Procedura : 2015/2838(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0845/2015

Testi presentati :

RC-B8-0845/2015

Discussioni :

PV 10/09/2015 - 5.1
CRE 10/09/2015 - 5.1

Votazioni :

PV 10/09/2015 - 8.1

Testi approvati :

P8_TA(2015)0314

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 180kWORD 84k
9.9.2015
PE565.813v01-00}
PE565.815v01-00}
PE565.818v01-00}
PE565.820v01-00}
PE565.823v01-00} RC1
 
B8-0845/2015}
B8-0847/2015}
B8-0850/2015}
B8-0852/2015}
B8-0855/2015} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

Verts/ALE (B8‑0845/2015)

ECR (B8‑0847/2015)

PPE (B8‑0850/2015)

ALDE (B8‑0852/2015)

S&D (B8‑0855/2015)


sulla Russia, in particolare sui casi di Eston Kohver, Oleg Sentsov e Olexandr Kolchenko (2015/2838(RSP))


Cristian Dan Preda, Tunne Kelam, Elmar Brok, Eduard Kukan, Patricija Šulin, Lorenzo Cesa, Brian Hayes, Claude Rolin, Giovanni La Via, Marijana Petir, Jiří Pospíšil, Jarosław Wałęsa, Andrey Kovatchev, Bogdan Brunon Wenta, Davor Ivo Stier, Ramón Luis Valcárcel Siso, Andrej Plenković, Therese Comodini Cachia, Csaba Sógor, Tomáš Zdechovský, Artis Pabriks, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Barbara Kudrycka, László Tőkés, Monica Macovei, Ivan Štefanec, Jaromír Štětina, David McAllister, Pavel Svoboda, Michaela Šojdrová, Tadeusz Zwiefka, Luděk Niedermayer, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, József Nagy, Stanislav Polčák, Dubravka Šuica, Gabrielius Landsbergis, Adam Szejnfeld, Inese Vaidere, Anna Maria Corazza Bildt, Roberta Metsola a nome del gruppo PPE
Pier Antonio Panzeri, Josef Weidenholzer, Knut Fleckenstein, Victor Boştinaru, Richard Howitt, Ioan Mircea Paşcu, Elena Valenciano, Nicola Caputo, Neena Gill, Eric Andrieu, Maria Arena, Roberto Gualtieri, Victor Negrescu, Zigmantas Balčytis, Kati Piri, Hugues Bayet, Afzal Khan, Eider Gardiazabal Rubial, Jeppe Kofod, Brando Benifei, Vincent Peillon, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Javi López, David Martin, Daciana Octavia Sârbu, Flavio Zanonato, Andi Cristea, Cătălin Sorin Ivan, Julie Ward, José Blanco López, Tibor Szanyi, Vilija Blinkevičiūtė, Biljana Borzan, Enrico Gasbarra, Alessia Maria Mosca, Andrea Cozzolino, Viorica Dăncilă, Damiano Zoffoli, Doru-Claudian Frunzulică, Maria Grapini, Kashetu Kyenge, Krystyna Łybacka, Sorin Moisă, Tonino Picula, Miroslav Poche, Claudia Tapardel, Marju Lauristin, Elena Gentile, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Emilian Pavel, Liliana Rodrigues, Jutta Steinruck a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Mark Demesmaeker, Geoffrey Van Orden, Ruža Tomašić, Jana Žitňanská, Roberts Zīle, Ashley Fox, Ryszard Antoni Legutko, Anna Elżbieta Fotyga, Zdzisław Krasnodębski, Ryszard Czarnecki, Tomas Piotr Poręba, Zbigniew Kuźmiuk, Stanisław Ożóg, Karol Karski, Janusz Wojciechowski, Jadwiga Wiśniewska, Branislav Škripek a nome del gruppo ECR
Kaja Kallas, Pavel Telička, Frédérique Ries, Marietje Schaake, Urmas Paet, Marielle de Sarnez, Ramon Tremosa i Balcells, Izaskun Bilbao Barandica, Juan Carlos Girauta Vidal, Valentinas Mazuronis, Petras Auštrevičius, Martina Dlabajová, Beatriz Becerra Basterrechea, Nedzhmi Ali, Dita Charanzová, Gérard Deprez, Fredrick Federley, Nathalie Griesbeck, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Louis Michel, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jozo Radoš, Ivo Vajgl a nome del gruppo ALDE
Rebecca Harms, Indrek Tarand, Heidi Hautala, Tamás Meszerics, Barbara Lochbihler, Igor Šoltes, Ulrike Lunacek, Davor Škrlec a nome del gruppo Verts/ALE
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Russia, in particolare sui casi di Eston Kohver, Oleg Sentsov e Olexandr Kolchenko (2015/2838(RSP))  

