso ai fini dell'adozione di una nuova costituzione democratica e inclusiva, che soddisfi le aspirazioni del popolo nepalese, quale passo decisivo del processo di pace e contributo significativo a una celere ed efficace ripresa post calamità; si compiace al riguardo dell'accordo raggiunto l'8 giugno 2015 tra i principali partiti politici del Nepal;

13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e all'assemblea costituente del Nepal, ai governi e ai parlamenti dell'Associazione dell'Asia del Sud per la cooperazione regionale e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

 

 

 

 

 

Avviso legale