Il Parlamento europeo,

      vista la Costituzione russa, in particolare l'articolo 118, che attribuisce ai soli tribunali il potere di amministrare la giustizia nella Federazione russa, e l'articolo 120, che sancisce l'indipendenza dei giudici, che sono soggetti unicamente alla Costituzione russa e alle leggi federali,

–       viste la sua risoluzione del 12 marzo 2015, sull'assassinio del leader di opposizione russo Boris Nemtsov e lo stato della democrazia in Russia(1), e le sue precedenti relazioni e risoluzione sulla Russia, segnatamente le sue risoluzioni del 15 gennaio 2015 sulla Russia, in particolare il caso di Alexey Navalny(2), del 30 aprile 2015, sul caso di Nadiya Savchenko(3) e del 10 giugno 2015, sullo stato delle relazioni UE-Russia(4),

–       vista la dichiarazione rilasciata il 19 agosto 2015 dal vicepresidente/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/HR), Federica Mogherini, in relazione alla sentenza emessa nei confronti dell'ufficiale di polizia estone Eston Kohver,

–       vista la dichiarazione rilasciata il 25 agosto 2015 dal VP/HR in relazione alle condanne inflitte da un tribunale russo ai cittadini ucraini Oleg Sentsov e Olexandr Kolchenko,

–       viste le sue precedenti relazioni e risoluzioni sulla Russia, in particolare la sua raccomandazione al Consiglio, del 23 ottobre 2012, sull'applicazione di restrizioni comuni in materia di visti ai funzionari russi coinvolti nel caso Sergej Magnitskij(5), le sue risoluzioni del 13 giugno 2013, sullo Stato di diritto in Russia, del 13 marzo 2014, sulla Russia: condanna di manifestanti coinvolti nei fatti di Piazza Bolotnaya(6), e del 23 ottobre 2014, sulla chiusura della ONG "Memorial" (vincitrice del premio Sakharov 2009) in Russia(7), nonché la sua raccomandazione al Consiglio, del 2 aprile 2014, concernente l'applicazione di restrizioni comuni in materia di visti ai funzionari russi coinvolti nel caso Sergej Magnitskij(8),

–       vista la settima relazione periodica sulla Federazione russa(9) esaminata dal Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani nella sua 3136esima e 3137esima riunione(10), svoltesi rispettivamente il 16 e 17 marzo 2015,

−      viste le consultazioni UE-Russia in materia di diritti umani del 28 novembre 2013,

–       visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.     considerando che la Federazione russa, in quanto membro a pieno titolo del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e delle Nazioni Unite, si è impegnata a rispettare i principi della democrazia, lo Stato di diritto, le libertà fondamentali e i diritti umani; che le numerose, gravi violazioni dello Stato di diritto e l'adozione di leggi restrittive negli ultimi mesi hanno suscitato seri timori circa il rispetto da parte russa degli obblighi internazionali e nazionali; che l'Unione europea ha offerto a più riprese assistenza e consulenza supplementari per aiutare la Russia ad ammodernare e rispettare il proprio ordine costituzionale e giuridico, in linea con le norme del Consiglio d'Europa;

B.     considerando che l'ufficiale di polizia estone Eston Kohver è stato rapito nel settembre 2014 in territorio estone dal Servizio federale di sicurezza russo (FSB) e successivamente detenuto illegalmente in Russia, il che costituisce una chiara e seria violazione del diritto internazionale;

C.     considerando che il registra ucraino Oleg Sentsov e l'attivista per i diritti civili Olexandr Kolchenko, che si sono opposti all'annessione illegale della penisola di Crimea da parte russa, sono stati arrestati nel maggio 2014 per presunte attività svolte in Crimea e sono stati trattati come cittadini russi, sebbene in possesso della cittadinanza ucraina;

D.     considerando che sia nel caso di Sentsov che in quello di Kolchenko si è parlato di torture e gravi maltrattamenti per ottenere illegalmente deposizioni cui successivamente è stato attribuito valore legale;

E.     considerando che Sentsov e Kolchenko sono stati processati davanti a un tribunale militare per reati che i tribunali civili sono pienamente competenti a conoscere; che il processo è stato viziato da molteplici, gravi violazioni procedurali;

F.     considerando che, nella sua relazione pubblicata nell'aprile 2014 successivamente a una visita ufficiale in Russia, il relatore speciale sull'indipendenza di giudici e avvocati del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite, Gabriela Knaul, ha espresso forti preoccupazioni per le denunce di minacce dirette e indirette, influenza indebita, ingerenze e pressioni sulla magistratura;

G.     considerando che è sempre più necessaria una politica globale ferma e coerente dell'Unione nei confronti della Russia cui tutti gli Stati membri si attengano;

H.     considerando che il pacchetto di misure per l'attuazione degli accordi di Minsk prevedeva la liberazione e lo scambio di tutti gli ostaggi e di tutte le persone detenute illegalmente, sulla base del principio "all-for-all";

I.      considerando che negli ultimi anni diversi processi e procedimenti giudiziari, tra cui quelli relativi ai casi Navalny, Magnitskij e Chodorkovskij, hanno sollevato dubbi circa l'indipendenza e l'imparzialità delle istituzioni giudiziarie della Federazione russa;

J.      considerando che l'Unione europea ha offerto a più riprese assistenza e consulenza supplementari, attraverso il partenariato per la modernizzazione, per sostenere la Russia nei suoi sforzi volti ad ammodernare e rispettare il proprio ordine costituzionale e giuridico, in linea con le norme del Consiglio d'Europa;

1.      condanna fermamente la sentenza pronunciata dal tribunale regionale di Pskov nonché l'intero processo a carico dell'ufficiale di polizia estone Eston Kohver, condannato a 15 anni di prigione dopo essere stato rapito nel 2014 in territorio estone, paese che fa parte dell'Unione europea; ritiene che il caso violi il diritto internazionale e le norme elementari di giustizia;

2.      esorta la Federazione russa ad agire conformemente ai suoi impegni internazionali e a rilasciare immediatamente Eston Kohver garantendo il suo ritorno in Estonia in condizioni di sicurezza;

3.      esprime la profonda convinzione che, sin dall'inizio, Eston Kohver non abbia goduto del diritto a un processo equo, dal momento che non vi sono state udienze pubbliche, che il console estone non è stato autorizzato ad assistere alle udienze, che a Kohver è stata negata un'assistenza legale adeguata, che gli è stato inoltre impedito di ricevere le visite della moglie e dei familiari e che è stato obbligato a sottoporsi a un esame psichiatrico senza fondamento i cui dettagli restano sconosciuti;

4.      condanna risolutamente la condanna e l'incarcerazione illegali di Oleg Sentsov e Olexandr Kolchenko; invita la Federazione russa a rilasciarli immediatamente e a garantire il loro ritorno in Ucraina in condizioni di sicurezza; chiede che le autorità russe avviino immediatamente un'indagine imparziale ed efficace sulle accuse di torture che sono state avanzate dai difensori e dai testimoni e che il pubblico ministero ha respinto durante il processo; chiede che tale indagine sia aperta anche agli osservatori internazionali;

5.      chiede la liberazione di tutti i cittadini ucraini detenuti illegalmente, tra cui Nadiya Savchenko, poiché ciò è conforme al pacchetto di misure concordato per l'attuazione degli accordi di Minsk e all'impegno di liberare tutti gli ostaggi e tutte le persone detenute in relazione al conflitto in Ucraina;

6.      deplora il fatto che nella Federazione russa la legge e la giustizia siano utilizzate come strumenti politici, in violazione del diritto e delle norme internazionali, il che ha permesso di condannare il registra ucraino Oleg Sentsov e Olexandr Kolchenko rispettivamente a venti e dieci anni di carcere per aver espresso la propria opinione, che rifletteva una posizione attiva pro Ucraina contro l'annessione illegale della Crimea da parte della Federazione russa; sottolinea in ogni caso che non avrebbero dovuto essere processati da un tribunale militare e che tutte le deposizioni ottenute mediante tortura o altri metodi illegali dovrebbero essere escluse;

7.      condanna fermamente le palesi violazioni dell'integrità territoriale di Ucraina ed Estonia avvenute con il rapimento di cittadini di questi due paesi al fine di processarli davanti a un tribunale russo;

8.      richiama l'attenzione sul fatto che i tribunali russi non hanno competenza per giudicare atti commessi al di fuori del territorio internazionalmente riconosciuto della Russia e sottolinea che in tutti e tre i casi in questione i procedimenti giudiziari non dovrebbero essere considerati legittimi; invita il Consiglio e la Commissione a sollevare tali casi nei loro contatti con le autorità russe e a riferire al Parlamento; invita gli Stati membri a fare lo stesso in sede di incontri bilaterali;

9.      sottolinea che le autorità e il personale giudiziario russi hanno la piena responsabilità della sicurezza e del benessere dei detenuti e che deve essere rigorosamente rispettato il diritto di questi ultimi a ricevere le visite dei familiari, avere contatti con i propri rappresentanti diplomatici, ricevere un'assistenza medica adeguata, beneficiare di assistenza giudiziaria e consolare nonché godere di accesso pieno, sia direttamente che tramite i loro rappresentanti legali, alla totalità dei documenti e delle prove attinenti alle imputazioni mosse nei loro confronti;

10.    ricorda alla Russia l'importanza del rigoroso rispetto dei suoi obblighi internazionali e le rammenta che le decisioni giudiziarie devono essere prese in modo efficace, imparziale e indipendente, nel pieno rispetto del diritto e sulla base di prove legittime, senza alcuna ingerenza politica; ritiene che la Federazione russa, in quanto membro del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, debba onorare gli impegni che ha sottoscritto;

11.    chiede che si intensifichi il monitoraggio permanente delle violazioni dei diritti umani in Russia e nei territori attualmente annessi dalla Russia; esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti umani e invita le autorità russe a rispettare tali diritti, tra cui il diritto alla libertà di espressione, associazione e riunione e il principio di legalità, in Russia così come in Crimea, a seguito dell'annessione illegale di quest'ultima; rileva che la Russia continua a violare la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo;

12.    sollecita il Presidente del Consiglio europeo e il VP/HR a presentare una strategia politica globale che consenta all'Unione di riprendere l'iniziativa e di perseguire una politica più chiara nei confronti della Russia;

13.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e al Presidente, al governo e al Parlamento della Federazione russa.

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0074.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0006.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0186.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2015)0225.

(5)

GU C 68 E del 7.3.2014, pag 13.

(6)

Testi approvati, P7_TA(2014)0253.

(7)

Testi approvati, P8_TA(2014)0039.

(8)

Testi approvati, P7_TA(2014)0258.

(9)

CCPR/C/RUS/7.

(10)

CCPR/C/SR.3136 and 3137.

Avviso legale